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Telegrammi. 353



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 353 del 24 ottobre 2010

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Mao Valpiana: Il congresso della compresenza

2. Osvaldo Ercoli: La nonviolenza oggi in Italia

3. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Anna Bravo

4. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Piero Coltelli

5. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Carlo Sansonetti

6. Marco Palombo: Il messaggio

7. Francesco Pistolato: Una ragione di speranza

8. Per sostenere il Movimento Nonviolento

9. "Azione nonviolenta"

10. Segnalazioni librarie

11. La "Carta" del Movimento Nonviolento

12. Per saperne di piu'

 

1. VERSO IL CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO. MAO VALPIANA: IL CONGRESSO DELLA COMPRESENZA

[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per questo intervento di invito al congresso del Movimento Nonviolento che si svolgera' a Brescia tra il 29 ottobre e il primo novembre 2010.

Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive e ha lavorato come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"), e' segretario nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007; un'altra recente ampia intervista e' in "Coi piedi per terra" n. 295 del 17 luglio 2010]

 

Immagino il congresso del Movimento Nonviolento come un'assemblea della compresenza, alla quale parteciperanno, con noi, Piergiorgio Acquistapace, Alexander Langer, Anna Segre, Davide Melodia, Giovanni Trapani, Birgitta Ottoson Pinna, Silvano Balboni, Aldo Capitini, Enzo Melegari, Joyce Lussu, Ettore Nobilini, Achille Croce, Rocco Campanella, Gervasia Asioli... e tutte le amiche e tutti gli amici della nonviolenza che ognuno di noi porta nel cuore.

 

2. EDITORIALE. OSVALDO ERCOLI: LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA

[Ringraziamo Osvaldo Ercoli (per contatti: osvaldo.ercoli at fastwebnet.it) per questo intervento suscitato da una richiesta di intervista di Paolo Arena e Marco Graziotti che anch'essi ringraziamo.

Osvaldo Ercoli, gia' professore amatissimo da generazioni di allievi, gia' consigliere comunale e provinciale, impegnato nel volontariato, nella difesa dell'ambiente, per la pace e i diritti di tutti, e' per unanime consenso nel viterbese una delle piu' prestigiose autorita' morali. Il suo rigore etico e la sua limpida generosita' a Viterbo sono proverbiali. E' tra gli animatori del comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo. Nel 2007 ha promosso un appello per salvare l'area archeologica, naturalistica e termale del Bulicame dalla devastazione]

 

La nonviolenza penso non sia mai stata una disposizione naturale degli esseri viventi ed in particolare degli uomini.

La nonviolenza la potremmo quindi considerare un valore estratto ed espresso dalla nostra personalita' mirato ad orientare la nostra vita sociale alla solidarieta', all'altruismo,alla fratellanza, alla lealta', ed a tutto cio' che da questi valori emerge spontaneo.

Volgendo lo sguardo alla storia della civilta' umana ci imbattiamo in personaggi che hanno lasciato tracce indelebili del loro passaggio, che non sono tracce di eserciti armati, ma solo tracce dei loro insegnamenti, dei loro sacrifici, del loro altruismo, del loro amore per il prossimo.

Al di sopra di ogni altro personaggio io vedo Gandhi per la sua ribellione in India, e Gesu' Cristo che predico' la liberta' dalla miseria e dalla schiavitu' gia' duemila anni fa.

Estrarre dalla nostra personalita' il valore della nonviolenza e renderlo libero ed operativo, equivale a tacitare e disattivare quel sentimento, purtroppo comune a tutti gli uomini, che si chiama "egoismo" e che e la causa di tutti i mali che affliggono l'umanita'.

La fucina piu' utile e produttiva per creare un "esercito di nonviolenti" dovrebbe essere la scuola, di ogni ordine e grado, con la "nonviolenza" materia curricolare ed avente la stessa dignita' delle materie "piu' importanti".

Nella societa' attuale il nonviolento e' additato alla stregua di un marziano, di un eccentrico, di uno che vive in un altro mondo; questa avara considerazione non deve avvilire ne' scoraggiare, ma spronarci a stringere i denti ed accrescere il nostro impegno per tentare di salvare il nostro pianeta e poterlo consegnare il meno disastrato possibile alle generazioni future.

 

3. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO ANNA BRAVO

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista ad Anna Bravo.

Paolo Arena e Marco Graziotti fanno parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo.

Anna Bravo, storica e docente universitaria, vive e lavora a Torino, dove ha insegnato Storia sociale. Si occupa di storia delle donne, di deportazione e genocidio, resistenza armata e resistenza civile, cultura dei gruppi non omogenei, storia orale; su questi temi ha anche partecipato a convegni nazionali e internazionali. Ha fatto parte del comitato scientifico che ha diretto la raccolta delle storie di vita promossa dall'Aned (Associazione nazionale ex-deportati) del Piemonte; fa parte della Societa' italiana delle storiche, e dei comitati scientifici dell'Istituto storico della Resistenza in Piemonte, della Fondazione Alexander Langer e di altre istituzioni culturali. Luminosa figura della nonviolenza in cammino, della forza della verita'. Opere di Anna Bravo: (con Daniele Jalla), La vita offesa, Angeli, Milano 1986; Donne e uomini nelle guerre mondiali, Laterza, Roma-Bari 1991; (con Daniele Jalla), Una misura onesta. Gli scritti di memoria della deportazione dall'Italia,  Angeli, Milano 1994; (con Anna Maria Bruzzone), In guerra senza armi. Storie di donne 1940-1945, Laterza, Roma-Bari 1995, 2000; (con Lucetta Scaraffia), Donne del novecento, Liberal Libri, 1999; (con Anna Foa e Lucetta Scaraffia), I fili della memoria. Uomini e donne nella storia, Laterza, Roma-Bari 2000; (con Margherita Pelaja, Alessandra Pescarolo, Lucetta Scaraffia), Storia sociale delle donne nell'Italia contemporanea, Laterza, Roma-Bari 2001; Il fotoromanzo, Il Mulino, Bologna 2003; A colpi di cuore, Laterza, Roma-Bari 2008. Si veda anche la risposta all'ultima domanda di questa intervista]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza?

- Anna Bravo: Mi riconosco in molte delle definizioni avanzate nelle vostre interviste. Vorrei solo aggiungere una riflessione laterale su due termini (perdente e vincente) spesso presenti nei discorsi anche di persone consapevoli. Nell'Italia di questi anni, anziche' comunicare la notizia che qualcuno ha vinto o perso, si dice spesso che quel qualcuno e' un perdente (o un vincente). E' uno slittamento significativo. Dicendo che qualcuno ha vinto o perso si evoca un episodio, la scheggia di un percorso di vita che puo' comprendere episodi diversi e anche opposti. Dicendo che qualcuno e' un perdente (o un vincente), lo si identifica con un tipo umano immodificabile, anzi, una specie umana; e si riduce il mondo alla dicotomia bellicista forti/deboli, sagaci/sprovveduti, capibranco/gregari. Perdente e vincente mi sembrano parole violentissime, direi quasi razziste, che pretendono di decidere l'identita' di un soggetto, e per di piu' secondo criteri esecrabili. Del resto, come ha scritto Enrico Peyretti, gia' quello di vittoria e' un termine discutibile. Il linguaggio della nonviolenza e' a mio avviso quello che giudica i comportamenti e non le persone, e, se si trova a dover giudicare le persone, si rende conto che il giudizio e' provvisorio e reversibile.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come e' avvenuto il suo accostamento alla nonviolenza?

- Anna Bravo: Ho saputo, leggendo Hannah Arendt, della resistenza civile dei danesi per salvare gli ebrei del loro paese, ho conosciuto persone del movimento beat che facevano manifestazioni nonviolente, e soprattutto ho conosciuto Angela Dogliotti e Beppe Marasso, quando digiunavano per la depenalizzazione dell'obiezione di coscienza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali sono le personalita' e le esperienze a suo parere piu' significative della nonviolenza?

- Anna Bravo: Alle grandi figure classiche come per esempio Gandhi, King, Simone Weil, Mandela, aggiungerei Rosa Parks, Ding Ziling e Natasha Kandic, serba, dissidente sotto Tito, attivista nonviolenta e cofondatrice dell'Osservatorio sui diritti umani di Belgrado.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa consiglierebbe di leggere sulla nonviolenza?

- Anna Bravo: Jacques Semelin, Senz'armi di fronte a Hitler. La Resistenza civile in Europa (1939-1943), Sonda, Torino 1993. Alberto L'Abate, Prevenire la guerra nel Kossovo, Quaderni della Difesa Popolare Nonviolenta, La Meridiana, Molfetta 1997. Alex Langer, Pacifismo concreto, Edizioni dell'asino, Roma 2010. Un dialogo fra generazioni diverse, di Giovanna Providenti e Lidia Menapace, in G. Providenti (a cura di), La nonviolenza delle donne, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 2007. Angela Dogliotti, "Uno sguardo pedagogico alla cultura della nonviolenza. Donne ed educazione alla pace", "Notizie minime della nonviolenza" n. 110, 4 giugno 2007. Primo Levi, I sommersi e i salvati, in Opere, vol. II, Einaudi, Torino 1997. "La nonviolenza e' in cammino","Azione nonviolenta", "Il foglio" (mensile torinese).

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali esperienze o iniziative nonviolente a suo parere oggi meritano maggior sostegno ovvero meriterebbero di essere intraprese?

- Anna Bravo: Tutte quelle delle donne che operano per la liberta' dei prigionieri politici e per dare giustizia alle vittime - le argentine, cinesi, cilene, cecene, cubane. Importante l'educazione linguistica nelle scuole (non il politicamente corretto, che pure ha avuto la sua utilita'), ma la riflessione su certe formule acquattate nel linguaggio comune.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e femminismo?

- Anna Bravo: Quello fra nonviolenza e donne (e femminismo) e' un rapporto aperto - per intuirne la complessita' basta pensare all'adozione da parte di Gandhi di valori e pratiche tradizionalmente femminili. Almeno in Italia, la situazione e' un po' sbilanciata: grande interesse da parte di alcuni nonviolenti, decisamente meno, salvo preziose eccezioni, da parte delle femministe.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Potrebbe presentare la sua stessa persona a un lettore che non la conoscesse affatto?

- Anna Bravo: Mi piace, anche se mi crea ansia, il mio lavoro: fare ricerca e scrivere. Ho partecipato ai movimenti degli anni '60 e '70, e non me ne pento, anzi. Ma ho anche qualche rimorso, non per mie azioni, ma per alcune mie omissioni o prese di parola tardive. Non ho alcuna fede religiosa. Ho lasciato l'universita' anticipatamente, per stanchezza e per la poverta' dei rapporti umani con i colleghi.

 

4. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO PIERO COLTELLI

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista a Piero Coltelli.

Per un breve profilo di Piero Coltelli si veda la risposta all'ultima domanda di questa intervista]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza?

- Piero Coltelli: Molto spesso ci si chiede perche' nel mondo ci siano tanti conflitti, piccoli o grandi, fisici e verbali; la risposta e' solamente una: perche' le persone non si fermano ad ascoltare il prossimo e pretendono di avere la ragione in tasca. La soluzione di tutto questo e' la parola nonviolenza, che cosi' scritta e tradotta letteralmente uno penserebbe che significhi solo "senza violenza", invece il significato di questa parola e' molto piu' profondo e nello stesso tempo semplice e diretto: nonviolenza vuol dire anche ascoltare, dialogare, ricerca della verita'. La nonviolenza e' un modo di affrontare la vita, che non vuol dire fare i filosofi e parlare forbito, ma vuol dire essere capaci di confrontarsi con gli altri dialogando e ascoltando quello che gli altri hanno da dirci, cercando di costruire delle strade in comune o comunque rispettando il pensiero altrui anche se diverso, perche' e' grazie alla diversita' di pensiero che si puo' crescere individualmente e si puo' avere una crescita anche della societa' in cui si vive. Un'altra cosa importante che bisogna dire e' che tutti possono essere nonviolenti; non e' che solo chi ha studiato o chi fa parte di un certa fascia della societa' puo' essere nonviolento: per fare un esempio Franz Jagerstatter era un semplice contadino ma ha dato un esempio di comportamento nonviolento con il suo semplice rifiuto di partecipare alla guerra. Mi rendo conto che al giorno d'oggi quando si parla di nonviolenza sembra che si parli di qualcosa di strano: per diffondere questo concetto secondo me va fatta una divulgazione nelle scuole con incontri dove si impara ad ascoltare e a dialogare; e' solo cosi' che potremo formare la societa' del futuro. Ma non solo: vado oltre, bisognerebbe che anche tutte le persone che si ritengono nonviolente fossero piu' umili e leggessero qualcosa sulla nonviolenza, sui personaggi che hanno fatto la storia della nonviolenza, perche' - come capita a me - c'e' sempre da conoscere e da impararare.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali sono le personalita' e le esperienze a suo parere piu' significative della nonviolenza?

- Piero Coltelli: Vorrei segnalare alcuni nomi fondamentali della nonviolenza partendo dal Mahatma Gandhi che e' stato l'ideatore della teoria e pratica della nonviolenza, il quale non dimentichiamolo ha costruito il suo sapere ispirandosi al pensiero e alle letture di Leone Tolstoj, quindi come vedete nessuno nasce gia' preparato e con la verita' in mano, ma come diceva Gandhi ognuno ha un fondo di verita' in quello che dice e da ognuno, per avverso che sia, si puo' imparare. Altre personalita' che mi piace segnalare sono Martin Luther King e Aldo Capitini che hanno portato avanti la nonviolenza in due contesti diversi, il primo in America dove grazie alle mobilitazioni della popolazione si e' riusciti a conquistare la parita' di diritti fra bianchi e neri, il secondo in Italia dove ha sensibilizzato la gente sulla nonviolenza e ha creato la marcia per la pace e la nonviolenza Perugia-Assisi della quale il prossimo anno ricorre il cinquantesimo anniversario dalla prima edizione. Altri nomi che cito per conoscenza sono Lanza del Vasto, fondatore delle comunita' dell'arca; e Danilo Dolci.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa consiglierebbe di leggere sulla nonviolenza?

- Piero Coltelli: Come testi consiglierei Lo sviluppo diverso, edito dalla Emi, che parla di Gandhi e della nonviolenza in tutte le sue sfaccettature ed e' di facile comprensione per uno che si avvicina per la prima volta al tema della nonviolenza e a Gandhi; dopo si puo' passare a Antiche come le montagne e Teoria e pratica della nonviolenza di Gandhi (questi sono alcuni testi di Gandhi, ma ce ne sono molti altri). Cito qui di seguito altri titoli che consiglierei di leggere: Pat Patfoort, Una introduzione alla nonviolenza; Io non voglio tu non vuoi. Manuale di educazione nonviolenta; Costruire la nonviolenza. Difendersi senza aggredire; La potenza della nonviolenza; di Giuliano Pontara, La personalita' nonviolenta; di Aldo Capitini, Le tecniche della nonviolenza; Italia nonviolenta; di Fulvio Cesare Manara, Una forza che da' vita. Ricominciare con Gandhi in un'eta' di terrorismi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Potrebbe presentare la sua stessa persona a un lettore che non la conoscesse affatto?

- Piero Coltelli: Che dire di me: mi chiamo Pierantonio Coltelli, ho 39 anni, sono presidente dell'associazione "Antica come le montagne" che si occupa di studio e pratica della nonviolenza e ha sede a Bologna. Ho incominciato a documentarmi sulla nonviolenza nel '96 quando insieme ad un'altra persona ho fondato l'associazione; nel mio tempo libero faccio il clown di corsia, mi piace leggere e condividere con gli altri quello che imparo. Da sei anni organizzo con l'associazione un festival interculturale che si chiama "Giardino dei popoli" (su youtube c'e' un filmato).

 

5. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO CARLO SANSONETTI

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista a Carlo Sansonetti.

Carlo Sansonetti, meraviglioso amico dell'umanita' e del creato, e quindi della nonviolenza, gia' parroco di Attigliano, ha preso parte a varie rilevanti esperienze di solidarieta' concreta in Italia e in America Latina, ed e' trascinante animatore dell'esperienza di "Sulla strada" (sito: www.sullastradaonlus.it)]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come e' avvenuto il suo accostamento alla nonviolenza?

- Carlo Sansonetti: Io sono un cristiano e l'approfondimento continuo della conoscenza di Gesu' mi ha trasportato, come su di una corrente serena ma irresistibile di un fiume, fino al mare della nonviolenza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali personalita' della nonviolenza hanno contato di piu' per lei, e perche'?

- Carlo Sansonetti: Ritorno innanzitutto su Gesu'. Se un merito ho visto nel film di Mel Gibson "Passion" e' stato quello di mettere sulle labbra del Cristo, mentre era schiacciato sotto il peso della sua croce e guardava con intensita' sua madre (= l'umanita'), la frase: "sto facendo una cosa nuova". Quella "cosa nuova" era proprio il tipo di risposta che stava dando, nel momento piu' greve della prova, alla violenza dell'uomo e del sistema: la nonviolenza. Poi c'e' stato Francesco d'Assisi e Charles de Foucauld, ma, ad essere sinceri, chi piu' mi ha colpito e' stato il Mahatma Gandhi, perche' ha tradotto in politica una scelta che pareva relegata nella sfera personale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali libri consiglierebbe di leggere a un giovane che si accostasse oggi alla nonviolenza? E quali libri sarebbe opportuno che a tal fine fossero presenti in ogni biblioteca pubblica e scolastica?

- Carlo Sansonetti: In conseguenza di quanto detto finora io tenderei a quel giovane il Vangelo, che gli direi di leggere "sine glossa", come diceva Francesco l'assisano, cioe' liberato dalle interpretazioni che avra' certamente gia' sentito, sia in positivo che in negativo, sul vangelo stesso. Gli direi di permettere a quel libretto di parlargli nella mente e nel cuore, solo a lui, come se stesse in dialogo con un novello Siddharta. Metterei nella biblioteca scolastica anche le tradizioni scritte dei primi grandi martiri cristiani, ancora liberi dalle sovrastrutture del Sistema che in seguito ha invaso e stravolto Chiesa e vita cristiana. Vorrei tanto consigliare anche le omelie di monsignor Oscar Arnulfo Romero, nelle sue parti piu' alte di testimonianza civile e cristiana all'interno di un mondo, quello salvadoregno, dominato da poche famiglie ricchissime e da una repressione sistematica, legalizzata o funzionalmente ignorata, ignobile e assassina. L'autobiografia di Gandhi e la sovrabbondante bibliografia su di lui non dovrebbero certamente mancare di essere lette da chi e' assetato di verita' e di lotta per essa. Cosi' anche gli scritti di e su Martin Luther King.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali iniziative nonviolente in corso oggi nel mondo e in Italia le sembrano particolarmente significative e degne di essere sostenute con piu' impegno?

- Carlo Sansonetti: Io conosco le lotte nonviolente delle popolazioni indigene del continente latinoamericano, mentre continuano ad essere loro tolte le terre, l'acqua, la giustizia, l'onore e la dignita'. Credo pero' che siano le stesse lotte assunte da tutte le altre popolazioni originarie nelle terre di tutti i paesi del mondo dove sono ancora presenti. Sia per la loro particolare cultura che per necessita', quasi mai si abbandonano a gesti di violenza. Il piu' forte di questi, di cui sono stato anche diretto spettatore, e' stato quello di due popolazioni indigene del sud della Costa Rica, i Bri-Bri e i Cabecar, a cui lo Stato rifiutava ostinatamente di costruire un ponte che le unisse al resto del paese: visto che l'acqua, che serviva la cittadina piu' vicina, Buenos Aires, e (soprattutto!) le estesissime coltivazioni di ananas della Del Monte, proveniva dalla cordigliera abitata da loro, hanno semplicemente chiuso le condutture e quelli hanno fatto subito loro il ponte. E a proposito di acqua mi pare che proprio le iniziative contro la privatizzazione dell'acqua in Italia (ancora in corso, e ancora a lungo dovranno durare!) siano quelle piu' belle e cariche di speranza in un paese che sembrava invece aver perso la speranza di poter lottare per la liberta' e l'uguaglianza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza, e quali sono le sue caratteristiche fondamentali?

- Carlo Sansonetti: La nonviolenza e' la riumanizzazione della societa', fondamentale in un tempo di intensa disumanizzazione, perche' comporta il recupero del rispetto dell'altro chiunque egli sia. Una possibile traduzione del comandamento "ama il prossimo tuo come te stesso", come ha indicato Levinas, e' "ama il prossimo tuo perche' tu sei (in) lui". La nonviolenza include anche un nuovo rapporto di armonia con tutto il cosmo, per cui la natura, per prima, ne trarrebbe un fondamentale sospiro di sollievo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e femminismo?

- Carlo Sansonetti: Io sono convinto che la prima violenza, la madre di tutte le violenze, delle guerre e degli omicidi, sia la violenza contro le donne. Questo si evince anche dall'evoluzione dei primi miti che hanno trasformato mano a mano la donna, da datrice e difensora della vita, in oggetto mostruoso di piacere. L'unica via per tornare ad un'armonia fra i generi e' la nonviolenza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza ed ecologia?

- Carlo Sansonetti: Frequentando costantemente e amando come un altro me stesso le popolazioni originarie del Guatemala e della Costa Rica, come le altre del continente latinoamericano, posso dire che bisogna ascoltare i messaggi che derivano dalle popolazioni indigene per trovare il segreto che ci portera' fuori da questa fuga vorticosa, della nostra civilta', dalla sanita' mentale e naturale e che ci sta catapultando verso la distruzione dell'ecosistema, cioe' della nostra sola casa. Sono sempre messaggi imbevuti da una tradizione, da una cultura, da una sensibilita' naturalmente nonviolenta.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione filosofica?

- Carlo Sansonetti: Secondo me la nonviolenza, proprio perche' parte dalla prima, basilare esperienza umana di dolore ingiusto e gratuito, quello della violenza - in qualsiasi forma si presenti - e' il punto di partenza e anche quello di arrivo di qualsiasi analisi o riflessione che voglia dirsi "filosofica", cioe' assetata e alla ricerca di saggezza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione delle e sulle religioni?

- Carlo Sansonetti: La nonviolenza e' la porta, l'unica porta, che fa accedere alle ricchezze delle religioni. Senza la nonviolenza, qualsiasi religione perde completamente il suo senso e la sua funzione, soprattutto la sua testimonianza della presenza del Dio nella vita del mondo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'educazione?

- Carlo Sansonetti: In parallelo con la risposta precedente, la nonviolenza e' la porta, l'unica porta, che fa accedere alle ricchezze racchiuse nel cuore di qualsiasi essere umano. Senza la nonviolenza, qualsiasi scoperta, qualsiasi risorsa l'uomo scopra dentro o fuori di se', e' usata per l'avidita' di pochi e l'emarginazione dei piu' e, quindi, esige la violenza per essere difesa.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'economia?

- Carlo Sansonetti: Aristotele faceva distinzione nel suo pensiero politico, fra economia e "crematistica", che e' l'arte di accumulare ricchezze. Il filosofo greco accusava l'accumulo di denaro per il denaro come attivita' contro natura che disumanizza coloro che si dedicavano a essa. La nonviolenza oggi, accolta nella riflessioni sull'economia, potrebbe riportare sul tavolo della riflessione sociale quella distinzione di Aristotele e approfondirla ancora, finalizzandola al bene dei piu'. Io personalmente sono convinto che se l'economia non si ripensa a partire dalle fasce sociali piu' povere della societa' e del mondo, continuera' a partorire i mostri dei giochi finanziari di questi ultimi decenni, con le conseguenze disastrose e assassine che tutti conosciamo. Un'economia che tenesse in primo luogo conto delle necessita' dei piu' poveri sarebbe invece un'economia nonviolenta perche' eliminerebbe le cause della violenza. Questa infatti e' ormai giustificata solo dalla difesa dell'accumulazione di beni da parte della minoranza ricca del mondo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Tra le tecniche deliberative nonviolente ha una grande importanza il metodo del consenso: come lo caratterizzerebbe?

- Carlo Sansonetti: Io lo definirei la gioia della scoperta del valore della pazienza e del dialogo, dell'ascolto e del silenzio, tutte virtu' emarginate oggi ma necessarie come l'aria per la riemersione dell'umano negli uomini e nelle donne di oggi. Il consenso porterebbe inevitabilmente anche alla unita' dei membri nei distinti gruppi sociali che lo usano per arrivare a una decisione. Il metodo del consenso e' l'unica vera medicina contro il virus dell'orgoglio e della superbia ed e' il mezzo per recuperare un po' piu' di umilta'. Nei miti della creazione del popolo Maya, raccolti nel Popol Vuh, che e' il loro libro sacro, si racconta che perfino la creazione fu un atto deciso con il metodo del consenso.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali mezzi d'informazione e quali esperienze editoriali le sembra che piu' adeguatamente contribuiscano a far conoscere o a promuovere la nonviolenza?

- Carlo Sansonetti: Riduco la risposta a una constatazione: le persone e le istituzioni che oggi diffondono una cultura della nonviolenza sono quelle che lottano per i diritti umani nel mondo e diffondono le loro iniziative, i successi e le sconfitte, attraverso i loro "fogli" di informazione, ma anche quegli intellettuali che ci offrono, ogni giorno, i saggi delle loro riflessioni, su tutti i campi dell'esperienza umana, con un linguaggio chiaro e con ragionamenti piani e a servizio della verita', che sempre abbassano i livelli di tensione presenti nella societa' nell'ambito del tema trattato.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e amicizia: quale relazione? E come concretamente nella sua esperienza essa si e' data?

- Carlo Sansonetti: Per carattere e a volte anche per abitudine (che pero' da un po', grazie a Dio, riesco a invertire) io reagisco in modo impulsivo e aggressivo. Scopro nella nonviolenza (e quindi nella capacita' anche di rivedersi e di chiedere scusa) l'unica strada per recuperare rapporti che sembravano infranti e per rinsaldare le amicizie che ho. Credo anzi che la nonviolenza sia una delle principali caratteristiche inerenti all'amicizia stessa: senza nonviolenza non si da' amicizia.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e politica: quale relazione?

- Carlo Sansonetti: Finche' la politica non si convertira' ai metodi nonviolenti, noi avremo un mondo mostruoso di disuguali, di odio e di contrapposizione. Finche' la politica non accettera' che nell'esperienza umana di millenni e' presente anche la forma nonviolenta di risolvere i conflitti, non solo a livello individuale, ma addirittura fra Stati; finche' non la adottera' come sistema di rapporti; finche' non promuovera' iniziative per approfondirla e diffonderla... noi vedremo inorriditi questo nostro mondo avvicinarsi sempre piu' all'orlo dell'abisso dell'autodistruzione e del nulla.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: La nonviolenza dinanzi alla morte: quali riflessioni?

- Carlo Sansonetti: E' un tema alquanto spinoso perche' deve tener conto di concezioni addirittura opposte nell'affrontarlo. Ma ritengo comunque che alla base ci debba essere sempre l'approccio nonviolento e non quello determinato dalla propria ideologia o dal proprio dogma di fede: questi ultimi due sono stati sempre, nel corso della storia, condizioni di contrapposizione e mai di diffusione della verita'. A me pare che il metodo nonviolento nell'ambito del tema sulla morte, portera' a una maggiore consapevolezza dell'altissimo, io direi infinito, valore della vita umana, e contemporaneamente anche ad una maggiore umilta' e senso del limite umani di fronte alla morte, mentre assistiamo invece all'arroganza degli atteggiamenti che troppi assumono in conseguenza delle nuove, rivoluzionarie tecniche di prolungamento artificiale della vita. In questo senso credo essenziale fornire il mezzo giuridico del "testamento biologico" a tutti i cittadini, insieme ad una formazione, da una parte, della dignita' della vita umana, e, dall'altra, della dignita' uguale anche della morte umana.

*

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e linguaggio: quale relazione?

- Carlo Sansonetti: La parola sta alla base della vita e delle relazioni; ma dalla parola nascono anche le scelte di vita e le azioni. La parola percio' deve essere liberata da tutto cio' che produce morte o, comunque, dalle condizioni che portano a esperienze di morte. Penso innanzitutto alla violenza delle parole, e nella parola sono nascosti anche gli atteggiamenti interiori con cui ci rapportiamo con gli altri. La nonviolenza infatti e' essa stessa uno stile di pensiero, uno stato d'animo e uno stile di vita. L'educazione ad un linguaggio "bello", "buono", sempre teso verso la verita' e comunque al bene delle persone, sta alla base di un'educazione alla nonviolenza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza come cammino: in quale direzione?

- Carlo Sansonetti: La nonviolenza ha un'unica meta: la vita nella verita', nella liberta', nella gioia e nella pace. Dunque, la nonviolenza porta all'unita' del genere umano, in rapporti di fraternita' e di comunione.

 

6. VERSO IL CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO. MARCO PALOMBO: IL MESSAGGIO

[Ringraziamo Marco Palombo (per contatti: elbano9 at yahoo.it) per questo intervento di augurio al congresso del Movimento Nonviolento che si svolgera' a Brescia tra il 29 ottobre e il primo novembre 2010.

Marco Palombo, amico della nonviolenza, lavora nel campo della difesa dell'ambiente e delle tecnologie appropriate, e' tra i promotori dell'appello di Verona dell'8 novembre 2003 per un'Europa neutrale e attiva, disarmata e smilitarizzata, solidale e nonviolenta. Una recente intervista e' nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 249.

Norberto Bobbio e' nato a Torino nel 1909 ed e' deceduto nel 2004, antifascista, filosofo della politica e del diritto, autore di opere fondamentali sui temi della democrazia, dei diritti umani, della pace, e' stato uno dei piu' prestigiosi intellettuali italiani del XX secolo. Opere di Norberto Bobbio: per la biografia (che si intreccia con decisive vicende e cruciali dibattiti della storia italiana di questo secolo) si vedano il volume di scritti autobiografici De Senectute, Einaudi, Torino 1996; e l'Autobiografia, Laterza, Roma-Bari 1997; tra i suoi libri di testimonianze su amici scomparsi (alcune delle figure piu' alte dell'impegno politico, morale e intellettuale del Novecento) cfr. almeno Italia civile, Maestri e compagni, Italia fedele, La mia Italia, tutti presso l'editore Passigli, Firenze. Per la sua riflessione sulla democrazia cfr. Il futuro della democrazia; Stato, governo e societa'; Eguaglianza e liberta'; tutti presso Einaudi, Torino. Sui diritti umani si veda L'eta' dei diritti, Einaudi, Torino 1990. Sulla pace si veda Il problema della guerra e le vie della pace, Il Mulino, Bologna, varie riedizioni; Il terzo assente, Sonda, Torino 1989; Una guerra giusta?, Marsilio, Venezia 1991; Elogio della mitezza, Linea d'ombra, Milano 1994. A nostro avviso indispensabile e' anche la lettura di Politica e cultura, Einaudi, Torino 1955, 1977; Profilo ideologico del Novecento, Garzanti, Milano 1990; Teoria generale del diritto, Giappichelli, Torino 1993. Opere su Norberto Bobbio: segnaliamo almeno Enrico Lanfranchi, Un filosofo militante, Bollati Boringhieri, Torino 1989; Piero Meaglia, Bobbio e la democrazia: le regole del gioco, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole 1994; Tommaso Greco, Norberto Bobbio, Donzelli, Roma 2000; AA. VV., Norberto Bobbio tra diritto e politica, Laterza, Roma-Bari 2005; AA. VV., Norberto Bobbio maestro di democrazia e di liberta', Cittadella, Assisi 2005; AA. VV., Lezioni Bobbio, Einaudi, Torino 2006. Per la bibliografia di e su Norberto Bobbio uno strumento di lavoro utilissimo e' il sito del Centro studi Piero Gobetti (www.erasmo.it/gobetti).

Aldo Capitini e' nato a Perugia nel 1899, antifascista e perseguitato, docente universitario, infaticabile promotore di iniziative per la nonviolenza e la pace. E' morto a Perugia nel 1968. E' stato il piu' grande pensatore ed operatore della nonviolenza in Italia. Opere di Aldo Capitini: la miglior antologia degli scritti e' ancora quella a cura di Giovanni Cacioppo e vari collaboratori, Il messaggio di Aldo Capitini, Lacaita, Manduria 1977 (che contiene anche una raccolta di testimonianze ed una pressoche' integrale - ovviamente allo stato delle conoscenze e delle ricerche dell'epoca - bibliografia degli scritti di Capitini); ma notevole ed oggi imprescindibile e' anche la recente antologia degli scritti a cura di Mario Martini, Le ragioni della nonviolenza, Edizioni Ets, Pisa 2004, 2007; delle singole opere capitiniane sono state recentemente ripubblicate: Le tecniche della nonviolenza, Linea d'ombra, Milano 1989, Edizioni dell'asino, Roma 2009; Elementi di un'esperienza religiosa, Cappelli, Bologna 1990; Colloquio corale, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2005; L'atto di educare, Armando Editore, Roma 2010; cfr. inoltre la raccolta di scritti autobiografici Opposizione e liberazione, Linea d'ombra, Milano 1991, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2003; gli scritti sul Liberalsocialismo, Edizioni e/o, Roma 1996; La religione dell'educazione, La Meridiana, Molfetta 2008; segnaliamo anche Nonviolenza dopo la tempesta. Carteggio con Sara Melauri, Edizioni Associate, Roma 1991. Presso la redazione di "Azione nonviolenta" (e-mail: azionenonviolenta at sis.it, sito: www.nonviolenti.org) sono disponibili e possono essere richiesti vari volumi ed opuscoli di Capitini non piu' reperibili in libreria (tra cui Il potere di tutti, 1969). Negli anni '90 e' iniziata la pubblicazione di una edizione di opere scelte: sono fin qui apparsi un volume di Scritti sulla nonviolenza, Protagon, Perugia 1992, e un volume di Scritti filosofici e religiosi, Perugia 1994, seconda edizione ampliata, Fondazione centro studi Aldo Capitini, Perugia 1998. Piu' recente e' la pubblicazione di alcuni carteggi particolarmente rilevanti: Aldo Capitini, Walter Binni, Lettere 1931-1968, Carocci, Roma 2007; Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lettere 1952-1968, Carocci, Roma 2008; Aldo Capitini, Guido Calogero, Lettere 1936-1968, Carocci, Roma 2009. Opere su Aldo Capitini: a) per la bibliografia: Fondazione Centro studi Aldo Capitini, Bibliografia di scritti su Aldo Capitini, a cura di Laura Zazzerini, Volumnia Editrice, Perugia 2007; Caterina Foppa Pedretti, Bibliografia primaria e secondaria di Aldo Capitini, Vita e Pensiero, Milano 2007; segnaliamo anche che la gia' citata bibliografia essenziale degli scritti di Aldo Capitini pubblicati dal 1926 al 1973, a cura di Aldo Stella, pubblicata in Il messaggio di Aldo Capitini, cit., abbiamo recentemente ripubblicato in "Coi piedi per terra" n. 298 del 20 luglio 2010; b) per la critica e la documentazione: oltre alle introduzioni alle singole sezioni del sopra citato Il messaggio di Aldo Capitini, tra le pubblicazioni recenti si veda almeno: Giacomo Zanga, Aldo Capitini, Bresci, Torino 1988; Clara Cutini (a cura di), Uno schedato politico: Aldo Capitini, Editoriale Umbra, Perugia 1988; Fabrizio Truini, Aldo Capitini, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1989; Tiziana Pironi, La pedagogia del nuovo di Aldo Capitini. Tra religione ed etica laica, Clueb, Bologna 1991; Fondazione "Centro studi Aldo Capitini", Elementi dell'esperienza religiosa contemporanea, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1991; Rocco Altieri, La rivoluzione nonviolenta. Per una biografia intellettuale di Aldo Capitini, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 1998, 2003; AA. VV., Aldo Capitini, persuasione e nonviolenza, volume monografico de "Il ponte", anno LIV, n. 10, ottobre 1998; Antonio Vigilante, La realta' liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini, Edizioni del Rosone, Foggia 1999; Mario Martini (a cura di), Aldo Capitini libero religioso rivoluzionario nonviolento. Atti del Convegno, Comune di Perugia - Fondazione Aldo Capitini, Perugia 1999; Pietro Polito, L'eresia di Aldo Capitini, Stylos, Aosta 2001; Gian Biagio Furiozzi (a cura di), Aldo Capitini tra socialismo e liberalismo, Franco Angeli, Milano 2001; Federica Curzi, Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo Capitini, Cittadella, Assisi 2004; Massimo Pomi, Al servizio dell'impossibile. Un profilo pedagogico di Aldo Capitini, Rcs - La Nuova Italia, Milano-Firenze 2005; Andrea Tortoreto, La filosofia di Aldo Capitini, Clinamen, Firenze 2005; Maurizio Cavicchi, Aldo Capitini. Un itinerario di vita e di pensiero, Lacaita, Manduria 2005; Marco Catarci, Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini, Ega, Torino 2007; Alarico Mariani Marini, Eligio Resta, Marciare per la pace. Il mondo nonviolento di Aldo Capitini, Plus, Pisa 2007; Maura Caracciolo, Aldo Capitini e Giorgio La Pira. Profeti di pace sul sentiero di Isaia, Milella, Lecce 2008; Mario Martini, Franca Bolotti (a cura di), Capitini incontra i giovani, Morlacchi, Perugia 2009; Giuseppe Moscati (a cura di), Il pensiero e le opere di Aldo Capitini nella coscienza delle giovani generazioni, Levante, Bari 2010; cfr. anche il capitolo dedicato a Capitini in Angelo d'Orsi, Intellettuali nel Novecento italiano, Einaudi, Torino 2001; e Amoreno Martellini, Fiori nei cannoni. Nonviolenza e antimilitarismo nell'Italia del Novecento, Donzelli, Roma 2006; c) per una bibliografia della critica cfr. per un avvio il libro di Pietro Polito citato ed i volumi bibliografici segnalati sopra; numerosi utilissimi materiali di e su Aldo Capitini sono nel sito dell'Associazione nazionale amici di Aldo Capitini: www.aldocapitini.it; una assai utile mostra e un altrettanto utile dvd su Aldo Capitini possono essere richiesti scrivendo a Luciano Capitini: capitps at libero.it, o anche a Lanfranco Mencaroni: l.mencaroni at libero.it, o anche al Movimento Nonviolento: tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: azionenonviolenta at sis.it o anche redazione at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org]

 

Mentre il Movimento Nonviolento tiene il suo congresso e si avvicina il cinquantesimo anniversario della prima marcia Perugia-Assisi, in Italia si vive un momento pieno di conflitti, talvolta nuovi e non semplici. Questi conflitti, che vedono  protagoniste anche singole persone, in molti casi sono inevitabili, e sarebbe meglio, addirittura rivoluzionario, se fossero affrontati con il metodo nonviolento. Questo dovrebbe essere il messaggio del Movimento Nonviolento a tutti gli italiani.

La cosa migliore sarebbe leggere o rileggere i classici dei maestri: Mohandas Gandhi, Aldo Capitini, Martin Luther King. Chi e' impegnato nelle diverse situazioni trarrebbe molto vantaggio dalla lettura  e discussione collettiva di questi testi. In assenza di momenti comuni di riflessione sul metodo nonviolento di affrontare i conflitti propongo queste frasi di Norberto Bobbio su Aldo Capitini, tratte dall'introduzione a Il potere di tutti. L' esempio di Aldo Capitini e' sempre utilissimo per tutti noi. "Cio' che colpiva maggiormente in lui era la sua serafica fermezza: se non fosse stato cosi' serafico e cosi' fermo, la sua posizione di eretico della religione e della politica sarebbe diventata, presto o tardi, insostenibile. Perche' egli non fu al di sopra della mischia, ma dentro, fino al collo. Fu costretto sempre a destreggiarsi tra coloro che volevano blandirlo e coloro che volevano spengerlo. Ma non si lascio' ne blandire ne' spegnere. Agli uni oppose la sua ragione critica, agli altri la sua fede incrollabile. Lo credevano un ingenuo e invece era soltanto un uomo semplice, di quella semplicita' che non esclude l' accortezza; lo credevano sulle nuvole e invece aveva i piedi stabilmente sulla terra, nella terra in cui era nato, che aveva percorso a piedi palmo a palmo, di cui conosceva la gente, le piccole storie, il suono delle campane. Difese con ostinazione, con energia,con successo, la propria indipendenza contro tutti".

Non potro' essere a Brescia ma spero che sia un bel Congresso, con la presenza anche di persone esterne ma interessate alla nonviolenza e auguro al Movimento Nonviolento di continuare ad essere nei prossimi 50 anni un riferimento per chi vuol accostarsi alla nonviolenza.

 

7. VERSO IL CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO. FRANCESCO PISTOLATO: UNA RAGIONE DI SPERANZA

[Ringraziamo Francesco Pistolato (per contatti: fpistolato at yahoo.it) per questo intervento di saluto (che estraiamo da una piu' ampia lettera) al congresso del Movimento Nonviolento che si svolgera' a Brescia tra il 29 ottobre e il primo novembre 2010.

Per un breve profilo di Francesco Pistolato riportiamo la seguente breve notizia autobiografica che estraiamo dall'ampia intervista apparsa nel n. 313 dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino": "Nato nel 1952, insegnate di tedesco, traduttore. Sono arrivato tardi ad interessarmi alla nonviolenza e piu' in generale ai temi della pace. Ho collaborato alla fondazione di Irene, Centro di Ricerca sulla Pace di Udine, attualmente ibernato per mancanza di fondi. Collaboro con i "Quaderni Satyagraha", per conto dei quali ho tradotto Lo Stato e la guerra di Ekkehart Krippendorff, un testo di prossima pubblicazione dal titolo provvisorio Tolstoj il cristiano errante di Christian Bartolf e ho curato, con Rocco Altieri e Dieter Kinkelbur Le rose sbocciano in autunno. Attualmente mi sono autoesiliato in Spagna, dove lavoro a un dottorato presso l'Instituto de la Paz y los Conflictos dell'universita' di Granada"]

 

Cari amici,

... Naturalmente vi faccio gli auguri migliori per il congresso e ancora di piu' per l'attivita' che portate avanti: quanto essa sia fondamentale lo si capisce meditando ogni giorno sulla necessita' e urgenza di un pensiero e di una prassi rovesciati rispetto ai modelli dominanti di sopraffazione e indifferenza. Mi capita di chiedermi se l'uomo potra' sopravvivere ai suoi scempi quotidiani; razionalmente mi sembra di no, ma se proprio devo trovare una ragione di speranza, questa e' nell'idea di cui vi fate portatori e alla quale ancora troppo poca attenzione si dedica.

Un saluto fraterno,

Francesco Pistolato

 

8. APPELLI. PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Sostenere finanziariamente la segreteria nazionale del Movimento Nonviolento e' un buon modo per aiutare la nonviolenza in Italia.

Per informazioni e contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 

9. STRUMENTI. "AZIONE NONVIOLENTA"

 

"Azione nonviolenta" e' la rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.

Redazione, direzione, amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 30 euro sul ccp n. 10250363 intestato ad Azione nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.

E' possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all'indirizzo an at nonviolenti.org scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".

 

10. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Karen Horney, Nevrosi e sviluppo della personalita', Astrolabio-Ubaldini, Roma 1981, Fabbri - Rcs Libri, Milano 2007, 2010, pp. 374, euro 9,90.

 

11. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

12. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 353 del 24 ottobre 2010

 

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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