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Telegrammi. 358



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 358 del 29 ottobre 2010

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Mao Valpiana: Partecipare

2. Il programma del XXIII Congresso nazionale del Movimento Nonviolento che inizia oggi

3. Anna Maria Crispino: Auguri

4. Antonia Sani: Un saluto e un augurio

5. Antonella Santarelli e Salvatore Giordano: Ma piu' guerre

6. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Carlo Gubitosa

7. Il 27 ottobre si e' svolto a Blera un incontro di formazione alla comunicazione nonviolenta

8. Si e' svolto giovedi' 28 ottobre un incontro di studio a Viterbo

9. Per sostenere il Movimento Nonviolento

10. "Azione nonviolenta"

11. Segnalazioni librarie

12. La "Carta" del Movimento Nonviolento

13. Per saperne di piu'

 

1. VERSO IL CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO. MAO VALPIANA: PARTECIPARE

[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per questo intervento di invito al congresso del Movimento Nonviolento che si svolgera' a Brescia tra il 29 ottobre e il primo novembre 2010.

Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive e ha lavorato come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"), e' segretario nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007; un'altra recente ampia intervista e' in "Coi piedi per terra" n. 295 del 17 luglio 2010]

 

Partecipare al congresso del Movimento Nonviolento significa "farsi centro" propulsore di nonviolenza. E' un'assunzione di responsabilita', un atto che ha un valore in se', un passo della nonviolenza in cammino.

 

2. INCONTRI. IL PROGRAMMA DEL XXIII CONGRESSO NAZIONALE DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO CHE INIZIA OGGI

[Dal Movimento Nonviolento (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) riceviamo e volentieri diffondiamo]

 

XXIII Congresso nazionale del Movimento Nonviolento "La nonviolenza per la citta' aperta" Brescia, 29-31 ottobre - primo novembre 2010.

Tutti i lavori si svolgono presso il Centro Saveriano di Animazione Missionaria, via Piamarta, 9 (zona via dei Musei).

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Programma

Venerdi' 29 ottobre

- ore 20,30: Dibattito aperto alla cittadinanza sul tema: "La nonviolenza per la citta' aperta" con: Massimo Tedeschi, giornalista, redattore di "Bresciaoggi"; Carlo Melegari, sociologo, direttore del Cestim, Centro Studi Immigrazione; intervistati da Massimo Valpiana, direttore di "Azione nonviolenta".

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Sabato 30 ottobre

- ore 10: Apertura, accoglienza, iscrizioni, insediamento presidenza; distribuzione cartelline. Quota di iscrizione al Congresso, euro 5,00 (non richiesta agli iscritti al Movimento Nonviolento in regola per il 2010 - sara' possibile rinnovare o iscriversi anche in quella sede).

- ore 11: Relazione del presidente; relazione del segretario; saluti delle autorita' e degli ospiti; premiazione degli studenti realizzatori del Manifesto del Congresso; inizio assemblea plenaria.

- ore 13: Buffet.

- ore 15-18,30: Proseguimento dell'Assemblea plenaria.

- ore 18,30-19,30: Presentazione delle Commissioni da parte dei conduttori: Educazione aperta, nella citta' e nella scuola, Elena Buccoliero, Caterina Del Torto; Ecologia politica per fermare il nucleare, Mao Valpiana, Rocco Pompeo; La nonviolenza per la liberazione dalle mafie, Pasquale Pugliese, Daniele Lugli; Gli strumenti per l'agire del Movimento, Mao Valpiana, Piercarlo Racca; L'antimilitarismo oggi: disarmo e corpi di pace, Renato Fiorelli, Adriano Moratto; Per una nuova convivenza nella citta' aperta, Pasquale Pugliese, Elena Buccoliero, Enrico Pompeo. L'obiettivo delle commissioni e' definire gli obiettivi di lavoro del Movimento Nonviolento per i prossimi tre anni e indicare gli strumenti di praticabilita' per conseguire questi obiettivi.

- ore 20: Cena libera.

- ore 21: Spettacolo teatrale con video e letture.

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Domenica 31 ottobre

- ore 9,30: Apertura lavori.

- ore 10-13: Lavori delle commissioni (n. 1, 2, 3).

- ore 13: Pranzo.

- ore 15: Lavori  delle commissioni (n. 4, 5, 6).

- ore 18: Dibattito in plenaria sulle commissioni.

- ore 21: Cena e serata libere (con probabile visita guidata al Castello o alla citta').

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Lunedi' primo novembre

- ore 9: Presentazione dei risultati delle commissioni; dibattito.

- ore 11: Votazioni delle mozioni emerse dalle sei commissioni.

- ore 12: Votazione della mozione generale; elezioni del Presidente, del Comitato Direttivo, del Comitato di Coordinamento.

- ore 13: Conclusioni.

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Si ricorda che il Congresso del Movimento Nonviolento e' aperto a tutti, ma possono votare solo gli iscritti.

Per informazioni: Movimento Nonviolento, sede nazionale, tel. 0458009803, Centro per la Nonviolenza di Brescia, tel. 0303229343.

Le informazioni logistiche (pernottamenti, ospitalita', vitto) saranno indicate prossimamente.

Nel numero di agosto-settembre di "Azione nonviolenta" sono state pubblicate le tracce di lavoro delle Commissioni, cosi' che ogni congressista possa partecipare in modo adeguato e portando un fattivo contributo. Il Congresso e' il massimo organo decisionale del Movimento. E' il momento di sintesi e valutazione del lavoro fatto, e di programmazione del lavoro futuro. Gli iscritti assumono la responsabilita' di contribuire - ognuno come puo' - alla realizzazione degli impegni comuni.

 

3. VERSO IL CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO. ANNA MARIA CRISPINO: AUGURI

[Ringraziamo Anna Maria Crispino (per contatti: leggendaria at supereva.it) per questo intervento di augurio al congresso del Movimento Nonviolento che si svolgera' a Brescia tra il 29 ottobre e il primo novembre 2010.

Anna Maria Crispino e' nata a Napoli, ma vive e lavora a Roma; giornalista, si occupa prevalentemente di questioni internazionali; ha ideato la rivista "Leggendaria - Libri, letture, linguaggi" che dirige dal 1987; e' tra le socie fondatrici della Societa' Italiana delle Letterate]

 

Cari amici e care amiche della nonviolenza,

vi ringrazio molto per l'invito al vostro congresso, al quale ahime', per ragioni di salute, non potro' partecipare, e vi faccio i miei migliori auguri perche' il vostro incontro sia proficuo e ricco di interesse.

Un caro saluto

Anna Maria Crispino

 

4. VERSO IL CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO. ANTONIA SANI: UN SALUTO E UN AUGURIO

[Ringraziamo Antonia Sani (per contatti: antonia.sani at alice.it) per questo intervento di augurio al congresso del Movimento Nonviolento che si svolgera' a Brescia tra il 29 ottobre e il primo novembre 2010.

Antonia Baraldi Sani, nata a Ferrara nel 1936. vive a Roma; e' docente di materie letterarie nella Scuola Secondaria Superiore. E' tra i membri fondatori del Comitato nazionale "Scuola e Costituzione" (1985) e presidente del Crides (Centro Romano  di Iniziativa per la Difesa dei Diritti nella Scuola), che rappresenta l'articolazione romana del Comitato Nazionale Scuola e Costituzione. Fa parte della Giunta Esecutiva dell'Associazione "Carta 89", fondata da F. Gentiloni, M.A. Manacorda, E. Garin, R. Luporini, F. Gianpiccoli, per la difesa della laicita' dello Stato; è membro della giunta della Consulta Romana per la Laicita' delle Istituzioni. E' stata presidente del "Comitato per la difesa e il rlancio della Costituzione" di Roma (1990-'97). E' tra i soci fondatori della "Associazione per la scuola della repubblica"(1999). E' stata consigliera circoscrizionale (Roma, II Circoscrizione) per due consiliature come rappresentante del Pdup, e, successivamente, come indipendente nelle liste del Pci (1981-1989). Ha fatto parte del Consiglio Scolastico Provinciale di Roma come insegnante di scuola superiore. Dal 2007 e' presidente della sezione italiana della Wilpf (Lega Internazionale di Donne per la Pace e la Liberta'). Collabora a vari quotidiani e periodici di ispirazione laica, tra i quali "Laicita'", "Ecole", "Alternative", "Italialaica (on line)", "Il paese delle donne", Critica liberale", oltre a raccolte di saggi]

 

Mando un saluto e un augurio al congresso del Movimento Nonviolento.

Ogni congresso che non sia finalizzato alla selezione dei leaders rappresenta un momento importante per una riflessione non rituale. Gli eventi e le considerazioni sugli eventi portano a rivedere, a riflettere su posizioni e iniziative che non sono forse piu' del tutto adeguate al momento in cui si vive. Anche se la distanza da riflessioni che ci parevano avanzate e' breve.

La nonviolenza deve essere oggi l'involucro in cui comprendere tutte le azioni rivolte all'estensione dei diritti umani, sociali, civili a tutto il pianeta. E' questo il nuovo orizzonte determinato dalla globalizzazione.

Allora bisogna pensare soprattutto a come diffondere oggi una cultura della nonviolenza, quali passi fare, in quali direzioni, dove muoverci prioritariamente.

Credo che un'azione determinata nei confronti dell'informazione radiotelevisiva debba essere assolutamente intrapresa. Se non si distruggono stereotipi del potere maschilista nelle rappresentazioni quotidianamente emanate, la cultura della nonviolenza non uscira' mai dalla cerchia degli adepti che da anni la praticano.

Auguri e complimenti a coloro che tengono in vita l'importante foglio di comunicazione nonviolenta.

Antonia Sani, presidente Wilpf Italia (Lega Internazionale di Donne per la Pace e la Liberta')

 

5. VERSO IL CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO. ANTONELLA SANTARELLI E SALVATORE GIORDANO: MAI PIU' GUERRE

[Ringraziamo Antonella Santarelli e Salvatore Giordano (per contatti: info at mediterraneoforpeace.it) per questo intervento di augurio al congresso del Movimento Nonviolento che si svolgera' a Brescia tra il 29 ottobre e il primo novembre 2010.

Antonella Santarelli e Salvatore Giordano animano il sito di "Mediterraneo for peace" (www.mediterraneoforpeace.it)]

 

Saluti di mediterraneoforpeace.it al XXIII congresso del Movimento Nonviolento

Come mediterraneoforpeace.it esprimiamo i nostri piu' vivi auguri al XXIII congresso del Movimento Nonviolento che si terra' nei prossimi giorni a Brescia. Il nostro sito e' nato in reazione al clima di vergognosa condivisione della guerra in Iraq da parte della maggioranza dell'opinione pubblica in Italia e in Occidente. Una scelta sciagurata voluta da Bush e dai produttori di armi, nonche' dalle servili diplomazie di governi miopi e collusi come quello italiano. La conseguenza immediata di questa guerra e' stato il riesplodere dei fanatismi. Ne pagheremo le conseguenze ancora per molto.

Mai piu' guerre, la pace e' l'unica via.

Stanchi della continua separazione dei saperi, molto funzionale agli interessi dell'industria culturale imperante nell'Occidente, abbiamo scelto di essere aperti a tutti i contributi sulla vita quotidiana e sociale della singola persona e dei gruppi: vi ribadiamo, pertanto, la nostra disponibilita' a ospitare nelle pagine del sito gli interventi che come Movimento Nonviolento vorrete inviarci.

Antonella Santarelli e Salvatore Giordano

 

6. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO CARLO GUBITOSA

[Ringraziamo Paolo Arena (per contatti: paoloarena at fastwebnet.it) e Marco Graziotti (per contatti: graziottimarco at gmail.com) per averci messo a disposizione questa intervista a Carlo Gubitosa.

Paolo Arena e Marco Graziotti fanno parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo.

Per un breve profilo di Carlo Gubitosa si veda la risposta alla penultima domanda di questa intervista]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come e' avvenuto il suo accostamento alla nonviolenza?

- Carlo Gubitosa: Inizialmente attraverso l'esperienza diretta, con l'incontro di persone come Alessandro Marescotti che sin dai primi anni '90 ha utilizzato la comunicazione telematica come strumento di azione nonviolenta. All'interno della rete telematica PeaceLink ho poi cominciato ad incontrare i primi scritti di Aldo Capitini e Danilo Dolci, personaggi tanto dimenticati quanto fondamentali per la cultura nonviolenta italiana ed europea. Dolci fu addirittura candidato al Nobel per la Pace, ma pochissimi in Italia oggi si ricordano di lui. A queste esperienze si e' aggiunta la mia esperienza all'interno dello scoutismo cattolico, che nel caso specifico italiano e' nato come forma di opposizione nonviolenta al fascismo. L'Opera nazionale balilla era l'unica organizzazione giovanile legalmente autorizzata, e gli scout hanno rischiato la loro vita a mani nude e senza armi per disobbedire all'ordine di scioglimento dato negli anni '20, e hanno scelto da che parte stare aiutando gli ebrei a valicare a piedi il confine con la Svizzera per sfuggire alle persecuzioni.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali personalita' della nonviolenza hanno contato di piu' per lei, e perche'?

- Carlo Gubitosa: Come gia' detto, Dolci e Capitini sono le mie figure di riferimento, a cui ho dedicato intense letture di molte delle loro opere, e a questi aggiungerei Martin Luther King, San Francesco d'Assisi, Gandhi, ma anche alcuni amici della nonviolenza meno noti che ho avuto il piacere e l'onore di conoscere di persona, come il cavalier Paolo Sabbetta, scomparso nel 2008 all'eta' di 96 anni, che negli anni '40 ha organizzato la resistenza nonviolenta nella tenuta romana di Tor Mancina assieme a 80 famiglie che hanno sottratto con astuzia uomini, animali e risorse agroalimentari alle razzie dell'occupante nazista, nascondendo partigiani e soldati statunitensi in fuga. Altre persone tuttora in vita che ho avuto modo di conoscere e stimare per le loro lotte nonviolente sono Giovanni Grandi, che ha sfidato il tribunale partendo per la Jugoslavia come obiettore di coscienza quando era ancora illegale prestare servizio civile all'estero; Enea Discepoli, che ha sfidato la violenza del sistema televisivo realizzando una tv di quartiere con un gruppo di redattori disabili; Renato Accorinti, che ha sfidato gli interessi economici, politici e mafiosi legati al progetto del "Ponte di Messina" arrivando ad arrampicarsi su un traliccio dell'Enel in disuso come forma estrema di protesta, rafforzando il fronte del "No al Ponte" con una azione capillare di informazione dal basso capace di contrastare la propaganda dell'informazione commerciale che presentava un affare per pochi come un vantaggio per tutti; Alessandro Marescotti, che grazie al potere della comunicazione telematica ha innescato a Taranto un percorso di informazione, denuncia e azione politica che ha risvegliato l'associazionismo, la politica e l'informazione locale per contrastare l'azione inquinante dell'Ilva, un percorso di lotta nonviolenta che ha portato alla realizzazione di una legge regionale sulle emissioni di diossina. Ultimo ma non meno importante Peppe Sini, che in questi anni ha portato avanti una lotta nonviolenta efficacissima contro il progetto scellerato e devastante di costruire un aeroporto a Viterbo, realizzando una attivita' impeccabile di documentazione, ricerca scientifica e pressione politica che ha messo gli amministratori pubblici davanti alle loro responsabilita'. Tutti loro mi hanno insegnato qualcosa, e mi hanno persuaso del potere di cambiare la storia che sta nelle mani di ogni singolo individuo senza dover necessariamente passare attraverso l'aggregazione delle masse.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali libri consiglierebbe di leggere a un giovane che si accostasse oggi alla nonviolenza? E quali libri sarebbe opportuno che a tal fine fossero presenti in ogni biblioteca pubblica e scolastica?

- Carlo Gubitosa: Non credo che ci siano dei libri indispensabili, credo che ci siano invece delle esperienze indispensabili, come l'incontro con esperienze significative di lotta non armata e nonviolenta. Poi questo incontro puo' essere mediato da un libro o meglio ancora diretto, ma e' importante che avvenga sul livello delle esperienze, dirette o raccontate, e non su quello della pura teoria, scritta o parlata che sia. Non a caso uno dei libri piu' famosi di Aldo Capitini e attualissimo ancora oggi si intitola "Le tecniche della nonviolenza", e non "la teoria della nonviolenza".

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali iniziative nonviolente in corso oggi nel mondo e in Italia le sembrano particolarmente significative e degne di essere sostenute con piu' impegno?

- Carlo Gubitosa: Tutte le iniziative di lotta contro i progetti di devastazione sul territorio camuffati da "Grandi Opere": dal Ponte di Messina alla Tav, dall'aeroporto di Viterbo ai rigassificatori, esperienze che a mio parere dovrebbero unirsi in un coordinamento nazionale di tutela ambientale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: In quali campi ritiene piu' necessario ed urgente un impegno nonviolento?

- Carlo Gubitosa: Nella scuola, nella cultura, nell'informazione, che sono il terreno su cui germoglia la societa', dove la gramigna va estirpata il prima possibile prima che infesti tutto.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali centri, organizzazioni, campagne segnalerebbe a un giovane che volesse entrare in contatto con la nonviolenza organizzata oggi in Italia?

- Carlo Gubitosa: A un giovane interessato all'incontro con la nonviolenza sul piano culturale e pratico direi di guardare lo specchio di casa sua per trovare tutte le persone che gli servono, spiegandogli che non ha bisogno di nessun gruppo o leader per mettersi in azione, e che gli basta studiare le tecniche della nonviolenza, confrontarsi con chi ha gia' esperienze in questo campo, organizzarsi con i propri coetanei e progettare un cambiamento organizzando un piccolo gruppo locale di resistenza nonviolenta, che potrebbe essere molto piu' agile ed efficace di tante organizzazioni elefantiache.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza, e quali sono le sue caratteristiche fondamentali?

- Carlo Gubitosa: La definirei come la forza della verita', che ha come caratteristiche fondamentali la nonmenzogna e l'esercizio attivo del grande potere di cambiamento di cui ognuno di noi dispone, realizzato con il ripudio di qualsiasi forma di violenza e con la coerenza tra mezzi e fini come condizione imprescindibile e irrinunciabile.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e femminismo, tra nonviolenza ed ecologia, tra nonviolenza, impegno antirazzista e lotta per il riconoscimento dei diritti umani di tutti gli esseri umani, tra nonviolenza e lotta antimafia, tra nonviolenza e lotte del movimento dei lavoratori e delle classi sociali sfruttate ed oppresse, tra nonviolenza e lotte di liberazione dei popoli oppressi, tra nonviolenza e pacifismo, antimilitarismo e disarmo, tra nonviolenza e diritto alla salute e all'assistenza, tra nonviolenza e psicoterapie, tra nonviolenza e informazione?

- Carlo Gubitosa: "Quali rapporti vede tra nonviolenza e ...?" e' una domanda a cui si puo' dare una risposta generale. La nonviolenza e' la precondizione per ogni iniziativa di cambiamento sociale che voglia essere efficace, onesta e non velleitaria. Il tutto risulta piu' chiaro sostituendo la parola "Verita'" alla parola "Nonviolenza", che ne e' pressoche' un sinonimo. E quindi ad esempio la domanda "quali rapporti vede tra nonviolenza e disarmo", trasformata in "quali rapporti vede tra verita' e disarmo" rende evidente come la verita' sulle immense risorse sperperate in armamenti e sottratte ai popoli affamati del mondo sia una precondizione irrinunciabile per il disarmo. La nonviolenza e' l'unico terreno fertile in grado di produrre frutti di cambiamento sociale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione filosofica, alla riflessione delle e sulle religioni, alla riflessione sull'educazione, alla riflessione sull'economia, alla riflessione sul diritto e le leggi, alla riflessione sull'etica e sulla bioetica, alla riflessione sulla scienza e la tecnologia, alla riflessione storica e alla pratica storiografica?

- Carlo Gubitosa: "Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione su ...?" e' un'altra domanda che merita una risposta generale. Da quello che vedo, ma posso sbagliarmi, l'apporto della nonviolenza e' sempre avvenuto sul piano dell'assorbimento inconsapevole o su quello alternativo della negazione. Nel settore storico e storiografico, ad esempio, la storia continua ad essere quella degli eserciti e delle battaglie, e non quella dei popoli e delle loro conquiste civili, la storia e' una storia di guerre, e la "storia della pace" e del progresso umano e' bandita, rimossa e negata dalla storia "ufficiale". Su altri fronti come quello educativo, invece, l'educazione nonviolenta praticata da grandi uomini come don Milani, Paulo Freire e Mario Lodi e' stata assorbita inconsapevolmente fino a diventare una prassi consolidata di cui non si conoscono le origini e le basi culturali, come e' avvenuto nella fiction su don Milani, ammorbidito nel racconto televisivo fino a diventare un "prete buono che amava i bambini" e non un tenace combattente nonviolento che ha sfidato i tribunali per affermare il diritto all'obiezione di coscienza contro l'arruolamento forzato degli eserciti.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Tra le tecniche deliberative nonviolente ha una grande importanza il metodo del consenso: come lo caratterizzerebbe?

- Carlo Gubitosa: In una parola lo definirei come il trionfo di una comunita' che impara a comunicare sulla dittatura della maggioranza che e' il "male minore" del metodo democratico.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Tra le tecniche operative della nonviolenza nella gestione e risoluzione dei conflitti quali ritiene piu' importanti, e perche'?

- Carlo Gubitosa: Ne cito una che ne racchiude molte altre: la comunicazione nonviolenta, descritta da Danilo Dolci come un "reciproco adattamento creativo". Una buona comunicazione e' fondamentale per ogni iniziativa basata sulle tecniche della nonviolenza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come caratterizzerebbe la formazione alla nonviolenza?

- Carlo Gubitosa: Come un settore pionieristico affidato all'iniziativa di pochi esperti che va ancora istituzionalizzato e allargato, portando la formazione alla nonviolenza nelle scuole di politica, nelle caserme militari e poliziesche, nel percorso di formazione dei funzionari pubblici, nel bagaglio culturale fornito dalla scuola dell'obbligo, in una parola nei fondamenti di educazione civica di ogni cittadino.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come caratterizzerebbe l'addestramento all'azione nonviolenta?

- Carlo Gubitosa: L'addestramento si fa con i soldati, per una efficace azione nonviolenta userei il termine di "allenamento" o "preparazione", ma questa preparazione proprio perche' e' ben diversa da quella militare non puo' prescindere dagli obiettivi che si vogliono raggiungere, dagli strumenti scelti per raggiungerli, dal contesto culturale e cittadino in cui si opera, dall'interlocutore con cui ci si confronta, dalle caratteristiche della popolazione che si vorrebbe coinvolgere, sensibilizzare, risvegliare su certi temi. Trattandosi di un allenamento ad azioni molto piu' evolute e complesse di quelle militari, la formazione all'azione nonviolenta e' altrettanto complessa e dipendente da numerosi fattori. In una parola: va valutato caso per caso.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali mezzi d'informazione e quali esperienze editoriali le sembra che piu' adeguatamente contribuiscano a far conoscere o a promuovere la nonviolenza?

- Carlo Gubitosa: Il mezzo di informazione piu' efficace in questo momento mi sembra Internet, e come esperienze editoriali oltre alla storica rivista "Azione nonviolenta" segnalarei le edizioni La Meridiana, che hanno un catalogo ricco di testi teorici e pratici indispensabili nella libreria di qualunque formatore alla nonviolenza. Nel mio piccolo sto provando a realizzare una rivista di giornalismo satirico a fumetti come strumento di comunicazione nonviolenta per contrastare la cultura dominante e promuovere il pensiero critico, il tutto e' documentato su www.mamma.am/rivista

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali esperienze in ambito scolastico ed universitario le sembra che piu' adeguatamente contribuiscano a far conoscere o a promuovere la nonviolenza?

- Carlo Gubitosa: Al di la' di iniziative isolate di singoli docenti, attualmente la scuola e l'universita' sono strutture di dominio dove i giovani vengono plasmati alla cultura del dominio, e imparano che per diventare professore universitario non bisogna avere buone idee o buona preparazione, ma buoni contatti con il barone che decidera' di farti vincere il concorso dopo averti sfruttato per anni come manodopera a basso costo. Oggi purtroppo nel paese di don Milani e Mario Lodi la scuola e' uno dei luoghi che forniscono il maggiore nutrimento alla cultura del dominio.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: I movimenti nonviolenti presenti in Italia danno sovente un'impressione di marginalita', ininfluenza, inadeguatezza; e' cosi'? E perche' accade? E come potrebbero migliorare la qualita', la percezione e l'efficacia della loro azione?

- Carlo Gubitosa: Purtroppo e' cosi', la cultura della nonviolenza e' tenuta ai margini. Penso che la soluzione sarebbe quella di ripensare completamente la strategia di comunicazione dei mille rivoli in cui si frammenta il grande fiume delle organizzazioni amiche della nonviolenza. Un sistema di dominio fortemente integrato e sinergico sul livello editoriale, politico, mediatico e commerciale va contrastato con una cultura nonviolenta altrettanto integrata, sinergica, intenzionale e strategica. Quando le bandiere di pace erano un simbolo piu' famoso e piu' "di moda" degli Ipod qualcosa ha cominciato a cambiare nel paese. Sfortunatamente quella stagione e' durata poco, anche per una scelta intenzionale e precisa dei promotori del movimento delle bandiere: il rifiuto di trasformarsi in un movimento politico, il rifiuto di fare massa, il rifiuto di dare altre indicazioni, direttive e inviti all'azione che non fossero l'invito ad appendere la bandiera della pace fuori dai propri balconi. Queste scelte le condivido, ma condivido anche l'amarezza nel vedere che un popolo come quello italiano ha necessariamente bisogno del "gruppo" e del "leader" per organizzare iniziative di cambiamento sociale, e quando qualcuno gli dice "sii leader di te stesso a partire dal tuo balcone" si trova spiazzato e preferisce sostenere altri movimenti di massa.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: I movimenti nonviolenti dovrebbero dotarsi di migliori forme di coordinamento? E se si', come?

- Carlo Gubitosa: Non so cosa dovrebbero fare, ma so cosa non dovrebbero fare: ripetere gli errori della Rete Lilliput, nata con l'idea di un coordinamento agile ed efficace tra persone pronte ad attivarsi su un territorio, e trasformata in un organismo verticistico dalla burocrazia lentissima, con una capacita' di incidere sul territorio e di coinvolgere cittadini su temi concreti che sono diminuite all'aumentare delle dimensioni di questa organizzazione, che a mio avviso ha pagato a caro prezzo l'eccesso di visibilita' ricevuto in concomitanza con il G8 di Genova, trasformandosi in un "comunicatificio" quando avrebbe dovuto essere un "azionificio" e mettere insieme una struttura leggera, minimale ed efficace per innescare azioni coordinate sul territorio nazionale a partire dagli input ricevuti dai suoi membri. Qualunque organizzazione o coordinamento dei gruppi di azione diretta nonviolenta dovrebbe studiare con attenzione l'ascesa e il declino della Rete Lilliput per evitare di ripetere gli errori che questa lodevole iniziativa ha pagato sulla propria pelle, perdendo man mano che i numeri crescevano quell'agilita' e quella capacita' di intervento immediato e coordinato che ha permesso ai piccoli lillipuziani di imbrigliare il gigante.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: I movimenti nonviolenti dovrebbero dotarsi di ulteriori strumenti di comunicazione? E con quali caratteristiche?

- Carlo Gubitosa: I movimenti persuasi della scelta nonviolenta dovrebbero innanzitutto essere strumenti di comunicazione maieutica, caratterizzati da quel "reciproco adattamento creativo" che nella definizione di Danilo Dolci distingueva il "comunicare" dal semplice "trasmettere". Ma l'azione nonviolenta si adatta poco alle esigenze della "comunicazione di massa", e da qui nasce l'attuale fiorire di iniziative, bollettini, riviste, siti web e fogli di collegamento che faticano a trovare una sintesi e un terreno comune d'azione. La vera sfida in questo campo e' quella di adottare un approccio intenzionale e consapevole alla comunicazione, per costruire una rete di conoscenza integrata che possa servire da supporto ad ogni tipo di iniziativa e azione diretta. In poche parole, non si tratta di ridurre la galazzia di iniziative esistenti ad un unico grande contenitore, ma di sviluppare dei percorsi comuni affinche' ognuno dei microcontenitori attualmente esistenti possa sincronizzarsi con gli altri (adattamento) senza gerarchie verticali (reciprocita') e realizzando azioni concrete di lotta nonviolenta (creativita') contro le grandi minacce del nostro tempo: la violenza del ritorno al nucleare, la violenza contro la cultura e la scuola, la violenza contro altri popoli e nazioni. Non si puo' contrastare un sistema di dominio integrato con un sistema di comunicazione sociale frammentato: questa ovvieta' dovrebbe spingere ogni piccola formica dell'informazione nonviolenta a lavorare per costruire un formicaio comune, e non solo per raccogliere le proprie briciole di attenzione. Per resistere alla cultura del dominio ci sarebbe un gran bisogno di allestire "centri di orientamento mediatico" sparsi sul territorio italiano, simili a quei "centri di orientamento sociale" con cui Aldo Capitini ha aperto nel dopoguerra dei nuovi spazi di azione per i cittadini.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e movimenti sociali, nonviolenza e istituzioni, nonviolenza e cultura, nonviolenza e forze politiche, nonviolenza e organizzazioni sindacali, nonviolenza e agenzie della socializzazione, nonviolenza e pratiche artistiche: quali rapporti?

- Carlo Gubitosa: La nonviolenza dovrebbe essere il presupposto di base per un'azione sociale che non si riduca all'assemblearismo o all'assembramento, per una cultura istituzionale che non trasformi la delega elettorale in un potere assoluto e violento sul destino dei cittadini, per una cultura capace di ascoltare le voci dei piu' deboli, per una politica attiva che diventi laboratorio di nonviolenza aperto ai cittadini, per un sindacato che ritrovi le sue origini di forza resistente contro il dominio predatorio anche a costo della disobbedienza civile, per una definitiva abolizione di ogni "agenzia" della socializzazione che non renda liberi gli uomini di essere i soli e unici "agenti" del cambiamento, per un'arte che non diventi prestigio e potere, ma strumento di liberazione per tutti.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e amicizia: quale relazione? E come concretamente nella sua esperienza essa si e' data?

- Carlo Gubitosa: Il grande messaggio della cultura nonviolenta e' quello di distinguere sempre l'errante dall'errore, le persone dalle azioni, per destinare amore e compassione ad ogni uomo anche quando ne avversiamo le azioni con tutto il nostro essere. E' quello che ci ha insegnato Gandhi nella sua lettera indirizzata a Hitler dove esordisce scrivendo "Caro Amico", spiegando che lo considera amico perche' ama ritenersi amico di tutta l'umanita', e denunciando senza giri di parole tutte le azioni di sopruso violento commesse dal nazismo. E' una grande lezione che mi ha permesso di non interrompere mai i canali di comunicazione e i legami di affetto anche con amici che hanno fatto scelte di vita e di lavoro molto distanti dalle mie.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e percezione dell'unita' dell'umanita': quale relazione e quali implicazioni?

- Carlo Gubitosa: Capitini amava estendere il concetto di unita' dell'umanita' al concetto di "compresenza dei morti e dei viventi", che abbraccia ogni uomo non solo nello spazio, ma anche nel tempo. L'accettazione di questo pensiero implica l'esercizio costante della compassione e dell'ascolto, che ci permettono di affacciarci sulla gioia e la sofferenza di ogni essere umano, che possono plasmare le nostre azioni in modo molto potente.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e politica: quale relazione?

- Carlo Gubitosa: La relazione tra politica e nonviolenza la stanno scrivendo col sangue tutti i cittadini che protestano a mani nude contro i soprusi, anche rischiando di subire la violenza delle truppe governative in divisa. Il grande peccato di omissione di molti amici della nonviolenza e' quello di fermarsi troppo spesso di fronte ad una "legalita'" che manca di legittimazione e di fronte ad una "autorita'" che manca di autorevolezza. Bisognerebbe essere accanto ai cittadini che lottano con le armi nonviolente della parola e della presenza fisica con una vicinanza materiale e spirituale che non si fermi al livello verbale e intellettuale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e vita quotidiana: quale relazione?

- Carlo Gubitosa: La persuasione nonviolenta mi aiuta nella gestione dei piccoli conflitti quotidiani. Quando qualcuno ti passa avanti in una coda, ad esempio, molte persone lasciano perdere perche' non sanno gestire il conflitto, e si fanno violenza accettando un sopruso. Oppure scelgono di reagire violentemente per affermare se stessi a scapito degli altri. Io cerco sempre di trovare quell'equilibrio interiore per dire con fermezza "mi scusi, ma sono convinto di essere arrivato prima di lei". In tante altre circostanze cerco sempre di sottoporre le mie azioni al vaglio della persuasione nonviolenta, per autovalutare tutte le situazioni in cui mi sbilancio verso la remissivita' o l'aggressivita'.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e cura del territorio in cui si vive: quale relazione?

- Carlo Gubitosa: Una delle violenze piu' atroci e' quella sul territorio e sull'ambiente, scatenata dall'istinto predatorio dell'uomo che mette una seria ipoteca sul diritto delle generazioni future alla preservazione delle ricchezze ambientali. L'esperienza di Greenpeace ha ancora molto da insegnarci, e dispiace percepire a Taranto come a Viterbo la solitudine dei gruppi e dei comitati che resistono contro gli scempi ambientali dei progetti areoportuali e dell'inquinamento industriale dell'Ilva.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e cura delle persone con cui si vive: quale relazione?

- Carlo Gubitosa: E' un argomento molto ampio, che riguarda la complessa dinamica delle relazioni interfamiliari, troppo spesso segnate dal dominio e dal patriarcato.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: La nonviolenza dinanzi alla morte: quali riflessioni?

- Carlo Gubitosa: Anche questo e' un argomento molto complesso, dove ognuno deve dare una risposta individuale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali le maggiori esperienze storiche della nonviolenza?

- Carlo Gubitosa: Oltre alle lotte di Gandhi, Martin Luther King e Nelson Mandela, ci sono tantissime esperienze di lotta nonviolenta dimenticate dalla Storia ufficiale, come ad esempio la resistenza non armata e nonviolenta al nazifascismo delle 80 famiglie della tenuta agricola di Tormancina, nei pressi di Roma. Paolo Sabbetta, promotore e artefice di questa esperienza, ha cercato per tutta la vita di mantenerne vivo il ricordo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quale e' lo stato della nonviolenza oggi nel mondo e in Italia?

- Carlo Gubitosa: Bisogna definire innanzitutto cosa si intende con "lo stato della nonviolenza". Se si intende "lo stato della cultura nonviolenta" posso dire che questa cultura e' molto forte, e anche se resta minoritaria ha dimostrato finora una capacita' di resistenza al passare del tempo e ai cambiamenti storici molto piu' alta di quella dimostrata da altre ideologie e filosofie del Novecento. Se con "lo stato della nonviolenza" invece si intende "lo stato dei movimenti amici della nonviolenza", la mia impressione e' che questi movimenti godano di migliore salute proprio li' dove mancano i presupposti sociali e democratici per agire. Nella tranquilla e libera Italia e' impensabile che dei soldati si rifiutino di prestare servizio nelle missioni di aggressione militare che hanno occupato territori esteri, mentre nell'Israele segnato dalla violenza del conflitto mediorientale ci sono dei militari che hanno rifiutato di prestare servizio nei territori palestinesi occupati.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: E' adeguato il rapporto tra movimenti nonviolenti italiani e movimenti di altri paesi? E come migliorarlo?

- Carlo Gubitosa: E' un rapporto poco coltivato, che potrebbe essere migliorato togliendo dalle nostre azioni quel "provincialismo" che ci impedisce di allargare i nostri orizzonti. Danilo Dolci aveva dei contatti epistolari all'estero molto piu' intensi di quelli che molti di noi realizzano oggi nell'epoca di internet.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quale le sembra che sia la percezione diffusa della nonviolenza oggi in Italia?

- Carlo Gubitosa: Una idea nobile per anime belle tipo Gandhi o San Francesco, con scarsi risvolti sul piano della concretezza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali iniziative intraprendere perche' vi sia da parte dell'opinione pubblica una percezione corretta e una conoscenza adeguata della nonviolenza?

- Carlo Gubitosa: Mostrare e dimostrare con esperienze concrete che la lotta nonviolenta e' la forma di resistenza alle ingiustizie piu' evoluta che sia mai stata a disposizione della razza umana nel corso della sua storia. Purtroppo c'e' ancora una separazione molto netta tra i teorici della nonviolenza, che sviluppano elaborazioni culturali molto raffinate, e gli sperimentatori della nonviolenza, che mettono in atto azioni efficaci ma spesso senza la dovuta preparazione culturale e organizzativa. Ricordo con forza la rabbia che mi ha confidato Pietro Pinna, il primo obiettore di coscienza italiano, nel constatare che di fronte alla guerra illegittima contro l'Iraq le azioni di blocco dei binari ferroviari per fermare i convogli militari non sono state realizzate dall'arcipelago delle organizzazioni amiche della nonviolenza, ma da gruppi che hanno come riferimento culturale l'antagonismo di matrice anarchica o marxista. Il problema e' tutto qui: chi sa non fa, chi non sa, agisce senza alcuni strumenti che potrebbero rendere piu' efficace la sua azione. E Pinna concordava con Gandhi nel dire che tra star fermi e fare male e' meglio fare male per ribellarsi alle ingiustizie. Il mio augurio e' che la cultura della nonviolenza e la pratica dell'azione diretta possano trovare dei punti di incontro e dei fronti di azione comune in cui la profondita' culturale del messaggio nonviolento possa innestarsi sulle energie interiori che portano molti giovani all'azione, mettendo in gioco la propria fedina penale e in alcuni casi la propria incolumita' pur di reagire ad una ingiustizia.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e intercultura, nonviolenza e conoscenza di se', nonviolenza e scienze umane, nonviolenza e linguaggio (ed anche: nonviolenza e semiotica), nonviolenza e stili di vita: quali relazioni? E tra nonviolenza e critica dell'industrialismo; nonviolenza e rispetto per i viventi, la biosfera, la "madre terra"; nonviolenza, compresenza, convivenza, scelte di vita comunitarie; nonviolenza, riconoscimento dell'altro, principio responsabilita', scelte di giustizia, misericordia; nonviolenza e coscienza del limite: quali implicazioni e conseguenze?

- Carlo Gubitosa: L'intercultura, l'introspezione, la libera ricerca scientifica finalizzata alla protezione dell'uomo e dell'ambiente, l'uso intenzionale del linguaggio, la ricerca della sobrieta', il superamento dei vecchi modelli predatori di sviluppo industriale ed economico, il rispetto della sofferenza del pianeta, la dimensione sociale e comunitaria, l'assunzione di responsabilita' individuali per il cambiamento sociale, la coscienza del limite che porta a focalizzare e ottimizzare il proprio impegno, sono tutte dimensioni profondamente connesse alla persuasione nonviolenta, che vivono come elaborazioni di pensiero autonome, ma che possono trovare nella cultura della nonviolenza un terreno fertile che permetta di trasformare in cambiamenti reali le tensioni verso questi valori.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza come cammino: in quale direzione?

- Carlo Gubitosa: Verso un mondo libero dal razzismo, dalle guerre, dall'accaparramento, dal dominio dell'uomo sull'uomo, dalla morte per fame e malattie evitabili.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e internet: quale relazione? e quali possibilita'?

- Carlo Gubitosa: Internet e' fatta di nodi tutti uguali tra loro, senza gerarchie, dove lo scambio di informazioni e' simmetrico. Se le persone sapranno applicare questo schema di comunicazioni anche agli schemi di relazione sociale avremo fatto un grande passo avanti nell'affermazione di modelli relazionali, politici e sociali improntati ai principi della nonviolenza. Ma mettere in rete i computer, immuni da manie di protagonismo e orientati all'offerta di un servizio, e' molto piu' difficile che mettere in rete le persone. Ed e' ancora piu' difficile mettere in rete le organizzazioni sociali.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Potrebbe presentare la sua stessa persona (dati biografici, esperienze significative, opere e scritti...) a un lettore che non la conoscesse affatto?

- Carlo Gubitosa: Ingegnere delle Telecomunicazioni, giornalista freelance, saggista e collaboratore storico dell'associazione di volontariato dell'informazione "PeaceLink". Dal 1995 collabora con i principali periodici italiani di informazione indipendente, fino a ricoprire nel 2003 il ruolo di caposervizio per la sede di corrispondenza di Milano dell'agenzia di stampa "Redattore Sociale". Dal settembre 2009 e' direttore responsabile di "Mamma!" (www.mamma.am) la prima rivista italiana di giornalismo a fumetti. Ha collaborato con le principali Ong italiane per la formazione dei volontari in servizio civile inviati all'estero come "Caschi Bianchi", e a partire dal 2003 realizza seminari e attivita' didattiche sul giornalismo e le nuove tecnologie dell'informazione presso il corso di laurea in Scienze della comunicazione dell'Universita' di Bologna, all'interno dei corsi di Teoria e tecniche del linguaggio giornalistico e Comunicazione giornalistica.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: C'e' qualcosa che vorrebbe aggiungere?

- Carlo Gubitosa: Dopo 69 domande c'e' bisogno di aggiungere altro?

 

7. INCONTRI. IL 27 OTTOBRE SI E' SVOLTO A BLERA UN INCONTRO DI FORMAZIONE ALLA COMUNICAZIONE NONVIOLENTA

 

Nel pomeriggio di mercoledi' 27 ottobre 2010 si e' svolto a Blera (Vt), nell'ambito di uno specifico percorso formativo iniziato da diversi mesi, un incontro di accostamento alla comunicazione nonviolenta in ambito comunitario.

La prima parte dell'incontro e' stata dedicata alla presentazione reciproca dei partecipanti.

La seconda parte alla lettura e al commento di varie poesie di Primo Levi.

La terza parte alla definizione di criteri condivisi di gestione nonviolenta dei problemi della vita quotidiana in un'esperienza di convivenza comunitaria con l'adozione rigorosa ed efficace del metodo del consenso.

All'incontro ha preso parte il responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo.

 

8. INCONTRI. SI E' SVOLTO GIOVEDI' 28 OTTOBRE UN INCONTRO DI STUDIO A VITERBO

 

Giovedi' 28 ottobre 2010 a Viterbo, presso la sede del "Centro di ricerca per la pace", si e' svolto un nuovo incontro di studio della Divina Commedia.

In particolare e' stato letto e commentato il canto XI dell'Inferno e di seguito alcuni saggi di argomento dantesco di Jorge Luis Borges.

Gli incontri sulla letteratura italiana che si svolgono presso il Centro di ricerca per la pace di Viterbo sono parte di un'iniziativa di promozione del diritto allo studio.

 

9. APPELLI. PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Sostenere finanziariamente la segreteria nazionale del Movimento Nonviolento e' un buon modo per aiutare la nonviolenza in Italia.

Per informazioni e contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 

10. STRUMENTI. "AZIONE NONVIOLENTA"

 

"Azione nonviolenta" e' la rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.

Redazione, direzione, amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 30 euro sul ccp n. 10250363 intestato ad Azione nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.

E' possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all'indirizzo an at nonviolenti.org scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".

 

11. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Yves Bonnefoy, Movimento e immobilita' di Douve, Einaudi, Torino 1969, pp. 14.

- Rene' Char, Fogli d'Ipnos 1943-1944, Einaudi, Torino 1968, pp. 126

- Francis Ponge, Il partito preso delle cose, Einaudi, Torino 1979, 1980, pp. XII + 138.

 

12. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

13. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 358 del 29 ottobre 2010

 

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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