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Telegrammi. 354



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 354 del 25 ottobre 2010

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Giuliano Pontara

2. Mao Valpiana: La guerra e' solo morte

3. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Daniele Gallo

4. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Raffaella Mendolia

5. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Marta Mureddu

6. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Marisa Pessione e Alessandro Mortarino

7. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Antonia Sani

8. Per sostenere il Movimento Nonviolento

9. "Azione nonviolenta"

10. Segnalazioni librarie

11. La "Carta" del Movimento Nonviolento

12. Per saperne di piu'

 

1. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO GIULIANO PONTARA

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista a Giuliano Pontara.

Paolo Arena e Marco Graziotti fanno parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo.

Giuliano Pontara e' uno dei massimi studiosi della nonviolenza a livello internazionale, riproduciamo di seguito una breve notizia biografica gia' apparsa in passato sul nostro notiziario (e nuovamente ringraziamo di tutto cuore Giuliano Pontara per avercela messa a disposizione): "Giuliano Pontara e' nato a Cles (Trento) il 7 settembre 1932. In seguito a forti dubbi sulla eticita' del servizio militare, alla fine del 1952 lascia l'Italia per la Svezia dove poi ha sempre vissuto. Ha insegnato Filosofia pratica per oltre trent'anni all'Istituto di filosofia dell'Universita' di Stoccolma. E' in pensione dal 1997. Negli ultimi quindici anni Pontara ha anche insegnato come professore a contratto in varie universita' italiane tra cui Torino, Siena, Cagliari, Padova, Bologna, Imperia, Trento. Pontara e' uno dei fondatori della International University of Peoples' Institutions for Peace (Iupip) - Universita' Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace (Unip), con sede a Rovereto (Tn), e dal 1994 al 2004 e' stato coordinatore del Comitato scientifico della stessa e direttore dei corsi. Dirige per le Edizioni Gruppo Abele la collana "Alternative", una serie di agili libri sui grandi temi della pace. E' membro del Tribunale permanente dei popoli fondato da Lelio Basso e in tale qualita' e' stato membro della giuria nelle sessioni del Tribunale sulla violazione dei diritti in Tibet (Strasburgo 1992), sul diritto di asilo in Europa (Berlino 1994), e sui crimini di guerra nella ex Jugoslavia (sessioni di Berna 1995, come presidente della giuria, e sessione di  Barcellona 1996). Pontara ha pubblicato libri e saggi su una molteplicita' di temi di etica pratica e teorica, metaetica  e filosofia politica. E' stato uno dei primi ad introdurre in Italia la "Peace Research" e la conoscenza sistematica del pensiero etico-politico del Mahatma Gandhi. Ha pubblicato in italiano, inglese e svedese, ed alcuni dei suoi lavori sono stati tradotti in spagnolo e francese. Tra i suoi lavori figurano: Etik, politik, revolution: en inledning och ett stallningstagande (Etica, politica, rivoluzione: una introduzione e una presa di posizione), in G. Pontara (a cura di), Etik, Politik, Revolution, Bo Cavefors Forlag,  Staffanstorp  1971, 2 voll., vol. I, pp. 11-70; Se il fine giustifichi i mezzi, Il Mulino, Bologna 1974; The Concept of Violence, Journal of Peace Research , XV, 1, 1978, pp. 19-32; Neocontrattualismo, socialismo e giustizia internazionale, in N. Bobbio, G. Pontara, S. Veca, Crisi della democrazia e neocontrattualismo, Editori Riuniti, Roma 1984, pp. 55-102; tr. spagnola, Crisis de la democracia, Ariel, Barcelona 1985; Utilitaristerna, in Samhallsvetenskapens klassiker, a cura di M. Bertilsson, B. Hansson, Studentlitteratur, Lund 1988, pp. 100-144; International Charity or International Justice?, in Democracy State and Justice, ed. by. D. Sainsbury, Almqvist & Wiksell International, Stockholm 1988, pp. 179-93; Filosofia pratica, Il Saggiatore, Milano 1988; Antigone o Creonte. Etica e politica nell'era atomica, Editori Riuniti, Roma 1990; Etica e generazioni future, Laterza, Bari 1995; tr. spagnola, Etica y generationes futuras, Ariel, Barcelona 1996; La personalita' nonviolenta, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1996; Guerre, disobbedienza civile, nonviolenza, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1996; Breviario per un'etica quotidiana, Pratiche, Milano 1998; Il pragmatico e il persuaso, Il Ponte, LIV, n. 10, ottobre 1998, pp. 35-49; L'antibarbarie. La concezione etico-politica di Gandhi e il XXI secolo, Ega, Torino 2006. E' autore delle voci Gandhismo, Nonviolenza, Pace (ricerca scientifica sulla), Utilitarismo, in Dizionario di politica, seconda edizione, Utet, Torino 1983, 1990 (poi anche Tea, Milano 1990, 1992). E' pure autore delle voci Gandhi, Non-violence, Violence, in Dictionnaire de philosophie morale, Presses Universitaires de France, Paris 1996, seconda edizione 1998. Per Einaudi Pontara ha curato una vasta silloge di scritti di Gandhi, Teoria e pratica della nonviolenza, Einaudi, nuova edizione, Torino 1996, cui ha premesso un ampio studio su Il pensiero etico-politico di Gandhi, pp. IX-CLXI". Una piu' ampia bibliografia degli scritti di Giuliano Pontara aggiornata fino al 1999 (che comprende circa cento titoli), gia' apparsa nel n. 380 de "La nonviolenza e' in cammino", abbiamo successivamente riprodotto nel n. 121 di "Voci e volti della nonviolenza"]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza?

- Giuliano Pontara: Non c'e' una sola "vera" o "corretta" definizione: si va, per gradi, da una nozione "minima" di  nonviolenza intesa come modalita' di lotta non armata, ad una nozione "massima" intesa come concezione comprensiva del mondo e della vita. Personalmente  mi trovo nel mezzo del cammin...

*

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali sono le personalita' e le esperienze a suo parere piu' significative della nonviolenza?

- Giuliano Pontara: Mi sono occupato del pensiero-azione di Gandhi e del pensiero-azione di Aldo Capitini, ma  ritengo che quello che piu' conta e' la miriade di lotte non armate, incruente, condotte nelle situazioni piu' diverse, nei periodi storici piu' diversi, dai gruppi piu' diversi di persone - per cause che, in base ai valori in cui credo (e a sostegno dei quali sono in grado di fornire, in dialogo, buone - anche se non conclusive - ragioni), sono giuste o addirittura "sacrosante".

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa consiglierebbe di leggere sulla nonviolenza?

- Giuliano Pontara: Quando avevo 16-17 anni mia madre mi diede da leggere un saggio di Ralph Waldo Emerson sulla fiducia in se'; fu una lettura che in quel periodo mi aiuto' moltissimo; forse puo' aiutare ancora qualche giovane oggi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali esperienze o iniziative nonviolente a suo parere oggi meritano maggior sostegno ovvero meriterebbero di essere intraprese?

- Giuliano Pontara: Tra le esperienze e iniziative in atto nel mondo che meritano continuo e maggior sostegno non vi e' che l'imbarazzo della scelta: dalle lotte nonviolente dei gruppi israeliani-palestinesi appoggiati dagli internazionali, a quelle dei gruppi di societa' civile in Colombia per porre fine ad una guerra civile che dura da quaranta anni. Tra le iniziative che vanno potenziate vi e' quella dei corpi civili di pace.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Potrebbe presentare la sua stessa persona a un lettore che non la conoscesse affatto?

- Giuliano Pontara: Solo un ricordo - e alla fine si vedra' perche' - di un periodo della mia vita. Il 30 dicembre del 1952, a vent'anni - quando stavo per essere chiamato a fare il servizio militare - lasciai l'Italia. Durante l'estate di quell'anno ero stato in un campo di lavoro internazionale in Svezia e li' ero venuto in contatto con giovani provenienti da varie parti del mondo: da quell'esperienza, e dall'incontro con persone coinvolte nel movimento pacifista svedese, nacquero in me quei dubbi sull'eticita' del servizio militare che pochi mesi dopo avrebbero pesato molto sulla mia (sofferta, anche da parte dei miei genitori) decisione di migrare in Svezia, dove amici del movimento pacifista svedese, conosciuti durante l'estate, mi aiutarono a trovare lavoro come aiuto bidello in un collegio popolare per adulti. Andavo in Svezia "senza arte ne' parte" (in Italia ero stato bocciato due volte al ginnasio e, passato all'istituto commerciale e per geometri, ero stato di nuovo bocciato quando ero al quarto anno; mi piaceva solo giocare a ping-pong e, in questo molto appoggiato da mio padre, studiare appassionatamente il violino - magari un po' di "arte" ce l'avevo). Pochi mesi dopo il mio arrivo in Svezia, mosso dal bisogno di approfondire le ragioni della mia scelta, cominciai a studiare seriamente per la prima volta nella mia vita (sempre continuando a fare l'aiuto bidello e a suonare il violino) e decisi che avrei preparato da privatista l'esame di maturita' classica che nel '56, dopo anni di duro lavoro, riuscii a superare per un pelo presso il liceo Prati a Trento.

Poco dopo il mio arrivo in Svezia, Nancy - una giovane americana  vicina al movimento pacifista dei quaccheri che avevo conosciuto durante il periodo estivo nel suddetto campo di lavoro, e della quale mi ero molto innamorato - mi mise in contatto epistolare con Aldo Capitini (allora non sapevo chi fosse). Aldo in quel periodo, oltre ad un appoggio morale, mi diede un aiuto pratico di cui avevo moltissimo bisogno: durante tutti gli anni di studio per preparare da lontano l'esame di maturita' classica io gli mandai regolarmente (allora c'era solo la posta normale) i miei esercizi di traduzione dal greco in italiano e lui - pur sovraccarico di lavoro e attivita' - riusci' sempre a rinviarmeli regolarmente corretti e commentati. Nino Betta, professore di liceo a Trento, mi aiuto' nello stesso modo per le traduzioni dal latino all'italiano e dall'italiano al latino. La moglie di Nino, Anita Betta, fu la persona che - in qualita' di insegnante di italiano all'istituto commerciale e per geometri che frequentai - mi aiuto' molto  dolcemente a cominciare a pensare.

Colgo qui l'occasione per esprimere, per la prima volta pubblicamente, la riconoscenza profonda che sempre alberga in me per l'appoggio morale e l'aiuto pratico che Aldo e Nino e Anita (amici carissimi tutti scomparsi ma in me molto vivi) mi diedero in un periodo della mia vita in cui tutto - o quasi - doveva essere ricominciato da capo.

 

2. VERSO IL CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO. MAO VALPIANA: LA GUERRA E' SOLO MORTE

[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per questo intervento di invito al congresso del Movimento Nonviolento che si svolgera' a Brescia tra il 29 ottobre e il primo novembre 2010.

Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive e ha lavorato come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"), e' segretario nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007; un'altra recente ampia intervista e' in "Coi piedi per terra" n. 295 del 17 luglio 2010]

 

WikiLeaks, un'organizzazione internazionale che riceve documenti coperti da segreti di stato e poi li mette in rete sul proprio sito web, ha fatto sapere ai mezzi di informazione di tutto il mondo che la guerra in Iraq e' stata un bagno di sangue, che i morti sono stati piu' di centomila, in prevalenza civili.

Ora tutti sanno quel che la nonviolenza sapeva gia': la guerra e' il piu' grande crimine contro l'umanita', e la prima vittima della guerra e' sempre la verita'.

L'opposizione integrale alla guerra e' il primo punto della Carta costitutiva del Movimento Nonviolento, che chiama a raccolta le amiche e gli amici della nonviolenza al congresso nazionale di Brescia.

 

3. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO DANIELE GALLO

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista a Daniele Gallo.

Per un profilo di Daniele Gallo si veda la risposta all'ultima domanda di questa intervista]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come e' avvenuto il suo accostamento alla nonviolenza?

- Daniele Gallo: E' una coerente e diretta conseguenza della mia fede cristiana: mi sono reso conto (sul piano personale e su quello sociale) che per qualunque sollecitazione ispirata da aggressivita' e prevaricazione debba esistere comunque una sola risposta, quella che promana dall'insegnamento evangelico, il perdono e la resistenza nonviolenta.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali personalita' della nonviolenza hanno contato di piu' per lei, e perche'?

- Daniele Gallo: Ovviamente Gesu' e poi Gandhi, don Tonino Bello, don Lorenzo Milani, Aldo Capitini, Ernesto Balducci, Sophie Scholl, Etty Hillesum, Tiziano Terzani: leggendo le loro opere ma soprattutto apprezzando il loro esempio di vita si trae con forza la convinzione che la nonviolenza sia l'unica strada possibile se si vuole correggere la profonda imperfezione di questo mondo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali libri consiglierebbe di leggere a un giovane che si accostasse oggi alla nonviolenza? E quali libri sarebbe opportuno che a tal fine fossero presenti in ogni biblioteca pubblica e scolastica?

- Daniele Gallo: I Vangeli, e l'opera omnia dei grandi che ho citato prima.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali iniziative nonviolente in corso oggi nel mondo e in Italia le sembrano particolarmente significative e degne di essere sostenute con piu' impegno?

- Daniele Gallo: Credo che occorra sostenere con grande convinzione tutte le iniziative che vertono sulla mediazione e sulla conciliazione, due categorie mentali prima ancora che metodi pratici, che potrebbero avere un ruolo fondamentale nel ridurre la conflittualita' complessiva insita nel sociale e promuovere con efficacia l'incontro con l'altro, attraverso un percorso di conoscenza e di condivisione. Particolarmente significativo il successo dell'istituto della conciliazione in Sudafrica tra i parenti delle vittime dell'apartheid e i loro aguzzini e quello della mediazione in campo giudiziario guidato dalla straordinaria Jacqueline Morineau, di cui suggerisco la lettura del manuale "Il mediatore dell'anima" dell'editore Servitium.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: In quali campi ritiene piu' necessario ed urgente un impegno nonviolento?

- Daniele Gallo: L'opposizione ai conflitti armati rimane il principale obiettivo. Ma non si deve sottovalutare l'impegno contro il razzismo, la violenza contro le donne e i bambini e le odiose prevaricazioni del potere costituito.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali centri, organizzazioni, campagne segnalerebbe a un giovane che volesse entrare in contatto con la nonviolenza organizzata oggi in Italia?

- Daniele Gallo: Tutte le marce della Pace e le associazioni che promuovono un migliore equilibrio tra Creato e Creature come quelle legate al commercio equo e solidale, le botteghe Chico Mendes e le associazioni animaliste.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza, e quali sono le sue caratteristiche fondamentali?

- Daniele Gallo: L'unica strada possibile per ridare dignita' a Creato e Creature: l'uomo e' sulla Terra per seguire il messaggio delle Beatitudini, non per ammazzare o essere ammazzato. E la nonviolenza e' l'architettura attorno alla quale si tiene in piedi il progetto divino: attraverso di essa l'uomo puo' giungere alla consapevolezza di essere amore di Dio e amore per Dio e per gli altri.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Tra le tecniche operative della nonviolenza nella gestione e risoluzione dei conflitti quali ritiene piu' importanti, e perche'?

- Daniele Gallo: Ne abbiamo gia' fatto cenno: la mediazione e la conciliazione sono tecniche che possono offrire molto alla ricomposizione dei conflitti, sia quelli gia' avvenuti ma anche per scongiurare quelli che possono accadere a seguito di una situazione preconflittuale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali mezzi d'informazione e quali esperienze editoriali le sembra che piu' adeguatamente contribuiscano a far conoscere o a promuovere la nonviolenza?

- Daniele Gallo: In questo campo non siamo messi benissimo. La grande informazione non e' attenta alle istanze e al valore sociale della nonviolenza: per questo e' particolarmente apprezzabile un'editoria minore nelle proporzioni ma di grande livello come offerta formativa. Illuminato esempio (e mi scuso per quelli che dimentico) "Mosaico di Pace", "Adista", "Il Gallo", "il Dialogo" e, se mi permettete, "Viator", che ho l'onore di dirigere. Una menzione particolare va al foglio de "La nonviolenza e' in cammino"...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e femminismo?

- Daniele Gallo: Il femminismo deve condividere i principi piu' significativi della nonviolenza e aiutare il movimento per esserne parte integrante al fine di rovesciare un quadro che e' ancora troppo penalizzante per il genere femminile. Le donne sono ancora lontane dall'affermazione totale e completa della loro condizione. Assistiamo ancora a troppa violenza sul genere femminile, dall'emarginazione professionale al femminicidio. Dobbiamo lavorare molto sulle coscienze degli uomini per fermare discriminazioni e violenze.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza ed ecologia?

- Daniele Gallo: Strettissimi. L'affermazione di una nuova e piu' complessiva etica ambientale aprirebbe la strada a un nuovo umanesimo che e' condizione necessaria per la costruzione di un mondo rappacificato e in armonia con il progetto divino. La nonviolenza ne deve essere prima ispiratrice e poi insostituibile volano realizzativo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Potrebbe presentare la sua stessa persona (dati biografici, esperienze significative, opere e scritti...) a un lettore che non la conoscesse affatto?

- Daniele Gallo: Sono giornalista, dirigo "Viator", mensile cristiano della pace, della solidarieta', del dialogo e dei diritti umani, e il bimestrale "Quaderni di ricerca spirituale". Sono direttore generale del Gruppo Editoriale Viator (Milano) che gestisce la casa editrice Servitium, dei frati Servi di Maria di Sotto il Monte (Bg) e insegno Lingua e letteratura italiana all'Universita' Il Pentagono di Padova nel corso di laurea in Scienze della mediazione linguistica. Opere pubblicate: Studio critico sulla funzione del sindacato in Eduard Bernstein, Edizioni Universitarie, Milano 1991; Legge 903/1977: storia di una parita' tra uomo e donna. Diritto e realta', Edizioni Universitarie, Milano 1992; Commento tecnico al primo convegno sul tema "Evoluzione e sviluppo del diritto sportivo", Milano 1997; Toto', vita e arte di un genio, Gruppo Editoriale Viator - Fondazione Ente dello spettacolo, Milano 2008; Fare anima con le cose, Gruppo Editoriale Viator, Milano 2009; Eduardo, la magia del teatro, Gruppo Editoriale Viator - Fondazione Ente dello spettacolo, Milano 2010. Opere in uscita: Informazione e verita'. Far conoscere per riconoscere, Gruppo Editoriale Viator, Milano 2010; Teologia della gratuita', Servitium, Sotto il Monte 2010.

 

4. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO RAFFAELLA MENDOLIA

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista a Raffaella Mendolia.

Raffaella Mendolia fa parte del comitato di coordinamento del Movimento Nonviolento, ed ha a suo tempo condotto per la sua tesi di laurea su "Aldo Capitini e il Movimento Nonviolento (1990-2002)" una rilevante ricerca sull'accostamento alla nonviolenza in Italia. Si veda anche la risposta all'ultima domanda di questa intervista]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza?

- Raffaella Mendolia: Tra le numerose definizioni ne scelgo una di Aldo Capitini, ancora assolutamente efficace: la nonviolenza e' il varco attuale della storia. Mi ricorda che si puo' sperare di superare una realta' inadeguata, ma bisogna essere in prima persona, qui ed ora, motore del cambiamento. Nell'idea di nonviolenza convivono impegno e gioia, tenacia e convivialita', tensioni positive che conducono l'"uno" a "tutti".

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali sono le personalita' e le esperienze a suo parere piu' significative della nonviolenza?

- Raffaella Mendolia: Tutte le esperienze storiche di lotte nonviolente per l'emancipazione dei popoli e la difesa dei diritti civili ci insegnano che seppure difficile un'altra via e' possibile e alla portata della gente comune, se si organizza. Per quanto riguarda il momento attuale la lotta contro le mafie di Libera e le esperienze di interposizione nonviolenta nelle zone di conflitto sono esempi di quanto sia possibile fare anche oggi scegliendo la nonviolenza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa consiglierebbe di leggere sulla nonviolenza?

- Raffaella Mendolia: Per chi si avvicina per la prima volta alla nonviolenza consiglierei i testi di Aldo Capitini Il potere di tutti e Le ragioni della nonviolenza, e Gandhi, La forza della verita'. E "Azione nonviolenta" per l'attualizzazione del metodo nonviolento.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali esperienze o iniziative nonviolente a suo parere oggi meritano maggior sostegno ovvero meriterebbero di essere intraprese?

- Raffaella Mendolia: Credo sia cruciale sostenere tutte le iniziative di educazione alla nonviolenza, non solo nelle scuole ma anche per gli adulti. L'educazione e' uno strumento indispensabile per creare una nuova cultura di apertura all'altro ma anche per insegnare nuove pratiche per la gestione dei conflitti, che ci coinvolgono direttamente o indirettamente.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Potrebbe presentare la sua stessa persona a un lettore che non la conoscesse affatto?

- Raffaella Mendolia: Abito a Mestre e ho 32 anni, da alcuni anni seguo le iniziative del Movimento Nonviolento, facendo parte del comitato di coordinamento. Mi sono avvicinata alla nonviolenza leggendo Aldo Capitini e mi sono riconosciuta nella sua lettura della realta'. In seguito ho trovato nel percorso teorico e pratico sviluppato sulla nonviolenza e mediazione degli strumenti efficaci ma alla portata di tutti per intraprendere un nuovo percorso di cambiamento.

 

5. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO MARTA MUREDDU

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista a Marta Mureddu.

Marta Mureddu studia all'Universita' di Roma e fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo. Si veda anche la risposta all'ultima domanda di questa intervista]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza?

- Marta Mureddu: Penso che la nonviolenza sia la scelta di dare spazio alla parte migliore dell'essere umano, quella che riesce a convivere con se stesso, i suoi simili e le altre forme viventi e non, senza dovervi identificare una gerarchia.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali sono le personalita' e le esperienze a suo parere piu' significative della nonviolenza?

- Marta Mureddu: Tra i piu' famosi gli esempi di Gandhi e Martin Luther King. Poi ogni nazione e anche l' Italia su scala locale ha personalita' del passato e del presente degni di essere studiati e conosciuti. Nel mio piccolo, l'esperienza nella Comunita' di Sant'Egidio dove chiamare amico lo straniero, inteso come sconosciuto e immigrato, e' stato un esempio purissimo di nonviolenza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa consiglierebbe di leggere sulla nonviolenza?

- Marta Mureddu: Chiunque sia interessato all'argomento puo' reperire informazioni e materiale su cui formarsi, a partire da internet. Tra le riviste: il mensile "Azione nonviolenta" e il quotidiano telematico "La nonviolenza e' in cammino".

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali esperienze o iniziative nonviolente a suo parere oggi meritano maggior sostegno ovvero meriterebbero di essere intraprese?

- Marta Mureddu: Molto si dovrebbe investire sulla formazione nonviolenta, in particolare quella dei giovani. L'opposizione alla guerra. Tutti quei progetti che promuovano la conoscenza, prima della tolleranza, tra i popoli. La difesa dei diritti di tutti, in particolare di coloro che non possono esercitarli.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Potrebbe presentare la sua stessa persona a un lettore che non la conoscesse affatto?

- Marta Mureddu: Mi chiamo Marta Mureddu, ho 23 anni e sono nata a Nuoro. Studio Scienze Biologiche all'Universita' "La Sapienza" di Roma. Sto costruendo la mia vita.

 

6. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO MARISA PESSIONE E ALESSANDRO MORTARINO

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista a Marisa Pessione e Alessandro Mortarino.

Marisa Pessione e Alessandro Mortarino sono impegnati in rilevanti iniziative nonviolente per i diritti umani di tutti gli esseri umani e in difesa dei beni comuni e della biosfera]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definireste la nonviolenza?

- Marisa Pessione e Alessandro Mortarino: Proviamo ad esprimere qualche nostra definizione istintiva. Come il raggiungimento di un percorso mentale che sappia condurre l'individuo a riconoscere in modo cosciente la non utilita' del potere (economico, politico e culturale) e, dunque, l'affermazione del decisionismo collettivo. Come il non calpestare con le proprie idee ed azioni i diritti degli esseri viventi sia innati che acquisiti nell'evoluzione delle societa' complesse. Come la resistenza all'ingiustizia. Come una forma di comunicazione che tocca la sostanza dei rapporti, anziche' sfiorarne solo la corteccia.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali sono le personalita' e le esperienze a vostro parere piu' significative della nonviolenza?

- Marisa Pessione e Alessandro Mortarino: Gandhi, Vandana Shiva, Ivan Illich, Julian Beck e il Living Theatre, don Milani e la scuola di Barbiana.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa consigliereste di leggere sulla nonviolenza?

- Marisa Pessione e Alessandro Mortarino: Certamente i "grandi" del pensiero nonviolento (Gandhi, Dolci, Capitini...). Poi ci piacerebbe segnalare: "La rivoluzione del filo di paglia" di Masanobu Fukuoka; "Sobrieta'" di Francesco Gesualdi; "La vita del Teatro" di Julian Beck; "La risurrezione della rosa" di Wendell Berry; "Walden - La disobbedienza civile" di Henry D. Thoreau.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali esperienze o iniziative nonviolente a vostro parere oggi meritano maggior sostegno ovvero meriterebbero di essere intraprese?

- Marisa Pessione e Alessandro Mortarino: Ci sono innumerevoli realta' "di movimento" positivamente attive sul fronte della difesa dei diritti naturali (acqua, aria, terra/territorio e fuoco/energia) e sociali. Limitandoci ad uno sguardo esclusivamente italiano ci piace indicare il Forum italiano dei Movimenti per l'Acqua, il Movimento Stop al Consumo di Territorio, il Bioregionalismo, i Gas - Gruppi di Acquisto Solidali, l'Asci - Associazione di solidarieta' per la campagna italiana, il Servas, il Movimento No Tav e il No Dal Molin, Libera e le organizzazioni contro le mafie, i movimenti per la difesa dei diritti dei migranti. E, naturalmente, il Movimento Nonviolento e il Mir...

 

7. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO ANTONIA SANI

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista ad Antonia Sani.

Antonia Sani e' presidente della Lega Internazionale di donne per la pace e la liberta' - Wilpf Italia]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come e' avvenuto il suo accostamento alla nonviolenza?

- Antonia Sani: Mi ritengo per natura una persona contraria a ogni forma di violenza. Ero bambina durante la seconda guerra mondiale e mi e' capitato di assistere ad azioni tremende, di cui le vittime erano partigiani arrestati brutalmente da soldati tedeschi durante un rastrellamento mentre sedevamo in un cinema, o soldati tedeschi caduti in un bosco da un aereo in fiamme che gridavano aiuto. Non mi era mai accaduto di chiedermi chi avesse ragione e chi avesse torto. Per me bambina questi erano tutti ugualmente vittime della guerra, che aveva cambiato le vite di tutti e costretto tutti ad avere paura. Violenza e guerra erano per me sinonimi. Quando ho cominciato a sentir parlare di Gandhi, di Capitini, di movimenti che nascevano in occidente negli anni dell'immediato dopoguerra, esplicitamente controcorrente proponendo "un metodo diverso di fare opposizione", mi sono sentita in perfetta sintonia. Ero cresciuta e avevo trovato una risposta ai miei interrogativi, nati dal fatto che mi accorgevo che nel mondo esistevano tante forme di violenza non legate necessariamente alla guerra, ma alla negazione della liberta' di esprimere la propria identita' per le persone piu' miti. Era dunque possibile "ribellarsi" alla violenza senza usare violenza, ribellarsi a quella violenza quotidiana rappresentata dall'imposizione di comportamenti, ideologie che non dovevano essere subite.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali personalita' della nonviolenza hanno contato di piu' per lei, e perche'? E quali libri consiglierebbe di leggere a un giovane che si accostasse oggi alla nonviolenza? E quali libri sarebbe opportuno che a tal fine fossero presenti in ogni biblioteca pubblica e scolastica?

- Antonia Sani: Da ragazza ero rimasta affascinata dai libri di Ernst Wiechert, di Erich Maria Remarque, dalle poesie di Ungaretti e Montale, dalle opere di Renato Serra, Valery Larbaud, Vercors, Hemingway, libri che contestavano il clamore della retorica patriottarda che ci veniva imbandita a scuola negli anni delle rivendicazioni per Trieste italiana.

Odiavo D'Annunzio, l'interventismo, e mi trovavo spesso in contrasto soprattutto con non pochi compagni di scuola e di universita' che sostenevano i "valori bellici" in nome di una guerra al blocco comunista che solo con la violenza avrebbe potuto essere sconfitto... Ritenevano "imbelli", "conigli" i nonviolenti che - a loro dire - alimentavano la trappola tesa dai comunisti che si facevano assertori dei valori della "pace".

Gli autori che ho citato dovrebbero essere tutti presenti nelle librerie scolastiche (reperibili in qualche ristampa), insieme alle opere di Sartre, di Camus, di Hannah Arendt, Simone de Beauvoir... e altre citate a buon diritto nelle vostre precedenti interviste, perche' opere fondanti di una nuova cultura che ha nei suoi presupposti originari il rifiuto della violenza come manifestazione di ignoranza, di irrazionalita', di conformismo.

L'elenco potrebbe continuare all'infinito con altre opere piu' attuali di autori come Ulhm, Grossman, Leila Djitli, la ricerca di Anna Scarantino dedicata a Maria Bajocco Remiddi, una delle donne piu' attive nella difesa della pace negli anni '50 che contiene una interessantissima silloge dei movimenti nonviolenti nell'Italia e nell'Europa  occidentale degli anni '50.

Così come dovrebbe essere presente nella cineteca delle scuole un film come "La grande guerra" di Monicelli, con Gassman e Sordi che mi hanno aiutato a liberarmi della retorica guerrafondaia, di cui soprattutto oggi, con la partecipazione dell'Italia alle guerre in Medioriente (contro le disposizioni della Carta Costituzionale) e la grancassa mediatica del fascino della divisa, molti giovani sono di nuovo imbevuti.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali iniziative nonviolente in corso oggi nel mondo e in Italia le sembrano particolarmente significative e degne di essere sostenute con piu' impegno? E quali centri, organizzazioni, campagne segnalerebbe a un giovane che volesse entrare in contatto con la nonviolenza organizzata oggi in Italia?

- Antonia Sani: Oggi mi sembra che il nesso pace-nonviolenza debba essere alla base di ogni iniziativa rivolta al futuro dell'umanita'. Un pace costruita mediante azioni nonviolente non significa una pace costruita nell'accettazione dell'ingiustizia, delle disuguaglianze, del predominio del piu' forte, secondo un pregiudizio diffuso nei confronti della nonviolenza.

Ma quali azioni nonviolente adottare? Dove si colloca il limite tra un'azione di opposizione nonviolenta e l'azione comunemente definita "violenta"? E come "garantire" visibilita' ed efficacia ad azioni ispirate alla "nonviolenza"? Queste sono domande che mi sono state spesso rivolte. Io li indirizzo al vostro periodico online.

Tra i movimenti piu' interessanti vedo il Forum Palestina che ha una rete ricca di informazioni puntuali e presenta iniziative nonviolente che vengono strumentalmente tacciate di istigazione al terrorismo... Altro movimento di contrasto alla violenza e' il movimento di Obiezione alle spese militari che riunisce soggetti di diversa identita', attivi nelle organizzazioni pacifiste. Una  rete di nascita recente che rappresenta un percorso inedito fino ad alcuni anni fa e' Rigas, con la partecipazione di una vastissima gamma di soggetti nonviolenti dell'arcipelago ecologista, pacifista, antirazzista, ora uniti in una prospettiva nuova: la difesa dei beni comuni, la loro gestione pubblica e il loro accesso aperto a tutti i popoli del mondo. A delineare questa "faccia sana" della globalizzazione, che ha contribuito a superare le settorializzazioni e a finalizzare l'azione nonviolenta al traguardo della globalizzazione dei diritti umani, dei diritti sociali, dei diritti civili, enorme e' stato il contributo dei Social Forum, europeo e mondiale, e delle marce mondiali contro la poverta' e l'esclusione sociale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: In quali campi ritiene piu' necessario ed urgente un impegno nonviolento? E quali rapporti vede tra nonviolenza e femminismo?

- Antonia Sani: Se ci preoccupiamo della formazione delle giovani generazioni, ma anche di incidere in qualche misura con metodi nonviolenti su comportamenti guidati da forme di violenza dilagante, credo che le nostre azioni debbano andare in piu' direzioni: la prima deve essere rivolta ai mezzi d'informazione, per quella persuasione occulta da essi esercitata non tanto con la proiezione di immagini violente, quanto con la presentazione di stereotipi (pubblicita', fiction, commenti etc.) che confermano la legalizzazione di un potere che e' violenza quotidiana, esercitata sui piu' deboli. La Spagna ci ha recentemente indicato modalita' di protesta che hanno ottenuto un risultato escludendo dall'uso pubblicitario il corpo delle donne. Da noi il Consiglio comunale di Roma ha approvato all' unanimita' una delibera in tal senso... ma gli effetti non si vedono.

Altro versante importante e' l'impegno sul terreno dei diritti umani. Qui la nonviolenza trova una sua alleata indispensabile nella laicita'. Laicita' e' razionalita', confronto, accettazione e rispetto del diverso, rifiuto del Soprannaturale, del predominio delle religioni su uomini e donne. E' liberazione dagli stereotipi, dai conformismi, dalle ataviche sudditanze familiari. Laicita' e' nonviolenza. Laicita' e' liberazione delle donne, poiche' rappresenta l'affossamento dei vincoli che le hanno per secoli inchiodate a un ruolo subalterno. Il femminismo e' lotta per l'affermazione della laicita'. Come ogni rivoluzione subisce l'accusa di essere violento.

Contestualizzare gli eventi e le forme della liberazione fa parte dello spirito critico su cui la nonviolenza deve saper costruire il proprio patrimonio di elaborazioni...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione storica e alla pratica storiografica?

- Antonia Sani: Il contributo della nonviolenza alla riflessione storica e storiografica e' fondamentale. Esso sgombra il campo sia da una lettura ad usum delphini degli eventi storici, sia da un revisionismo che non tiene conto dei contesti storici. Anche quest'ultimo atteggiamento - ritenuto sinonimo di "liberta'" - esercita a suo modo una grave forma di violenza sull'analisi storica. Un'ottica nonviolenta e' esente da entrambi questi rischi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Tra le tecniche deliberative nonviolente ha una grande importanza il metodo del consenso: come lo caratterizzerebbe?

- Antonia Sani: Un'accusa che viene frequentemente rivolta al movimento nonviolento riguarda appunto le tecniche deliberative: la ricerca nonviolenta del consenso siede sul  banco degli imputati, per lentezza, perdita di tempo, inconcludenza, inefficacia... Certamente queste tecniche un prezzo lo pagano in termini di tempestivita', ma e' lo stesso prezzo che pagano le democrazie nei confronti delle dittature. Un prezzo che e' bene, giusto, pagare, poiche' l'efficacia del risultato non consiste solo nel suo rapido raggiungimento, ma nella costanza della sua durata; e la durata e' tanto piu' garantita quanto piu' il consenso e' frutto di un dibattito privo di imposizioni, in cui in un laico confronto prevale il parere piu' condiviso ed emergono con chiarezza tutte le posizioni...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Tra le tecniche operative della nonviolenza nella gestione e risoluzione dei conflitti quali ritiene piu' importanti, e perche'?

- Antonia Sani: Faccio parte da anni della Wilpf (Lega Internazionale di Donne per la Pace e la Liberta') presiedendo da tempo la sezione italiana. La nostra associazione sostiene ovunque, dai paesi occidentali a quelli dell'Est asiatico, la famosa delibera del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la 1325 del 2000, frutto delle conferenze mondiali delle donne da Vienna, al Cairo, a Pechino. La delibera riconosce il ruolo specifico delle donne nella prevenzione dei conflitti, nell'interposizione nei conflitti armati, nell'esercizio dell'educazione al disarmo, come osservatrici attive, ambasciatrici della  nonviolenza... Ma in questi dieci anni quasi nulla e' stato fatto in questa direzione dai governi maschilisti in carica.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come caratterizzerebbe la formazione alla nonviolenza?

- Antonia Sani: A questa domanda rispondo con una breve frase, richiamandomi a quanto detto in una precedente risposta: la formazione alla nonviolenza corrisponde al cammino che si compie per acquisire una coscienza laica: abbandono di pregiudizi, disponibilita' all'accoglienza e al confronto, fedelta' alle proprie convinzioni relative al rispetto della dignita' di ogni essere umano, ma, entro quest'ambito, disponibilita' a mettersi in discussione e a fare propri contributi altrui, lungi da ogni forma di competizione.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e rispetto per i viventi, la biosfera, la "madre terra": quali implicazioni e conseguenze?

- Antonia Sani: Trovo assai interessante e attuale questa domanda. La teoria del Buen vivir che ha a suo fondamento il rispetto per la "madre Terra" che deve essere preservata dalla violenza su di essa operata dai potenti del mondo con penalizzazione dei poveri del mondo esercita oggi come non mai un grande fascino su associazioni e movimenti entrati nell'era della globalizzazione in contatto coi nuovi protagonisti di territori decolonizzati politicamente, ma colonizzati economicamente.

C'e' un forte rischio di demagogia in tutto questo. Credo che ciascuno di noi debba mettersi in discussione. Le tecniche nonviolente dell'ascolto, del confronto di stili di vita (che non possono da parte nostra restare immutabili) sono quelle da usarsi se realisticamente si vogliono contrastare gli sfruttamenti delle multinazionali, e garantire tenori di vita che non siano la consacrazione di un'altra - forse altrettanto pesante - forma di emarginazione.

 

8. APPELLI. PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Sostenere finanziariamente la segreteria nazionale del Movimento Nonviolento e' un buon modo per aiutare la nonviolenza in Italia.

Per informazioni e contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 

9. STRUMENTI. "AZIONE NONVIOLENTA"

 

"Azione nonviolenta" e' la rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.

Redazione, direzione, amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 30 euro sul ccp n. 10250363 intestato ad Azione nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.

E' possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all'indirizzo an at nonviolenti.org scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".

 

10. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- AA. VV., Le periferie della memoria. Profili di testimoni di pace, Anppia - Movimento Nonviolento, Torino-Verona 1999, pp. 180.

- Carla Colombelli (a cura di), La guerra non ci da' pace. Donne e guerre contemporanee, Edizioni Seb 27, Torino 2005, pp. 240.

- Maria G. Di Rienzo, Monica Lanfranco (a cura di), Donne disarmanti, Storie e testimonianze su nonviolenza e femminismi, Intra Moenia, Napoli 2003, pp. 288.

- Sergio Paronetto, La nonviolenza dei volti. Forza di liberazione, Monti, Saronno 2004, pp. 296.

- Giovanna Providenti, La nonviolenza delle donne, Libreria Editrice Fiorentina - Centro Gandhi Edizioni, Firenze-Pisa 2006, pp. 288.

- Claudio Tugnoli (a cura di), Maestri e scolari di nonviolenza, Angeli, Milano 2000, pp. 320.

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Riedizioni

- Antonio Fogazzaro, Piccolo mondo antico, Rcs - Rizzoli Libri, Milano 1968, 2010, pp. 456, euro 7,50 (in supplemento al "Corriere della sera").

- Steven Runciman, Storia delle crociate, Einaudi, Torino 1966, 1993, Mondadori, Milano 2010, 2 voll. per complessive pp. XXXII + 1228, euro 12,90 + 12,90 (in supplemento a vari periodici Mondadori).

 

11. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

12. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 354 del 25 ottobre 2010

 

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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