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Coi piedi per terra. 422



 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 422 del 21 novembre 2010

 

In questo numero:

1. Contro la mafia. Una breve rassegna di alcuni lavori di Umberto Santino (parte seconda)

2. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo

 

1. MATERIALI. CONTRO LA MAFIA. UNA BREVE RASSEGNA DI ALCUNI LAVORI DI UMBERTO SANTINO (PARTE SECONDA)

[La prima parte di questa rassegna bibliografica abbiamo nuovamente riprodotto nel notiziario di ieri. Segnaliamo nuovamente che questa rassegna bibliografica e' stata originariamente redatta nel 1998: non abbiamo modificato le schede scritte allora, ne' quelle aggiunte in ripubblicazioni successive. Riproponendo ancora queste pagine il nostro intento non muta: segnalare a quanti vogliono impegnarsi contro i poteri criminali la strumentazione teorica e pratica che l'opera di Umberto Santino mette a disposizione, invitarli a leggere e discutere i libri che questa bibliografia elenca. Scrivevamo nel '98: "Questa pubblicazione e' semplicemente una proposta di avvicinamento ad una delle opere di ricerca e di riflessione piu' impegnate e rilevanti che il movimento antimafia abbia prodotto ed abbia a disposizione... Questa rassegna consiste di una mera, seppur articolata, presentazione di alcuni lavori di Umberto Santino, nella forma della scheda informativa, ed - in qualche caso - della recensione breve. L'ordine in cui sono presentati i testi esaminati e' all'incirca quello cronologico con riferimento alla data di pubblicazione dei volumi e degli opuscoli considerati, ma si tenga conto che sovente essi consistono dei risultati di ricerche svolte lungo piu' anni, e che talvolta si tratta di relazioni e materiali gia' presentati e pubblicati prima altrove, e che ad esempio nel caso del primo libro che indichiamo, La borghesia mafiosa, si tratta di un volume del '94 che raccoglie interventi svolti nel corso di venti anni, pertanto la scheda relativa l'abbiamo collocata ad apertura di questa rassegna".

Umberto Santino ha fondato e dirige il Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo. Da decenni e' uno dei militanti democratici piu' impegnati contro la mafia ed i suoi complici. E' uno dei massimi studiosi a livello internazionale di questioni concernenti i poteri criminali, i mercati illegali, i rapporti tra economia, politica e criminalita'. Tra le opere di Umberto Santino: (a cura di), L'antimafia difficile, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1989; Giorgio Chinnici, Umberto Santino, La violenza programmata. Omicidi e guerre di mafia a Palermo dagli anni '60 ad oggi, Franco Angeli, Milano 1989; Umberto Santino, Giovanni La Fiura, L'impresa mafiosa. Dall'Italia agli Stati Uniti, Franco Angeli, Milano 1990; Giorgio Chinnici, Umberto Santino, Giovanni La Fiura, Ugo Adragna, Gabbie vuote. Processi per omicidio a Palermo dal 1983 al maxiprocesso, Franco Angeli, Milano 1992 (seconda edizione); Umberto Santino e Giovanni La Fiura, Dietro la droga. Economie di sopravvivenza, imprese criminali, azioni di guerra, progetti di sviluppo, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1993; La borghesia mafiosa, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia come soggetto politico, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; Casa Europa. Contro le mafie, per l'ambiente, per lo sviluppo, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia interpretata. Dilemmi, stereotipi, paradigmi, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1995; Sicilia 102. Caduti nella lotta contro la mafia e per la democrazia dal 1893 al 1994, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1995; La democrazia bloccata. La strage di Portella della Ginestra e l'emarginazione delle sinistre, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1997; Oltre la legalita'. Appunti per un programma di lavoro in terra di mafie, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1997; L'alleanza e il compromesso. Mafia e politica dai tempi di Lima e Andreotti ai giorni nostri, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1997; Storia del movimento antimafia, Editori Riuniti, Roma 2000; La cosa e il nome. Materiali per lo studio dei fenomeni premafiosi, Rubbettino, Soveria Mannelli 2000; Dalla mafia alle mafie, Rubbettino, Soveria Mannelli 2006; Mafie e globalizzazione, Di Girolamo Editore, Trapani 2007; (a cura di), Chi ha ucciso Peppino Impastato, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 2008; Breve storia della mafia e dell'antimafia, Di Girolamo Editore, Trapani 2008. Su Umberto Santino cfr. la bibliografia ragionata "Contro la mafia. Una breve rassegna di alcuni lavori di Umberto Santino" apparsa su "La nonviolenza e' in cammino" nei nn. 931-934 (e' il testo che qui riproduciamo).

Il Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" (Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato", via Villa Sperlinga 15, 90144 Palermo, tel. 0916259789, e-mail: csdgi at tin.it, sito: www.centroimpastato.it) e' un centro di ricerca e di promozione di iniziative tra i piu' accreditati in campo internazionale, particolarmente specializzato su mafia e poteri criminali. Operante dal 1977, e' stato successivamente intitolato a Giuseppe Impastato, militante della nuova sinistra assassinato dalla mafia nel 1978. Invitiamo caldamente i nostri lettori a visitare il sito del Centro Impastato, una vera miniera di documentazione e di risorse, e uno strumento di lavoro fondamentale]

 

7. La mafia come soggetto politico, 1994

L'opuscolo La mafia come soggetto politico, e' stato pubblicato nella collana "csd appunti", 2, Palermo, ottobre 1994, e riproduce le lezioni di un seminario tenuto presso la Scuola di formazione etico-politica "Giovanni Falcone", novembre-dicembre 1992. I testi erano gia' stati pubblicati sulla rivista "Una citta' per l'uomo", nn. 1, 2, 3-4, febbraio-agosto 1993.

La prima parte, dal titolo Introduzione, alle pp. 3-20, e' suddivisa in: Premessa: indicazioni metodologiche; 1. Un'ipotesi definitoria; 1.1. Un'ipotesi di periodizzazione; 2. La soggettivita' politica della mafia; 2.1. La mafia come gruppo politico; 2.2. La produzione mafiosa della politica; 2.3. Doppia mafia in doppio Stato: una duplice dualita'.

La seconda parte, La soggettivita' politica della mafia: profilo storico, alle pp. 21-35, e' suddivisa in: 1.1. Cosa ci insegnano i fenomeni premafiosi; 1.2. Il "partito della mafia"; 1.3. La nascita dello Stato unitario: dall'"opposizione mafiosa" alla "legalizzazione della mafia"; 1.4. Il ruolo della mafia nella contrapposizione Est-Ovest; 2. Il problema del terzo livello. L'analisi di Giovanni Falcone; 2.1. Il rapporto mafia-politica nel maxiprocesso; 2.2. L'autonomia della mafia e il concorso in associazione mafiosa.

La terza parte, La produzione mafiosa della politica e la produzione politica della mafia, alle pp. 36-62, e' suddivisa in: 1. Come la mafia produce politica; 1.1. Stragi e delitti politico-mafiosi; 1.2. Lo scambio elettorale; 1.3. Il controllo sulle istituzioni; 2. Come la politica produce mafia; 2.1. Servizi segreti, massoneria e Tangentopoli; 3. La relazione della Commissione antimafia su mafia e politica: coabitazione tra Stato e mafia, responsabilita' penale e politica; 4. La politica della mafia: strategia, tattica, funzione?, 5. Indicazioni per un percorso di liberazione.

Con le sue 64 pagine l'opuscolo puo' essere una buona lettura introduttiva sia per lo studio individuale che per la discussione collettiva (del resto esso riproduce appunto lezioni svolte in un seminario di studi).

Cogliamo l'occasione per segnalare l'utilissima rivista "Una città per l'uomo" (alias "CxU"), su cui questi testi sono primieramente apparsi. En passant ricordiamo anche l'altra rivista palermitana di grande interesse: "Segno". In tema di riviste ricordiamo ovviamente anche "Narcomafie" di Torino. Ed ancora: i fascicoli n. 7-8/1990 e 25/1996 di "Meridiana" di Roma, e il n. 2/1992 di "Asterischi" di Roma.

Di Giovanni Falcone a noi sembra ovviamente di gran lunga piu' utile il volume di Interventi e proposte (1982-1992), Sansoni, Firenze 1994, che non il noto libro-intervista a cura di Marcelle Padovani, Cose di Cosa Nostra, Rizzoli, Milano 1991.

A nostro giudizio recano un utile contributo all'analisi di alcuni dei temi affrontati in questo opuscolo la relazione della Commissione parlamentare antimafia su Mafia e politica (un'edizione agile ne ha pubblicato Laterza, Bari 1993; un'edizione arricchita da altri materiali e' stata pubblicata, a cura di Orazio Barrese, in Mafia politica pentiti, presso Rubbettino, Soveria Mannelli 1993); ed il libro di Luciano Violante, Non e' la piovra, Einaudi, Torino 1994 (Violante, come e' noto, era il presidente della Commissione parlamentare che produsse il testo sopra citato, e il principale autore di esso).

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8. Casa Europa, 1994

L'opuscolo Casa Europa. Contro le mafie, per l'ambiente, per lo sviluppo, e' stato pubblicato nella collana "csd appunti", 1, Palermo, maggio 1994, e contiene i testi di tre relazioni ad altrettanti convegni.

La prima relazione: La mafia siciliana e il mercato delle droghe in Europa, relazione al convegno internazionale dell'OGD (Observatoire Geopolitique des Drogues) sul tema "La geopolitique mondiale des drogues", Parigi, 10-12 dicembre 1992, gia' pubblicata in volume in Francia e in rivista in Italia.

Ne segnaliamo in particolare alcuni passi della Premessa. Un paradigma adeguato: la mafia come organizzazione criminale e blocco sociale. "Secondo la legge antimafia promulgata nel settembre 1982, dopo l'assassinio Dalla Chiesa, 'l'associazione e' di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omerta' che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attivita' economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per se' o per altri'.

Cosa Nostra e gli altri gruppi mafiosi compongono la struttura criminale descritta dalla legge ma non esauriscono il fenomeno mafioso che e' stato ed e' qualcosa di molto piu' complesso. Riassumo l'ipotesi definitoria adottata per le ricerche condotte con il Centro Impastato: un sistema di violenza e illegalita' finalizzato all'accumulazione del capitale e all'acquisizione e gestione di posizioni di potere che si avvale di un codice culturale e gode di un certo consenso sociale. Le organizzazioni criminali sono al centro di un blocco sociale transclassista, che va dai politici legati ai mafiosi ai consulenti finanziari che curano le operazioni di riciclaggio e di investimento, agli avvocati stabilmente a servizio della mafia, agli imprenditori collegati o succubi, giu' giu' fino agli spacciatori di droghe e ai venditori di sigarette di contrabbando. La funzione dominante all'interno di tale blocco, che potrebbe aggirarsi su alcune centinaia di migliaia di persone, e' svolta da soggetti legali-illegali che si possono definire borghesia mafiosa. In contraddizione con uno degli stereotipi piu' diffusi (la mafia come contropotere criminale e antistato), le associazioni mafiose e il blocco sociale a egemonia mafiosa hanno un rapporto duale con lo Stato. In quanto associazione criminale la mafia e' contro e fuori dello Stato, non viola il diritto ma nega il diritto, perche' non riconosce il monopolio statale della forza; per il suo ruolo economico (che si e' sviluppato attraverso l'uso del denaro pubblico) e politico (dal controllo sul voto al rapporto con i centri decisionali necessario per ottenere, ad esempio, gli appalti di opere pubbliche, che hanno costituito e costituiscono uno dei settori piu' rilevanti delle attivita' legali), la mafia e il suo blocco sociale sono dentro e con lo Stato.

La riprova piu' significativa e' data dal ruolo della mafia all'interno della contrapposizione Est-Ovest. La mafia ha avuto un ruolo centrale nella repressione e regolazione del conflitto sociale (si pensi alla violenza mafiosa contro le sinistre e il movimento contadino negli anni '40 e '50) e negli anni '60 e '70 e' stato il punto di coagulo di una borghesia terziaria e parassitaria che ha sostituito il vecchio blocco agrario come classe dominante in Sicilia e nel Mezzogiorno d'Italia.

La definizione di criminalita' istituzionalizzata contenuta nel Progetto di Relazione della Commissione del Parlamento Europeo del novembre 1991, coglie questo aspetto essenziale della mafia, la sua politicita', il suo ruolo nella produzione della politica, in quanto essa determina o contribuisce a determinare le decisioni e le scelte riguardanti la gestione del potere e la distribuzione delle risorse".

La seconda relazione: Il ruolo della mafia nel saccheggio del territorio, relazione al convegno "Ambiente ecologia societa'", Gibellina, 14 novembre 1993, gia' pubblicata in rivista.

Segnaliamo a p. 21: "La risorsa territorio ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della mafia e del blocco sociale a partecipazione o ad egemonia mafiosa, per due ragioni: l'organizzazione mafiosa si basa sul controllo del territorio (e tale controllo e' costitutivo della sua natura di gruppo politico, in senso weberiano) e lo sfruttamento e la depredazione del territorio hanno costituito uno dei terreni primari delle sue attivita'. Tutto cio' si e' inserito in un contesto socio-economico e culturale che considera ambiente e territorio come merce e che ha assunto i caratteri di vera e propria macchina distruttiva soprattutto negli ultimi decenni" (il ragionamento prosegue poi con una opportuna citazione da James O' Connor).

La relazione poi esamina vicende specifiche (che qui indichiamo citando i titoli di specifici paragrafi del testo): il controllo mafioso dell'acqua come esempio di uso privato di una risorsa pubblica; i pozzi di Palermo; il sacco di Palermo e la cementificazione della Conca d'oro; appalti di opere pubbliche ed economia delle catastrofi ("Tangentopoli non e' una serie di casi di corruzione che coinvolgono imprese, partiti politici e istituzioni ma e' il venire allo scoperto di una corruzione sistemica", p. 35); l'industria del terremoto.

Segue un paragrafo su Gruppi criminali internazionali: l'impatto ambientale della produzione di droghe, traffici di armi e materie nucleari. Ed una conclusione il cui titolo non poteva che essere: Per un nuovo modello di sviluppo.

La terza relazione: Economia mondiale e sviluppo locale, relazione al V Incontro internazionale sullo sviluppo locale, Madeira (Portogallo), 4-5 febbraio 1994. Testo utilizzato anche come traccia per la presentazione del Seminario internazionale "Quale sviluppo per la Sicilia. L'utilizzazione dei Fondi strutturali della Comunita' Europea", Castellana Sicula (PA), 12-13 marzo 1994. Citiamo un passo da p. 57: "La spesa pubblica ha una notevole incidenza sull'economia e sulla societa' siciliana. Essa e' essenzialmente fondata sulla politica delle grandi opere ed e' servita per cementare un blocco sociale conservatore, essenzialmente parassitario, ed ha una parte notevole nell'accumulazione mafiosa. Attraverso gli appalti e subappalti di opere pubbliche l'organizzazione mafiosa e' riuscita ad accaparrarsi quote rilevanti di denaro pubblico, configurandosi come una vera e propria borghesia di Stato. Tale impiego della spesa pubblica e' riuscito ad aggregare consenso nei confronti dei partiti di governo, ha creato una rete di imprese assistite e di clientele, ha distrutto o degradato il territorio, ma non ha creato sviluppo. Si puo' parlare di un modello di sottosviluppo pubblico-mafioso, durato dal dopoguerra fino ad oggi.

Funzionale a questo modello e' stata la preordinata mancanza di qualsiasi politica di programmazione".

Tra gli autori cui si puo' far riferimento per approfondire alcuni temi proposti in questo opuscolo (ed in particolare la dimensione internazionale, le dinamiche macroeconomiche, la ristrutturazione dei poteri su scala planetaria, le questioni concernenti il territorio e la sovranita'...) ci sono ovviamente Samir Amin, Giovanni Arrighi, James O' Connor, Marco Revelli, Jeremy Rifkin, Immanuel Wallerstein, il gruppo di "Le monde diplomatique". Noi riteniamo di notevole interesse anche le riflessioni di alcuni studiosi latinoamericani come Enrique Dussel; per conoscere le analisi in merito di militanti ed intellettuali critici latinoamericani in italiano la fonte migliore e' il periodico "Amanecer". Una casa editrice che pubblica lavori molto interessanti con specifico riferimento alle dinamiche della globalizzazione e' Asterios Editore, di Trieste; qualche libro molto utile ha pubblicato la casa editrice Manifestolibri, di Roma.

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9. La mafia interpretata, 1995

La mafia interpretata. Dilemmi, stereotipi, paradigmi, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1995, e' apparso nella collana "Saggi brevi di sociologia", con una presentazione di Paolo Jedlowski e Renate Siebert.

Nella presentazione Jedlowski e Siebert  evidenziano che "il testo offre... una rassegna dei principali approcci disciplinari esistenti al fenomeno della mafia (sociologico, storico, criminologico ed economico). E' una rassegna critica: il punto di vista teorico e politico da cui viene operata non e' taciuto, cosi' come e' esplicita la discussione delle posizioni via via presentate... l'utilita' del volume e la ricchezza di spunti che offre sono straordinarie..." (p. 5); e ancora: "il testo qui presentato cela un invito piu' ampio che alla 'discussione': quello ad interagire in modo non solo 'teorico' e 'critico' ma anche pratico e impegnato, affinche' la lotta alla mafia assuma le dimensioni adeguate a far fronte alla complessita', all'articolazione e alla vastita' del pericolo che questa rappresenta. Come scrive Santino, la mafia e' 'un insieme di organizzazioni criminali (...) che agiscono all'interno di un vasto e ramificato contesto relazionale, configurando un sistema di violenza e di illegalita' finalizzato all'accumulazione del capitale e all'acquisizione e gestione di posizioni di potere, che si avvale di un codice culturale e gode di un certo consenso sociale'. Se questo e' vero, tanto l'analisi che intende interpretarla quanto la pratica politica che intende contrastarla devono situarsi su piu' dimensioni" (p. 8).

Il libro e' organizzato in sei capitoli preceduti da una breve introduzione che prende le mosse dalla celebre inchiesta di Leopoldo Franchetti per un excursus su 120 anni di analisi sociologica del fenomeno mafioso.

Il primo capitolo si intitola I sociologi e la mafia: dall'impresa mafiosa alla mafia-impresa, ed esamina gli studi sociologici statunitensi ed italiani sul crimine organizzato e la mafia. Santino ha facile gioco nell'individuare esiguita', genericita' e debolezze del lavoro e del dibattito di autori sovente neppure sufficientemente ferrati sul piano meramente informativo in merito all'argomento trattato.

Il secondo capitolo, dal titolo Gli storici e le mafie, esamina particolarmente il dibattito attuale tra gli storici ed i recenti lavori di Nicola Tranfaglia, Paolo Pezzino e Salvatore Lupo.

Il terzo capitolo, I criminologi e la criminalita' organizzata, discute ovviamente in particolare i temi proposti dalla "criminologia critica".

Il capitolo quarto, Gli economisti e l'economia del crimine organizzato, esamina ricerche, analisi e dibattiti specifici di economisti statunitensi ed italiani (questi ultimi giunti alla presa di coscienza "con un quarto di secolo di ritardo rispetto agli Stati Uniti"). E' appena il caso di ricordare che Santino ha pubblicato a suo tempo due testi fondamentali come La mafia finanziaria e (con Giovanni La Fiura) L'impresa mafiosa.

Nel quinto capitolo, dal titolo programmatico: Un paradigma della complessita', alle pp. 129-157, Santino propone e argomenta l'ipotesi definitoria formulata e adottata per le ricerche condotte dal Centro Impastato; sono pagine assai dense, molto lucide e attente, che sintetizzano efficacemente l'approccio analitico che l'autore propone ed ha articolato ed affinato nel corso di decenni di studio e di lotta.

Segue un sesto ed ultimo capitoletto, brevissimo, a mo' di commiato, dal titolo Le scienze sociali hanno un futuro?

Si tratta di un libro breve (168 pp.) e di efficace sintesi; la discussione delle varie posizioni esaminate e' esplicita e spesso vivace, ma sempre precisa e attenta a non forzare o deformare le posizioni altrui, che vengono criticate senza eufemismi ma anche senza esagerazioni. Ottime anche le note, che costituiscono non solo un momento di approfondimento, ma quasi un controcanto piu' sciolto e pungente ed arricchiscono consistentemente il testo. Per le sue peculiari caratteristiche e' un volumetto che raccomandiamo come utilissima lettura introduttiva.

Tra i libri utilmente consultabili, oltre quelli citati ed analizzati nel testo, suggeriamo anche: Giovanni Falcone, Interventi e proposte, Sansoni, Firenze 1994; Vincenzo Ruggiero, Economie sporche, Bollati Boringhieri, Torino 1996; Luciano Violante, Non e' la piovra. Dodici tesi sulle mafie italiane, Einaudi, Torino 1994.

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10. Sicilia 102, 1995

L'opuscolo Sicilia 102. Caduti nella lotta contro la mafia e per la democrazia dal 1893 al 1994, e' stato pubblicato nella collana "csd appunti", 3, Palermo, gennaio 1995, e consiste di una cronologia ragionata della lotta contro la mafia e per la democrazia scandita dalle uccisioni di protagonisti del movimento antimafioso.

L'opuscolo si apre con una breve introduzione dal titolo Appunti per una storia del movimento antimafia, che propone anche una periodizzazione in tre fasi: la prima, caratterizzata dal movimento contadino, dai Fasci siciliani al secondo dopoguerra; la seconda, relativa agli anni '60-'70 e caratterizzata dall'impegno antimafia della nuova sinistra; la terza, dagli anni ottanta, con la ripresa del movimento di massa.

Seguono, con il titolo Una cronologia ragionata, alcune pagine di presentazione dei criteri della ricerca: "Questo non e' un elenco di tutte le vittime della mafia, ma una cronologia ragionata dei delitti che hanno colpito persone impegnate nella lotta contro la mafia e per la democrazia. Un conto e' la pieta' che puo' riguardare tutti gli uccisi, un altro la memoria che tenga conto del perche' sono stati uccisi, cioe' del loro ruolo da vivi.

Un contadino, un sindacalista, un politico impegnati in un'azione di cambiamento, non sono la stessa cosa di un mafioso, di un complice o di un colluso.

Nella cronologia ci sono anche i nomi di rappresentanti delle forze dell'ordine caduti nella lotta contro il banditismo, piu' o meno intrecciato con la mafia, e di altre persone (bambini e ragazzi, anche di famiglia mafiosa, donne e uomini uccisi nel corso di sparatorie tra mafiosi) non tanto perché sono 'innocenti' (espressione che sottintende che il magistrato, il poliziotto sono ammazzabili per mestiere) ma soprattutto per indicare quanto diffusa sia stata la violenza mafiosa e smentire il luogo comune della mafia buona, tradizionale, che ammazzava con moderazione, rispettava certe regole e coltivava il senso dell'onore.

Non ci sono invece i mafiosi, i politici collusi o che non risultano impegnati contro la mafia..." (p. 12).

Con il titolo Un secolo di lotte, alle pp. 17-68, sono riportate date e vicende significative.

Segue una nota sulle fonti utilizzate.

In conclusione un breve testo dal titolo Ricordati di ricordare che rievoca figure, vicende e situazioni.

Tra i molti libri che si potrebbero consultare su questi stessi temi segnaliamo particolarmente alcune testimonianze e riflessioni: Nando dalla Chiesa, Delitto imperfetto, Mondadori, Milano 1984; Claudio Fava, La mafia comanda a Catania, Laterza, Bari 1991; Idem, Cinque delitti imperfetti, Mondadori, Milano 1994; Giuseppe Fava, Mafia. Da Giuliano a Dalla Chiesa, Editori Riuniti, Roma 1984; Renate Siebert, La mafia, la morte e il ricordo, Rubbettino, Soveria Mannelli 1995; Salvo Vitale, Nel cuore dei coralli, Rubbettino, Soveria Mannelli 1995; ed il n. 25/1996 di "Meridiana", fascicolo monografico dal titolo Antimafia.

Ovviamente sui temi della Resistenza e della memoria sono fondamentali le opere di Primo Levi e di Nuto Revelli.

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11. La democrazia bloccata, 1997

Il volume La democrazia bloccata. La strage di Portella della Ginestra e l'emarginazione delle sinistre, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1997, riprende un tema che gia' nel 1977 era stato oggetto di un convegno promosso dal "Centro siciliano di documentazione" (che verrà intitolato a Giuseppe Impastato dopo il suo assassinio); nel trentennale della strage del primo maggio '47, quel convegno si intitolava "Portella della Ginestra: una strage per il centrismo", ed in esso Umberto Santino aveva presentato una relazione su La ricomposizione del blocco borghese in Sicilia (altri relatori erano Nicola Gallerano, Lisa Foa, Aldo Brigaglia, Vittorio Foa, Anna Rossi Doria, Claudio Pavone, e nel dibattito intervennero molti altri militanti e studiosi). Gia' quel convegno era un tentativo di opporsi alla cancellazione della memoria  (in epoca di compromesso storico), l'attuale libro e' un ennesimo invito al ricordo e all'analisi (scrive l'autore a p. 7: "Nel cinquantesimo anniversario della strage pubblico in questo volume la mia relazione al convegno del '77, con qualche modifica, e dei materiali di documentazione, testi di difficile reperimento (...). L'intento della pubblicazione e' di contribuire, ancora una volta, a una riflessione, in un contesto profondamente mutato rispetto a quello di vent'anni fa").

La quarta di copertina cosi' riassume il senso del libro: "La strage di Portella della Ginestra del primo maggio 1947 non fu un fatto isolato, consumatosi in una remota periferia: in quel lembo di campagna siciliana si mise in scena quella che sarebbe stata definita la 'democrazia bloccata' e si svolsero le prove generali del 'doppio Stato'.

A Portella si recita un copione destinato a ripetersi, anche se in tempi diversi e con soggetti diversi, ma con la stessa logica e con lo stesso scopo: allora si tratto' di impedire alle sinistre l'accesso al governo, dopo la vittoria della coalizione del Blocco del popolo alle elezioni regionali dell'aprile '47, concludere rapidamente la fase dell'unita' antifascista escludendo le sinistre dal governo nazionale e porre le premesse per una direzione del Paese rigidamente chiusa a sinistra, che si sarebbe puntualmente realizzata e avrebbe avuto la sua sanzione con le elezioni del 18 aprile '48.

Dalla fine degli anni '60 in poi il copione venne rispolverato e arricchito, con le stragi che hanno insanguinato l'Italia, da Piazza Fontana a Brescia, a Bologna, che miravano ad impedire un ricambio al potere, e ci sono perfettamente riuscite. E come e' avvenuto per la strage di Portella, anche per le altre stragi non sono stati individuati i mandanti. La 'seconda Repubblica' ha gli armadi pieni degli scheletri della 'prima'.

Il libro contiene una puntuale ricostruzione storica del dopoguerra in Sicilia e un'ampia raccolta di documenti: sulla strage, sul processo alla banda Giuliano, sui lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno mafioso in Sicilia dedicati ai rapporti tra banditismo, mafia e politica".

Il libro si articola come segue: Introduzione; 1. La svolta del '47; 2. Mezzogiorno e Sicilia durante il fascismo; 3. Il separatismo come arroccamento tattico e rottura fittizia; 4. L'autonomismo riparazionista come terreno di contrattazione con lo Stato; 5. Il ruolo della DC nella ricomposizione del blocco dominante; 6. Portella della Ginestra: un'ipoteca sulla Regione e sullo Stato; 7. Alcune considerazioni finali; Appendice.

L'ampia appendice (pp. 133-227) riporta una precisa cronologia 1943-1950, ed una ricca serie di documenti di varie fonti (dalla stampa dell'epoca, agli atti processuali di Viterbo, alla Commissione parlamentare antimafia).

Sull'argomento cfr. anche Giuseppe Di Lello, Giudici, Sellerio, Palermo 1994, e Orazio Barrese, Giacinta D'Agostino, La guerra dei sette anni, Rubbettino, Soveria Mannelli 1997.

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12. Oltre la legalita', 1997

L'opuscolo Oltre la legalita'. Appunti per un programma di lavoro in terra di mafie, e' stato pubblicato nella collana "csd appunti", 6, Palermo, settembre 1997.

Si tratta di un lavoro didascalico ed introduttivo, probabilmente molto valido per uso didattico o come base per riflessioni e dibattiti tra persone impegnate nell'iniziativa antimafia ed in particolare sul versante culturale di essa iniziativa.

Nella quarta di copertina e' illustrato sinteticamente il senso del lavoro: "Legalita', democrazia, sovranita', sono termini spesso usati in modo troppo generico per ricavarne indicazioni concrete per lottare efficacemente contro le mafie e il diffondersi del crimine e dell'illegalita'. Questo scritto analizza rigorosamente le parole-chiave del dibattito attuale e traccia le linee essenziali di un programma di lavoro che leghi insieme aspetti giuridici, politici, economici, etici, culturali in una prospettiva di mutamento della societa' mafiogena e di rinnovamento della vita quotidiana".

L'opuscolo prende spunto dalla circolare ministeriale sull'educazione alla legalita' dell'ottobre 1993 per proporre una riflessione ampia ed articolata sui concetti di legalita', democrazia e sovranita' analizzando la valenza che essi assumono nel dibattito antimafia.

Il lavoro e' organizzato nei seguenti capitoli: 1. La legalita', la mafia, lo Stato; 2. La democrazia, le democrazie; 3. La sovranita' come fondamento del potere; 4. La normalita': sogno o progetto?; 5. I limiti di un approccio politico-giuridico formale; 6. La mafia come fenomeno complesso; 7. Un programma per un'alternativa alle mafie e alla societa' mafiogena.

Ovviamente i capitoli 6 e 7 sono quelli di maggior interesse: il 6 riassume le tesi principali del lavoro teorico e politico di Santino e del Centro Impastato, il 7 riformula e sintetizza quella che e' ormai una koine' dei militanti di movimento piu' avvertiti.

In particolare l'ultimo paragrafo del cap. 6 (par. 6.3. Globalizzazione capitalistica e mafie), presenta una significativa e non casuale consonanza con le analisi di studiosi come - tra altri - Samir Amin e Ignacio Ramonet, e con la "quarta tessera" del ragionamento proposto dal subcomandante Marcos dell'Ezln nel suo saggio per "Le Monde diplomatique", La quarta guerra mondiale e' cominciata.

L'opuscolo costituisce un buon promemoria dei principali temi su cui si concentra la riflessione collegata alla prassi dei movimenti di solidarieta' e di liberazione.

Nella bibliografia (agile ma puntuale; non esibizionista, ma concretamente agita) sono presenti autori anche a noi molto cari, da Anders a Balducci a Jonas.

Su questi temi cfr. anche: Augusto Cavadi (a cura di), A scuola di antimafia, Csd quaderni/6, Palermo 1994; Augusto Cavadi, Liberarsi dal dominio mafioso, EDB, Bologna 1993; Amelia Crisantino, Giovanni La Fiura, La mafia come metodo e come sistema, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 1989; Cosimo Scordato, Uscire dal fatalismo, Edizioni Paoline, Milano 1991.

Il saggio di Marcos cui sopra si faceva cenno e' stato pubblicato in Italia in opuscolo dal "Manifesto", Roma 1997.

Ovviamente su questi temi (democrazia, legalita', etc.) non si puo' non fare riferimento alla riflessione di Norberto Bobbio (al riguardo cfr. riassuntivamente le monografie di Enrico Lanfranchi, Un filosofo militante, Bollati Boringhieri, Torino 1989, e Piero Meaglia, Bobbio e la democrazia. Le regole del gioco, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole 1994).

(Parte seconda - Segue)

 

2. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER LA RIDUZIONE DEL TRASPORTO AEREO

 

Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail: info at coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org

Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at gmail.com

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COI PIEDI PER TERRA

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Numero 422 del 21 novembre 2010

 

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