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Telegrammi. 297



TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 297 del 29 agosto 2010
Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail:
nbawac at tin.it
 
Sommario di questo numero:
1. Peppe Sini: Il professor Rocco Altieri da giorni digiuna per il diritto allo studio di lavoratori e migranti. Un appello alla solidarieta'
2. Per Raimon Panikkar
3. Francesco Comina: In ricordo di Raimon Panikkar, amico e maestro
4. Oggi a Viterbo
5. Il cinque per mille al Movimento Nonviolento
6. "Azione nonviolenta"
7. Segnalazioni librarie
8. La "Carta" del Movimento Nonviolento
9. Per saperne di piu'
 
1. EDITORIALE. PEPPE SINI: IL PROFESSOR ROCCO ALTIERI DA GIORNI DIGIUNA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DI LAVORATORI E MIGRANTI. UN APPELLO ALLA SOLIDARIETA'
[Rocco Altieri e' nato a Monteleone di Puglia, studi di sociologia, lettere moderne e scienze religiose presso l'Universita' di Napoli, promotore degli studi sulla pace e la trasformazione nonviolenta dei conflitti presso l'Universita' di Pisa, docente di Teoria e prassi della nonviolenza all'Universita' di Pisa, dirige la rivista "Quaderni satyagraha" e la casa editrice "Gandhi Edizioni". Tra le opere di Rocco Altieri segnaliamo particolarmente La rivoluzione nonviolenta. Per una biografia intellettuale di Aldo Capitini, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 1998]
 
Da una settimana il professor Rocco Altieri, una delle figure piu' stimate della nonviolenza in Italia, e' in digiuno per difendere il diritto allo studio di lavoratori e migranti.
In particolare affinche' non venga abolito il corso serale per studenti lavoratori presso l'Istituto Matteotti di Pisa.
A Rocco Altieri esprimo la mia personale solidarieta' e quella del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, ed invito tutte le persone di volonta' buona che leggeranno queste righe a voler fare altrettanto, a scrivergli presso la redazione dei "Quaderni Satyagraha": via Santa Cecilia 30, 56127 Pisa, tel. 050542573, e-mail: centro at gandhiedizioni.com e ad aderire alle iniziative che gli amici della nonviolenza pisani propongono per sensibilizzare le istituzioni in difesa del diritto allo studio.
 
2. LUTTI. PER RAIMON PANIKKAR
 
Non bastano tutte le lingue del mondo
per salutare Raimon Panikkar
soave maestro di ascolto e amicizia.
Per ringraziarlo una volta ancora
lieve bastera' un sorriso.
 

3. LUTTI. FRANCESCO COMINA: IN RICORDO DI RAIMON PANIKKAR, AMICO E MAESTRO

[Ringraziamo Francesco Comina (per contatti: francesco.comina at gmail.com) per questo ricordo di Raimon Panikkar.

Francesco Comina, coordinatore del Centro per la pace del Comune di Bolzano, e' stato uno dei principali punti di riferimento in Italia della campagna di sostegno al si' al referendum brasiliano per proibire il commercio delle armi. Giornalista e saggista, pacifista nonviolento, e' impegnato nel movimento di Pax Christi; nato a Bolzano nel 1967, laureatosi con una tesi su Raimon (Raimundo) Panikkar, collabora a varie riviste. Opere di Francesco Comina: Non giuro a Hitler, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2000; (con Christl Fink, M. Martin Lintner), Due mondi una vita. Luis Lintner. Prete fidei donum martire, Emi, Bologna 2004; (con Marcelo Barros), Il sapore della liberta', La meridiana, Molfetta (Ba) 2005; (con Arturo Paoli), Qui la meta e' partire, La meridiana, Molfetta (Ba) 2005; Il monaco che amava il jazz. Testimoni e maestri migranti e poeti, Il Margine, 2006; ha contribuito al libro di AA. VV., Le periferie della memoria, Anppia - Movimento Nonviolento, Torino-Verona; e ad AA. VV., Giubileo purificato, Emi, Bologna 1999. Si veda anche la sua intervista sulla nonviolenza nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 288.
Raimon (Raimundo) Panikkar e' nato a Barcellona il 3 novembre 1918 da madre spagnola e padre indiano, ed e' deceduto a Tavertet il 26 agosto 2010. Laureato in chimica, filosofia e teologia, ha insegnato in molte universita' europee, asiatiche ed americane; e' uno dei principali esperti di studi interculturali; ha pubblicato piu' di una quarantina di volumi in tutto il mondo, e piu' di millequattrocento articoli sulla storia delle religioni, la teologia, la filosofia della scienza, la metafisica, l'indologia, le relazioni e il dialogo tra culture e religioni; e' membro dell'Istituto Internazionale di Filosofia (Parigi), del Tribunale permanente dei popoli (Roma) e della Commissione dell'Unesco per il dialogo interculturale. Opere di Raimon Panikkar: tra i suoi numerosi libri cfr. Il dialogo intrareligioso, Cittadella, Assisi 1988; Trinita' ed esperienza religiosa dell'uomo, Cittadella, Assisi 1989; La torre di Babele, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1990; La sfida di scoprirsi monaco, Cittadella, Assisi 1991; Ecosofia: la nuova saggezza, Cittadella, Assisi 1993; Saggezza stile di vita, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1993; La pienezza dell'uomo. Una cristofania, Jaca Book, Milano 1999; L'esperienza filosofica dell'India, Cittadella, Assisi 2000; Il dialogo intrareligioso, Cittadella, Milano 2001; Ecosofia: la nuova saggezza. Per una spiritualita' della terra, Lampi di Stampa, 2001; Incontro delle religioni: l'indispensabile dialogo, Jaca Book, Milano 2001; I Veda. Mantramanjari. Testi fondamentali della rivelazione vedica, Rizzoli, Milano 2001; Pace e interculturalita', Jaca Book, Milano 2002; L'esperienza di Dio, Queriniana, Brescia 2002; Pace e disarmo culturale, Rizzoli, Milano 2003; (con Milena Carrara Pavan), Iniziazione ai veda. Compendio da I veda. Testi fondamentali della rivelazione vedica, Servitium, 2003; La nuova innocenza, tre volumi, Servitium, Palazzago (Bg); Gli inni cosmici dei Veda, Rizzoli, Milano 2004; (con Henri Le Saux, Odette Baumer-Despeigne), Alle sorgenti del Gange. Pellegrinaggio spirituale, Servitium, 2005; La dimora della saggezza, Mondadori, Milano 2005; L'esperienza della vita. La mistica, Jaca Book, Milano 2005; La nuova innocenza. Innocenza cosciente, Servitium, 2005; La porta stretta della conoscenza. Sensi, ragione e fede, Rizzoli, Milano 2005; Il Dharma dell'induismo. Una spiritualita' che parla al cuore dell'occidente, Rizzoli, Milano 2006; (con Milena Carrara Pavan), Pellegrinaggio a Kailasa, Servitium, 2006; Il silenzio del buddha. Un a-teismo religioso, Mondadori, Milano 2006; Tra Dio e il cosmo. Una visione non dualista della realta'. Dialogo con Gwendoline Jarczyk, Laterza, Roma-Bari 2006; Beata semplicita'. La sfida di scoprirsi monaco, Cittadella, Assisi 2007; Divinita', Emi, Bologna 2007; La gioia pasquale, la presenza di Dio e Maria, Jaca Book, Milano 2007; (con Gianfranco Ravasi), Le parole di Paolo, San Paolo Edizioni, 2007: Lo spirito della parola, Bollati Boringhieri, Torino 2007; Il Cristo sconosciuto dell'induismo. Verso una cristofania ecumenica, Jaca Book, Milano 2008; Mistica, pienezza di vita, Tomo 1 di Mistica e spiritualita’, vol. I dell’Opera Omnia, Jaca Book, Milano 2008; Mito, simbolo, culto, Tomo 1 di Mistero ed ermeneutica, vol. IX dell’Opera Omnia, Jaca Book, Milano 2008; Pluralismo e interculturalita’, Tomo 1 di Culture e religioni in dialogo, vol. VI dell’Opera Omnia, Jaca Book, Milano 2009; Visione trinitaria e cosmoteandrica: Dio-Uomo-Cosmo, vol. VIII dell’Opera Omnia, Jaca Book, Milano 2010; Vita e parola. La mia opera, Jaca Book, Milano 2010; Religione e religioni, vol. II dell’Opera Omnia, Jaca Book, Milano 2010. Si vedano anche gli atti del seminario animato da Panikkar su Pace e disarmo culturale, L'altrapagina, Citta' di Castello (Pg) 1987 (con interventi tra gli altri di Ernesto Balducci, Fabrizio Battistelli, Luigi Cortesi, Antonino Drago, Achille Rossi). Opere su Raimon Panikkar: Achille Rossi, Pluralismo e armonia: introduzione al pensiero di Raimon Panikkar, L'altrapagina, Citta' di Castello (Pg) s. d. ma 1990; Paulo Barone, Spensierarsi. Raimon Panikkar e la macchina per cinguettare, Diabasis, 2007]

Cari amici,
come avete letto dai giornali e’ morto Raimon Panikkar che, oltre ad essere stato uno dei grandi pensatori contemporanei, e’ stato uno dei miei maestri. Sul suo pensiero ho fatto la mia tesi di laurea e ho goduto di una stretta amicizia anche se negli ultimi anni l'ho visto poco perche’ si era ritirato nella sua casa-eremo a Tavertet vicino a Barcellona. Ci siamo pero’ scritti piu’ volte.
Vi giro il ricordo che ho scritto per "Il fatto quotidiano". Un mio pezzo e’ uscito oggi anche sull'”Alto Adige”.
saluti.

*

Si puo' ancora cantare perche' siamo mortali

L'ultimo biglietto di Raimon Panikkar mi arrivo' tre mesi fa. Era scritto con la sua solita penna stilografica nera. Mi sono dovuto sforzare parecchio per ricomporre una calligrafia strisciata, tirata, quasi come una linea retta. Il biglietto si chiudeva con questa frase: “Si puo' ancora cantare perche' siamo mortali...”.

Il canto di uno dei piu' grandi pensatori contemporanei si e' spento l'altroieri nella sua casa di Tavertet, un paesino abbarbicato sui Pirenei, a cento chilometri da Barcellona. Da tempo Panikkar si era preparato all'evento. Aveva novantadue anni. Ha vissuto una vita intensissima. Fino alla fine. La settimana scorsa ha ricevuto la visita dell'amico Achille Rossi e di tre giovani. L'ultima sua presenza ad un evento pubblico si e' avuta due anni fa a Venezia per l'omaggio che la citta' gli ha offerto per i suoi novant'anni.

Panikkar non amava le definizioni. Ogni volta che si tentava di catturarlo, sfuggiva sempre, sia sul piano teorico, razionale, sia sul piano esistenziale. Figlio di madre catalana cattolica e padre indiano induista, aveva il sangue fortemente impastato di pluralismo. Amava i ponti, odiava i muri. Immaginava il mondo come un reticolo di strade che si intersecano e si incrociano. Aveva una cultura vastissima. Era laureato in chimica, filosofia e teologia. Conosceva sette lingue. Un giorno mi chiamo' perche' lo aiutassi a rivedere le bozze di un suo libro tradotto dal tedesco. Mi impressiono' la cura che metteva nella ricerca fonetica delle parole tradotte, come se volesse ricostruire il suono che egli immagino' nello scrivere il libro. Ha insegnato in varie universita', in Europa, in India e negli Stati Uniti. Ha scritto una settantina di libri, molti tradotti anche in italiano. Negli anni Cinquanta e Sessanta era gia' conosciuto. Teneva dialoghi con i grandi pensatori del tempo da Karl Kerenyi a Emmanuel Levinas. Aveva avuto un importante ruolo nel Concilio Vaticano II. Le sue tesi avevano influenzato teologi come Yves Congar, Hans Kung, Juergen Moltmann, Leonardo Boff.

Quando lo incontrai per la prima volta fu ad un convegno interreligioso ad Assisi. Rimasi folgorato dalla forza del messaggio e dalla totale liberta' di rappresentazione dei mondi religiosi che egli conosceva dall'interno. Lo invitai a Bolzano e a Trento e in entrambe le occasioni affollo' le sale della conferenza. Era svincolato da letture dogmatiche o ideologiche. Per la prima volta sentivo parlare di un “Cristo sconosciuto dell'induismo”, di una realta' “cosmoteandrica” come connessione indissolubile delle tre dimensioni della realta', quella cosmica, quella divina e quella umana. Panikkar sosteneva sempre che per conoscere le altre religioni fosse doveroso un atto di “conversione”, altrimenti non e' possibile capire la sorgente divina che batte sulle strade di altri cammini spirituali. In una espressione famosa Panikkar disse di se': “Sono nato cristiano, mi sono scoperto indu' e torno buddhista, senza avere mai perso di vista la mia matrice originaria”. Come dire che la fede non puo' essere una dimensione chiusa dell'esperienza di vita, ma deve necessariamente porsi come elemento di apertura agli altri fino al punto di ammettere la conversione per collocarsi nell'orizzonte dell'alterita'. Amava ripetere riecheggiando il vangelo: “Chi ha paura di perdere la fede la perdera'...”. Non sopportava parole come “multiculturalismo” o “civilta' planetaria”, che gli sembravano dei tentativi di uniformare e omogeneizzare la storia. In una discussione che facemmo qualche anno fa mi disse: “Viviamo da troppo tempo dentro una sindrome pericolosa, la stessa che presumeva che solo una religione fosse vera e che le altre fossero semplicemente dei cammini spirituali errati. Oggi si fa esattamente cosi' quando si postula una democrazia mondiale, una scienza universale, una globalizzazione dell'economia e via dicendo. Il monoculturalismo e' molto pericoloso. Credo che il problema che dovremmo porci sia diametralmente opposto: come renderci conto che nessuna cultura e' isolata e che nessuna religione puo' cavarsela da sola?”.

Anche sul piano del progresso e dello sviluppo, Panikkar era fortemente critico: “Il sistema economico attuale - mi disse - e' l'ultimo baluardo del colonialismo. Solo il 25 per cento gode del privilegio del progresso, ma il 75 ne porta il peso. Se tutto il mondo utilizzasse tanta carta quanta ne consuma il nord non ci sarebbero piu' alberi sulla terra. Il complesso tecnocratico oggi ha invaso il resto del mondo con molta piu' efficacia e incidenza rispetto all'impero politico e religioso”.

Panikkar e' considerato un grande maestro anche in India. Da giovane aveva incontrato Gandhi ma l'amicizia piu' importante la fece con un'altra grande anima: Henri Le Saux, il monaco benedettino francese conosciuto come Abhisiktananda. Con lui fece un lungo pellegrinaggio alle sorgenti del Gange. E lo racconto' in un libro. Oramai nella vecchiaia decise di fare un pellegrinaggio sul Kailasa, il monte sacro dell'India, per rispondere ad una promessa fatta a suo padre. Fece quell'impresa come fosse un “evento ultimo”. Quando torno' a casa scrisse questi versi, oggi piu' veri che mai: “Va’, come se non andassi / come se non riuscissi, rinuncia / Senza pellegrinare sii pellegrino / pellegrino verso il Non-luogo / ora - qui”.

I funerali si terranno il 3 settembre nel monastero di Montserrat, vicino a Barcellona.
 
4. INCONTRI. OGGI A VITERBO
 
Domani, domenica 29 agosto 2010, con inizio alle ore 15,30, presso il centro sociale autogestito "Valle Faul" a Viterbo, si svolgera' il trentanovesimo incontro di studio del percorso di formazione e informazione nonviolenta iniziato da alcuni mesi.
All'incontro partecipa il responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo.
Il centro sociale autogestito "Valle Faul" si trova in strada Castel d'Asso snc, a Viterbo.
L'iniziativa e' ovviamente aperta alla partecipazione di tutte le persone interessate.
 
5. APPELLI. IL CINQUE PER MILLE AL MOVIMENTO NONVIOLENTO
 

Anche con la prossima dichiarazione dei redditi si puo' destinare il cinque per mille al Movimento Nonviolento.

Non si tratta di versare denaro in piu', ma solo di utilizzare diversamente soldi gia' destinati allo Stato.

Destinare il cinque per mille delle proprie tasse al Movimento Nonviolento e' facile: basta apporre la propria firma nell'apposito spazio e scrivere il numero di codice fiscale del Movimento Nonviolento, che e': 93100500235.

*

Per ulteriori informazioni: tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 
6. STRUMENTI. "AZIONE NONVIOLENTA"
 
"Azione nonviolenta" e' la rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.
Redazione, direzione, amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org
Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 30 euro sul ccp n. 10250363 intestato ad Azione nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.
E' possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all'indirizzo an at nonviolenti.org scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".
 
7. SEGNALAZIONI LIBRARIE
 
Riletture
- Jose' Ramos Regidor, Gesu' e il risveglio degli oppressi, Mondadori, Milano 1981, pp. 516.
 
8. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
 
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
 
9. PER SAPERNE DI PIU'
 
Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
 
TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 297 del 29 agosto 2010
 
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