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Telegrammi. 357



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 357 del 28 ottobre 2010

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Mao Valpiana: Idealisti pratici

2. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Alberto Cacopardo

3. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Tiziana Valpiana

4. Il 27 ottobre si e' svolto un incontro a Viterbo sul tema "La pace come impegno comune"

5. Per sostenere il Movimento Nonviolento

6. "Azione nonviolenta"

7. Segnalazioni librarie

8. La "Carta" del Movimento Nonviolento

9. Per saperne di piu'

 

1. VERSO IL CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO. MAO VALPIANA: IDEALISTI PRATICI

[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per questo intervento di invito al congresso del Movimento Nonviolento che si svolgera' a Brescia tra il 29 ottobre e il primo novembre 2010.

Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive e ha lavorato come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"), e' segretario nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007; un'altra recente ampia intervista e' in "Coi piedi per terra" n. 295 del 17 luglio 2010.

Mohandas K. Gandhi e' stato della nonviolenza il piu' grande e profondo pensatore e operatore, cercatore e scopritore; e il fondatore della nonviolenza come proposta d'intervento politico e sociale e principio d'organizzazione sociale e politica, come progetto di liberazione e di convivenza. Nato a Portbandar in India nel 1869, studi legali a Londra, avvocato, nel 1893 in Sud Africa, qui divenne il leader della lotta contro la discriminazione degli immigrati indiani ed elaboro' le tecniche della nonviolenza. Nel 1915 torno' in India e divenne uno dei leader del Partito del Congresso che si batteva per la liberazione dal colonialismo britannico. Guido' grandi lotte politiche e sociali affinando sempre piu' la teoria-prassi nonviolenta e sviluppando precise proposte di organizzazione economica e sociale in direzione solidale ed egualitaria. Fu assassinato il 30 gennaio del 1948. Sono tanti i meriti ed e' tale la grandezza di quest'uomo che una volta di piu' occorre ricordare che non va  mitizzato, e che quindi non vanno occultati limiti, contraddizioni, ed alcuni aspetti discutibili - che pure vi sono - della sua figura, della sua riflessione, della sua opera. Opere di Gandhi:  essendo Gandhi un organizzatore, un giornalista, un politico, un avvocato, un uomo d'azione, oltre che una natura profondamente religiosa, i suoi scritti devono sempre essere contestualizzati per non fraintenderli; Gandhi considerava la sua riflessione in continuo sviluppo, e alla sua autobiografia diede significativamente il titolo Storia dei miei esperimenti con la verita'. In italiano l'antologia migliore e' Teoria e pratica della nonviolenza, Einaudi; si vedano anche: La forza della verita', vol. I, Sonda; Villaggio e autonomia, Lef; l'autobiografia tradotta col titolo La mia vita per la liberta', Newton Compton; La resistenza nonviolenta, Newton Compton; Civilta' occidentale e rinascita dell'India, Movimento Nonviolento (traduzione del fondamentale libro di Gandhi: Hind Swaraj; ora disponibile anche in nuova traduzione col titolo Vi spiego i mali della civilta' moderna, Gandhi Edizioni); La cura della natura, Lef; Una guerra senza violenza, Lef (traduzione del primo, e fondamentale, libro di Gandhi: Satyagraha in South Africa). Altri volumi sono stati pubblicati da Comunita': la nota e discutibile raccolta di frammenti Antiche come le montagne; da Sellerio: Tempio di verita'; da Newton Compton: e tra essi segnaliamo particolarmente Il mio credo, il mio pensiero, e La voce della verita'; Feltrinelli ha recentemente pubblicato l'antologia Per la pace, curata e introdotta da Thomas Merton. Altri volumi ancora sono stati pubblicati dagli stessi e da altri editori. I materiali della drammatica polemica tra Gandhi, Martin Buber e Judah L. Magnes sono stati pubblicati sotto il titolo complessivo Devono gli ebrei farsi massacrare?, in "Micromega" n. 2 del 1991 (e per un acuto commento si veda il saggio in proposito nel libro di Giuliano Pontara, Guerre, disobbedienza civile, nonviolenza, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1996). Opere su Gandhi: tra le biografie cfr. B. R. Nanda, Gandhi il mahatma, Mondadori; il recente accurato lavoro di Judith M. Brown, Gandhi, Il Mulino; il recentissimo libro di Yogesh Chadha, Gandhi, Mondadori, e quello di Christine Jordis, Gandhi, Feltrinelli. Tra gli studi cfr. Johan Galtung, Gandhi oggi, Edizioni Gruppo Abele; Icilio Vecchiotti, Che cosa ha veramente detto Gandhi, Ubaldini; ed i volumi di Gianni Sofri: Gandhi e Tolstoj, Il Mulino (in collaborazione con Pier Cesare Bori); Gandhi in Italia, Il Mulino; Gandhi e l'India, Giunti. Cfr. inoltre: Dennis Dalton, Gandhi, il Mahatma. Il potere della nonviolenza, Ecig. Una importante testimonianza e' quella di Vinoba, Gandhi, la via del maestro, Paoline. Per la bibliografia cfr. anche Gabriele Rossi (a cura di), Mahatma Gandhi; materiali esistenti nelle biblioteche di Bologna, Comune di Bologna. Altri libri particolarmente utili disponibili in italiano sono quelli di Lanza del Vasto, William L. Shirer, Ignatius Jesudasan, George Woodcock, Giorgio Borsa, Enrica Collotti Pischel, Louis Fischer. Un'agile introduzione e' quella di Ernesto Balducci, Gandhi, Edizioni cultura della pace. Una interessante sintesi e' quella di Giulio Girardi, Riscoprire Gandhi, Anterem, Roma 1999; tra le piu' recenti pubblicazioni segnaliamo le seguenti: Antonio Vigilante, Il pensiero nonviolento. Una introduzione, Edizioni del Rosone, Foggia 2004; Mark Juergensmeyer, Come Gandhi, Laterza, Roma-Bari 2004; Roberto Mancini, L'amore politico, Cittadella, Assisi 2005; Enrico Peyretti, Esperimenti con la verita'. Saggezza e politica di Gandhi, Pazzini, Villa Verucchio (Rimini) 2005; Fulvio Cesare Manara, Una forza che da' vita. Ricominciare con Gandhi in un'eta' di terrorismi, Unicopli, Milano 2006; Giuliano Pontara, L'antibarbarie. La concezione etico-politica di Gandhi e il XXI secolo, Ega, Torino 2006.
Aldo Capitini e' nato a Perugia nel 1899, antifascista e perseguitato, docente universitario, infaticabile promotore di iniziative per la nonviolenza e la pace. E' morto a Perugia nel 1968. E' stato il piu' grande pensatore ed operatore della nonviolenza in Italia. Opere di Aldo Capitini: la miglior antologia degli scritti e' ancora quella a cura di Giovanni Cacioppo e vari collaboratori, Il messaggio di Aldo Capitini, Lacaita, Manduria 1977 (che contiene anche una raccolta di testimonianze ed una pressoche' integrale - ovviamente allo stato delle conoscenze e delle ricerche dell'epoca - bibliografia degli scritti di Capitini); ma notevole ed oggi imprescindibile e' anche la recente antologia degli scritti a cura di Mario Martini, Le ragioni della nonviolenza, Edizioni Ets, Pisa 2004, 2007; delle singole opere capitiniane sono state recentemente ripubblicate: Le tecniche della nonviolenza, Linea d'ombra, Milano 1989, Edizioni dell'asino, Roma 2009; Elementi di un'esperienza religiosa, Cappelli, Bologna 1990; Colloquio corale, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2005; L'atto di educare, Armando Editore, Roma 2010; cfr. inoltre la raccolta di scritti autobiografici Opposizione e liberazione, Linea d'ombra, Milano 1991, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2003; gli scritti sul Liberalsocialismo, Edizioni e/o, Roma 1996; La religione dell'educazione, La Meridiana, Molfetta 2008; segnaliamo anche Nonviolenza dopo la tempesta. Carteggio con Sara Melauri, Edizioni Associate, Roma 1991. Presso la redazione di "Azione nonviolenta" (e-mail: azionenonviolenta at sis.it, sito: www.nonviolenti.org) sono disponibili e possono essere richiesti vari volumi ed opuscoli di Capitini non piu' reperibili in libreria (tra cui Il potere di tutti, 1969). Negli anni '90 e' iniziata la pubblicazione di una edizione di opere scelte: sono fin qui apparsi un volume di Scritti sulla nonviolenza, Protagon, Perugia 1992, e un volume di Scritti filosofici e religiosi, Perugia 1994, seconda edizione ampliata, Fondazione centro studi Aldo Capitini, Perugia 1998. Piu' recente e' la pubblicazione di alcuni carteggi particolarmente rilevanti: Aldo Capitini, Walter Binni, Lettere 1931-1968, Carocci, Roma 2007; Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lettere 1952-1968, Carocci, Roma 2008; Aldo Capitini, Guido Calogero, Lettere 1936-1968, Carocci, Roma 2009. Opere su Aldo Capitini: a) per la bibliografia: Fondazione Centro studi Aldo Capitini, Bibliografia di scritti su Aldo Capitini, a cura di Laura Zazzerini, Volumnia Editrice, Perugia 2007; Caterina Foppa Pedretti, Bibliografia primaria e secondaria di Aldo Capitini, Vita e Pensiero, Milano 2007; segnaliamo anche che la gia' citata bibliografia essenziale degli scritti di Aldo Capitini pubblicati dal 1926 al 1973, a cura di Aldo Stella, pubblicata in Il messaggio di Aldo Capitini, cit., abbiamo recentemente ripubblicato in "Coi piedi per terra" n. 298 del 20 luglio 2010; b) per la critica e la documentazione: oltre alle introduzioni alle singole sezioni del sopra citato Il messaggio di Aldo Capitini, tra le pubblicazioni recenti si veda almeno: Giacomo Zanga, Aldo Capitini, Bresci, Torino 1988; Clara Cutini (a cura di), Uno schedato politico: Aldo Capitini, Editoriale Umbra, Perugia 1988; Fabrizio Truini, Aldo Capitini, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1989; Tiziana Pironi, La pedagogia del nuovo di Aldo Capitini. Tra religione ed etica laica, Clueb, Bologna 1991; Fondazione "Centro studi Aldo Capitini", Elementi dell'esperienza religiosa contemporanea, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1991; Rocco Altieri, La rivoluzione nonviolenta. Per una biografia intellettuale di Aldo Capitini, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 1998, 2003; AA. VV., Aldo Capitini, persuasione e nonviolenza, volume monografico de "Il ponte", anno LIV, n. 10, ottobre 1998; Antonio Vigilante, La realta' liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini, Edizioni del Rosone, Foggia 1999; Mario Martini (a cura di), Aldo Capitini libero religioso rivoluzionario nonviolento. Atti del Convegno, Comune di Perugia - Fondazione Aldo Capitini, Perugia 1999; Pietro Polito, L'eresia di Aldo Capitini, Stylos, Aosta 2001; Gian Biagio Furiozzi (a cura di), Aldo Capitini tra socialismo e liberalismo, Franco Angeli, Milano 2001; Federica Curzi, Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo Capitini, Cittadella, Assisi 2004; Massimo Pomi, Al servizio dell'impossibile. Un profilo pedagogico di Aldo Capitini, Rcs - La Nuova Italia, Milano-Firenze 2005; Andrea Tortoreto, La filosofia di Aldo Capitini, Clinamen, Firenze 2005; Maurizio Cavicchi, Aldo Capitini. Un itinerario di vita e di pensiero, Lacaita, Manduria 2005; Marco Catarci, Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini, Ega, Torino 2007; Alarico Mariani Marini, Eligio Resta, Marciare per la pace. Il mondo nonviolento di Aldo Capitini, Plus, Pisa 2007; Maura Caracciolo, Aldo Capitini e Giorgio La Pira. Profeti di pace sul sentiero di Isaia, Milella, Lecce 2008; Mario Martini, Franca Bolotti (a cura di), Capitini incontra i giovani, Morlacchi, Perugia 2009; Giuseppe Moscati (a cura di), Il pensiero e le opere di Aldo Capitini nella coscienza delle giovani generazioni, Levante, Bari 2010; cfr. anche il capitolo dedicato a Capitini in Angelo d'Orsi, Intellettuali nel Novecento italiano, Einaudi, Torino 2001; e Amoreno Martellini, Fiori nei cannoni. Nonviolenza e antimilitarismo nell'Italia del Novecento, Donzelli, Roma 2006; c) per una bibliografia della critica cfr. per un avvio il libro di Pietro Polito citato ed i volumi bibliografici segnalati sopra; numerosi utilissimi materiali di e su Aldo Capitini sono nel sito dell'Associazione nazionale amici di Aldo Capitini: www.aldocapitini.it; una assai utile mostra e un altrettanto utile dvd su Aldo Capitini possono essere richiesti scrivendo a Luciano Capitini: capitps at libero.it, o anche a Lanfranco Mencaroni: l.mencaroni at libero.it, o anche al Movimento Nonviolento: tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: azionenonviolenta at sis.it o anche redazione at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Su Emma Thomas si vedano i testi commemorativi di Luisa Schippa e di Aldo Capitini in "Voci e volti della nonviolenza" n. 37; dal testo capitiniano riportiamo qui un estratto: "Emma Thomas nacque a Lewisham, nel Kent (Inghilterra), l'8 febbraio 1872, prima di sette fratelli e sorelle. Suo padre era calzolaio e la madre lavorava spesso nella bottega; di conseguenza Emma doveva svolgere i lavori di casa. Studio' a Londra al collegio Stockwell e fu la prima donna a diplomarsi in scienze sociali nella famosa scuola inglese di economia, dove ebbe come insegnanti Hobhouse, Haddon e Westermarck. Ricevette una borsa di studio per la Francia e dopo un anno torno' a Londra, con un posto di regolare insegnante. Dopo trent'anni di lavoro si ritiro' in pensione nel 1921. Non si mise a riposo, ma con i suoi risparmi apri' una propria scuola a Gland in Svizzera (International Fellowship School), dove pote' mettere in pratica le sue teorie di un modo piu' libero, piu' organico e cooperativo di educare. Essa vi era chiamata "moto" (madre in sanscrito). Vi erano ragazzi di varie nazioni; Romain Rolland fu un amico di questa scuola, Gandhi tra i visitatori piu' illustri, Pierre Ceresole e Truda Weil tra gli insegnanti. Dopo quindici anni la scuola di Gland fu chiusa ed Emma Thomas torno' a Londra. Durante la guerra fu nei corpi di assistenza nelle incursioni aeree e poi prese in consegna quindici fanciulli evacuati in un luogo di rifugio nella campagna inglese. Insegno' la lingua inglese a prigionieri italiani ed alla fine della guerra si ostino' per ottenere il permesso di venire in Italia e lavorare per avvicinare i due popoli. Collaboro' a Roma con il pedagogista Washburne e propagava l'Unione per le nazioni unite. Resto' in Italia, insegnando in varie scuole, tra cui quella anglo-americana, organizzando riunioni di quaccheri ed assistendo i poveri. Si trovava spesso a convegni organizzati da me e da miei amici a Roma dal 1947 in poi su problemi di riforma religiosa e di nonviolenza. Una volta, sapendo che avevo organizzato a Perugia dal 1944 i Centri di orientamento sociale per la periodica discussione, aperta a tutti, dei problemi amministrativi locali, sociali e politici generali (una cosa nuova in Italia, diversa dal fascismo autoritario), mi espose la sua intenzione di stabilirsi a Perugia per aiutarmi a costituire un Centro di orientamento religioso per periodiche ed aperte discussioni su problemi di vita religiosa e di nonviolenza. Venne a Perugia ed acquisto' l'ultimo piano di una casa in costruzione in via dei Filosofi 33. Dal 1952 si sono svolte in questo centro conversazioni settimanali secondo un programma trimestrale e convegni Oriente-occidente; si e' costituita la Societa' vegetariana italiana ed e' stato tenuto un seminario gandhiano. Fino a quando e' entrata all'ospedale, ella e' stata la costante preparatrice delle riunioni nel pomeriggio domenicale, spesso parlando lei stessa con contributi efficacissimi. Al lavoro del centro di Perugia per l'orientamento religioso e del centro di coordinamento internazionale per la nonviolenza, ai collegamenti con spiriti religiosi e nonviolenti di ogni parte del mondo, Emma Thomas dava un'opera assidua di segretaria, di traduttrice, di ispiratrice. A questo lavoro univa quello di insegnante di inglese, lavoro a lei carissimo, e di frequente assistenza ai bisognosi. Era stimata ed amata da tutti quanti la conoscevano nella via dei Filosofi e nella citta'. Da due anni le sue forze erano diminuite. Nel gennaio 1959 era entrata all'ospedale per curare una grave polmonite; il prof. Benda, che era gia' suo scolaro d'inglese, la guari', ma ella rimase all'ospedale perche' debole. Dopo un po' torno' a casa, ma non era piu' come prima. Quest'anno era tornata all'ospedale in febbraio, per debolezza dei polmoni e del cuore e per disturbi alla circolazione. I medici hanno sempre detto che aveva una grande capacita' di resistere e di riprendere le forze. La sua testa era sempre limpida. Fece un'operazione ad un occhio per cateratta. Negli ultimi mesi, stando all'ospedale, era sempre piu' debole. I medici e le donne infermiere le hanno dato il massimo della loro attenzione. Da qualche mese aveva ceduto al comitato del C. O. R. la proprieta' dell'appartamento, perche' desiderava che il centro continuasse la sua vita, anche se ella era malata o morta. Da lunedi 18 luglio era gravissima, sempre nel letto, alternando momenti di assopimenti ed incoscienza a momento di lucidita'. Nella sua camera aveva come compagna la signora Anna Ascani, che le e' stata come una sorella giorno e notte. Negli ultimi giorni ha avuto periodi in cui parlava non chiaramente ora in italiano, ora in inglese. Nel penultimo giorno di vita ha chiamato molto l'amica Lilian. Non ha sofferto. Ormai il suo corpo era consumato"]

 

Essere "idealisti pratici". Questa e' la definizione che piu' mi piace degli amici della nonviolenza.

Cosi' si definiva Gandhi.

Cosi' Aldo Capitini ha descritto la sua cara amica Emma Thomas: "Ho incontrato in lei una persona che viveva e creava spontaneamente caratteri dello spirito gandhiano come l'apertura, la nonviolenza, la lealta', la festevolezza, la razionalita', la costanza; ella era veramente, come Gandhi diceva di se', un'idealista pratica" (dall'opuscolo di Aldo Capitini "A Emma Thomas", edito dal Centro di orientamento religioso di Perugia nel 1960).

Il congresso del Movimento Nonviolento sara' l'incontro di idealisti pratici.

 

2. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO ALBERTO CACOPARDO

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista ad Alberto Cacopardo.

Paolo Arena e Marco Graziotti fanno parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo.

Per un breve profilo di Alberto Cacopardo si veda la risposta alla penultima domanda di questa intervista]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come e' avvenuto il suo accostamento alla nonviolenza?

- Alberto Cacopardo: Quando avevo quindici-sedici anni, nei tardi anni Sessanta, su influenza della sinistra americana e in rapporto con la mia attenzione verso il buddismo e le altre religioni orientali.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali libri consiglierebbe di leggere a un giovane che si accostasse oggi alla nonviolenza? E quali libri sarebbe opportuno che a tal fine fossero presenti in ogni biblioteca pubblica e scolastica?

- Alberto Cacopardo: La nonviolenza ha i suoi classici, che non c'e' bisogno di ricordare: Thoreau, Gandhi, Capitini, Martin Luther King, e cosi' via. Per il giovane insisterei su "L'obbedienza non e' piu' una virtu'" di don Milani, e gli raccomanderei vivamente "La terra del tramonto" di Ernesto Balducci e "Terra-Patria" di Edgar Morin. Ad altri segnalerei due classici del pacifismo pre-moderno che i nonviolenti non di rado ignorano: la "Querela pacis" di Erasmo da Rotterdam e la "Pace perpetua" di Immanuel Kant.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: In quali campi ritiene piu' necessario ed urgente un impegno nonviolento?

- Alberto Cacopardo: Io apprezzo molto le buone intenzioni di coloro che credono nel lavoro "dal basso", nei training, nella disseminazione di una nuova consapevolezza. Ma non credo che la realizzazione della pace dipenda dai comportamenti individuali. Dipende dalle scelte dei governi: i quali, in questo momento storico, sono spesso, sotto questo profilo, assai peggiori dei popoli che dovrebbero guidare. Credo dunque che il campo in cui piu' ci sarebbe bisogno di un impegno nonviolento e' la rivendicazione di un nuovo ordinamento internazionale che sia autenticamente democratico, pluralista, tollerante e capace di mettere fine alla guerra. Apprezzo molto il lavoro in questo senso di gente come Papisca o Allegretti o Ferrarotti, e vorrei tanto vederlo sostenuto da una riflessione nei movimenti internazionali che giunga ad un punto d'approdo abbastanza limpido e condiviso da essere oggetto di una vasta mobilitazione politica popolare.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza, e quali sono le sue caratteristiche fondamentali?

- Alberto Cacopardo: Vedo la nonviolenza come una posizione politica riguardante un punto importantissimo, ma assolutamente specifico: nonviolenza e' l'esclusione programmatica e categorica dell'uso della forza fisica a fini politici, sia nei rapporti fra stati, che nell'azione politica interna.

Non ritengo che sia opportuno concepire invece la nonviolenza come una visione complessiva del mondo, che abbia qualcosa da dire su tutto, dalla disuguaglianza sociale, al rapporto con l'ambiente, alla mafia, alla condizione delle donne e cosi' via.

Ritengo altresi' che non sia utile una definizione di violenza che vada al di la' dell'uso della forza fisica, per esempio sostenere che e' violenza l'uso autoritario del linguaggio, o il disprezzo dell'opinione altrui, o lo sfruttamento del lavoro, o il condizionamento dei media, o la limitazione dei diritti. Tutte queste sono forme di costrizione, di ingiustizia o di rapina, da condannare magari, ma da tenere ben distinte dal ricorso alla forza fisica. Altrimenti il concetto di nonviolenza finisce per coincidere con quello di giustizia, dunque non significa nulla.

Mi sembra particolarmente dannosa la pretesa di associare la nonviolenza ad un pacchetto precostituito di posizioni politiche che debba necessariamente includere, che so, ecologismo e animalismo, femminismo e multiculturalismo, anticapitalismo e socialismo, e via dicendo. Cosi' facendo non si fa che ridurre e restringere arbitrariamente, solo per far valere le proprie opinioni, la vastissima area di consenso che la nonviolenza in senso proprio sarebbe oggi capace di riscuotere. Posso anche condividere tante di quelle opinioni, ma, per me, nonviolenza non significa questo.

Potrei definire la mia visione "realismo nonviolento". La nonviolenza non e' una lontana utopia che richieda chissa' quale improbabile trasformazione delle coscienze. E' al contrario un progetto politico concreto, che ha obiettivi realizzabili e largamente condivisibili.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotta antimafia? tra nonviolenza e lotte del movimento dei lavoratori e delle classi sociali sfruttate ed oppresse? tra nonviolenza e lotte di liberazione dei popoli oppressi?

- Alberto Cacopardo: Da quanto detto sopra deriva che l'unico rapporto che vedo fra nonviolenza e lotta alla mafia, o lotta allo sfruttamento, o "liberazione dei popoli oppressi" riguarda il metodo con cui queste lotte vanno condotte, ossia la categorica esclusione dell'uso della forza. Quanto agli obiettivi di queste "lotte" (la parola, si capira', non mi entusiasma) non hanno a che fare con la nonviolenza in se'.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e femminismo?

- Alberto Cacopardo: L'unico rapporto che vedo fra nonviolenza e femminismo sta nel fatto che le donne, in qualsiasi cultura, sono meno inclini all'uso della forza, dunque naturalmente piu' inclini alla nonviolenza. So bene che non e' affatto estranea alla femminilita' l'eventuale ammirazione per l'uso della forza. Ma vedo malissimo, naturalmente, la stralunata invenzione delle donne soldato.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza ed ecologia?

- Alberto Cacopardo: Fra nonviolenza ed ecologismo esiste a mio parere un rapporto, che e' pero' un argomento complesso, sul quale ho scritto in "Covando un nuovo mito" (l'introduzione a "La grana delle cose" di Snyder, Ega, Torino 1987) e sul quale non ho il tempo di ritornare. Rinvio a quel testo, che ritengo ancora sostanzialmente attuale, anche per le risposte ad alcune delle altre domande.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza, impegno antirazzista e lotta per il riconoscimento dei diritti umani di tutti gli esseri umani?

- Alberto Cacopardo: La "lotta per il riconoscimento dei diritti umani" e' diventata guerra il 24 marzo del 1999. Dunque ne diffido profondamente. Io credo in un futuro diritto universale, ma le attuali pretese del potere in questa direzione odorano solo di imperialismo politico e culturale. Il problema della tutela dei diritti fondamentali al di la' delle frontiere si potra' porre soltanto quando esistera' un ordinamento internazionale equo e autenticamente democratico, cosa che e' nei miei sogni, non nella realta' del presente. Fino ad allora, l'esportazione dei diritti e della democrazia rischiera' sempre di esssere alibi ai peggiori soprusi. La "lotta al razzismo" e' un'altra questione. Il problema non e' di razza: e' l'etnocentrismo che va superato per sempre, perche' e' una delle radici della guerra.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e pacifismo?

- Alberto Cacopardo: Ovviamente, nella mia concezione il pacifismo, ossia il rifiuto del ricorso alla forza nelle relazioni fra stati, e' un cardine della nonviolenza, anche se non la esaurisce.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e antimilitarismo e tra nonviolenza e disarmo?

- Alberto Cacopardo: L'antimilitarismo e' piu' un sentimento che una dottrina. Credo che un progetto politico planetario di superamento dell'era delle guerre avrebbe piu' speranza di essere attuato se concepito non contro le istituzioni militari, ma con il loro coinvolgimento. Lo stesso, come dice Galtung, si puo' dire del disarmo, che naturalmente fa parte dei miei sogni.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione filosofica, alla riflessione delle e sulle religioni, alla riflessione sull'educazione, alla riflessione sull'economia, alla riflessione sul diritto e le leggi, alla riflessione sull'etica e sulla bioetica, alla riflessione sulla scienza e la tecnologia, alla riflessione storica e alla pratica storiografica?

- Alberto Cacopardo: La nonviolenza e' un discorso deontologico, di ordine prescrittivo. Le scienze, nella mia concezione, sono un discorso descrittivo. Quanto all'educazione, la nonviolenza andrebbe insegnata a tutti, se si vuole vederla duraturamente realizzata.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e percezione dell'unita' dell'umanita': quale relazione e quali implicazioni?

- Alberto Cacopardo: La percezione dell'unita' dell'umanita' e' per me un elemento essenziale della visione nonviolenta, nella misura in cui riguarda il rapporto fra stati, fra culture, fra civilta'. Per questo rinvio al mio intervento contenuto nel volumetto "Nonviolenza e mondo possibile" curato quest'anno (2010) da Alberto L'Abate.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: La nonviolenza dinanzi alla morte: quali riflessioni?

- Alberto Cacopardo: Le mie riflessioni dinanzi alla morte sono tante, ma non hanno nulla a che fare con la nonviolenza. Che dare la morte sia male e' un concetto che non richiede riflessioni.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali le maggiori esperienze storiche della nonviolenza?

- Alberto Cacopardo: La piu' gloriosa e' certamente l'indipendenza dell'India, nonostante i drammi che porto' con se', di cui ancor oggi si piangono le conseguenze. Poi ovviamente la lotta per i diritti civili dei neri americani. Ma anche la fine della guerra del Vietnam fu dovuta alla forza disarmata della nonviolenza assai piu' che a quella armata dei Vietcong.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e conoscenza di se': quale relazione?

- Alberto Cacopardo: Un'autentica conoscenza di se' e' un'impresa alta e impervia, nella quale ben pochi hanno successo. La nonviolenza e' una cosa molto piu' elementare ed accessibile. Dunque la relazione fra le due cose e' analoga a quella fra la conoscenza di se' e l'intonaco. Se chi fa l'intonaco conosce autenticamente se stesso, sara' meglio per lui e per tutti: ma se questa conoscenza gli manca, non e' detto che l'intonaco ne soffra. Forse occorre essere santi per somigliare a San Francesco o a Gandhi, non per ritenersi nonviolenti.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e rispetto per i viventi, la biosfera, la "madre terra": quali implicazioni e conseguenze?

- Alberto Cacopardo: Io sono un devoto di Gaia e in merito rinvio a quanto detto a proposito dell'ecologia. Ma questo e' qualcosa che va oltre cio' che io chiamo nonviolenza, che e' cosa piu' semplice e piu' urgente.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza, riconoscimento dell'altro, principio responsabilita', scelte di giustizia, misericordia: quali implicazioni e conseguenze?

- Alberto Cacopardo: Qui c'e' una grossa questione di cerchi di appartenenza e orizzonte dell'etica, per la quale rimando al surricordato libretto "Nonviolenza e mondo possibile".

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza come cammino: in quale direzione?

- Alberto Cacopardo: Siamo in cammino verso un grande salto evolutivo che approdera' al tabu' della guerra. Io non ho dubbi che le guerre finiranno per sempre, sta scritto nel nostro futuro. L'unico dubbio, piuttosto angoscioso, e' se accadra' prima o dopo la terza conflagrazione mondiale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Potrebbe presentare la sua stessa persona (dati biografici, esperienze significative, opere e scritti...) a un lettore che non la conoscesse affatto?

- Alberto Cacopardo: La mia persona ha poca rilevanza. Quello che ho scritto e' soprattutto ricerca etno-antropologica. Ai nonviolenti possono interessare particolarmente i due scritti che ho menzionato piu' sopra e il prossimo libro che pubblichero', chiamato "Chi ha inventato la democrazia?". Chi vuole seguire qualcuno dei miei pensieri, puo' consultare il blog che ho iniziato nel settembre 2010. Si chiama "Politics, poetry and peace" e si trova a: http://albertocacopardo.blogspot.com/

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: C'e' qualcosa che vorrebbe aggiungere?

- Alberto Cacopardo: "Nessuna pace e' talmente iniqua da non essere preferibile alla piu' giusta delle guerre" (Erasmo da Rotterdam).

 

3. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO TIZIANA VALPIANA

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista a Tiziana Valpiana.

Per un breve profilo di Tiziana Valpiana si veda la risposta all'ultima domanda di questa intervista]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come e' avvenuto il suo accostamento alla nonviolenza?

- Tiziana Valpiana: Chiamandola con questo nome e come teoria politica e di vita definita, sicuramente grazie a mio fratello Massimo che, pur essendo piu' giovane di me, si e' accostato giovanissimo alla teoria e alla pratica della nonviolenza. Come ispirazione di fondo piu' generale ma non generica con l'educazione familiare, lo scoutismo, la politica, l'aspirazione ad una societa' di liberi e libere ed uguali.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali personalita' della nonviolenza hanno contato di piu' per lei, e perche'?

- Tiziana Valpiana: In primis le persone che ho conosciuto direttamente e precocemente, il nonno, Gracco Spaziani, avvocato, partigiano socialista deportato e ucciso a Mauthausen che non ho conosciuto ma la cui presenza nonviolenta e antimilitarista e' stata vivida, il prozio Elio Spaziani, che gia' negli Anni Cinquanta parlava di Pace universale e frequentava Bertrand Russel, Pietro Pinna, Enzo Melegari (primo obiettore di coscienza a Verona), Alberto L'Abate, Marco Pannella, Matteo Soccio, Alexander Langer e poi tutti quelli i cui libri ho letto, da don Milani a Rosa Luxemburg, da Simone Weil a Gramsci, da Gandhi a padre Balducci, da Vandana Shiva a Mandela, da Giuliano Pontara a Aldo Capitini, da Martin Luther King alla musica di Lennon e dei cantautori pacifisti. Penso sia importante leggere e conoscere le loro straordinarie vite.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali iniziative nonviolente in corso oggi nel mondo e in Italia le sembrano particolarmente significative e degne di essere sostenute con piu' impegno?

- Tiziana Valpiana: In tanti luoghi del mondo si resiste con la nonviolenza alle violenze piu' varie, in piccole e grandi iniziative e tutte andrebbero sostenute. Credo che in questo momento sia fondamentale opporsi alla violenza del capitale (soprattutto finanziario) e del consumismo che corrodono le vite e le menti, con la noncollaborazione e il boicottaggio, assumendo uno stile di vita che non "foraggi" l'avversario. Per questo credo che andrebbe maggiormente sostenuta (in Italia) l'obiezione di coscienza alle spese militari.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: In quali campi ritiene piu' necessario ed urgente un impegno nonviolento?

- Tiziana Valpiana: Nelle relazioni, personali e tra i popoli.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali centri, organizzazioni, campagne segnalerebbe a un giovane che volesse entrare in contatto con la nonviolenza organizzata oggi in Italia?

- Tiziana Valpiana: Il Movimento Nonviolento.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza, e quali sono le sue caratteristiche fondamentali?

- Tiziana Valpiana: Compassione e rispetto. L'autodisciplina.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e femminismo?

- Tiziana Valpiana: Sono femminista e nonviolenta. Il movimento femminista e' nonviolento e molti degli strumenti concreti della nonviolenza sono mutuati dai movimenti delle donne. Credo che anche il "mondo nonviolento" dovrebbe dare piu' ascolto al femminile e al pensiero "materno". Il femminismo e' stato ed e' la piu' grande rivoluzione senza spargimento di sangue, dovrebbe essere piu' presente nel pensiero nonviolento. Tanta violenza (fisica e morale) si scatena ovunque contro il corpo della donna. Ovunque uomini uccidono donne. E' un problema su cui gli uomini (soprattutto i nonviolenti) dovrebbero riflettere e prendere parola, eliminando dal linguaggio il neutro maschile e i termini bellici e sessisti.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza ed ecologia?

- Tiziana Valpiana: Il rispetto per la Natura e per le generazioni future e' uno dei pilastri su cui si basa il pensiero nonviolento. Credo che della nonviolenza facciano parte integrante anche il vegetarianesimo e il veganesimo, il rispetto di tutti i viventi, la cura del Creato.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza, impegno antirazzista e lotta per il riconoscimento dei diritti umani di tutti gli esseri umani?

- Tiziana Valpiana: La nonviolenza e' naturalmente legata all'impegno per l'uguaglianza dei diritti umani. All'impegno per la liberta'.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotta antimafia?

- Tiziana Valpiana: Il sistema mafioso, non solo quello delle cosche, ma anche quello piu' "perbene" che attraversa tutta l'Italia e su cui si basano molti rapporti economici e di potere, e' l'antitesi della nonviolenza. Mentre scrivo queste note sento in tv la notizia della collaboratrice di giustizia torturata, uccisa e sciolta nell'acido! Che Paese e' quello in cui puo' succedere questo?

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotte del movimento dei lavoratori e delle classi sociali sfruttate ed oppresse?

- Tiziana Valpiana: Socialismo o barbarie. Potremmo anche dire Nonviolenza o barbarie. Fino a che ci saranno sfruttamento e oppressione non potra' cessare la lotta nonviolenta contro un sistema economico, politico e sociale che li crea. Credo che i movimenti che si ispirano alla nonviolenza dovrebbero attivamente e apertamente entrare nei partiti politici e nei sindacati.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotte di liberazione dei popoli oppressi?

- Tiziana Valpiana: Penso che le situazioni siano molto diverse e che ogni popolo debba essere artefice della propria liberazione con i metodi che ritiene piu' opportuni e come puo'. Chi ha consapevolezza nonviolenta puo' proporre, testimoniare, non sovrapporsi. Mai, comunque, abbandonarli.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e pacifismo?

- Tiziana Valpiana: Il pacifismo puo' essere il primo passo vero una consapevolezza nonviolenta, non e' sufficiente, ma in un mondo in cui guerre e conflitti sono ovunque e' gia' abbastanza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e antimilitarismo?

- Tiziana Valpiana: L'antimilitarismo e' il fondamento della nonviolenza. La guerra (anche e soprattutto quando camuffata da "missione di Pace") e' la piu' grande delle violenze.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e disarmo?

- Tiziana Valpiana: E' necessario il disarmo non solo degli eserciti, ma la messa al bando di ogni arma e di ogni strumento di sopraffazione. L'uso, la consuetudine, la familiarita', la presenza di armi e' causa di violenze. La folle campagna per la "sicurezza" puo' indurre le persone a pensare che armarsi rende piu' sicuri, mentre rende piu' violenti. Andrebbe abolita totalmente la caccia che non ha piu' alcuna giustificazione oggi nella nostra societa', e' solo una violenza gratuita contro esseri inermi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e diritto alla salute e all'assistenza?

- Tiziana Valpiana: La nostra Costituzione garantisce e tutela il diritto alla salute, anche se le privatizzazioni selvagge stanno sempre piu' erodendo la presa in carico collettiva della salute di ciascuno. A livello mondiale la salute e' trascurata e lasciata alle cure del singolo. Penso che i movimenti nonviolenti dovrebbero porre al centro del loro agire il diritto alla salute, soprattutto dei bambini e dei deboli (penso alla questione delle rette dei ricoverati nelle Rsa, che spesso i comuni pongono a carico delle famiglie invece che della collettivita').

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e informazione?

- Tiziana Valpiana: E' il problema principe del nostro tempo. Il potere tiene strettamente in mano l'informazione e la usa come una clava per propaganda e disinformazione. Per questo ciascuno deve farsi agente di corretta informazione, usare e promuovere l'informazione indipendente.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'educazione?

- Tiziana Valpiana: I bambini e le bambine non sono ancora considerati appieno persone e spesso gli adulti impongono con le violenze, non piu' forse fisiche ma sicuramente psicologiche, le loro opinioni. La nonviolenza puo' aiutare genitori, educatori e tutta la societa' al rispetto reale della personalita' di ogni bambino e di ogni bambina, il futuro dell'umanita'. In particolare una nascita nonviolenta (senza violenza aggiunta) e una protezione rispettosa della coppia madre-bambino nei primi anni di vita e' la chiave di volta per un reale cambiamento.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'economia?

- Tiziana Valpiana: Se l'economia non e' rapina ma uso equo delle risorse comuni per vivere tutti meglio, la nonviolenza dovrebbe esserne l'ispiratrice.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sul diritto e le leggi?

- Tiziana Valpiana: Le leggi sono la rappresentazione dei rapporti di potere e di forza in una societa'. Una societa' basata sulla sottomissione di molti a pochi si autorizza al sopruso attraverso le sue leggi (e le scappatoie per aggirare quelle ugualitarie). La legge della nonviolenza modificherebbe completamente l'assunto di partenza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'etica e sulla bioetica?

- Tiziana Valpiana: La consapevolezza che l'autodeterminazione e le scelte di vita (e di nascita e morte) sono campi del singolo, che mai nessuno sara' autorizzato a decidere per altri e a sovrapporre la propria morale, scambiandola per universale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Tra le tecniche deliberative nonviolente ha una grande importanza il metodo del consenso: come lo caratterizzerebbe?

- Tiziana Valpiana: Discussione dal basso e autodeterminazione.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come caratterizzerebbe la formazione alla nonviolenza?

- Tiziana Valpiana: Prima di tutto attraverso l'esempio. Poi a partire dai primissimi anni di formazione anche attraverso la scuola e la teoria, alternandola a una pratica stringente.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come caratterizzerebbe l'addestramento all'azione nonviolenta?

- Tiziana Valpiana: Eliminando ogni forma di servizio militare e creando un servizio civile volontario con un periodo di formazione anche teorica.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali mezzi d'informazione e quali esperienze editoriali le sembra che piu' adeguatamente contribuiscano a far conoscere o a promuovere la nonviolenza?

- Tiziana Valpiana: Voi e "Azione nonviolenta".

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: I movimenti nonviolenti presenti in Italia danno sovente un'impressione di marginalita', ininfluenza, inadeguatezza; e' cosi'? E perche' accade? E come potrebbero migliorare la qualita', la percezione e l'efficacia della loro azione?

- Tiziana Valpiana: No, non mi sembra. E' purtroppo l'informazione a non dare spazio a questi movimenti, come a tutto cio' che potrebbe creare cittadini consapevoli e non consumatori passivi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: I movimenti nonviolenti dovrebbero dotarsi di migliori forme di coordinamento? E se si', come?

- Tiziana Valpiana: Certo, il coordinamento e' sempre positivo per risparmiare energia ed essere piu' efficaci, ma attenzione al "pensiero unico" e all'omogeneizzazione. La spontaneita' e l'originalita' di ciascuno sono una ricchezza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: I movimenti nonviolenti dovrebbero dotarsi di ulteriori strumenti di comunicazione? E con quali caratteristiche?

- Tiziana Valpiana: Se si riuscisse ad avere una televisione nonviolenta, una televisione di qualita' e formazione. Ma penso sia un'utopia irrealizzabile...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e istituzioni: quali rapporti?

- Tiziana Valpiana: Le istituzioni non sono impermeabili, ma troppo pochi sono le persone nonviolente nelle istituzioni, dovrebbero mettersi in gioco di piu'. Lo stesso dicasi per le forze politiche, sindacali e sociali: ci vuole il coraggio di dirsi e essere nonviolenti in ogni ambito.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e politica: quale relazione?

- Tiziana Valpiana: La nonviolenza e' politica.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e vita quotidiana: quale relazione?

- Tiziana Valpiana: Ogni atto e ogni momento della vita quotidiana possono e devono essere momenti di pratica nonviolenta, non dando mai per scontato nulla, perche' ogni azione puo' essere declinata in modo diverso. A tutte le relazioni (con le persone, gli animali, l'ambiente e le cose) si puo' sempre applicare una "manutenzione nonviolenta".

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: La nonviolenza dinanzi alla morte: quali riflessioni?

- Tiziana Valpiana: Rispetto dei tempi della Natura e dell'autodeterminazione delle persone.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali le maggiori esperienze storiche della nonviolenza?

- Tiziana Valpiana: Difficile dirlo. Nonostante i libri di storia spesso sembrino affermare il contrario, le azioni nonviolente sono state tante, diffuse, forse nascoste ma spesso efficaci. Penso a Rosa Parks e a Martin Luther King e al movimento per i diritti civili, a Nelson Mandela e a tanta resistenza nonviolenta alle occupazioni militari. La nonviolenza delle donne che hanno fatto figli e li hanno contesi alla guerra e ai fascismi o pianti (le argentine, le cilene, le italiane nel ventennio). Le donne africane (candidate al Nobel per la Pace) per la Resistenza nonviolenta quotidiana alla fame e al depauperamento delle risorse della loro terra.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quale e' lo stato della nonviolenza oggi in Italia?

- Tiziana Valpiana: L'Italia e' in un baratro. L'informazione e lo strapotere mediatico e politico del Presidente del Consiglio e dei suoi accoliti impedisce il diffondersi di idee, pensieri, pratiche. Quando finira' questa agonia credo che "mille fiori fioriranno".

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quale le sembra che sia la percezione diffusa della nonviolenza oggi in Italia?

- Tiziana Valpiana: Oggi in Italia non e' possibile percepire nulla, ogni senso e' ottuso, solo il "pensiero unico" ha spazio e diffusione. Ha da passa' 'a nuttata!

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e linguaggio: quale relazione?

- Tiziana Valpiana: C'e' una stretta relazione tra violenza del linguaggio e violenza reale. C'e' una stretta relazione tra violenza del linguaggio e violenza nelle relazioni. Tra deterioramento del linguaggio e della politica, dei media e della societa'. Il linguaggio, la comunicazione, i contenuti, i significati delle parole sono importantissimi. Il femminismo ha colto il "significato significante" delle parole (e dell'esclusione del genere femminile dai linguaggi). Nominare ciascuno e ciascuna e le differenze da' dignita' e esistenza: il primo passo della nonviolenza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e rispetto per i viventi, la biosfera, la "madre terra": quali implicazioni e conseguenze?

- Tiziana Valpiana: Rispetto. In particolare verso gli esseri viventi non umani, con il vegetarianesimo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e coscienza del limite: quali implicazioni e conseguenze?

- Tiziana Valpiana: La riflessione e l'autoriflessione nonviolenta aiutano ciascuno a scoprire dentro di se' i limiti naturali e i limiti posti dalla convivenza con gli altri. Non si possono porre limiti alla scienza e alla ricerca, ma alle loro applicazioni si', quando vanno a ledere i diritti e le liberta' di qualcuno.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Potrebbe presentare la sua stessa persona (dati biografici, esperienze significative, opere e scritti...) a un lettore che non la conoscesse affatto?

- Tiziana Valpiana: Difficile! Attualmente in teoria sono "pensionata" in pratica ne faccio mille e una... in particolare mi sono sempre occupata e mi occupo soprattutto di donne, fertilita', maternita', intesa come promozione di una cultura della nascita, come empowerment per la donna e rispetto dei ritmi naturali del corpo, come lotta alla medicalizzazione di mamme e neonati, promozione dell'allattamento e di una relazione nonviolenta con i neonati, di diritti dei bambini. Ho avuto una lunga esperienza parlamentare, eletta in Veneto con Rifondazione Comunista. Tra le tantissime cose fatte in ambito legislativo, sono fiera di essere riuscita ad inserire nella legge sull'obiezione di coscienza con un emendamento votato il termine "nonviolenza" (tutto unito, dopo lunghe discussioni in Commissione e in Aula) e la Difesa popolare Nonviolenta (istituendo anche una Commissione consultiva). Se interessano gli ambiti operativi, allego un breve curriculum vitae "ufficiale". Profilo prsonale e professionale: "Nata a Brescia il 21 novembre 1951. Divorziata, una figlia. Risiede a Verona. Diploma universitario per assistenti sociali. Educatrice prenatale. Consulente editoriale. 1975-1989 Operatrice presso il consultorio Aied (Associazione Italiana Educazione Demografica) di Verona. 1981 Fondatrice dell'Associazione "Il Melograno - Centro Informazione Maternita' e Nascita", con sedi oggi in varie citta' d'Italia, della quale e' tuttora Presidente onoraria. 1990-2009 (con aspettative per incarico parlamentare) Lavora come assistente sociale presso gli Istituti Civici di Servizio Sociale Iciss (Ipab) di Verona, come responsabile del Centro Studi Infanzia. 1991 Fondatrice (e Presidente fino al 2005) dell'associazione "Cini Italia" che sostiene il Child In Need Institute di Calcutta per offrire servizi materno-infantili a una popolazione di oltre 5 milioni di abitanti della periferia di Calcutta, e attualmente membro del Consiglio Direttivo. 2009 Fondatrice dell'associazione "Madri sane, Terra felice" che sostiene la casa del parto Bumi Sehat di Ibu Robin Lim a Bali e in Aceh. E' autrice di vari volumi sui temi della gravidanza, della nascita e dell'alimentazione naturale dei bambini fra cui: L'alimentazione naturale del bambino, Red Edizioni; L'agenda della maternita', Red Edizioni, Tutto sulla contraccezione, Muzio Editore, Ricette per l'alimentazione naturale del bambino, Red Edizioni, Pranzetti e merende, Red Edizioni. Ha collaborato con diverse riviste di alimentazione e stili di vita naturali e con diverse case editrici come consulente sui temi della nascita e dei primi anni di vita". Incarichi istituzionali ed attivita' parlamentare: "Eletta alla Camera nella XII legislatura ha fatto parte della XII Commissione permanente - Affari Sociali, della IV Commissione permanente - Difesa e della Delegazione italiana all'Assemblea dell'Atlantico del Nord. E' inoltre stata Segretario della Commissione Speciale in materia di Infanzia. Eletta nuovamente alla Camera nella XIII legislatura ha fatto parte della XII Commissione permanente - Affari Sociali e della Commissione parlamentare per l'Infanzia. Eletta ancora alla Camera nella XIV legislatura e' stata Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati e ancora una volta componente della XII Commissione permanente - Affari Sociali e della Commissione parlamentare per l'Infanzia. E' stata nominata, dal Presidente della Camera, rappresentante dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati nel Comitato per le pari opportunita'. Eletta al Senato nella XV legislatura è stata membro della XII Commissione permanente - Igiene e Sanita', della Commissione parlamentare per l'Infanzia e della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito" (scheda tratta da: I deputati e senatori del quindicesimo Parlamento Repubblicano, La Navicella, 2006).

 

4. INCONTRI. IL 27 OTTOBRE SI E' SVOLTO UN INCONTRO A VITERBO SUL TEMA "LA PACE COME IMPEGNO COMUNE"

 

Il 27 ottobre 2010, in occasione della "Giornata del dialogo cristiano-islamico" e come contributo ad essa, si e' svolto presso la sede del Centro di ricerca per la pace di Viterbo un incontro di riflessione su "La pace come impegno comune".

Nel corso dell'incontro sono state evidenziate le forti convergenze di diverse tradizioni culturali nell'impegno di promozione della pace, di difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, per la salvaguardia della biosfera.

 

5. APPELLI. PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Sostenere finanziariamente la segreteria nazionale del Movimento Nonviolento e' un buon modo per aiutare la nonviolenza in Italia.

Per informazioni e contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 

6. STRUMENTI. "AZIONE NONVIOLENTA"

 

"Azione nonviolenta" e' la rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.

Redazione, direzione, amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 30 euro sul ccp n. 10250363 intestato ad Azione nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.

E' possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all'indirizzo an at nonviolenti.org scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".

 

7. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Franco Brevini (a cura di), Poeti dialettali del Novecento, Einaudi, Torino 1987, pp. XXX + 614.

- Mario Chiesa e Giovanni Tesio (a cura di), Le parole di legno. Poesia in dialetto del '900 italiano, Mondadori, Milano 1984, 2 voll. per pp. 352 + 336.

- Piero Gelli e Gina Lagorio (a cura di), Poesia italiana. Il Novecento, Garzanti, Milano 1980, 2 voll. per pp. XVI + 1052.

- Giancarlo Majorino (a cura di), Poesie e realta' '45-'75, Savelli, Roma 1977, 2 voll. per pp. 144 + 158.

- Pier Vincenzo Mengaldo, Poeti italiani del Novecento, Mondadori, Milano 1978, 1981, pp. LXXXII + 1100.

- Edoardo Sanguineti (a cura di), Poesia italiana del Novecento, Einaudi, Torino 1969, 1993, 2 voll. per complessive pp. LXXX + 1160.

- Cesare Segre e Carlo Ossola (a cura di), Antologia della poesia italiana. Il Novecento, Einaudi, Torino 1999, 2003, 2 tomi per complessive pp. XXIV + 1212.

 

8. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

9. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 357 del 28 ottobre 2010

 

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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L'informativa ai sensi del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 ("Codice in materia di protezione dei dati personali") relativa alla mailing list che diffonde questo notiziario e' disponibile nella rete telematica alla pagina web:

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L'unico indirizzo di posta elettronica utilizzabile per contattare la redazione e': nbawac at tin.it