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Nonviolenza. Femminile plurale. 357



 

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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 357 del 30 maggio 2011

 

In questo numero:

1. Jane Addams

2. Joan Baez

3. Amelia Crisantino

4. Jeanne Hersch

5. Ibu Robin Lim

6. Maria Occhipinti

7. Elinor Ostrom

8. Violeta Parra

9. Anna Puglisi

10. Adrienne Rich

11. Giovanna Ricoveri

12. Renate Siebert

13. Bertha von Suttner

14. Il 30 maggio a Viterbo un intervento dell'"Associazione italiana medici per l'ambiente" su arsenico e potabilita' delle acque

15. Il 5 per mille al Movimento Nonviolento

16. Contro la guerra una proposta agli enti locali

17. Riferimenti utili per l'informazione sui referendum. Per fermare il nucleare e per l'acqua bene comune

 

1. PROFILI. JANE ADDAMS

 

Jane Addams (Cedarville, 1860 - Chicago, 1935), sociologa, educatrice, riformatrice sociale e scrittrice pacifista e femminista statunitense, nata a Cedarville, Illinois, nel 1860, fonda nel 1889, in un quartiere di Chicago abitato da immigrati, la Hull House, un istituto di educazione sociale, con l'intento di offrire protezione alle persone bisognose, soprattutto bambini, che vivono in disperate condizioni nelle periferie delle grandi citta': in breve tempo i centri istituiti dalla Addams si moltiplicano in tutti gli Stati Uniti, tanto che nel 1893 conta quaranta gruppi locali con asili nido, consultori e dispensari; nel 1905 e' presidente della National Conference of Charities and Corrections; impegnata per il voto alle donne, nel 1912 diviene vicepresidente della National American Women Suffrage Alliance; e'  tra le principali organizzatrici di varie associazioni pacifiste, presidente del Women's American Peace Party, rappresento' le donne al Congresso della pace dell'Aja, dal 1915 fu presidente della Lega internazionale delle donne per la pace e la liberta; nel 1931 viene insignita del premio Nobel per la pace; muore a Chicago nel 1935. Opere di Jane Addams: in edizione italiana cfr. Donne, immigrati, governo della citta'. Scritti sull'etica sociale, Spartaco, Santa Maria Capua a Vetere 2004. Su Jane Addams ha scritto rilevanti saggi Giovanna Providenti. Cfr. anche i testi apparsi nei nn. 397 e 898 de "La nonviolenza e' in cammino", e in "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 317 (ivi e' riproposta anche un'ampia bibliografia).

 

2. PROFILI. JOAN BAEZ

 

Joan Baez, folksinger e ricercatrice di tradizioni popolari americana, nata il 9 gennaio 1941 a Staten Island, New York, da padre messicano e madre irlandese, impegnata nei movimenti pacifisti e per i diritti civili, amica della nonviolenza, per il proprio impegno nonviolento ha anche subito il carcere, tra molte altre attivita' e' stata fondatrice del Centro per la nonviolenza a Carmel, in California. Opere di Joan Baez: segnaliamo particolarmente l'album del concerto all'Arena di Milano del 1970: Joan Baez all'Arena civica di Milano. In volume cfr. Saresti imbarazzato se ti dicessi che ti amo?, Mondadori, Milano 1969;  Ballate e folksong, Newton Compton, Roma 1977. Cfr anche la voce nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 514.

 

3. PROFILI. AMELIA CRISANTINO

 

Amelia Crisantino e' una prestigiosa studiosa e militante antimafia, storica, docente di lettere, collaboratrice dell'edizione palermitana del quotidiano "La Repubblica", socia del Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo. Tra le opere di Amelia Crisantino: (con Giovanni La Fiura), La mafia come metodo e come sistema, Pellegrini, Cosenza 1989; La citta' spugna. Palermo nella ricerca sociologica, Centro Impastato, Palermo 1990; Cercando Palermo, La Luna, Palermo; Ho trovato l'Occidente. Storie di donne immigrate a Palermo, La Luna, Palermo 1992; Capire la mafia, La Luna, Palermo 1994; Della segreta e operosa associazione. Una setta all'origine della mafia, Sellerio, Palermo 2000.

 

4. PROFILI. JEANNE HERSCH

 

Su Jeanne Hersch dalla Wikipedia riprendiamo la seguente scheda: "Jeanne Hersch (Ginevra, 13 luglio 1910 - Ginevra, 5 giugno 2000) e' stata una filosofa svizzera. D'origine polacca (da parte materna) e lituana (da parte paterna), la sua famiglia ebraica si trasferi' a Ginevra prima della sua nascita. Il padre, Liebmann, fu professore di demografia e statistica all'Universita' di Ginevra, la madre, Liba Lichtenbaum, era medico. Jeanne Hersch, dopo aver studiato a Ginevra, ando' a specializzarsi a Heidelberg e a Friburgo, dove ascolto' le lezioni di Heidegger, per poi continuare gli studi a Parigi. La sua tesi di laurea (1931), su Les images dans l'oeuvre de Bergson (Le immagini nell'opera di Bergson), la mise in contatto con il filosofo francese, che ne rimase molto colpito; ma il suo vero maestro fu Karl Jaspers, di cui fu assistente e traduttrice in francese. Nel 1936, aveva gia' scritto la sua prima opera d'una certa estensione e importanza, L'illusione filosofica, che usci' in tedesco venti anni dopo, con una lusinghiera introduzione di Jaspers. Un'altra opera fondamentale del periodo e' L'etre et la forme (Essere e forma), del 1946. Dopo aver insegnato qualche tempo negli Stati Uniti (quando le leggi razziali le impedivano di insegnare in Europa), torno' appena possibile a Ginevra, dove insegno' dal 1947 al 1977, trenta lunghi anni di formazione per centinaia di studenti che hanno studiato nella citta' dotta di Rousseau e Calvino. Bisogna ricordare anche e almeno Ideologies et realites (Ideologie e realta'), del 1956. Nel 1966 viene chiamata dall'Unesco a dirigere la divisione di filosofia e a raccogliere le voci di pensatori e scrittori in Le droit d'etre un homme (Il diritto d'essere un uomo, 1968), altro testo fondamentale, sia pure come curatela. Nel 1970 fu la rappresentante della Svizzera nel Consiglio esecutivo dell'Unesco. E' stata anche scrittrice di racconti (raccolti in La nascita di Eva) e di un romanzo (Primo amore). Nel 1987 le e' stata assegnata la Medaglia Albert Einstein. Opere principali: 1931: Les images dans l'oeuvre de Bergson, traduzione di Annamaria Carenzi, in Henri Bergson, Lucrezio, a cura di Riccardo De Benedetti, Milano: Medusa, 2001 (con introduzione di Laura Boella). 1936: L'illusion philosophique, traduzione di Fernanda Pivano e Silvia Trulli, L'illusione della filosofia, Torino: Einaudi, 1942; poi Milano: Bruno Mondadori, 2004 (con introduzioni di Karl Jaspers e Nicola Abbagnano). 1940: Temps alternes, traduzione di Roberta Guccinelli, Primo amore. Esercizio di composizione, Milano: Baldini Castoldi Dalai, 2005 (con prefazione di Roberta De Monticelli). 1946: L'etre et la forme, traduzione di Stefania Tarantino e Roberta Guccinelli, Essere e forma, Milano: Bruno Mondadori, 2006. 1956: Ideologies et realite'. Essai d'orientation politique. 1956: Sur les bords de l'Issa (traduzione da Czeslaw Milosz). 1968: Le droit d'etre un homme, traduzione di Emilio Marini, Il diritto di essere uomo. Raccolta di testi preparata sotto la direzione di Jeanne Hersch, Torino: Societa' editrice internazionale, 1971. 1978: Karl Jaspers. 1981: L'etonnement philosophique. Une histoire de la philosophie, traduzione di Alberto Bramanti, Storia della filosofia come stupore, Milano: Bruno Mondadori, 2002. 1981: L'ennemi c'est le nihilisme. 1985: Textes, traduzione di Federico Leoni, La nascita di Eva. Saggi e racconti, prefazione di Jean Starobinski, postfazione di Roberta De Monticelli, Novara: Interlinea, 2000. 1986: Eclairer l'obscur, intervista con Gabrielle e Alfred Dufour, traduzione di Laura Boella e Francesca De Vecchi, Rischiarare l'oscuro, Milano: Baldini Castoldi Dalai, 2006. 1986: traduzione di Philosophie di Karl Jaspers. 1986: Temps et musique, traduzione e introduzione di Roberta Guccinelli, con prefazione di Roberta De Monticelli, Milano: Baldini Castoldi Dalai, 2009. 1991: (con altri) La Suisse, etat de droit. 2008: L'exigence absolue de la liberte'. Textes sur les droits humains (1973-1995). 2008: Les droits de l'homme d'un point de vue philosophique, traduzione di Francesca De Vecchi, I diritti umani dal punto di vista filosofico, Milano: Bruno Mondadori, 2008 (con prefazione di Roberta De Monticelli). Opere su Jeanne Hersch: Emmanuel Dufour Kowalski, Jeanne Hersch: presence dans le temps, Paris: L'Age d'Homme, 1999; Jeanne Hersch, la dame aux paradoxes, Paris: L'Age d'Homme, 2003; Roberta Guccinelli, La forma del fare. Estetica e ontologia in Jeanne Hersch, Milano: Bruno Mondadori, 2007; Stefania Tarantino, La liberta' in formazione. Studio su Jeanne Hersch e Maria Zambrano, Mimesis, 2008; Francesca De Vecchi, La liberta' incarnata. Filosofia, etica e diritti umano secondo Jeanne Hersch, Milano: Bruno Mondadori, 2008". Cfr. anche "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 310.

 

5. PROFILI. IBU ROBIN LIM

 

Ibu Robin Lim, ostetrica, operatrice umanitaria, costruttrice di pace, Premio Alexander Langer 2006. Dal sito www.melogranomentana.org riprendiamo la seguente notizia: "Ibu Robin Lim e' chiamata 'ostetrica dai piedi scalzi' per il suo impegno in favore di una gravidanza sana, un parto dolce, un'accoglienza felice del neonato e contro la poverta' e la malnutrizione. Attingendo alle migliori tradizioni sia occidentali che orientali, Ibu Robin si dedica con affabilita' e gentilezza a promuovere la conservazione dei saperi tradizionali, l'utilizzo di piante curative, la mobilitazione delle risorse umane e spirituali delle donne nell'occuparsi di se stesse e del nascituro, affrontando consapevolmente anche i momenti di debolezza e vulnerabilita' emotiva. Ibu Robin, 49 anni, ha una genealogia sfaccettata, che passa attraverso l'America, l'Indonesia, la Cina, le Filippine, la Germania, l'Irlanda. Vive a Bali con il marito Wil Hammerle, i sette figli, la nipotina. Dai giorni della catastrofe dello tsunami, nel dicembre 2004, si e' trasferita nella regione di Banda Aceh (Sumatra), travagliata anche da conflitti di natura etnica e religiosa, lavorando con le donne sopravvissute in un'opera di tipo sanitario e ostetrico ma anche di elaborazione del lutto, di ricostruzione del tessuto sociale e delle relazioni d'aiuto tra le persone. Ibu Robin Lim, ha pubblicato divesi libri, tra i quali "After the baby's birth" (Dopo la nascita del bambino) e "Eating for two, recipes for pregnant and breastfeeding women" (Cibo per due, ricette per donne incinte o in allattamento) editi dalla Celestial Arts, 10 Speed Press, Berkeley CA. La Half Angel ha recentemente dato alle stampe "Tsunami Notebook" (Appunti sullo tsunami) e "Obat Asli... the traditional healing herbs of Bali" (Obat Asli... le erbe terapeutiche tradizionali di Bali) e due raccolte di sue poesie "Stretch Marks" (Smagliature) e "As a child in the religion of gratitude" (Come un fanciullo nella religione della gratitudine). Notizie del suo lavoro si possono trovare nel sito della associazione da lei fondata YaYsan Bumi Sehat www.bumisehatbali.org". Cfr. anche "La nonviolenza e' in cammino" n. 1385, n. 1445, n. 1480, le "Notizie minime della nonviolenza in cammino" n. 297, "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 317.

 

6. PROFILI. MARIA OCCHIPINTI

 

Per un accostamento alla figura di Maria Occhipinti, dalla tesi di laurea di Silvia Ragusa, "Maria Occhipinti: una ribelle del Novecento" (sostenuta all'Universita' di Catania nell'anno accademico 2003-2004, disponibile nel sito www.tesionline.it) riportiamo per stralci la seguente utile bibliografia: a. Opere di Maria Occhipinti: Monito alle donne siciliane, in "La comune anarchica", Siracusa 1947; Chi sono i colpevoli della prostituzione?, In "Anarchismo", Napoli, numero unico maggio-marzo 1950-1951; Una donna di Ragusa, prefazione di Paolo Alatri e nota di Carlo Levi, Landi Editore, Firenze 1957; Una donna di Ragusa, prefazione di Enzo Forcella, Feltrinelli, Milano 1976; Lettera a Feliciano Rossitto, in "L'Unita'", 5 maggio 1977; Mani in alto e fuori la terra!, in "L'Europeo", 8 novembre 1979; Sull'ospedale civile di Ragusa, in "Sicilia Libertaria", anno IV, n. 15, novembre 1980; I terremoti, quelli creati dallo Stato, in "Lotta Continua", 12 dicembre 1980; Una donna di Ragusa, nota di Carlo Levi, Sellerio, Palermo 1993; Il carrubo ed altri racconti, introduzione di Gianni Grassi, Sellerio, Palermo 1993; Una donna libera, nota di Marilena Licitra, Sellerio, Palermo 2004. b. Studi critici in libri e riviste: Addonizio Michele, Una donna contro il governo, la chiesa, la guerra, in "Lotta Continua", 22 novembre 1979; Anonimo, A "Donna di Ragusa" di Maria Occhipinti il premio Brancati, in "Corriere della Sera", 30 dicembre 1976; Antoci Franca, Maria, la Pasionaria di Ragusa, in "La Sicilia", 8 marzo 1994; Eadem, Nelle lettere ai grandi la rabbia della ribelle, in "La Sicilia", 8 marzo 1994; Asciolla Enzo, La Sicilia esca dal suo "letargo", in "Gazzetta del Sud", 31 dicembre 1976; Barone Laura, Maria Occhipinti. Storia di una donna libera, Sicilia Punto L, Ragusa 1984; Eadem, Il carrubo ed altri racconti della ragusana Maria Occhipinti, in "Ragusa Sera", 17 luglio 1993; Eadem, Maria Occhipinti, in Rivolta e memoria storica. Atti del convegno 1945-1995: le sommosse contro il richiamo alle armi, cinquant'anni dopo, Sicilia Punto L, Ragusa 1995; Eadem, Una donna di Ragusa: Maria Occhipinti, in Nella Sicilia del passato tra figure femminili e vecchi mestieri, Fidapa, Distretto Sicilia 2002; Eadem, Maria Occhipinti, in Tra terra e cielo. Due secoli di storia iblea al femminile, Donna e Comunita', Ragusa 2002; Bonina Gianni, Dalla Russia con dolore, in "La Sicilia", 1 aprile 1995; Bravo Anna, La ribelle di Ragusa messa in galera dagli antifascisti, in "Liberal", 21 maggio 1998; Calapso Jole, Donne ribelli, Flaccovio, Palermo 1980; Cambria Adele, Un'isola di rabbia, in "Il Messaggero", 5 luglio 1976; Catalfamo Antonio, Scrittori umanisti e "cavalieri erranti" di Sicilia, Sicilia Punto L, Ragusa 2001; Chemello Adriana, Una donna di Ragusa, in "Azione nonviolenta", novembre-dicembre 1976; Eadem, Una donna contro la guerra, in "Azione nonviolenta", novembre-dicembre 1981; Cotensin Ismene, Maria Occhipinti e la rivolta di Ragusa (gennaio 1954): un percorso intellettuale, politico e letterario, Sicilia Punto L, Ragusa 2003; D'Aquino Alida, Maria Occhipinti, in Sarah Zappulla Muscara' (a cura di), Letteratura siciliana al femminile: donne scrittrici e donne personaggio, Salvatore Sciascia Editore, Caltanissetta, 1987; D. S., Una donna di Ragusa - veicolo al verbo comunista, in "Avvenire Ibleo", 22 febbraio 1958; Giarratana Letizia, Ciao Compagna, in "Sicilia Libertaria", XX anno, n.146, Ragusa, settembre 1996; Giubilei Giuliano, Lo Stato ruba la terra ai contadini ragusani, in "Paese Sera", 25 gennaio 1980; G. V, Occhipinti-Cambria: meta' premio per ciascuna, in "Espresso Sera", 31 dicembre 1976; Mafai Simona, Le siciliane, in AA. VV., Essere donna in Sicilia, Editori Riuniti, Roma 1976; Marzocchi Umberto, Un documento umano: una donna di Ragusa, in "Umanita' Nova", 3 ottobre 1957; Mughini Giampiero, Essere donna a Ragusa nel 1945, in "Paese Sera", 3 gennaio 1977; Nicolosi Casimiro, Le donne protagoniste al "Brancati-Zafferana", in "La Sicilia", 28 dicembre 1976; Santi Correnti, Donne di Sicilia, Tringale Editore, Catania 1990; Stajano Corrado, Una donna di Ragusa, in "Linus", n.10, ottobre 1976; Seroni Adriano, Una donna di Ragusa, in "L'Unita'", 17 settembre 1957; Simonelli Giovanni, Una donna di Ragusa, in "6 gennaio 1945", Ragusa, maggio 1976; Teodori Maria Adele, La pasionaria di Ragusa, in "L'Europeo", 8 novembre 1979; c. Opere storiche d'inquadramento: AA. VV., Rivolta e memoria storica. Atti del convegno 1945-1995: le sommosse contro il richiamo alle armi, cinquant'anni dopo, Sicilia Punto L, Ragusa 1995; La Terra Giovanni, Le sommosse nel ragusano: dicembre 1944 - gennaio 1945, Sicilia Punto L, Ragusa 1980; Mangiafico Antonio, Gurrieri Pippo, Non si parte! Non si parte! Le sommosse in Sicilia contro il richiamo alle armi, Sicilia Punto L, Ragusa 1991; Mangiamieli Rosario, La regione in guerra 1943-1950, in Storia d'Italia. Dall'unita' a oggi: la Sicilia, Einaudi, Torino 1987; Nicolosi Salvatore, Sicilia contro Italia (il separatismo siciliano), Tringali Editore, Catania 1981; Nobile Giuseppe, Questi miserabili, S. E. I., Genova 1953; Ragionieri Ernesto, La storia politica e sociale, in Storia d'Italia. Dall'unita' ad oggi, tomo III, Einaudi, Torino 1976; Romano Giosue' Luciano, Moti rivoluzionari nel ragusano: dicembre 1944 - gennaio 1945, Sicilia Punto L, Ragusa 1998. d. Altri saggi letterari: (...) [sono segnalati testi di riferimento non specifici di Salvatore Battaglia, Italo Calvino, Franco D'Intino, Danilo Dolci, Marizano Guglielminetti, Carlo Levi, Carlo Salinari, Manfred Schneider, Leonardo Sciascia, Rocco Scotellaro, Ignazio Silone, Carlo Varese - ndr]. e. Fonti internet, audio e video: (...) Adele Cambria, La rivolta dei Non si parte, 17 settembre 2002, Raisat Album 2002; Silvana Mazzocchi, Le ribelli del Novecento, 22 febbraio 2003, Raisat Album; 16 aprile 2004: Presentazione libro di Ismene Cotensin: Maria Occhipinti e la rivolta di Ragusa (gennaio 1945). Un percosrso intellettuale, politico e letterario, Sicilia Punto L, Sala Avis, Ragusa. Relatori: Laura Barone, Marilena Licitra Occhipinti, Pippo Gurrieri, Ismene Cotensin; 10 luglio 2004: Intervista personale, riportata in appendice [alla tesi di laurea da cui citiamo - ndr], con Marilena Licitra Occhipinti, Ragusa; 12 novembre 2004: Presentazione del libro postumo di Maria Occhipinti Una donna libera, Sellerio, Centro Studi "Feliciano Rossitto", Ragusa. Relatori: Salvatore Assenza, Laura Barone, Marilena Licitra Occhipinti, Pippo Gurrieri, presente in sala Franco Leggio". Cfr. anche il breve saggio a lei dedicato di Anna Bravo, recentemente ripubblicato nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 450 e la voce di Daniela Musumeci nei "Telegrammi" n. 514.

 

7. PROFILI. ELINOR OSTROM

 

Su Elinor Ostrom dalla Wikipedia riprendiamo la seguente scheda: "Elinor Ostrom (Los Angeles, 7 agosto 1933) e' un'economista statunitense. Il 12 ottobre 2009 e' stata insignita del Premio Nobel per l'economia, insieme a Oliver Williamson, per l'analisi della governance e in particolare delle risorse comuni. E' stata la prima donna a essere premiata con il Nobel in questo settore. E' docente di Scienze Politiche e co-direttore del Workshop in Teoria politica e analisi politica all'Universita' dell'Indiana. Inoltre ha fondato e diretto il Center for the Study of Institutional Diversity all'Universita' statale dell'Arizona. Esperta in cause collettive, trust e beni comuni, il suo approccio istituzionale alla politica pubblica e' considerato originale, tanto da formare una branca separata della teoria della scelta pubblica. Ha pubblicato numerosi libri nel campo della teoria dell'organizzazione, della politica economica e della pubblica amministrazione. Opere di Elinor Ostrom: Governing the Commons: The Evolution of Institutions for Collective Action, Cambridge University Press, 1990, traduzione italiana: Governare i beni collettivi, Marsilio, Venezia, 2006; (con Larry Schroeder e Susan Wynne): Institutional Incentives and Sustainable Development: Infrastructure Policies in Perspective, Oxford: Westview Press, 1993; (curatrice, con Roy Gardner e James Walker): Rules, Games, and Common Pool Resources, Ann Arbor, University of Michigan Press, 1994; (con Sue E.S. Crawford): A Grammar of Institutions. American Political Science Review 89, no. 3 (September 1995): pp. 582-600; A Behavioral Approach to the Rational Choice Theory of Collective Action: Presidential Address, American Political Science Association, 1997, The American Political Science Review 92 (1): pp. 1-22. 1998; (curatrice, con James Walker): Trust and Reciprocity: Interdisciplinary Lessons for Experimental Research, Volume VI in the Russell Sage Foundation Series on Trust, Russell Sage Foundation, 2003; Understanding Institutional Diversity, Princeton, Princeton University Press. 2005; (curatrice, con Charlotte Hess): Understanding Knowledge as a Commons: From Theory to Practice, The Mit Press, Cambridge, Massachusetts, 2006, traduzione italiana: La conoscenza come bene comune. Dalla teoria alla pratica, Bruno Mondadori, 2009". Cfr. anche "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 310.

 

8. PROFILI. VIOLETA PARRA

 

Violeta Parra fu musicista, ricercatrice e interprete di canzoni della cultura popolare cilena, poetessa, pittrice, militante, figura esemplare dell'avventura e della dignita' dell'umanita' intera. Nata nel 1917 da padre professore di musica e madre contadina, sorella di Nicanor, si suicida nel 1967. Ha scritto Eduardo Galeano in Memoria del fuoco: "... quella cantante contadina, dalla voce flebile, che nelle sue canzoni provocatorie seppe celebrare i misteri del Cile. Violeta era peccatrice e piccante, amava la chitarra, le chiacchiere e l'innamoramento, e spesso, per ballare e fare la buffona, le si bruciavano le empanadas. 'Grazie alla vita, che mi ha dato tanto', canto' nella sua ultima canzone; e un sussulto d'amore la sbalzo' nella morte". Una raccolta di testi delle sue canzoni e': Violeta Parra, Canzoni, Newton Compton, Roma 1979. Cfr. anche la voce nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 515.

 

9. PROFILI. ANNA PUGLISI

 

Anna Puglisi, prestigiosa studiosa e militante antimafia, e' impegnata nell'esperienza del Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di cui e' una delle fondatrici. Dal sito dell'Enciclopedia delle donne riprendiamo inoltre la seguente breve scheda "Docente universitaria in pensione, cofondatrice del Centro siciliano di documentazione, successivamente dedicato a Giuseppe Impastato, e socia fondatrice dell'Associazione delle donne siciliane per la lotta contro la mafia. Vive a Palermo". Tra le opere di Anna Puglisi: con Umberto Santino (a cura di), La mafia in casa mia, intervista a Felicia Bartolotta Impastato, La Luna, Palermo 1986; con Antonia Cascio (a cura di), Con e contro. Le donne nell'organizzazione mafiosa e nella lotta antimafia, Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato, Palermo 1988; Sole contro la mafia, La Luna, Palermo 1990; Donne, mafia e antimafia, Centro Impastato, Palermo 1998, Di Girolamo, Trapani 2005; con Umberto Santino (a cura di), Cara Felicia. A Felicia Bartolotta Impastato, Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato, Palermo 2005; Storie di donne. Antonietta Renda, Giovanna Terranova, Camilla Giaccone raccontano la loro vita, Di Girolamo, Trapani 2007. Scritti su Anna Puglisi: cfr. la voce redatta da Simona Mafai per l'"Enciclopedia delle donne", riportata in "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 311.

 

10. PROFILI. ADRIENNE RICH

 

Presentandone una silloge di versi alcuni anni fa scrivevamo che "Adrienne Rich e' l'autrice di Nato di donna, un libro la cui lettura e' ineludibile. Ma e' anche una poetessa che ha scritto versi che ti tolgono il respiro, ovvero te lo restituiscono. Ed una militante per la pace e i diritti umani di grande rigore e nitore". Adrienne Rich e' una grandissima poetessa e saggista femminista americana di straordinaria intensita' e profondita', di forte impegno civile, militante per la pace e la dignita' umana. Dal sito www.crocettieditore.com riprendiamo la seguente scheda: "Adrienne Rich e' nata il 16 maggio 1929 a Baltimora. Poetessa, saggista e militante femminista, a ventun anni ha vinto il Premio Yale per giovani poeti con A change of world (1951, Un mutamento di mondo). Ha, inoltre, pubblicato le raccolte poetiche Gli intagliatori di diamanti (1955, The diamond cutters), Necessita' del vivere (1966, Necessities of life), Esplorando il relitto (1973, Diving into the wreck), Il sogno di una lingua comune (1978, The dream of a common language), Atlante del mondo difficile (1991, Atlas of the difficult world); e i saggi Nato di donna (1976, Born of woman), Segreti silenzi bugie (1966-78, On lies, secrets and silence), Sangue, pane e poesia (1986, Blood, bread and poetry); e la raccolta Oscuri campi della repubblica (1991-95, Dark fields of the republic), che comprende anche numerose sequenze narrative". Opere di Adrienne Rich: Nato di donna, Garzanti, Milano 1977, 2000; Esplorando il relitto, Savelli, Milano 1979; Segreti silenzi bugie, La Tartaruga, Milano 1982; Lo spacco alla radice, Estro, Firenze 1985; Come la tela del ragno, La Goliardica, Roma 1985; Cartografie del silenzio, Crocetti, Milano 2000. Cfr. anche la recente riproposta di suoi testi in "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 305.

 

11. PROFILI. GIOVANNA RICOVERI

 

Giovanna Ricoveri, direttrice responsabile e principale animatrice della rivista "CNS Capitalismo Natura Socialismo - Ecologia Politica", intellettuale della sinistra critica, economista, collaboratrice di James O'Connor, particolarmente impegnata sui temi dell'ecologia e della critica del modello di sviluppo dominante, e' tra le studiose e militanti piu' rilevanti della riflessione e dell'impegno ecologista. Tra le opere di Giovanna Ricoveri: (a cura di), Capitalismo Natura Socialismo, Jaca Book, Milano 2006; Beni comuni vs merci, Jaca Book, Milano 2010. Cfr. anche "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 309.

 

12. PROFILI. RENATE SIEBERT

 

Renate Siebert, sociologa di origine tedesca, nata a Kassel nel 1942, allieva di Theodor W. Adorno, vive e lavora nell'Italia meridionale, dove insegna Sociologia del mutamento presso l'Universita' della Calabria; si occupa di questioni che riguardano il Mezzogiorno e l'area del Mediterraneo con particolar riferimento a questioni di genere, di sessismo e di violenza mafiosa, ai temi del razzismo e del colonialismo. Dal sito www.sociologia.unical.it abbiamo ripresoanni fa le notizie che di seguito presentiamo in forma sintetica: Renate Siebert (gia' Renate Siebert Zahar), nata a Kassel (Germania) nel 1942, e' professoressa ordinaria di sociologia del mutamento e preside vicaria della facolta' di scienze politiche dell'Universita' della Calabria, fa parte di varie societa' e comitati scientifici (tra cui l'Associazione italiana di sociologia, il Centro interdipartimentale di Women's Studies "Milly Villa" dell'Universita' della Calabria, la Deutsche Gesellschaft fuer Soziologie - Sektion Biographieforschung); laureata a Francoforte nel 1968 con Theodor W. Adorno come relatore; la sua attivita' scientifica e di ricerca si e' principalmente concentrata su questioni inerenti il mutamento sociale sotto il profilo di una costante attenzione ai nessi fra mutamento strutturale, storico-sociale e politico e mutamento delle soggettivita'; il lavoro empirico, di volta in volta, e' stato teso a sviluppare categorie d'analisi ispirate, da un lato, alle teorie sociologiche consolidate, e attente, dall'altro lato, alle specificita' delle realta' analizzate: in particolar modo per le analisi concernenti la realta' meridionale e mediterranea (tema di molta parte delle ricerche svolte), proprio perche' l'originalita' di tali realta' stimola la riconsiderazione critica di taluni approcci di teoria sociologica. Numerose sue ricerche si sono svolte nell'ambito delle seguenti tematiche: a) sviluppo/sottosviluppo e rappresentazione sociale delle diseguaglianze; pregiudizio etnico e razzismo; b) strutture familiari e servizi socio-sanitari, infanzia, vecchiaia, generazioni e genere, mutamento dei ruoli sessuali e della condizione femminile; c) illegalita' diffusa, violenza mafiosa, organizzazioni a carattere totalitario e ripercussioni di questi fenomeni sulla societa' civile in generale e la vita delle donne in particolare; la memoria e l'oblio, l'elaborazione del lutto che si fa impegno civile; d) donne e politica; amministrazione locale e questioni di genere; donne all'interno delle organizzazioni mafiose. In particolare, per il punto a) "Dalla riflessione sulle opere di Frantz Fanon e' nato l'interesse per le specifiche forme di alienazione che si producono nella soggettivita' di individui che vivono in contesti segnati da discriminazioni etnocentriche e razziste. Il tema del pregiudizio - anche nelle sue forme meno esplicite - e' stato, quindi, centrale per l'attivita' di ricerca. In qualita' di collaboratrice scientifica (Wissenschaftliche Mitarbeiterin) presso l'Institut fuer Sozialforschung dell'Universita' di Frankfurt (Adorno, Habermas, von Friedeburg) ha svolto una ricerca sulla rappresentazione delle problematiche inerenti allo sviluppo/sottosviluppo nei paesi del Terzo Mondo e sulle forme di razzismo latente e/o manifesto quale emerge dai libri di scuola (testi di scuola elementare, liceo, scuole professionali, dal I955 al I970). La ricerca e' stata pubblicata dallo stesso Istituto e successivamente e' stata rielaborata e pubblicata come testo da adottare nei licei, casa editrice Leske Verlag, Opladen 1971. Successivamente, nel corso degli anni '70, ha indagato sugli aspetti politici ed economici del sottosviluppo strutturale di una zona del Mezzogiorno italiano di vecchia industrializzazione: la crisi dell'industria mineraria del Sulcis-Iglesiente (Sardegna). Alcuni di questi temi si ripresentano nell'attivita' di ricerca piu' recente e, sul piano teorico, si collocano in una prospettiva postcoloniale. In questa fase, infatti, sta indagando sulle implicazioni del razzismo - nelle sue forme storiche del razzismo biologico e dell'antisemitismo, come nei suoi 'travestimenti' piu' recenti del differenzialismo - per gli sviluppi delle societa' multiculturali. Una prima riflessione si e' concretizzata nel testo Il razzismo. Il riconoscimento negato, Carocci, Roma 2003". Per il punto b) "La condizione femminile, i mutamenti nelle strutture familiari e la questione dei servizi sociali sono stati indagati in diverse ricerche in ambito territoriale calabrese (in vari Comuni della provincia di Cosenza, in collaborazione con la Comunita' Montana del Pollino, nell'ambito dell'Osservatorio regionale del mercato del lavoro, legato ai corsi 285). Per le problematiche relative all'infanzia, la soggettivita' femminile, le generazioni e le eta' della vita si segnalano in particolare: la ricerca sul rapporto adulti/bambini in un paese della Calabria, (pubblicata nel 1984 presso l'editore Franco Angeli di Milano, nella collana dei Quaderni Griff); l'indagine sulla condizione degli anziani negli undici comuni della Usl n. 8 (Rende-Montalto), in collaborazione con Cosimo Conte e Catia Zumpano, (pubblicazione interna della Usl n. 8, 1991, con il titolo 'Quale vecchiaia?'); la ricerca su tre generazioni di donne in Calabria (pubblicata nel 1991 presso l'editore Rosenberg & Sellier, Torino); la ricerca sulla comunita' silana di Lorica (raccolta di storie di vita di donne e uomini di varie generazioni), pubblicata nel 1996 presso Rubbettino, Soveria Mannelli; e la ricerca Murst 'Percorsi e strategie di scelta femminili nel Sud Italia', per la quale ha coordinato il progetto di ricerca relativo all'Universita' della Calabria sulle strategie riproduttive delle giovani donne diplomate nella provincia di Cosenza. Tutte queste ricerche hanno comportato una intensa riflessione sui metodi di indagine qualitativi: tale riflessione e' presente in modo particolare in alcuni dei testi ora raccolti nel volume 'Cenerentola non abita piu' qui. Uno sguardo di donna sulla realta' meridionale' (pubblicato nel 1999 dall'editore Rosenberg & Sellier, Torino)". Per quanto riguarda il punto c) "ha approfondito innanzitutto le condizioni di vita e i ruoli delle donne in ambiente di mafia, oltre a fornire una lettura di genere dell'intero fenomeno mafia. A questo proposito si segnala innanzitutto la ricerca su donne e mafia nell'ambito della ricerca Cnr su 'Credenze nella legalita' nel Mezzogiorno contemporaneo' (pubblicata nel 1994 dall'editore Il Saggiatore di Milano). A questo ambito di indagini sono legati alcuni degli aspetti piu' esplicitamente teorici dell'intero percorso di studi: la rilettura del concetto di societa' civile, della dicotomia privato/pubblico, delle dinamiche dei processi di razionalizzazione e disincanto, e della definizione di categorie quali identita', soggettivita' ed individuo. Tale approccio e' stato particolarmente fertile nel contesto di un dibattito internazionale, iniziato nel contesto di un Ecpr workshop nel 2001 a Grenoble e che ha portato alla pubblicazione del volume: Felia Allum e Renate Siebert (ed.), Organized Crime and the Challenge to Democracy, Routledge, London 2003". Per il punto d) "A partire dal 2000 ha partecipato a due ricerche internazionali: in qualita' di coordinatrice del gruppo locale in Calabria alla ricerca europea 'Genre et gestion locale du changement dans sept pays de l'Union europeenne', una ricerca triennale in sette paesi europei: Italia, Francia, Belgio, Svezia, Finlandia, Grecia e Portogallo (pubblicazione della parte italiana della ricerca: Alisa Del Re (a cura di), Quando le donne governano le citta', Franco Angeli, Milano 2004); e in qualita' di componente del comitato scientifico ad una ricerca internazionale sul ruolo delle donne nelle organizzazioni criminali mafiose, coordinata dalla Facolta' di Giurisprudenza dell'Universita' di Palermo (Giovanni Fiandaca, Teresa Principato, (a cura di), Donne e mafie. Il ruolo delle donne nelle organizzazioni criminali, Universita' degli Studi di Palermo, Palermo 2003)". A cio' si aggiungono numerose altre attivita' di impegno scientifico, editoriale e civile (tra l'altro, nel 1995-1997 e' stata assessore alla cultura e ai servizi sociali della Provincia di Cosenza) ed una intensa e qualificata partecipazione a convegni di studio. Tra le opere di Renate Siebert: a) volumi: Kolonialismus und Entfremdung - zur politischen Theorie Frantz Fanons, Europaeische Verlagsanstalt, Frankfurt/Main 1969 (successive traduzioni: Il pensiero di Frantz Fanon e la teoria dei rapporti tra colonialismo e alienazione, Feltrinelli, Milano 1970; L'oeuvre de Frantz Fanon, Maspero, Paris 1970; Colonialismo y enajenacion, Siglo Veintiuno Editores, Mexico-Argentina-Espana 1970; Frantz Fanon: Colonialism and Alienation, Monthly Review Press, New York and London 1974); Kritische Analyse von Schulbuechern zur Darstellung der Probleme der Entwicklungslaender und ihrer Positionen in internationalen Beziehungen (con K. Fohrbeck), Institut fuer Sozialforschung, Frankfurt/Main 1970; Heile Welt und Dritte Welt - Medien und politischer Unterricht (con K. Fohrbeck, A. J. Wiesand) Leske Verlag, Opladen 1971; Le ali di un elefante. Sul rapporto adulti/bambini in un paese in Calabria, Franco Angeli, Milano 1984; E' femmina, pero' e' bella. Tre generazioni di donne al Sud, Rosenberg & Sellier, Torino 1991; Le donne, la mafia, Il Saggiatore, Milano, 1994. (ed. paperback, Est, Milano 1997; successive traduzioni: Secrets of life and death. Women and the Mafia, Verso, London and New York 1996; Im Schatten der Mafia. Die Frauen, die Mafia und das Gesetz. Hamburger Edition, Hamburg 1997); La mafia, la morte e il ricordo, Rubbettino, Soveria Mannelli 1995; Mafia e quotidianita', Il Saggiatore-Flammarion, Milano 1996; Lorica. Un ritratto a piu' voci, Rubbettino, Soveria Mannelli 1996; Andare ancora al cuore delle ferite. Intervista a Assia Djebar, La Tartaruga, Milano 1997; Cenerentola non abita piu' qui. Uno sguardo di donna sulla realta' meridionale, Rosenberg & Sellier, Torino 1999; Storia di Elisabetta. Il coraggio di una donna sindaco in Calabria, Pratiche Editrice, Milano 2001; Razzismo: il riconoscimento negato, Carocci, Roma 2003; b) opere curate: Esiste la donna?, Prefazione e cura dell'edizione ridotta di Simone de Beauvoir, Il secondo sesso, Il Saggiatore, Milano 1976; Interferenze. Lo stato, la vita familiare, la vita privata, (con L. Balbo), Feltrinelli, Milano 1979; Il piacere della sociologia. Saggi di L. Balbo, B. Beccalli, F. Ferrarotti, G. Martinotti, A. Pizzorno, Rubbettino, Soveria Mannelli 1998; Essere e diventare sociologi. Saggi di F. Balbo, D. Barazzetti, A. Fabbrini, P. Ghislandi, P. Jedlowski, G. Martinotti, R.  Palidda, W. Privitera, M. Sclavi, A. L. Tota, A. Tumietto, Rubbettino, Soveria Mannelli 1999; Relazioni pericolose. Criminalita' e sviluppo nel Mezzogiorno, Rubbettino, Soveria Mannelli 2000; Organized Crime and the Challenge to Democracy, (con F. Allum), Routledge, London  2003. Una piu' ampia bibliografia di Renate Siebert e' ne "La domenica della nonviolenza", n. 62 del 26 febbraio 2006. Cfr. anche la voce in "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 313.

 

13. PROFILI. BERTHA VON SUTTNER

 

Bertha von Suttner, 1843-1914, scrittrice, straordinaria militante pacifista, premio Nobel per la pace nel 1905. Opere di Bertha von Suttner: Giu' le armi, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1989; Abbasso le armi! Storia di una vita, Centro stampa Cavallermaggiore (Torino) 1996. Opere su Bertha von Suttner: Nicola Sinopoli, Una donna per la pace, Fratelli Palombi, Roma 1986. Su Bertha von Suttner segnaliamo anche i testi di Marta Galli (comprensivo di un'utile sitografia) e di Rosangela Pesenti apparsi rispettivamente nei nn. 850 e 845 de "La nonviolenza e' in cammino", l'ampio saggio di Verdiana Grossi recentemente ripubblicato nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 306, la voce di Giancarla Codrignani nei "Telegrammi" n. 514.

 

14. INCONTRI. IL 30 MAGGIO A VITERBO UN INTERVENTO DELL'"ASSOCIAZIONE ITALIANA MEDICI PER L'AMBIENTE" SU ARSENICO E POTABILITA' DELLE ACQUE

[Dall'Associazione italiana medici per l'ambiente (per contatti: tel. 3383810091, e-mail: isde.viterbo at gmail.com) riceviamo e diffondiamo.

Antonella Litta svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi. E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) e per questa associazione e' responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo di studio su "Trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno alla salute". E' referente per l'Ordine dei medici di Viterbo per l'iniziativa congiunta Fnomceo-Isde "Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre". Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' locali ed internazionali. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente. E' la portavoce del Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Come rappresentante dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia) ha promosso una rilevante iniziativa per il risanamento delle acque del lago di Vico e in difesa della salute della popolazione dei comuni circumlacuali. E' oggi in Italia figura di riferimento nella denuncia della presenza dell'arsenico nelle acque destinate a consumo umano, e nella proposta di iniziative specifiche e adeguate da parte delle istituzioni per la dearsenificazione delle acque e la difesa della salute della popolazione]

 

A Viterbo lunedi' 30 maggio 2011, alle ore 17, nella Sala delle conferenze della Provincia, in via Saffi 49, l'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) terra' una relazione medico-scientifica sul tema: "L'arsenico nelle acque destinate a consumo umano: problematiche ambientali e sanitarie, e proposte d'intervento".

La dottoressa Antonella Litta, referente dell'associazione, relazionera' sui meccanismi di azione e d'interazione dell'arsenico, elemento tossico e cancerogeno, e le patologie neoplastiche e le malattie correlate all'esposizione cronica a questo elemento soprattutto attraverso l'assunzione cronica di acque contaminate e di alimenti preparati con le stesse.

Saranno anche illustrate le proposte dell'"Associazione italiana medici per l'ambiente" per realizzare subito interventi efficaci per fornire acqua dearsenificata alle popolazioni (in particolare alle donne in gravidanza e ai bambini) che, come raccomandato dalla  comunita' scientifica internazionale e dall'Organizzazione mondiale della sanita', deve avere come obiettivo di qualita' un contenuto di arsenico pari a zero (o al piu', e in via transitoria, di 5 microgrammi/litro) nelle acque destinate a consumo umano come vera e sicura  tutela della salute pubblica.

*

L'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia)-Isde di Viterbo

Viterbo, 27 maggio 2011

 

15. APPELLI. IL 5 PER MILLE AL MOVIMENTO NONVIOLENTO

[Riproponiamo il seguente appello]

 

Giova ripetere le cose che e' giusto fare.

Tra le cose sicuramente ragionevoli e buone che una persona onesta che paga le tasse in Italia puo' fare, c'e' la scelta di destinare il 5 per mille al Movimento Nonviolento.

"Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono: 1. l'opposizione integrale alla guerra; 2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione; 3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario; 4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo. Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica. Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli". Cosi' recita la "carta programmatica" del movimento fondato da Aldo Capitini.

Sostenere il Movimento Nonviolento e' un modo semplice e chiaro, esplicito e netto, per opporsi alla guerra e al razzismo, per opporsi alle stragi e alle persecuzioni.

Per destinare il 5 per mille delle proprie tasse al Movimento Nonviolento e' sufficiente apporre la propria firma nell'apposito spazio del modulo per la dichiarazione dei redditi e scrivere il numero di codice fiscale dell'associazione: 93100500235.

Per contattare il Movimento Nonviolento, per saperne di piu' e contribuire ad esso anche in altri modi (ad esempio aderendovi): via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 

16. INIZIATIVE. CONTRO LA GUERRA UNA PROPOSTA AGLI ENTI LOCALI

[Riproponiamo il seguente appello]

 

Proponiamo a tutte le persone amiche della nonviolenza di inviare al sindaco del Comune, al presidente della Provincia ed al presidente della Regione in cui si risiede, una lettera aperta (da diffondere quindi anche a tutti i membri del consiglio comunale, provinciale, regionale, ed ai mezzi d'informazione) con cui chiedere che l'assemblea dell'ente locale approvi una deliberazione recante il testo seguente o uno analogo.

*

"Il Consiglio Comunale [Provinciale, Regionale] di ... ripudia la guerra, nemica dell'umanita'.

Il Consiglio Comunale [Provinciale, Regionale] di ... riconosce, rispetta e promuove la vita, la dignita' e i diritti di ogni essere umano.

Richiede al Governo e al Parlamento che cessi la partecipazione italiana alle guerre in corso.

Richiede al Governo e al Parlamento che si torni al rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana.

Richiede al Governo e al Parlamento che l'Italia svolga una politica internazionale di pace con mezzi di pace, per il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti, per il riconoscimento e l'inveramento di tutti i diritti umani per tutti gli esseri umani.

Solo la pace salva le vite".

 

17. REPETITA IUVANT. RIFERIMENTI UTILI PER L'INFORMAZIONE SUI REFERENDUM. PER FERMARE IL NUCLEARE E PER L'ACQUA BENE COMUNE

[Riproponiamo la seguente segnalazione]

 

Segnaliamo il sito del Comitato nazionale "Vota si' per fermare il nucleare": www.fermiamoilnucleare.it

Segnaliamo il sito del Comitato referendario "2 si' per l'acqua bene comune": www.referendumacqua.it

Segnaliamo anche il sito del Forum italiano dei movimenti per l'acqua: www.acquabenecomune.org

Quattro si' ai referendum: per la legalita' e la dignita', per la democrazia ed il bene comune, per la biosfera e per l'umanita'.

 

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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100

Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 357 del 30 maggio 2011

 

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