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Telegrammi. 299



TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 299 del 31 agosto 2010
Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail:
nbawac at tin.it
 
Sommario di questo numero:
1. Peppe Sini: Una lettera aperta al prefetto di Viterbo. Sulla situazione del lago di Vico. Due gravi inquinamenti, due gravi pericoli
2. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Michele Boato
3. Il cinque per mille al Movimento Nonviolento
4. "Azione nonviolenta"
5. Segnalazioni librarie
6. La "Carta" del Movimento Nonviolento
7. Per saperne di piu'
 
1. DOCUMENTI. PEPPE SINI: UNA LETTERA APERTA AL PREFETTO DI VITERBO. SULLA SITUAZIONE DEL LAGO DI VICO. DUE GRAVI INQUINAMENTI, DUE GRAVI PERICOLI
 
Al Prefetto di Viterbo
e per opportuna conoscenza: al Sindaco del Comune di Caprarola, al Sindaco del Comune di Ronciglione, al Presidente della Provincia di Viterbo, alla Presidente della Regione Lazio, alla Ministra dell'Ambiente, al Ministro dei Beni Culturali, al Ministro dell'Interno, al Ministro della Salute, al Commissario Europeo per l'Ambiente
Oggetto: Sulla situazione del lago di Vico. Due gravi inquinamenti, due gravi pericoli
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Signor Prefetto,
la situazione delle acque del lago di Vico e' da tempo assai grave, con reale pericolo per la salute della popolazione dei comuni circumlacuali che delle acque del lago si servono.
La documentazione prodotta dalle competenti istituzioni e' copiosa ed inequivocabile: occorre intervenire per il controllo e il risanamento dell'ecosistema lacustre, individuando tutti i fattori di illecito inquinamento ed eliminandoli; ed occorre intervenire per garantire alla popolazione il diritto all'accesso all'acqua potabile e il diritto alla tutela della salute.
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Ma oltre all'inquinamento dell'ambiente vi e' anche un altro inquinamento: quello delle coscienze, che provoca altresi' l'ottenebramento delle intelligenze, e puo' far sorgere i mostri generati dal sonno della ragione.
Politicanti senza scrupoli e teppisti verbali (ed e' noto che i teppisti verbali generano sovente i teppisti materiali) da mesi si ostinano a negare la realta' effettuale, ed anzi insultano e minacciano coloro - scienziati, medici, funzionari ed amministratori, semplici cittadini onesti e responsabili - che si stanno meritoriamente impegnando affinche' sia fatta piena luce sulla situazione delle acque del lago di Vico ed affinche' le istituzioni intervengano nel modo migliore a tutela dell'ecosistema e della popolazione.
Taluni di codesti personaggi senza scrupoli e turpiloquenti (talora peraltro nascondendosi dietro l'anonimato o coloriti pseudonimi), non paghi di aver propalato mistificazioni, menzogne, scempiaggini, ingiurie e diffamazioni, in questi ultimi tempi stanno incitando a vere e proprie intimidazioni e aggressioni: tutti reati previsti e puniti dal codice.
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Signor Prefetto,
Con la presente mi permetto di richiamare la sua attenzione, e quella delle altre figure istituzionali in indirizzo, cosi' come quella dell'opinione pubblica, affinche' non solo le istituzioni preposte adottino al piu' presto tutti i provvedimenti atti all'adeguato costante ed accurato controllo ed all'effettivo e  tempestivo risanamento delle acque del lago, cosi' come a garantire alla popolazione acqua potabile e sicura tutela della salute; ma anche affinche' i vociferatori e soverchiatori menzogneri, coprolalici e minacciosi non possano impunemente continuare nella loro vile, squallida, criminosa e criminogena azione.
*
Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione, la saluto distintamente,
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Peppe Sini,
direttore del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo, gia' consigliere comunale e provinciale, gia' presidente della Commissione d'inchiesta sulla penetrazione dei poteri criminali nell'Alto Lazio istituita dal Consiglio Provinciale di Viterbo a meta' degli anni Novanta
Viterbo, 30 agosto 2010
 
2. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO MICHELE BOATO

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista a Michele Boato.

Paolo Arena e Marco Graziotti fanno parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo.
Michele Boato e' nato nel 1947, docente di economia, impegnato contro la nocivita' dell'industria chimica dalla fine degli anni '60, e' impegnato da sempre nei movimenti pacifisti, ecologisti, nonviolenti. Animatore di numerose esperienze didattiche e di impegno civile, direttore della storica rivista "Smog e dintorni", impegnato nell'Ecoistituto del Veneto "Alexander Langer", animatore del bellissimo periodico "Gaia" e del foglio locale "Tera e Aqua". Ha promosso la prima Universita' Verde in Italia. Parlamentare nel 1987 (e dimessosi per rotazione un anno dopo), ha promosso e fatto votare importanti leggi contro l'inquinamento. Con significative campagne nonviolente ottiene la pedonalizzazione del centro storico di Mestre, contrasta i fanghi industriali di Marghera. E' impegnato nella campagna "Meno rifiuti". E' stato anche presidente della FederConsumatori. Gia' apprezzato assessore regionale del Veneto. Con Mao Valpiana e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". E' una delle figure piu' significative dell'impegno ecopacifista e nonviolento, che ha saputo unire ampiezza di analisi e concretezza di risultati, ed un costante atteggiamento di attenzione alle persone rispettandone e valorizzandone dignita' e sensibilita'. Tra le opere di Michele Boato: ha curato diverse pubblicazioni soprattutto in forma di strumenti di lavoro; cfr. ad esempio: Conserva la carta, puoi salvare un albero (con Mario Breda); Ecologia a scuola; Dopo Chernobyl (con Angelo Fodde); Adriatico, una catastrofe annunciata; tutti nei "libri verdi", Mestre; nella collana "tam tam libri" ha curato: Invece della tv rinverdire la scuola (con Marco Scacchetti); Erre magica: riparare riusare riciclare (con Angelo Favalli); In laguna (con Marina Stevenato); Verdi tra governo e opposizione (con Giovanna Ricoveri). Un'ampia intervista a Michele Boato curata da Diana Napoli e' apparsa nei nn. 157-158 di "Voci e volti della nonviolenza". Si veda anche la risposta all'ultima domanda di questa intervista]
 
- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come e' avvenuto il tuo accostamento alla nonviolenza?

- Michele Boato: Mi sono avvicinato alla nonviolenza dal 1972, quando, a 25 anni, ho cominciato a capire, durante un convegno nazionale semi-clandestino di Lotta Continua a Rimini, il suicidio umano e culturale della prospettiva della “guerra di popolo”, tipo Irlanda del Nord (Ira) o Paesi Baschi (Eta), che veniva proposta con sempre maggior insistenza da una buona parte del gruppo dirigente, forzando in senso insurrezionalista la lettura delle lotte di quegli anni (dai cortei della Fiat del '69, alle barricate delle imprese d’appalto di Marghera del '70, alle lotte dei carcerati e dei soldati, fino ai moti per Reggio Calabria capoluogo). Cosi' Lotta Continua tendeva ad assumere (ma per fortuna si e' sciolta prima) i connotati di un partitino leninista, gerarchizzato, con un “servizio d’ordine” numeroso ed aggressivo, tradendo l’ispirazione antiautoritaria e movimentista (Rosa Luxemburg) con cui l’avevamo costruita, anche a Venezia e Marghera, nell’autunno del 1969.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali personalita' della nonviolenza hanno contato di piu' per te, e perche'?

- Michele Boato: Con Alex Langer ho avuto molte occasioni di collaborazione, prima in Lotta Continua, poi nei Cristiani per il Socialismo, infine nei Verdi: l'attenzione agli interlocutori (“amici” o “avversari”), la volonta' di costruire ponti tra culture, societa', gruppi diversi, la fiducia nella forza della verita', della denuncia, della proposta chiara anche se apparentemente impossibile: queste alcune delle caratteristiche che fanno di Alex un vero amico della nonviolenza.

Papa Giovanni, il “contadino” che sbaraglia le piccole macchinazioni della Curia romana dando voce alla base della chiesa dei cinque continenti,  convocando il Concilio ecumenico Vaticano II: il colloquio con i carcerati di Roma, le parole chiare della Pacem in Terris, l'azione decisa e insieme diplomatica per impedire che la crisi dei missili a Cuba facessero di Kennedy e Krusciov gli assassini dell'ntera umanita'.

Il Cristo di “chi e' senza peccato scagli la prima pietra”, di “e' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli”, il Cristo di “porgi l'altra guancia” e quello che scaccia i mercanti dal tempio, salvo poi insegnare che per pregare non servono i templi.

Francesco d'Assisi che mostra con i fatti cosa significhi il messaggio evangelico e disarma anche i piu' violenti con la parola e la coerenza.

Don Lorenzo Milani che mi ha aperto il cervello sulla realta' delle guerre, con la sua Lettera ai capellani militari.

Infine il Gandhi della marcia del  sale, della disobbedienza nonviolenta di massa e dell'arcolaio dell'economia locale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali libri consiglieresti di leggere a un giovane che si accostasse oggi alla nonviolenza? E quali libri sarebbe opportuno che a tal fine fossero presenti in ogni biblioteca pubblica e scolastica?

- Michele Boato: Alex Langer, Il viaggiatore leggero, Sellerio: il meglio dei messaggi di Alex, con frequenti riferimenti a Ivan Illich, Leonardo Sciascia, Adriano Sofri, Petra Kelly.

Malalai Joya, Finche' avro' voce, Piemme: La lotta di una giovane donna afgana contro i signori della guerra e l'oppressione delle donne afgane. Una visione straordinariamente chiara della criminalita' di questa ennesima guerra.

Bernhard Haering - Valentino Salvoldi, Il Vangelo che ci guarisce. Dialoghi sulla nonviolenza. Edizioni Messaggero di Padova: dialogo-intervista al coraggioso moralista, precursore dei Beati i costruttori di pace.

Mohandas K. Gandhi, Teoria e pratica della nonviolenza, Einaudi: antologia degli scritti piu' importanti con un'ottima introduzione di Giuliano Pontara, forse il miglior divulgatore di Gandhi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali iniziative nonviolente in corso oggi nel mondo e in Italia ti sembrano particolarmente significative e degne di essere sostenute con piu' impegno?

- Michele Boato: Le moltissime iniziative di donne contro la guerra e le violenze in Afghanistan, in Kossovo-Serbia-Bosnia, in Iran, negli Stati Uniti, in Colombia, Cile e altri stati latinoamericani, in India e Pakistan.

La lotta No Tav piemontese. Le iniziative antinucleari di GreenPeace in tutto il mondo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: In quali campi ritieni piu' necessario ed urgente un impegno nonviolento?

- Michele Boato: Sia nella difesa dei diritti umani dove sono piu' calpestati, sia nella denuncia dell'inutile crudelta' delle guerre, sia anche nell'impedire l'autodistruzione ecologica della specie umana.

C'e' ancora un bel pezzo di mondo che vive in assenza di democrazia, liberta' e giustizia: comanda chi ha soldi ed armi.

C'e' un altro pezzo, piu' esteso (anche nella nostra Italia), dove la democrazia c'e' solo di nome, ma comandano bande di violenti (piu' o meno legalizzate) al soldo di padroni piu' o meno occulti.

Il cammino verso la liberta', la giustizia e la democrazia e' lentissimo, pieno di soste e brusche retromarcie; non sara' mai terminato e ci sara' sempre qualcuno che vuole sopraffare gli altri.

L'impegno sociale e nonviolento tende a concentrarsi su questo orizzonte, a partire dalle peggiori situazioni di dittatura, mafia e guerra.

Ora pero' al problema della pacifica convivenza si aggiunge quello della pura e semplice sopravvivenza: ogni anno intere popolazioni sono decimate o rischiano la morte per carestie, mancanza d'acqua potabile, epidemie e sempre piu' frequenti disastri atmosferici. 

Anche se per millenni gran parte della popolazione mondiale e' vissuta in condizioni di schiavitu' (o servitu' della gleba o simili), mai nella storia dell'umanita' si e' verificata una emergenza sociale e sanitaria cosi' estesa, con la migrazione di milioni di persone all'anno da situazioni di fame e miseria verso luoghi in cui c'e' il miraggio della sopravvivenza.

Questa situazione ha diverse cause: lo sfruttamento di vastissime aree geografiche da parte di alcuni stati o societa', piu' forti militarmente ed economicamente; un rapidissimo aumento della polazione, specie nelle aree “deboli”; la desertificazione di zone sempre piu' vaste, provocata sia dai cambiamenti climatici che dalla distruzione delle foreste e dal colonialismo alimentare-monocolturale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali centri, organizzazioni, campagne segnaleresti a un giovane che volesse entrare in contatto con la nonviolenza organizzata oggi in Italia?

- Michele Boato: Casa per la nonviolenza di Verona, Mir di Brescia, Centro Regis di Torino, Casa per la pace di Firenze, Ecoistituto del Veneto di Mestre, Centro di ricerca per la pace di Viterbo.

Campagne: Acqua bene comune, Non abbiamo bisogno del nucleare, No alle basi Usa in Italia: Aviano, Vicenza, Ghedi e le altre.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definiresti la nonviolenza, e quali sono le sue caratteristiche fondamentali?

- Michele Boato: Lotta per la giustizia e una societa' sobria, con la forza della verita', la coerenza personale, la solidarieta' e il coraggio di non cedere a opportunismi e settarismi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vedi tra nonviolenza e femminismo?

- Michele Boato: Il femminismo e' una delle incarnazione della nonviolenza, particolarmente importante non solo nei paesi in cui le donne non godono di alcun diritto, in Asia e in Africa, ma anche in tutto il resto del mondo, Italia compresa.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vedi tra nonviolenza ed ecologia?

- Michele Boato: Ecologia e nonviolenza sono sorelle siamesi: l'una non puo' vivere senza l'altra.

Un'ecologia dirigista, che si basa solo su leggi e divieti, non ha alcun futuro: il pianeta (anzi, la specie umana) puo' avere un futuro solo se un nuovo stile di vita, sobria e solidale, si afferma, con la forza della verita', nelle menti e nei cuori delle popolazioni, “ricche” e  “povere”.

Ma anche una visione nonviolenta che si limiti all'antimilitarismo non ha futuro: non basta che cessino le guerre aperte per realizzare una societa' piu' giusta e un mondo dove non si debba morire di siccita' e di fame.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vedi tra nonviolenza, impegno antirazzista e lotta per il riconoscimento dei diritti umani di tutti gli esseri umani?

- Michele Boato: Come il femminismo e l'ecologia, anche la lotta per i diritti umani e' una incarnazione della nonviolenza, che in una grande parte di aree del pianeta (dal Tibet alla Cecenia, dall'Iran alla Palestina e l'Afghanistan) assume addirittura la massima priorita'. In Italia l'impegno antirazzista assume grande rilevanza in questi anni di sbornia anti-immigrati.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vedi tra nonviolenza e lotta antimafia?

- Michele Boato: Nonviolenza significa anche democrazia e giustizia: esse sono calpestate, derise, annullate dall'imperversare di bande mafiose, armate e violente, in larghe aree dell'Italia (e non solo: basta pensare all'Abania, alla Moldavia alla Russia).

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vedi tra nonviolenza e lotte del movimento dei lavoratori e delle classi sociali sfruttate ed oppresse?

- Michele Boato: Lo sciopero, a partire dall'Aventino della plebe romana contro i privilegi dei patrizi, e' una delle piu' importanti tecniche nonviolente; forse pero' i sindacati non ne hanno molta consapevolezza e non e' raro, nei picchetti o nelle assemblee operaie, sentire irridere la nonviolenza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vedi tra nonviolenza e lotte di liberazione dei popoli oppressi?

- Michele Boato: Troppe volte viene teorizzata ed utilizzata la violenza, con giustificazioni che si rivelano sempre piu' inconsistenti.

Questo ha indebolito per decenni la giusta lotta del popolo Palestinese, di quello Basco, della popolazione dell'Irlanda del nord, del Messsico (Chiapas), di Kossovo e Bosnia. Gli esempi delle Filippine di Cory Aquino, della Polonia di Solidarnosc, dell'India di Gandhi, dei neri di Martin Luther King nel Sud degli Usa, della caduta del muro di Berlino mostrano la strada. Quella che perseguono Malalai Joya in Afganistan, Aung San Suu Kyi in Birmania, il Dalai Lama del Tibet, che ha perseguito Rugova in Kossovo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vedi tra nonviolenza e pacifismo?

- Michele Boato: La nonviolenza comprende anche il vero pacifismo, quello che lotta per la pace senza doppi fini e senza compromessi. Ma non si esaurisce in esso: c'e' una visione nonviolenta dell'economia ((il microcredito di Muhammad Yunus ne e' un esempio), della scuola (Maria Montessori ne e' sta una maestra), della medicina ecc.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vedi tra nonviolenza e antimilitarismo?

- Michele Boato: Il nonviolento e' assolutamente antimilitarista, ma non tutti gli antimilitaristi sono nonviolenti: in certi cortei contro la guerra dell'Irak mi vergognavo di tanti slogan truculenti gridati a squarciagola e ossessivamente.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vedi tra nonviolenza e disarmo?

- Michele Boato: Il Costarica dimostra, nonostante si trovi in una zona piena di conflitti, che il disarmo, non solo nucleare, ma proprio l'abolizione dell'esercito non e' una pia illusione.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vedi tra nonviolenza e diritto alla salute e all'assistenza?

- Michele Boato: Anche nella difesa della salute valgono i principi nonviolenti della verita', giustizia, minima sofferenza. Quindi rapporti corretti tra malati e medici o sanitari, decisioni chiare e condivise, prevenzione prima che cura, accesso ugualitario alle cure, cure naturali e reversibili.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vedi tra nonviolenza e psicoterapie?

- Michele Boato: Ancora piu' importanti sono i principi nonviolenti nella cura della mente, dove nei secoli si sono viste le peggiori pratiche, dal ripudio all'esorcismo, dalla caccia alle streghe agli elettrochoc, dall'imprigionamento alle sevizie e violenze quotidiane. La lotta di Franco Basaglia e di tanti suoi amici e collaboratori e' stata una delle piu' importanti esperienze nonviolente a livello mondiale: va difesa e sviluppata perche', a trenta anni dalla sua morte, la scienza ufficiale spinge per tornare alle pratiche violente da lui fatte abolire.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vedi tra nonviolenza e informazione?

- Michele Boato: Se nonviolenza e' la forza della verita', e' fondamentale poter comunicare la denuncie e proposte ai soggetti che debbono liberarsi dalle catene. I mezzi di comunicazione di massa sono importanti, ma spesso non sono liberi di dire la verita', dipendono da chi deve mantenere la popolazione nell'ignoranza per poter fare meglio affari non sempre puliti. Quindi vanno usati senza pero' farne l'unico strumento di comunicazione.

La nonviolenza crea suoi canali diretti, le reti di persone, le riviste, le radio libere, i siti internet, le mailing list. Questi canali vanno gestiti con molta cura, devono essare il piu' possibili aperti alla partecipazione popolare, mantenendo pero' stretta vigilanza su possibili abusi e strumentalizzazioni di persone o gruppi ostili alla nonviolenza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione filosofica?

- Michele Boato: C'e' un filone nonviolento, nella storia della filosofia, che collega Pitagora a Socrate, Seneca, Cristo, Agostino, Hildegarda di Bingen, per arrivare fino a Kant, Schopenhauer, Tolstoi, Hannah Arendt, Teilhard de Chardin.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione delle e sulle religioni?

- Michele Boato: Cristianesimo e Buddismo sono intrisi della nonviolenza dei loro fondatori, Cristo e Siddartha, anche se il Buddismo l'ha conservata molto piu' accuratamente, mentre il Cristianesimo e' stato, ed e' ancora, infettato ripetutamente da militarismo, corruzione, ragion di stato, imperialismo, razzismo e maschilismo.

Confucianesimo, Induismo, Ebraismo ed Islam hanno avuto, ed hanno tuttora, rapporti alterni con la nonviolenza, corsi e ricorsi, diverse interpretazioni fino alle strumentalizzazioni di stile talebano dell'Islam in Afghanistan, Iran, Arabia e Pakistan, e di stile fondamentalista dell'Ebraismo in Israele.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'educazione?

- Michele Boato: Steiner e Montessori (solo per citare i piu' noti) sono espressione di una crescente influenza della nonviolenza nella pedagogia occidentale; il Dalai Lama e' un esempio della diffusissima pedagogia nonviolenta nel mondo orientale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'economia?

- Michele Boato: Le riflessioni del premio Nobel indiano Amartya Sen sulla necessita' della democrazia per un vero sviluppo sono abbastanza significative. Molto piu' importanti le esperienze concrete e le relative teorizzazioni del nobel bengalese Muhammad Yunus sul microcredito e la capacita' di riscatto di milioni di “poveri” che si uniscano e trovino la forza di liberarsi dal cappio, non solo economico, degli strozzini.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sul diritto e le leggi?

- Michele Boato: L'importanza del diritto alla disubbidienza alle leggi ritenute ingiuste, fortemente rivendicato, anche con una breve prigionia, da Thoreau autore del fondamentale “La disobbedienza civile”, per non parlare di Gandhi e di don Milani che con la sua “L'obbedienza non e' piu' una virtu'” ha illuminato le menti di migliaia di persone, non solo italiane.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'etica e sulla bioetica?

- Michele Boato: Il valore assoluto della vita umana, nel comandamento “tu non uccidere”. Ma anche il valore della vita animale, i diritti degli altri animali, l'abominio dell'ucciderli per divertimento o per “sport”, come nella caccia moderna, la proposta vegetariana e, comunque, l'eliminazione di ogni sofferenza evitabile.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sulla scienza e la tecnologia?

- Michele Boato: La non neutralita' ne' della scienza ne', tantomeno, delle sue applicazioni pratiche. L'autocritica di Albert Einstein circa la fissione nucleare e i suoi immediati utilizzi militari e' il momento piu' alto di questa riflessione, che ha poi avuto nel filosofo inglese Bertrand Russell una piu' compiuta teorizzazione.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione storica e alla pratica storiografica?

- Michele Boato: Un forte ridimensionamento dell'esaltazione acritica della rivoluzione francese e di tutte le altre azioni militari (da Cesare a Alessandro Magno, fino a Napoleone, alla rivoluzione russa  e alle guerre mondiali) che riempiono i libri di storia, fatti studiare ai ragazzi di tutto il mondo. Parallelamente una valorizzazione delle iniziative sia individuali che di massa che hanno portato a cambiamenti sociali importanti senza alcun uso di violenza: dalla regina d'Egitto Atzusept alla democrazia ateniese, dall'Aventino al martirio di Cristo, dai primi obiettori cristiani al servizio militare romano all'incontro di Francesco col sultano, e poi i gesuiti amici degli indios nel Sud America barbarizzato da portoghesi e spagnoli, la cooperazione operaia e gli scioperi dell'800, la diserzione di massa durante la prima guerra mondiale, i movimenti gandhiani, fino a Solidarnosc, il '68 in occidente e all'est, la caduta del muro di Berlino e dell'impero sovietico, il Costarica, le Filippine, il Kossovo di Rugova, il Tibet e la Birmania di Aung San Suu Ky e dei giovani monaci buddisti.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Tra le tecniche deliberative nonviolente ha gran importanza il metodo del consenso: come lo caratterizzeresti?

- Michele Boato: Di fronte a decisioni delicate e impegnative, non si puo' affidarsi al gioco delle maggioranza; serve una discussione che approfondisca le ragioni, anche molto diverse, di tutti gli interessati, e punti a raggiungere una decisione che non escluda alcuna buona ragione, ma solo le proposte incompatibili con i principi della nonviolenza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Tra le tecniche nonviolente nella gestione e risoluzione dei conflitti quali ritieni piu' importanti, e perche'?

- Michele Boato: Annunciare pubblicamente le proprie ragioni, intenzioni e iniziative, in modo da rendere piu' difficile la reazione violenta basata sulla (dichiarata) paura di violenze, atti terroristici o sabotaggi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come caratterizzeresti la formazione alla nonviolenza?

- Michele Boato: Con una forte conoscenza storica dei movimenti e delle lotte nonviolente e dei principipi etici che li sostengono, associata a esercitazioni pratiche il piu' realistiche possibili e, poi, inserimento in programmi concreti a carattere locale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come caratterizzeresti l'addestramento all'azione nonviolenta?

- Michele Boato: Senza inventarsi alcunche', affrontando con metodi nonviolenti uno o piu' problemi presenti nella nostra societa', dal razzismo al maschilismo, dal bullismo alla disinformazione, dall'inquinamento alla violenza verso pedoni e ciclisti, o verso gli animali o gli alberi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali mezzi d'informazione e quali esperienze editoriali ti sembra che piu' adeguatamente contribuiscano a far conoscere o a promuovere la nonviolenza?

- Michele Boato: Nel Veneto operano una serie di radio libere molto legate alla nonviolenza: Radio Cooperativa (legata ai Beati i costruttori di pace di don Albino Bizzotto), Radio Gamma 5, ispiratrice di decine di iniziative soprattutto ecologiste e antirazziste, Radio Base popolare di Mestre e Radio Popolare di Verona. Poi c'e' MultiMedia Record, un gruppo guidato dal giornalista Marco Massimo Rossi che produce, in strettissimo contatto con i comitati e le associazioni locali, molti materiali televisivi che vanno sia su Internet che nelle reti televisive locali che li accettano.

Ci sono poi le due riviste che sono legate all'Ecoistituo del Veneto “Alex Langer”: "Gaia. Ecologia, nonviolenza, tecnologie appropriate" (trimestrale a carattere nazionale) e "Tera e Aqua" (bimestrale a carattere regionale), in cui sono impegnato quasi a tempo pieno.

A livello nazionale, oltre ad "Azione nonviolenta" diretta da Mao Valpiana, c'e' "QualeVita", ottimo periodico abruzzese diretto da Pasquale Jannamorelli, "Natura oggi", mensile di Pro Natura piemontese, in stretta collaborazione col Centro Sereno Regis diretto da Nanni Salio e "AAM - Terra Nuova" che tratta soprattutto di alimentazione e della salute.

Poi c'e' questo quotidiano telematico "La nonviolenza e' in cammino".

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali esperienze in ambito scolastico ed universitario ti sembra che piu' adeguatamente contribuiscano a far conoscere o a promuovere la nonviolenza?

- Michele Boato: I corsi tenuti da Alberto L'Abate a Ferrara e poi a Firenze e quelli di Tonino Drago a Pisa.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: I movimenti nonviolenti presenti in Italia danno sovente un'impressione di marginalita', ininfluenza, inadeguatezza; e' cosi'? E perche' accade? E come potrebbero migliorare la qualita', la percezione e l'efficacia della loro azione?

- Michele Boato: Affrontando i temi piu' scottanti con proposte forti, precise e coordinate in tutta Italia, come fece Marco Pannella con le marce antimilitariste a favore dell'obiezione di coscienza negli anni '70 e col divorzio qualche anno dopo; come ha fatto Alex Langer negli anni '80 sui temi della guerra nella ex-Jugoslavia, come fa don Luigi Ciotti sul tema della mafia con le cooperative di Libera. Ora e' il momento dell'opposizione al nucleare e delle alternative dolci.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: I movimenti nonviolenti dovrebbero dotarsi di migliori forme di coordinamento? E se si', come?

- Michele Boato: A rete, come aveva iniziato bene Lilliput, perdendosi pero' poi in burocratismi, non allargandosi, ma chiudendosi.

Soprattutto pero' una rete funziona se ha degli obiettivi comuni, con scadenze e iniziative coordinate, come ha dimostrato la recente ottima riuscita della raccolta firme per i referendum contro la privatizzazione dell'acqua.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: I movimenti nonviolenti dovrebbero dotarsi di ulteriori strumenti di comunicazione? E con quali caratteristiche?

- Michele Boato: Serve un forte coordinamento e potenziamento della presenza nonviolenta su Internet.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e movimenti sociali: quali rapporti?

- Michele Boato: Nonviolenza non e' solo antimilitarismo, ma lotta per la giustizia e i diritti umani.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e istituzioni: quali rapporti?

- Michele Boato: Aldo Capitini, dopo aver combattuto la dittatura fascista,  era pero', giustamente, scettico verso i partiti e la sola democrazia rappresentativa: proponeva il potere di tutti, da lui battezzato Omnicrazia. Si tratta della democrazia diretta, che da' voce e potere a tutti. Nella nostra Costituzione invece c'e' solo il referendum abrogativo e, solo in una parte dei Comuni, i referendum locali consultivi. Occorre invece guardare, in termini creativi, alle esperienze dei cantoni e delle citta' svizzere, e, piu' recentemente, di molti Stati del Nord America, della Baviera e ora anche di molte citta' sudamericane, dove la partecipazione popolare e' stimolata ed organizzata con periodici referendum decisionali, senza quorum, o con quorum del 20-30%.

Finora in Italia questo tema ha sfondato in una decina di comuni dell'Alto Adige - Sud Tirol.

Qualche successo hanno avuto in alcune piccole citta' delle liste civiche che fanno della vera partecipazione il loro tema e strumento principale. Molto meno trasparenti le iniziative dei seguaci di Grillo, appunto perche' sostanzialmente dirette e condizionate dal capo genovese e, soprattutto, dal suo apparato milanese.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e cultura: quali rapporti?

- Michele Boato: Scrittori come Pier Paolo Pasolini, poeti come David Maria Turoldo, attori come il Benigni di “La vita e' bella” o il (Ben Kingsley) del film “Gandhi” hanno una forza di penetrazione nella formazione di milioni di persone.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e forze politiche: quali rapporti?

- Michele Boato: In Italia il riferimento di alcune forze politiche (Radicali, Verdi e poi anche Rifondazione comunista) alla nonviolenza non e' mai stato molto convincente; troppi compromessi, soprattutto sulla questione delle guerre in Bosnia, Irak e Afghanistan.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e organizzazioni sindacali: quali rapporti?

- Michele Boato: I sindacati spesso non sono consapevoli della natura profondamente nonviolenta dello sciopero come noncollaborazione, e in generale della loro missione di difesa dei diritti non solo economici di larga parte della popolazione.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e pratiche artistiche: quali rapporti?

- Michele Boato: Come la poesia, la letteratura (Tolstoi per tutti) e i film, anche le altre arti, dalla pittura alla scultura, dalla musica al teatro, alla danza, alla fotografia, possono essere eccezionali veicoli del messaggio nonviolento: basta ricordare le foto dei bambini vietnamiti, una canzone come Imagine di John Lennon o un quadro come Guernica di Picasso.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e amicizia: quale relazione? E come concretamente nella tua esperienza essa si e' data?

- Michele Boato: Decine di iniziative delicate (denunce di soprusi o di scempi ambientali, proposte azzardate a personaggi influenti ecc.) non avrei potuto condurle a termine senza l'aiuto di persone sinceramente amiche, che si sono spese, spesso rischiando grosso, in nome di un comune sentire, ma soprattutto di una comune amicizia.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e percezione dell'unita' dell'umanita': quale relazione e quali implicazioni?

- Michele Boato: Come si puo' essere nonviolenti se non si crede nell'assoluta uguaglianza di diritti di tutte le persone, senza differenze di razza, sesso, eta' o idee politiche e religiose? Non c'e' forse nulla di piu' antitetico alla nonviolenza del razzismo nelle sue varie forme.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e politica: quale relazione?

- Michele Boato: Politica significa interessarsi della polis, del bene comune della citta' e dei suoi abitanti. Un nonviolento non puo' che fare anche politica, ma puntando alla vera democrazia, al potere di tutti, non dei “nostri”.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e vita quotidiana: quale relazione?

- Michele Boato: E' forse la prova più difficile, passare dalla teoria ai fatti 24 ore su 24. In casa con coniuge e figli, sul lavoro con colleghi, superiori ed eventuali subalterni (o con gli studenti per un insegnante, come nel mio caso). Debbo dire che nei miei vent'anni di insegnamento alle superiori, avere rapporti di rispetto e paritari con gli studenti mi e' stato facilissimo e mi ha procurato quasi solo enormi soddisfazioni, pochissimi inconvenienti con qualche collega e preside.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e cura del territorio in cui si vive: quale relazione?

- Michele Boato: E' dal lontano 1969 il mio impegno principale: sento la violenza a Gaia, nostra madre terra, come fatta a me stesso. E di fatto e' cosi', anche se i piu' ancora non ne sono pienamente coscienti. Il territorio e' l'aria che respiriamo, che manteniamo piu' pulita se, con gli Amici della bicicletta, riduciamo il traffico automobilistico; sono gli alberi che ci regalano l'ossigeno, che difendiamo con tutti i mezzi con l'associazione Amico Albero; e' l'acqua che beviamo e scorre in laguna e nel mare, che cerchiamo di mantenere pulita con Medicina Democratica, l'Ecoistituto ecc. ecc.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e cura delle persone con cui si vive: quale relazione?

- Michele Boato: Alla fine le cose che contano di piu' nella vita sono proprio i rapporti con le persone vicine: le rotture traumatiche sono la prima causa delle malattie depressive e dei suicidi. Imparare a convivere anche nei momenti difficili, non alzare i toni, non usare parole pesanti e' talvolta difficile, ma ti puo' salvare la vita.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: La nonviolenza dinanzi alla morte: quali riflessioni?

- Michele Boato: Non c'e' solo il “tu non uccidere”, ma anche il dovere di accompagnare le persone all'ultimo passaggio, in modo da alleviarne al massimo il dolore.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali le maggiori esperienze storiche della nonviolenza?

- Michele Boato: Lo sciopero della plebe romana sull'Aventino, la marcia del sale gandhiana, il boicottaggio nero degli autobus di Montgomery con Martin Luther King, Solidarnos polacca, la rivoluzione filippina di Cory Aquino.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quale e' lo stato della nonviolenza oggi nel mondo?

- Michele Boato: Moltissime ottime esperienze locali, senza un comune orizzonte ne' punto di riferimento e tradite dal bluff di Obama.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quale e' lo stato della nonviolenza oggi in Italia?

- Michele Boato: La partecipazione dell'Italia a guerre in sfregio alla Costituzione, la presenza ancora nel nostro suolo di basi militari, anche nucleari, straniere e il loro rafforzamento a Vicenza, con l'aperto appoggio di governi sia di destra che di “sinistra”; il diffondersi di cultura e iniziative razziste nel Nord e mafiose soprattutto nel Sud, la dice lunga sul deficit di coscienza e di iniziativa di massa in Italia.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: E' adeguato il rapporto tra movimenti nonviolenti italiani e movimenti di altri paesi? E come migliorarlo?

- Michele Boato: Assolutamente inadeguato, casuale, inefficiente.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quale ti sembra che sia la percezione diffusa della nonviolenza oggi in Italia?

- Michele Boato: A livello di massa non se ne conosce quasi la parola.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali iniziative intraprendere perche' vi sia da parte dell'opinione pubblica una percezione corretta e una conoscenza adeguata della nonviolenza?

- Michele Boato: Lotta alla presenza italiana in Afghanistan, lotta al razzismo, lotta alla mafia, piano nazionale solare contro il ritorno al nucleare “civile” e militare.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e linguaggio: quale relazione?

- Michele Boato: Un linguaggio nonviolento e' parte fondante di uno stile di vita e di ogni iniziativa nonviolenta.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e stili di vita: quale relazione?

- Michele Boato: Uno stile di vita sobrio e' essenziale per dare credibilita' alla proposta teorica nonviolenta.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e critica dell'industrialismo: quali implicazioni e conseguenze?

- Michele Boato: La proposta gandhiana e quella nonviolenta in generale non si limita all'antimilitarismo, ai diritti umani, al diritto all'indipendenza delle nazioni: va al cuore del modello economico e sociale, propone la produzione e il consumo locale-regionale, l'artigianato, l'agricoltura biologica, la cooperazione e la sobrieta'.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e rispetto per i viventi, la biosfera, la "madre terra": quali implicazioni e conseguenze?

- Michele Boato: Ecologia e nonviolenza sono, sempre di piu', un tutt'uno, sia a livello locale che planetario: non c'e' distinzione tra la violenza fatta ad un essere umano e quella fatta alla natura.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza, compresenza, convivenza, scelte di vita comunitarie: quali implicazioni e conseguenze?

- Michele Boato: Il villaggio gandhiano non e' una esperienza trasportabile tal quale nel resto del mondo, ma se ne puo' trarre ispirazione: nelle nostre citta' la proposta mi pare quella del distretto di economia locale, una rete di reciproco sostegno non solo economico che puo' creare dei “villaggi” virtuali, nell'ambito di ambienti urbani di grandi dimensioni, tendenzialmente anonimi e aggressivi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza, riconoscimento dell'altro, principio responsabilita', scelte di giustizia, misericordia: quali implicazioni e conseguenze?

- Michele Boato: Nonviolenza non e' solo attivita' politica e collettiva, ma anche rapporti interpersonali paritari, solidali, rilassati e tendenti all'amicizia.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e coscienza del limite: quali implicazioni e conseguenze?

- Michele Boato: La proposta della sobrieta' sia negli stili di vita individuali che in quelli sociali deriva dalla coscienza che abbiamo superato di molto il limite di sopportazione della terra, consumiamo le risorse rinnovabili di un anno nei primi otto mesi scarsi dell'anno, stiamo rubando le risorse e la vita stessa alle prossime generazioni: tutto cio' e' una enorme violenza verso Gaia e verso i nostri discendenti.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza come cammino: in quale direzione?

- Michele Boato: Cerchiamo di camminare verso societa' piu' giuste sia nei rapporti umani che in quelli planetari.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e internet: quale relazione? e quali possibilita'?

- Michele Boato: Internet e' uno strumento che puo' dare grande spazio alla democrazia, all'informazione pulita, alla costruzione delle reti locali e planetarie.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Potresti presentare la tua stessa persona (dati biografici, esperienze significative, opere e scritti...) a un lettore che non ti conoscesse affatto?

- Michele Boato: Il mio impegno principale e' in campo ecologico, sul piano locale (veneziano e veneto) e nazionale (riduzione dei rifiuti, risparmio ed energie rinnovabili). Dal 1973 al 2006 ho insegnato economia (e diritto) alle superiori, con un intervallo di dodici anni in Regione Veneto (consigliere e, per due anni, assessore all'ambiente, urbanistica, viabilita' e lavori pubblici) e un anno e mezzo deputato (1987-'88, poi dimissioni per rotazione).
 
3. APPELLI. IL CINQUE PER MILLE AL MOVIMENTO NONVIOLENTO
 

Anche con la prossima dichiarazione dei redditi si puo' destinare il cinque per mille al Movimento Nonviolento.

Non si tratta di versare denaro in piu', ma solo di utilizzare diversamente soldi gia' destinati allo Stato.

Destinare il cinque per mille delle proprie tasse al Movimento Nonviolento e' facile: basta apporre la propria firma nell'apposito spazio e scrivere il numero di codice fiscale del Movimento Nonviolento, che e': 93100500235.

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Per ulteriori informazioni: tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 
4. STRUMENTI. "AZIONE NONVIOLENTA"
 
"Azione nonviolenta" e' la rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.
Redazione, direzione, amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org
Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 30 euro sul ccp n. 10250363 intestato ad Azione nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.
E' possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all'indirizzo an at nonviolenti.org scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".
 
5. SEGNALAZIONI LIBRARIE
 
Riedizioni
- Giorgio Bocca, Italia anno uno, Garzanti, Milano 1984, Gruppo editoriale L'Espresso, Roma 2010, pp. 192, euro 9,90 (in supplemento al quotidiano "La Repubblica" e al settimanale "L'Espresso").
- Andrea Carandini, La nascita di Roma, Einaudi, Torino 1997-2003, Mondadori, Milano 2010, pp. XXII + 804, euro 2,90 (in supplemento a vari periodici Mondadori).
- Anne Cheng, Storia del pensiero cinese, Einaudi, Torino 2000, Mondadori, Milano 2010, pp. XXVIII + 726, euro 12,90 (in supplemento a vari periodici Mondadori).
- Ippolito Nievo, Le confessioni di un italiano, Rcs Rizzoli Libri, Milano 1952, 2010, 2 voll. per pp. 470 + 440, euro 7,50 + 7,50 (in supplemento al "Corriere della sera").
 
6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
 
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
 
7. PER SAPERNE DI PIU'
 
Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
 
TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 299 del 31 agosto 2010
 
Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
 
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L'unico indirizzo di posta elettronica utilizzabile per contattare la redazione e': nbawac at tin.it