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Telegrammi. 173



TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 173 del 27 aprile 2010
Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail:
nbawac at tin.it
 
Sommario di questo numero:
1. Il 25 aprile al centro sociale "Valle Faul" a Viterbo commemorata la Liberazione dal nazifascismo
2. Elena Milashina ricorda Anna Politkovskaya
3. Giselle Dian presenta "Haring" di Renato Barilli
4. Marta Mureddu presenta "Il mondo nuovo. Ritorno al mondo nuovo" di Aldous Huxley
5. "Azione nonviolenta"
6. Quasi una lettera aperta alla parte ragionevole ed anche alla parte irragionevole del Pd di Viterbo
7. Indice dei "Telegrammi" di febbraio 2010
8. La "Carta" del Movimento Nonviolento
9. Per saperne di piu'
 
1. INCONTRI. IL 25 APRILE AL CENTRO SOCIALE "VALLE FAUL" A VITERBO COMMEMORATA LA LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO
 
Presso il centro sociale autogestito "Valle Faul" a Viterbo domenica 25 aprile e' stata commemorata la Liberazione dal nazifascismo.
Nel corso dell'incontro a tutti i partecipanti sono state diffuse la raccolta integrale delle epigrafi per donne, uomini e citta' della Resistenza scritte da Piero Calamandrei, e una raccolta di versi e brevi prose di Primo Levi.
Un discorso commemorativo e' stato tenuto dal responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo, che ha evidenziato come essere fedeli alla Resistenza, alla Liberazione, alla Costituzione della Repubblica Italiana, richieda oggi un impegno nonviolento nitido e intransigente contro la guerra e contro il razzismo, in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
 
2. TESTIMONIANZE. ELENA MILASHINA RICORDA ANNA POLITKOVSKAYA
[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59 at libero.it) per averci messo a disposizione nella sua traduzione il seguente intervento di Elena Milashina dal titolo "Il mondo e' ancora silenzioso".
Elena Milashina e' cronista per la "Novaya Gazeta" e risiede a Mosca; nel 2009 ha ricevuto il Premio “Alison Des Forges”, conferitole da Human Rights Watch per il suo impegno per i diritti umani]
 
Ricordo chiaramente il giorno in cui appresi che la mia amica e collega, Anna Politkovskaya, era stata assassinata.
Ero nel mio ufficio, e lavoravo al nuovo numero di “Novaya Gazeta” il principale quotidiano indipendente russo. Alle 6 del mattino, l'editore capo Dimitri Muratov mi annuncio' che avevano sparato ad Anna un'ora prima. La notizia era scioccante, ma assolutamente prevedibile. Come molti di noi alla "Novaya Gazeta", Anna era stata in bilico sul confine fra la vita e la morte per un periodo di tempo assai lungo: cosi' lungo che ci eravamo abituati alla minaccia di perderla.
Era il 7 ottobre 2006. Anna, la giornalista piu' famosa in Russia, era stata uccisa fuori dal suo appartamento. Fu un omicidio su commissione, e noi tutti capimmo perche' era accaduto; le autorita', sia in Russia sia in Cecenia, erano disturbate dai nostri reportage e dalle nostre indagini, ed avevano dichiarato “nemici” i giornalisti della "Novaya Gazeta". Anna era in cima a quella lista.
Era una dei pochissimi reporter che continuavano a parlare della Cecenia, la regione contesa dove due anni di guerre per l'indipendenza hanno finito per produrre uno dei piu' duri regimi totalitari mai visti, del tutto benedetto da Mosca.
Nel 2006, i giornalisti in maggioranza avevano semplicemente smesso di recarsi in Cecenia, e scrivevano favole sulla supposta stabilita' che le forze di Mosca avevano ottenuto nella regione. Ma Anna non si sarebbe mai tirata indietro allo stesso modo. Scrisse delle torture, dei rapimenti, delle uccisioni di civili innocenti per mano delle autorita' russe e cecene, azioni che non sono ancora state punite. E oso' anche scrivere che il presidente ceceno Ramzan Kadyrov e quello russo Vladimir Putin erano responsabili in prima persone per queste atroci violazioni dei diritti umani.
Quando seppi della morte di Anna, stetti in piedi tutta la notte a rovistare negli archivi della "Novaya Gazeta", risalendo al 1999, quando Anna aveva iniziato a lavorare per il giornale. Ho spulciato i suoi articoli per estrarne i piu' importanti. Ma Anna non ha mai scritto qualcosa che non fosse importante. Ha scritto del dolore e della sofferenza delle persone, criticando senza remissione le autorita' russe e cecene per le loro politiche e le loro azioni. In totale, Anna scrisse cinquecento articoli per la "Novaya Gazeta". E questo e' il motivo per cui e' morta.
Poco tempo prima della sua morte, Anna mi disse che presto sarebbe diventata nonna, e che avrebbe lasciato il lavoro perche' “i nipotini rendono la vita degna di essere vissuta”. Ma non ha mai incontrato la sua prima nipote, che e' nata nel febbraio 2007 e che porta il suo nome.
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Dopo il suo assassinio, io presi il lavoro da dove Anna lo aveva lasciato, e cominciai a fare viaggi in Cecenia. Dapprima vi andai su incarico del giornale, ma da quando la "Novaya Gazeta" ha giudicato troppo pericoloso assegnare giornalisti alla regione ci vado di mia iniziativa.
Nonostante le minacce non riesco a fermarmi: e' diventata una questione di principio. Nel luglio 2009, senza avvisare alcuno del mio viaggio, mi recai in Cecenia per investigare sulla questione delle esecuzioni extragiudiziali assieme alla mia amica Natasha Estemirova, attivista per i diritti umani.
Non dimentichero' mai la mia ultima conversazione con lei. Era la sera del 13 luglio, alcune ore prima che io mi imbarcassi su un aereo per tornare a Mosca. Fino a notte inoltrata discutemmo della situazione in Cecenia e nel nord del Caucaso. Al termine della conversazione, dissi a Natasha che la situazione in Cecenia era straordinariamente pericolosa. “Devi andartene”, le dissi, “Devi fermarti per un po', e prenderti cura della tua figlia quindicenne”. Ricordo che addirittura scherzammo sul fatto che sarebbe stata una vergogna se lei fosse stata uccisa prima di poter scrivere un libro sulla Cecenia.
Partii per Mosca il 14 luglio, Natasha resto'. Il 15 luglio Natasha venne rapita e assassinata. Sono passati nove mesi dal suo omicidio. Non ci sono dubbi che sia stata uccisa per aver portato alla luce gli abusi commessi dalle forze dell'ordine e dalle agenzie di sicurezza in Cecenia. Noi sappiamo chi le ha sparato, e chi ha dato l'ordine di farlo. Anche gli investigatori lo sanno. Ma i suoi assassini sono sotto la protezione del Cremlino, e quindi intoccabili. E' la stessa faccenda per il caso di Anna Politkovskaya: dopo piu' di tre anni, nessuno e' stato punito.
*
La gente spesso mi chiede se mi spaventa fare cio' che faccio, dopo che cosi' tanti amici e colleghi sono morti. Si', sono spaventata, ma non per la mia vita. Intendo continuare il mio lavoro in Cecenia e nella regione del nord del Caucaso: perche' sono piu' spaventata dalle conseguenze del non rendere nota la verita' che dal morire.
Ricordo come il mondo reagi' all'assassinio di Anna. Leader internazionali chiesero alle autorita' russe di scoprire e punire i colpevoli. Le organizzazioni internazionali dichiararono che l'omicidio di un giornalista e' un abuso inaccettabile. La gente in tutto il mondo scese in strada in ricordo della coraggiosa donna che era stata assassinata per aver fatto il proprio lavoro. Cos'e' cambiato? Se qualcosa e' cambiato, e' cambiato in peggio.
Dopo la morte di Anna, una nuova stagione di uccisioni ha avuto inizio nel mio paese. Attivisti per i diritti umani e giornalisti vengono ammazzati con tale frequenza, in Russia, che la notizia della nuova vittima non appassiona piu' nessuno. Solo durante lo scorso anno sei fra attivisti, dissidenti politici e giornalisti sono stati assassinati. Tutti lavoravano per lo stesso scopo: fare in modo che le autorita' russe rispondessero per gli omicidi illegali di civili nel nord del Caucaso. Io conoscevo tutte e sei le vittime. Tre di esse erano miei amici. So che per nessuno di questi omicidi sono in corso indagini.
Questo non preoccupa ne' svergogna le autorita' russe. Al contrario, esse incoraggiano gli assassini fornendo loro impieghi governativi e garantendo loro l'impunita' legale.
Resta il fatto che i giornalisti e gli attivisti per i diritti umani che ancora osano dire la verita' sono un mal di testa per le autorita' russe, le quali usano la medicina piu' forte che sia disponibile per evitare di riconoscere le proprie responsabilita': l'omicidio. Una medicina di questo tipo da' assuefazione. Le autorita' russe ne sono intossicate.
Ma il mondo e' ancora silenzioso. E questo silenzio mi spaventa piu' di ogni altra cosa.
 
3. LIBRI. GISELLE DIAN PRESENTA "HARING" DI RENATO BARILLI

[Ringraziamo Giselle Dian (per contatti: gipsy91 at live.it) per questa recensione.

Giselle Dian fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo]

 

Renato Barilli, Haring, "Art dossier" Giunti, Firenze 2000.

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L'autore

Renato Barilli e' nato a Bologna nel 1935. E’ un critico d’arte e un critico letterario italiano. Laureato in lettere nel 1958, prese parte alla neoavanguardia degli anni Sessanta in ambito letterario facendo parte del Gruppo 63. Dal 1970 ha insegnato estetica e poi dal 1972 storia dell'arte contemporanea all'Universita' di Bologna, presso il Dams, e dal 1980 e' professore ordinario di fenomenologia degli stili. Dirige il dipartimento delle arti visive. Ha scritto numerosi saggi di storia dell'arte e di critica letteraria, occupandosi in particolare di arte e letteratura contemporanea e del Postmoderno, ed ha curato numerose mostre. Parallelamente alla Transavanguardia di Achille Bonito Oliva ha scoperto e promosso il gruppo di artisti italiani da lui definito dei Nuovi-nuovi ed e' stato tra i primi ad occuparsi dell'utilizzo del computer e dei nuovi media nel campo dell'arte. Nel 1998 ha vinto il Premio Feronia - Citta' di Fiano per la critica militante.

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L'artista

Keith Haring nasce il 4 maggio 1958 a Reading in Pennsylvania; primo ed unico maschio di quattro figli. Il padre e' il caporeparto di una societa' elettrica mentre la madre e' casalinga.

In occasione della visita all’Hirshhorn Museum a Washington ammira le opere di Andy Warhol, che lasciano in lui una profonda traccia. Nel 1976 si iscrive all’Ivy School of Professional Art di Pittsburgh scegliendo l’indirizzo di grafica pubblicitaria, ma dopo i primi due semestri abbandona la scuola dedicandosi solo ed esclusivamente all’arte.

Nel 1978 si trasferisce a New York, citta' che gli avrebbe offerto maggiori possibilita'. Qui si iscrive alla School of Visual Arts (Sva). Cerca il contatto con il pubblico esponendo i suoi disegni in locali pubblici e per le strade. Stringe rapporti di amicizia con artisti come Kenny Scharf e Jean-Michel Basquiat.

Dal 1980 attira l’attenzione con i subway drawings, ovvero decorando gli spazi pubblicitari liberi all’interno della metropolitana di New York. Decide in seguito di lasciare la Sva e comincia ad organizzare diverse mostre collettive al Club 57 e al Mudd Club.

Nel 1982 Tony Shafrazi diventa il gallerista di Haring. Per la sua prima personale l’artista fa uso per la prima volta di quadri di grande formato. I contatti con il panorama della pittura murale lo avvicinano a LA II, un giovane graffitista con il quale collabora.

In poco tampo la sua fama cresce e viene conosciuto nei Paesi Bassi, in Belgio, in Giappone. In Italia espone alla galleria Lucio Amelio di Napoli. L’artista tiene lezioni di disegno presso le scuole di New York, Amsterdam, Londra, Tokyo e Bordeaux. Nel 1985 espone per la prima volta le proprie sculture in acciaio e alluminio alla Galleria di Leo Castelli di New York.

In questo periodo cresce il suo impegno politico e si schiera contro l’apartheid. Nel  1986 apre il primo Pop Shop a Soho con l’obiettivo del contatto con il pubblico. Dopo aver contratto l’infezione da Hiv realizza dipinti sempre piu' duri e taglienti affiancati da un impegno legato alla ricerca contro l’Aids.

Durante gli ultimi anni di vita esegue pitture murali a Barcellona, Chicago e Pisa, dove dipinge una facciata della Chiesa di Sant’Antonio con il murale intitolato “Tuttomondo”. In questi anni crea una fondazione che ha il compito di promuovere progetti per l’infanzia e sostenere le organizzazioni impegnate nella lotta contro l’Aids. Haring muore di Aids il 16 febbraio 1990.

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Il graffitismo

Keith Haring rappresenta il punto piu' alto del fenomeno statunitense della Graffiti Art. Alla base di questo fenomeno possiamo trovare delle tendenze generali dell’arte nel XX secolo, con riferimenti all’arte “primitiva”, ai disegni infantili ed ai soggetti detti “non acculturati” con la loro arte ridenominata Art Brut da Jean Dubuffet. Venivano condannati perche' accusati di obiettivi fatui, esteriori, degni di bambini o appunto di primitivi. Il graffitismo pero' si evolve cosi' che l’iconismo e l’aniconismo diventarono i suoi caratteri; da una parte immagini sempre piu' definite, dall’altra tracciati grafici sempre piu' astratti, indipendenti dal riferimento esterno.

Una differenza estrema in occidente e' la differenza tra il mondo delle immagini e quello della scrittura. I segni rispondono ai suoni, non alle immagini, di conseguenza o si e' tecnici della scrittura o delle immagini. Questa divisione e' rafforzata dalla tipografia, il mezzo per stampare, che sostituisce il lavoro che prima veniva compiuto dagli amanuensi e dai miniatori.

Ripercorrendo la storia ogni grande artista ha cercato di rinnovare l’arte: Picasso “simula” la presenza di volumi cubici ma nello stesso tempo si compiace quando effettua grafismi senza staccare la matita dal foglio, e Matisse comincia dipingendo l’intimismo borghese per poi sfociare in sagome elementari.

Verso la meta' del Novecento ogni artista statunitense si avvicino' al graffitismo: Jean Dubuffet e il gruppo Cobra, Mark Tobey, Pollock. Questi alcuni degli artisti che hanno influenzato la prima gioventu' di Haring.

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La dimensione metropolitana

Alcuni grandi protagonisti delle avanguardie storiche volevano azzerare il mondo tecnologico delle macchine ma per la generazione di Keith Haring la vita metropolitana aveva ormai avuto la meglio e la dimensione underground era diventata come una seconda natura; una natura fatta di non-luoghi come le stazioni, colpite dall’aggressione cromatica e iconica dei manifesti pubblicitari.

La societa' in preda al consumismo, una violenta discriminazione tra i padri-padroni che detenevano il potere e gli emarginati, i disoccupati.

La classe inserita nel meccanismo si riconosceva in un mondo improntato al decoro, alla pulizia, muri bianchi, pareti metalliche verniciate a fuoco, e sosteneva che per avere successo bisognava reprimere le proprie pulsioni alla gioia.

I graffitisti scelgono appunto dei luoghi neutri come i vagoni della metropolitana dove ci si affida alla funzione del trasporto, ad una sorta di sospensione in una cellula asettica. Il loro obiettivo era di trasformare questi luoghi, percio'  rifanno il look esterno ed interno dei vagoni tracciandovi ghirigori.

Ecco che troviamo un esempio di iconismo e aniconismo: i tratti possono alludere a immagini riconoscibili ma spesso si perdono nell’astrazione.

I protagonisti preferirono rinunciare ai loro nomi, utilizzando pseudonimi che accentuano il loro stato di anonimia ed evidenziano la critica del degrado sociale, firmandosi con sigle come: A-One, C-One, Crash, Craze. Essi sentivano il bisogno di rivendicare la dignita' della classe sfruttata ed emarginata intraprendendo lotte urbane armati di bombolette spray.

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I dieci anni brucianti di Haring

Una volta giunto a New York Haring incontra la bande anonime dei graffitisti di strada e apprende da loro cio' che lo avrebbe potuto salvare dalle prescrizioni ricevute dalla sua educazione tradizionale.

Agli inizi degli anni Ottanta disegna fumetti, rendendo le immagini ancora piu' scarne, definendo tracciati schematici cosi' da trovare ideogrammi delle tante culture tribali.

Nei primi tempi si limita a disegnare all’interno dei riquadri ma poi comprende come quelle superfici siano limitanti; i graffitisti non conoscono limiti, il loro lettering si sa dove inizia ma non dove finisce ed e' pronto ad estendersi lungo i vagoni della metropolitana fino ad occupare l’intero convoglio.

Nel 1983 anche Haring entra a far parte della dimensione metropolitana e traccia nelle aree nere dei vuoti pubblicitari, dei profili puri, fatti con estrema sicurezza. Una legge fisica dice che un punto dello spazio puo' essere occupato da un solo corpo ma egli dimostra che le sue figure sono sovrapponibili o incrociabili, sbriciolando l’opera in frammenti grafici.

Per Haring bastano due o tre colori chiave, il piu' possibile puri ed essenziali, ed esclude la possibilita' delle tinte mescolate.

Una delle prima persone a scoprire Haring fu la studiosa italiana Francesca Alinovi la quale scomparve nel 1983 e quando i suoi amici la commemorarono organizzando la mostra “Arte di frontiera“, ospitata nella galleria d’arte di Bologna e poi al palazzo delle esposizioni di Roma, Haring fu presente e non si limito' ad esporre le sue opere ma traccio' i suoi calligrammi sullo zoccolo della facciata del palazzo romano.

Nel 1990 Haring, aggredito dall’Aids, si spense.

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Altri graffitisti

Kenny Scharf segue una logica opposta a quella di Haring, quanto piu' i suoi disegni si riempivano come dei palloncini policromi quelli di Haring si schiacciavano stilizzati. Ronny Cutrone usa delle icone gia' stabilite facendo un collagismo ideale. James Brown sfoltisce l’overall mantenendo lo sfondo leggero per evidenziare il personaggio. Con Futura 2000 tutto avviene in uno spazio cosmico caratterizzato da detriti indistinguibili dalla polvere cosmica, il tutto interrotto da lampi e scintille elettriche. Rammellzee, artista di origine italiana, affronta lo spolverio di asteroidi che ci bombardano come se volessero inghiottire qualsiasi cosa. Infine, Jean-Michel Basquiat amava tracciare immagini corpose ed evidenti con un segno barbarico; immagini che dominano lo sfondo di muri, di spazi degradati, supporti gia' ridotti malamente su cui lascia frasi, battute, parole provocanti.
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Una utile monografia
Questa monografia di Barilli su Haring costituisce una utile analisi della figura e dell'opera dell'artista statunitense, inquadrandole adeguatamente sia nel contesto immediato del graffitismo e della cultura urbana di cui e' rilevante espressione, sia nel piu' ampio contesto della ricerca artistica contemporanea.
 
4. LIBRI. MARTA MUREDDU PRESENTA "IL MONDO NUOVO. RITORNO AL MONDO NUOVO" DI ALDOUS HUXLEY

[Ringraziamo Marta Mureddu (per contatti: kengah_17 at yahoo.it) per questa recensione.

Marta Mureddu studia all'Universita' di Roma e fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo.
Aldous Huxley, umanista e scrittore inglese (1894-1963), membro di una famiglia di prestigiosi intellettuali, lungamente impegnato in un'opera di ricomposizione di diverse e divergenti tradizioni culturali e nella denuncia di fenomeni sociali di crescente alienazione. Tra le opere di Aldous Huxley cfr. almeno Il mondo nuovo, Mondadori, Milano; Filosofia perenne, Adelphi, Milano; Saggi sull'educazione, Armando, Roma]
 
Aldous Huxley, Il mondo nuovo. Ritorno al mondo nuovo, Mondadori, Milano 1933 e 1961, 2010 (edizioni originali: Brave New World, 1932; Brave New World Revisited, 1958).
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Aldous Huxley nasce il 26 luglio 1894 a Godalming, in Inghilterra, da una illustre famiglia. Suo nonno era il noto biologo Thomas Henry Huxley, fervente sostenitore delle teorie darwiniane, suo padre Leonard aveva diretto per lungo tempo il “Cornhill Magazine”, mentre sua madre, Julia Arnold, era nipote del poeta Matthew Arnold.
Si iscrive a Eton per diventare medico, ma appena iniziati gli studi una grave forma di cheratinite gli fa perdere quasi completamente la vista. Costretto a continuare gli studi con precettori privati, impara a leggere libri e spartiti musicali in braille, si dedica allo studio della letteratura inglese e della filologia. A vent’anni, grazie ad una lente d’ingrandimento, riesce a recuperare l’uso di un occhio e puo' iscriversi al Balliol College di Oxford, dove si laurea nel 1915.
Lavora poi per il governo e si dedica all’insegnamento. Nel 1919 sposa Maria Nys, una donna belga rifugiatasi in Inghilterra durante il conflitto mondiale, da cui avra' un figlio, Matthew. Inizia a pubblicare recensioni di teatro, arte, musica e libri sulla prestigiosa rivista “Athenaeum” e sulla “Westminster Gazette” dove conosce John Middleton Murry, Katherine Mansfield e D. H. Lawrence. Con quest’ultimo condivide la passione per l’Italia, dove dimora dal 1923 al 1930 - ad esclusione del ’25 e del ’26, anni che trascorre in India - impegnandosi nella scrittura di racconti e romanzi, tra cui Punto contro punto, del 1928. Nel 1930, dividendosi tra Londra e una tenuta nel sud della Francia, si interessa soprattutto di politica, e raggiunge vasta notorieta' internazionale pubblicando nel 1932 Il mondo nuovo. Nel ’34 e ’35 inizia una serie di viaggi in entroamerica e negli Stati Uniti. E’ qui che nel 1937 entra in contatto con l’equipe medica del dottor Bates di New York, che finalmente cura in modo efficace la sua cornea. Si trasferisce nel sud della California dove recupera quasi completamente la vista. Nel 1942 lavora a L’arte di vedere, gesto di gratitudine verso l’oculista che l’ha curato. Nel ’44 pubblica anche il romanzo Il tempo si deve fermare. Si dedica quindi alla stesura di Filosofia perenne, in cui manifesta un interesse sempre piu' marcato per il misticismo.
Nel ’55 muore la prima moglie e Huxley si risposa l’anno successivo con la torinese Laura Archera che nel ’68 pubblichera' negli Usa il libro di memorie: A Personal View of A. H. A partire dai primi anni Cinquanta lo scrittore abbandona progressivamente la narrativa  per occuparsi della speculazione filosofica, approfondisce gli studi intrapresi in occasione dei viaggi in India e sperimenta su di se' gli effetti di sostanze allucinogene come strumenti per conoscere le capacita' della psiche umana. A questo periodo risalgono Le porte della percezione del ’54 e Paradiso e inferno del ’56. Nel 1958 riprende le tesi discusse ne Il mondo nuovo alla luce dei nuovi avvenimenti nella raccolta di saggi intitolata Ritorno al mondo nuovo. Nel 1960 gli viene diagnosticato un cancro alla lingua e la vista riprende a peggiorare. Nel 1961 un incendio divampa nella sua casa distruggendo tutti i suoi libri e le sue carte. Scrive il suo ultimo romanzo, L’isola.
Si spegne ad Hollywood il 22 novembre 1963, lo stesso giorno dell’assassinio del presidente Kennedy.
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Il mondo nuovo e' ambientato a Londra in uno scenario del futuro e precisamente nell’anno di stabilita' 632 d.F., dopo Ford. La Terra e in mano a dieci Governatori Mondiali, ognuno a capo di uno stato totalitario, vertici di piramidi sociali rigidamente definite e immutabili.
Impersonando uno studente, visitiamo il Centro d’Incubazione e Condizionamento. Qui avviene la fecondazione, rigorosamente in vitro, di ogni ovulo. Gli ovuli Alfa e Beta rimangono negli incubatori fino a completa maturazione, mentre i Gamma, i Delta e gli Epsilon vengono estratti dopo 36 ore per subire il Processo Bokanovsky in cui da ogni uovo si ottengono da otto a novantasei cloni, individui perfettamente identici che diventeranno i futuri Gruppi Bokanovsky. L’ossigenazione, unita ad una dose specifica di siero nutritivo, determina il grado di sviluppo fisico e cerebrale caratteristico di ogni casta. La dose di ormone sessuale, maschile o femminile, stabilisce la percentuale di individui destinati a diventare femmine, maschi o neutri. Gli embrioni familiarizzano precocemente con le condizioni ambientali a cui saranno sottoposti durante il lavoro che svolgeranno. Cosi' si avranno individui Alfa di alta statura ed in buona salute come anche mezzi aborti Epsilon incapaci di svolgere mansioni diverse da quelle per cui sono stati condizionati.
La stabilita' sociale e' garantita dall’ipnopedia e dal condizionamento neo-pavloviano attraverso cui ogni persona impara ad “amare cio' che si deve amare”.
Anche la vecchiaia e' stata sconfitta, non si arriva a oltre 60 anni e rigorosamente in buonissima salute. Il condizionamento alla morte permette di non averne paura.
“Tutti sono felici adesso”. Dopo il lavoro ci si puo' distrarre con il golf elettromagnetico, trascorrere una serata al cinema odoroso, godere della musica sintetica perennemente diffusa come dell’organo a colori.
“Ognuno appartiene a tutti gli altri” in un’armoniosa unicita', sia mentale che fisica. Gli anti-fecondativi che ogni donna assume fin dalla puberta' evitano ogni spiacevole inconveniente. Non essendoci osceni vincoli relazionali di alcun tipo - non esistendo madri, padri, mogli o mariti, e men che meno figli - tutti “sono preservati, nei limiti del possibile, dal provare qualsiasi emozione”.
Qualora si sentisse l’esigenza di evadere, o preoccupazioni bizzarre affiorassero alla mente, il soma, la droga a cui si puo' accedere liberamente, promette esperienze estatiche dal quale ci si risveglia completamente rilassati, un “cristianesimo senza lacrime”.
Bernardo Marx e' un esperto d’ipnopedia, ma dal suo aspetto e dalla bassa statura non si direbbe che e' un Alfa-Plus, corre voce che pensandolo un Gamma qualcuno abbia messo dell’alcool nel surrogato sanguigno. “Sentendosi un paria, si comportava come tale, cio' che aumentava la diffidenza verso di lui e intensificava il disprezzo e l’ostilita' suscitati dai suoi difetti fisici. E questo, a sua volta, accresceva il suo sentimento d’essere estraneo e solo”.
Bernardo s’interessa a Lenina, una giovane Beta che tutti dicono essere molto pneumatica nell’intimita', tuttavia ne disprezza il suo essere normale e virtuosa. L’unica persona con cui Bernardo ha sincero piacere di parlare e' Helmoltz Watson, docente ed educatore nonche' “con un dono speciale per i motti di propaganda e i versi ipnopedici”.
”Cio' che aveva dato a Helmoltz cosi' sconfortante coscienza della sua personalita' e del suo isolamento era l’eccesso di talento. Cio' che i due uomini avevano in comune era la coscienza di essere degli individui”.
Bernardo propone a Lenina un viaggio nella Riserva dei Selvaggi nel New Mexico, uno dei luoghi che, “date le condizioni climatiche e geologiche sfavorevoli non valeva la pena di civilizzare”. Qui incontrano per la prima volta indiani e meticci, bambini nati, anziani ripugnanti. Famiglie non condizionate che parlano lingue morte, che conservano credenze e riti tribali, dove ancora esiste la malattia, dove parole come dolore, amore, morte, sacrificio, sopportazione hanno ancora un significato.
Fanno cosi' la conoscenza di John, un giovane meticcio nato da Linda, una Beta rimasta imprigionata in quel mondo, e da un padre che non ha mai conosciuto.
Decidono di portare il Selvaggio e Linda a Londra, e per un po’ di tempo il successo che Bernardo ne ricava e' sufficiente a proteggerlo dalla minaccia dell’isolamento da parte dei superiori a causa dei suoi comportamenti non conformi alle regole.
John si rifiuta di prendere il soma e ben presto smaschera le contraddizioni su cui si basa il mondo civilizzato, l’attrazione per Lenina risveglia in lui profondi sensi di colpa. Muore la madre Linda e, dopo il tentativo fallito di risvegliare un qualche tipo di coscienza nella gente che lo circonda, decide di isolarsi a vivere in un faro. Ben presto i media, alla ricerca della novita', disturberanno la sua quotidianita'.
E’ un libro da non leggere come un romanzo di fantascienza, poiche’ l’intento dell’autore non era questo, ma piuttosto di esasperare alcuni aspetti della realta' che gia' si prefiguravano, ed inventarne altri, che si sarebbero verificati poi in modo non troppo diverso da quel che aveva predetto scrivendo l'opera nel 1931.
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I saggi di Ritorno al mondo nuovo del 1958 approfondiscono in una lucida analisi i temi trattati nel romanzo, sulla base degli avvenimenti storici avvenuti nell’intervallo di 27 anni.
Dalla prefazione a Ritorno al mondo nuovo: ”I capitoli che seguono andrebbero letti tenendo a mente la rivolta d’Ungheria, e la successiva repressione, la bomba all’idrogeno, il costo di quel che ciascuna nazione chiama la sua ‘difesa’  e le interminabili colonne di ragazzi in divisa, bianchi, neri, bruni, gialli, che marciano obbedienti verso la fossa comune”.
Prendendo in esame il governo sovietico, risulta chiaro come la dittatura stalinista in Russia, modello "1984", in cui il controllo era di tipo violento, esercitato con il castigo della condotta indesiderata, abbia lasciato il passo all’induzione della condotta desiderata, mediante premi e manipolazione apparentemente senza violenza,almeno per quel che riguarda le classi piu' agiate. Esattamente quel che si realizza nel Mondo nuovo, dove l’accesso illimitato a divertimenti e diversivi di ogni tipo (la formula gia' nota ai romani come ‘panem et circenses’) non lascia spazio ad insoddisfazione alcuna, eccetto per rari individui come Bernardo che li trovano noiosi. Il soma stesso e' a sostituzione della tendenza naturale dell’essere umano all’avvicinamento alle religioni: “Potete esser indipendenti da Dio mentre avete la giovinezza e la prosperita'; l’indipendenza non può accompagnarvi sicuramente fino alla morte”. Venendo a mancare la solitudine, la vecchiaia, le perdite, “il sentimento religioso e' superfluo”. L’evasione garantita dal soma corrisponde all’altro mondo a cui fa riferimento la religione, con la differenza che e' a portata di mano sotto forma di compresse.
Huxley individua “forze impersonali” che accelerano la realizzazione della societa' del Mondo nuovo.
La sovrappopolazione per prima favorirebbe l'instabilita' e l’instaurarsi di governi totalitari, in principio nei paesi sottosviluppati e di riflesso nei paesi sviluppati e democratici, dipendenti dai primi per le materie prime. A garanzia del controllo delle nascite nel Mondo nuovo si era individuato un numero ideale di abitanti mondiali e lo si manteneva costante sfruttando le conoscenze in campo biologico. Sorge cosi' un dilemma etico dal constatare come i progressi in campo medico salvino la vita a persone con difetti genetici svantaggiate in partenza e permettano la salute ad individui malati per cui tuttavia non ci sarebbero risorse.
Non meno importante e' la tendenza alla superorganizzazione, espressione negativa della “volonta' d’ordine” benefica che si ritrova nell’arte, nella filosofia e nella scienza. “Biologicamente parlando l’uomo e' un animale di gruppo, e mai completamente e' animale sociale… nella loro forma originaria le societa' umane erano puri e semplici branchi”.
L’errata tendenza a  sostituire l’organizzazione sociale con l’organismo sociale costringe alla depersonalizzazione e alla negazione della liberta' individuale cosi' ben sintetizzata dalla frase ipnopedica ”Ognuno appartiene a tutti gli altri” spesso ripetuta dai personaggi.
Di qui la necessita' di ritornare alle ”piccole comunita' provinciali, dove gli individui si incontrino e cooperino in quanto uomini completi e non come mere incarnazioni di una funzione specializzata”.
La propaganda e' uno dei mezzi con cui i governi influenzano la popolazione e Huxley ne individua due tipi: quella razionale, ”stimolo all’azione consona all’interesse illuminato di chi la esercita e di chi la riceve”, e quella irrazionale “non consona all’interesse illuminato di nessuno, dettata dalla passione, e alla passione fa appello”.
Gli uomini hanno comunque la possibilita' di verificare i fatti ed il loro significato non solo attraverso l’intelletto ma soprattutto attraverso l’informazione. Eppure “nella vita pubblica e privata spesso manca il tempo di raccogliere i fatti che contano o di pesarne il significato. Possiamo essere veritieri e razionali nella misura che le circostanze ci permettono, e rispondere meglio che sappiamo alla parziale verita', al ragionamento imperfetto che gli altri ci offrono in considerazione”. I mezzi di comunicazione, fondamentali per sostenere la democrazia, si svuotano del loro ruolo quando sono di proprieta' di elites al potere, manifestazione della cosiddetta “censura economica”, che non si appellano alla propaganda razionale bensi' a quella irrazionale non dando al pubblico “ne' il vero ne' il falso, ma semmai l’irreale, cio' che piu' o meno non significa nulla”.
Per la medesima ragione ai cittadini del mondo nuovo e' ignota qualsiasi forma di memoria storica, artistica o letteraria o di reale conoscenza scientifica. “Bisogna scegliere tra la felicita' e cio' che una volta era chiamata la grande arte. Abbiamo sacrificato la grande arte. Ora abbiamo i film odorosi e l’organo profumato”. “La felicita' universale mantiene in ordine gli ingranaggi; la verita' e la bellezza non lo possono”, insegna il Governatore al Selvaggio.
Grande ingannatore ed abile sfruttatore della manipolabilita' delle masse fu sopra tutti Hitler che, nel rivolgersi alla piccola borghesia provata dall’inflazione e dalla depressione del ’29, sceglieva di parlare in grandi spazi, a centinaia e migliaia di ascoltatori. Il suo lessico violento e la sua esasperata espressivita' facevano leva su inconfessabili desideri e bassi istinti; le marce notturne a cui sottoponeva le folle erano un'utile arma di uccisione del pensiero. Dai tempi del dittatore tedesco son stati fatti grandi progressi nel campo della psicologia e delle neuroscienze, oggi quotidianamente sfruttate non solo per il controllo delle masse, ma anche per quello individuale. Non solo i politici, ma le aziende pubblicitarie utilizzano per i loro scopi tecniche che vanno dalla proiezione subliminale alla persuasione per associazione.
A suggellare il condizionamento nel Mondo nuovo, si fa affidamento sull’ipnopedia, ossia la ripetizione durante il sonno di formule stereotipate e semplici, capaci di modificare profondamente il comportamento e la psiche dei soggetti, inserendo nuovi schemi di agire. Sconvolge il rifarsi continuo dei personaggi a slogan asettici, suggerimenti sterili per affrontare qualsiasi situazione quotidiana, dalla sfera emotiva a quella pubblica.
L’ultimo saggio di Ritorno al mondo nuovo Huxley lo dedica al “Che fare”, individuando nell’educazione alla liberta' il presupposto fondamentale per attuare ogni forma di cambiamento.
”Per adesso qualche liberta' resta ancora nel mondo. Molti giovani, e' vero, sembrano non darle valore. Ma alcuni di noi credono che senza la liberta' le creature umane non saranno mai pienamente umane e che pertanto la liberta' e' un valore supremo. Puo' darsi che le forze opposte alla liberta' siano troppo possenti e che non si potra' resistere a lungo. Ma e' pur sempre nostro dovere fare il possibile per resistere”.
 
5. STRUMENTI. "AZIONE NONVIOLENTA"
 
"Azione nonviolenta" e' la rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.
Redazione, direzione, amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org
Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 30 euro sul ccp n. 10250363 intestato ad Azione nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.
E' possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all'indirizzo an at nonviolenti.org scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".
 
6. VITERBO. QUASI UNA LETTERA APERTA ALLA PARTE RAGIONEVOLE ED ANCHE ALLA PARTE IRRAGIONEVOLE DEL PD DI VITERBO
 
Il Pd di Viterbo, replicante e parodia di certi personaggi di Poe e Dostevskij, e' diviso in due.
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La sua parte ragionevole, che si esprime perlopiu' in forma privata - ma vi sono stati anche espliciti pronunciamenti pubblici fin in sede istituzionale -, ha da tempo compreso che la realizzazione di un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge nel cuore della preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bulicame e' una follia e un delitto.
Questa parte ragionevole sa e riconosce che la realizzazione del mega-aeroporto, voluta da una lobby di estrema destra speculativa, truffaldina e corruttrice e sostenuta dalla beota, vanesia o prezzolata complicita' di pubblici amministratori insipienti ed irresponsabili, e' semplicemente illegale.
Sa e riconosce che il mega-aeroporto provocherebbe danni disastrosi alla salute della popolazione viterbese, e rischi enormi per la sicurezza.
Sa e riconosce quello che centinaia di prestigiosi scienziati ed illustri personalita' delle istituzioni, della cultura e della vita civile hanno sottoscritto, ovvero che "La realizzazione del mega-aeroporto avrebbe come immediate conseguenze: a) lo scempio dell'area del Bulicame e dei beni ambientali e culturali che vi si trovano; b) la devastazione dell'agricoltura della zona circostante; c) l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e sociale delle risorse termali; d) un pesantissimo inquinamento chimico, acustico ed elettromagnetico che sara' di grave nocumento per la salute e la qualita' della vita della popolazione locale (l'area e' peraltro nei pressi di popolosi quartieri della citta'); e) il collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio gia' gravato da pesanti servitu'; f) uno sperpero colossale di soldi pubblici; g) una flagrante violazione di leggi italiane ed europee e dei vincoli di salvaguardia presenti nel territorio".
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Ma anche la parte irragionevole (e tuttora sventuratamente dominante) del Pd viterbese tutto questo lo sa.
Ed allora perche' si ostina nella complicita' col crimine e la follia?
Per sesquipedale stupidita'? Perche' corrotta fino al midollo? Per un'irrefrenabile coazione a ripetere gli errori piu' sciagurati? Per ignoranza, irresponsabilita' e protervia che si autoalimentano in un circolo vizioso, in una delirante escalation?
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Eppure e' ormai chiaro che la prostituzione della principale forza politica del centrosinistra viterbese alle squallide mene dell'estrema destra devastatrice, avvelenatrice e saccheggiatrice, non solo danneggia l'intera popolazione viterbese, ma ha anche provocato una sconfitta dietro l'altra per quello stolto partito (e con esso per la coalizione di centrosinistra) che nel corso degli ultimi anni a Viterbo ha catastroficamente perso tutti i confronti elettorali regalando alla destra eversiva berlusconiana il governo di tutte le istituzioni possibili ed immaginabili.
Non solo: la stupidissima prostituzione alla lobby del mega-aeroporto ha anche isolato il Pd rispetto a tutti gli altri partiti del centrosinistra: infatti sia L'Italia dei Valori, che i Verdi, che Sel, che il Prc, si sono pronunciati contro il mega-aeroporto che devasterebbe l'area del Bullicame ed avvelenerebbe i viterbesi.
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Per il Pd viterbese una riflessione informata ed onesta sul crimine del mega-aeroporto e' necessaria ed urgente. Alcune recenti dichiarazioni di importanti dirigenti e rappresentanti istituzionali sembrano andare nella giusta direzione: quando affermano che occorre difendere l'area del Bulicame dalla devastazione e realizzarvi un parco, chiunque sia dotato del ben dell'intelletto capisce che questo implica necessariamente una secca opposizione al mega-aeroporto. Meglio tardi che mai.
Sarebbe bene che quel partito ufficializzasse infine questa ragionevole e doverosa posizione di netta contrarieta' al mega-aeroporto, ammettesse che in passato ha commesso un errore piramidale e ne facesse ammenda, e la smettesse finalmente di essere il grottesco reggicoda, il ridicolo manutengolo, il servile complice della destra speculativa piu' estrema, piu' turpe, piu' scellerata.
 
7. MATERIALI. INDICE DEI "TELEGRAMMI" DI FEBBRAIO 2010
 
* "Telegrammi", numero 88 del primo febbraio 2010: 1. Si e' svolta a Viterbo la festa in onore del professor Osvaldo Ercoli; 2. Anna Bravo presenta "A un passo dalla salvezza. La politica svizzera di respingimento degli ebrei durante le persecuzioni 1933-1945" di Silvana Calvo e "La persecuzione antiebraica. Dal fascismo al dopoguerra" di Fabio Levi; 3. "Azione nonviolenta"; 4. Indice dei "Telegrammi" di gennaio 2010; 5. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 6. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 89 del 2 febbraio 2010: 1. Due ineludibili doveri; 2. Associazione "Respirare": L'omaggio della Viterbo onesta al professor Ercoli; 3. Commemorato Gandhi al centro sociale "Valle Faul" a Viterbo; 4. "Azione nonviolenta"; 5. Segnalazioni librarie; 6. Indice dei numeri 432-462 (dicembre 2002) de "La nonviolenza e' in cammino"; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 90 del 3 febbraio 2010: 1. Non passa giorno; 2. Un intervento di Carlo Galiotto: liberare Ciampino, no al mega-aeroporto a Viterbo; 3. Esterino esterna ancora; 4. Si e' svolto il decimo incontro del percorso di formazione e informazione nonviolenta al centro sociale "Valle Faul" a Viterbo; 5. "Azione nonviolenta"; 6. Segnalazioni librarie; 7. Indice dei numeri 463-521 (gennaio-febbraio 2003) de "La nonviolenza e' in cammino"; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 91 del 4 febbraio 2010: 1. La guerra afgana; 2. Il colpo di stato razzista; 3. Maria Luigia Casieri: Laddove la malattia costruisce muri sempre piu' alti, noi dobbiamo costruire ponti; 4. Il sindaco dei vandali; 5. "Azione nonviolenta"; 6. Segnalazioni librarie; 7. Indice dei numeri 522-576 (marzo-aprile 2003) de "La nonviolenza e' in cammino"; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 92 del 5 febbraio 2010: 1. Humanitas; 2. La legge; 3. La salute e l'ambiente sono beni primari; 4. "Azione nonviolenta"; 5. Segnalazioni librarie; 6. Indice dei numeri 577-597 (giugno 2003) de "La nonviolenza e' in cammino"; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 93 del 6 febbraio 2010: 1. C'era una volta il movimento pacifista; 2. La penisola negriera; 3. Centro sociale autogestito "Valle Faul": Con Alfio Pannega per i diritti umani di tutti gli esseri umani; 4. Una storia viterbese; 5. Il 7 febbraio a Viterbo; 6. Associazione "Respirare": Nelle elezioni amministrative a Viterbo il punto decisivo e' l'opposizione al mega-aeroporto nocivo, devastante e fuorilegge; 7. Un incontro su informazione, nuove tecnologie della comunicazione e nonviolenza; 8. "Azione nonviolenta" di gennaio-febbraio 2010; 9. Segnalazioni librarie; 10. Indice dei numeri 598-628 (luglio 2003) de "La nonviolenza e' in cammino"; 11. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 12. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 94 del 7 febbraio 2010: 1. La carneficina afgana; 2. La persecuzione quotidiana; 3. Oggi a Viterbo; 4. Il comitato contro il mega-aeroporto incontrera' le forze politiche democratiche per chiedere che nei programmi amministrativi sia inserita l'esplicita opposizione al mega-aeroporto fuorilegge; 5. "Azione nonviolenta"; 6. Segnalazioni librarie; 7. Indice dei numeri 629-659 (agosto 2003) de "La nonviolenza e' in cammino"; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 95 dell'8 febbraio 2010: 1. Mentre e' in corso la guerra, mentre e' in corso il colpo di stato razzista; 2. "Azione nonviolenta"; 3. Segnalazioni librarie; 4. Indice dei numeri 660-689 (settembre 2003) de "La nonviolenza e' in cammino"; 5. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 6. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 96 del 9 febbraio 2010: 1. Contro il fascismo; 2. Ricordate a Viterbo le vittime delle foibe; 3. Il convitato di pietra. Al Bulicame; 4. "Azione nonviolenta"; 5. Segnalazioni librarie; 6. Indice dei numeri 690-718 (ottobre 2003) de "La nonviolenza e' in cammino"; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 97 del 10 febbraio 2010: 1. Sezione Anpi "Emilio Sugoni" di Nepi: nel Giorno del ricordo rinnovare l’impegno  antifascista contro ogni forma di razzismo e discriminazione; 2. Associazione "Respirare": Difendere il Bulicame. Opporsi al mega-aeroporto; 3. Si e' svolto l'undicesimo incontro del percorso di formazione e informazione nonviolenta al centro sociale "Valle Faul" a Viterbo; 4. "Azione nonviolenta"; 5. Segnalazioni librarie; 6. Indice dei numeri 719-745 (novembre 2003) de "La nonviolenza e' in cammino"; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 98 dell'11 febbraio 2010: 1. Peppe Sini: Vent'anni dopo; 2. Antonella Litta: Il trasporto aereo e' un fattore di grave inquinamento ambientale e profondo danno alla salute; 3. Osvaldo Ercoli: "Lavoro, ricchezza e sviluppo"? No, il mega-aeroporto e' un disastro ambientale, sanitario ed economico; 4. "Azione nonviolenta"; 5. Segnalazioni librarie; 6. Indice dei numeri 746-772 (dicembre 2003 - gennaio 2004) de "La nonviolenza e' in cammino"; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 99 del 12 febbraio 2010: 1. Il primo, piu' urgente dovere; 2. Nucleare e mega-aeroporto: crimine e follia; 3. Il 14 febbraio a Viterbo; 4. "Azione nonviolenta"; 5. Segnalazioni librarie; 6. Indice dei numeri 773-795 (dicembre 2004) de "La nonviolenza e' in cammino"; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento ; 8. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 100 del 13 febbraio 2010: 1. Due orrori, che sono uno; 2. La congiura del silenzio, il segreto di Pulcinella; 3. "Azione nonviolenta"; 4. Segnalazioni librarie; 5. Indice dei numeri 796-826 (gennaio 2005) de "La nonviolenza e' in cammino"; 6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 101 del 14 febbraio 2010: 1. Rivoluzione nonviolenta per la democrazia diretta; 2. Oggi a Viterbo; 3. Cio' che serve a Viterbo; 4. "Azione nonviolenta"; 5. Indice dei numeri 827-854 (febbraio 2005) de "La nonviolenza e' in cammino"; 6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 102 del 15 febbraio 2010: 1. Le stragi di civili; 2. I rastrellamenti; 3. Giorgio Nebbia: Contro il nucleare; 4. "Azione nonviolenta"; 5. Indice dei numeri 855-885 (marzo 2005) de "La nonviolenza e' in cammino"; 6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 103 del 16 febbraio 2010: 1. Contro il colpo di stato razzista occorre un'insurrezione nonviolenta in difesa della Costituzione della Repubblica Italiana, in difesa della legalita' e della democrazia, in difesa della civilta', in difesa dell'umanita'; 2. Contro la guerra; 3. Il 17 febbraio a Castel Sant'Elia; 4. Per contrastare il surriscaldamento del clima; 5. "Azione nonviolenta"; 6. Indice dei numeri 886-915 (aprile 2005) de "La nonviolenza e' in cammino"; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 104 del 17 febbraio 2010: 1. Razzismo e guerra; 2. Antonella Litta: Una lettera aperta sul grave rischio per la salute determinato dalle acque captate dal lago di Vico ed erogate per consumo umano; 3. Associazione "Respirare": Acqua, fuoco, terra, aria, e un'altra cosa ancora; 4. Il bue e l'asino; 5. Si e' svolto il dodicesimo incontro del percorso di formazione e informazione nonviolenta al centro sociale "Valle Faul" a Viterbo; 6. "Azione nonviolenta"; 7. Segnalazioni librarie; 8. Indice dei numeri 916-946 (maggio 2005) de "La nonviolenza e' in cammino"; 9. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 10. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 105 del 18 febbraio 2010: 1. Maria G. Di Rienzo: La memoria, l'umano; 2. Il falso e il vero Gandhi; 3. Annamaria Rivera: Dietro via Padova; 4. Antonella Litta: Una lettera al direttore generale dell’Istituto superiore di sanita'; 5. Salvare il Bulicame, salvare Viterbo dalla devastazione e dall'avvelenamento; 6. "Azione nonviolenta"; 7. Segnalazioni librarie; 8. Indice dei numeri 947-977 (giugno 2005) de "La nonviolenza e' in cammino"; 9. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 10. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 106 del 19 febbraio 2010: 1. La nonviolenza, l'umanita'; 2. La persona, la demenza, la relazione; 3. Il 21 febbraio a Viterbo; 4. Una lettera aperta alle candidate alla presidenza della Regione Lazio; 5. Associazione "Respirare": Sostegno all'iniziativa dell'Associazione italiana medici per l'ambiente per l'acqua del lago di Vico; 6. "Azione nonviolenta"; 7. Segnalazioni librarie; 8. Indice dei numeri 978-1008 (luglio 2005) de "La nonviolenza e' in cammino"; 9. La "Carta" del Movimento Nonviolento ; 10. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 107 del 20 febbraio 2010: 1. La catastrofe quotidiana; 2. Osvaldo Ercoli, Peppe Sini: Una lettera aperta alla societa' civile ed alle forze democratiche di Viterbo; 3. Un messaggio di saluto e di sostegno al comitato "Fuoripista"; 4. Una lettera ai partecipanti all'incontro "In prima persona"; 5. Una lettera aperta ad Emma Bonino in occasione della sua visita a Viterbo; 6. Paola Pisterzi presenta il "Diario 1941-1943" di Etty Hillesum; 7. "Azione nonviolenta"; 8. Segnalazioni librarie; 9. Indice dei numeri 1009-1039 (agosto 2005) de "La nonviolenza e' in cammino"; 10. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 108 del 21 febbraio 2010: 1. Oggi a Viterbo; 2. Contro il razzismo, per l'umanita'; 3. Contro la guerra, per l'umanita'; 4. Contro il femminicidio, per l'umanita'; 5. Il comitato che si oppone al mega-aeroporto incontra le forze politiche viterbesi; 6. Associazione "Respirare": Condividiamo e sosteniamo l'appello per la candidatura di Antonella Litta a presidente della Provincia di Viterbo; 7. "Azione nonviolenta"; 8. Segnalazioni librarie; 9. Indice dei numeri 1040-1069 (settembre 2005) de "La nonviolenza e' in cammino"; 10. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 109 del 22 febbraio 2010: 1. La guerra e il razzismo nemici dell'umanita'; 2. Il "Centro di ricerca per la pace" sostiene la proposta della candidatura di Antonella Litta a presidente della Provincia di Viterbo; 3. "Azione nonviolenta"; 4. Segnalazioni librarie; 5. Indice dei numeri 1070-1100 (ottobre 2005) de "La nonviolenza e' in cammino"; 6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 110 del 23 febbraio 2010: 1. Le stragi afgane; 2. Il razzismo dispiegato; 3. Imbroglioni spudorati. Ovvero: giu' la maschera, gabbamondo; 4. Dal mondo della solidarieta' e del volontariato apprezzamento e sostegno alla proposta della candidatura della dottoressa Antonella Litta alla presidenza della Provincia di Viterbo; 5. "Azione nonviolenta"; 6. Indice dei numeri 1101-1130 (novembre 2005) de "La nonviolenza e' in cammino"; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento ; 8. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 111 del 24 febbraio 2010: 1. La foresta pietrificata; 2. Si e' svolto il tredicesimo incontro del percorso di formazione e informazione nonviolenta al centro sociale "Valle Faul" a Viterbo; 3. La barca che affonda. Nella palude stigia; 4. "Azione nonviolenta"; 5. Segnalazioni editoriali; 6. Indice dei numeri 1131-1161 (dicembre 2005) de "La nonviolenza e' in cammino"; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 112 del 25 febbraio 2010: 1. Il governante annuncia; 2. Giancarla Codrignani: La prima nonviolenza resistente; 3. Anche l'illustre magistrato Ferdinando Imposimato a sostegno della proposta di candidatura della dottoressa Antonella Litta alla presidenza della Provincia di Viterbo; 4. Antonella Litta: La presenza dell'arsenico nelle acque destinate a consumo umano: problematiche sanitarie e ambientali e proposte d'intervento; 5. Associazione "Respirare": S'ode a destra uno squillo di tromba; 6. "Azione nonviolenta"; 7. Indice dei numeri 1162-1192 (gennaio 2006) de "La nonviolenza e' in cammino"; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 113 del 26 febbraio 2010: 1. Il superpartito delle stragi; 2. Cio' che veramente occorre; 3. William Wilson nelle pozze. Sulfuree; 4. Il 28 febbraio a Viterbo; 5. "Azione nonviolenta"; 6. Indice dei numeri 1193-1220 (febbraio 2006) de "La nonviolenza e' in cammino"; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento ; 8. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 114 del 27 febbraio 2010: 1. Le stragi afgane, i complici nostrani; 2. Il colpo di stato razzista e il dovere del popolo italiano di opporsi a questo crimine contro l'umanita'; 3. Luoghi e nonluoghi; 4. "Azione nonviolenta"; 5. Segnalazioni librarie; 6. Indice dei numeri 1221-1251 (marzo 2006) de "La nonviolenza e' in cammino"; 7. Il ritorno di Scarpante Scarpanti: Maschere; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.
* "Telegrammi", numero 115 del 28 febbraio 2010: 1. Faccia a faccia; 2. Le vittime della guerra; 3. Oggi a Viterbo; 4. C'era una volta il blu dipinto di blu; 5. Maria G. Di Renzo: Stupori; 6. Elena Liotta: Gandhi, Localismo e Decrescita; 7. "Azione nonviolenta"; 8. Segnalazioni librarie; 9. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 10. Per saperne di piu'.
 
8. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
 
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
 
9. PER SAPERNE DI PIU'
 
Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
 
TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 173 del 27 aprile 2010
 
Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail:
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