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Telegrammi. 349



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 349 del 20 ottobre 2010

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. L'opposizione alla violenza

2. Il 27 ottobre 2010 la nona Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico

3. Mao Valpiana: Partecipare al congresso del Movimento Nonviolento per rafforzare ancora di piu' il no al nucleare

4. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Federico Fioretto

5. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Vito La Fata

6. Rosanna Benzi: Le sofferenze degli altri

7. Adriana Cavarero: Nel due

8. Barbara Ehrenreich: Un giorno

9. Carol Gilligan: Del patriarcato

10. Anna Kuliscioff: Il peggio

11. Joyce Lussu: I primi tempi

12. Lea Melandri: Lo scopo di questi scritti

13. Robin Morgan: I terroristi

14. Luisa Muraro: La possibilita'

15. Per sostenere il Movimento Nonviolento

16. "Azione nonviolenta"

17. Segnalazioni librarie

18. La "Carta" del Movimento Nonviolento

19. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. L'OPPOSIZIONE ALLA VIOLENZA

 

L'opposizione alla violenza.

E dunque: l'opposizione alla guerra assassina, l'opposizione al colpo di stato razzista, l'opposizione al femminicidio.

 

2. INIZIATIVE. IL 27 OTTOBRE 2010 LA NONA GIORNATA ECUMENICA DEL DIALOGO CRISTIANO-ISLAMICO

[Dal comitato promotore della nona Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico (per contatti: e-mail: redazione at ildialogo.org, sito: www.ildialogo.org) riceviamo e volentieri diffondiamo. Il Centro di ricerca per la pace di Viterbo e la redazione de "La nonviolenza e' in cammino" sono tra i promotori dell'iniziativa]

 

Ad una settimana dalla celebrazione della nona Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2010, sono circa un centinaio le associazioni, oltre i promotori, che hanno aderito all'iniziativa e che daranno vita ad incontri nelle varie realta' locali. Molte e significative le iniziative annunciate. Citiamo quella annunciata congiuntamente dalla Diocesi di Firenze e dalla Comunita' Islamica di Firenze e della Toscana, quella che si svolgera' a Roma, quelle di Faenza, Acquedolci, Altare (Sv), Altavilla Irpinia (Av), Badia Polesine (Ro), Bologna, Brescia, Cagliari, Calmiera (Le), Canosa Sannita, Carignano (To), Caserta, Castelfidardo, Catania, Cavezzo (Mo), Desio, Foggia, Genova, Giove (Tr), Ivrea, Legnano (Mi), Livorno, Massa, Mercogliano (Av), Milano, Monserrato (Ca), Montale (Pt), Napoli, Napoli Scampia Centro Hurtado, Nova Milanese, Novara, Novellara (Reggio Emilia), Nuoro, Palermo, Parma, Chiesa Evangelica Metodista di Verbania, Parrocchia Ortodossa Rumena e Comunita' Islamica Del Verbano-Cusio-Ossola, Pesaro, Piombino, Rapallo, Rovereto (Tn), San Bonifacio, San Mauro Torinese, Sant'Arpino (Na), Segrate, Settimo San Pietro, Siracusa, Somaglia (Lo), Terrasini (Pa), Torino, Trento, Verbania, Verbania Intra Parrocchie Cattoliche del Verbano, Vicenza, Viterbo.

Fra le adesioni, oltre a quelle dei promotori, citiamo quelle dell'Acsi di Foggia, del Comitato del Veneto Orientale per l'Immigrazione, di "Noi Siamo Chiesa", della Comunita' Islamica di Trento, della Alleanza Islamica d'Italia, di  Ecumenici, di Casa Zaccheo padri sacramentini (Ce), del Circolo Culturale Ghetonia di Calmiera (Le), di Strade Sempre Pulite, della Commissione delle chiese evangeliche per il dialogo con l'islam (Ccedi), dei Missionari Comboniani di Pesaro, del Sae di Vicenza, del Centro Documentazione Polesano onlus di Badia Polesine (Ro), di Grillonews.it, dei volontari dell'associazione A.Vo.C.(Associazioni Volontari Carcere) Dozza di Bologna, della Scuola di Pace e della Comunita' di Base del Cassano di Napoli, dell'Unione delle Comunita' e Organizzazioni Islamiche in Italia (Ucoii), del Coordinamento Desio Citta' Aperta.

Nonostante il razzismo e l'islamofobia che imperversa, anche quest'anno e per la nona volta la Giornata del dialogo verra' celebrata a dimostrazione che la volonta' di pace del popolo italiano non e' stata fiaccata da quanti hanno fatto dell'odio e della violenza il loro tratto costitutivo cercando di infettare tutta la societa'.

Segnali molto positivi e significativi sono venuti per il dialogo fra cristiani e musulmani anche dall'Assemblea speciale per il Medioriente del Sinodo dei vescovi in corso in questi giorni in Vaticano. Significative le parole di Mar Gregoios Yohanna Ibrahim, metropolita di Aleppo (Siria), secondo il quale "il nemico piu' pericoloso che cristiani e musulmani devono affrontare e' l'ignoranza, che spesso e' cio' che domina il discorso religioso creando tensioni, instabilita' e conflitti". Parole che ci stimolano a proseguire nel nostro lavoro di superamento di tutti i pregiudizi che caratterizzano l'azione dei nemici del dialogo e della pace.

Quest'anno il tema della giornata e' "Amare la terra e tutti gli esseri viventi". Il testo dell'appello, tradotto anche in varie lingue, e' scaricabile alla pagina http://www.ildialogo.org/islam/cristianoislamico.htm

Con un fraterno saluto di shalom, salaam, pace

Il Comitato organizzatore

Roma, 18 ottobre 2010

Per l'elenco completo dei promotori, delle adesioni e degli appuntamenti e per tutte le notizie ed il dibattito si veda alla pagina web: http://www.ildialogo.org/islam/cristianoislamico.htm

 

3. VERSO IL CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO. MAO VALPIANA: PARTECIPARE AL CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO PER RAFFORZARE ANCORA DI PIU' IL NO AL NUCLEARE

 

[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per questo intervento di invito al congresso del Movimento Nonviolento che si svolgera' a Brescia tra il 29 ottobre e il primo novembre 2010.

Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive e ha lavorato come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"), e' segretario nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007; un'altra recente ampia intervista e' in "Coi piedi per terra" n. 295 del 17 luglio 2010]

 

Il governo ha annunciato nuovamente la volonta' di avviare un piano nucleare per il nostro paese. Il neoministro allo sviluppo economico ha anche indicato le prime due regioni che dovrebbero ospitare le nuove centrali: Lazio e Lombardia. Conosciamo bene i siti ipotizzati (Montalto e Viadana) perche' negli anni '70-'80 abbiamo partecipato all'imponente movimento popolare di opposizione che ha impedito la realizzazione di due centrali nucleari, proprio a Montalto e a Viadana.

La storia si ripete.

Ed anche questa volta sara' solo un grande movimento di opposizione nonviolenta che potra' fermare la follia atomica (antistorica e antieconomica).

Una delle commissioni di lavoro del congresso del Movimento Nonviolento ha come titolo "Ecologia politica per fermare il nucleare". Sara' un momento importante per definire la strategia e gli strumenti del nuovo movimento antinucleare di cui c'e' impellente necessita'.

 

4. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO FEDERICO FIORETTO

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista a Federico Fioretto.

Paolo Arena e Marco Graziotti fanno parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo.

Federico Fioretto, ricercatore e amico della nonviolenza, e' vicepresidente dell'Associazione Ariel di Gazzola (Piacenza), collaboratore dei "Quaderni Satyagraha", responsabile del progetto Neotopia (www.neotopia.it), curatore del volume di Vinoba Bhave, I valori democratici, Gabrielli, Verona 2008. Si veda anche la risposta all'ultima domanda di questa intervista]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza?

- Federico Fioretto: E' il cammino che porta al Dio che e' Verita'. La risposta non e' mia, ma di Gandhi (God is truth; the way to truth lies through ahimsa). Mi pare che sarebbe meglio, invece di cercare altre definizioni, che meditassimo e interiorizzassimo questa - il che e' gia' abbastanza difficile da occupare un'intera vita.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali sono le personalita' e le esperienze a suo parere piu' significative della nonviolenza?

- Federico Fioretto: Gandhi, Vinoba, Badshah Khan, Martin Luther King, Desmond Tutu, Dolci, Lanza del Vasto (quelli a me cari; chi sono io per dire quali tra questi giganti sono significativi o meno?).

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa consiglierebbe di leggere sulla nonviolenza?

- Federico Fioretto: Gandhi, tutto il disponibile (meditandolo e interiorizzandolo); Vinoba, idem (in particolare i Discorsi sulla Bhagavad Gita); il volume di Easwaran su Badshah Khan; I have a Dream di King; Giuliano Pontara, Teoria e pratica della nonviolenza; Idem, L'antibarbarie; Fulvio Cesare Manara, Una forza che da' vita; Piero P. Giorgi, Violenza inevitabile. Una menzogna moderna; Johan Galtung, Pace con mezzi pacifici; molto - ma non tutto - dei "Quaderni satyagraha" di Pisa; Lev Tolstoj, Il regno di Dio e' dentro di voi; Idem, Il primo gradino.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali esperienze o iniziative nonviolente a suo parere oggi meritano maggior sostegno ovvero meriterebbero di essere intraprese?

- Federico Fioretto: Qualunque iniziativa veda il parallelo impegno di un serio lavoro scientifico di contrasto e costruzione dell'alternativa nonviolenta al paradigma culturale violento e alla violenza strutturale e di un lavoro sul perfezionamento di se', teso al ridimensionamento dell'ego e allo sviluppo della consapevolezza spirituale. La costruzione della democrazia dal basso come teorizzata da Vinoba ne "I valori democratici" non sta in piedi se non sulle gambe della societa' delle persone consapevoli, capaci di autoregolarsi e sottomettersi alla Legge superiore del Dharma, il che richiede tutto cio' che Gandhi e Vinoba hanno fin troppo bene spiegato e dimostrato con la loro vita.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Potrebbe presentare la sua stessa persona a un lettore che non la conoscesse affatto?

- Federico Fioretto: Rimanderei al sito www.federicofioretto.eu e a quello del progetto Neotopia www.neotopia.it

 

5. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO VITO LA FATA

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista a Vito La Fata.

Per un profilo di Vito La Fata si veda la risposta all'ultima domanda di questa intervista]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza?

- Vito La Fata: La nonviolenza e' prima di tutto una modalita' di relazione con gli altri, una metodologia educativa e di vita. Sia se prendiamo in esame un livello macroscopico che microscopico la nonviolenza e' un  impegno, una strategia attiva, di corresponsabilita' volta all'identificazione ed al raggiungimento di solidarieta', altruismo e lealta'.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali sono le personalità e le esperienze a suo parere più significative della nonviolenza?

- Vito La Fata: Per la mia esperienza e per la mia attivita' il pensiero non puo' che andare a Danilo Dolci, sociologo, educatore ed attivista nonviolento. In questa sede mi piace ricordare l'introduzione di Danilo a "Fare presto (e bene) perche' si muore" dove scriveva "C'e' un delitto di omissione verso questi nostri fratelli, di cui dobbiamo pentirci e redimerci. C'e' un atto di amore da compiere subito per salvarli e salvarci. C'e' da muoverci subito. A estremi mali estremi rimedi. Voglio fare penitenza perche' tutti si diventi piu' buoni. Prima che muoia un altro bambino di fame, intanto, voglio morire io. Da oggi non mangero' piu' finche' non ci saranno arrivati i trenta milioni necessari a provvedere subito il lavoro ai piu' bisognosi e l'assistenza piu' urgente agli inabili". Quel Danilo Dolci che arrivato a Trappeto in una delle terre piu' misere e dimenticate del Meridione traccia una delle pagine piu' limpide e intense della difficile rinascita civile e democratica dell'Italia dalle macerie morali e materiali del fascismo e della seconda guerra mondiale.

*

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa consiglierebbe di leggere sulla nonviolenza?

- Vito La Fata: Per avvicinarsi alla conoscenza del pensiero, della vita e dell'attivita' di Danilo Dolci suggerisco di leggere: Banditi a Partinico, Laterza; Il limone lunare, Laterza; Non sentite l'odore del fumo?; La struttura maieutica e l'evolverci, La Nuova Italia; Una rivoluzione nonviolenta, Terre di mezzo; Danilo Dolci e la via della nonviolenza, Piero Lacaita Editore; Cio' che ho imparato ed altri scritti, Mesogea; Danilo Dolci - Attualita' profetica, Mesogea.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali esperienze o iniziative nonviolente a suo parere oggi meritano maggior sostegno ovvero meriterebbero di essere intraprese?

- Vito La Fata: L'attuale situazione politica nazionale ed internazione di continuo scontro e aggressione verbale, discosta l'attenzione delle istituzione da una attenta valutazione delle reali problematiche sociali che hanno portato un'ampia fascia della popolazione, soprattutto nel mezzogiorno, a vivere situazioni di forte disagio economico e sociale. Sicuramente si dovrebbe partire dal basso, dall'ascolto di chi vive situazioni di disagio, per cercare in una logica di sussidiarieta' e solidarieta', di porre rimedio e di individuare delle soluzioni a problemi che molto spesso non si vuole risolvere. Bisogna ripartire dall'ascolto e dall'impegno concreto a fianco dei piu' deboli.

*

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Potrebbe presentare la sua stessa persona a un lettore che non la conoscesse affatto?

- Vito La Fata: Sono il presidente del Cesie - Centro Studi ed Iniziative Europeo, un'organizzazione non-governativa europea no profit fondata nel 2001 ispirata dall'attivita' e dal messaggio di Danilo Dolci. Da anni sono impegnato nella diffusione del pensiero di Danilo Dolci, dell'approccio maieutico, della nonviolenza, in attivita' di cooperazione e solidarieta' internazionale attraverso l'opera del Centro Danilo Dolci per lo Sviluppo Creativo: www.cesie.org, www.danilodolci.org

 

6. MAESTRE. ROSANNA BENZI: LE SOFFERENZE DEGLI ALTRI

[Da Rosanna Benzi, Il vizio di vivere, Rusconi, Milano 1984, 1987, p. 38.

Rosanna Benzi, nata nel 1948 e scomparsa all'inizio del 1991, per la maggior parte della sua vita ha vissuto in un polmone d'acciaio. Direttrice della rivista "Gli altri. Periodico di tutti gli emarginati della societa'", ed infaticabile promotrice di iniziative di solidarieta' e di liberazione, una delle figure piu' belle dell'impegno per i diritti e la dignita' umana. Opere di Rosanna Benzi: segnaliamo particolarmente Il vizio di vivere, Rusconi, Milano 1984, 1987]

 

Le sofferenze degli altri non potranno mai farmi bene.

 

7. MAESTRE. ADRIANA CAVARERO: NEL DUE

[Da Adriana Cavarero, Nonostante Platone, Editori Riuniti, Roma , p. 8.

Adriana Cavarero, filosofa del pensiero della differenza sessuale ed autorevole studiosa arendtiana, e' docente di filosofia politica all'Universita' di Verona; dal sito "Feminist Theory Website: Zagreb Woman's Studies Center" ospitato dal Center for Digital Discourse and Culture at Virginia Tech University (www.cddc.vt.edu/feminism), copyright 1999 Kristin Switala, riportiamo questa scheda bibliografica delle sue opere pubblicate in volume [che abbiamo parzialmente aggiornato]: a) libri: Dialettica e politica in Platone, Cedam, Padova 1974; Platone: il filosofo e il problema politico. La Lettera VII e l'epistolario, Sei, Torino 1976; La teoria politica di John Locke, Edizioni universitarie, Padova 1984; L'interpretazione hegeliana di Parmenide, Quaderni di Verifiche, Trento 1984; Nonostante Platone, Editori Riuniti, Roma1990 (traduzione tedesca: Platon zum Trotz, Rotbuch, Berlin 1992; traduzione inglese: In Spite of Plato, Polity, Cambridge 1995, e Routledge, New York 1995); Corpo in figure, Feltrinelli, Milano 1995; Platone. Lettera VII, Repubblica: libro VI, Sei, Torino 1995; Tu che mi guardi, tu che mi racconti, Feltrinelli, Milano 1997; Adriana Cavarero e Franco Restaino (a cura di), Le filosofie femministe, Paravia, Torino 1999; A piu' voci. Filosofia dell'espressione vocale, Feltrinelli, Milano 2003; Orrorismo, Feltrinelli, Milano 2007. b) saggi in volumi collettanei: "Politica e ideologia dei partiti in Inghilterra secondo Hume", in Per una storia del moderno concetto di politica, Cleup, Padova 1977, pp. 93-119; "Giacomo I e il Parlamento: una lotta per la sovranita'", in Sovranita' e teoria dello Stato all'epoca dell'Assolutismo, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma 1980, pp. 47-89; "Hume: la politica come scienza", in Il politico. Da Hobbes a Smith, a cura di Mario Tronti, Feltrinelli, Milano 1982, vol. II, pp. 705-715; "Il principio antropologico in Eraclito", in Itinerari e prospettive del personalismo, Ipl, Milano 1987, pp. 311-323; "La teoria contrattualistica nei Trattati sul Governo di John Locke", in Il contratto sociale nella filosofia politica moderna, a cura di Giuseppe Duso, Il Mulino, Bologna 1987, pp. 149-190; "Per una teoria della differenza sessuale", in Diotima. Il pensiero della differenza sessuale, La Tartaruga, Milano 1987, pp. 43-79. (traduzioen tedesca: "Ansatze zu einer Theorie der Geschlechterdifferenz", in Diotima. Der Mensch ist Zwei, Wiener Frauenverlag, Wien 1989); "L'elaborazione filosofica della differenza sessuale", in La ricerca delle donne, Rosenberg & Sellier, Torino 1987, pp. 173-187. (traduzione inglese: "The Need for a Sexed Thought", in Italian Feminist Thought, ed. by S. Kemp and P. Bono, Blackwell, Oxford 1991); "Platone e Hegel interpreti di Parmenide", in La scuola Eleatica, Macchiaroli, Napoli 1988, pp. 81-99; "Dire la nascita", in Diotima. Mettere al mondo il mondo, La Tartaruga, Milano 1990, pp. 96-131. (traduzione spagnola: "Decir el nacimiento", in Diotima. Traer al mundo el mundo, Icaria y Antrazyt, Barcelona 1996); "Die Perspective der Geschleterdifferenz", in Differenz und Gleicheit, Ulrike Helmer Verlag, Frankfurt 1990, pp. 95-111; "Equality and Sexual Difference: the Amnesias of Political Thought", in Equality and Difference: Gender Dimensions of Political Thought, Justice and Morality, edited by G. Bock and S. James, Routledge, London 1991, pp. 187-201; "Il moderno e le sue finzioni", in Logiche e crisi della modernita, a cura di Carlo Galli, Il Mulino, Bologna 1991, pp. 313-319; "La tirannia dell'essere", in Metamorfosi del tragico fra classico e moderno, a cura di Umberto Curi, Laterza, Roma-Bari 1991, pp. 107-122; "Introduzione" a: B. Head, Una questione di potere, El, Roma 1994, pp. VII-XVIII; "Forme della corporeita'", in Filosofia, Donne, Filosofie, Milella, Lecce 1994, pp. 15-28; "Figures de la corporeitat", Saviesa i perversitat: les dones a la Grecia Antiga, coordinacio de M. Jufresa, Edicions Destino, Barcelona 1994, pp. 85-111; "Un soggetto femminile oltre la metafisica della morte", in Femminile e maschile tra pensiero e discorso, Labirinti 12, Trento, pp. 15-28; "La passione della differenza", in Storia delle passioni, a cura di Silvia Vegetti Finzi, Laterza, Roma-Bari 1995, pp. 279-313; "Il corpo e il segno. Un racconto di Karen Blixen", in Scrivere, vivere, pensare, a cura di Francesca Pasini, La Tartaruga, Milano 1997, pp. 39-50; "Schauplatze der Einzigartigkeit", in Phaenomenologie and Geschlechterdifferenz, edd. Silvia Stoller und Helmuth Vetter, Wuv-Universitatsverlag, Wien 1997, pp. 207-226; "Il pensiero femminista. Un approccio teoretico", in Le filosofie femministe, a cura di Franco Restaino e Adriana Cavarero, Paravia, Torino 1999, pp. 111-164; "Note arendtiane sulla caverna di Platone", in Hannah Arendt, a cura di Simona Forti, Bruno Mondadori, Milano 1999, pp. 205-225]

 

... perche' qui, nell'orizzonte della differenza sessuale, il primo nome della filosofia non e' l'uno ma il due. Qui la dicibilita' originaria della differenza non si numera nei molti ma nel due: ed e' un due che porta al linguaggio viventi umani incarnati in tutto lo splendore della loro finitezza.

 

8. MAESTRE. BARBARA EHRENREICH: UN GIORNO

[Da Barbara Ehrenreich, Una paga da fame, Feltrinelli, Milano 2002, 2004, p. 153.

Barbara Ehrenreich e' sociologa, docente universitaria, giornalista e saggista; insegna all'Universita' di Berkeley; scrive sul "New York Times", "Time", "Harper's Magazine", "The Nation", "The Progressive", "Mother Jones", "Z Magazine"; vive in Florida, e' autrice di tredici libri; e' stata tra le prime firmatarie dell'appello "Not in our name", sottoscritto da migliaia di intellettuali statunitensi contro la guerra in Iraq. Tra le opere tradotte recentemente in italiano di Barbara Ehrenreich: Riti di sangue. All'origine della passione della guerra, Feltrinelli, Milano 1998; Una paga da fame. Come (non) si arriva a fine mese nel paese piu' ricco del mondo, Feltrinelli, Milano 2002, 2004; (a cura di, con Arlie  Russell Hochschild), Donne globali. Tate, colf e badanti, Feltrinelli, Milano 2004]

 

Un giorno (non saprei proprio prevedere quando), i poveri che lavorano si stuferanno di ricevere cosi' poco in cambio e pretenderanno di essere pagati per cio' che valgono. Quel giorno, la rabbia esplodera' e assisteremo a scioperi e distruzioni. Ma non sara' la fine del mondo e, dopo, staremo meglio tutti quanti.

 

9. MAESTRE. CAROL GILLIGAN: DEL PATRIARCATO

[Da Carol Gilligan, "Da Con voce di donna a La nascita del piacere: un percorso intellettuale", in Bianca Beccalli e Chiara Martucci (a cura di), Con voci diverse. Un confronto sul pensiero di Carol Gilligan, La Tartaruga, Milano 2005, pp. 64-65.

Carol Gilligan, docente di psicologia alla New York University, e' una delle piu' influenti pensatrici femministe contemporanee. Tra le opere di Carol Gilligan: Con voce di donna, 1982, tr. it. Feltrinelli, Milano 1987; La nascita del piacere, 2002, tr. it. Einaudi, Torino 2003. Opere su Carol Gilligan: Bianca Beccalli, Chiara Martucci (a cura di), Con voci diverse. Un confronto sul pensiero di Carol Gilligan, La Tartaruga, Milano 2005]

 

Sto parlando del patriarcato, dell'innesto di strutture patriarcali al'interno della psiche, l'interiorizzazione della voce del padre o della legge. "Patriarcale" e' un termine antropologico, che rappresenta culture o famiglie comandate dal padre, dove il padre o i padri, costituiscono il sacerdozio di una gerarchia che controlla l'accesso alla verita', al potere, alla salvezza e al sapere. Poiche' pone alcuni uomini sopra ad altri uomini e subordina le donne, il patriarcato e' un ordine di dominio. Ma dividendo alcuni uomini da altri, e tutti gli uomini dalle donne, dividendo i padri dalle madri e le figlie e i figli, il patriarcato crea una spaccatura nella psiche, dividendo ciascuno da una parte di se stesso.

 

10. MAESTRE. ANNA KULISCIOFF: IL PEGGIO

[Da Anna Kuliscioff, Immagini scritti testimonianze, Feltrinelli, Milano 1978, p. 184.

Anna Kuliscioff (1854-1925) e' una delle figure piu' grandi della storia del movimento socialista italiano ed internazionale. Opere di Anna Kuliscioff: oltre agli interventi politici pubblici si vedano anche: Lettere d'amore a Andrea Costa, Feltrinelli, Milano 1976; Filippo Turati, Anna Kuliscioff, Carteggio, in piu' volumi, Einaudi, Torino. Opere su Anna Kuliscioff: Filippo Turati (a cura di), Anna Kuliscioff, in memoria, Lazzari, Milano 1926; Alessandro Schiavi, Anna Kuliscioff, Opere nuove, Roma 1955; Maricla Boggio, Annabella Cerliani, Anna Kuliscioff (Con gli scritti di Anna Kuliscioff sulla condizione della donna), Marsilio, Venezia 1977; Franco Damiani e Fabio Rodriguez (a cura di), Anna Kuliscioff, Immagini scritti testimonianze, Feltrinelli, Milano 1978]

 

Il peggio e' che lo Stato sembra incoraggiare i privati nell'ingiusto, odioso, vergognoso sfruttamento della donna.

 

11. MAESTRE. JOYCE LUSSU: I PRIMI TEMPI

[Da Joyce Lussu, Fronti e frontiere, Laterza, Bari 1967, pp. 22-23.

Joyce Lussu, nata da una famiglia di intellettuali antifascisti, esule fin dall'infanzia, compagna di Emilio Lussu, impegnata nella lotta contro il fascismo, per i diritti dei popoli, nel movimento femminista ed in quello ambientalista. Scrittrice, traduttrice. Una straordinaria figura di militante e di intellettuale. E' scomparsa nel 1998. Opere di Joyce Lussu: segnaliamo particolarmente Fronti e Frontiere, Laterza, Bari 1967. Opere su Joyce Lussu: Silvia Ballestra, Joyce L., Baldini & Castoldi, Milano 1996. Dal sito www.joycelussu.org riprendiamo la seguente notizia biografica: "Joyce Lussu nasce come Gioconda Salvadori a Firenze, l'8 maggio 1912, da genitori marchigiani, entrambi con ascendenze inglesi. Il padre, Guglielmo Salvadori, docente universitario e primo traduttore del filosofo Herbert Spencer, malmenato e piu' volte minacciato dalle camicie nere, fu costretto all'esilio in Svizzera nel 1924, e con lui la moglie Giacinta, i due figli maggiori Max e Gladys, e la piccola Joyce. Joyce vivra' cosi' all'estero gli anni dell'adolescenza, in collegi ed ambienti cosmopoliti, maturando un'educazione non formale, ispirata agli interessi della famiglia per la cultura, l'impegno politico e la propensione alla curiosita', al dialogo, ai rapporti sociali. Con i fratelli, comunque, ufficializzera' questo originale percorso conoscitivo, ottenendo la licenza di liceo classico con esami da privatista nelle Marche, tra Macerata e Fermo. Ad Heidelberg, mentre segue le lezioni del filosofo Karl Jaspers, vede nascere, con allarmata e critica vigilanza, i primi sintomi del nazismo. Si sposta, quindi, in Francia e in Portogallo, e si licenzia in Lettere alla Sorbona di Parigi e in Filologia a Lisbona. Tra il 1933 e il 1938 e' in piu' zone dell'Africa; l'interesse partecipe per la natura e per lo sfruttamento colonialistico di genti e paesi, resteranno, da adesso in avanti, motivazioni fortemente legate alla sua scrittura ed alla sua vita in genere. I primi testi poetici significativi si possono collocare in questo periodo, e di Liriche (1939 ed. R. Ricciardi) sara' curatore eccellente Benedetto Croce, affascinato anche dalla carica vitale della giovanissima scrittrice. In una sua recensione su "La Critica" (fasc. II, 1939), ne evidenziera' la laica capacita' di rapportarsi con coraggio al dolore del vivere, e la forza dei paesaggi e delle scene che "si sono fatte interne, si sono fuse con la sua anima". Intanto il tempo della Storia incalza. Insieme al fratello Max, Joyce entra a far parte del movimento "Giustizia e Liberta'" e nel 1938 incontra Emilio Lussu - mister Mill, per gli organizzatori della Resistenza in esilio, compagno e marito da ora in poi fino alla sua morte - e con lui vive la drammatica e spericolata vicenda della clandestinita', nella lotta antifascista. La Francia occupata dai nazisti, la Spagna, il Portogallo, la Svizzera, l'Inghilterra, saranno il teatro di rischiose missioni, passaggi oltre confine, falsificazioni di documenti, corsi di guerriglia... Raggiunto, in questa militanza nelle formazioni di G. L., il grado di capitano, nel dopoguerra verra' decorata di medaglia d'argento al valor militare. In Fronti e Frontiere - 1946 - lei stessa raccontera', in forma autobiografica, le dure e al tempo stesso avventurose esperienze di questo periodo: sara' un libro di grande successo. A liberazione avvenuta, vive da protagonista i primi passi della Repubblica Italiana ed il percorso del Partito d'Azione, fino al suo scioglimento. Promotrice dellÌ'Unione Donne Italiane, milita per qualche tempo nel Psi e nel 1948 fa parte della direzione nazionale del partito; preferira', tuttavia, tornare ad occuparsi di attivita' culturali e politiche autonome, insofferente di vincoli e condizionamenti d'apparato. Dal 1958 al 1960, continuando a battersi nel segno del rinnovamento dei valori libertari dell'antifascismo, spostera' il suo orizzonte di riferimento nella direzione delle lotte contro l'imperialismo. Sono gli anni dei viaggi con organizzazioni internazionali della pace, con movimenti di liberazione anticolonialistici; e per conoscere le situazioni storico-culturali del "diverso", si occupera' della poesia lontana ed, in un certo senso, estranea all'antica cultura dell'Occidente, quella degli "altri", dalla quale era fortemente attratta perche' la sentiva strumento unico, rapido ed efficace di conoscenza. Traduce, quindi, da poeti viventi, alternativi, non letterati, spesso provenienti dalla cultura orale: albanesi, curdi, vietnamiti, dell'Angola, del Mozambico, afroamericani, eschimesi, aborigeni australiani... Fu una splendida avventura, umana e letteraria, in cui la comunicazione derivo' non dalla conoscenza filologica di grammatiche e sintassi, quasi sempre inesistenti, ma dal rapporto diretto poeta con poeta, dalle lingue di mediazione, dai gesti, dai suoni, dal dolore cupo di sofferenze antiche ed ingiuste. La sua traduzione delle poesie del turco Nazim Hikmet - a tutt'oggi tra le piu' lette in Italia - e' un esempio eccellente per tutte. Fu cosi' naturale partecipare attivamente alle mobilitazioni in favore di perseguitati politici, quali l'angolano Agostinho Neto ed Hikmet, appunto, tanto per fare alcuni nomi. Proprio attraverso quest'ultimo verra' a conoscenza del problema curdo, "un popolo costretto a vivere da straniero nel suo territorio", come scrivera' in Portrait (1988, Transeuropa). E in un viaggio epico, dopo essere passata spavaldamente indenne attraverso le pastoie della burocrazia irachena, ed aver ottenuto dal Presidente, generale Aref in persona, un lasciapassare, raggiunse il Kurdistan e conobbe il valoroso popolo che lo abitava e i suoi eroi di allora: Jalal Talabani con i mitici guerrieri peshmarga', ed il "Mollah Rosso" Mustafa' Barzani. Era la meta' degli anni Sessanta e da allora la causa del popolo curdo divenne la causa di Joyce, che la porto' nel mondo e, soprattutto, nelle scuole. Dall'esperienza terzomondista derivo', cosi', dagli anni Settanta in poi, l'impegno alla riscoperta e valorizzazione dell'"altra storia": quella delle sibille e delle streghe, dei movimenti pacifisti, delle tradizioni locali devastate dalla globalizzazione, dando vita a molti progetti frutto della sua visione critica del divenire e delle sue intuizioni profetiche, che il tempo e gli studi avrebbero verificato esatte ed eccezionalmente attuali. Dedichera' una parte fondamentale della sua straordinaria carica vitale al rapporto con i giovani, nell'ipotesi di un futuro di pace, da costruire con impegno sistematico e conoscenze adeguate del passato, degli errori, delle violenze e delle ingiustizie che non dovevano ripetersi. Se conservera', allora, una certa diffidenza nei confronti delle istituzioni e delle persone che le rappresentano, riporra' pero' massima fiducia ed apertura verso le nuove generazioni; per questo fino alla primavera del 1998 ha occupato una parte notevole del suo tempo in scuole di ogni ordine e grado, animando incontri che incrociavano percorsi di storia, poesia, autobiografia, progettualita' sociale. E' morta a Roma il 4 novembre 1998, all'eta' di 86 anni"]

 

I primi tempi, la tragedia mi aveva oppresso in modo cosi' torturante, che spesso mi ero assopita la sera desiderando di non svegliarmi al mattino, tanto il ritorno alla coscienza era insopportabile e penoso. Ma ora c'erano i conigli e le piantine dell'orto. Come non rasserenarsi vedendo quei germogli teneri ma incredibilmente robusti e decisi a vivere, che spaccavano il seme e aprivano la terra e stendevano subito le foglioline per respirare e godersi il sole? Il mondo continua, dicevano i ravanelli lustri rosei e rotondi tre settimane soltanto dopo essere usciti dal seme minuscolo; la lotta riprendera'.

 

12. MAESTRE. LEA MELANDRI: LO SCOPO DI QUESTI SCRITTI

[Da Lea Melandri, L'infamia originaria, L'erba voglio, Milano 1977, Manifestolibri, Roma 1997, p. 13.

Lea Melandri, nata nel 1941, acutissima intellettuale, fine saggista, redattrice della rivista "L'erba voglio" (1971-1975), direttrice della rivista "Lapis", e' impegnata nel movimento femminista e nella riflessione teorica delle donne. Opere di Lea Melandri: segnaliamo particolarmente L'infamia originaria, L'erba voglio, Milano 1977, Manifestolibri, Roma 1997; Come nasce il sogno d'amore, Rizzoli, Milano 1988, Bollati Boringhieri, Torino 2002; Lo strabismo della memoria, La Tartaruga, Milano 1991; La mappa del cuore, Rubbettino, Soveria Mannelli 1992; Migliaia di foglietti, Moby Dick 1996; Una visceralita' indicibile, Franco Angeli, Milano 2000; Le passioni del corpo, Bollati Boringhieri, Torino 2001. Dal sito www.universitadelledonne.it riprendiamo la seguente scheda: "Lea Melandri ha insegnato in vari ordini di scuole e nei corsi per adulti. Attualmente tiene corsi presso l'Associazione per una Libera Universita' delle Donne di Milano, di cui e' stata promotrice insieme ad altre fin dal 1987. E' stata redattrice, insieme allo psicanalista Elvio Fachinelli, della rivista L'erba voglio (1971-1978), di cui ha curato l'antologia: L'erba voglio. Il desiderio dissidente, Baldini & Castoldi 1998. Ha preso parte attiva al movimento delle donne negli anni '70 e di questa ricerca sulla problematica dei sessi, che continua fino ad oggi, sono testimonianza le pubblicazioni: L'infamia originaria, edizioni L'erba voglio 1977 (Manifestolibri 1997); Come nasce il sogno d'amore, Rizzoli 1988 ( ristampato da Bollati Boringhieri, 2002); Lo strabismo della memoria, La Tartaruga edizioni 1991; La mappa del cuore, Rubbettino 1992; Migliaia di foglietti, Moby Dick 1996; Una visceralita' indicibile. La pratica dell'inconscio nel movimento delle donne degli anni Settanta, Fondazione Badaracco, Franco Angeli editore 2000; Le passioni del corpo. La vicenda dei sessi tra origine e storia, Bollati Boringhieri 2001. Ha tenuto rubriche di posta su diversi giornali: 'Ragazza In', 'Noi donne', 'Extra Manifesto', 'L'Unita''. Collaboratrice della rivista 'Carnet' e di altre testate, ha diretto, dal 1987 al 1997, la rivista 'Lapis. Percorsi della riflessione femminile', di cui ha curato, insieme ad altre, l'antologia Lapis. Sezione aurea di una rivista, Manifestolibri 1998. Nel sito dell'Universita' delle donne scrive per le rubriche 'Pensiamoci' e 'Femminismi'"]

 

Lo scopo di questi scritti: che giovino al "deperimento" della Politica, ma anche del Sentimento, della sessualita' immaginaria, dell'evasione obbligatoria, degli amori infelici.

 

13. MAESTRE. ROBIN MORGAN: I TERRORISTI

[Da Robin Morgan, Sessualita', violenza e terrorismo, La Tartaruga, Milano 1998, 2003, p. 9.

Robin Morgan e' nata a Lake Worth in Florida nel 1941, e vive e lavora a New York; poetessa, saggista, romanziera, giornalista, e' dagli anni '70 una delle figure piu' vive del movimento delle donne. Tra le sue opere disponibili in italiano: l'intervista a cura di Maria Nadotti, Cassandra non abita piu' qui, La Tartaruga, Milano 1996; Sessualita', violenza e terrorismo, La Tartaruga, Milano 1998 (col titolo: Il demone amante. Sessualita' del terrorismo), 2003. Il suo sito e': www.robinmorgan.us]

 

I terroristi - e coloro contro i quali si ribellano - sono per la maggior parte uomini. Le donne, prese in mezzo, non ne possono piu' di questo aggiornamento intensificato della vecchia lotta all'ultimo sangue tra padri e figli.

 

14. MAESTRE. LUISA MURARO: LA POSSIBILITA'

[Da Luisa Muraro, "Oltre l'uguaglianza", in Diotima, Oltre l'uguaglianza. Le radici femminili dell'autorita', Liguori, Napoli 1995, pp. 131-132.

Luisa Muraro, una delle piu' influenti pensatrici femministe, ha insegnato all'Universita' di Verona, fa parte della comunita' filosofica femminile di "Diotima"; dal sito delle sue "Lezioni sul femminismo" riportiamo la seguente scheda biobibliografica: "Luisa Muraro, sesta di undici figli, sei sorelle e cinque fratelli, e' nata nel 1940 a Montecchio Maggiore (Vicenza), in una regione allora povera. Si e' laureata in filosofia all'Universita' Cattolica di Milano e la', su invito di Gustavo Bontadini, ha iniziato una carriera accademica presto interrotta dal Sessantotto. Passata ad insegnare nella scuola dell'obbligo, dal 1976 lavora nel dipartimento di filosofia dell'Universita' di Verona. Ha partecipato al progetto conosciuto come Erba Voglio, di Elvio Fachinelli. Poco dopo coinvolta nel movimento femminista dal gruppo "Demau" di Lia Cigarini e Daniela Pellegrini e' rimasta fedele al femminismo delle origini, che poi sara' chiamato femminismo della differenza, al quale si ispira buona parte della sua produzione successiva: La Signora del gioco (Feltrinelli, Milano 1976), Maglia o uncinetto (1981, ristampato nel 1998 dalla Manifestolibri), Guglielma e Maifreda (La Tartaruga, Milano 1985), L'ordine simbolico della madre (Editori Riuniti, Roma 1991), Lingua materna scienza divina (D'Auria, Napoli 1995), La folla nel cuore (Pratiche, Milano 2000). Con altre, ha dato vita alla Libreria delle Donne di Milano (1975), che pubblica la rivista trimestrale "Via Dogana" e il foglio "Sottosopra", ed alla comunita' filosofica Diotima (1984), di cui sono finora usciti sei volumi collettanei (da Il pensiero della differenza sessuale, La Tartaruga, Milano 1987, a Il profumo della maestra, Liguori, Napoli 1999). E' diventata madre nel 1966 e nonna nel 1997"]

 

Mentre una storia dominata dalla logica del potere sembra arrivata al capolinea, e le speranze di riscatto umano affidate allo sviluppo tecnologico sono finite, c'e' una direzione verso la quale possiamo rivolgere le nostre speranze di progredire, ed e' il progresso simbolico. Cosa intendo? La possibilita' di aprire, nel vecchio mondo, nuovi mondi attraverso la creazione di un senso piu' grande e libero dell'esistenza umana, e con l'invenzione o la riscoperta delle pratiche di una mediazione vivente.

 

15. APPELLI. PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Sostenere finanziariamente la segreteria nazionale del Movimento Nonviolento e' un buon modo per aiutare la nonviolenza in Italia.

Per informazioni e contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

16. STRUMENTI. "AZIONE NONVIOLENTA"

"Azione nonviolenta" e' la rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.

Redazione, direzione, amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 30 euro sul ccp n. 10250363 intestato ad Azione nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.

E' possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all'indirizzo an at nonviolenti.org scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".

 

17. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Ingeborg Bachmann, Letteratura come utopia. Lezioni di Francoforte, Adelphi, Milano 1993, pp. 136.

 

18. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

19. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 349 del 20 ottobre 2010

 

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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