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Telegrammi. 201



TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 201 del 25 maggio 2010
Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail:
nbawac at tin.it
 
Sommario di questo numero:
1. Nella pace e nella solidarieta'
2. Umberto Santino: 23 maggio 2010
3. Giselle Dian intervista Arianna Marullo
4. Una lettera aperta al Ministro delle Politiche agricole e forestali
5. Antonella Litta: Un esposto al Commissario all'Ambiente dell'Unione Europea sulla situazione del lago di Vico
6. Il cinque per mille al Movimento Nonviolento
7. "Azione nonviolenta"
8. Segnalazioni librarie
9. La "Carta" del Movimento Nonviolento
10. Per saperne di piu'
 
1. EDITORIALE. NELLA PACE E NELLA SOLIDARIETA'
 
E' nella pace e nella solidarieta' che si da' la civile convivenza, che si da' la civilta' umana.
Nella pace che nessuno offende, nella solidarieta' che ogni persona raggiunge.
 

2. EDITORIALE. UMBERTO SANTINO: 23 MAGGIO 2010

[Dal Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo (per contatti: via Villa Sperlinga 15, 90144 Palermo, tel. 0916259789, fax: 0917301490, e-mail: csdgi at tin.it, sito:  www.centroimpastato.it) riceviamo e diffondiamo il seguente comunicato del 21 maggio 2010.

Umberto Santino ha fondato e dirige il Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo. Da decenni e' uno dei militanti democratici piu' impegnati contro la mafia ed i suoi complici. E' uno dei massimi studiosi a livello internazionale di questioni concernenti i poteri criminali, i mercati illegali, i rapporti tra economia, politica e criminalita'. Tra le opere di Umberto Santino: (a cura di), L'antimafia difficile, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1989; Giorgio Chinnici, Umberto Santino, La violenza programmata. Omicidi e guerre di mafia a Palermo dagli anni '60 ad oggi, Franco Angeli, Milano 1989; Umberto Santino, Giovanni La Fiura, L'impresa mafiosa. Dall'Italia agli Stati Uniti, Franco Angeli, Milano 1990; Giorgio Chinnici, Umberto Santino, Giovanni La Fiura, Ugo Adragna, Gabbie vuote. Processi per omicidio a Palermo dal 1983 al maxiprocesso, Franco Angeli, Milano 1992 (seconda edizione); Umberto Santino e Giovanni La Fiura, Dietro la droga. Economie di sopravvivenza, imprese criminali, azioni di guerra, progetti di sviluppo, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1993; La borghesia mafiosa, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia come soggetto politico, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; Casa Europa. Contro le mafie, per l'ambiente, per lo sviluppo, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia interpretata. Dilemmi, stereotipi, paradigmi, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1995; Sicilia 102. Caduti nella lotta contro la mafia e per la democrazia dal 1893 al 1994, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1995; La democrazia bloccata. La strage di Portella della Ginestra e l'emarginazione delle sinistre, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1997; Oltre la legalita'. Appunti per un programma di lavoro in terra di mafie, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1997; L'alleanza e il compromesso. Mafia e politica dai tempi di Lima e Andreotti ai giorni nostri, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1997; Storia del movimento antimafia, Editori Riuniti, Roma 2000; La cosa e il nome. Materiali per lo studio dei fenomeni premafiosi, Rubbettino, Soveria Mannelli 2000; Dalla mafia alle mafie, Rubbettino, Soveria Mannelli 2006; Mafie e globalizzazione, Di Girolamo Editore, Trapani 2007; (a cura di), Chi ha ucciso Peppino Impastato, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 2008; Breve storia della mafia e dell'antimafia, Di Girolamo Editore, Trapani 2008. Su Umberto Santino cfr. la bibliografia ragionata "Contro la mafia. Una breve rassegna di alcuni lavori di Umberto Santino" apparsa su "La nonviolenza e' in cammino" nei nn. 931-934]

 

Il Centro Impastato non partecipera' alle iniziative che si terranno il 23 maggio in ricordo della strage in cui sono morti i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Antonino Montinaro e Vito Schifani, perche' ritiene offensiva per la loro memoria la passerella a cui prenderanno parte i ministri Gelmini, Maroni e Alfano, rappresentanti di un governo che e' fuori dalla legalita' costituzionale, con il continuo ricorso da parte del suo capo alle leggi ad personam per sottrarsi alla giustizia.

Il “patto per la legalita'” di cui parla il programma della giornata organizzata dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone con la sponsorizzazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Universita' e della Ricerca, retto da una signora senza arte ne' parte, premiata solo per la sua devozione al ducetto di Arcore, si rispetta solo e unicamente se si rispettano i principi fondamentali della Costituzione repubblicana, quotidianamente calpestata dal governo e dal suo capo. Qualsiasi dichiarazione di buone intenzioni e' solo vuota retorica se viene da personaggi complici di un presidente del Consiglio che ogni giorno denigra e offende la magistratura e copre le malefatte intollerabili della “cricca” di speculatori di professione che si e' creata attorno a lui.

Per Berlusconi e Dell’Utri un capomafia condannato all’ergastolo come Vittorio Mangano e' un “eroe” perche' ha taciuto sul suo ruolo presso la villa di Arcore. Questo e' l’elogio più spudorato dell’omerta' mafiosa che sia mai venuto da uomini di potere.

Spiace che a fare da coro ai ministri ci siano magistrati impegnati nella lotta contro la mafia e ad ascoltarli e applaudirli ci siano tanti giovani che dovrebbero capire che questo governo e' il piu' favorevole all’affermazione del modello mafioso dall’Unita' d’Italia a oggi, perche' della mafia condivide interessi e codici culturali, considerando l’illegalita' sistematica una risorsa e l’impunita' conseguita con tutti i mezzi uno status symbol.

Il ministro Maroni, esponente di un partito esplicitamente razzista come la Lega Nord, si vanta dei successi ottenuti con l’arresto di capimafia e gregari. Questi successi sono dovuti unicamente a uomini delle forze dell’ordine e della magistratura, che compiono quotidianamente il loro dovere, nonostante la poverta' dei mezzi sempre piu' ridotti per colpa del ministero e del governo, e nonostante le politiche filomafiose che stanno raggiungendo la massima espressione con la limitazione drastica di uno strumento indispensabile come le intercettazioni telefoniche e il bavaglio a quel che rimane di un’informazione non asservita.

L’anno scorso abbiamo dovuto assistere allo spettacolo penoso del sequestro dello striscione dei Cobas con la scritta “La mafia ringrazia lo Stato per la distruzione della scuola pubblica”. Chi scrive ha assistito a questo spettacolo e chiamato dal magistrato come persona informata dei fatti ha dichiarato che a volere il sequestro sono stati i responsabili della Fondazione Falcone, la cui segretaria ha visto fare la spola dal palco agli uomini della Digos. La ragione di tanto accanimento: non dispiacere alla signorina Gelmini, star della passerella gia' lo scorso anno e principale responsabile, su ordine del suo datore di lavoro, dello sfascio della scuola pubblica, uno dei pochi presidi ancora in piedi di una societa' democratica.

Con questo tipi di antimafia, supersponsorizzata con i soliti metodi personalistici e clientelari, vuotamente spettacolare e predicatoria, succube di un governo antidemocratico, non abbiamo nulla da spartire e ci auguriamo che quanti partecipano alle manifestazioni in buona fede si rendano conto che per onorare degnamente i caduti nella lotta contro la mafia bisogna fare un patto per la legalita' democratica, con un principio fondamentale: la coerenza tra le cose che si dicono e quelle che si fanno.

Umberto Santino, presidente del Centro Impastato

Palermo, 21 maggio 2010

 

3. RIFLESSIONE. GISELLE DIAN INTERVISTA ARIANNA MARULLO

[Ringraziamo Giselle Dian (per contatti: gipsy91 at live.it) per averci messo a disposizione questa intervista ad Arianna Marullo.

Giselle Dian fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo.
Arianna Marullo e' una delle piu' autorevoli collaboratrici del Centro di ricerca per la pace di Viterbo; dottoressa in beni culturali, lungo un decennio e' stata fondamentale animatrice del centro sociale "Valle Faul", forse la piu' rilevante, appassionante ed innovativa esperienza di solidarieta' concreta, di convivenza delle differenze, e di promozione della dignita' umana che ci sia stata a Viterbo negli ultimi decenni, caratterizzata dalla scelta della nonviolenza; negli ultimi anni lavora a Roma nell'ambito della critica d'arte e dell'attivita' museale, della valorizzazione di esperienze culturali e di artisti sovente negletti, e dell'allestimento di rassegne e mostre, contribuendo anche - con la perizia e l'acribia che le sono proprie - a ricerche e cataloghi; e' tra le promotrici dell'associazione nonviolenta "We have a dream"]

 

- Giselle Dian: Quale eredita' ha lasciato nella cultura statunitense e mondiale l'esperienza di Martin Luther King, la lotta contro il razzismo e il movimento per i diritti civili?

- Arianna Marullo: L’eredita' che ha lasciato l’esperienza di Martin Luther King e' grande, talmente profonda che credo sia difficile valutarla appieno. Non vi sia chi non conosca la sua figura, chi non conosca, nella sostanza o solo per averlo sentito nominare, il suo discorso piu' noto I have a dream. Il rischio di questa notorieta', a volte solo superficiale, e' che si perda la sostanza del suo messaggio e si svilisca la forza concreta della sua lotta.

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- Giselle Dian: La riflessione e la pratica del femminismo hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione dei movimenti sociali impegnati per i diritti umani di tutti gli esseri umani. Come si e' esercitato questo ruolo nel corso degli ultimi decenni a livello planetario?

- Arianna Marullo: In Italia oggi la riflessione e la pratica del femminismo sono vissute da molti come avvenimenti passati, dati ormai acquisiti su cui non e' piu' necessario insistere. Quando si parla di diritti negati delle donne troppo spesso si tende a pensare a culture diverse dalla nostra, ai matrimoni forzati, all’infibulazione e al famigerato burka. Eppure le statistiche dei crimini contro le donne, la discriminazione sul luogo di lavoro, i modelli femminili che la nostra societa' ci propone, ci dicono che siamo ancora ben lontani dal vivere in una societa' scevra da disparita' di genere. Purtroppo anche all’interno dei movimenti impegnati socialmente non e' raro vedere riproposti modelli maschilisti nella divisione dei ruoli, nella modalita' di comunicazione e di risoluzione dei conflitti. Occorre dunque continuare a lavorare per fare si' che alcune delle pratiche del movimento femminista (l’ascolto e il rispetto dell’altro, la costruzione di nuove forme di confronto, l’umanizzazione dei conflitti) siano realmente metabolizzate; come diceva Gandhi "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo".

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- Giselle Dian: L'opposizione alla bomba atomica ha caratterizzato la seconda meta' del Novecento; negli ultimi decenni essa si e' sviluppata anche contro le centrali nucleari, cogliendo una serie di decisivi nessi ed implicazioni. Quali sono state le esperienze cruciali e quali sono le riflessioni fondamentali del movimento antinucleare?

- Arianna Marullo: La riflessione sul nucleare oggi, al di la' delle implicazioni belliche, investe il nostro intero modello economico in quanto riflessione sull’energia, sull’utilizzo delle risorse della pianeta e sull’inquinamento. Mi sembra chiaro che se vogliamo salvaguardare la biosfera e' necessario ridurre i consumi e ripensare il nostro stile di vita.

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- Giselle Dian: La solidarieta' internazionale con il movimento antiapartheid in Sudafrica ha caratterizzato gli anni Ottanta; e ad essa anche gli artisti (delle arti visive, della musica, della letteratura, del teatro e del cinema) hanno dato un contributo rilevante, particolarmente sul versante della sensibilizzazione. Poi, negli anni '90, la liberazione di Nelson Mandela, la sua elezione a primo presidente democratico del Sudafrica, e l'esperienza straordinaria della Commissione per la verita' e la riconciliazione, costituiscono eventi di portata mondiale ed epocale. Quali riflessioni si possono trarre da questa vicenda?

- Arianna Marullo: La vittoria contro l’apartheid e l’esperienza della Commissione per la verita' e la riconciliazione sono la prova della forza e della fecondita' della lotta nonviolenta. Sono il segno concreto che non bisogna arrendersi di fronte alle difficolta' dell’impegno per la giustizia e la pace, il segno anche dell’importanza della solidarieta' internazionale.

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- Giselle Dian: Da alcuni anni si ha la sensazione che almeno in alcune parti del mondo finalmente i diritti delle persone omosessuali vengano almeno formalmente riconosciuti, e che il pregiudizio e la violenza omofoba non godano piu' di una complicita' diffusa. E' realmente cosi'? Ed attraverso quali tappe di impegno civile e di progresso culturale si e' giunti a questa situazione, e quanto cammino c'e' ancora da percorrere, e quali iniziative occorre intraprendere affinche' ad ogni persona sia riconosciuto il diritto alla libera autodeterminazione ed autogestione del proprio orientamento sessuale e delle proprie scelte di vita?

- Arianna Marullo: Indubbiamente negli ultimi tempi si ha la percezione, per lo meno in alcuni Paesi, che l’omosessualita' sia finalmente riconosciuta come uno dei modi di vivere la propria sessualita'. Questa sensazione sembra confermata anche dall’iter giuridico di alcune nazioni che ha portato, o sta portando, alla promulgazione di leggi che riconoscono l’unione di coppie dello stesso sesso. Allo stesso tempo pero' assistiamo frequentemente a violente derive omofobiche. Si passa dalle manovre di censura di manifestazioni come il gay pride al tentativo di far passare l’insensata equazione "omosessualita' = pedofilia", dall’ostracismo verso i progetti di legge che riconoscono modelli familiari diversi da quelli tradizionali fino all’aggressione fisica di omosessuali o di coloro che intervengono in loro difesa (ricordiamo il caso della giovane napoletana pestata a sangue l’anno scorso per aver tentato di difendere un amico). Questi fatti mi fanno ritenere che, anche se molta strada e' stata percorsa, il cammino per una reale accettazione del diritto all’autodeterminazione di ciascuno sia, purtroppo, ancora lungo. E’ necessario lavorare per superare l’attuale cultura dominante oppressiva, patriarcale e paternalista, innanzitutto attraverso l’impegno quotidiano di ciascuno, quindi con la proposta di nuovi modelli culturali centrati sul rispetto dell’altro.

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- Giselle Dian: E' sempre piu' evidente la coerenza e la saldatura tra impegno per la pace, affermazione dei diritti umani di tutti gli esseri umani, scelta della nonviolenza, femminismo ed ecologia. Come e perche' si realizza questa convergenza? Quali frutti rechera' all'umanita'?

- Arianna Marullo: Credo che la convergenza di tante tematiche diverse in un unico impegno sia naturale e la scelta della nonviolenza le prefigura tutte nella concezione fondamentale del rispetto dell’altro da se' e nel rifiuto della violenza come mezzo di risoluzione dei conflitti. Chi si occupa di diritti umani ad esempio non puo' ignorare quelli degli animali: Ovidio nel I secolo a.C. scriveva che la crudelta' verso gli animali e' tirocinio della crudelta' verso gli uomini, e Primo Levi ha descritto magistralmente il processo attraverso cui il potere “disumanizza” un gruppo di uomini e in virtu' di questa perdita dello status di uomo lo perseguita e distrugge. Mi sembra piu' che mai necessaria la coordinazione degli sforzi nei diversi campi, perche' ad ogni risultato positivo in uno corrispondera' un passo avanti in un altro.

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- Giselle Dian: Quale puo' essere lo specifico contributo dell'arte all'impegno per la pace, l'ambiente, i diritti umani di tutti gli esseri umani?

- Arianna Marullo: L’arte ha sicuramente un ruolo importante. Incarna la cultura di un popolo, ricordandoci da dove veniamo ci indica la strada che possiamo percorrere o la deviazione necessaria. Comunica direttamente con l’emotivita' dell’individuo e in questo modo riesce a metterci in relazione con aspetti dimenticati o negati dalla razionalita'. Non a caso spesso alla conquista di un territorio corrisponde la distruzione del patrimonio artistico di quella regione, non a caso i vincitori hanno sempre trafugato e fatte proprie le opere d’arte degli sconfitti. Nonostante l’aspetto innocuo della creazione artistica il potere l’ha sempre temuta, censurata o piegata alle proprie finalita': pensiamo ai roghi dei libri (e si sa che chi inizia a bruciare libri finisce col bruciare gli uomini) o all’etichetta di arte degenerata affibbiata in epoca nazista a certa arte poco condiscendente con la dittatura, o ancora all’arte di regime fascista o sovietica. L’arte oggi, come e piu' che nel passato, ha l’importante ruolo di rendere manifesto lo spirito del tempo, di dare visibilita' ai problemi della societa' contemporanea. Dovremmo tutti prendere spunto dalla creativita' sottesa al fare artistico per trovare nuove soluzioni e risorse per l’impegno per la pace e i diritti.

*

- Giselle Dian: L'opera di Keith Haring, e piu' in generale il linguaggio dei "graffiti", pone in evidenza il rapporto tra opera d'arte e dimensione urbana, tra performance estetica e vissuto della strada, tra "nonluoghi" e impegno civile, tra forme della cultura di massa e lotta contro l'alienazione e l'emarginazione, tra strutture della vita quotidiana e nuove modalita' di risignificazione dei luoghi e delle esperienze esistenziali. Quali riflessioni le suscita questa prassi?

- Arianna Marullo: Il fenomeno del graffitismo e' una reazione all’omologazione cui ci costringe la vita in un tessuto urbano disumanizzante, alla negazione della valenza dell’individuo obbligato a vivere in case e quartieri tutti uguali, non pensati per il benessere, fisico e sociale, di chi vi deve abitare. Negli esempi piu' alti (senza arrivare a citare grandi artisti come Keith Haring o Jean Michel Basquiat, penso anche a tanti ignoti writer) oltre alla comunicazione di un disagio avvertiamo la forza e la vitalita' della creazione, motore primo di tanti cambiamenti. Questo tipo di espressione creativa, se non artistica, credo dovrebbe avere piu' spazi “istituzionali” in cui esprimersi, delle aree destinate a luoghi di aggregazione e socialita' che potrebbero divenire dei veri e propri laboratori culturali, luoghi di confronto tra l’arte e la cultura tradizionali e underground.

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- Giselle Dian: Come si riflette la storia e la societa' statunitense nelle esperienze artistiche che dal pop di Andy Warhol giungono fino alle forme piu' recenti di espressione e ricerca estetica?

- Arianna Marullo: Data l’inscindibilita' dell’arte dalla societa' che la produce, troviamo moltissimo della storia americana nelle esperienze artistiche contemporanee, innanzitutto i temi che sono al centro dello sviluppo economico degli Stati Uniti: dalla celebrazione alla critica della societa' capitalista e del consumismo (una per tutte l’opera di Barbara Kruger I shop therefore I am) all’esaltazione della tecnologia (adoperata in tanta parte della creazione contemporanea, dai nuovi polimeri in pittura e in scultura alla video arte e ai new media).

*

- Giselle Dian: Nella vicenda di Haring e' rilevante anche il suo impegno nella lotta contro l'Aids (la malattia di cui mori' a trentun anni di eta'). Da allora ad oggi cosa e' cambiato e cosa occorre fare sia sul tema specifico sia piu' in generale per affermare il diritto di tutti alla salute, all'assistenza e alla solidarieta'?

- Arianna Marullo: L’Aids negli anni Ottanta era una malattia sconosciuta, con una storia clinica brevissima. Chi si ammalava veniva stigmatizzato e giudicato dal punto di vista morale; tanto piu' meritorio fu dunque l’impegno dello stesso Haring e di quanti si sono adoperati per combattere non solo la malattia, ma anche il pregiudizio che la accompagnava. Oggi la situazione, perlomeno nei Paesi ricchi, e' molto migliorata sia dal punto di vista delle cure mediche e della prevenzione, sia da quello della percezione che abbiamo della malattia. La situazione invece e' drammatica nelle aree piu' povere del mondo, soprattutto nel continente africano. Oggi appare chiaro come la lotta all’Aids sia la lotta per il diritto al cibo e ad uno stile di vita piu' umano per tutti, nonche' una battaglia contro la logica del profitto delle case farmaceutiche.
 
4. CARTEGGI. UNA LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
[Riceviamo e diffondiamo]
 
Signor Ministro delle Politiche agricole e forestali,
le scriviamo per segnalarle non solo l'assoluta illegalita' e insensataggine della realizzazione di un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge a Viterbo, ma anche il suo catastrofico impatto sull'agricoltura e sui beni ambientali in una zona di enorme pregio naturalistico ed agricolo, e come tale opera costituirebbe uno sperpero colossale di pubblici denari e una devastazione irreversibile di beni pubblici che occorrerebbe invece tutelare e valorizzare.
E le scriviamo altresi' per chiedere anche il suo impegno in difesa dell'ambiente e della salute della popolazione di Viterbo, dei beni paesaggistici e culturali, delle autentiche vocazioni produttive del territorio, del vero diritto al lavoro (poiche' quest'opera a Viterbo devasterebbe il territorio e danneggerebbe gravemente ed irreversibilmente il termalismo, l'agricoltura, beni ambientali e culturali ed altre risorse ed opportunita', provocando cosi' in realta' un drammatico ulteriore impoverimento della comunita' locale), ed infine del diritto a politiche pubbliche adeguate e sollecite del benessere dei cittadini.
*
La realizzazione di un mega-aeroporto nella preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bulicame di dantesca memoria, un'area di immenso pregio ambientale, culturale e terapeutico, e a ridosso di popolosi quartieri della citta', avrebbe come immediate conseguenze lo scempio dell'area del Bulicame e dei beni ambientali e culturali che vi si trovano; la devastazione dell'agricoltura della zona circostante; l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e sociale delle risorse termali; un pesantissimo inquinamento chimico, acustico ed elettromagnetico che sara' di grave nocumento per la salute e la qualita' della vita della popolazione locale (l'area e' nei pressi di popolosi quartieri della citta'); il collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio gia' gravato da pesanti servitu'; uno sperpero colossale di soldi pubblici; una flagrante violazione di leggi italiane ed europee e dei vincoli di salvaguardia presenti nel territorio.
*
Inoltre un mega-aeroporto produce un enorme inquinamento che provoca gravi danni alla salute della popolazione che vive nei dintorni; si aggiunga che nel caso specifico del mega-aeroporto a Viterbo manca completamente la Valutazione d'impatto ambientale, obbligatoria per legge; e si consideri inoltre che la magistratura viterbese ha gia' emesso avvisi di garanzia per il reato di corruzione a carico di amministratori e dirigenti del Comune di Viterbo in relazione alla modifica del Piano regolatore nelle aree toccate dalle opere connesse alla realizzazione del mega-aeroporto.
*
Viterbo nell'ambito della mobilita' ha bisogno non di un insensato ed illegale mega-aeroporto, ma di migliorare la rete ferroviaria ed i collegamenti con Roma, con Orte e con Civitavecchia; ha bisogno di una rete infrastrutturale adeguata, sostenibile e coerente con la difesa e la valorizzazione dei beni ambientali e culturali e delle vocazioni produttive del territorio viterbese.
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Signor Ministro delle Politiche agricole e forestali,
con la presente lettera vorremmo chiedere il suo impegno per impedire che si sperperi il pubblico denaro per realizzare un'opera folle e criminale; per impedire che si violino le leggi vigenti; per impedire che si distruggano risorse insostituibili come l'area termale del Bulicame e l'agricoltura di qualita' della zona circostante.
La realizzazione a Viterbo di un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge e' un crimine che deve essere impedito.
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Restando a disposizione per illustrare dettagliatamente e con dovizia di documentazione quanto sopra sommariamente esposto, auspicando un cenno di riscontro, voglia gradire distinti saluti.
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Il Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti
Viterbo, 24 maggio 2010
Per informazioni e contatti: e-mail: info at coipiediperterra.org, sito: www.coipiediperterra.org, recapito postale: c/o Centro di ricerca per la pace, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo.
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at gmail.com
 

5. DOCUMENTAZIONE. ANTONELLA LITTA: UN ESPOSTO AL COMMISSARIO ALL'AMBIENTE DELL'UNIONE EUROPEA SULLA SITUAZIONE DEL LAGO DI VICO

[Riceviamo e diffondiamo.

Antonella Litta svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi. E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) e per questa associazione e' responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo di studio su "Trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno alla salute". E' referente per l'Ordine dei medici di Viterbo per l'iniziativa congiunta Fnomceo-Isde "Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre". Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' locali ed internazionali. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente. E' la portavoce del Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti]

 

Al Commissario all'Ambiente dell'Unione Europea, al Ministro della Salute, al Ministro dell’Ambiente

e per opportuna conoscenza: al Prefetto di Viterbo, al Sindaco di Caprarola, al Sindaco di Ronciglione, al Direttore generale della Asl di Viterbo, al Direttore sanitario della Asl di Viterbo, al Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene e sanita’ pubblica della Asl di Viterbo, al Servizio veterinario della Asl di Viterbo, al Direttore generale dell’Istituto superiore di sanita’, al Presidente dell’Istituto superiore di sanita’, all’Arpa Lazio - sezione di Viterbo, al Presidente della Provincia di Viterbo, ai responsabili dell’Ato 1 – Lazio, al Presidente della Giunta Regionale del Lazio, al Garante del Servizio idrico integrato della Regione Lazio, al Direttore dell’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo, al Direttore Regionale Energia e Rifiuti, al Direttore del Centro Tecnico Logistico Interforze Nbc, all’Assessore all’Ambiente della Provincia di Viterbo, all’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, all’Assessore alla Sanita’ della Regione Lazio, al Presidente della Commissione  Ambiente del Senato, al Presidente della Commissione Igiene e sanita’ del Senato, al Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, al Presidente della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati

Oggetto: Un contributo di analisi ed una ennesima richiesta di intervento in relazione agli sviluppi della vicenda del lago di Vico dell’Associazione italiana medici per l’ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) di Viterbo.

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L’Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde di Viterbo il  30 marzo 2010  ha presentato un esposto (in allegato) al Ministro dell’Ambiente e al Ministro della Salute sul gravissimo rischio sanitario ed ambientale derivante dal degrado e dall’inquinamento dell’ecosistema del lago di Vico.

L’esposto, oltre a fornire un quadro dettagliato, documentato e circostanziato delle problematiche ambientali e del rischio sanitario determinato dal rapido deterioramento della qualita' delle acque del lago, ha indicato anche le proposte, piu' volte formulate, dell’Isde di Viterbo per l’avvio di una rapida ed efficace bonifica e tutela dell’intero ecosistema lacustre e per garantire acque salubri e potabili alle popolazioni di Caprarola e Ronciglione.

A seguito di questo esposto sono state presentate numerose interrogazioni da parte di deputati, senatori ed europarlamentari.

L’Isde, in relazione ai piu' recenti sviluppi di questa situazione, intende con il presente documento mettere a disposizione un ulteriore contributo sia di informazione, sia di replica a erronee dichiarazioni altrui e sia di rinnovata proposta di interventi ormai non piu' procrastinabili.

*

L’attuale situazione ambientale del  lago di Vico

Sono evidenti e ormai ben documentate le gravi problematiche ambientali del lago di Vico (presenza di periodiche fioriture dell’alga rossa Plankthotrix rubescens, produttrice di una microcistina tossica e cancerogena, marcata riduzione del quantitativo di ossigeno nelle sue acque e della loro trasparenza, presenza di metalli pesanti in elevata concentrazione nelle acque e nei suoi sedimenti, etc.).

Nella riunione, promossa dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Viterbo, svoltasi il  2 marzo 2010, sul tema “Attivita' di contrasto al degrado della qualita' delle acque del lago di Vico”, sono stati presentati dati che hanno evidenziato la presenza nelle acque del lago di valori elevati di Arsenico (As) e di  altre sostanze tossiche e cancerogene di norma estranee alle acque del lago quali: Mercurio, Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), e nei suoi sedimenti alte concentrazioni di Arsenico - 647 mg/kg SS (valore soglia 20 mg/kg SS) -, Cadmio - 12 mg/kg SS (valore soglia 2 mg/kg SS) -, e  Nichel - 566 mg/kg SS (valore soglia 120 mg/kg SS) -.

Ulteriori risultati di indagine, presentati dall’Arpa Lazio - sezione di Viterbo alla riunione svoltasi il 10 maggio 2010 presso il  Dipartimento Regionale Rifiuti ed Energia, hanno confermano la presenza di Arsenico in concentrazioni molto elevate nei sedimenti lacustri.

Un recente documento del Centro tecnico logistico interforze Nbc di Civitavecchia riferisce i risultati di una indagine geofisica commissionata dal Ministero della Difesa per la ricerca di masse anomale interrate presso il Magazzino Materiali di Difesa Nbc di Ronciglione (indagine che ha evidenziato la presenza di masse metalliche e non metalliche interrate in diversi punti del sito).

Da questo documento emerge che da carotaggi ed analisi chimiche su campioni di terreno prelevati sono stati rilevati valori di Arsenico superiori a quanto previsto dalla normativa in vigore e pertanto il sito militare in prossimita' del lago risulta contaminato.

Questi dati e documenti confermato il degrado e l’inquinamento del lago di Vico e impongono immediate norme di tutela ed interventi di bonifica non piu' rimandabili: riduzione immediata e drastica dell’uso di fitofarmaci in tutta la conca del lago di Vico con riconversione al biologico di tutte le attuali forme di coltivazioni agricole; controllo e verifica di  tutti gli scarichi fognari delle utenze private e pubbliche poste in prossimita' del lago; intensificazione dei controlli di tutte le attivita' all’interno della riserva; avvio della bonifica del sito militare Nbc di Ronciglione.

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La potabilizzazione  delle acque erogate alla popolazioni di Ronciglione e Caprarola

I comuni di Caprarola e Ronciglione utilizzano per la maggior parte acque captate dal lago di Vico.

Le acque in relazione alla loro classificazione devono subire un efficace processo di filtrazione e potabilizzazione prima di essere distribuite alle popolazioni per uso umano.

L’inadeguatezza della filtrazione e quindi della potabilizzazione delle acque distribuite alla popolazioni di Caprarola e Ronciglione risulta evidente da una nota del  4 gennaio 2008, con la quale il Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene e sanita' pubblica, sezione 4 Vetralla della Asl di Viterbo, in considerazione dei risultati degli esami effettuati dall’Arpa Lazio - sezione di Viterbo che evidenziavano la presenza di Cianobatteri - Plankthotrix spp -, proponeva ordinanza di non potabilita' dell’acqua ai sindaci di Caprarola e Ronciglione.

L’inadeguatezza della filtrazione risulta anche da alcuni esami condotti sempre dall’Arpa Lazio - sezione di Viterbo nel periodo compreso da marzo 2008 a dicembre 2009, che evidenziano l’abbondante e costante presenza di alghe (Diatomee, Cloroficee e Microflagellati) e in particolare la massiccia presenza di Cianobatteri anche dopo l’esecuzione di lavori di adeguamento dei potabilizzatori nei Comuni lacustri.

Una conferma del pregresso cattivo stato dell’impianto di potabilizzazione nel comune di Ronciglione e' inoltre contenuta in un   “Memorandum” redatto in data 23/12/2009 dal  Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene e sanita' pubblica - sezione 4 Vetralla della Asl di Viterbo; nella  relazione  tecnica “Verifica delle condizioni tecnico-qualitative dell’acquedotto comunale di Ronciglione - Vt” redatta dalla societa' Sif (Sistema Integrato di Fitodepurazione) e nell’ordinanza n. 12/2010 del sindaco di Ronciglione nella quale si fa addirittura risalire al maggio 2002 il riscontro dell’inadeguatezza dei filtri e quindi il loro non utilizzo.

Le pregresse e le attuali condizioni di funzionamento dei potabilizzatori comunali sembrano pertanto non garantire in modo completo ed efficace la potabilita' delle acque captate dal lago e tale situazione accresce la preoccupazione per il rischio sanitario al quale sono state esposte e sono esposte le popolazioni anche in considerazione della presenza dei nuovi ed eterogenei elementi inquinanti rilevati di recente nelle acque del lago e nei suoi sedimenti.

E’ urgente quindi che siano predisposte ed individuate immediatamente fonti alternative di approvvigionamento idrico per tutta la popolazione, per gli esercizi commerciali, per le scuole, per l’ospedale di Ronciglione e per tutte le industrie alimentari locali.

E’ altresi' necessario avviare, come piu' volte richiesto dall’Isde di Viterbo, uno studio di fattibilita' finalizzato alla realizzazione di pozzi da dotare di dearsenificatori per  garantire un approvvigionamento idrico di migliore qualita' e sicurezza e che siano posti in opera in tempi brevissimi impianti di filtrazione e potabilizzazione cosiddetti pilota per studiare le migliori tecniche di purificazione dell’acqua in relazione alle peculiari problematiche di degrado ed inquinamento del lago di Vico.

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Il monitoraggio della microcistina tossica e cancerogena nelle acque destinate a consumo umano

Il microrganismo Planktothrix rubescens, detta comunemente alga rossa e segnalata dal 2007 nelle acque del lago di Vico, produce numerosi tipi di tossine dette microcistine a valenza epatotossica, gastroenterica e con possibile azione cancerogena.

Gli  effetti  delle microcistine sulle persone e gli animali possono essere cosi' riassunti: epatotossicosi acuta per ingestione diretta; polmoniti allergiche ed epatotossicosi se respirate, nel corso di attivita' ricreative e sportive in sistemi idrici contaminati da alghe in fase di fioritura; promozione di tumori, se ingerite in dosi sub-acute per diverso tempo (tumori epatici, gastrointestinali, epiteliali).

Le persone possono essere esposte alle tossine attraverso l’ingestione di acqua potabile contaminata, tramite la balneazione, l’inalazione di aerosol durante attivita' ricreative in prossimita' delle aree di fioritura dell’alga, con l’assunzione di alimenti trattati e realizzati con acque contaminate (la microcistina non e' termolabile), durante i trattamenti di emodialisi.

La  fauna ittica che vive nei bacini e negli invasi contaminati e' anch’essa esposta alle tossine cosi' come gli animali che vivono in allevamenti, nel caso vengano abbeverati con acque contaminate dalle microcistine, e le specie vegetali irrigate con le stesse.

La flora e la fauna contaminata da queste microcistine possono divenire ulteriori vettori di esposizione per le persone in quanto entrano a far parte della  catena alimentare.

Da quanto sopra esposto risulta del tutto evidente che sarebbe stato indispensabile e di grande importanza, a partire dal 2007, un costante monitoraggio della concentrazione e della presenza di questa microcistina nelle acque del lago, nella fauna ittica e soprattutto, e per evidenti motivi di tutela della salute pubblica, nelle acque destinate a consumo umano.

Dalla documentazione in possesso dell’Isde: il Memorandum del Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene e sanita' pubblica - sezione 4 Vetralla della Asl di Viterbo, e un carteggio tra questo stesso Dipartimento, l’Arpa Lazio - sezione di Viterbo e l’Ato1 -Lazio, non risulta che finora sia stato attuato alcun monitoraggio di questa microcistina.

In tre lettere inviate all’Isde dal Dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria dell’Istituto Superiore di Sanita', rispettivamente: n. di protocollo 11/05/2010 - 0020790, n. 11/05/2010 - 0020791 e n. 11/05/2010 - 0020792, si afferma che non esiste alcuna convenzione tra l’Istituto Istituto Superiore di Sanita' e le amministrazioni comunali di Caprarola e Ronciglione ma che sono stati effettuati finora solo esami estemporanei su alcuni campioni di acqua prelevati il 5 marzo 2010 a Caprarola e il 7 aprile 2010 a Ronciglione, mentre e' iniziata solo dal 15 marzo 2010, e in forma sperimentale, una ricerca “sull’eventuale presenza e rimozione di tossine algali nelle acque da destinare e destinare a consumo umano prelevate dal lago di Vico” ad integrazione di una precedente convenzione sempre tra l’Istituto Istituto Superiore di Sanita' e l’Ato 1 - Lazio.

Il mancato monitoraggio, dal 2007 ad oggi, della presenza e della concentrazione di questa microcistina tossica e cancerogena, nelle acque destinate a consumo umano ed in quelle utilizzate nei pubblici esercizi, nelle scuole e per le preparazioni di alimenti ha di fatto determinato una condizione di elevato rischio sanitario derivante dall’esposizione cronica e non quantificata a questa sostanza per le popolazioni e in particolare per i bambini, le donne in gravidanza e i malati.

L’Isde ribadisce l’estrema urgenza dell’avvio del monitoraggio nelle acque destinate a consumo umano di questa sostanza e di tutti gli altri possibili inquinanti, soprattutto di quelli individuati dalle recenti ricerche dell’Arpa Lazio - sezione di Viterbo nelle acque e nei sedimenti del lago.

L’Isde, per le ragioni esposte, ribadisce la necessita' e il dovere che gli enti preposti programmino e diano inizio a studi di monitoraggio e sorveglianza di lungo periodo dello stato di salute delle popolazioni di Caprarola e Ronciglione.

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L’Arsenico, gli IPA e i metalli pesanti nelle acque e nei sedimenti del lago di Vico

Il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D. Lgs. 27/02, disciplina la qualita' delle acque potabili destinate al consumo umano garantendone la salubrita' e la pulizia.

Il valore limite ammesso da questo Decreto per l’Arsenico nelle acque destinate a consumo umano e' di 10 microgrammi/litro e solo per  continue deroghe regionali e' stato innalzato a 50 microgrammi/litro per i Comuni dell’Alto Lazio appartenenti all’Ato1 - Lazio.

L’arsenico in considerazione della sua cancerogenicita' e tossicita' e della possibile interazione con le altre sostanze tossiche derivanti dal degrado e dall’inquinamento del lago di Vico, dovrebbe essere monitorato con una frequenza di sicuro maggiore rispetto a quanto fatto finora e secondo quanto prescritto e disposto dal D. Lgs. 31/2001 all’art. 8 comma 1, che, in situazioni di criticita' delle acque, impone di aumentare i controlli rispetto a quelli effettuati di routine in modo tale da ”garantire la significativa rappresentativita' della qualita' delle acque distribuite durante l'anno, nel rispetto di quanto stabilito dall'allegato II”.

I recenti dati che hanno evidenziato la presenza nelle acque del lago di Vico di valori elevati di Arsenico (As) e di altre sostanze tossiche e cancerogene di norma estranee alle acque del lago quali: Mercurio, Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), e nei suoi sedimenti alte concentrazioni di Arsenico - 647 mg/kg SS (valore soglia 20 mg/kg SS) -, Cadmio - 12 mg/kg SS (valore soglia 2 mg/kg SS) -, e Nichel - 566 mg/kg SS (valore soglia 120 mg/kg SS) - costituiscono un’ulteriore e seria preoccupazione per le possibili conseguenze sanitarie e ambientali.

E’ del tutto evidente inoltre che devono essere indagate ed individuate provenienza  e responsabilita' per le sostanze tossiche e cancerogene rilevate nel lago di Vico che di norma sono estranee agli ecosistemi lacustri.

L’Isde ritiene necessario ed urgente, anche in considerazione degli elementi tossici rilevati nei sedimenti del lago, un monitoraggio piu' frequente di tutte le sostanze tossiche che possano essere presenti nelle acque destinate a consumo umano, in quanto esiste la possibilita' che gli elementi inquinanti presenti nei sedimenti possano essere mobilizzati e captati dalle prese degli acquedotti comunali anche in concentrazioni dannose per la salute soprattutto se il livello delle acque del lago dovesse essere ridotto.

E’ inoltre un dato scientificamente acquisito che piu' elementi tossici e/o cancerogeni possono determinare rischio e danno alla salute con meccanismi di interazione ed amplificazione diversi da quello della sola e semplice sommazione delle diverse concentrazioni dei singoli elementi nocivi.

Relativamente all’Arsenico, presente nelle acque e nei sedimenti del lago di Vico, e' noto che l’ Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) classifica questo elemento come cancerogeno certo di classe 1 e lo pone in diretta correlazione con diverse patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute.

L’assunzione cronica di Arsenico e' indicata da numerosissimi studi scientifici quale responsabile anche di patologie cardiovascolari  (in particolare della “malattia del piede nero - black foot disease“ per compromissione della vascolarizzazione periferica); di  neuropatie periferiche; di diabete di tipo 2; di lesioni cutanee (iperpigmentazione ed ipopigmentazione, cheratosi); di disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

L’Isde torna quindi a ribadire la necessita' di un monitoraggio che sia effettuato con maggiore frequenza e su un piu' largo e  rappresentativo numero di fonti e punti di distribuzione rispetto a quanto fatto in passato e rispetto al numero minimo di controlli previsti in condizioni di routine in aree non sottoposte a provvedimenti di deroga.

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L’informazione ai cittadini

L’Isde, come previsto dal Decreto Legislativo del 2 febbraio 2001 n. 31,  torna a chiedere la convocazione di assemblee pubbliche, nelle quali i dirigenti del Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene e sanita' pubblica della Asl di Viterbo, dell’Arpa Lazio - sezione di Viterbo insieme ai Sindaci delle due amministrazioni comunali, informino i cittadini sulle problematiche ambientali del lago di Vico e sulle possibili conseguenze sanitarie che ne possono derivare.

E’ necessario convocare queste assemblee anche per rispondere alla motivata e crescente preoccupazione dei cittadini di Caprarola e Ronciglione e per dare consigli ed istruzioni per un corretto utilizzo dell’acqua  teso a ridurre il rischio sanitario in attesa di interventi risolutivi e definitivi.

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Conclusioni

Il lago di Vico e' una risorsa idrica fondamentale per l’intero territorio viterbese oltre ad essere un’area di inestimabile valore paesaggistico, naturalistico ed economico per le tante attivita' legate al turismo.

Il suo attuale inquinamento e degrado sono anche la conseguenza di quella stessa mancanza di legalita' e senso di responsabilita' che ha generato e continua a generare disastri ambientali e sanitari in tante parti d’Italia.

Il lago di Vico deve essere subito protetto, tutelato e risanato e questo e' possibile, come indicato in piu' occasioni dall’Isde, attraverso l’uso di specifiche tecnologie di bonifica, interventi mirati di studio, monitoraggio e l’eliminazione di ogni fonte di inquinamento.

L’Isde chiede un impegno concreto e collegiale perche' si arrivi rapidamente ad una soluzione positiva di questa vicenda nell’interesse della collettivita' e per il pieno rispetto delle vigenti disposizioni di legge in materia ambientale e sanitaria e per la tutela del diritto alla salute per tutte le persone e in particolare per i bambini.

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dottoressa Antonella Litta, referente per Viterbo dell’Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia)

Viterbo, 24 maggio 2010

Per comunicazioni: dottoressa Antonella Litta, tel. 3383810091, 0761559413, fax: 0761559126, e-mail: isde.viterbo at gmail.com; antonella.litta at gmail.com

 
6. APPELLI. IL CINQUE PER MILLE AL MOVIMENTO NONVIOLENTO
 

Anche con la prossima dichiarazione dei redditi si puo' destinare il cinque per mille al Movimento Nonviolento.

Non si tratta di versare denaro in piu', ma solo di utilizzare diversamente soldi gia' destinati allo Stato.

Destinare il cinque per mille delle proprie tasse al Movimento Nonviolento e' facile: basta apporre la propria firma nell'apposito spazio e scrivere il numero di codice fiscale del Movimento Nonviolento, che e': 93100500235.

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Per ulteriori informazioni: tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 
7. STRUMENTI. "AZIONE NONVIOLENTA"
 
"Azione nonviolenta" e' la rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.
Redazione, direzione, amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org
Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 30 euro sul ccp n. 10250363 intestato ad Azione nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.
E' possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all'indirizzo an at nonviolenti.org scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".
 
8. SEGNALAZIONI LIBRARIE
 
Riletture
- Vittorio Mathieu, Come leggere Plotino, Bompiani - Rcs Libri, Milano 2004, pp. 144, euro 6,50.
 
9. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
 
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
 
10. PER SAPERNE DI PIU'
 
Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
 
TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 201 del 25 maggio 2010
 
Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
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