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Telegrammi. 532



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 532 del 21 aprile 2011

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Mao Valpiana: Ventiseiesimo giorno di digiuno nonviolento collettivo a staffetta per opporsi alla guerra e al nucleare

2. Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri: Caterina da Siena

3. Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri: Dhouda

4. Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri: Egeria

5. Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri: Eleonora d'Aquitania

6. Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri: Eloisa

7. Per sostenere il Movimento Nonviolento

8. Segnalazioni librarie

9. La "Carta" del Movimento Nonviolento

10. Per saperne di piu'

 

1. INIZIATIVE. MAO VALPIANA: VENTISEIESIMO GIORNO DI DIGIUNO NONVIOLENTO COLLETTIVO A STAFFETTA PER OPPORSI ALLA GUERRA E AL NUCLEARE

[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per questo intervento.

Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive e ha lavorato come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"), e' segretario nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007; un'altra recente ampia intervista e' in "Coi piedi per terra" n. 295 del 17 luglio 2010]

 

Digiunare e' un paradosso. Si rinuncia al cibo per avere piu' energia.

Il corpo si indebolisce ma lo spirito si rafforza.

Si digiuna per entrare in sintonia con chi soffre.

Digiunando si entra in dialogo profondo con se stessi.

Il digiuno è un modo per aprirsi all'unita'-amore con tutti.

Sono piu' di cento le amiche e gli amici della nonviolenza che hanno finora aderito al digiuno promosso dal Movimento Nonviolento "per opporsi alla guerra e al nucleare".

Questa iniziativa nonviolenta prosegue dal 27 marzo scorso, e nuovi aderenti hanno gia' annunciato la loro partecipazione almeno fino a sabato 23 aprile. Ma altri ancora si stanno aggiungendo, e si proseguira' oltre. Si digiuna in ogni parte d'Italia, da Trieste a Bari, da Cagliari a Verona, da Venezia a Roma.

La nonviolenza e' contagiosa; abbiamo iniziato con un digiuno di 48 ore, che sta proseguendo da 26 giorni.

La guerra fra gli uomini (in Libia e in Afghanistan) e con la natura (a Fukushima e a Cernobyl) e' un crimine contro l'umanita'. La nonviolenza fra gli uomini e con la natura e' la via di salvezza per  l'umanita'. Il digiuno e' una delle strade per la nonviolenza.

Chi desidera aderire al digiuno lo puo' comunicare a: azionenonviolenta at sis.it (indicare nome, cognome, citta', giorno o giorni di digiuno).

Di seguito l'elenco dei digiunanti aggiornato alle ore 23 del 20 aprile 2011.

Hanno finora digiunato a staffetta: Mao Valpiana (Verona), Caterina Del Torto (Ferrara - Verona), Elisabetta Pavani (Ferrara), Raffaella Mendolia (Mestre - Venezia), Lucia Grieco (Mestre - Venezia), Sergio Paronetto (Verona), Daniele Lugli (Ferrara), Maddalena Soffi (Verona), Domenico Letizia (Caserta), Alessandro Pizzi (Soriano - Viterbo), Luca Giusti (Genova), Massimiliano Pilati (Trento), Piercarlo Racca (Torino), Angela Dogliotti Marasso (Torino), Enrico Peyretti (Torino), Rocco Pompeo (Livorno), Caterina Bianciardi (Livorno), Mirella Martini (Mestre - Venezia), Vincenzo Benciolini (Verona), Gabriella Falcicchio (Bari), Albachiara Orlando e Stefano Daga (Oristano), Gavina Galleri (Cagliari), Giovanni e Graziella Ricchiardi (Torino), Mira Mondo (Condove - Torino), Claudia Pallottino (Torino), Evelina Savini (Jesi), Angela Genco (Jesi), Angela Liuzzi (Jesi), Pier Cesare Bori (Bologna), Marzia Manca (Cagliari), Tommaso Gradi (Ferrara), Laura Cappellari (Pedavena - Verona), Aurora Bedeschi (Ferrara), Marco Baleani (Gubbio), Silvana Valpiana (Verona), Claudia Capra (Brescia), Paolo Predieri (Brescia), Adriano Moratto (Brescia), Anna Zonari (Ferrara), Tiziana Valpiana (Verona), Marina Nardovino (Verona), Carmine Buro (Prato), Pier Cesare Bori (Bologna), Pietro Del Zanna (Poggibonsi), Pierpaolo Loi (Monserrato - Cagliari), Raffaele Ibba (Cagliari), Maria Erminia Satta (Tempio Pausania), Andrea Zanetti (Orvieto), Lucia Agrati (Roma), Claudia Bernacchi (Padova), Marzia Manca (Cagliari), Maria Elena Sulis (Cagliari), Ignazio Carta (Cagliari), Frate Antonio Santini (Trieste), Ettorina Rubino (Trieste), Massimiliano Brignone (Torino), Danilo Villa (Monza), Maria Grazia Misani (Monza), Stefano Panozzo (Padova - Bruxelles), Tiziana Cimolino (Trieste), Francesca Cimolino (Trieste), Arianna Salan (Verona), Beatrice Pascucci (Cesena), Marco Rizzinelli (Marcheno - Brescia), Liliana Obad (Trieste), Gianfranco Aldrovandi (Guastalla), Paolo Predieri (Brescia), Pier Cesare Bori (Bologna), Giorgio Pellis (Trieste), Marzia Manca (Cagliari), Raffaele Ibba (Cagliari), Pietro Del Zanna (Poggibonsi), Marco Baleani (Gubbio), Paola, Giovanni, Benedetta Baleani (Gubbio), Alessandro Capuzzo (Trieste), Giorgio Pellis (Trieste), Anna Bellini (Ferrara), Claudia Pallottino (Torino), Massimiliano Brignone (Torino), Serena Pulcini (Trieste), Gloria Germani (San Casciano - Firenze), Teresa Piras (Iglesias), Edvino Ugolini (Trieste), Cristina Cometti (Milis - Oristano), Enrico Peyretti (Torino), Peppe Sini (Viterbo), Pasquale Dioguardi (Livorno), Mao Valpiana (Verona), Jolanda Spallitta (Alessandria), Enrico Gabbioneta (Sesto ed Uniti - Cremona), Raffaele Barbiero (Forli' - Cesena), Marco Rizzinelli (Marcheno - Brescia), Anna Bellini (Ferrara), Marco Palombo (Isola d'Elba - Roma), Tiziana Cimolino (Trieste), Rosaria Totino (Trieste), Antonio Poce (Ferentino - Frosinone), Tiziana Valpiana (Verona), Alessandro Natalini (Perugia), Loretta Viscuso (Verona), Cinzia Picchioni (Torino), Raffaele Ibba (Cagliari), Teresa Gargiulo (Salerno), Liliana Obad (Trieste), Caterina Giustolisi (Firenze), Andrea Ferralasco (Genova), Paolo Predieri (Brescia), Loredana Caletti (Sesto ed Uniti - Cremona), Antonio Santini (Trieste), Luciano Ferluga (Trieste), Tonino Bisceglia (Varazze - Savona), Furio Semerari (Bari), Gabriella Falcicchio (Bari), Gianni D'Elia (Rivalta di Torino), Ettorina Rubino (Trieste), Alessio Di Florio (Casalbordino - Chieti), Andrea Salvoni (Barga - Lucca), Marzia Manca (Cagliari), Samuele Venturi (Castel San Pietro Terme - Bologna), Graziella Prendivoi (Trieste), Luca Dorizzi (Verona), Marco Palombo (Isola d'Elba - Roma), Anna Bellini (Ferrara), frate Antonio Santini (Trieste).

Proseguono: giovedi' 21: Mao Valpiana (Verona), Francesco Spagnolo (Roma), Adriano Moratto (Brescia); venerdi' 22 aprile: Francesco Montanari (provincia Pesaro-Urbino), Aldo Matzeu (Settimo San Pietro - Cagliari), Francesco Comina (Bolzano/Bozen), Pierpaolo Loi (Monserrato - Cagliari), Luca Alberghi (Faenza - Ravenna), Massimiliano Brignone (Barbania - Torino), Cinzia Picchioni (Torino), Teresa Gargiulo (Castellamare di Stabia -Napoli), Giovanni Mannino (Acireale - Catania), Lorenzo Porta (Firenze); sabato 23 aprile: Maria Longhi (Vicenza).

Evelina Savini (Jesi), Angela Genco (Jesi), Angela Liuzzi (Jesi) porteranno avanti il digiuno a staffetta, alternandosi, fino alla fine della guerra; Pasquale Dioguardi digiunera' tutti i lunedi'; Marco Rizzinelli digiunera' tutti i mercoledi'; Marco Baleani, Teresa Gargiulo, Raffaele Ibba e Giovanni Mannino digiuneranno tutti i venerdi'. Alessandro Natalini digiunera' un giorno a settimana.

 

2. PROFILI. MARIATERESA FUMAGALLI BEONIO BROCCHIERI: CATERINA DA SIENA

[Dal sito www.enciclopediadelledonne.it

Mariateresa Fumagalli, "professore di Storia della filosofia medievale all'Universita' degli Studi di Milano, condirettore della "Rivista di Storia della Filosofia" fondata da M. Dal Pra, e delle collane Quodlibet (Lubrina, Bergamo) e di Filosofia (Franco Angeli). Ultimi libri: Cristiani in armi (Laterza); Luoghi e voci del pensiero medievale, con Riccardo Fedriga (Encyclomedia Publishers); Pico della Mirandola (Laterza); in preparazione Santi e eroi (Laterza) con G. Guidorizzi. Sul medioevo, e sulla filosofia medievale, vedi la bibliografia al sito http://www.mtfbb.com/bibliografia_generale.htm . Su Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri da "La nonviolenza e' in cammino" n. 1352 (del 2006) riprendiamo la seguente biobibliografia essenziale estratta dal sito di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri (www.mtfbb.com): "Professoressa ordinaria di storia della filosofia medievale all'Universita' degli studi di Milano, libera docente in storia della filosofia, membro della redazione e gia' direttrice responsabile della "Rivista di storia della filosofia" fondata da Mario Dal Pra, condirettrice della Collana di Storia della Filosofia (Franco Angeli, Milano), condirettrice di "Doctor Virtualis", rivista online e su carta di storia della filosofia medievale, membro del comitato scientifico della rivista "Nuova civilta' delle macchine". Direttrice, con Luca Bianchi e Massimo Parodi, della collana Quodlibet (Lubrina, Bergamo). Visiting Professor alla Universita' di Pennsylvania (Philadelphia), alla U. B. A. (Buenos Aires), alla Universita' Ebraica di Gerusalemme. Coordinatrice di alcuni progetti di ricerca. Collaboratrice, dal 1988 al 2003, all'inserto culturale de "Il Sole 24 Ore". Bibliografia di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri: Cristiani in armi. Da sant'Agostino a papa Wojtyla, Roma-Bari, Laterza, 2006; Lettere di due amanti. Abelardo ed Eloisa?, prefazione di Mariteresa Fumagalli Beonio Brocchieri, traduzione di Claudio Fiocchi, Milano, Rcs Libri, 2006; Numero monografico della "Rivista di Storia della Filosofia" sul tema Filosofie e teologie nel medioevo, a cura di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, con contributi di Claudio Fiocchi, Stefano Simonetta, Massimo Parodi et alii, Nuova serie 61 (2006 - I), Milano, Franco Angeli; Premessa, in Rivista di Storia della Filosofia - Nuova serie 61 (2006 - I), Milano, Franco Angeli; Federico II. Ragione e fortuna, Roma-Bari, Laterza, 2004; Il filosofo e la citta' nel Medioevo, in Atti del convegno "I filosofi e la citta'", Francavilla al Mare 16-18 novembre 2000, a cura di Carlo Tatasciore, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici - Societa' Filosofica Italiana, Sezione di Francavilla al Mare, La Citta' del Sole, 2003, pp. 51-66; AA. VV., John Wyclif: logica, politica, teologia. Atti del Convegno Internazionale - Milano, 12-13 febbraio 1999, a cura di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri e Stefano Simonetta, premessa di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Firenze, Sismel - Edizioni del Galluzzo, 2003; Guerra, per i cristiani era il simbolo della Caduta, in "Reset" 76 (Marzo - Aprile 2003); Profilo del pensiero medievale, in collaborazione con Gianluca Briguglia, Roma-Bari, Laterza, 2002; L'estetica medievale, Bologna, Il Mulino, 2002; Ma e' possibile moderare l'Onnipotente? in "Reset" 69 (Gennaio - Febbraio 2002); Marsilio da Padova, Il difensore della pace, introduzione di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, traduzione e note di Mario Conetti, Claudio Fiocchi, Stefano Radice e Stefano Simonetta, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 2001; Il meraviglioso, in Milano. Meraviglie. Miracoli. Misteri, a cura di Roberta Cordani, Milano, Casa Editrice Libreria Internazionale Partipilo, 2001, pp. 6-7; Tre storie gotiche. Idee e uomini del Medioevo, Bologna, Il Mulino, 2000; Il pensiero politico medievale, con la collaborazione di Mario Conetti e Stefano Simonetta, Roma-Bari, Laterza, 2000; Ildegarda di Bingen. Invito alla lettura di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, traduzione dei brani di Claudio Fiocchi, Cinisello Balsamo (Milano), San Paolo, 2000; Potentia absoluta - potentia ordinata: une longue histoire au moyen-age, in Potentia Dei. L'onnipotenza divina nel pensiero dei secoli XVI e XVII, a cura di Guido Canziani, Miguel A. Granda, Yves Charles Zarka, Milano, Franco Angeli, 2000, pp. 13-23; Pico della Mirandola, Casale Monferrato, Piemme, 1999; Le due chiese. Progetti di riforma politico-religiosa nei secoli XII-XV, a cura di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Milano, Unicopli, 1998 (Introduzione alle pp. 9-78); Riccardo da Bury, Philobiblon, o l'amore per i libri, introduzione di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, traduzione e note di Riccardo Fedriga, Milano, Rizzoli, 1998; Guglielmo d'Ockham, La spada e lo scettro. Due scritti politici, introduzione di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri; traduzione, note e schede di Stefano Simonetta, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1997; Numero monografico della "Rivista di Storia della Filosofia" sul pensiero politico medievale a cura di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Nuova serie, 52 (1997 - I), Milano, Franco Angeli; Premessa. Venti generazioni fa, in "Rivista di Storia della Filosofia", Nuova serie, 52 (1997 - I), Milano, Franco Angeli, pp. 7-15; Lettere di Abelardo e Eloisa, a cura di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri (con introduzione della curatrice), trad. di Cecilia Scerbanenco, Milano, Rizzoli, 1996; Platone e Aristotele nel Medioevo, in Aristotelismo e Platonismo nella cultura del Medioevo, a cura di Arianna Arisi Rota e Massimiliano De Conca, Pavia, Collegio Ghislieri, Ibis, 1996, pp. 33-43; Genoveffa e il drago. L'avventura di una donna medievale, in collaborazione con Cecilia Scerbanenco, Roma-Bari, Laterza, 1995; Sant'Agostino, La felicita'. La liberta', introduzione di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, traduzione e note di Riccardo Fedriga e Sara Puggioni, Milano, Rizzoli, 1995 (riedizioni 1997 e 2001); L'amore passione assoluta, in Storia delle passioni, a cura di Silvia Vegetti Finzi, Roma-Bari, Laterza, 1995 (nuova edizione 2000, pp. 75-100); The feminine mind in medieval mysticism, in Creative women in medieval and early modern Italy, a cura di E. Ann Matter e John Coakley, University of Pennsylvania Press, 1995; Logica e linguaggio nel Medioevo, a cura di Riccardo Fedriga e Sara Puggioni; con una premessa di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Milano, Led, 1993; L'eta' filosofica di Matteo d'Acquasparta, in Matteo d'Acquasparta, francescano, filosofo, politico. Atti del XXIX Convegno storico internazionale. Todi, 11-14 ottobre 1992, Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, Spoleto 1993, pp. 1-17 (discorso inaugurale); Anselmo d'Aosta: logica e dottrina, Numero monografico della "Rivista di Storia della Filosofia" a cura di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Nuova serie, XLVIII (1993 - III), Milano, Franco Angeli; Anselmo d'Aosta: logica e dottrina. Premessa, in "Rivista di Storia della Filosofia" - Nuova serie, XLVIII (1993 - III), Milano, Franco Angeli, pp. 453-455; In una aria diversa. La sapienza di Ildegarda di Bingen, Milano, Mondadori, 1992; Pietro Abelardo, Dialogo tra un filosofo, un giudeo e un cristiano, introduzione di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, traduzione e note di Cristina Trovo', Milano, Rizzoli, 1992; Le enciclopedie, in Lo spazio letterario del Medioevo, Roma, 1992, I. Il Medioevo latino, Vol. I. La produzione del testo, tomo II, pp. 635-657; L'universita': le idee, in Antiche universita' d'Europa. Storia e personaggi degli atenei nel Medio Evo, a cura di Franco Cardini e Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Milano, G. Mondadori, 1991, pp. 10-27; Luca Bianchi, Eugenio Randi, Le verita' dissonanti: Aristotele alla fine del Medioevo, prefazione di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Roma-Bari, Laterza, 1990; Ricordo di Eugenio Randi 1957-1990, in "Rivista di Storia della Filosofia", nuova serie, XLV (1990 - IV), Milano, Franco Angeli, pp. 825-826; Storia della filosofia medievale. Da Boezio a Wyclif, con Massimo Parodi, Roma-Bari, Laterza, 1989 (terza edizione 1996, quarta edizione 2002); Eloisa, l'intellettuale, in F. Bertini, F. Cardini, C. Leonardi, Mt. Fumagalli Beonio Brocchieri, Medioevo al femminile, Roma-Bari, Laterza, 1989 (terza edizione nella collana "Storia e societa'" 1992; prima edizione nella collana "Economica Laterza" 1996; terza edizione nella collana "Economica Laterza" 2001, pp. 121-144); Ildegarda, la profetessa, in F. Bertini, F. Cardini, C. Leonardi, Mt. Fumagalli Beonio Brocchieri, Medioevo al femminile, Roma-Bari, Laterza, 1989 (terza edizione nella collana "Storia e societa'" 1992; prima edizione nella collana "Economica Laterza" 1996; terza edizione nella collana "Economica Laterza" 2001, pp. 145-169); Le bugie di Isotta. Immagini della mente medievale, Roma-Bari, Laterza, 1987 (seconda edizione 2002); L'intellettuale, in L'uomo medievale, a cura di Jacques Le Goff, Roma-Bari, Laterza, 1987, (riedizione nella collana "Economica Laterza", Roma-Bari 1993, pp. 203-233), poi in Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri - Eugenio Garin, L'intellettuale tra Medioevo e Rinascimento, Roma-Bari, Laterza, 1994; Il pensiero di John Wyclif nel quadro della filosofia del suo secolo, in AA. VV., John Wiclif e la tradizione degli studi biblici in Inghilterra, Genova 1987, pp. 45-59; Peter Dronke, Donne e cultura nel Medioevo: scrittrici medievali dal II al XIV secolo, prefazione di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, traduzione di Eugenio Randi, Milano, Il saggiatore, 1986; Sopra la volta del mondo. Onnipotenza e potenza assoluta di Dio tra Medioevo e eta' moderna, a cura di Mariateresa Beonio Brocchieri, Bergamo, Lubrina, 1986; Piu' cose in cielo e in terra, in AA. VV., Sopra la volta del mondo. Onnipotenza e potenza assoluta di Dio tra Medioevo e eta' moderna, a cura di Mariateresa Beonio Brocchieri, Bergamo, Lubrina (collana Quodlibet), 1986, pp. 17-31; Momenti e modelli nella storia dell'enciclopedia. Il mondo musulmano, ebraico e latino a confronto sul tema dell'organizzazione del sapere, Numero monografico della "Rivista di Storia della Filosofia" a cura di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, nuova serie, XL (1985 - I), Milano, Franco Angeli; Momenti e modelli nella storia dell'enciclopedia. Il mondo musulmano, ebraico e latino a confronto sul tema dell'organizzazione del sapere. Premessa, in "Rivista di Storia della Filosofia", nuova serie, XL (1985 - I), Milano, Franco Angeli, pp. 3-6; Due enciclopedie dell'Occidente medievale: Alessandro Neckam e Bartolomeo Anglico, con Massimo Parodi, in "Rivista di Storia della Filosofia", nuova serie, XL (1985 - I), Milano, Franco Angeli, pp. 51-90; Giovanni di Salisbury, Policraticus. L'uomo di governo nel pensiero medievale, presentazione di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, introduzione di Luca Bianchi, traduzione di L. Bianchi e P. Feltrin, Milano, Jaca Book, 1984; Il gentile uomo innamorato. Note sul "De amore", in AA. VV., La storia della filosofia come sapere critico. Studi offerti a Mario Dal Pra, Milano, Franco Angeli, 1984, pp. 36-51; Eloisa e Abelardo: parole al posto di cose, Milano, A. Mondadori, 1984; Inos Biffi, Costante Marabelli, Invito al Medioevo, conversazioni con Mariateresa Beonio Brocchieri e altri, Milano, Jaca Book, 1982; Le enciclopedie dell'occidente medioevale, Torino, Loescher, 1981; Perche' il Medioevo? Il Medioevo nei romanzi contemporanei, in "Quaderni medievali", 12 (1981), p. 174-178; Marsilio e Wyclif: analogie?, in "Medioevo", 6 (1980), pp. 569-575; Numero monografico della "Rivista critica di Storia della Filosofia" sul pensiero di Abelardo a cura di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, XXXIV (1979 - IV), Milano, Franco Angeli; Sull'unita' dell'opera abelardiana, in "Rivista critica di Storia della Filosofia", XXXIV (1979 - IV), Milano, Franco Angeli, pp. 429-438; La Chiesa invisibile: riforme politico-religiose nel basso Medioevo, a cura di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Milano, Feltrinelli, 1978; Wyclif: il comunismo dei predestinati, Firenze, Sansoni, 1975; Dalla "Sacra Doctrina" alla "Theologia": Pietro Abelardo (cap. X, pp. 201-235), Filosofia della natura e fede: le scuole di Chartres e di S. Vittore (cap. XI, pp. 237-257), Giovanni di Salisbury, Alano di Lilla e Nicola di Amiens (cap. XII, pp. 259-271), in Storia della filosofia, diretta da Mario Dal Pra, vol. quinto ("La filosofia medievale. dal sec. VI al sec. XII"), Milano, Casa Editrice Dr. Francesco Vallardi - Societa' Editrice Libraria, 1975-1976; Ratio, sensus e auctoritas nelle opere di Adelardo di Bath, in Pierre Abelard et Pierre le Venerable. Les courants philosophiques, litteraires et artistiques en occident au milieu du XIIe siecle, a cura di Rene' Louis, Jean Jolivet e Jean Chatillon (Abbaye de Cluny, 2 au 9 juillet 1972. Actes et memoires des colloques internationaux du Centre National de la Recherche Scientifique 546), Paris 1975, pp. 631-638, discussione pp. 639-640; Introduzione a Abelardo, Roma-Bari, Laterza, 1974 (seconda edizione 1988, terza edizione 2000); La relation entre logique, physique et theologie, in Peter Abelard. Proceedings of the International Conference, Louvain, 10-12 maggio 1972, a cura di E. M. Buytaert, Leuven The Hague 1974, pp. 153-162; Etienne Gilson, La filosofia nel Medioevo. Dalle origini patristiche alla fine del XIV secolo, traduzione di Maria Assunta del Torre, aggiornamento bibliografico di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Firenze, La Nuova Italia, 1973; Durando di S. Porziano. Elementi filosofici della terza redazione del "Commento alle Sentenze", Firenze, La nuova Italia, 1969; Note per una indagine del concetto di retorica in Abelardo, in AA. VV., Arts liberaux et philosophie au Moyen Age, Montreal-Paris 1969, pp. 829-832; La logica di Abelardo, Firenze, La nuova Italia, 1964 (seconda edizione 1969); Note sulla logica di Abelardo. V. L'"Argumentatio", in "Rivista critica di Storia della Filosofia", XVIII (1963 - II), Milano, Franco Angeli, pp. 131-146; Note sulla logica di Abelardo. IV. Il significato della "propositio", in "Rivista critica di Storia della Filosofia", XV (1960 - I), Milano, Franco Angeli, pp. 14-21; Note sulla logica di Abelardo. III. Il significato dei nomi universali, in "Rivista critica di Storia della Filosofia", XIV (1959 - I), Milano, Franco Angeli, pp. 3-27; Note sulla logica di Abelardo. II. Il problema del significato, in "Rivista critica di Storia della Filosofia", XIII (1958 - III), Milano, Franco Angeli, pp. 280-290; Note sulla logica di Abelardo. I. La concezione abelardiana della logica, in "Rivista critica di Storia della Filosofia", XIII (1958 - I), Milano, Franco Angeli, pp. 12-26"]

 

Caterina da Siena (Siena 1937 - Roma 1380).

"Oime' oime' padre mio dolcissimo perdonate alla mia presuntione di quel che v'ho detto e a dire costretta so' dalla dolce Verita' di dirlo. La Volonta' sua e' questa e vi dimanda che facciate giustizia dell'abondantia delle molte iniquita' che si commettono nel giardino della Santa Chiesa... Voi avete preso l'autorita', dovete usare virtu' e potentia vostra e non volendola usare meglio sarebbe a rifiutarla... Guardate quanto avete cara la vita che non commettiate negligentia ne' tenete a beffe le operazioni dello Spirito Santo che sono dimandate a voi" (Lettera 255).

Cosi' scrive Caterina poco piu' che ventenne al pontefice Gregorio XI tornato (provvisoriamente) a Roma da Avignone nel 1367: con dolorosa e audace determinazione gli chiede di liberare la chiesa dalla corruzione rinnovando lo spirito del vangelo. E prima ancora lo aveva implorato ma anche minacciato: "Venite venite venite e non aspettate tempo che' il tempo non aspetta voi" (lettera 206).

Caterina era nata in una famiglia numerosissima e modesta ma non povera, da Lapa e da Giacomo Benincasa nell'attuale contrada dell'Oca. Proprio in quell'anno (1347) erano apparsi in Europa i primi orrendi segni della peste che fara' piu' di venti milioni di vittime. In Italia anche le fiorenti citta' della Toscana come Siena erano state contagiate dai viaggiatori provenienti da Venezia dove attraccavano le navi partite dai porti dell'Asia.

Caterina fino all'adolescenza vive nel chiuso della casa di famiglia dove il suo comportamento caparbio e silenzioso preoccupa i genitori: mangia pochissimo, si dedica a dure pratiche ascetiche, si isola dalla vita familiare. A quindici anni si unisce al gruppo delle Mantellate, donne laiche e benestanti che sotto la guida dei domenicani, pur continuando a vivere in famiglia, praticavano un regime di vita religiosa e povera e prestavano quotidiana assistenza agli indigenti della citta'. Caterina adotta le loro regole con estremo fervore e senza nessuna prudenza: e' giovanissima e bella e la sua dedizione totale alle opere di misericordia desta sospetti e maldicenze fra le compagne. Vive una duplice vita: nel chiuso delle mura domestiche gioisce delle visioni divine talvolta violente e sempre inebrianti per la presenza vivida di un Cristo uomo sofferente e amoroso; fuori nelle strade della citta' cura instancabilmente i derelitti e i malati, con quell'amore "che e' uno e medesimo".

"In quanta eccelentia sta l'anima in me e io in lei... come il pesce sta nel mare e il mare nel pesce cosi' io sto nell'anima, mare pacifico" (Dialogo, par. 111).

Altre donne di quei secoli - Margherita da Cortona, Umiliana de' Cerchi, Angela da Foligno, tutte laiche come Caterina - avevano preannunciato Caterina nell'espressione di una spiritualita' tutta nuova: come lei avevano voluto e vissuto durissime penitenze e digiuni, praticato soccorso materiale e affettivo verso i poveri e gli ammalati, goduto come lei visioni traboccanti felicita', rapimento e annullamento di se' nel divino. Caterina, come Francesco d'Assisi, conosce Dio anche attraverso i lebbrosi e la poverta': l'esperienza religiosa nel Duecento oramai lontana dalla solennita' e dalla solitudine contemplativa del monastero altomedievale era divenuta convivenza attiva e condivisione delle miserie e difficolta' del popolo della citta' mentre il colloquio appassionato con il Cristo restava riservato a un tempo e a uno spazio personale e intimo.

Su questo aspetto lo storico cristiano Claudio Leonardi ha scritto parole decisive e, credo, amare: "Dopo Caterina lo spirituale dovra' sempre piu' rifugiarsi nel privato, apparire come un fatto che occorre velare perche' straordinario e anche pericoloso per l'esperienza storica della Chiesa".

Quando nel 1370 Urbano lascia Roma per stabilirsi ad Avignone, Caterina ha una visione che riassume e innalza il messaggio delle precedenti: Cristo le apre il petto e sostituisce il cuore della donna con il suo. E' il segno di una trasformazione mistica che trasmette a Caterina una energia unica: guidata dal suo Dio interiore la giovane donna esce dalla sua citta' natale e affronta il mondo e i potenti della terra con un linguaggio, una sapienza e un coraggio che lei stessa riconosce come "cose nuove". In questi dieci anni, gli ultimi della sua breve vita, avviene qualcosa di prodigioso: Caterina e' riconosciuta come profeta e guida del popolo cristiano in un passaggio difficile, al pari di Mose' che aveva traghettato la sua gente attraverso il Mar Rosso. Fino allora il suo compito era stato "convertire i cuori", ma nell'ultimo decennio della vita Caterina vuole convertire e riformare la stessa Chiesa di Avignone sottomessa non solo al potere dei re francesi ma anche segnata dalla "temporalita'" e dalla lontananza dal vangelo. Il pensiero di Caterina e' lucido e veloce, il suo stile singolare anzi unico, ma come tante altre donne del suo tempo la giovane donna non sa scrivere e detta ad alcuni fedeli litterati della sua comunita' le lettere indirizzate ai potenti e agli amici, scritti piene di grida, ammonimenti e preghiere. Nel 1374 i domenicani le assegnano come confessore e segretario personale Raimondo da Capua, forse anche con l'intento di controllarla. Ma fatalmente Raimondo diventa presto un suo devoto, la segue con amicizia e fedelta' assoluta tanto che e' Caterina a raccomandargli di esser piu' libero e staccarsi da tutti, anche da lei ("anche da me").

Caterina dunque scrive, predica, consiglia, viaggia in Italia, va fino ad Avignone e contribuisce a far nascere nel pontefice Gregorio XI la decisione di tornare a Roma. Ma due anni dopo, nel 1378 con l'avvento di un antipapa, l'unita' della Chiesa si frantuma e Caterina assiste impotente e disperata alla rovina.

Quando muore a Roma il 27 aprile del 1380 le sue ultime parole sono "dolce Gesu'" e "sangue sangue sangue".

Nelle lettere di Caterina dalla prima all'ultima avvertiamo una corrente impetuosa di affettivita', un senso straordinario della corporeita' e di quella "dolcezza del cuore" che arriva talvolta a sconvolgerla: quando il sangue del condannato da lei convertito all'amore divino e alla pace, durante l'esecuzione capitale le macchia la veste e le invade i sensi e l'anima, scrive: "Riposto che fu, l'anima mia riposo' in pace in tanto odore di sangue... che mi era venuto addosso di lui. Non voglio dire di piu'... Non vi meravigliate figlioli miei dolcissimi se io non vi impongo altro se non di vedervi annegati nel sangue e nel fuoco che versa il costato del figliolo di Dio... Gesu' dolce Gesu' amore" (lettera 273).

Enigmatica e grandissima Caterina. Vista dall'esterno, fuori dall'aura della sua santita' canonica e dell'alta posizione di patrona d'Italia e d'Europa, appare ai nostri occhi di moderni ricca di contrasti difficili da comporre, spesso incomprensibili: una giovane donna incredibilmente tenace e determinata nell'opera che svolge in ambito pubblico (oggi diremmo politico), lucida e forte nelle sua idea di riforma religiosa che riprende con nuova forza molti motivi del dissenso cristiano e delle eresie, appassionata e inquieta nei pensieri e nella immaginazione, sofferente nel suo giovane corpo volontariamente e ostinatamente stremato dal digiuno (interessante l'analisi di R. Bell - ne La santa anoressia, Laterza 1987 - che rimane tuttavia generica: attraverso la malattia l'autore sembra voler spiegare il talento misterioso della santita' femminile. E' come pretendere di render conto delle straordinarie visioni di Ildegarda di Bingen attraverso gli attacchi di emicrania di cui soffriva. Oliver Sacks - ne L'uomo che scambio' sua moglie per un cappello, Adelphi - scrive: "non tutti coloro che soffrono di mal di testa sono in grado di immaginare quel che Ildegarda vede nelle sue grandiose visioni...", e non tutte le anoressiche hanno la forza di parola e d'azione di Caterina).

Bibliografia: Le lettere di Caterina furono riunite dopo la sua morte e rimaneggiate in senso agiografico. Il Dupre' Theseider (Epistolario di S. Caterina da Siena, Roma, 1940) riconosce l'autenticita' delle 382 lettere ma ne edita criticamente solo 88; possiamo rifarci all'edizione di U. Meattini, ed. Paoline (ultima ed. 1987); il Dialogo (Caterina l'ha chiamato Il libro della divina dottrina) e' nelle Edizioni Cateriniane di G. Cavallini, Roma 1980. Interessante la traduzione italiana di alcune lettere: Vestitevi di sangue. Lettere ai fedeli (a cura di M.Colombo), Archinto 1991. Per orientarsi sui numerosi studi dedicati a Caterina da Siena, al di la' di quelli piu' particolarmente agiografici, consiglio: C. Leonardi, Caterina la mistica, in Medioevo al femminile, Laterza, I ed. 1989; Scrittrici mistiche italiane, a cura di G. Pozzi e C. Leonardi, Genova 1988; Atti del Convegno, Todi 1983, Temi e problemi della mistica femminile, edito dal Centro studi della spiritualita' medievale; The feminine mind in medieval mysticism, in Creative women in medieval and early modern Italy, a cura di E. Ann Matter e John Coakley, University of Pennsylvania Press 1995.

 

3. PROFILI. MARIATERESA FUMAGALLI BEONIO BROCCHIERI: DHOUDA

[Dal sito www.enciclopediadelledonne.it]

 

Dhuoda (803 d. C. ? - ).

"La madre". Cosi' viene definita Dhouda da alcuni storici. Mi domando se e' una definizione significativa. Corretta certamente si': Dhouda scrive un Liber Manualis per il figlio Gugliemo, quindicenne, lontano, consegnato dal padre Bernardo di Settimania (grande famiglia nobile del tempo) in ostaggio all'imperatore Carlo il Calvo.

Dhouda e' dunque in qualche modo segnata dalla sua maternita'. Rimane tuttavia, quella di "madre", una definizione generica, relativa, all'interno del genere femminile, come puella, soror, filia, mulier e via dicendo. A me piace definirla scrittrice (ed e' una delle prime scrittrici medievali di cui possediamo un intero testo) che riflette sui temi morali della sua posizione, sui doveri e le difficolta' di un giovane uomo, il figlio, lontano da casa; sulla cultura e sulla societa' del suo tempo.

Veniamo dunque al suo Liber Manualis scritto intorno all' 843 per il figlio Guglielmo. Dhouda e' un'aristocratica nata in Francia o forse in Catalogna (sappiamo cosi' poco di lei); sposa un cugino di Carlomagno e, moglie sottomessa e praticamente abbandonata dal marito sempre in guerra, vive nel castello di Uzes, nel Midi francese, una zona solitaria e silenziosa che accentuava certamente la melanconia della donna lontana da tutto. Erano tempi di ferro: lunghe lotte fra i discendenti di Carlomagno laceravano l'impero da lui costruito, impoverivano le terre e opponevano le famiglie dei nobili schierati su diversi fronti.

Dhouda nel suo isolamento non si abbandona all'angoscia, che pure trapela nelle sue parole, ma legge e scrive. In un latino qualche volta scorretto ma "inconfondibile, efficace e sensibile" (P. Dronke) rappresenta il suo stato di solitudine femminile in una societa' in guerra, ma anche cio' che le letture (la Bibbia e i Padri come Agostino e Ambrogio ma anche alcuni scrittori pagani come Plinio e Ovidio) le hanno insegnato. Eppure si definisce, come altre donne di quei secoli che non erano andate a scuola e vivevano chiuse nelle loro dimore o nei monasteri, una "fragile donna", una muliercula, ripetendo il topos dell'inferiorita' femminile che piu' tardi sara' paradossalmente anche di Rosvita e della potente Ildegarda, di Eloisa stessa... Topos che segnala la interiorizzazione dolorosa del generale giudizio maschile sulla donna.

Dhouda e' una donna colta (certamente piu' colta del marito guerriero) e conosce le teorie e il calcolo aritmetico e la simbologia dei numeri tipica delle scuole carolinge.

Sarebbe scorretto sottovalutare il progresso fatto dalla matematica prima dell'introduzione dei numeri arabi: Dhouda, donna e "laica" pur isolata dai centri culturali, raccoglie dal passato una eredita' notevole, e oggi quasi sconosciuta, di cultura aritmetica "romana" e scrive di calcoli ed esercizi matematici complessi intrecciati a riferimenti allegorici. Carlomagno, appassionato alla matematica e all'astronomia, aveva ordinato infatti che il computus fosse insegnato in tutte le scuole episcopali e monastiche. "Il Liber Manualis e' pervaso di 'sacra' matematica... Il Tre e' sacro come la Trinita' divina... e cosi' il Quattro come i Vangeli, il Sette come loro somma, il Sei come le Eta' del mondo..." (Franco Cardini).

Dhouda si augura che il figlio, pur nella sua situazione di quasi prigioniero, continui gli studi e "accresca la sua biblioteca ogni giorno".

La maggior parte del Manualis e' tuttavia dedicata alla riflessione morale: e' interessante il duplice codice proposto dalla donna al figlio, un sistema etico non convenzionale che si riferisce a due ordini di doveri; quelli del giovane verso la corte del sovrano e quelli del cristiano verso Dio. Accanto alle virtu' religiose Dhouda segnala dunque comportamenti positivi e molto terreni nel loro valore, la discretio come misura e controllo dell'emotivita'; la gioia che e' fonte di energia; la generosita' che distingue il vero uomo nobile. Sono le tre virtu' tipiche della cultura provenzale di tre secoli dopo: mezura, joys e largeza.

Ecco un brano del Manualis: "Anche se tu o figlio sei sommerso da impegni terreni... ti prego di leggere sovente questo mio libretto e... anche se i tuoi volumi sono molti ti chiedo di non dimenticarlo. Vi troverai quel che desideri sapere e anche uno specchio nel quale scorgere al di la' di ogni dubbio lo stato di salute della tua anima, al fine di essere gradito non solo a questo mondo ma anche e soprattutto a 'Colui che ti creo' dal fango'".

Dhouda non avrebbe piu' rivisto suo figlio, "giustiziato" dal suo signore.

Bibliografia: Dhouda, Educare nel Medioevo (trad it. G. Zanoletti del Liber Manualis), Milano, Jaca Book 1983; Peter Dronke, saggio dedicato a Dhouda in Donne e cultura nel Medioevo, Milano, Il Saggiatore 1986; Franco Cardini, Dhouda la madre, in Medioevo al femminile, a cura di F. Bertini, Roma-Bari, Laterza 1989.

 

4. PROFILI. MARIATERESA FUMAGALLI BEONIO BROCCHIERI: EGERIA

[Dal sito www.enciclopediadelledonne.it]

 

Egeria (Galizia IV - V secolo).

Nella Pasqua dell'anno 381 dopo un lungo viaggio, iniziato forse dalle sponde atlantiche della Galizia o forse da un castello dell'Aquitania, una agiata signora di nome Egeria giunge finalmente a Gerusalemme.

Agli occhi dei pellegrini Gerusalemme, affacciata sul deserto sassoso della Giudea, con i suoi improvvisi giardini di olivi e fiori all'interno delle mura, con le sue numerose chiese, appariva commovente e inebriante, anche per la memoria della Passione che in essa vi si cercava. Sappiamo che era allora una citta' povera, dalle case sbrecciate e le mura ferite; non priva di pericoli, ma ricca di costumi diversi e pittoresca per la varieta' delle lingue che risuonavano nelle vie. Egeria era senz'altro una donna devota e determinata, probabilmente una vedova non anziana e certamente in buona salute, provvista di mezzi economici e senza legami familiari. Viaggiare cosi' lontano allora voleva dire fare trasferimenti di 30 o 40 chilometri al giorno a cavallo o anche a piedi. Egeria era certamente coraggiosa: come tutti i viaggiatori in Terrasanta avra' incontrato i predoni che aspettavamo al varco i pellegrini e affrontato i soliti disagi - il clima e le malattie, il cibo e l'acqua scarsi.

Nonostante questi pericoli fossero assai comuni, in quei secoli lontani accadeva che alcune donne, non poche, viaggiassero da sole. Succedeva per ragioni diverse: pellegrine, regine e nobildonne, badesse, ma anche mercantesse, percorrevano a piedi, in groppa al cavallo o all'asino, lungo i fiumi o per mare sopra imbarcazioni certo non confortevoli, le regioni d'Europa e si spingevano anche piu' lontano. Raggiungevano i Luoghi Santi, come la giovanissima vedova Melania - imitata piu' tardi da sua figlia e da sua nipote - o la beata Marcella, sollecitata da san Gerolamo a "entrare nella grotta del Salvatore e a salire pregando il Monte degli Ulivi" insieme a lui...

Il caso di Egeria e' un po' diverso perche' possediamo fortunatamente il suo racconto di viaggio. L'Itinerarium, scritto in un latino un po' zoppicante infarcito di termini gia' volgari ("pisinno" per bambino), e' indirizzato alle sue "dilette signore sorelle" rimaste al di la' del mare: amiche o compagne che condividevano semplicemente la devozione religiosa, le letture e l'affetto, o forse appartenenti, con lei, a una comunita' laica.

Fra andata e ritorno Egeria sta lontana da casa per piu' di tre anni; non evita infatti digressioni che rendono piu' interessante il suo viaggio: a Costantinopoli arriva per mare e da la', percorrendo la strada militare che attraversa la Bitinia, arriva in Galazia, in Cappadocia; visita Tarso, poi Antiochia e da qui raggiunge Haifa (allora Sycamina), dove prega al monte Carmelo, sacro al profeta Elia. Giunge finalmente a Gerusalemme: eccola, la sospirata citta', apparire alta sui colli. Parte da li' per varie escursioni: in Egitto, dove, prima di salire al Sinai, ammira al monastero di santa Caterina "il giardino bellissimo dove sgorga una fonte fresca e abbondante". Con poche parole, che ancor oggi si possono verificare, descrive la fatica dell'ascesa alla montagna erta e petrosa del Sinai, dalla cui cima puo' ammirare tutt'intorno la corona di monti che si apre in un silenzio sovraumano. Altro viaggio in Giudea, a Betlemme, a Nazareth, poi alla suggestiva collina dominata dall'Herodion... Passando il fiume Giordano, Egeria arriva "in Arabia" dove sale al monte Nebo. Visita poi Emessa, famosa per la leggendaria corrispondenza fra Gesu' e re Agbar, ritornando poi a Efeso per pregare sul luogo dell'apostolo Giovanni. Egeria commenta tutto questo con cura ma anche parsimonia; descrive le sue emozioni ricorrendo a immagini bibliche, dice poco o nulla di se' e dei suoi compagni di viaggio. Di lei sappiamo meno di quel che vorremmo, ma abbastanza per ricostruire l'avventura non cosi' insolita, ma comunque rara, di una dama agiata che a cavallo fra IV e V secolo viaggia e scrive.

Siti: L'itinerario di Egeria: www.orbilat.com/Languages/Latin_Vulgar/Texts/Peregrinatio_Aetheriae.html

 

5. PROFILI. MARIATERESA FUMAGALLI BEONIO BROCCHIERI: ELEONORA D'AQUITANIA

[Dal sito www.enciclopediadelledonne.it]

 

Eleonora d'Aquitania (Bordeaux 1122 - Fontevrault 1204).

Due volte regina: Eleonora d'Aquitania, la bella Alienor cantata dai trovatori, sposa giovanissima dapprima Luigi di Francia, il quale innamorato pazzo secondo i cronisti si comportava "in modo assolutamente puerile", poi, a trent'anni, tre settimane dopo l'annullamento del primo matrimonio, convola a nozze con Enrico Plantageneto, piu' giovane di lei di almeno dieci anni. Enrico II e' il primo di una serie di sovrani che porteranno l'Inghilterra al rango di grande potenza d'Europa. Eleonora vive in un'epoca di rinascita delle lettere, delle arti e della cultura, all'inizio di quello che Le Goff chiama il "decollo" dell'Europa. E' anche tramite fra due generazioni poetiche di straordinaria importanza. Il nonno, il duca Guglielmo d'Aquitania, era stato un poeta amatissimo e celebre; mentre la corte di una delle sue figlie di primo letto, Maria di Champagne, sara' il riferimento di un cenacolo altrettanto fertile per le arti e la poesia.

A entrambi i mariti Eleonora aveva portato in dote una terra da sogno, la ricca, soleggiata e popolosa Aquitania, che soprattutto al nordico Enrico doveva apparire molto desiderabile per la posizione strategica sul continente.

A venticinque anni Eleonora accompagna, vestita sembra succintamente, il marito in Terrasanta in occasione della seconda Crociata e viene aspramente criticata dai suoi contemporanei per la quantita' di bagagli e di persone al seguito - probabilmente anche il poeta Jaufre' Rudel, parte di quella schiera di trovatori che lei ospita e incoraggia e che invece e' malsopportata a palazzo. A Gerusalemme, non senza scandalo, diviene amante dello zio di Luigi e i coniugi ritornano separati dalla Terrasanta. Naturale che i predicatori tuonassero contro Eleonora "donna senza decenza, femmina folle, diavolo..." e che i consiglieri tentassero di dissuadere re Enrico dallo sposarla, giudicandola pericolosa. Ma agli occhi del sovrano inglese le qualita' di Eleonora, "la nobilta' di sangue e le terre che possedeva", erano invece virtu' indiscutibili.

Per il marito inglese divenne davvero pericolosa quando si schiero' con i figli divenuti adulti nella loro rivolta contro il padre; fu da lui imprigionata e ottenne la liberta' soltanto alla morte del consorte crudele, quindici anni dopo. Ancora ricca di energia, nella contesa per la corona prese le parti del prediletto figlio Riccardo Cuor di Leone contro un altro figlio, il debole Giovanni Senza Terra.

Quando Riccardo fu fatto prigioniero nella guerra contro i francesi non lo abbandono' e a piu' di settant'anni di eta' peregrino' in Europa da una corte all'altra e persino dal papa per raccogliere il denaro sufficiente al riscatto.

Questa donna bella, spregiudicata e forte e' sepolta nel monastero di Fontevrault e sul sarcofago e' ritratta con un libro fra le mani.

 

6. PROFILI. MARIATERESA FUMAGALLI BEONIO BROCCHIERI: ELOISA

[Dal sito www.enciclopediadelledonne.it]

 

Eloisa (Ile de la Cite' 1099 - Troyes 1163).

Scrivendo di Eloisa, grande intellettuale del XII secolo, e' luogo comune riferirsi soprattutto alla sua storia d'amore con Abelardo, quasi che sia l'unico merito di questa scrittrice di straordinario talento e cultura biblica e classica, rappresentante di una nuova corrente del pensiero etico.

Eloisa nasce all'inizio del secolo e muore nel 1163, al monastero del Paracleto, vicino a Troyes, dove era badessa da piu' di trenta anni.

A Parigi nel 1117 incontra Pietro Abelardo, allora quarantenne, famoso per il suo insegnamento innovativo in logica, per il successo che godeva fra i suoi allievi e le aspre polemiche che lo opponevano ai pensatori piu' tradizionalisti del tempo. Eloisa e Abelardo abitavano a Parigi: era l'inizio della crescita economica e culturale per cui la citta' diverra' un secolo dopo la capitale del regno piu' importante d'Europa e la sede di una universita' famosa. Abelardo, scelto imprudentemente dal tutore Fulberto come maestro per la giovane nipote Eloisa, diviene ben presto il suo amante. Scrivera' piu' tardi: "Ci trovammo prima uniti nella stessa casa poi nello stesso cuore... e con il pretesto delle lezioni ci abbandonammo completamente all'amore. Parlavamo piu' d'amore che di libri, la mia mano correva piu' spesso al suo seno che alle pagine. Erano piu' numerosi i baci che le parole... Nella nostra passione passammo per tutte le fasi dell'amore e se in amore si puo' inventare qualcosa noi lo inventammo". Quanto a Eloisa, ella non dubitava che il suo amato maestro fosse anche "il piu' grande filosofo del mondo" oltre che l'uomo piu' desiderabile: "Quale regina e nobile donna non invidiava le mie gioie e il mio letto?".

Tutto dura poco, neppure un anno: Fulberto scopre la loro relazione amorosa, ormai di dominio pubblico, e si vendica crudelmente su Pietro facendolo evirare da sicari. Gli amanti, che avevano avuto un figlio, Astrolabio, e si erano in seguito sposati, si ritirano in due monasteri alle porte di Parigi: lei all'Argenteuil, lui a Saint Denis.

Eloisa fino alla fine della vita sara' una monaca attiva e irreprensibile e una badessa universalmente stimata e operosa. Ma non si pente del suo passato e tenacemente rimpiange "ogni giorno" il suo l'amore perduto.

Abelardo scrivera' opere filosofiche fondamentali di teologia e morale: ma il professore piu' seguito e amato di Parigi resta un uomo inquieto e malinconico e sara', infine, condannato al silenzio. Molti anni dopo la loro separazione i due innamorati si scrivono straordinarie lettere d'amore e di filosofia arrivate fino a noi.

Eloisa e' anche autrice di quarantadue Problemata dove pone questioni etiche ed esegetiche il cui filo conduttore e' la ricerca continua di approfondimento del senso della (sua) vita monastica, del significato del testo della Scrittura in quei passi dove e' piu' oscuro, del valore delle azioni devote prescritte dalla religione che Eloisa propone di individuare al di la' dei gesti e persino della preghiera.

Per Eloisa il significato morale di un'azione sta dunque non nel comportamento visibile e accertabile (che e' criterio di legalita' sociale) ma nell'intenzione (animus) che muove chi agisce: solo l'intenzione rivela il valore essenziale dell'azione: "Nulla puo' inquinare l'anima se non cio' che viene dall'anima". Questa e' l'idea guida delle sue riflessioni anche nelle lettere ad Abelardo, come quando afferma "Io che ho molto peccato sono completamente innocente". Il peccato sessuale ("impuro" e quindi condannato dalla legge cristiana) si dissolve di fronte alla verita' dell'amore - disinteressato e quindi "puro" - per Abelardo, che Eloisa chiama "unico padrone del mio corpo e del mio animo". Seguendo il medesimo criterio dell'interiorita' come valore morale, giudica la propria vita monastica, cosi' impeccabile agli occhi di tutti, una vita senza vero merito: "Non posso aspettami nulla da Dio per la vita che ho seguito e le sofferenze patite perche' non ho compiuto nulla per Suo amore ma soltanto per obbedire a te, Abelardo, che me lo ordinavi...".

Documenti coevi alla vicenda dei due amanti testimoniano il loro dramma, la cultura di Eloisa e la diffusa fama del suo amore infelice. Secoli dopo persino Voltaire, cosi' difficile a commuoversi, confessava di aver pianto leggendo le appassionate parole di Eloisa; ma nel romantico Ottocento, che pure adorava la "grande amorosa", alcuni studiosi misero in dubbio l'autenticita' di un carteggio cosi' audace, appassionato e sensuale, in contrasto (apparente) con l'immagine e i luoghi comuni sulla cultura cristiana medievale. Sospetti che continuarono da parte di alcuni storici (P. Benton e G. Duby per esempio) fino a qualche decennio fa, quando le ricerche di J. Monfrin, P. Dronke, D. Luscombe, P. Zerbi, G. Orlandi e di chi firma questa "voce", dissiparono con argomenti diversi i dubbi sull'autenticita' di quelle lettere che il grande E. Gilson giudicava "troppo belle per non essere vere".

Bibliografia: La migliore traduzione delle lettere in italiano e': Lettere di Abelardo e Eloisa, traduzione di C. Scerbanenco, Rizzoli Bur 1996 (introduzione di Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri); Etienne Gilson, Eloisa e Abelardo, trad. it. Einaudi 1986 (opera in francese del 1938); Peter Dronke, Donne e cultura nel medioevo, Mondadori 1986 (trad. it. dall'inglese Women writers, 1984); Guy Lobrichon, Heloise, L'amour et le savoir, Gallimard 2005; Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Eloisa e Abelardo, Parole al posto di cose, Mondadori 1984.

 

7. APPELLI. PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Sostenere economicamente la segreteria nazionale del Movimento Nonviolento e' un buon modo per aiutare la nonviolenza in Italia.

Per informazioni e contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 

8. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Letture

- Pietro Ingrao, Indignarsi non basta, Aliberti, Roma 2011, pp. 64, euro 5.

*

Riletture

- Dieter Mertens, Il pensiero politico medievale, Il Mulino, Bologna 1999, pp. 164.

- Klaus Rosen, Il pensiero politico dell'antichita', Il Mulino, Bologna 1999, 2002, pp. 206.

 

9. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

10. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 532 del 21 aprile 2011

 

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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