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Archivi. 49



 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XII)

Numero 49 del 18 febbraio 2011

 

In questo numero:

1. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Onorato Delipomeni

2. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Amilcare Ammonio Annazzoni

3. Paolo Arena e Marco Graziotti intervistano Sebastiano Malcontenti

 

1. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO ONORATO DELIPOMENI

[Estratto dai "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 341. Paolo Arena e Marco Graziotti fanno parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo. Onorato Delipomeni e' un vecchio amico di questo foglio]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come e' avvenuto il suo accostamento alla nonviolenza?

- Onorato Delipomeni: Non saprei dire un momento e un'occasione particolari, e' stato appunto un lungo, lento accostamento, un cammino, di approfondimento delle ragioni del mio medesimo ragionare e operare.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali personalita' della nonviolenza hanno contato di piu' per lei, e perche'?

- Onorato Delipomeni: Tra le persone che ho avuto la fortuna di conoscere e che non sono piu' viventi, i primi nomi che mi vengono adesso in mente sono quelli di Ernesto Balducci, Rosanna Benzi, Danilo Dolci, Franco Fortini, Vittorio Emanuele Giuntella, Primo Levi, Benny Nato, Sergio Piro, Sirio Politi, Tomaso Serra, Tullio Vinay... Devo poi ripetere i nomi che inevitabilmente direbbe chiunque in Italia alla nonviolenza si sia effettualmente accostato? E allora naturalmente anche Mohandas Gandhi e Martin Luther King, Aldo Capitini e Lorenzo Milani... Ma soprattutto decisivo per me e' stato il movimento delle donne, che e' la massima esperienza storica della nonviolenza in cammino: e tra le pensatrici che piu' mi hanno insegnato cose che non ho piu' dimenticato ci sono ovviamente Hannah Arendt, Ingeborg Bachmann, Simone de Beauvoir, Lidia Beccaria Rolfi, Laura Conti, Luce D'Eramo, Emily Dickinson, Luce Fabbri, Ada Gobetti, Etty Hillesum, Carla Lonzi, Rosa Luxemburg, Maria Montessori, Elsa Morante, Franca Ongaro Basaglia, Edith Stein, Simone Weil, Virginia Woolf, Maria Zambrano; tra le viventi un nome per tutti: Vandana Shiva. E ancora: l'opposizione ai regimi totalitari, la tradizione antifascista ed antistalinista, e negli anni '70 della mia gioventu' in particolare anche l'azione di Sinjavskij, di Solzenicyn, di Sacharov; e prima ancora la primavera di Praga, e poi Solidarnosc in Polonia; e la rilettura di Victor Serge, poi anche Grossman, e Salamov. E ancora: la denuncia del neocapitalismo consumistico e onnnidegradante, da Anders ai francofortesi, da Debord e i situazionisti a Murray Bookchin e Colin Ward. E anche: le lotte contro le istituzioni totali, e le riflessioni teoriche e pratiche che da esse scaturirono: da Franco Basaglia a Michel Foucault. E ancora, decisivamente: la riflessione sui campi di sterminio, sulla Shoah, sui gulag... E poi le esperienze e riflessioni di Milgram e di Bauman, di Zimbardo e di Sofsky... Ma tra i contributi teorici (e le testimonianze pratiche, naturalmente) mi pare indispensabile ricordare anche almeno Norberto Bobbio e Remo Cantoni, Sartre e Camus, Cornelius Castoriadis e Rudolf Bahro, Bertrand Russell e Ignazio Silone, Emmanuel Mounier e Ivan Illich, Nuto Revelli e Nelson Mandela, Martin Buber e Andre' Chouraqui, Ernst Bloch e Hans Jonas... e ancora tra i viventi un nome per tutti: Tzvetan Todorov.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali libri consiglierebbe di leggere a un giovane che si accostasse oggi alla nonviolenza? E quali libri sarebbe opportuno che a tal fine fossero presenti in ogni biblioteca pubblica e scolastica?

- Onorato Delipomeni: Dico i primi che mi vengono in mente: le Lettere dei condannati a morte della Resistenza, l'Iliade, Qohelet, naturalmente la Commedia dantesca, Riccardo III e Macbeth di Shakespeare, La vita e' sogno di Calderon, I miserabili di Hugo, tutto Leopardi, I promessi sposi e la Storia della colonna infame di Manzoni, le poesie di Emily Dickinson, Guerra e pace di Tolstoj, I demoni di Dostoevskij, tutti i racconti e i romanzi di Kafka, Le tre ghinee di Virginia Woolf, Arcipelago Gulag di Solzenicyn, I raccolti della Kolyma di Salamov, Nato di donna di Adrienne Rich, Il bene comune della Terra di Vandana Shiva, Teoria e pratica della nonviolenza di Gandhi, gli Scritti di Franco Basaglia, la Grammatica della fantasia di Gianni Rodari, La fine del mondo di Ernesto de Martino, Memoria del male, tentazione del bene di Tzvetan Todorov, Se questo e' un uomo e I sommersi e i salvati di Primo Levi. Ma ogni libro decente e' una buona lettura, ogni buona lettura accosta alla rivendicazione della propria e comune umana dignita', ogni passo in questa direzione e' un passo verso la nonviolenza; viceversa, chi potendo disporne rinuncia alla lettura si e gia' arreso al disordine costituito, si e' gia' asservito alla societa' dello spettacolo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali iniziative nonviolente in corso oggi nel mondo e in Italia le sembrano particolarmente significative e degne di essere sostenute con piu' impegno?

- Onorato Delipomeni: Sono innumerevoli e tutte meritorie. In Italia decisivo sarebbe opporsi alla guerra ed al colpo di stato razzista. Sull'opposizione alla guerra e' necessario ricostruire un movimento di massa e una vera e propria insurrezione popolare nonviolenta per la legalita' costituzionale e il diritto a non essere uccisi, dopo che la quasi totalita' della sinistra italiana si prostitui' alla guerra nel 2006 e con essa tutto il pacifismo da parata, da cattedra e da organizzazione lautamente finanziata. Sull'opposizione al colpo di stato razzista: in primo luogo mi pare decisivo dirlo, che si e' trattato di un colpo di stato razzista e che quindi oggi viviamo sotto un regime hitleriano per quanto concerne la condizione fatta a migranti e viaggianti. Se non si coglie questa drammatica realta' si resta ciechi e quindi subalterni al teatrino dei privilegiati e alle loro macchine spettacolari che coprono la ferocia dell'oppressione con la banalita' del male.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: In quali campi ritiene piu' necessario ed urgente un impegno nonviolento?

- Onorato Delipomeni: Innanzitutto nella coscientizzazione e nella lotta contro il maschilismo femminicida, contro il razzismo, contro la guerra, contro la devastazione della biosfera. Ma decisiva e fondativa e' la coscientizzazione e la lotta contro la violenza maschilista e patriarcale: se non si fa questo non si puo' sconfiggere il fascismo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali centri, organizzazioni, campagne segnalerebbe a un giovane che volesse entrare in contatto con la nonviolenza organizzata oggi in Italia?

- Onorato Delipomeni: Dico le prime esperienze che mi vengono in mente, tra molte altre: il Movimento Nonviolento, il Mir, Pax Christi, la Rete Lilliput, Amnesty International; le riviste "Azione nonviolenta", "Qualevita", "Mosaico di pace", "Quaderni Satyagraha"; il Centro studi "Sereno Regis" di Torino; la newsletter e il sito de "Il paese delle donne"; i siti della Libreria delle donne di Milano e dell'Universita' delle donne di Milano; il "Centro Impastato" di Palermo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza, e quali sono le sue caratteristiche fondamentali?

- Onorato Delipomeni: Trovo imbarazzante cercar di racchiudere in una formula sintetica un campo di questioni, di nessi, di pratiche, cosi' complesso come la nonviolenza. E trovo significativo che nelle numerose interviste gia' pubblicate emergano punti di vista non solo molto diversi ma fin opposti ovvero radicalmente contraddittori. Fatta questa premessa e rispondendo in poche parole direi che per me la nonviolenza e' la scelta meditata e appassionata della lotta contro la violenza e la menzogna, in difesa ed a promozione della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani e a tutela della biosfera, con un approccio fallibilista e praticando la coerenza tra i mezzi e i fini. Aggiungerei anche che personalmente ne propongo una visione complessa e pluridimensionale, aperta a - e componibile con - varie tradizioni culturali; nella consapevolezza che ogni persona che ad essa si accosta lo fa apportandovi un contributo originale ed insostituibile. Ed aggiungerei infine anche che la nonviolenza e' la civilta' umana presa sul serio ed inverata nel proprio personale sentire e consistere, pensare ed agire; ed e' altresi' concreta personale e collettiva prassi responsabile, solidale e liberatrice, di riconoscimento e di cura, veritativa e degnificante; essa puo' essere agita da parte di chi vi si accosta in ogni ambito delle sue proprie scelte esistenziali, relazionali, ermeneutiche, deliberative, operative - morali e politiche, quindi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e femminismo?

- Onorato Delipomeni: Come e' stato gia' evidenziato da molte persone che avete intervistato si tratta di un nesso ineludibile e decisivo. Il femminismo (se si preferisce: i femminismi, il pensiero e l'azione delle donne per la liberazione dell'umanita' intera) e' la maggior esperienza storica della nonviolenza incammino.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza ed ecologia?

- Onorato Delipomeni: L'ecologia intesa come cosciente, adeguato e coerente impegno di difesa della biosfera e' tout court la nonviolenza nei rapporti tra esseri umani e mondo naturale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza, impegno antirazzista e lotta per il riconoscimento dei diritti umani di tutti gli esseri umani?

- Onorato Delipomeni: E' in questo preciso ambito che la nonviolenza ha fatto alcune delle sue maggiori prove.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotta antimafia?

- Onorato Delipomeni: Un rapporto fondamentale. Cosi' come la nonviolenza e' l'antibarbarie, ugualmente essa e' l'antimafia. Ma mi sembra che manchi ancora anche tra molte persone impegnate sia per e con la nonviolenza che contro la mafia una comprensione adeguata del nesso e che perdurino talune ingenuita' e non di rado anche dei gravi limiti e fraintendimenti. Eppure ad esempio l'esperienza di Danilo Dolci recava gia' contributi di pensiero ed azione illuminanti, ma quelli che a me sembrano essere tra i lasciti piu' fecondi dell'esperienza dolciana mi sembra che siano oggi i piu' sottovalutati e negletti nella generale rimozione della riflessione politica e dell'analisi sociologica delle esperienze di lotta di liberazione autenticamente dal basso, popolari e rivoluzionarie novecentesche. Attualmente l'esperienza di "Libera" e' per molti versi assai meritoria, soprattutto nelle importantissime realizzazioni pratiche cui ha offerto impulso, sostegno, riconoscimento, canali di comunicazione ed opportunita' di azione (pur recando anche taluni palesi limiti nella sua gestione verticistica e in taluni suoi rapporti non sempre pienamente autocoscienti, autonomi e adeguati col ceto politico, con le macchine amministrative e gli apparati ideologici del dominio). L'esperienza che ritengo di gran lunga piu' interessante e piu' apprezzabile in questo ambito di impegno e' quella del "Centro Impastato" di Palermo, e la riflessione a cui mi sento piu' vicino e' quella di Umberto Santino, consegnata a varie opere di fondamentale importanza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotte del movimento dei lavoratori e delle classi sociali sfruttate ed oppresse?

- Onorato Delipomeni: La nonviolenza come proposta di azione collettiva intesa alla trasformazione delle strutture e dei rapporti sociali e politici al fine di affermare i diritti umani di tutti gli esseri umani (quindi non solo i diritti civili e politici, ma anche quelli sociali, nella prospettiva di un umanesimo integrale che riconosca piena umanita' e quindi piena dignita' a tutti gli esseri umani in una liberazione comune responsabile e condivisa) e' nata nelle e dalle lotte - e dalle esperienze e riflessioni a queste lotte connesse - del movimento operaio e contadino. E' evidente che questo rapporto e' decisivo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotte di liberazione dei popoli oppressi?

- Onorato Delipomeni: Solo la scelta della nonviolenza puo' garantire esiti positivi alle esperienze riformatrici o rivoluzionarie ordinate agli ideali di liberta' condivisa, uguaglianza di diritti e fraternita'/sorellanza. Le lotte di liberazione che non hanno fatto la concreta scelta della nonviolenza non hanno dato gli esiti sperati dal punto di vista dell'umanita'. La cruciale cartina di tornasole e', ancora una volta, la condizione delle donne.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e pacifismo?

- Onorato Delipomeni: Nell'epoca attuale un pacifismo che non fa la scelta della nonviolenza resta subalterno e inane.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e antimilitarismo?

- Onorato Delipomeni: L'opposizione alla guerra, a gli eserciti, alle armi, all'uccidere, e' impegno fondamentale e costitutivo della nonviolenza. Non esiste nonviolenza senza integrale antimilitarismo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e disarmo?

- Onorato Delipomeni: L'impegno per il disarmo in tutti gli ambiti e' uno degli obiettivi fondamentali dell'azione nonviolenta. Nonviolenza e disarmo sono termini concettualmente equivalenti (come conferma la stessa scomposizione delle parole: non/violenza, dis/armo).

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'educazione?

- Onorato Delipomeni: Condizione necessaria perche' un'azione sia nonviolenta e' che essa abbia sempre un valore educativo; ovvero che essa non sia ordinata solo alla circostanza particolare ma che sia condotta secondo criteri ed attraverso modalita' universabilizzabili. Per dirla col Kant della seconda Critica: "Legge fondamentale della ragion pura pratica: Agisci in modo che la massima della tua volonta' possa valere sempre, al tempo stesso, come principio di una legislazione universale (Immanuel Kant, Critica della ragion pratica, parte I, libro I, capitolo I, paragrafo 7).

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Tra le tecniche operative della nonviolenza nella gestione e risoluzione dei conflitti quali ritiene piu' importanti, e perche'?

- Onorato Delipomeni: Non per eludere la questione, ma per indicare alcuni riferimenti che diano ad essa una solida base conoscitiva, mi permetto di rinviare innanzitutto alla lettura del volume alle tecniche nonviolente dedicato da Gene Sharp nella sua monumentale opera in tre volumi Politica dell'azione nonviolenta; a cui aggiungerei la breve, limpida, aurea monografia capitiniana, intitolata appunto Le tecniche della nonviolenza; per un caso concreto rinvierei anche all'opuscolo pubblicato nel 1999 dal "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo sull'esperienza pratica dell'azione diretta nonviolenta delle "mongolfiere della pace" con cui impedire i decolli dei bombardieri che partendo dall'Italia recavano strage in Jugoslavia.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come caratterizzerebbe la formazione alla nonviolenza?

- Onorato Delipomeni: Come presa di coscienza del valore proprio, di tutte e tutti gli umani e i viventi, del mondo; come presa in carico della dignita' e dei diritti dell'umanita' intera e della salvaguardia della biosfera.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e coscienza del limite: quali implicazioni e conseguenze?

- Onorato Delipomeni: La nonviolenza e', decisivamente, coscienza del limite. Tra le implicazioni di cio', il principio di precauzione: "in dubio contra proiectum". Essa e' relativa ovvero relazionale, fallibilista, si preoccupa della reversibilita' degli esiti delle azioni, esercita eminentemente la virtu' classica della prudenza come responsabilita' rettamente intesa. Le sue riflessioni si nutrono del grande contributo teorico del pensiero dialogico ed ecofemminista e delle elaborazioni, tra molti altri, di Levinas e Jonas.

 

2. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO AMILCARE AMMONIO ANNAZZONI

[Estratto da "Coi piedi per terra" n. 394. Amilcare Ammonio Annazzoni e' un vecchio amico di questo foglio]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come e' avvenuto il suo accostamento alla nonviolenza?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Con l'incontro col femminismo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali personalita' della nonviolenza hanno contato di piu' per lei, e perche'?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Tra le persone che ho conosciuto da anni lontani forse soprattutto Lidia Menapace e Luisa Morgantini; tra le persone che ho conosciuto in anni recenti forse soprattutto Anna Bravo e Maria G. Di Rienzo. E naturalmente, se posso permettermi l'ineleganza: mia moglie, la mia prima maestra.

Tra le figure "storiche": Hannah Arendt, Simone de Beauvoir, Rosanna Benzi, Margarete Buber Neumann, Lidia Beccaria Rolfi, Laura Conti, Dorothy Day, Barbara Deming, Luce D'Eramo, Luce Fabbri, Marianella Garcia, Ada Gobetti, Olympe de Gouges, Etty Hillesum, Clara Immerwahr, Mahalia Jackson, Milena Jesenska', Petra Kelly, Carla Lonzi, Joyce Lussu, Rosa Luxemburg, Miriam Makeba, Mary McCarthy, Anna Maria Mozzoni, Florence Nightingale, Franca Ongaro Basaglia, Fernanda Pivano, Sophie Scholl, Susan Sontag, Edith Stein, Bertha von Suttner, Germaine Tillion, Sojourner Trouth, Simone Weil, Mary Wollstonecraft, Virginia Woolf, Maria Zambrano.

Tra le grandi figure odierne: Aung San Suu Kyi, Shirin Ebadi, Nadine Gordimer, Hildegard Goss-Mayr, Wangari Maathai, Medha Patkar, Vandana Shiva. E poi ancora: Angela Dogliotti Marasso, Etta Ragusa...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali libri consiglierebbe di leggere a un giovane che si accostasse oggi alla nonviolenza? E quali libri sarebbe opportuno che a tal fine fossero presenti in ogni biblioteca pubblica e scolastica?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Per una prima introduzione: Giancarla Codrignani, Ecuba e le altre; Maria G. Di Rienzo, Monica Lanfranco, Donne disarmanti; Giovanna Providenti (a cura di), La nonviolenza delle donne.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali iniziative nonviolente in corso oggi nel mondo e in Italia le sembrano particolarmente significative e degne di essere sostenute con piu' impegno?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Tutte quelle guidate da donne, o realizzate da movimenti, associazioni, esperienze in cui siano le donne ad esercitare una effettiva leadership. Un esempio cruciale: la lotta guidata da Aung San Suu Kyi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: In quali campi ritiene piu' necessario ed urgente un impegno nonviolento?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Qui e ora nell'opposizione alla guerra, al colpo di stato razzista, al femminicidio.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali centri, organizzazioni, campagne segnalerebbe a un giovane che volesse entrare in contatto con la nonviolenza organizzata oggi in Italia?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Di nuovo, tutte le esperienze nonviolente - o comunque di opposizione alla violenza - in cui siano le donne ad esercitare una effettiva leadership.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza, e quali sono le sue caratteristiche fondamentali?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: La lotta contro la violenza e la menzogna. La scelta dell'umana dignita'. Dare l'esempio.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e femminismo?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: E' gia' stato piu' volte scritto su questo foglio, ed e' di tale evidenza che ripeterlo sembra quasi superfluo: della nonviolenza il femminismo e' la corrente calda e la maggiore esperienza storica.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza ed ecologia?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: La coscienza ecologica implica una relazione nonviolenta tra umanita' e natura. Tra le letture utili: tutti i libri di Vandana Shiva, e particolarmente Il bene comune della Terra. Altre personalita' di cui conoscere le opere: Gro Harlem Brundtland, Rachel Carson, Laura Conti, Marinella Correggia, Wangari Maathai, Giuliana Martirani, Medha Patkar, Giovanna Ricoveri; e ancora almeno il libro di Marina Forti, La signora di Narmada.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza, impegno antirazzista e lotta per il riconoscimento dei diritti umani di tutti gli esseri umani?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: La nonviolenza e' questo impegno e questa lotta. Ed oltre a cio' estende ancora la percezione, il sentimento, la riflessione e la pratica dei doveri e dei diritti, fa della benevolenza un principio universale. Ed e' quindi anche impegno di cura e lotta per il rispetto degli altri animali non umani e del vivente nelle varie sue manifestazioni e nel suo insieme. Tra le letture utili: tutte le opere di Annamaria Rivera; Renate Siebert, Il razzismo; Annette Wieviorka, Auschwitz spiegato a mia figlia; Stefania Bartoloni (a cura di), A volto scoperto. Donne e diritti umani; Joanna Bourke, Paura. Una storia culturale. E ancora oltre a molte persone gia' citate le testimonianze, il lavoro, gli scritti di Anne Frank, Fatima Ahmed Ibrahim, Vjosa Dobruna, Ding Zilin, Eve Ensler, Natasa Kandic, Carla Mariani, Esperanza Martinez, Narges Mohammadi, Yolande Mukagasana, Jacqueline Mukansonera, Irfanka Pasagic, Helen Prejean, Ibu Robin Lim, Eleanor Roosevelt, Roberta Sykes, Madre Teresa di Calcutta... E per un allargamento della teoria dei diritti agli animali non umani cfr. introduttivamente Luisella Battaglia, Etica e diritti degli animali; Paola Cavaliere, La questione animale; Silvana Castignone, Povere bestie.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotta antimafia?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Nonviolenza e antimafia sono parole e concetti che si corrispondono. Tra le letture utili tutti i libri del Centro Impastato di Palermo e delle persone che da sempre soprattutto questa decisiva esperienza: Anna Puglisi e Umberto Santino; inoltre: le opere di Amelia Crisantino, Monica Massari, Renate Siebert; e anche: Nando Dalla Chiesa, Le ribelli; e i libri su Rita Atria, di e su Felicia Bartolotta Impastato...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotte del movimento dei lavoratori e delle classi sociali sfruttate ed oppresse?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Decisivi e fondanti. Tra le molte autrici da leggere: Mary Wollstonecraft, Flora Tristan, "Mother" Jones, Emma Goldman, Clara Zetkin, Rosa Luxemburg, Rossana Rossanda, Lidia Menapace, Luciana Castellina.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotte di liberazione dei popoli oppressi?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Decisivi e fondanti. Tra le molte autrici da leggere: Suad Amiry, Hanan Ashrawi, Assia Djebar, Rigoberta Menchu', Leyla Zana.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e pacifismo, antimilitarismo e disarmo?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: La nonviolenza e' la lotta per la pace con mezzi di pace, e' la forma piu' rigorosa e coerente di pacifismo (oltre ad essere molto altro, naturalmente). Nonviolenza e antimilitarismo intesi nel senso piu' ampio e profondo veritieramente coincidono sotto tutti i profili; un antimilitarismo che non sia nonviolento non e' antimilitarismo, ma ulteriore militarismo. Nel senso piu' ampio e profondo anche nonviolenza e disarmo sono la stessa cosa: le armi implicando la violenza, e la noviolenza a tutte le violenze opponendosi. Alcune tra le innumervoli figure di riferimento: Jane Addams, Rachel Corrie, Emily Greene Balch, Maria Occhipinti, Emma Thomas; e ancora (ma l'elenco sarebbe infinito) Norma Bertullacelli, Linda Bimbi, Mariella Cao, Mairead Corrigan, Chiara Ingrao, Floriana Lipparini, Rosemary Lynch, Judith Malina, Alva Myrdal, Nurit Peled, Martina Pignatti Morano, Tiziana Plebani, Antonia Sani, Cindy Sheehan, Maria Chiara Tropea, Betty Williams, e molte altre gia' citate e moltissime altre ancora.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e diritto alla salute e all'assistenza?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Poiche' la nonviolenza e' riconoscimento e degnificazione di ogni essere umano e dell'intero vivente, e quindi rispetto ed aiuto rivolti ad ogni ed a tutto il vivente, essa implica un impegno concreto e coerente a tal fine. La pratica del dovere invera i diritti, risponde ai bisogni, reca la solidarieta' invocata dalla condizione stessa del soffrire, del mancare, dell'esistere come volto sia pur muto. Qualche riferimento: oltre al lavoro del "Tribunale per i diritti del malato" e di "Medicina Democratica. Movimento di lotta per la salute", le fondamentali riflessioni di Franca Ongaro Basaglia e di Silvia Vegetti Finzi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e psicoterapie?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Poiche' una delle esperienze piu' rilevanti della nonviolenza in Italia e' stata (ed e') quella del movimento di psichiatria democratica, e' qui piu' che altrove evidente il nesso ineludibile. Tra le letture maggiormente utili: le opere di Franca Ongaro Basaglia e delle altre figure maggiormente rappresentative della lotta per una psichiatria democratica, contro le istituzioni totali e per un'assistenza rispettosa e promotrice di dignita' e diritti umani; cfr. anche almeno Laura Forti (a cura di), L'altra pazzia; Giuliana Morandini, ... e allora mi hanno rinchiusa; Luigi Onnis, Giuditta Lo Russo (a cura di), La ragione degli altri. Inoltre le opere di Silvia Vegetti Finzi. E ancora: Francoise Sironi, Persecutori e vittime. Inoltre alcune autrici classiche: Anna Freud, Melanie Kliein, Karen Horney, Mara Selvini Palazzoli...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e informazione?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: L'informazione e' un campo ineludibile dell'azione nonviolenta. Alcune figure di giornaliste di riferimento: Ilaria Alpi, Maria Grazia Cutuli, Anna Politkovskaja. E ancora: Giuliana Saladino, Camilla Cederna. E anche: Svetlana Aleksevic, Monica Lanfranco, Giuliana Sgrena, Barbara Spinelli...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione filosofica?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Forse piu' che cosa apporta forse sarebbe interessante ragionare innanzitutto su cosa apprende, ed ovviamente molto apprende da molte tradizioni di pensiero. Tra le letture utili, come testi panoramici e introduttivi: Adriana Cavarero, Franco Restaino, Le filosofe femministe; Pieranna Garavaso, Nicla Vassallo, Filosofia delle donne; Wanda Tommasi, I filosofi e e donne; Chiara Zamboni, La filosofia donna. Alcune altre autrici particolarmente rilevanti: Angela Ales Bello, Valeria Ando', Hannah Arendt, Ingeborg Bachmann, Simone de Beauvoir, Seyla Benhabib, Laura Boella, Judith Butler, Annarosa Buttarelli, Patrizia Caporossi, Mary Daly, Angela Davis, Teresa De Lauretis, Luce Fabbri, Shulamith Firestone, Antoinette Fouque,  Ivone Gebara, Carol Gilligan, Germaine Greer, Armanda Guiducci, Agnes Heller; Etty Hillesum, bell hooks, Luce Irigaray, Rada Ivekovic, Julia Kristeva, Carla Lonzi, Rosa Luxemburg; Paola Mancinelli, Edoarda Masi, Lea Melandri, Fatema Mernissi, Kate Millett, Judith Mitchell, Robin Morgan, Luisa Muraro, Nadia Neri, Martha C. Nussbaum; Franca Ongaro Basaglia, Rosangela Pesenti, Elena Pulcini, Rossana Rossanda, Adrienne Rich, Marthe Robert, Marianella Sclavi, Vandana Shiva, Rebecca Solnit, Susan Sontag, Edith Stein, Sofia Vanni Rovighi, Silvia Vegetti Finzi, Simone Weil, Virginia Woolf, Maria Zambrano. E naturalmente il lavoro della comunita' filosofica femminile di Diotima.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione delle e sulle religioni?

- Amilcare Ammonio Annazzoni:  Questione complessa e cruciale; mi limiterei qui a segnalare alcune autrici di riferimento: Pema Chodron, Shirine Dakouri, Mary Daly, Assia Djebar, Ivone Gebara, Mary Hunt, Fatema Mernissi, Antonietta Potente, Rosemary Ruether. Sulla lotta contro il fondamentalismo femminicida: Irshad Manji, Khalida Messaoudi, Taslima Nasreen, Nawal al Sa'dawi, Giuliana Sgrena, e i libri curati da Maria G. Di Rienzo e Monica Lanfranco, e da Valentina Colombo. E ancora almeno: Monica Massari, Islamofobia; Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Cristiani in armi.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'educazione?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Un contributo cospicuo. E non solo perche' molte figure della pedagogia sono state anche personalita' della nonviolenza; e non solo perche' la nonviolenza ha come suo elemento costitutivo l'esempio e l'educazione. Tra le letture utili: ovviamente tutte le opere di Maria Montessori e tutte le opere di Emilia Ferreiro. E naturalmente le opere di Clotilde Pontecorvo e il gruppo di lavoro che con lei collabora. E poi anche Ada Gobetti, Grazia Honegger Fresco, Sigrid Loos e molte, molte altre. E ancora: Elise Feinet, Nascita di una pedagogia popolare; Elena Gianini Belotti, Dalla parte delle bambine; Azar Nasifi, Leggere Lolita a Teheran; Elisa Nivola e Maria Erminia Satta, Tessiduras de paghe. E ancora: Isadora Duncan, Martha Graham...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'economia?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Un punto di vista che e' anche un punto di svolta: il ricongiungimento di economia ed ecologia, ovvero il ritorno dell'economia da scienza violenta dello sfruttamento a scienza sobria e amorevole della casa in cui convivere. Tra le letture utili: tutte le opere di Vandana Shiva; e alcuni rilevanti libri di Susan George, Carla Ravaioli, Giovanna Ricoveri, Joan Robinson. Cfr. anche Sara Ongaro, Le donne e la globalizzazione. E naturalmente i libri del "Centro nuovo modello di sviluppo" di Vecchiano.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sul diritto e le leggi?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: E' la frontiera decisiva della teoria e della prassi nonviolenta oggi. Tra le letture particolarmente utili i testi della e sulla esperienza della Commissione per la verita' e la riconciliazione sudafricana; gli studi di Marinetta Cannito; cfr. anche varie opere di Judith Butler, Eva Cantarella, Ida Dominijanni, Barbara Duden, Carol Gilligan, Agnes Heller, Marthe C. Nussbaum, Tamar Pitch...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sull'etica e sulla bioetica?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: L'etica e' il campo, insieme alla politica, in cui la nonviolenza ha dato i contributi maggiori; ed il maggiore di questi contributi e' consistito nel saldare etica e politica. Quanto alla bioetica, solo un appoccio nonviolento la fonda e la invera. Per una panoramica introduttiva: Eleonora Missana, L'etica nel pensiero contemporaneo; Jacqueline Russ, L'etica contemporanea; GIanna Milano, Bioetica; Elena Soetje, La responsabilita' della vita.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione sulla scienza e la tecnologia?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Un contributo fondamentale e indispensabile. Ovviamente tra le letture utili ancora una volta ci sono innanzitutto i libri di Vandana Shiva. Ma anche le riflessioni di molte scienziate (su cui per una panoramica introduttiva si veda il lavoro di Sara Sesti e Liliana Moro, Scienziate nel tempo; e la sezione dedicata alla scienza del sito www.universitadelledonne.it).

Cfr. inoltre vari testi di Maria Luisa Boccia, Rachel Carson, Laura Conti, Marinella Correggia, Madame Curie, Elisabetta Donini, Evelyn Fox Keller, June Goodfield, Margherita Hack, Danielle Mazzonis, Rita Levi-Montalcini, Isabelle Stengers, Silvia Vegetti Finzi, Grazia Zuffa...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Cosa apporta la nonviolenza alla riflessione storica e alla pratica storiografica?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Essendo il pensiero e il movimento delle donne la massima esperienza storica della nonviolenza, e' evidente che cio' si riflette in molteplici forme anche nel campo della storiografia. Tra le letture utili alcuni fondamentali libri di Anna Bravo, Anna Maria Bruzzone, Giovanna Fiume, Bianca Guidetti Serra, Bruna Peyrot, Sheila Rowbotham, Lucetta Scaraffia. Ma si veda anche almeno la monumentale Storia delle donne diretta da Georgs Duby e Michelle Perrot; e ancora: Gisela Bock, Le donne nella storia europea. E i volumi e la rivista della Societa' italiana delle storiche.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Tra le tecniche deliberative nonviolente ha una grande importanza il metodo del consenso: come lo caratterizzerebbe?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Come un ormai irrinunciabile ampliamento della democrazia in direzione dell'omnicrazia.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Tra le tecniche operative della nonviolenza nella gestione e risoluzione dei conflitti quali ritiene piu' importanti, e perche'?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Quelle create e sperimentate dai movimenti di lotta nonviolenta delle donne; gli esempi sono innumerevoli: dalle donne di Greenham Common, alle Madri di Plaza de Mayo, alle Donne in nero...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come caratterizzerebbe la formazione alla nonviolenza?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Soprattutto valorizzando le forme di autocoscientizzazione reciproca e comune elaborate e praticate dal movimento delle donne. Tra le autrici particolarmente rilevanti nello specifico ambito della formazione alla nonviolenza c'e' ovviamente Pat Patfoort.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come caratterizzerebbe l'addestramento all'azione nonviolenta?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Ancora una volta, innanzitutto mettendosi alla scuola del femminismo, delle sue modalita' relazionali, delle sue pratiche ermeneutiche, deliberative, operative, costruttive. Nell'ambito dell'azione diretta nonviolenta sono le esperienze delle donne ad aver inventato e realizzato le piu' numerose ed interessanti forme di lotta.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: I movimenti nonviolenti presenti in Italia danno sovente un'impressione di marginalita', ininfluenza, inadeguatezza; e' cosi'? E perche' accade? E come potrebbero migliorare la qualita', la percezione e l'efficacia della loro azione?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Occorre innanzitutto depatriarcalizzarli, liberandoli dalle incrostazioni o infiltrazioni o riproduzioni di maschilismo, militarismo, autoritarismo e dogmatismo che sovente li deturpano.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e cultura: quali rapporti?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Oltre che nella filosofia, nella pedagogia e nelle scienze umane, e' soprattutto nella narrazione e nella poesia che si e' depositato nel XX secolo il pensiero delle donne, un pensiero dialogico e relazionale che ha dato decisivi contributi alla cultura della nonviolenza: tra le molte autrici imprescindibili del nostro tempo: Anna Achmatova, Sibilla Aleramo, Antonia Arslan, Gioconda Belli, Edith Bruck, Marina Cvetaeva, Anita Desai, Marguerite Duras, Nadia Fusini, Natalia Ginzburg, Zora Neale Hurston, Ursula K. Le Guin, Doris Lessing, Clarice Lispector, Lia Levi, Dacia Maraini, Gabriela Mistral, Elsa Morante, Toni Morrison, Victoria Ocampo, Lalla Romano, Nelly Sachs, Susan Sontag, Wislawa Szymborska, Christa Wolf, Virginia Woolf, Marguerite Yourcenar. E tra le autrici di tempi precedenti: Jane Austen, Harriet Beecher Stowe, le sorelle Bronte, Madame du Deffand, Emily Dickinson, George Eliot, Madame de La Fayette, Saffo, George Sand, Madame de Sevigne', Mary Shelley, Teresa d'Avila...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e pratiche artistiche: quali rapporti?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Cogliendo nella processualita' e negli esiti delle pratiche artistiche contemporanee tanto l'azione di denuncia e l'opera di disalienazione, quanto l'appercezione e attingimento del bello, del vero, del buono, cosi' come una della manifestazioni maggiori di quel concreto fare specifico dell'essere umano, la nonviolenza nelle pratiche artistiche trova un ambito di inveramento e un termine di confronto. Alcune riflessioni a mio parere molto acute sono in vari lavori di Frances Yates; esperienze e riflessioni rilevanti sono consegnate alle opere e alle testimonianze di artiste come Frida Kahlo, Kathe Kollwitz, Alma Mahler-Werfel, Tina Modotti, Simone Signoret, Bessie Smith, Billie Holiday, Violeta Parra, Jane Campion, Marta Meszaros, Agnes Varda...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e politica: quale relazione?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: La nonviolenza e' molte cose ma innanzitutto e' una proposta politica: di riflessione politica, di lotta politica, di organizzazione politica, di ricostruzione sociale. A molte personalita' gia' indicate aggiungerei alcune altre figure per vari motivi e in diversa misura rilevanti: Emma Goldman, Anna Kuliscioff, Clara Zetkin, Aleksandra Kollontaj, Angelica Balabanoff...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e vita quotidiana: quale relazione?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Stante la struttura esistenziale degli esseri umani, non e' data ad essi altra esperienza vitale che quella quotidiana. Ergo: o la nonviolenza si realizza nella vita quotidiana, o essa e' nulla.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e cura del territorio in cui si vive: quale relazione?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Per le stesse ragioni dette prima, la nonviolenza in quanto relazione tra persone e natura si realizza innanzitutto nella cura dell'ambiente in cui si vive e di cui si e' parte.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e cura delle persone con cui si vive: quale relazione?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Ancora, per le medesime ragioni, la nonviolenza e' innanzitutto la cura amorevole delle persone con cui viviamo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali le maggiori esperienze storiche della nonviolenza?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Le Donne in nero; le Madri di plaza de Mayo; tutte le esperienze dei familiari di vittime di guerre, dittature, terrorismi, mafie - i quali familiari segnati dal comune lutto si uniscono per contrastare la violenza con la forza della verita', della solidarieta', del sentimento della comune umanita' di tutti gli esseri umani.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quale le sembra che sia la percezione diffusa della nonviolenza oggi in Italia?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Ignorantissima, caricaturale, e - anche tra molte persone che ad essa sono ritenute e si ritengono vicine - oscenamente patriarcale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali iniziative intraprendere perche' vi sia da parte dell'opinione pubblica una percezione corretta e una conoscenza adeguata della nonviolenza?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Qui e ora l'opposizione alla guerra (ed ai suoi apparati ed ai suoi strumenti), l'opposizione al colpo di stato razzista (e alla violazione dei diritti umani di tutti gli esseri umani), l'opposizione al femminicidio (e al maschilismo e al patriarcato di cui il femminicidio e' la manifestazione estrema), l'opposizione alla devastazione della biosfera.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e intercultura: quale relazione?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Vi e' una sola umanita', e quindi vi e' una sola civilta' umana, ovviamente articolata nelle sue varie vicende storiche e nelle varie tradizioni ed esperienze culturali cui quelle vicende hanno dato luogo. L'enorme sviluppo dei mezzi di comunicazione ha da tempo posto la questione dell'incontro dell'intera umanita' sul piano di un universale riconoscimento di tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani e di una universale solidarieta' affinche' quei diritti possano inverarsi per tutte le persone. Chi ancora si attarda a voler frantumare l'umanita', gerarchizzarla e quindi asservirne una parte ad un'altra, e' veramente un residuo di un barbaro passato schiavista, colonialista, razzista, assassino. Naturalmente e' utile la lettura di alcuni classici dell'antropologia, come Ruth Benedict, Margaret Mead; di alcuni testi introduttivi come quelli di Ida Magli, di Lucy Mair. E ancora ad esempio alcune opere di Anna D'Elia, Francoise Heritier, Rita El Kahyat. E il lavoro prezioso di Joyce Lussu, di Toni Maraini. Ma davvero sarebbero troppi i testi da citare.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e conoscenza di se': quale relazione?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Ai lavori di altre personalita' gia' citate impegnate nei campi della psicologia, della sociologia, dell'antropologia, aggiungerei i lavori di Janine Altounian, Vilma Costetti, Manuela Fraire, Elena Liotta e molte altre autrici. Ed ovviamente ancora una volta il riferimento alle prospettive aperte dalle riflessioni fenomenologiche e relazionali, e per citare un solo esempio dal lavoro della scuola di Palo Alto.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e scienze umane: quale relazione?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Antropologia, sociologia, psicologia, linguistica e insomma tutte le scienze umane apportano alla nonviolenza ad un tempo strumenti ermeneutici ed operativi e campi di intervento teorico e pratico, in una relazione reciprocamente feconda. In tutti questi ambiti sono stati soprattutto il sapere e le ricerche delle donne ad apportare negli ultimi decenni contributi basilari. Tra le figure fondamentali: Hannah Arendt. A molte autrici gia' citate aggiungerei anche ad esempio le ricerche e le riflessioni di Merete Amann Gainotti, Laura Balbo, Franca Bimbi, Maria Rosa Cutrufelli, Daniela Danna, Barbara Ehrenreich, Nella Ginatempo, Luisa Passerini, Chiara Saraceno, Saskia Sassen, Marianella Sclavi, Gabriella Turnaturi...

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e linguaggio (ed anche: nonviolenza e semiotica): quale relazione?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Gia' molte persone che avete intervistato hanno evidenziato la decisivita' e finanche la primazia di questo rapporto. Tra le letture utili per un'introduzione suggerirei Susan Bassnett, La traduzione. Teorie e pratica; Claudia Bianchi, Pragmatica del linguaggio; varie opere di Adriana Cavarero; Maria Corti, Principi della comunicazione letteraria; varie opere di Emilia Ferreiro; varie opere di Luce Irigaray; Bice Mortara Garavelli, Manuale di retorica; Maria Chiara Levorato, Le emozioni della lettura; Valentina Pisanty, Roberto Pellerey, Semiotica e interpretazione; Carla Schick, Il linguaggio.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e critica dell'industrialismo; nonviolenza e rispetto per i viventi, la biosfera, la "madre terra": quali implicazioni e conseguenze?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Per un accostamente si possono assai utilmente leggere le opere di Wangari Maathai, di Rigoberta Menchu' e di Vandana Shiva. Cfr. anche il lavoro e le opere di Marinella Correggia, Susan George, Medha Patkar, Itala Ricaldone. E ancora Laura Coppo, Terra, gamberi, contadini ed eroi; Catia Dini, Al servizio del cosmo; Sandra Endrizzi, Pesci piccoli; Christina Liamzon, Annette Krauss e Karl Osner, Il potere delle escluse.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Nonviolenza e internet: quale relazione? e quali possibilita'?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Tra i siti utili: quello della Libreria delle donne di Milano; quello della Libera universita' delle donne di Milano; quello de "Il paese delle donne"; quello del Movimento Nonviolento; tra le newsletter quotidiane diffuse per e-mail: quella de "Il paese delle donne"; la rassegna stampa sulle immigrazioni e sul razzismo "Italia razzismo. L'Italia al tempo delle migrazioni"; e naturalmente il foglio su cui appare questa intervista.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: C'e' qualcosa che vorrebbe aggiungere?

- Amilcare Ammonio Annazzoni: Dimenticavo: sono ovviamente fondamentali anche molti testi di Guenther Anders, Ernesto Balducci, Franco Basaglia, Norberto Bobbio, Leonardo Boff, Dietrich Bonhoeffer, Murray Bookchin, Martin Buber, Albert Camus, Elias Canetti, Aldo Capitini, Rene' Cassin, Ernesto De Martino, Danilo Dolci, Luigi Ferrajoli, Franco Fortini, Michel Foucault, Paulo Freire, Erich Fromm, Johan Galtung, Mohandas Gandhi, Giulio Girardi, Ivan Illich, Hans Jonas, Alberto L'Abate, Alexander Langer, Primo Levi, Emmanuel Levinas, Claude Levi-Strauss, Mario Lodi, Italo Mancini, Roberto Mancini, Herbert Marcuse, Ettore Masina, Lorenzo Milani, Emmanuel Mounier, Jean-Marie Muller, Giorgio Nebbia, George Orwell, Raimon Panikkar, Giuliano Pontara, Nuto Revelli, Stefano Rodota', Bertrand Russell, Bruno Segre, Jacques Semelin, Victor Serge, Gene Sharp, Wolfgang Sofsky, Tzvetan Todorov, Lev Tolstoj, Vinoba, Colin Ward, Elie Wiesel e tante e tanti altri che molte e molti intervistati hanno gia' ricordato.

 

3. LA NONVIOLENZA OGGI IN ITALIA. PAOLO ARENA E MARCO GRAZIOTTI INTERVISTANO SEBASTIANO MALCONTENTI

[Estratto da "Coi piedi per terra" n. 396. Sebastiano Malcontenti e' un vecchio amico di questo foglio]

 

- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come e' avvenuto il suo accostamento alla nonviolenza?

- Sebastiano Malcontenti: Come necessario approfondimento ed illimpidimento di una scelta di lotta contro ogni oppressione, ingiustizia, menzogna. Come impegno politico, quindi morale.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali personalita' della nonviolenza hanno contato di piu' per lei?

- Sebastiano Malcontenti: Tra i maggiori: Giuliano Pontara, Renato Solmi. Ma ho avuto a maestri e compagni anche tante persone che sarebbero state restie a lasciarsi definire "personalita' della nonviolenza" ma che pure sono state decisive per il mio accostamento alla nonviolenza: due nomi per tutti, Franco Fortini, Dario Paccino.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali libri consiglierebbe di leggere a un giovane che si accostasse oggi alla nonviolenza? E quali libri sarebbe opportuno che a tal fine fossero presenti in ogni biblioteca pubblica e scolastica?

- Sebastiano Malcontenti: Le opere di Guenther Anders, Hannah Arendt, Giacomo Leopardi, Primo Levi, Rosa Luxemburg, Varlan Salamov, Vandana Shiva, Aleksandr Solzenicyn, Simone Weil, Virginia Woolf.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali iniziative nonviolente in corso oggi nel mondo e in Italia le sembrano particolarmente significative e degne di essere sostenute con piu' impegno?

- Sebastiano Malcontenti: Ogni iniziativa di opposizione alla guerra, agli eserciti, alle armi, ai poteri assassini e all'uccidere; ogni iniziativa di opposizione al razzismo e alla denegazione della dignita' e dei diritti di ogni essere umano; ogni iniziativa di opposizione al femminicidio, al maschilismo, al patriarcato; ogni iniziativa in difesa della biosfera.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: In quali campi ritiene piu' necessario ed urgente un impegno nonviolento?

- Sebastiano Malcontenti: Qui in Italia oggi l'opposizione alla guerra e al colpo di stato razzista.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali centri, organizzazioni, campagne segnalerebbe a un giovane che volesse entrare in contatto con la nonviolenza organizzata oggi in Italia?

- Sebastiano Malcontenti: Il Movimento Nonviolento, le esperienze e le iniziative del movimento delle donne, tutte le iniziative che concretamente si oppongono alla guerra assassina e al colpo di stato razzista, il Centro Impastato di Palermo.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Come definirebbe la nonviolenza, e quali sono le sue caratteristiche fondamentali?

- Sebastiano Malcontenti: La lotta contro la violenza agita nella misericordia e nella dignita'. La coscienza che una e' l'umanita', ed una la casa che abbiamo comune.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e femminismo?

- Sebastiano Malcontenti: Dico una cosa ovvia e tante volte ripetuta: il femminismo e' il maggior inveramento storico della nonviolenza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza ed ecologia?

- Sebastiano Malcontenti: Chiamiamo ecologia il rapporto nonviolento tra umanita' e  natura.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza, impegno antirazzista e lotta per il riconoscimento dei diritti umani di tutti gli esseri umani?

- Sebastiano Malcontenti: Senza questo impegno non si da' nonviolenza.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotta antimafia?

- Sebastiano Malcontenti: Dire nonviolenza e' dire antimafia. Le due cose si rispecchiano, si implicano, si necessitano, si identificano.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotte del movimento dei lavoratori e delle classi sociali sfruttate ed oppresse?

- Sebastiano Malcontenti: La scelta della nonviolenza e' "conditio sine qua non" della lotta di liberazione del movimento delle oppresse e degli oppressi; se non fa la scelta della nonviolenza esso e' condannato alla sconfitta.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e lotte di liberazione dei popoli oppressi?

- Sebastiano Malcontenti: Identica risposta.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e pacifismo?

- Sebastiano Malcontenti: La nonviolenza e' il pacifismo preso sul serio, reso rigoroso e coerente: il fine della pace si realizza solo con mezzi di pace; la giustizia si realizza solo con la misericordia; la lotta necessaria e' necessariamente nonviolenta.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e antimilitarismo?

- Sebastiano Malcontenti: Finanche i due termini si corrispondono perfettamente.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e disarmo?

- Sebastiano Malcontenti: Identica risposta.

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- Paolo Arena e Marco Graziotti: Quali rapporti vede tra nonviolenza e diritto alla salute e all'assistenza?

- Sebastiano Malcontenti: Diritto alla salute e all'assistenza significa diritto alla vita e alla dignita'. La nonviolenza e' la lotta per ottenere questo per tutti gli esseri umani.

 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 49 del 18 febbraio 2011

 

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