[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

Telegrammi. 480



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 480 del 28 febbraio 2011

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. La nostra lotta, il nostro cammino

2. Si e' svolto il 27 febbraio a Viterbo un incontro di formazione nonviolenta

3. Federazione italiana dei medici di medicina generale, sezione di Viterbo: Una lettera ai medici del viterbese

4. Ordine dei medici di Viterbo: Dearsenificare l'acqua destinata a consumo umano

5. Una lettera aperta al Ministro della Funzione pubblica

6. L'illustre intellettuale Giancarla Codrignani solidale con l'impegno contro il mega-aeroporto a Viterbo

7. Per sostenere il Movimento Nonviolento

8. "Azione nonviolenta"

9. Segnalazioni librarie

10. La "Carta" del Movimento Nonviolento

11. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. LA NOSTRA LOTTA, IL NOSTRO CAMMINO

 

La nonviolenza e' in cammino.

La nonviolenza e' lotta.

Contro le dittature. Con i popoli in lotta per i diritti umani di tutti gli esseri umani.

Contro i poteri criminali. Per la giustizia e la solidarieta' che ogni essere umano riconosce, raggiunge, soccorre.

Contro le guerre, gli eserciti, le armi. Per la pace che salva le vite.

Contro il razzismo. Perche' vi e' una sola umanita'.

Contro la devastazione della biosfera. Perche' vi e' un unico pianeta casa comune dell'umanita' intera.

Contro il maschilismo e il patriarcato. Con le donne in lotta per i diritti umani di tutti gli esseri umani.

La nonviolenza e' il cammino.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

2. INCONTRI. SI E' SVOLTO IL 27 FEBBRAIO A VITERBO UN INCONTRO DI FORMAZIONE NONVIOLENTA

[Riceviamo e diffondiamo]

 

Domenica 27 febbraio 2011 presso il centro sociale occupato autogestito "Valle Faul" di Viterbo si e' svolto un nuovo incontro del percorso di formazione e informazione nonviolenta che prosegue settimanalmente dal 2009.

In apertura dell'incontro si e' riflettuto sull'andamento dell'iniziativa per il diritto allo studio promossa da alcuni mesi.

I partecipanti hanno poi espresso solidarieta' ai popoli in lotta per ottenere tutti i diritti umani per tutti gli esseri umani; ed in particolare e' stata espressa solidarieta' ai migranti e adesione e sostegno allo sciopero del primo marzo.

Sono state poi analizzate le ultime vicende relative alla questione del mega-aeroporto a Viterbo, ed e' stato confermato l'impegno ad impedire la realizzazione di un'opera nociva e distruttiva, insensata ed illegale, che devasterebbe irreversibilmente la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bulicame. Sono stati quindi esaminati gli ultimi sviluppi della questione della presenza di arsenico nelle acque destinate al consumo umano, e si e' confermato l'impegno per la prosecuzione dell'iniziativa per ottenere la completa dearsenificazione dell'acqua da bere. E' stato poi ribadito anche l'impegno contro il nucleare.

Si e' quindi riflettuto su come il pensiero e la lotta delle donne costituisca il punto di riferimento fondamentale nell'impegno nonviolento per i diritti umani di tutti gli esseri umani, e si e' ragionato su un'iniziativa per il prossimo 8 marzo; da questa riflessione e' scaturita anche un'analisi dell'esperienza del centro sociale dal 1993 ad oggi, e si e' anche proseguita la riflessione sulle iniziative da realizzare il prossimo 30 aprile nel primo anniversario della scomparsa di Alfio Pannega. A partire dal collocarsi alla scuola del femminismo si e' anche svolta una riflessione piu' complessiva sulla situazione politica italiana ed internazionale e sull'impegno morale e intellettuale, organizzativo e culturale, sociale e politico che occorre condurre per contrastare la guerra e il razzismo, il maschilismo e il patriarcato, i poteri criminali e il regime della corruzione, la violenza dello sfruttamento onnicida.

*

Le persone partecipanti all'incontro

Viterbo, 27 febbraio 2011

Per comunicazioni: partecipanti agli incontri di formazione alla nonviolenza presso il centro sociale "Valle Faul", strada Castel d'Asso snc, 01100 Viterbo, e-mail: viterbooltreilmuro at gmail.com, e anche: "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: nbawac at tin.it

 

3. DOCUMENTI. FEDERAZIONE ITALIANA DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE, SEZIONE DI VITERBO: UNA LETTERA AI MEDICI DEL VITERBESE

[Riceviamo in copia e diffondiamo]

 

Egregi colleghi,

abbiamo ricevuto dal Reparto Tossicologia Alimentare e Veterinaria - Dipartimento di Sanita' Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare - Istituto Superiore di Sanita', coordinatore  il dr. Francesco Cubadda (tel. 0649903643, fax: 0649902540, e-mail: francesco.cubadda at iss.it) la richiesta di collaborazione ad uno studio denominato "Studio per valutare l'esposizione alimentare all'arsenico in popolazioni residenti nelle aree del Lazio caratterizzate dalla presenza di arsenico di origine geologica nelle acque destinate al consumo umano".

Lo studio proposto chiede in particolare la collaborazione di medici che operano nei  seguenti comuni: Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel S. Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Civita Castellana, Civitella d'Agliano, Fabrica di Roma, Farnese, Lubriano, Ronciglione, Sutri, Vetralla, Vignanello, Villa S. Giovanni In Tuscia, Viterbo, Vitorchiano.

I colleghi interessati dovranno individuare persone in buona salute, che utilizzano acqua di rubinetto e/o pozzi da piu' di due mesi, sia come bevanda che nelle preparazioni alimentari, sottoporre loro un breve questionario e ricevere un campione di acqua abitualmente consumata, un campione di urine e di unghie, che saranno successivamente consegnati ad un incaricato del Dipartimento.

Ogni medico puo' scegliere il numero di persone che parteciperanno alla ricerca.

La rilevanza di questo studio e' determinata dal fatto che l'arsenico e' un metalloide classificato dall'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) come elemento cancerogeno certo di classe 1 e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e  della cute. Sempre piu' segnalazioni inoltre lo correlano anche ai tumori del fegato e del colon. Inoltre l'assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, e'  indicata da una cospicua e rilevante documentazione scientifica anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete di tipo 2, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

Come a voi noto, il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D.Lgs. 27/02, che disciplina la qualita' delle acque potabili destinate al consumo umano garantendone la salubrita' e la pulizia, in recepimento della Direttiva  europea 98/83/CE, dal dicembre 2003, ha abbassato il limite previsto per l'arsenico nelle acque  potabili da 50 a 10 microgrammi/litro, proprio in considerazione della sua cancerogenicita' e dell'evidente rischio per la salute umana.

La Regione Lazio fin dal 2003 ha continuamente fatto ricorso all'istituto della deroga, che ha innalzato il limite previsto dal D. Lgs.  31/2001 da 10 a 50 microgrammi/litro per l'arsenico (ma anche i limiti per altri elementi quali: il Fluoro, il Vanadio, il Selenio).

La Commissione Europea il 28 ottobre 2010 con il documento n. C(2010)7605 ha risposto negativamente alla richiesta di un'ulteriore deroga da parte del governo italiano ribadendo che il limite ammissibile e provvisorio per l'arsenico nelle acque destinate a consumo umano non puo' superare i 10 microgrammi/litro. Questo e' attualmente il limite stabilito dalla legge.

Per quanto sopra esposto vi invitiamo a partecipare a questo studio.

In attesa di un cortese riscontro, inviamo cordiali saluti,

*

dottor Luciano Sordini, segretario della sezione Fimmg Viterbo

dottoressa Antonella Litta, coordinatrice del progetto per la sezione Fimmg Viterbo

Viterbo, 22 febbraio 2011

Per comunicare la propria adesione: e-mail: fimmgviterbo at alice.it, tel. e fax: 0761342644

 

4. DOCUMENTI. ORDINE DEI MEDICI DI VITERBO: DEARSENIFICARE L'ACQUA DESTINATA A CONSUMO UMANO

[Riceviamo e diffondiamo]

 

L'Ordine dei medici-chirurghi e odontoiatri di Viterbo comunica che, per la rilevanza sanitaria del problema arsenico, sostanza tossica e cancerogena, presente nelle acque destinate a consumo umano nella nostra Provincia, chiedera' ai propri iscritti di collaborare allo studio denominato "Studio per valutare l'esposizione alimentare all'arsenico in popolazioni residenti nelle aree del Lazio caratterizzate dalla presenza di arsenico di origine geologica nelle acque destinate al consumo umano" proposto dal Reparto Tossicologia Alimentare e Veterinaria - Dipartimento di Sanita' Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare - dell'Istituto Superiore di Sanita'.

La rilevanza di questo studio e' determinata dal fatto che l'arsenico e' classificato dall'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) come elemento cancerogeno certo di classe 1 e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute; una  consistente documentazione scientifica lo correla anche  ai tumori del fegato e del colon. Inoltre l'assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, e'  indicata anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete di tipo 2, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

Il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, dal dicembre 2003, ha abbassato il limite previsto per l'arsenico nelle acque potabili da 50 a 10 microgrammi/litro, proprio in considerazione della sua cancerogenicita' e dell'evidente rischio per la salute umana, e questo e' attualmente il limite stabilito dalla legge.

L'Ordine dei medici-chirurghi e odontoiatri di Viterbo chiede quindi che si provveda urgentemente a forme alternative di approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione, in particolare per i neonati, i bambini, i malati e le donne in gravidanza, e le industrie alimentari e che si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare l'acqua destinata a consumo umano.

*

L'Ordine dei medici-chirurghi e odontoiatri di Viterbo

Viterbo, 24 febbraio 2011

 

5. DOCUMENTI. UNA LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

[Riceviamo e diffondiamo]

 

Al Ministro della Funzione pubblica

e per opportuna conoscenza: al Presidente della Repubblica Italiana, al Presidente della Commissione Europea, al Presidente della Corte dei Conti, ai Magistrati della Corte dei Conti, ai capigruppo parlamentari della Camera dei Deputati, ai capigruppo parlamentari del Senato della Repubblica, ai capigruppo parlamentari del Parlamento Europeo, al prefetto di Viterbo, al sindaco del Comune di Viterbo, al presidente della Provincia di Viterbo, alla Presidente della Regione Lazio, all'assessore all'ambiente del Comune di Viterbo, a tutti i consiglieri del Comune di Viterbo, all'assessore all'ambiente della Provincia di Viterbo, a tutti i consiglieri della Provincia di Viterbo, all'assessore all'ambiente della Regione Lazio, a tutti i consiglieri della Regione Lazio, alla ministra dell'Ambiente, al ministro della Salute, al commissario europeo all'Ambiente, al commissario europeo alla Salute, al presidente dell'Istituto Superiore di Sanita', al direttore generale dell'Istituto Superiore di Sanita', al presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, al vicepresidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, al segretario della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, ai mezzi d'informazione locali e nazionali

Oggetto: segnalazione e richiesta di un tempestivo adeguato intervento sulle conseguenze dell'irresponsabile condotta di troppi pubblici amministratori in relazione alla grave vicenda dell'eccessiva presenza di arsenico nell'acqua destinata a consumo umano, condotta che implica effettuale attuale violazione della vigente normativa e grave danno per la salute della popolazione dei territori interessati dal fenomeno tossico.

*

Signor Ministro della Funzione pubblica,

gentili signori cui inviamo questa lettera per opportuna conoscenza,

vi inviamo la seguente segnalazione e richiesta di un tempestivo adeguato intervento.

*

Il 21 febbraio 2011 abbiamo inviato ai magistrati della Corte dei Conti la seguente lettera aperta.

*

In un intervento diffuso il 6 febbraio 2011 l'associazione "Respirare" evidenziava quanto segue:

"1. Nell'acqua che beviamo non deve esserci veleno: compito delle istituzioni responsabili del rispetto del diritto alla vita e alla salute della popolazione e' di garantire acqua potabile senza arsenico.

2. Il limite massimo tollerabile previsto dalla vigente legge europea ed italiana e' di una presenza di arsenico che non superi i 10 microgrammi per litro di acqua. Finche' le istituzioni non garantiranno acqua potabile senza arsenico, sono comunque tenute per obbligo di legge a garantire acqua in cui la presenza di arsenico non superi i 10 microgrammi per litro.

3. Quegli enti che in questi giorni nel viterbese e nel Lazio sostengono che si possa accettare nell'acqua erogata per consumo umano una presenza di arsenico superiore ai 10 microgrammi/litro mentono sapendo di mentire, violano la legge, danneggiano la popolazione.

4. E' possibile ed agevole dearsenificare le acque con adeguate strumentazioni e procedure; ed e' possibile e necessario garantire subito all'intera popolazione acqua dearsenificata o quantomeno con una presenza di arsenico al di sotto dei 10 microgrammi/litro. Le istituzioni e le agenzie pubbliche, ovvero le imprese private cui insensatamente e sciaguratamente e' stata talora affidata la gestione dei servizi idrici (ed a cui deve essere tolta al piu' presto, poiche' l'accesso all'acqua deve essere considerato un diritto umano, non una merce), hanno l'obbligo di garantire acqua bevibile; hanno l'obbligo di rispettare quanto prevede la legislazione europea ed italiana; hanno l'obbligo di non danneggiare ulteriormente la vita, la salute e la sicurezza della popolazione.

5. Tutti gli enti, gli amministratori, i pubblici funzionari, i soggetti imprenditoriali, i tecnici ed i sedicenti esperti che non rispettano quanto prevede la legge in materia, ed a maggior ragione coloro che hanno mentito e stanno tuttora mentendo e mistificando la situazione propalando informazioni non veritiere intese a occultare la gravita' dei fatti, la realta' effettuale e le responsabilita' attuali e pregresse, devono rispondere nelle aule di giustizia della loro inammissibile, illegale, immorale condotta.

L'accesso all'acqua potabile e' un diritto umano.

L'arsenico e' un veleno.

Si rispetti la legge".

*

Gia' alcuni mesi fa era stato evidenziato che:

1. la Commissione Europea giustamente richiama le istituzioni italiane a non avvelenare ulteriormente la popolazione con l'eccesso di arsenico presente nell'acqua destinata a consumo umano;

2. una lobby di irresponsabili, di corrotti e di avvelenatori vorrebbe invece che in Italia si proseguisse in un regime di deroga dai parametri europei, regime tale per cui in alcune aree italiane la popolazione e' esposta a gravissimo rischio ed effettuale danno sanitario essendo erogata acqua destinata a consumo umano che contiene una quota parte di arsenico assai superiore a quella ritenuta tollerabile dalla normativa europea;

3. non c'e' bisogno di aggiungere che ragionevolezza vorrebbe che nell'acqua destinata a consumo umano di arsenico non ve ne fosse affatto.

*

Uno studio del 6 novembre 2010 del Cordinamento dell'Alto Lazio dell'"Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia)" evidenziava gia' la gravissima situazione locale e richiede interventi urgenti e adeguati.

Riproduciamo di seguito un ampio estratto dello studio della prestigiosa associazione medica.

"Coordinamento dell'Alto Lazio dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia): L'arsenico nelle acque destinate a consumo umano nell'Alto Lazio: problematiche sanitarie, ambientali, e proposte d'intervento

La storia

L'Arsenico, simbolo chimico As, e' un elemento molto diffuso e presente nella struttura geologica terrestre.

L'Arsenico e' un semimetallo o metalloide in quanto possiede proprieta' intermedie tra quelle dei metalli e quelle dei non metalli.

Da sempre conosciuto per il suo potere venefico, e' usato come componente di leghe metalliche e del vetro; viene impiegato anche nella realizzazione di semiconduttori ed e' stato utilizzato per lungo tempo in alcuni tipi di preparazioni per il legno.

Fin dai tempi di Ippocrate e' stato impiegato in preparazioni per la cura di diverse malattie: in epoca pre-antibiotica se ne ricorda l'uso nel trattamento della sifilide.

Nel  2000, la Fda (Food and Drug Administration) ha approvato un composto: il triossido di arsenico, per il  trattamento della leucemia promielocitica acuta.

Il problema ambientale

In epoca industriale la presenza dell'arsenico nell'ambiente e' stata notevolmente incrementata dalla combustione del carbone e di altri combustibili di derivazione fossile.

Centrali elettriche alimentate a carbone, a gas, ad olio combustibile e a biomasse, fonderie, cementifici, traffico veicolare ed aereo, incenerimento dei rifiuti e l'uso di pesticidi e fitofarmaci in agricoltura, hanno contribuito e contribuiscono alla diffusione di questo elemento nell'aria, nei terreni e nelle acque.

La centrale riconvertita a carbone di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia e quella ad olio combustibile di Montalto di Castro contribuiscono notevolmente con le loro emissioni all'aumento del quantitativo di arsenico nell'aria e quindi per ricaduta anche nel territorio dell'Alto Lazio.

Inoltre gli sversamenti illegali di rifiuti tossici e la contaminazione di corpi idrici con percolato, proveniente da discariche non a norma o del tutto abusive di rifiuti anche tossici, possono incrementare la presenza di arsenico nei  terreni e nelle falde acquifere.

Questa immissione e diffusione nell'ambiente dell'arsenico altera gli ecosistemi e contamina la catena alimentare.

Gli esseri umani possono essere esposti all'Arsenico principalmente attraverso l'assunzione di acqua, dove esso e' presente in forma inorganica: sia come Arsenico trivalente (As III) che Arsenico pentavalente (As V), ma anche tramite l'aria, le bevande, gli alimenti (principalmente con l'assunzione di pesce, molluschi, crostacei, carne, pollame, alghe e derivati, cereali e derivati, riso e derivati, verdure).

L'esposizione  delle persone all'Arsenico puo' avvenire anche durante comuni attivita' come il lavarsi e il nuotare.

Il territorio dell'Alto Lazio, a causa della sua origine geologica, presenta acque sotterranee e superficiali utilizzate per consumo  umano con concentrazioni elevate di  arsenico, fluoro e vanadio che superano i limiti previsti dalle vigenti disposizioni di legge e gli obiettivi di qualita' indicati per le acque potabili.

Gli effetti sulla salute derivanti dell'esposizione cronica all'Arsenico

Le problematiche sanitarie e ambientali determinate dall'arsenico sono ben note e sono costante oggetto di studi e ricerche; sul sito on-line di una delle piu' importanti biblioteche mediche internazionali "PubMed" (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/ ), digitando "arsenic drinking water" sono presenti, al novembre 2010, ben 1592 pubblicazioni scientifiche.

L'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (Iarc) (http://monographs.iarc.fr/ENG/Classification/index.php) classifica l'Arsenico come elemento cancerogeno certo di classe 1 e lo pone in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare  con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute.

L'esposizione ad Arsenico attraverso l'acqua destinata a consumo umano e' stata associata anche a cancro del fegato e del colon. Gli effetti dell'As sull'epigenoma cellulare potrebbero spiegare i meccanismi di cancerogenicita' di questo elemento e questi effetti  avvalorano la tesi che anche dosi ridottissime di Arsenico possono esercitare effetti negativi sulla salute.

L'azione cancerogena e pro-cancerogena dell'Arsenico come di altri metalli e' stata finora indagata essenzialmente in ambito tossicologico, privilegiando lo studio dei meccanismi genotossici (mutageni) diretti e indiretti (produzione di radicali liberi).

E' importante sottolineare come la cancerogenesi da Arsenico e da metalli in genere rappresenti invece un esempio ideale per introdurre i nuovi modelli "epigenetici" di cancerogenesi, basati sull'esposizione continua a quantita' minimali di agenti epi-genotossici, in grado di indurre in varie popolazioni cellulari uno stato di stress genomico persistente e, per questa via, una condizione di flogosi cronica, con progressiva attivazione di specifiche pathways cellulari, favorenti la trasformazione del tessuto in senso neoplastico.

L'ipotesi piu' accreditata e' che l'Arsenico possa agire come promotore tumorale attraverso la produzione di ROS (Radicali liberi dell'Ossigeno) e l'attivazione e/o ipersecrezione di citochine pro-infiammatorie e fattori di crescita.

Tuttavia, l'Arsenico potrebbe esercitare la sua azione cancerogena anche attraverso meccanismi epigenetici, che determinano ipometilazione del DNA (la deplezione di gruppi metilici potrebbe essere dovuta al fatto che l'Arsenico deve essere continuamente metilato).

I possibili meccanismi di cancerogenicita' comprendono: genotossicita' diretta, stress ossidativo, co-cancerogenesi, inibizione dei sistemi di riparazione del DNA, la promozione della proliferazione cellulare, ma anche alterazioni della trasduzione del segnale e alterata metilazione del DNA.

L'assunzione cronica di Arsenico e' indicata inoltre da numerosissimi studi scientifici anche quale responsabile di  patologie cardiovascolari (in particolare della "malattia del piede nero - black foot disease" per compromissione della vascolarizzazione periferica, infarto del miocardio, ictus, coronaropatie etc.); patologie neurologiche e neurocomportamentali; diabete di tipo 2; lesioni cutanee (iperpigmentazione ed ipopigmentazione, cheratosi, melanosi); disturbi respiratori; disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

E' importante considerare che nel metabolismo dell'Arsenico e quindi nel rischio di malattia da esposizione all'Arsenico, gioca un ruolo importante anche la diversa suscettibilita' individuale determinata dalla presenza di particolari polimorfismi che codificano enzimi coinvolti nel processo di metilazione dell'Arsenico.

Un aspetto emergente e sempre piu' studiato della tossicita' dell'Arsenico e' inoltre quello relativo alla sua azione quale Endocrine Disruptor (EDCs), termine corrispondente all'italiano interferente endocrino (IE).

Gli interferenti endocrini (IE) sono un gruppo eterogeneo di sostanze e miscele di sostanze che interferiscono sul normale funzionamento del sistema endocrino umano e su quello di  molteplici organismi quali: pesci, foche, uccelli, rettili, anfibi, primati e persino invertebrati.

L'azione di interferenza endocrina puo' determinare un aumento o una riduzione della quantita' di ormone prodotta e della sua attivita' metabolica e un'azione appunto d'interferenza tra l'ormone e il legame con i suoi recettori.

Gli interferenti endocrini dotati di potenzialita' mimetiche e in grado di interagire con recettori di membrana e nucleari e, quindi, direttamente o indirettamente, con i (co)fattori di trascrizione, modificando l'espressione genica e, nel lungo termine, l'assetto (epi)genetico di cellule, tessuti, organismi, ecosistemi.

E' stata dimostrata l'associazione significativa tra l'esposizione ad elevati valori di Arsenico inorganico e diabete di tipo 2; studi sperimentali hanno mostrato che l'Arsenico e' in grado di inibire la produzione e secrezione dell'insulina e la tolleranza al glucosio, nonche' di modificare l'attivita' del recettore nucleare per i glucocorticoidi.

Altri studi evidenziano come l'esposizione all'Arsenico durante la gravidanza (questo elemento attraversa la barriera placentare) puo' causare dei cambiamenti nell'espressione genica del feto che possono determinare la comparsa di gravi patologie, anche di tipo neurocognitivo, nel corso della vita e anche a decenni di distanza dall'esposizione materna.

E' inoltre estremamente importante considerare la possibile interazione e sinergia tra le diverse sostanze tossiche e cancerogene che oltre all'arsenico possono essere riscontrate nell'acqua.

Il Vanadio, il Selenio, il Fluoro, i metalli pesanti ed elementi radioattivi, i pesticidi, i fitofarmaci, le diossine, i sottoprodotti della disinfezione dell'acqua per clorazione, batteri, virus, parassiti, alghe e le microcistine prodotte da particolari tipi di alghe e cianobatteri (come nel caso del Plankthotrix rubescens,detto anche alga rossa, presente nel lago di Vico), etc.; tutti questi elementi possono determinare rischio e danno alla salute con molteplici meccanismi di interazione ed amplificazione diversi da quello della sola e semplice sommazione.

Le vigenti disposizioni di legge

Il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D.Lgs. 27/02, disciplina la qualita' delle acque potabili destinate al consumo umano garantendone la salubrita' e la pulizia. Questo decreto legge, in recepimento della Direttiva  europea 98/83/CE, dal dicembre 2003 ha abbassato il limite previsto per l'Arsenico nelle acque  potabili da 50 a 10 microgrammi/litro, proprio in considerazione della sua  cancerogenicita' e dell'evidente rischio per la salute umana.

L'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanita') fornisce chiare indicazioni riguardo alla tossicita' dell'arsenico nelle acque potabili ed indica come accettabile e solo in via transitoria, il valore da 1 a 10 microgrammi/litro di Arsenico nelle acque destinate a consumo umano mentre auspica valori tra lo 0 e i 5 microgrammi/litro come obiettivo realistico, in considerazione delle attuali problematiche di dearsenificazione e dell'incertezza relativa al rischio per la salute umana determinato da esposizioni anche a bassissime concentrazioni di questo elemento (http://www.who.int/water_sanitation_health/dwq/gdwq3rev/en/index.html).

In Italia le acque di alcune regioni: Lombardia, Toscana, Lazio, Sardegna, Campania e Trentino  presentano elevati valori di Arsenico.

La Regione Lazio sin dal 2003 ha continuamente fatto ricorso all'istituto della deroga, tuttora vigente, che ha innalzato il limite previsto dal D. Lgs. 31/2001 da 10 a 50 microgrammi/litro per l'Arsenico (ma anche i limiti per altri elementi quali: il Fluoro, il Vanadio, il Selenio) e di fatto ha reso potabili per deroga acque che in realta' non lo sono.

I periodi di deroga sono concessi perche' i gestori presentino ed attuino piani di rientro mediante idonee tecnologie di trattamento delle acque captate e/o individuando nuove risorse idriche sostitutive che permettano di assicurare acque salubri e pulite.

Durante i periodi di deroga dunque devono essere individuate e realizzate le soluzioni definitive ed efficaci per le problematiche per le quali la deroga stessa e' concessa.

Al momento e dopo anni dal recepimento della Direttiva europea 98/83/CE, nell'Alto Lazio non risulta che sia stata ancora realizzata alcuna definitiva, efficace e complessiva soluzione per i tutti i Comuni facenti parte dell'Ato-1 Lazio: tutti i  Comuni della Provincia di Viterbo e i Comuni di Bracciano, di Mazzano e Magliano, appartenenti alla Provincia di Roma.

I controlli sulla qualita' e potabilita' delle acque

I controlli sulla qualita' e potabilita' delle acque destinate a consumo umano sono demandati alle Asl che si avvalgono della struttura tecnica delle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente (Arpa).

Il D. Lgs. 31/2001 prevede controlli esterni, quelli predisposti dall'Asl, e controlli interni, sotto la diretta responsabilita' dei gestori degli acquedotti, in modo da stabilire un doppio controllo (interno ed esterno) a garanzia della qualita' e salubrita' delle acque.

I controlli relativamente all'Arsenico dosano il quantitativo totale di Arsenico nelle acque e dovrebbero sempre rilevare ed indicare i valori di Arsenico anche al di sotto della soglia di 10 microgrammi/litro.

Il D. Lgs. 31/01 prevede che il giudizio di qualita' e di idoneita' d'uso delle acque destinate al consumo umano, fondato sulle risultanze dell'esame ispettivo e dei controlli analitici, sia emesso dalle Asl territorialmente competenti.

Il numero dei controlli programmati in situazioni di criticita' delle acque, come previsto all'art. 8 comma 1 del D. Lgs. 31/2001, dovrebbero aumentare rispetto a quelli effettuati di routine e dovrebbero essere tali da "garantire la significativa rappresentativita' della qualita' delle acque distribuite durante l'anno, nel rispetto di quanto stabilito dall'allegato II".

L'informazione alle popolazioni

Le popolazioni sul cui  territorio ricadano provvedimenti di deroga devono essere sempre prontamente avvisate ed informate secondo quanto previsto dall'art. 13 comma 11 del D. Lgs. 31/2001: " La Regione o Provincia autonoma che si avvale delle deroghe di cui al presente articolo provvede affinche' la popolazione interessata sia tempestivamente e adeguatamente informata delle deroghe applicate e delle condizioni che le disciplinano. Ove occorra, la Regione o Provincia autonoma provvede inoltre a fornire raccomandazioni a gruppi specifici di popolazione per i quali la deroga possa costituire un rischio particolare.

Le informazioni e raccomandazioni fornite alla popolazione fanno parte integrante del provvedimento di deroga. Gli obblighi di cui al presente comma sono osservati anche nei casi di cui al comma 9, qualora la Regione o la Provincia autonoma lo ritenga opportuno".

L'informazione deve essere la piu' ampia e diffusa, deve fornire consigli comportamentali e indicazioni circa il corretto uso dell'acqua soprattutto in particolari situazioni e per particolari gruppi di persone: infanzia, donne in gravidanza e in stato preconcezionale, malati ed anziani.

A distanza ormai di anni dall'entrata in vigore del D. Lgs. 31/2001 gli abitanti della Regione Lazio, in  particolare quelli che risiedono in aree con caratteristiche geologiche di natura vulcanica come il territorio dell'Alto Lazio, sono ancora esposti all'assunzione di acque con valori di Arsenico superiori a 10 microgrammi/litro in assenza di una efficace e capillare informazione relativamente alle problematiche sanitarie determinate dall'assunzione di acqua ed alimenti con elevato contenuto di Arsenico.

Monitoraggio dello stato di salute delle popolazioni

Le popolazioni che vivono in territori, come quello dell'Alto Lazio, dove le acque presentano valori di Arsenico ben al di sopra degli obiettivi di qualita' e di quanto disposto dalle vigenti normative di legge, dovrebbero essere sottoposti ad un attento e periodico monitoraggio del proprio stato di salute anche attraverso studi osservazionali: in particolare i bambini per le peculiarita' del loro metabolismo e poiche' in fase di costante e rapido accrescimento organico.

Il monitoraggio delle condizioni di salute dovrebbe essere effettuato con  periodiche visite ambulatoriali, con la raccolta dell'anamnesi e un attento esame obiettivo, e dovrebbe prevedere l'esecuzione di test mirati alla valutazione del quantitativo di Arsenico e dei suoi metaboliti nel sangue, nelle urine, nei capelli e nelle unghie delle persone esaminate.

Questi test sono in grado di quantificare l'esposizione all'Arsenico ma non sono in grado di predire come l'esposizione stessa possa influenzare lo stato di salute di ogni singola persona e in particolare di ogni bambino poiche' la suscettibilita' individuale nei processi di disintossicazione gioca un ruolo in gran parte sconosciuto nei suoi meccanismi.

Le soluzioni per la rimozione dell'Arsenico dalle acque

Le acque possono essere depurate dalla presenza dell'Arsenico come di altre sostanze tossiche.

Sono attualmente disponibili diverse soluzioni tecnologiche, gia' operative in Italia e nel mondo, che, con procedimenti e metodiche diversificate, riescono a riportare nei limiti indicati dal D. Lgs. 31/2001 i valori dell'Arsenico. Le metodiche piu' utilizzate sono: la precipitazione, i processi a membrana, i processi di adsorbimento, la rimozione biologica, i processi a scambio ionico. Tutte queste tecniche presentano elevate percentuali di rimozione dell'Arsenico che possono arrivare sino al  99% del totale.

La scelta di una tecnica piuttosto che un'altra, si deve basare sulla conoscenza delle proprieta' dell'acqua da trattare, sulla  speciazione del tipo di Arsenico presente (l'Arsenico puo' essere presente in forma trivalente - As III - o pentavalente - As V-), sul numero e sulle caratteristiche delle fonti di approvvigionamento, sul numero degli utenti a cui e' rivolto il servizio, sulle caratteristiche dell'impianto, relativamente anche ai costi e alla manutenzione, sull'eventuale possibilita' di ridurre la concentrazione di Arsenico con la miscelazione di acque prive o con minor contenuto di Arsenico, sulla minor produzione di fanghi e rifiuti generati dal  processo di depurazione, sulla conservazione delle qualita' organolettiche dell'acqua una volta depurata.

Conclusioni

L'acqua e' un elemento fondamentale e prezioso per la vita del pianeta e di ogni essere umano.

E' una risorsa non illimitata che va protetta con il risparmio e la razionalizzazione della sua distribuzione, con la salvaguardia e il risanamento degli ecosistemi e dei bacini idrici utilizzati per approvvigionamento di acque potabili, con il  miglioramento del sistema degli acquedotti e della depurazione.

" Ex aqua salus". L'accesso e la disponibilita' di acque, salubri, pulite e di qualita', sono le condizioni necessarie ed indispensabili per vivere in modo sano e per tutelare e proteggere lo stato di salute di tutte le persone ed in particolare dei bambini.

L'Arsenico presente nelle acque insieme ad altre sostanze tossiche e cancerogene crea una inaccettabile condizione di rischio e danno alla salute delle persone e altera l'intero ecosistema.

L'uso delle tecnologie oggi disponibili, insieme ad una sana politica di trasformazione e controllo di tutte quelle attivita' industriali ed agricole, che immettono nell'ambiente Arsenico insieme ad un numero sempre piu' elevato di sostanze tossiche e dagli effetti ancora poco conosciuti, e' l'unica, rapida e fattibile soluzione per garantire in modo compiuto il diritto alla salute e alla vita per tutti".

Cosi' il documento a firma del dottor Gianni Ghirga, della dottoressa Antonella Litta e del dottor Mauro Mocci per il coordinamento dell'Alto Lazio dell'Isde - Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia), datato Viterbo, 6 novembre 2010.

*

In prosieguo di tempo L'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia) ha diffuso un intervento "per il rispetto della decisione della Commissione Europea che respinge la richiesta di deroga per l'arsenico nelle acque destinate a consumo umano".

Di seguito il testo.

"L'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) classifica l'Arsenico come elemento cancerogeno certo di classe 1 e lo pone in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute.

L'esposizione ad Arsenico attraverso l'acqua destinata a consumo umano e' stata associata anche a cancro del fegato e del colon.

L'assunzione cronica di Arsenico e' indicata inoltre da numerosissimi studi scientifici anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche e neurocomportamentali, diabete di tipo 2, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

Il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D.Lgs. 27/02, che disciplina la qualita' delle acque potabili destinate al consumo umano garantendone la salubrita' e la pulizia, in recepimento della Direttiva europea 98/83/CE, dal dicembre 2003, ha abbassato il limite previsto per l'Arsenico nelle acque  potabili da 50 a 10 microgrammi/litro, proprio in considerazione della sua cancerogenicita' e dell'evidente rischio per la salute umana.

L'Italia per le Regioni interessate da questa problematica ambientale, fin dal 2003 ha continuamente fatto ricorso all'istituto della deroga, che ha innalzato il limite previsto dal D. Lgs. 31/2001 da 10 a 50 microgrammi/litro per l'Arsenico (ma anche i limiti per altri elementi quali il Fluoro, il Vanadio, il Selenio) e di fatto ha reso potabili per deroga acque che in realta' non lo sono. I periodi di deroga come disposto dal succitato decreto legislativo avrebbero dovuto pero' avere la durata piu' breve possibile, comunque non superiore ad un periodo di tre anni, nei quali si sarebbero dovuti presentare ed attuare piani di rientro mediante idonee tecnologie di trattamento delle acque captate e/o attraverso l'individuazione di nuove risorse idriche sostitutive, in modo da assicurare acque salubri e pulite alle popolazioni.

La Commissione Europea  il 28 ottobre 2010 con il documento n. C(2010)7605 ha risposto negativamente alla richiesta di un'ulteriore deroga da parte dell'Italia.

L'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia), nel  giudicare  estremamente grave e dannoso per la salute pubblica qualsiasi ulteriore richiesta di deroga a quanto prescritto dal D. Lgs.  31/2001 e disposto dall'Unione europea, chiede alle competenti Istituzioni che:

a) si faccia divieto di uso per consumo umano di acqua contenente arsenico e si provveda laddove occorra a forme alternative di approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione;

b) si informi correttamente la popolazione in merito;

c) si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare l'acqua destinata a consumo umano".

Il documento e' a firma del presidente nazionale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia), dottor Roberto Romizi, ed e' datato Arezzo, 25 novembre 2010.

*

Successivamente l'"Associazione italiana medici per l'ambiente" di Viterbo diffondeva un ulteriore documento dal titolo "Gli interventi immediati e necessari per ridurre l'esposizione delle persone all'arsenico e per il rispetto di quanto stabilito dalla Commissione europea".

Ne riproduciamo di seguito il testo.

"La Commissione Europea il 28 ottobre 2010 con il documento n. C(2010)7605 ha respinto la richiesta dell'Italia per una ulteriore deroga del parametro Arsenico, elemento tossico e cancerogeno, nelle acque destinate a consumo umano.

L'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) di Viterbo, nel  giudicare grave il persistere dei ritardi nella predisposizione ed attuazione di atti a tutela della salute pubblica, corrispondenti a quanto stabilito dal documento in questione, propone, nel rispetto del principio di precauzione, una serie di azioni ed interventi di realizzazione immediata e tesi alla riduzione del rischio sanitario per le popolazioni dei Comuni interessati da questa problematica ambientale:

1) fornire immediatamente acqua dearsenificata da fonti alternative, anche con autobotti: alle scuole, agli asili-nido, agli ospedali, alle industrie alimentari, a tutti gli esercizi pubblici, alle donne in gravidanza, ai malati, ai bambini e ai neonati;

2) informare in forma ampia e diffusa la popolazione circa i rischi derivanti dall'assunzione di alimenti e acqua con presenza di Arsenico;  utilizzare a questo fine: radio, televisioni, giornali, manifesti e circolari da inviare nei presidi sanitari di tutta la regione Lazio;

3) allestire in  ogni Comune interessato da questa problematica ambientale piu' punti di approvvigionamento di acqua dearsenificata;

4) utilizzare l'acqua degli acquedotti comunali solo per uso igienico-sanitario;

5) verificare che in ogni Comune, che precedentemente era sottoposto a regime di deroga per l'Arsenico, siano emanate e fatte rispettare le ordinanze di non potabilita' dell'acqua;

6) iniziare in ogni Comune un monitoraggio settimanale del valore dell'Arsenico su tutti i punti di emungimento delle acque, al fine di poter determinare, in un periodo di 6-12 mesi, una realistica media dei valori di Arsenico e quindi, e solo dopo questo monitoraggio, se i valori risulteranno tutti entro e al di sotto dei 20 microgrammi/litro sara' possibile ritirare le ordinanze di non potabilita' delle acque ma sempre nel rispetto di quanto sara' stabilito successivamente dalla Commissione europea;

7) acquisire i risultati degli accertamenti delle Asl relativamente al rispetto del divieto di uso di acqua contenente Arsenico sia come bevanda che per le preparazioni alimentari;

8) acquisire le cartografie degli acquedotti comunali e verificare il funzionamento di eventuali dearsenificatori gia' operativi;

9) approntare immediatamente impianti mobili di dearsenificazione, che possano successivamente diventare definitivi e che utilizzino le migliori tecniche di dearsenificazione (per esempio quelle che assorbono l'arsenico su granulati naturali rigenerabili) senza compromettere le qualita' organolettiche delle acque trattate e senza rilasciare in esse dannosi  residui dei processi di dearsenificazione;

10) chiedere garanzie almeno decennali sull'impiantistica di dearsenificazione proposta e contratti di fidejussione a tutela dei pubblici investimenti.

L'Associazione italiana medici per l'ambiente di Viterbo propone gli interventi di cui sopra per l'estrema urgenza di ridurre subito l'esposizione delle popolazioni all'Arsenico.

L'Arsenico infatti e' un elemento tossico, classificato dall'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) come elemento cancerogeno certo di classe 1 e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute. L'esposizione a questo elemento e' stata associata anche a cancro del fegato e del colon e una sempre piu' consistente documentazione scientifica ne evidenzia un ruolo eziopatogenetico anche nelle malattie cardiovascolari, neurologiche e neurocomportamentali; nel diabete di tipo 2; in alcune patologie dermatologiche e dell'apparato respiratorio; nei disturbi della sfera riproduttiva e nelle malattie ematologiche.

Proprio per queste evidenze scientifiche il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D. Lgs. 27/02, in recepimento della Direttiva  europea 98/83/CE, sin dal dicembre 2003, aveva indicato il limite massimo per l'Arsenico nelle acque destinate a consumo umano  in 10 microgrammi/litro e concesso periodi di deroga a questo limite, fino a 50 microgrammi/litro, solo perche' si realizzassero interventi efficaci e definitivi.

L'Associazione italiana medici per l'ambiente di Viterbo nel chiedere che si ponga fine ad ogni ulteriore colpevole ritardo nella soluzione di questo problema, auspica da parte di tutte le istituzioni  preposte un impegno ancora piu' forte e coerente per far rispettare il diritto alla salute, come sancito dall'art.32  della Carta Costituzionale, e quanto disposto nel gia' richiamato documento della Commissione europea".

Cosi' scrive l'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) di Viterbo in data 29 novembre 2010.

*

Successivamente la sezione provinciale di Viterbo della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale ha diffuso una nota dal titolo "Sulla presenza di arsenico nell'acqua destinata ad uso umano".

La riproduciamo di seguito.

"Ridurre subito il quantitativo di Arsenico nelle acque destinate a consumo umano e rispettare quanto stabilito dalla Commissione europea

La Federazione italiana dei medici di medicina generale - Fimmg - sezione provinciale di Viterbo chiede che venga rispettata la decisione della Commissione Europea espressa nel documento n. C (2010)7605 del 28 ottobre 2010.

Con questo documento la Commissione Europea ha infatti respinto la richiesta dell'Italia per un ulteriore periodo di deroga a quanto disposto dal Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001 relativamente alla presenza di Arsenico nelle acque destinate a consumo umano.

Questo Decreto Legislativo, modificato e integrato con successivo D. Lgs. 27/02, disciplina la qualita' delle acque potabili destinate al consumo umano garantendone la salubrita' e la pulizia e in recepimento della Direttiva europea 98/83/CE dal dicembre 2003 ha abbassato il limite previsto per l'Arsenico nelle acque potabili da 50 a 10 microgrammi/litro, proprio in considerazione della sua cancerogenicita' e dell'evidente rischio per la salute umana.

L'Arsenico infatti e' un metalloide classificato dall'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) come elemento cancerogeno certo di classe 1 e viene posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e  della cute. Sempre piu' segnalazioni inoltre lo correlano anche ai tumori del fegato e del colon.

L'assunzione cronica di Arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, e' indicata inoltre da una cospicua e rilevante documentazione scientifica anche quale responsabile di patologie cardiovascolari; neurologiche; diabete di tipo 2; lesioni cutanee; disturbi respiratori; disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

La Federazione italiana dei medici di medicina generale, sezione provinciale di Viterbo, nel giudicare estremamente grave e rischiosa per la salute pubblica qualsiasi ulteriore richiesta di deroga a quanto prescritto dal D. Lgs. 31/2001 e disposto dall'Unione europea, chiede alle competenti istituzioni che:

a) si faccia divieto di uso per consumo umano di acqua contenente Arsenico e si provveda laddove occorra a forme alternative di approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione, in particolare per i neonati, i bambini, i malati e le donne in gravidanza, e le industrie alimentari;

b) si dia la piu' ampia e diffusa informazione agli operatori sanitari e alla popolazione in merito a questa situazione;

c) si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare l'acqua destinata a consumo umano".

Cosi' la nota della sezione provinciale di Viterbo della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, a firma del segretario dottor Luciano Sordini, datata Viterbo, primo dicembre 2010.

*

Tutto quanto precede premesso da mesi sollecitiamo tutte le istituzioni variamente competenti a un impegno affinche':

a) si faccia divieto di uso per consumo umano di acqua contenente arsenico e si provveda laddove occorra a forme alternative di approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione;

b) si informi correttamente la popolazione in merito;

c) si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare l'acqua destinata a consumo umano;

d) si dia esecuzione alle proposte di intervento formulate dall'"Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia)".

*

Specificamente alla Corte dei Conti chiediamo ora:

- di verificare se le pubbliche amministrazioni variamente competenti abbiano sperperato i pubblici denari non realizzando interventi adeguati;

- di promuovere ogni iniziativa di competenza e di richiedere l'intervento di ogni altra competente magistratura qualora si ravvisassero fatti tali da renderlo necessario (come a noi sembra evidente);

- di considerare quale danno e' stato fatto al pubblico erario oltre che alla salute e ai diritti dei cittadini con una gestione amministrativa cosi' inadeguata ed irresponsabile da aver avallato un effettuale avvelenamento delle persone residenti nelle aree interessate dal fenomeno dell'eccessiva presenza di arsenico nelle acque distribuite come potabili alle abitazioni, agli esercizi, ai servizi.

*

Tutto quanto precede abbiamo scritto nella lettera del 21 febbraio 2011 alla Corte dei Conti, lettera che faceva seguito a molte altre con cui da mesi veniamo chiedendo un tempestivo e adeguato intervento a varie competenti istituzioni affinche' sia effettivamente tutelata la salute della popolazione e garantito il diritto all'approvvigionamento di acqua realmente potabile.

*

Signor Ministro della Funzione pubblica,

gentili signori cui inviamo questa lettera per opportuna conoscenza e per quanto di competenza,

chiediamo un necessario, urgente, risolutivo intervento delle competenti istituzioni affinche' cessi lo scandalo dell'avvelenamento della popolazione dei territori interessati dall'eccessiva presenza di arsenico nell'acqua distribuita attraverso i pubblici acquedotti come potabile nelle case, negli esercizi e nei servizi; affinche' si adottino immediatamente i provvedimenti necessari per tutelare la salute di tutti e garantire a tutti acqua realmente potabile; affinche' cessi la scellerata strategia della sottovalutazione, della mistificazione, della procrastinazione e della violazione della legge da parte di pubblici amministratori insipienti ed irresponsabili.

Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione, distinti saluti,

*

le persone partecipanti all'incontro di formazione alla nonviolenza svoltosi domenica 27 febbraio 2011 presso il centro sociale "Valle Faul" di Viterbo

Viterbo, 28 febbraio 2011

Per comunicazioni: partecipanti agli incontri di formazione alla nonviolenza presso il centro sociale "Valle Faul", strada Castel d'Asso snc, 01100 Viterbo, e-mail: viterbooltreilmuro at gmail.com, e anche: "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: nbawac at tin.it

 

6. SOLIDARIETA'. L'ILLUSTRE INTELLETTUALE GIANCARLA CODRIGNANI SOLIDALE CON L'IMPEGNO CONTRO IL MEGA-AEROPORTO A VITERBO

[Riceviamo e diffondiamo]

 

L'illustre intellettuale e gia' senatrice della Repubblica Giancarla Codrignani ha nuovamente espresso la sua piena solidarieta' con l'impegno contro il mega-aeroporto a Viterbo.

In un messaggio inviato al comitato che si oppone al mega-aeroporto la senatrice Codrignani ha scritto: "Intendo confermare la mia solidarieta' alle iniziative contro mega e micro aeroporti nel nostro paese e in particolare nell'area del Bulicame per la salvaguardia ambientale e culturale del viterbese".

Il comitato che si oppone al mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo ringrazia ancora una volta Giancarla Codrignani, che come centinaia di altre prestigiose figure della scienza e dell'arte, della cultura e della solidarieta', dell'universita' e della ricerca, delle istituzioni e dell'impegno civile, ha voluto contribuire alla salvaguardia del territorio, alla difesa dell'ambiente, alla tutela del diritto alla salute, all'impegno per la democrazia, la legalita', il bene comune.

*

Il comitato che si oppone al mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti

Viterbo, 27 febbraio 2011

Per informazioni e contatti: e-mail: info at coipiediperterra.org, sito: www.coipiediperterra.org, recapito postale: c/o Centro di ricerca per la pace, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo

Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at gmail.com

*

Postilla prima: breve notizia su Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani, gia' presidente della Loc (Lega degli obiettori di coscienza al servizio militare), gia' parlamentare, saggista, impegnata nei movimenti di liberazione, di solidarieta' e per la pace, e' tra le figure piu' rappresentative della cultura e dell'impegno per la pace e la nonviolenza. Tra le opere di Giancarla Codrignani: L'odissea intorno ai telai, Thema, Bologna 1989; Amerindiana, Terra Nuova, Roma 1992; Ecuba e le altre, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1994; L'amore ordinato, Edizioni Com nuovi tempi, Roma 2005. Si veda anche la risposta all'ultima domanda dell'intervista apparsa nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 343.

*

Postilla seconda: alcune essenziali ragioni dell'opposizione al mega-aeroporto a Viterbo

Un mega-aeroporto nocivo e distruttivo, insensato ed illegale, nell'area naturalistica, archeologica e termale del Bulicame a Viterbo avrebbe come catastrofici effetti:

a) lo scempio dell'area del Bulicame e dei beni ambientali e culturali che vi si trovano;

b) la devastazione dell'agricoltura della zona circostante;

c) l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e sociale delle risorse termali;

d) un pesantissimo inquinamento chimico, acustico ed elettromagnetico di grave nocumento per la salute e la qualita' della vita della popolazione locale (l'area e' peraltro nei pressi di popolosi quartieri della citta');

e) il collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio gia' gravato da pesanti servitu';

f) uno sperpero colossale di soldi pubblici;

g) una flagrante violazione di leggi italiane ed europee e dei vincoli di salvaguardia presenti nel territorio.

L'area del Bulicame va invece tutelata e valorizzata nel modo piu' adeguato: istituendovi un parco naturalistico, archeologico e termale; e fin d'ora respingendo ogni operazione speculativa, inquinante, devastatrice, illecita.

 

7. APPELLI. PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Sostenere economicamente la segreteria nazionale del Movimento Nonviolento e' un buon modo per aiutare la nonviolenza in Italia.

Per informazioni e contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 

8. STRUMENTI. "AZIONE NONVIOLENTA"

 

"Azione nonviolenta" e' la rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.

Redazione, direzione, amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 30 euro sul ccp n. 10250363 intestato ad Azione nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.

E' possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all'indirizzo an at nonviolenti.org scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".

 

9. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Remo Cantoni, Crisi dell'uomo. Il pensiero di Dostoevskij, Mondadori, Milano 1948, Il Saggiatore, Milano 1975, pp. 368.

- Remo Cantoni, La coscienza inquieta. Soeren Kierkegaard, Mondadori, Milano 1949, Il Saggiatore, Milano 1976, pp. 404.

- Remo Cantoni, Che cosa ha veramente detto Kafka, Ubaldini, Roma 1972, pp. 208.

- Remo Cantoni, Che cosa ha veramente detto Hartmann, Ubaldini, Roma 1972, pp. 190.

- Marthe Robert, L'antico e il nuovo, Rizzoli, Milano 1969, pp. 288.

- Marthe Robert, Da Edipo a Mose'. Freud e la coscienza ebraica, Sansoni, Firenze 1981, pp. IV + 172.

- Marthe Robert, Solo come Kafka, Editori Riuniti, Roma 1982, pp. X + 214.

 

10. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

11. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 480 del 28 febbraio 2011

 

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

Per ricevere questo foglio e' sufficiente cliccare su:

nonviolenza-request at peacelink.it?subject=subscribe

 

Per non riceverlo piu':

nonviolenza-request at peacelink.it?subject=unsubscribe

 

In alternativa e' possibile andare sulla pagina web

http://web.peacelink.it/mailing_admin.html

quindi scegliere la lista "nonviolenza" nel menu' a tendina e cliccare su "subscribe" (ed ovviamente "unsubscribe" per la disiscrizione).

 

L'informativa ai sensi del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 ("Codice in materia di protezione dei dati personali") relativa alla mailing list che diffonde questo notiziario e' disponibile nella rete telematica alla pagina web:

http://italy.peacelink.org/peacelink/indices/index_2074.html

 

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

L'unico indirizzo di posta elettronica utilizzabile per contattare la redazione e': nbawac at tin.it