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Telegrammi. 568



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 568 del 27 maggio 2011

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Sotto le bombe della Nato

2. Peppe Sini: Contro il razzismo e contro la guerra, contro la violenza maschilista e la devastazione della biosfera, occorre contrastare e sconfiggere l'eversione dall'alto berlusconiana. Con la vittoria del fronte democratico ed antifascista alle elezioni amministrative, con la vittoria dei si' ai referendum

3. Mao Valpiana: Sessantaduesimo giorno di digiuno nonviolento collettivo a staffetta per opporsi alla guerra e al nucleare

4. Giovanna Minardi: Francesca Gargallo

5. Giovanna Minardi: Elena Garro

6. Maria Rosaria Nappi: Artemisia Gentileschi

7. Anna Santoro: Anna Franchi

8. Anna Santoro: Elda Gianelli

9. Elena Silvestrini: Anite

10. Elena Silvestrini: Erinna

11. Elena Silvestrini: Nosside

12. Elena Silvestrini: Virginia Galante Garrone

13. Elena Silvestrini: Veronica Gambara

14. Elena Silvestrini: Antonia Giannotti Pulci

15. Vincenza Silvestrini: Brunella Gasperini

16. Vincenza Silvestrini: Natalia Ginzburg

17. Per sostenere il Movimento Nonviolento

18. Segnalazioni librarie

19. La "Carta" del Movimento Nonviolento

20. Per saperne di piu'

 

1. MEMENTO. SOTTO LE BOMBE DELLA NATO

 

Sotto le bombe della Nato

sono esseri umani quelli che muoiono.

 

Ed i massacri compiuti dalla Nato

e' il tuo silenzio che li consente.

 

Finche' non scegli la nonviolenza

anche tu collabori alle stragi

anche te, quantunque ignaro, la violenza

ha arruolato nelle sue caserme.

 

Sceglila dunque la nonviolenza

comincia a lottare contro la guerra

contro gli eserciti, le armi, i poteri

la cui mera presenza gli esseri umani uccide.

 

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

2. EDITORIALE. PEPPE SINI: CONTRO IL RAZZISMO E CONTRO LA GUERRA, CONTRO LA VIOLENZA MASCHILISTA E LA DEVASTAZIONE DELLA BIOSFERA, OCCORRE CONTRASTARE E SCONFIGGERE L'EVERSIONE DALL'ALTO BERLUSCONIANA. CON LA VITTORIA DEL FRONTE DEMOCRATICO ED ANTIFASCISTA ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE, CON LA VITTORIA DEI SI' AI REFERENDUM

 

Occorre votare.

Occorre votare questa domenica e questo lunedi' dove si svolgono le elezioni amministrative e i ballottaggi. Occorre votare con uno scopo semplice e chiaro: contrastare e sconfiggere l'eversione dall'alto berlusconiana; contrastare e sconfiggere il regime della corruzione, contrastare e sconfiggere il golpe razzista, contrastare e sconfiggere il governo guerriero e quindi stragista, contrastare e sconfiggere l'illegalitarismo dei potenti, contrastare e sconfiggere la turpe e feroce violenza maschilista e patriarcale che il capo del governo e del blocco eversivo neofeudale esibisce come metodo e come sistema, come ideologia e come prassi, contrastare e sconfiggere la politica e l'economia che distruggono la biosfera e con essa la civilta' umana.

Se appena appena nel fronte almeno nominalmente democratico e antifascista, con cio' stesso antiberlusconiano, vi sono liste o anche solo candidati non troppo indecenti, non troppo dementi, non troppo scellerati, non troppo subalterni e complici, ebbene, occorre votare. Votare contro il regime berlusconiano; votare contro la barbarie berlusconiana; votare in difesa della civilta' umana, votare in difesa della legalita' costituzionale, votare in difesa della democrazia e della dignita' contro il cesarismo e i poteri criminali.

*

Ed occorre votare domenica 12 e lunedi' 13 giugno ai referendum. Votare in difesa dei beni comuni, dei diritti umani fondamentali, della legalita' che salva le vite, dell'uguaglianza dinanzi alla legge. Votare per il diritto nostro e delle generazioni future alla vita, a una vita degna, a una vita responsabile e solidale. Votare si' ai referendum. E con la vittoria dei si' ai referendum contrastare e sconfiggere l'illegalitarismo del governo berlusconiano, contrastare e sconfiggere la criminale follia nucleare, contrastare e sconfiggere la mercificazione dell'acqua e della vita, contrastare e sconfiggere l'eversione dall'alto del governo che infrange ogni norma giuridica e morale.

Votare si' in difesa della vita umana e della natura. Votare si' in difesa della democrazia e della civilta'.

 

3. INIZIATIVE. MAO VALPIANA: SESSANTADUESIMO GIORNO DI DIGIUNO NONVIOLENTO COLLETTIVO A STAFFETTA PER OPPORSI ALLA GUERRA E AL NUCLEARE

[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per questo intervento.

Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive e ha lavorato come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"), e' segretario nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007; un'altra recente ampia intervista e' in "Coi piedi per terra" n. 295 del 17 luglio 2010]

 

Per fare la guerra e il nucleare, hanno dovuto ammazzare la democrazia.

Hanno paura del referendum, e vogliono impedire al popolo di esprimersi.

Hanno paura della Costituzione che ripudia la guerra, e la stravolgono.

Digiunare e' un modo per richiamare noi stessi e chi ci osserva ad una verita' prfonda: la democrazia va difesa ogni giorno, perche' ogni giorno la vuole far morire chi trae il proprio potere non dal consenso del popolo, ma dagli affari della guerra e del nucleare.

Il digiuno che stiamo conducendo e' un gesto di nonviolenza attiva, e' un atto di speranza, e' un fatto concreto contro la guerra e la sua preparazione, contro il nucleare che uccide il presente e il futuro.

Sono 160 le amiche e gli amici della nonviolenza che hanno finora aderito al digiuno promosso dal Movimento Nonviolento "per opporsi alla guerra e al nucleare". C'e' chi digiuna anche se malato in ospedale, chi in una cella di convento o di carcere, chi partecipa ma preferisce non farlo sapere pubblicamente e chi, non potendo aderire per vari motivi, lo fa spiritualmente.

Questa iniziativa nonviolenta prosegue dal 27 marzo scorso, e nuovi aderenti hanno gia' annunciato la loro partecipazione almeno fino a giovedi' 2 giugno. Ma altri ancora si stanno aggiungendo, e si proseguira' oltre. Si digiuna in ogni parte d'Italia, da Trieste a Palermo, da Torino a Venezia, da Verona a Bari.

La nonviolenza e' contagiosa; abbiamo iniziato con un digiuno di 48 ore, che sta proseguendo da 62 giorni.

Chi desidera aderire al digiuno lo puo' comunicare a: azionenonviolenta at sis.it (indicare nome, cognome, città, giorno o giorni di digiuno).

*

Di seguito l'elenco delle persone che digiuneranno nei prossimi giorni.

Venerdi' 27 maggio: Rocco Altieri (Pisa), Raffaele Ibba (Cagliari), Teresa Gargiulo (Castellamare di Stabia - Napoli), Giovanni Mannino (Acireale - Catania), Paola e Marco Baleani (Gubbio), Piero P. Giorgio (Gargnano - Brescia), Maria Bernarda Cursano (Macapa' - Brasile), Asma Haywood (Padenghe sul Garda), Aurelio Iarrusso (San Giorgio del Sannio - Benevento), Anna Pau (Settimo San Pietro - Cagliari), Liliana Obad (Trieste); sabato 28 maggio: Asma Haywood (Padenghe sul Garda), Giovanni Chianchini (Chieti), Marco Iannelli (Roma), Aurelio Iarrusso (San Giorgio del Sannio - Benevento), Fanco Codega (Trieste); domenica 29 maggio: Asma Haywood (Padenghe sul Garda), Aurelio Iarrusso (San Giorgio del Sannio - Benevento), Milan Ota (Trieste); lunedi' 30 maggio: Paolo Lupattelli (Citta' di Castello), Giovanni Sarubbi (Monteforte Irpino - Avellino), Pasquale Dioguardi (Livorno), Gianluca D'Andrea (Potenza), Marco Rizzinelli (Marcheno - Brescia), Adalgisa Freddi (Marcheno - Brescia), Aurelio Iarrusso (San Giorgio del Sannio - Benevento); martedi' 31 maggio: Oriana Gorinelli (Rivalta di Torino); mercoledi' primo giugno: Marco Plombo (Isola d'Elba - Roma), Anna Bellini (Ferrara); giovedi' 2 giugno: Claudio Bedussi (Brescia).

Evelina Savini (Jesi), Angela Genco (Jesi), Angela Liuzzi (Jesi) porteranno avanti il digiuno a staffetta, alternandosi, fino alla fine della guerra; Gianluca D'Andrea, Pasquale Dioguardi, Adalgisa Freddi, Marco Rizzinelli e Giovanni Sarubbi digiuneranno tutti i lunedi'; Oriana Gorinelli digiunera' tutti i martedi'; Anna Bellini e Marco Palombo digiuneranno tutti i mercoledi'; Claudio Bedussi digiunera' tutti i giovedi'; Rocco Altieri, Paola e Marco Baleani, Teresa Gargiulo, Piero P. Giorgio, Raffaele Ibba e Giovanni Mannino digiuneranno tutti i venerdi'; Marco Iannelli digiunera' tutti i venerdi' e i sabato; Giovanni Cianchini digiunera' tutti i sabato. Alessandro Natalini e Marzia Manca digiuneranno un giorno a settimana.

 

4. PROFILI. GIOVANNA MINARDI: FRANCESCA GARGALLO

[Dal sito www.arabafenice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae" (segnaliamo che queste schede risalgono ad alcuni anni fa).

Per un profilo dell'autrice di questa voce, cfr. "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 347]

 

Francesca Gargallo, nata a Siracusa, nel 1956, a pochi anni d'eta' la sua famiglia si trasferi' a Roma, dove si e' laureata in Filosofia. Ma dopo la laurea decise d'abbandonare l'Italia ed ando' in Nicaragua e poi in Messico, dove vive da molti anni. Inizialmente si e' dedicata al giornalismo, lavoro che non ha abbandonato, assieme alla scrittura, alla libera docenza e all'impegno femminista per i diritti umani delle donne.

Opere: a) prosa: Le tre Elene (Messico, 1980); Dias sin casura (1986); Calla mi amor que vivo (1990); Manantial de dos fuentes (1993); Estar en el mundo (1994); Los pescadores del Kukulkan (1995); La decision del capitan (1997); b) poesia: Hay un poema en el mundo (1986); Itinerare (1980); A manera de retrato una mujer cruza la calle (1990).

Bibliografia: Giovanna Minardi, Passione e scrittura. Antologia di narratrici messicane del XX secolo, Palermo, Anteprima, 1998.

 

5. PROFILI. GIOVANNA MINARDI: ELENA GARRO

[Dal sito www.arabafenice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae"]

 

Elena Garro ha seguito dei corsi presso la Facolta' di Lettere alla Unam ed e' stata coreografa della Scuola di Teatro della stessa. Si fece conoscere come drammaturga con tre brevi lavori: Andarse por las ramas, Los pilares de Dona Blanca, Un hogar solido (1957). Non termino' gli studi, perche' nel 1937 si sposo' con Octavio Paz e andarono a vivere in Spagna. Dopo aver vissuto per parecchi anni in Europa e negli Stati Uniti, fece rientro in Messico, che pero' abbandono' di nuovo nel 1968, dopo la strage di Tlatelolco dove morirono centinaia di giovani studenti, accusata di essere "comunista e spia sovietica". Si radico' in Francia, a Parigi, e li' ha vissuto fino al giugno 1993, quando con l'unica figlia, Elenita, decise di tornare definitivamente in Messico.

E' indubbiamente una delle migliori scrittrici messicane e la sua fama si deve soprattutto al romanzo Los recuerdos del porvenir (1963), sulla rivolta cristera, che e' stato portato sullo schermo cinematografico e tradotto in varie lingue.

Opere: Los recuerdos del porvenir (1963); La semana de colores (1964); Andamos huyendo Lola (1980); Testimonios sobre Mariana (1980); La casa junto al rio (1982); Reencuentro de personajes (1982); Y Matarazo no llamo' (1991); Ines (1995); Memorias de Espana (1992); teatro: Andarse por las ramas, Los pilares de Dona Blanca, Un hogar solido (1957); La mudanza (1959); El arbol (1963); La senora en su balcon (1963); La dama boba (1964); Felipe Angeles (1967).

Bibliografia: Giovanna Minardi, Passione e scrittura. Antologia di narratrici messicane del XX secolo, Palermo, Anteprima, 1998.

 

6. PROFILI. MARIA ROSARIA NAPPI: ARTEMISIA GENTILESCHI

[Dal sito www.arabafenice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae" (segnaliamo che queste schede risalgono ad alcuni anni fa).

Per un profilo dell'autrice di questa voce, cfr. "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 354]

 

Artemisia Gentileschi, pittrice (Roma 1593 - Napoli ca. 1652), orfana di madre visse l'infanzia e l'adolescenza a Roma nella casa paterna con i fratelli, ricevendo un'educazione fondata su norme restrittive e severe. Apprese la tecnica della pittura dal padre Orazio, che provenendo da una famiglia di artisti toscani, fu fra i primi a seguire le orme del lombardo Michelangelo da Caravaggio.

Artemisia rivelo' un talento precoce: bella e appassionata di pittura non segui' i suggerimenti del padre che sperava prendesse i voti, ma assunse ben presto una fisionomia artistica definita, unendo le raffinatezze materiche apprese dallo studio dell'arte paterna alle scelte luministiche di Caravaggio e di Vouet. Non collaboro' mai con il padre nella tecnica dell'affresco dedicandosi solo alla pittura ad olio su tela, raramente su tavola, attivita' che poteva svolgere all'interno delle mura domestiche e, a causa del suo sesso, contrariamente a molti artisti della sua epoca imparo' a leggere e scrivere solo molto tardi.

Nel 1612 fu protagonista dello scandalo che sconvolse la sua vita: il processo per stupro intentato da Orazio contro il pittore perugino Agostino Tassi. Gentileschi e Tassi avevano realizzato diversi cicli di affreschi nei quali Gentileschi aveva eseguito le figure e tassi le quadrature architettoniche. Quest'ultimo, nonostante i cattivi costumi e la scarsa morale, riscuoteva grande successo presso la nobilta' romana a causa della sua specializzazione nell'illusionismo prospettico, genere particolarmente difficile e raro. Probabilmente fra Tassi e Artemisia, giovane e inesperta, era nata una relazione che pero' fu strumentalizzata da Orazio. L'anziano pittore sperava di consolidare il fruttuoso rapporto di collaborazione col Tassi grazie al matrimonio della figlia: quando cio' si rivelo' impossibile gli intento' causa. La fanciulla, forse informata solo troppo tardi del matrimonio dell'amante e al momento della crisi aderi' quindi alla denuncia paterna sostenendo tutto il lungo iter processuale che comporto' interrogatori e tortura e che dovette essere particolarmente tormentoso per lei che aveva sperato di sposare il Tassi. Al termine della vicenda il pittore, favorito dalle maggiori personalita' ecclesiastiche della Roma papale, usci' quasi indenne, condannato ad un bando. Artemisia al contrario fu costretta dalle circostanze a sposare nel novembre del 1612 un uomo piu' anziano di lei, Pierantonio Stiattesi, e lasciare Roma, dove era nata, per Firenze. Il dipinto Susanna e i Vecchioni (Graf, Pommersfelden) datato 1610, che vede l'autoritratto della pittrice nel personaggio di Susanna e forse di Orazio e Agostino nelle figure dei vecchi, viene considerato testimonianza autobiografica delle esperienze drammatiche che portarono al processo.

Introdotta alla corte del granduca Cosimo II, Artemisia si pose rapidamente al centro della vita artistica e culturale cittadina: in contatto con i maggiori artisti dell'epoca come il Bilivert e l'Allori, fu iscritta all'Accademia del Disegno, in relazione con intellettuali come Galielo Galilei, Michelangelo Buonarroti il giovane e visse un momento di grande felicita' nella sua carriera artistica. Anche in questi anni l'autoritratto costituisce un motivo di fondo della sua pittura che raggiunse una fama immensa sia per la sua bravura sia per la sorpresa che suscitava il fatto che una donna potesse raggiungere livelli cosi' alti nella pittura: celebre un disegno dell'epoca (P. Dumonstrier le Nouveau al British Museum di Londra) che rappresenta la mano destra della pittrice come a volerne ricordare la singolarita'. Tra le opere eseguite a Firenze si collocano: la decorazione di casa Buonarroti e la Conversione della Maddalena (Firenze, Palazzo Pitti) che mostra nella resa del tessuto d'oro dell'abito della santa uno straordinario esempio di bravura, e Giuditta e la sua ancella dello stesso museo, uno dei capolavori dell'artista per la sintesi e la concentrazione della composizione. Il soggetto delle eroine bibliche come Giuditta o come Giaele fu trattato ripetutamente dall'artista e cio' ha costituito motivo per molte interpretazioni da parte della critica.

Dopo il soggiorno a Firenze, Artemisia trascorse alcuni anni a Roma, per spostarsi poi a Venezia e infine nel 1630 a Napoli, dove si stabili' fino al 1652, anno della sua morte. Nel 1637 si reco' in Inghilterra per assistere il padre, durante la malattia che doveva condurlo alla morte. Il ruolo della presenza di Artemisia nell'ambito della pittura napoletana e dei suoi scambi con i pittori napoletani che incontro' non e' stato ancora indagato a fondo anche per mancanza di documenti. Ignorata in passato dagli studiosi in misura quasi impensabile per un artista del suo calibro la personalita' di Artemisia e' stata recentemente oggetto di diverse ricostruzioni non solo scientifiche, ma anche romanzesche e cinematografiche.

Bibliografia: Lapierre A., Artemisia: un duel pour l'immortalite', Paris 1998; Lapierre A., Artemisia: The Story of a Battle for Greatness, trad. Liz Heron, London 2000; K . Christiansen, J. W. Mann, Orazio e Artemisia Gentileschi, catalogo mostra Roma Palazzo Venezia, 20 ottobre 2001 - 20 gennaio 2002, Milano 2001.

 

7. PROFILI. ANNA SANTORO: ANNA FRANCHI

[Dal sito www.arabafenice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae" (segnaliamo che queste schede risalgono ad alcuni anni fa).

Per un profilo dell'autrice di questa voce, cfr. "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 345]

 

Anna Franchi, nata a Livorno il 15 gennaio 1867 da una famiglia benestante, sposo' giovanissima il musicista Ettore Martini, dal quale si separo' con sofferenze e difficolta'. Oltre ad essere scrittrice, partecipo', come Fanny Salazar, Flavia Steno ed altre, alle grandi problematiche sociali e politiche dei suoi tempi e porto' avanti battaglie civili per i diritti delle donne (divorzio, sciopero delle "trecciaiole"). Vicina al Partito socialista, figura dirigente alla Camera del lavoro, Anna Franchi fu anche donna di grande cultura e traduttrice finissima. Collaboro' a numerose riviste, tra le quali la "Nuova Antologia", e svolse una fervida attivita' giornalistica. Attenta alle arti, vicina, sin da ragazza, oltre che alla musica, alla pittura, segui' il movimento dei macchiaioli, dei quali scrisse su riviste di prestigio (ad es. "Natura e arte di Milano") e ai quali dedico' monografie, come quella sul Fattori (1908).  Ed e' alle arti e alla ricerca che Anna si dedico' quando, con il fascismo, visse anni di grande solitudine. Mori' ne 1954.

Opere: tra le tantissime, citiamo le edizioni verificate: traduzione di leone Tolstoi, Sebastopoli, Milano, 1889; traduzione di Guy De Maupassant, Una vita, Firenze, 1898; Decadente, novella, Catania, Giannotta, 1901; Avanti il divorzio, Milano-Palermo-Napoli, Sandron, 1902, con prefazione di Agostino Berenini; Il divorzio e le donne, Firenze, Nerbini, 1902; Arte e artisti toscani dal 1850 ad oggi, Firenze, Alinari, 1902; Gli arazzi, in: Natura e arte, 1901-1902, fasc. XVI-XVII; Ancora un ritratto di Dante, in "Il Secolo XX", a. II (1903), n. 3; Mafia e Giustizia, Firenze, Nerbini, 1904; Giovanni Fattori, studio biografico, Firenze, Alinari, 1910; Mamma, romanzo, Milano, Ed. Milanese, 1911; Burchiello, Quattro atti, Milano, Ed. Milanese, 1912; Citta' sorelle, Milano, Treves, 1915, 1919; A voi, soldati futuri, dico: La nostra guerra, Milano, Vallardi, 1916; Il figlio alla guerra, Milano, Treves, 1917, 1944; Ironie, Firenze, Battistelli, 1919; Chi canta per amore, Milano, Treves, 1920; Per colui che verra', romanzo, Milano, Caddeo, 1921; Alla catena, romanzo, Milano, Treves, 1922; Donne e amori, Milano, Ceschina, 1930, 1931; Caterina de' Medici, regina di Francia, Milano, Ceschina, 1932; Aldo Sguanci (1883-1933), Firenze, s.e., 1933; Dono d'amore, romanzo, Milano, Treves, 1933; Maria Teresa d'Austria, Milano, Ceschina, 1934; Livingstone attraverso l'Africa, Torino, Paravia, 1938, 1944; La mia vita, Milano, Garzanti, 1940; Nessuno sapra', romanzo storico, Firenze, Nerbini, 1942; Era quello l'amore, romanzo, Firenze, Cen, 1944; Fra' Diavolo, Milano, Ed. V.I.R., 1945; I Macchiaioli toscani, , Garzanti, 1945; Cose d'ieri dette alle donne d'oggi, Milano, Hoepli, 1946; David Livingstone, Torino-Milano-Palermo, Paravia, 1946, 1951; Introduzione a: Borgiotti Mario, Il mio mare Firenze, 1948; Storia della pirateria nel mondo, 2 voll., con bibliografia, Milano, Ceschina, 1952; Polvere del passato, romanzo, Milano, garzanti, 1953; Luci dantesche, Milano, Ceschina, 1955; Le teorie estetiche di B. Berenson, Torino, Edizioni di Filosofia, 1960; Un eletto del popolo, romanzo, Milano-Palermo, Sandron, s.d.; (s. n. b.) Dalle memorie di un sacerdote; (s. n. b.) Una fortuna in soffitta, con prefazione dell'on. Agostino Berenini.

Bibliografia: Enciclopedia biografica e bibliografica italiana, Serie VI, Roma, Ist. Ed. Tosi, 1941; G. Morandini, La voce che e' in lei, Milano, Bompiani, 1980; Letteratura italiana Einaudi, Dizionario biobibliografico. Gli autori; A. Santoro, Il Novecento. Antologia di scrittrici italiane del primo ventennio, Roma, Bulzoni, 1997 (con bibliografia e testi).

 

8. PROFILI. ANNA SANTORO: ELDA GIANNELLI

[Dal sito www.arabafenice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae"]

 

Elda Gianelli, nata a Trieste nel 1848, comincio' presto a scrivere versi e ad essere conosciuta. Del 1879 e' la prima raccolta di versi, Fuscelli, stampata a Napoli, di cui scrisse molto bene anche il giovane Scarfoglio. Dopo la ristampa (1880) del libro, seguono altre raccolte di poesia, accolte sempre con calore dalla critica (Graf, Rapisardi, Fariona, Giacosa). E seguono anche opere di narrativa, tra le quali Nebbie dorate che ebbe gran fortuna e fu anche pubblicata a puntate su "L'Indipendente" di Trieste e su "Il resto del carlino" di Bologna. Elda Gianelli collaboro' anche a giornali, tra i quali "La donna" di Venezia e "La Margherita" di Cosenza.

Opere: Fuscelli (poesie), Napoli, 1879, 1880; Sonetti, Milano, 1885; Riflessi, Firenze, 1889; Sonetti a Nella, Trieste, 1894; Tenue stile, Rocca S. Casciano, 1895; Incontro, Racconti e bozzetti, Trieste, 1892; Due amori, Milano 1911; Contesi orizzonti, Rocca S. Casciano, 1911; Nebbie dorate.

Bibliografia: Anna Santoro, Narratrici italiane dell'800, Napoli, Federico e Ardia, 1987.

 

9. PROFILI. ELENA SILVESTRINI: ANITE

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae" (segnaliamo che queste schede risalgono ad alcuni anni fa)]

 

Anite, poetessa vissuta all'inizio dell'eta' ellenistica in Arcadia, a Tegea, dove i concittadini le resero omaggio con una statua, intorno al 290 a.C. Sotto il suo nome, sono stati tramandati ventuno epigrammi in dialetto dorico (di cui venti sono conservati nell'Antologia Palatina, uno in Polluce). I temi dominanti della sua opera sono il compianto sulla morte prematura di giovani donne, epitaffi per animali, dettati da sentimenti di tenerezza verso i bimbi che ne piangono la morte, descrizione di ameni paesaggi dove il viandante si rinfranca dalla fatica.

Opere: Frammenti raccolti nell'Antologia Palatina (traduzione italiana a cura di F. M. Pontani, in 4 voll., Torino, Einaudi, 1978-81) e uno in Polluce.

Bibliografia: G. Perrotta, Disegno storico della letteratura greca, Principato, Milano, 1974, p. 381; A. Lesky, Storia della letteratura greca, Il Saggiatore, Milano, 1985, vol. III, p. 918; D. Del Corno, Letteratura greca, Principato, Milano, 1988, pp. 431-32; AA. VV., Rose di Pieria, a cura di F. De Martino, Le Rane, Levante, Bari 1991; L. Canfora, Storia della letteratura greca, Laterza, Bari 1999, p. 733; F. De Martino, Scrittrici greche, in preparazione presso le edizioni Levante.

 

10. PROFILI. ELENA SILVESTRINI: ERINNA

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae"]

 

Erinna, poetessa vissuta nel IV secolo a.C. a Telo, un'isoletta presso Rodi. Scrisse un poemetto, La conocchia, in trecento esametri, dedicato all'amica Baucide, morta prematuramente. Di quest'opera restano frammenti. Tre epigrammi sono raccolti nell'Antologia Palatina. Mori' a soli diciannove anni.

Opere: i frammenti sono raccolti in E. Diehl, Antologia lyrica graeca, Leipzig, 1949-52; Antologia Palatina, traduzione italiana a cura di Filippo Maria Pontani, in 4 volumi, Torino, Einaudi, 1978-81.

Bibliografia: A. Lesky, Storia della letteratura greca, Il Saggiatore, Milano, 1985, vol. II, p. 786; D. Del Corno, Letteratura greca, Principato, Milano, 1988, p. 69; AA.VV. Rose di Pieria, a cura di F. De Martino, Le Rane, Levante, Bari, 1991; C. Neri, Studi sulle testimonianze di Erinna, Bologna, Patron, 1996; L. Canfora, Storia della letteratura greca, Laterza, Bari, 1999, p. 743; F. De Martino, Scrittrici greche, in preparazione presso le edizioni Levante.

 

11. PROFILI. ELENA SILVESTRINI: NOSSIDE

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae"]

 

Nosside, poetessa vissuta a Locri Epizefiri nel III secolo a. C.; si tramandano di lei nell'Antologia Palatina dodici epigrammi, il cui tema dominante e' l'amore. In alcuni versi si dichiara erede dell'arte di Saffo.

Opere: Frammenti raccolti nell'Antologia Palatina, (traduzione italiana a cura di F. M: Pontani, in 4 vol., Torino, Einaudi, 1978-81).

Bibliografia: M. Gigante, La poesia di Nosside, in La parola del passato, 1974, pp. 24-39; G. Perrotta, Disegno storico della letteratura greca, Principato, Milano, 1974, p. 382; I. Cazzaniga, Nosside, un nome aristocratico per la poetessa di Locri?, Asnp, s. III, II, 1972, pp. 173-176; Id. Nosside, a cura di M. Gigante, Calabria Cultura, 1977; M. Gigante, Nosside in "Brettii, Greci e Romani, V Congresso storico calabrese, Cosenza-Vibo Valentia- Reggio Calabria, 1973", Roma, 1983; A. Lesky, Storia della letteratura greca, Il Saggiatore, Milano 1985, vol. III, p. 918; D. Del Corno, Letteratura greca, Principato, Milano 1988, pp. 431-32; AA.VV., Rose di Pieria, a cura di F. De Martino, Le Rane, Levante, Bari 1991; Megale Ellas. Storia e civilta' della Magna Grecia, Garzanti, Milano 1993, pp. 609-12; L. Canfora, Storia della letteratura greca, Laterza, Bari 1999, p. 752; Nosside di Locri. Epigrammi dall'Antologia Palatina, a cura di O. Longo, in "Poesia", mensile internazionale di cultura, Crocetti, Milano, gennaio 2001; F. De Martino, Scrittrici greche, in preparazione presso le edizioni Levante, Bari.

 

12. PROFILI. ELENA SILVESTRINI: VIRGINIA GALANTE GARRONE

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae"]

 

Virginia Galante Garrone, nata a Vercelli nel 1906, laureata in lettere con Ferdinando Neri, ha insegnato presso vari istituti superiori. Insieme al fratello Alessandro ha curato le Lettere e i diari di guerra 1914-18 degli zii Giuseppe e Eugenio. Ha conseguito il premio Stresa nel 1981 per Se mai torni, il premio Rapallo nel 1984 per L'ora del tempo, e il premio speciale della Giuria Grinzane Cavour nel 1988 per Nel transito del vento. Ha curato commenti e edizioni scolastiche di narrativa e ha collaborato a programmi televisivi per ragazzi su scrittori del Tre e Quattrocento. E' morta nel 1998 a Torino.

Opere: L'apparato scenico del dramma sacro in Italia, Torino, 1935; Alla locanda del buonumore, Ruota, 1946; Le fiabe di Loranze', Ceschina, 1955; Incontri con autori ed opere della letteratura per l'infanzia, Loescher, 1964; L'uomo che fu Charlot, Mursia, 1972; Il cuore e il sangue della terra, D'Anna, 1976; Se mai torni, 1981; L'ora del tempo, 1984; Nel transito del vento, 1988; Il gaio Trecento, Paoline, 1990; Fila filastrocca, Edizioni Gruppo Abele, 1995; La Maccabea, Edizioni Gruppo Abele, 1996.

Bibliografia: E. Calandra, Vecchio Piemonte, in "La Biblioteca ", Mursia, Milano, 1966; A. Asor Rosa, Letteratura italiana. Gli autori, Einaudi, Torino, 1999.

 

13. PROFILI. ELENA SILVESTRINI: VERONICA GAMBARA

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae"]

 

Veronica Gambara, nata a Pratalboino (Brescia) nel 1485. Figlia di Ada Pia dei Principi di Carpi e del Conte Giovan Francesco, sposo' nel 1509 Gilberto, Principe di Correggio. Studio' filosofia, latino, greco, teologia e fu ammirata per la sua cultura da molti letterati del tempo tra cui P. Bembo, L. Ariosto, P. Aretino, T. Tasso. Mori' a Correggio nel 1550.

Opere: Rime, in Rime di diversi et eccellentissimi autori, a cura di G. Ruscelli, 1552; Rime, in Rime diverse d'alcune nobilissime et virtuosissime donne, 1559; Rime, in Rime scelte di poeti ferrraresi antichi e moderni, a cura di G. Baruffaldi, Ferrara, 1713.

Bibliografia: Ginevra Canonici Fachini, Prospetto biografico delle donne italiane rinomate in letteratura dal secolo XIV fino ai nostri giorni, Venezia, 1824; Jolanda De Blasi, Le scrittrici italiane dalle origini all'800, Firenze, 1930; Jolanda De Blasi (a cura di), Antologia delle scrittrici italiane, Firenze, 1930; M. Catalano, La Tragica morte di Ercole Strozzi e il sonetto di Barbara Torelli, Geneve, 1926; G. Carducci, La gioventu' di Ludovico Ariosto, e la poesia latina in Ferrara, in Id., Opere, vol. XIII, Bologna, 1936, pp. 348-35; F. Orestano (ed.), Eroine, ispiratrici e donne d'eccezione, in Enciclopedia biobibliografica italiana, 1940, p. 341; Dizionario enciclopedico della letteratura italiana, a cura di G. Petronio, Laterza, Bari, 1970, vol. V.

 

14. PROFILI. ELENA SILVESTRINI: ANTONIA GIANNOTTI PULCI

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae"]

 

Antonia Giannotti Pulci, poetessa vissuta a Firenze nel XV secolo. Figlia di Francesco Giannotti sposo' nel 1470 Bernardo Pulci. Fu autrice di sacre rappresentazioni. Non si conosce la data della morte, avvenuta dopo il 1480.

Opere: Santa Guglielma; Santa Domitilla; San Francesco; Il figliuol prodigo; Sant'Antonio abate.

Bibliografia: La rappresentazione di Santa Guglielma, in Sacre rappresentazioni del Quattrocento, a cura di L. Banfi, Utet, Torino 1974; N. Costa Zalessow, Scrittrici italiane dal XIII al XX secolo. Testi e critica, Longo, 1982; A. Asor Rosa, Letteratura italiana. gli Autori, Einaudi, Torino 1999.

 

15. PROFILI. VINCENZA SILVESTRINI: BRUNELLA GASPERINI

[Dal sito www.arabafenice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae" (segnaliamo che queste schede risalgono ad alcuni anni fa)]

 

Brunella Gasperini, scrittrice, nata a Milano nel 1918. Ha curato diverse rubriche di periodici femminili da cui ebbe popolarita'. E' morta a Milano nel 1978.

Opere: Ero io quella, Milano, 1960; Sposarsi e' facile ma...: dalla luna di miele all'educazione dei bambini, Milano, 1960; Lui e noi: cronache di una moglie, Milano, 1961; Noi e loro. Cronache di una figlia, Milano, 1962; Vivere oggi, Milano, 1968; Le ragazze della villa accanto, Milano, 1970; Siamo in famiglia: cronache di un marito, di una moglie e di una figlia, Milano, 1974; Le vie del vento, Milano, 1974; Cos'e' una donna: problemi e segreti delle adolescenti, Torino, 1975; Fanali gialli, Milano, 1975; I fantasmi nel cassetto, Milano, 1975; A scuola si muore, Milano, 1975; I problemi sessuali e psicologici della adolescenza, Milano, 1975; I problemi sessuali e psicologici della coppia, Milano, 1976; Di chi e' la colpa: capire e risolvere i problemi del matrimonio, Torino, 1976; Grazie lo stesso, Milano, 1976; Io e loro: cronache di un marito, Milano, 1976; Rosso di sera, Milano, 1977; Una donna e altri animali, Milano, 1978; Cosi' la penso io, Milano, 1979; trad. da A. Corman, Kramer contro Kramer, Milano, 1980; Le note blu, Milano, 1980; Luna straniera, Milano, 1981; Piu' botte che risposte, Milano, 1981; Il galateo: la piu' famosa e divertente guida ai misteri del bon ton, Milano, 1986; L'estate dei bisbigli, Milano, 1987; Storie d'amore e d'allegria, Milano, 1987; trad. da S. King, Carrie, Milano, 1995; Il buio alle spalle, Milano, 1998.

Bibliografia: Qualche ipotesi sulla narrativa "rosa". Conversazione con Brunella Gasperini, in V. Spinazzola (a cura di), Pubblico 1977, Milano, 1977; B. Pischedda, I sentimenti giovani di Brunella Gasperini, in V. Spinazzola (a cura di), Il successo letterario, Milano, 1985; A. Asor Rosa, Dizionario della letteratura italiana del Novecento, Einaudi, Torino 1992, p. 251; Id., Letteratura italiana. Gli autori, Einaudi, Torino, 1999.

 

16. PROFILI. VINCENZA SILVESTRINI: NATALIA GINZBURG

[Dal sito www.arabafenice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae"]

 

Natalia Ginzburg, scrittrice e saggista. Nata nel 1916 a Palermo da una famiglia ebrea di origini triestine. La famiglia abbandona presto Palermo per Torino dove il padre insegna anatomia comparata all'Universita'. Attraverso la famiglia entra in contatto con gli ambienti antifascisti. Nel 1933 ha pubblicato i suoi primi racconti su "Solaria". Nel 1938 ha sposato Leone Ginzburg che la porta ad intensificare i contatti con il gruppo Einaudi (Pavese, Balbo, Antonicelli), di cui lo stesso Leone e' promotore. Tra il 1940 e il 1943 segue in Abruzzo il marito al confino come antifascista. Dopo la morte di Leone si stabilisce prima a Torino, poi definitivamente a Roma. Nel 1950, in seconde nozze, sposa lo scrittore Gabriele Baldini. Nel 1957 ha ottenuto il premio Viareggio per Valentino, e nel 1963 il premio Strega per Lessico famigliare. E' stata deputata al Parlamento italiano. E' morta nel 1991 a Roma.

Opere: a) narrativa e Prosa: Tutti i nostri ieri, Torino, 1952; Valentino, Torino, 1957; Cinque romanzi brevi, Torino, 1964; Le piccole virtu', ivi, 1962; Lessico famigliare, ivi, 1963; Mai devi domandarmi, Milano, 1970; Le voci della sera, 1972; Caro Michele, ivi, 1973; Vita immaginaria, ivi, 1974; E' stato cosi', 1974; Sagittario, 1975; La strada che va in citta', 1975; Famiglia, Torino, 1977; Sandro Penna, Firenze, 1981; La famiglia Manzoni, Torino, 1983; La citta' e la casa, ivi, 1984; Serena Cruz o la vera giustizia, Torino, 1990; b) teatro: Ti ho sposato per allegria ed altre commedie, Torino, 1970; Paese di mare, Milano, 1973; La poltrona, in Opere, vol. II, ivi, 1987; Intervista, Torino, 1989.

Bibliografia: Dizionario universale della letteratura contemporanea, Milano, Mondadori, 1963, vol. II, p. 462; E. Clementelli, Invito alla lettura di Natalia Ginzburg, Mursia 1977; E. Gropalli, Ginzburg, in "Rivista italiana di Drammaturgia", 6 (1977), pp. 103-10; L. Marchionne Picchione, Natalia Ginzburg, La Nuova Italia, Firenze, 1978; A. Bullock, Maternita' e infanzia nell'opera di Natalia Ginzburg, in "Critica letteraria" VII (1979), pp. 502-33; A. Russi, Natalia Ginzburg, in AA. VV., Letteratura italiana contemporanea, a cura di G. Mariani e M. Petrucciani, vol. III, Roma, 1982, pp. 429-41; A. Bullock, Uomini o topi? Vincitori e vinti nei "Cinque romanzi brevi" di Natalia Ginzburg, in "Italica", LX (1983), 1, pp. 38-54; S. Petrignani, Le signore della scrittura, La Tartaruga, 1984; G. Spagnoletti, Natalia Ginzburg, in "Belfagor" XXXIX (1984), pp. 41-54; G. Tesio, Natalia Ginzburg, in "Studi piemontesi" XIII (1984), pp. 447-60; La "voce" di M. Ricciardi nel vol. II del Dizionario critico della letteratura italiana, diretto da V. Branca, II ed., Torino, 1986, pp. 366-67; La narratrice e i suoi testi, a cura di M. A. Grignani, Roma, 1986; M. L. Quarsiti, Natalia Ginzburg. Bibliografia, Giunti, 1996; G. Borri, Natalia Ginzburg, Luise' 1999; Enciclopedia della letteratura, Garzanti, Milano, 1991, p. 390; E. Cecchi, N. Sapegno, Storia della letteratura italiana. Il Novecento, tomo II, Garzanti, Milano, 1992, pp. 604 e 938; G. Manacorda, Storia della letteratura italiana contemporanea, Editori Riuniti, Roma, 1996; Voce in E. Ghidetti, G. Luti, Dizionario critico della letteratura italiana del Novecento, Editori Riuniti, Roma, 1997.

 

17. APPELLI. PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Sostenere economicamente la segreteria nazionale del Movimento Nonviolento e' un buon modo per aiutare la nonviolenza in Italia.

Per informazioni e contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 

18. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Letture

- Manuel Olivares, Comuni, comunita', ecovillaggi, Viverealtrimenti, London 2010, pp. II + 246, euro 13,90. Per richieste: e-mail: info at viverealtrimenti.com, sito: www.viverealtrimenti.com

*

Riedizioni

- Carl Gustav Jung, L'inconscio collettivo, Bollati Boringhieri, Torino 1980, 1997, Rcs, Milano 2011, pp. XXVI + 380, euro 9,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

- Graeme J. Taylor, Medicina psicosomatica e psicoanalisi contemporanea, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1993, Fabbri-Rcs, Milano 2007, 2011, pp. 342, euro 9,90.

 

19. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

20. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 568 del 27 maggio 2011

 

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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