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Telegrammi. 257



TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 257 del 20 luglio 2010
Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail:
nbawac at tin.it
 
Sommario di questo numero:
1. Matteo Renato Dabascio: Settanta haiku
2. Nina Somera intervista Kamla Bashin
3. Si e' svolto il trentatreesimo incontro del percorso di formazione e informazione nonviolenta al centro sociale "Valle Faul" a Viterbo
4. Il cinque per mille al Movimento Nonviolento
5. "Azione nonviolenta"
6. Segnalazioni librarie
7. La "Carta" del Movimento Nonviolento
8. Per saperne di piu'
 
1. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. MATTEO RENATO DABASCIO: SETTANTA HAIKU
[Il nostro buon amico Matteo Renato Dabascio, richiesto da Paolo Arena e Marco Graziotti di rispondere a settanta domande sulla nonviolenza oggi in Italia, cosi' ha ritenuto di rispondere - sotto il velame de li versi strani]
 
1. Come e' avvenuto il suo accostamento alla nonviolenza?
Cadono foglie
e sulla strada un rospo
pallido sole.
*
2. Quali personalita' della nonviolenza hanno contato di piu' per lei, e perche'?
Gandhi in cammino
ombra di foglie verdi
lieve respiro.
*
3. Quali libri consiglierebbe di leggere a un giovane che si accostasse oggi alla nonviolenza? E quali libri sarebbe opportuno che a tal fine fossero presenti in ogni biblioteca pubblica e scolastica?
Nel tardo autunno
la stessa pace reca
qualunque libro.
*
4. Quali iniziative nonviolente in corso oggi nel mondo e in Italia le sembrano particolarmente significative e degne di essere sostenute con piu' impegno?
Rompere i ghiacci
recare aiuto e pace
tutti ascoltare.
*
5. In quali campi ritiene piu' necessario ed urgente un impegno nonviolento?
Fermo un agire
contro guerra e razzismo
roghi d'estate.
*
6. Quali centri, organizzazioni, campagne segnalarebbe a un giovane che volesse entrare in contatto con la nonviolenza organizzata oggi in Italia?
Di Capitini
e di Dolci gli eredi
grappoli d'uva.
*
7. Come definirebbe la nonviolenza, e quali sono le sue caratteristiche fondamentali?
Reca conforto,
l'uccidere contrasta,
disciogli il gelo.
*
8. Quali rapporti vede tra nonviolenza e femminismo?
Arcobaleno
del nostro agire
la prima fonte.
*
9. Quali rapporti vede tra nonviolenza ed ecologia?
Prima matrice
giorni che si prolungano
natura madre.
*
10. Quali rapporti vede tra nonviolenza, impegno antirazzista e lotta per il riconoscimento dei diritti umani di tutti gli esseri umani?
Specchio lucente
un'umanita' sola
volo d'airone.
*
11. Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotta antimafia?
Zefiro fresco
risana nonviolenza
ogni palude.
*
12. Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotte del movimento dei lavoratori e delle classi sociali sfruttate ed oppresse?
Di quelle lotte
e' vero seme e frutto
la nonviolenza.
*
13. Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotte di liberazione dei popoli oppressi?
Il gelo rompe
l'appassionata forte
pianta del bene.
*
14. Quali rapporti vede tra nonviolenza e pacifismo?
Primo usignolo
recaci il dono e il canto
ferma le stragi.
*
15. Quali rapporti vede tra nonviolenza e antimilitarismo?
La neve fresca
gocce di sangue macchiano.
Il mondo crolla.
*
16. Quali rapporti vede tra nonviolenza e disarmo?
Silenti lupi:
non piu' minacce e eccidi.
Le spade aratri.
*
17. Quali rapporti vede tra nonviolenza e diritto alla salute e all'assistenza?
Lieve il soffione
a te svela il segreto:
frale e' la vita.
*
18. Quali rapporti vede tra nonviolenza e psicoterapie?
Ciliegio in fiore
se sai porgere orecchio
ovunque e' luce.
*
19. Quali rapporti vede tra nonviolenza e informazione?
Un pesco in fiore,
l'azione non agente,
saper vedere.
*
20. Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione filosofica?
Raccoglimento
e' tutto. La calura
non puo' sfinirti.
*
21. Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione delle e sulle religioni?
Piu' vicinanza,
un unico braciere
tutti riscalda.
*
22. Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'educazione?
La coerenza
tra dire e fare, ovunque
pascoli aperti.
*
23. Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'economia?
Gia' seminando
chiedo scusa alla terra,
nessuno opprimo.
*
24. Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sul diritto e le leggi?
Misericorde
salvifica sia sempre
in questa nebbia.
*
25. Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'etica e sulla bioetica?
Finisce l'anno
pensieri e gesti vili
non albergare.
*
26. Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sulla scienza e la tecnologia?
Cuculo savio
da lungi ti richiama
alla presenza.
*
27. Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione storica e alla pratica storiografica?
Il vero sanno
le vittime soltanto.
Lieve farfalla.
*
28. Tra le tecniche deliberative nonviolente ha una grande importanza il metodo del consenso: come lo caratterizzerebbe?
Dolce susina
piu' dolce l'ascoltarsi
ospitalmente.
*
29. Tra le tecniche operative della nonviolenza nella gestione e risoluzione dei conflitti quali ritiene piu' importanti, e perche'?
L'esser presente,
l'esempio, l'ascoltare.
Luna calante.
*
30. Come caratterizzerebbe la formazione alla nonviolenza?
Lieve paziente
fiorisce la camelia
tutto fiorisce.
*
31. Come caratterizzerebbe l'addestramento all'azione nonviolenta?
Un teso udire
un salice piangente
lieve accennare.
*
32. Quali mezzi d'informazione e quali esperienze editoriali le sembra che piu' adeguatamente contribuiscano a far conoscere o a promuovere la nonviolenza?
La voce umana
la rosa immacolata
il fiume scorre.
*
33. Quali esperienze in ambito scolastico ed universitario le sembra che piu' adeguatamente contribuiscano a far conoscere o a promuovere la nonviolenza?
Dove l'esempio
dell'ascoltare tutti
dissipa nebbie.
*
34. I movimenti nonviolenti presenti in Italia danno sovente un'impressione di marginalita', ininfluenza, inadeguatezza; e' cosi'? E perche' accade? E come potrebbero migliorare la qualita', la percezione e l'efficacia della loro azione?
Se resti fermo
si scioglie gia' la neve:
respira ancora.
*
35. I movimenti nonviolenti dovrebbero dotarsi di migliori forme di coordinamento? E se si', come?
Vola la mosca
frinisce la cicala
trattieni il fiato.
*
36. I movimenti nonviolenti dovrebbero dotarsi di ulteriori strumenti di comunicazione? E con quali caratteristiche?
Fiori d'ibisco
parole come pane
lavare l'acqua.
*
37. Nonviolenza e movimenti sociali: quali rapporti?
Canne frementi
nella palude. S'ode
lieve un richiamo.
*
38. Nonviolenza e istituzioni: quali rapporti?
Dei gelsi in fiore
prendersi cura. Tutto
e' li' compreso.
*
39. Nonviolenza e cultura: quali rapporti?
Lumaca incerta
di luminosa scia
seminatrice.
*
40. Nonviolenza e forze politiche: quali rapporti?
La debolezza
del primo fiore impara:
virtu' perenne.
*
41. Nonviolenza e organizzazioni sindacali: quali rapporti?
Notte d'estate
parole buone, gesti
semplici, esatti.
*
42. Nonviolenza e agenzie della socializzazione: quali rapporti?
Dei crisantemi
e dei confetti l'ora
accogli grato.
*
43. Nonviolenza e pratiche artistiche: quali rapporti?
Misura esatta
campanula sapiente
soave pace.
*
44. Nonviolenza e amicizia: quale relazione? E come concretamente nella sua esperienza essa si e' data?
Nella tormenta
l'un l'altro sostenersi
e' la salvezza.
*
45. Nonviolenza e percezione dell'unita' dell'umanita': quale relazione e quali implicazioni?
Nell'erba estiva
tutto muore e risorge.
Ama, proteggi.
*
46. Nonviolenza e politica: quale relazione?
Voci lontane
rintocchi di campana
lo stesso mondo.
*
47. Nonviolenza e vita quotidiana: quale relazione?
Foglia ingiallita
- tutto si dona ancora -
ritorna terra.
*
48. Nonviolenza e cura del territorio in cui si vive: quale relazione?
Inaspettata
pioggia di primavera:
tutto fermenta.
*
49. Nonviolenza e cura delle persone con cui si vive: quale relazione?
Con gli occhi chiusi
un brivido di freddo
la mano amica.
*
50. La nonviolenza dinanzi alla morte: quali riflessioni?
Tu non temere
nera l'ombra del corvo
e' grazia tutto.
*
51. Quali le maggiori esperienze storiche della nonviolenza?
Silente rosa,
ogni gesto di pace
salva il mondo.
*
52. Quale e' lo stato della nonviolenza oggi nel mondo?
Di viva rosa
la spina nella carne
scintilla ancora.
*
53. Quale e' lo stato della nonviolenza oggi in Italia?
A stilla a stilla
s'immilla unguento e luce.
Campi di riso.
*
54. E' adeguato il rapporto tra movimenti nonviolenti italiani e movimenti di altri paesi? E come migliorarlo?
Seguire il volo
delle anatre, leggero,
prestare ascolto.
*
55. Quale le sembra che sia la percezione diffusa della nonviolenza oggi in Italia?
Visto da lungi
di melograni un bosco
appare macchia.
*
56. Quali iniziative intraprendere perche' vi sia da parte dell'opinione pubblica una percezione corretta e una conoscenza adeguata della nonviolenza?
Taci ed ascolta
la raganella canta
la sua canzone.
*
57. Nonviolenza e intercultura: quale relazione?
Volo di rondine
parole nuove e vere
disegna in cielo.
*
58. Nonviolenza e conoscenza di se': quale relazione?
Solo la pace
reca la pace. Vola
di gru una schiera.
*
59. Nonviolenza e scienze umane: quale relazione?
Non altra scienza
che la pieta' coltiva.
Vento d'autunno.
*
60. Nonviolenza e linguaggio (ed anche: nonviolenza e semiotica): quale relazione?
Dell'azalea
recare altrui in dono
il nome e il volto.
*
61. Nonviolenza e stili di vita: quale relazione?
Ai primi freddi
al pellegrino appronta
stanza ospitale.
*
62. Nonviolenza e critica dell'industrialismo: quali implicazioni e conseguenze?
Ritorni lieve
morbido il passo, cresce
una violetta.
*
63. Nonviolenza e rispetto per i viventi, la biosfera, la "madre terra": quali implicazioni e conseguenze?
Notte profonda
lucciole innumerevoli
in dono reca.
*
64. Nonviolenza, compresenza, convivenza, scelte di vita comunitarie: quali implicazioni e conseguenze?
Vivono insieme
le creature tutte
frutti maturi.
*
65. Nonviolenza, riconoscimento dell'altro, principio responsabilita', scelte di giustizia, misericordia: quali implicazioni e conseguenze?
Torna, si', torna
stagione delle piogge
ecco la casa.
*
66. Nonviolenza e coscienza del limite: quali implicazioni e conseguenze?
Adesso vedi
e' tempo di zappare,
di avere cura.
*
67. Nonviolenza come cammino: in quale direzione?
Lontano tuono
che mi ricorda ancora
d'esser pietoso.
*
68. Nonviolenza e internet: quale relazione? e quali possibilita'?
Diversi scopi
reti diverse adempiono:
prudente sii.
*
69. Potrebbe presentare la sua stessa persona (dati biografici, esperienze significative, opere e scritti...) a un lettore che non la conoscesse affatto?
Gia' m'attraversa
vento freddo invernale
non volli inganni.
*
70. C'e' qualcosa che vorrebbe aggiungere?
All'anno nuovo
giungere lievemente
senza rumore.
 

2. RIFLESSIONE, NINA SOMERA INTERVISTA KAMLA BASHIN

[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59 at libero.it) per averci messo a disposizione nella sua traduzione il seguente estratto da una recente intervista di Nina Somera a Kamla Bhasin per “Women in Action”.

Nina Somera e' giornalista e attivista per l'ambiente, i diritti delle donne, i diritti umani di tutti gli esseri umani.

Kamla Bhasin, femminista, e' nata nel 1946 a Rajasthan, in India. Ha studiato economia in India e sociologia dello sviluppo in Germania. Ha lavorato per svariate organizzazioni della societa' civile e per la Fao. E' autrice di numerosi testi fra cui Femminismo nell'Asia del sud, con Nighat Said Khan, 1986; Condividere una Terra, con Nighat Said Khan, 1986; A dispetto di ogni avversita': saggi sulle donne, la religione e lo sviluppo in India e Pakistan, con Ritu Menon e Nighat Said Khan, 1994. Kamla Bhasin scrive anche poesie, canzoni e storie per bambini. Molte delle sue canzoni sono state usate in film sulle donne, sulle bambine, sul lavoro minorile e sull'ecologia. Attualmente, e' consigliera della “Rete di attiviste e trainer sul genere dell'Asia del sud” (Sangat)]

 

- Nina Somera: Qual e' la tua opinione sui fondamentalismi religiosi, in particolare del loro impatto sulla cittadinanza, l'identita' e il corpo delle donne?

- Kamla Bashin: La prima cosa che voglio dire e' che stiamo parlando di tutte le religioni, non solo dell'Islam su cui la maggior parte della gente si concentra di questi tempi. Il fondamentalismo cristiano, quello hindu e quello musulmano sono fratelli in armi nel cospirare per tenere le donne in soggezione. Io credo anche che tutte queste religioni moderne siano di natura patriarcale, ma tutte hanno avuto inizio con lo scopo di migliorare la vita umana, le relazioni sociali fra le persone, creando determinate regole da seguire per gli esseri umani. Hanno avuto inizio con uno scopo davvero buono, ma sono state tutte codificate da persone al potere. Percio', sono basate sulla gerarchia non solo fra uomini e donne, ma fra classi superiori e classi inferiori. Queste gerarchie sono costituite al loro interno.

Io credo che i fondamentalismi, quando vogliono dare prova di cio' che le loro societa' sono, mettano il massimo della pressione sulle donne, affinche' esse si comportino in un modo specifico. Ma anche il capitalismo gioca un ruolo in questo. C'e' gente che fa i soldi su particolari forme di comportamento. Le donne sono viste come l'ultima colonia, mentre tutte le altre colonie politiche sono state liberate. Il corpo della donna, il suo lavoro, sono sfruttati da famiglie e religioni. La cittadinanza e l'autonomia delle donne vengono ridotte dai fondamentalismi specialmente quando fra essi c'e' conflitto, come in India. E quando c'e' una guerra, le donne perdono la mobilita' e diventano vulnerabili allo stupro come arma.

*

- Nina Somera: Qual e' la tua opinione sui risultati degli interventi statunitensi in Iraq e Afghanistan e sull'impatto che essi hanno avuto sulle donne?

- Kamla Bashin: Innanzitutto, gli interventi non hanno niente a che fare con il portare democrazia o diritti per le donne in tali paesi. Non c'e' nessun dubbio che sono stati fatti per mantenere intatti gli interessi americani, lo stile di vita americano. La guerra e' un'industria enorme, e la loro economia e' largamente basata sull'industria militare. Sfortunatamente, ci sono paesi islamici che stanno seduti su un bel mucchio di petrolio: questa e' la ragione degli interventi, il desiderio di controllare le risorse.

Gli orripilanti conflitti in Iraq ed Afghanistan hanno danneggiato tutti ed ogni cosa: le persone, le relazioni, la cultura. Nel tempo in cui gli uomini prendono un comune raffreddore, le donne hanno gia' la polmonite, le donne e i bambini soffrono assai di piu'. E dato che gli Usa e i loro alleati arrivano sempre accompagnati dalla retorica, i fondamentalisti religiosi credono che la liberta' delle donne sia sinonimo di Occidente.

Se si guarda alla questione dal punto di vista storico, di tutte le religioni l'Islam e' quella che al suo inizio ha avuto, rispetto alle altre, il massimo dei diritti per le donne. Il Profeta Maometto parlava apertamente dell'istruzione delle donne, di diritti proprietari, di matrimonio e divorzio. I musulmani hanno dimenticato che il concetto di diritti umani e' stato definito all'interno dell'Islam, che l'Islam ha definito il concetto di diritti umani delle donne. Stanno dimenticando tutto il loro passato, la loro storia. Ogni volta che tu menzioni la parola “genere”, subito pensano ad un'idea occidentale. E invece il Profeta Maometto, Gesu' e Gupta hanno tutti sfidato le convenzioni relative al genere nei loro diversi modi. Percio' io non penso che la lotta per l'equita' di genere sia importata da qualche parte: penso che in ogni societa' ove vi sia oppressione vi e' anche il desiderio di resistervi.

*

- Nina Somera: Quali sono le maggiori preoccupazioni che riferiresti al presidente Obama, come femminista del sud del mondo, se avessi l'occasione di parlare con lui?

- Kamla Bashin: La mia maggiore preoccupazione concerne il sistema economico globale, il paradigma economico globale. L'attuale forma di globalizzazione, liberalizzazione e privatizzazione e' davvero basata su un'avidita' infinita. Il Mahatma Gandhi disse molto tempo fa che la Madre Terra ha abbastanza foreste per i nostri bisogni, ma non abbastanza per l'avidita'. Se un paradigma economico e' basato sull'avidita' fara' qualsiasi cosa per il profitto. Ovviamente distruggera' le foreste ed al loro posto ci mettera' sigarette, alcolici, droghe, bevande gassate e cibo spazzatura. Noi stiamo vedendo i risultati di questo paradigma nei nostri paesi, dove le terre migliori sono tolte ai contadini, le foreste sono tolte alle comunita', e i fiumi sono dati alle compagnie multinazionali. Le auto private non sono sostenibili, ogni paese sta morendo di inquinamento. Troppi dei nostri bambini soffrono di asma, di problemi ai polmoni e di respirazione a causa del sistema di trasporti che abbiamo.

Avremmo anche le tecnologie e la conoscenza per creare alternative, ma gli interessi a breve termine di poche persone stanno distruggendo gli interessi a lungo termine della natura e della povera gente. I poveri stanno pagando per lo stile di vita del 10% della popolazione mondiale. E questo 10% sta distruggendo il nostro universo, le nostre possibilita' di sopravvivere.

Io credo che la maggior parte, se non la totalita', dei conflitti nel mondo si diano per il controllo delle risorse economiche. Possono essere diamanti in un paese, gas e petrolio in un altro, miniere in un altro ancora. Diamo a questi conflitti nomi diversi, li diciamo religiosi o nazionalistici, ma sono tutti per le risorse. A questo fattore, tutte le altre cose sono connesse: pace, democrazia, diritti delle donne.

Ecco un po' di problemi per il Premio Nobel Obama. In realta' non penso che un uomo solo possa salvare un paese come il suo. Ad operare il cambiamento dovrebbe essere il gran numero di persone che lo ha portato al potere. Pure, le strutture del dominio sono molto forti, le lobbies sono molto forti e controllano quasi tutto. Quanto puo' fare Obama? Io ho i miei dubbi al proposito, ma non abbandoniamo la speranza.

*

- Nina Somera: Cosa pensi delle Nazioni Unite?

- Kamla Bashin: Il concetto stesso di Nazioni Unite e' totalmente necessario. Il mondo ha un gran bisogno di stare insieme. Ma le Nazioni Unite possono essere “buone” e democratiche solo quanto lo sono i paesi che le compongono. Non puoi aspettarti granche' da paesi che non hanno una democrazia genuina, che sono elitari e patriarcali. Tutto cio' si riflette nelle Nazioni Unite, che possono solo mostrare la saggezza, la democrazia e la pace che ci sono nei nostri paesi, e se nei nostri paesi queste sono mancanti, lo saranno pure nelle Nazioni Unite. I nostri leader politici non sono sempre le persone piu' sagge del mondo.

Io sono stata alle Nazioni Unite per 27 anni, cominciando dalla Fao. La metodologia, il modo in cui le cose funzionano, sono molto distanti dalle persone comuni. Ma se vogliamo cambiare le Nazioni Unite dobbiamo cambiare ogni organizzazione all'interno dei nostri paesi, dobbiamo cambiare i governi. Penso che molte piu' femministe dovrebbero entrare alle Nazioni Unite, con le istanze di genere. Su queste abbiamo avuto successo in termini di retorica, ma avremmo invece bisogno di pratica. Sono stata fuori e dentro le Nazioni Unite ed ho sempre detto questo: quel che i movimenti delle donne pensano oggi, le Nazioni Unite lo penseranno fra venticinque anni.

*

- Nina Somera: A che punto e' l'agenda delle donne nei movimenti sociali?

- Kamla Bashin: Le donne hanno sempre fatto parte di tutti i movimenti sociali. Abbiamo dato le nostre energie ai movimenti per la pace, a quelli contadini, eccetera. Ovviamente, la maggior parte di questi movimenti e' guidata da uomini. Perche' il nostro mondo e' veramente patriarcale. I nostri uomini lo sono. Le nostre organizzazioni, i nostri sindacati, lo sono. E non perche' questi uomini siano “cattivi”. Sono immersi in una tradizione millenaria che concerne il modo in cui viviamo le nostre vite, e spesso hanno tratto beneficio da famiglie patriarcali, ingiuste verso le donne. Ma penso che molti di loro stiano imparando dalle donne.

Molti hanno appreso il nostro linguaggio. Ho visto alcuni uomini, nei movimenti sociali, sforzarsi genuinamente di cambiare, anche nelle loro vicende personali. Li ho osservati mutare lentamente le maniere di esprimersi, nel desiderio di essere maggiormente sensibili al genere. Alcuni desiderano davvero il coinvolgimento delle femministe. Insomma, quel che dico e' che ho visto molti di loro fare un tentativo.

Quel che dobbiamo capire e' che questi uomini sono completamente nelle mani dei valori patriarcali, e le donne hanno cominciato a mettere tali valori in questione assai prima di loro. Siamo di quaranta o cinquant'anni avanti ai nostri uomini, per quel che concerne il maneggiare il patriarcato. Gli uomini devono fare ancora molto lavoro per comprendere come il patriarcato tenda a renderli disumani. Devono maneggiare molto di piu' l'intera nozione della mascolinita', l'intera nozione del potere. Non lo hanno ancora fatto, ma a volte abbiamo mancato di aiutarli.

*

- Nina Somera: Quali sono i piu' forti punti di convergenza fra le femministe del sud del mondo e le femministe del nord?

- Kamla Bashin: Moltissime femministe, a sud e a nord, fanno parte di movimenti ecologisti. Quel che adesso chiamano “cambiamento climatico” io lo chiamo “distruzione del clima”... La preoccupazione per cio' che stiamo facendo alla Madre Terra e la preoccupazione per cio' che stiamo facendo alla gente piu' povera del mondo sono strettamente correlate. Poi c'e' il movimento per la pace. E il terzo punto di convergenza e' l'intera questione del paradigma economico neoliberista. Le donne che sanno guardare al mondo come ad una famiglia globale, sono parte del movimento femminista globale.

 

3. INCONTRI. SI E' SVOLTO IL TRENTATREESIMO INCONTRO DEL PERCORSO DI FORMAZIONE E INFORMAZIONE NONVIOLENTA AL CENTRO SOCIALE "VALLE FAUL" A VITERBO

[Riceviamo e diffondiamo]

 
Si e' svolto domenica 18 luglio il trentatreesimo incontro di formazione e informazione nonviolenta al centro sociale "Valle Faul" a Viterbo.
L'incontro inizia con una riflessione su istruzione, scolarizzazione, educazione, e sull'importanza dello studio dei classici.
Si prosegue poi con la presentazione della nascente esperienza di vita comunitaria di alcuni dei partecipanti agli incontri: vengono descritti il percorso di preparazione, le finalita' del progetto e le aspirazioni collettive e dei singoli.
Si discute poi delle prossime iniziative sia di studio che di intervento, e si propongono alcuni campi e progetti: la prosecuzione dell'impegno per la salvaguardia dell'area termale del Bulicame, contro il mega-aeroporto, contro il nucleare e in difesa della biosfera; l'attivita' di difesa dei diritti umani dei migranti e di intransigente opposizione al colpo di stato razzista, con un particolar approfondimento degli aspetti giuridici; la formazione all'azione diretta nonviolenta; lo studio dei classici.
Si ricordano poi alcuni prossimi appuntamenti:
a) il 24 luglio la prima festa popolare al quartiere Carmine di Viterbo, organizzata anche dal centro sociale "Valle Faul";
b) il 5 agosto la festa per il terzo anniversario del comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, che si terra' nel quartiere di San Pellegrino a Viterbo, a cui parteciperanno tra gli altri la saggista ambientalista Marinella Correggia  ed il magistrato Ferdinando Imposimato.
Il prossimo incontro del percorso di formazione e informazione nonviolenta si terra' domenica 25 luglio con inizio alle ore 15,30 sempre al centro sociale "Valle Faul" in strada Castel d'Asso a Viterbo.
*
Le persone partecipanti all'incontro
Viterbo, 19 luglio 2010
Per informazioni e contatti: viterbooltreilmuro at gmail.com
 
4. APPELLI. IL CINQUE PER MILLE AL MOVIMENTO NONVIOLENTO
 

Anche con la prossima dichiarazione dei redditi si puo' destinare il cinque per mille al Movimento Nonviolento.

Non si tratta di versare denaro in piu', ma solo di utilizzare diversamente soldi gia' destinati allo Stato.

Destinare il cinque per mille delle proprie tasse al Movimento Nonviolento e' facile: basta apporre la propria firma nell'apposito spazio e scrivere il numero di codice fiscale del Movimento Nonviolento, che e': 93100500235.

*

Per ulteriori informazioni: tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 
5. STRUMENTI. "AZIONE NONVIOLENTA"
 
"Azione nonviolenta" e' la rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.
Redazione, direzione, amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org
Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 30 euro sul ccp n. 10250363 intestato ad Azione nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.
E' possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all'indirizzo an at nonviolenti.org scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".
 
6. SEGNALAZIONI LIBRARIE
 
Riletture
- Francesca Brezzi, Introduzione a Ricoeur, Laterza, Roma-Bari 2006, pp. IV + 196.
- Stefano Catucci, Introduzione a Foucault, Laterza, Roma-Bari 2000, pp. IV + 204.
- Stefano Petrucciani, Introduzione a Habermas, Laterza, Roma-Bari 2000, pp. IV + 244.
 
7. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
 
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
 
8. PER SAPERNE DI PIU'
 
Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
 
TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 257 del 20 luglio 2010
 
Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
 
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