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Telegrammi. 572



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 572 del 31 maggio 2011

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Peppe Sini: Herat

2. Giobbe Santabarbara: Una sconfitta del blocco golpista e razzista berlusconiano

3. Mao Valpiana: Sessantaseiesimo giorno di digiuno nonviolento collettivo a staffetta per opporsi alla guerra e al nucleare

4. Solo la pace salva le vite

5. Con la forza della democrazia

6. Laura Boella

7. Annarosa Buttarelli

8. Etty Hillesum

9. Daniela Padoan

10. Pat Patfoort

11. Fernanda Pivano

12. Marianella Sclavi

13. Susan Sontag

14. Wanda Tommasi

15. Chiara Zamboni

16. Tano Grasso presenta la "Storia del movimento antimafia" di Umberto Santino

17. Per sostenere il Movimento Nonviolento

18. Segnalazioni librarie

19. La "Carta" del Movimento Nonviolento

20. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: HERAT

 

Il governo italiano, il parlamento italiano, il presidente della Repubblica Italiana, che illegalmente ed insensatamente hanno deciso ed imposto la partecipazione del nostro paese alle criminali guerre imperialiste, razziste e terroriste in Afghanistan e in Libia, con questa loro scellerata decisione hanno reso il nostro paese corresponsabile delle stragi di cui quelle guerre consistono, hanno coinvolto l'intero popolo italiano nella guerra - come effettuale complice dei massacri la' oggi, come potenziale vittima dei massacri qui domani -, ed hanno esposto degli italiani, cola' inviati in guerra, all'orrore di essere uccisi, all'orrore di uccidere.

Cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra.

Torni immediatamente l'Italia al rigoroso rispetto della Costituzione della Repubblica, che esplicitamente proibisce al nostro paese di prendere parte a quegli eccidi.

C'e' un solo modo per fermare le stragi: cessare di fare la guerra.

Il diritto e la morale, il volto delle vittime, la voce dell'umanita' chiedono pace, disarmo, smilitarizzazione dei conflitti. Chiedono la scelta della nonviolenza inveratrice della civile convivenza, inveratrice della dignita' di ogni essere umano e di tutti.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

2. EDITORIALE. GIOBBE SANTABARBARA: UNA SCONFITTA DEL BLOCCO GOLPISTA E RAZZISTA BERLUSCONIANO

 

La sconfitta del blocco golpista e razzista berlusconiano alle elezioni comunali di Milano e di Napoli, ed in altre realta' locali, e' finalmente una buona notizia.

Senza farsi illusioni, la sostanziale e sostanziosa vittoria in questa tornata di elezioni amministrative del campo almeno nominalmente democratico ed antifascista apre spazi di iniziativa che occorrera' saper valorizzare.

Alle amministrazioni locali frutto di questa vittoria occorrera' chiedere due cose.

La prima: di fare buona amministrazione, se ne saranno capaci (e purtroppo sia le premesse che i primi segnali non sono affatto incoraggianti).

La seconda: di restare fedeli al dettato costituzionale e quindi di contrastare l'illegalitarismo dei potenti e di praticare la virtu' del rispetto delle leggi e della dignita' umana; che in concreto innanzitutto vuol dire: a) opporsi alla guerra; b) opporsi al razzismo; c) opporsi alla violenza maschilista e patriarcale; d) opporsi alla devastazione dell'ambiente; e) promuovere politiche economiche e sociali locali alternative al catastrofico modello di sviluppo dominante, alla barbarie del capitalismo finanziario speculativo ed onnidistruttivo, alla barbarie del nuovo schiavismo.

*

E questo per quanto riguarda le elezioni amministrative. Importanti, certo, ma altro vi e' di ben piu' importante.

Urgenti infatti due impegni assai gravi richiedono tutta la nostra attenzione, la nostra azione: la lotta nonviolenta contro la guerra in corso e contro il colpo di stato razzista del governo dell'eversione dall'alto; e l'iniziativa di informazione, documentazione e coscientizzazione per vincere i referendum del 12-13 giugno.

 

3. INIZIATIVE. MAO VALPIANA: SESSANTASEIESIMO GIORNO DI DIGIUNO NONVIOLENTO COLLETTIVO A STAFFETTA PER OPPORSI ALLA GUERRA E AL NUCLEARE

[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per questo intervento.

Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive e ha lavorato come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"), e' segretario nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007; un'altra recente ampia intervista e' in "Coi piedi per terra" n. 295 del 17 luglio 2010]

 

Buone e cattive notizie si mescolano.

Una notizia e' buona quando riguarda la crescita della nonviolenza, la difesa della vita, il miglioramento della democrazia e della pace.

Una notizia e' cattiva quando riguarda l'avanzamento della violenza, la guerra e i moorti che provoca, la perdita di diritti per i deboli.

Oggi abbiamo avuto buone e cattive notizie.

Il terrorismo ha fatto nuove vittime in Afghanistan, rispondendo con l'odio e la violenza al terrorismo della guerra.

Alcune citta' italiane si sono liberate dal malgoverno e nelle urne hanno bocciato i candidati sindaci presentati da un centrodestra volgare, fascista, razzista, antidemocratico.

La Germania ha deciso l'uscita dal nucleare, ponendo un termine (per noi ancora troppo lontano) alle centrali nucleari installate. L'Italia ha la possibilita' di farlo da subito, con il referemdum del 12 e 13 giugno.

Violenza e nonviolenza si mescolano all'orizzonte.

Il nostro compito e' quello di cogliere e valorizzare ogni possibilita' che viene offerta alla nonviolenza per crescere.

Il nostro impegno nonviolento, oggi, si manifesta con un digiuno.

Il digiuno che stiamo conducendo e' un gesto di nonviolenza attiva, e' un atto di speranza, e' un fatto concreto contro la guerra e la sua preparazione, contro il nucleare che uccide il presente e il futuro.

Sono piu' di 160 le amiche e gli amici della nonviolenza che hanno finora aderito al digiuno promosso dal Movimento Nonviolento "per opporsi alla guerra e al nucleare". C'e' chi digiuna anche se malato in ospedale, chi in una cella di convento o di carcere, chi partecipa ma preferisce non farlo sapere pubblicamente e chi, non potendo aderire per vari motivi, lo fa spiritualmente.

Questa iniziativa nonviolenta prosegue dal 27 marzo scorso, e nuovi aderenti hanno gia' annunciato la loro partecipazione almeno fino a sabato 4 giugno. Ma altri ancora si stanno aggiungendo, e si proseguira' oltre. Si digiuna in ogni parte d'Italia, da Trieste a Palermo, da Torino a Venezia, da Verona a Bari.

La nonviolenza e' contagiosa; abbiamo iniziato con un digiuno di 48 ore, che sta proseguendo da 66 giorni.

Chi desidera aderire al digiuno lo puo' comunicare a: azionenonviolenta at sis.it (indicare nome, cognome, citta', giorno o giorni di digiuno).

*

Di seguito l'elenco delle persone che digiuneranno nei prossimi giorni.

Martedi' 31 maggio: Oriana Gorinelli (Rivalta di Torino), Anna Maria Mozzi (Trieste); mercoledi' primo giugno: Marco Palombo (Isola d'Elba - Roma), Anna Bellini (Ferrara); giovedi' 2 giugno: Claudio Bedussi (Brescia); venerdi' 3 giugno: Rocco Altieri (Pisa), Raffaele Ibba (Cagliari), Teresa Gargiulo (Castellamare di Stabia - Napoli), Giovanni Mannino (Acireale - Catania), Paola e Marco Baleani (Gubbio), Piero P. Giorgio (Gargnano - Brescia), Maria Bernarda Cursano (Macapa' - Brasile); sabato 4 giugno: Giovanni Chianchini (Chieti), Marco Iannelli (Roma).

Evelina Savini (Jesi), Angela Genco (Jesi), Angela Liuzzi (Jesi) porteranno avanti il digiuno a staffetta, alternandosi, fino alla fine della guerra; Gianluca D'Andrea, Pasquale Dioguardi, Adalgisa Freddi, Marco Rizzinelli e Giovanni Sarubbi digiuneranno tutti i lunedi'; Oriana Gorinelli digiunera' tutti i martedi'; Anna Bellini e Marco Palombo digiuneranno tutti i mercoledi'; Claudio Bedussi digiunera' tutti i giovedi'; Rocco Altieri, Paola e Marco Baleani, Teresa Gargiulo, Piero P. Giorgio, Raffaele Ibba e Giovanni Mannino digiuneranno tutti i venerdi'; Marco Iannelli digiunera' tutti i venerdi' e i sabato; Giovanni Cianchini digiunera' tutti i sabato. Alessandro Natalini e Marzia Manca digiuneranno un giorno a settimana.

 

4. APPELLI. SOLO LA PACE SALVA LE VITE

[Riceviamo e diffondiamo]

 

La guerra, che sempre consiste di stragi di esseri umani, e' il piu' abominevole di tutti i crimini. In se stessa e' nemica dell'umanita' intera. E' il contrario della civilta', del diritto, della morale. E' il contrario del primario diritto che ogni altro diritto fonda e consente: il diritto di non essere uccisi, il dovere di non uccidere.

La guerra e' sempre un crimine contro l'umanita'.

Per questo la Carta delle Nazioni Unite si apre con l'impegno contro il flagello della guerra.

Per questo la Costituzione della Repubblica Italiana ripudia la guerra.

*

La partecipazione italiana alle guerre in corso in Afghanistan e in Libia e' del tutto in contrasto col diritto internazionale e con la legalita' costituzionale.

Quelle guerre e le stragi di cui esse consistono sono crimini contro l'umanita'.

La guerra e' totalitarismo in atto.

La guerra e' terrorismo in atto.

La guerra uccide e deprava, e' semina di morte e di odio, imbarbarisce i conflitti, prepara vendette e violenze ulteriori, e' scuola di dittature e terrorismi.

*

Opporsi alle stragi, opporsi alla disumanizzazione, e' diritto e dovere di ogni essere umano, e di ogni civile ordinamento.

Si torni al rispetto della Costituzione.

Si torni al rispetto dell'umanita'.

Cessi immediatamente l'illegale partecipazione italiana alle guerre in corso.

E si adoperi finalmente l'Italia per la pace. Solo la pace salva le vite.

Vi e' una sola umanita'.

*

Le persone partecipanti all'incontro di formazione alla nonviolenza presso il centro sociale "Valle Faul" del 29 maggio 2011

Viterbo, 30 maggio 2011

 

5. APPELLI. CON LA FORZA DELLA DEMOCRAZIA

 

Il 12-13 giugno 2011 il popolo italiano con la forza della democrazia puo' dire si' all'impegno per liberare il nostro paese - e in prospettiva il mondo - dall'incubo nucleare.

Puo' dire si' a difendere l'acqua come prezioso bene comune e si' all'accesso all'acqua come fondamentale diritto umano.

Puo' dire si' al principio che tutti i cittadini sono eguali dinanzi alla legge.

Il 12-13 giugno 2011 votiamo si' ai referendum.

 

6. PROFILI. LAURA BOELLA

 

Laura Boella, docente di storia della filosofia morale all'Universita' di Milano, e' tra le massime studiose di Gyorgy Lukacs, Agnes Heller, Ernst Bloch, Hannah Arendt; e' impegnata nella ricostruzione del pensiero femminile nel Novecento; fa parte della redazione della rivista filosofica "aut aut". Opere di Laura Boella: Il giovane Lukacs, De Donato, Bari 1977; Intellettuali e coscienza di classe, Feltrinelli, Milano 1977; Ernst Bloch. Trame della speranza, Jaca Book, Milano 1987; Dietro il paesaggio. Saggio su Simmel, Unicopli, Milano 1987; (a cura di), Letture e discussioni intorno a Levinas, Jankelevitch, Ricoeur, Unicopli, Milano 1988; Parole chiave della politica, Mantova 1995; Hannah Arendt. Agire politicamente, pensare politicamente, Feltrinelli, Milano 1995; Morale in atto, Cuem, 1997; Cuori pensanti. Hannah Arendt, Simone Weil, Edith Stein, Maria Zambrano, Tre Lune, Mantova 1998; con Annarosa Buttarelli, Per amore di altro. L'empatia a partire da Edith Stein, Cortina, Milano 2000; Le imperdonabili. Etty Hillesum, Cristina Campo, Ingeborg Bachmann, Marina Cvetaeva, Tre Lune, Mantova 2000; Grammatica del sentire. Compassione, simpatia, empatia, Cuem, Milano 2004; Sentire l'altro. Conoscere e praticare l'empatia, Cortina, Milano 2006; Neuroetica. La morale prima della morale, Cortina, Milano 2008.

 

7. PROFILI. ANNAROSA BUTTARELLI

 

Annarosa Buttarelli insegna Ermeneutica filosofica e Filosofia della storia all'Universita' di Verona e fa parte dal 1988 della comunita' filosofica di Diotima. Ha scritto saggi pubblicati all'interno di sei volumi di Diotima (Oltre l'uguaglianza, La sapienza di partire da se', Approfittare dell'assenza, La magica forza del negativo, Immaginazione e politica, Politica e potere non sono la stessa cosa). Ha dedicato molti saggi, traduzioni e curatele alla filosofa spagnola Maria Zambrano di cui e' considerata una delle maggiori studiose. E' direttrice della collana "Corrispondenze di Maria Zambrano" per l'editore Moretti & Vitali. Ha ideato ed e' coordinatrice scientifica del Master dell'Universita' di Verona "Filosofia come via di trasformazione" che inaugura un'innovativa formazione per filosofi e filosofe di nuova generazione. Impegnata nel pensiero e nella politica della differenza fa parte da anni della redazione della rivista "Via Dogana". Tra le opere di Annarosa Buttarelli: Donne e divino, S.C.C., Mantova 1992; con Luisa Muraro e Liliana Rampello, Duemilaeuna. Donne che cambiano l'Italia, Nuove Pratiche, Milano 2000; con Laura Boella, Per amore di altro. L'empatia a partire da Edith Stein, Raffaello Cortina Editore, Milano 2000; Una filosofa innamorata, Bruno Mondadori, Milano 2004; Concepire l'infinito, La Tartaruga, Milano 2005; La passivita'. Un tema filosofico-politico in Maria Zambrano, Bruno Mondadori, Milano 2007; con Federica Giardini, Il pensiero dell'esperienza, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2008; Maria Zambrano, Per l'amore e per la liberta'. Scritti sulla filosofia e sull'educazione, Marietti 1820, 2008; Immaginazione e politica, Liguori, Napoli 2009; Politica e potere non sono la stessa cosa, Liguori, Napoli 2009; (a cura di), Carla Lonzi, Taci, anzi parla. Diario di una femminista, et al. edizioni, 2010.

 

8. PROFILI. ETTY HILLESUM

 

Etty Hillesum e' nata a Middelburg nel 1914 e deceduta ad Auschwitz nel 1943, il suo diario e le sue lettere costituiscono documenti di altissimo valore e in questi ultimi anni sempre di piu' la sua figura e la sua meditazione diventano oggetto di studio e punto di riferimento per la riflessione. Opere di Etty Hillesum: Diario 1941-1943, Adelphi, Milano 1985, 1996; Lettere 1942-1943, Adelphi, Milano 1990, 2001. Opere su Etty Hillesum: AA. VV., La resistenza esistenziale di Etty Hillesum, fascicolo di "Alfazeta", n. 60, novembre-dicembre 1996, Parma; Nadia Neri, Un'estrema compassione, Bruno Mondadori Editore, Milano 1999; Pascal Dreyer, Etty Hillesum. Una testimone del Novecento, Edizioni Lavoro, Roma 2000; Sylvie Germain, Etty Hillesum. Una coscienza ispirata, Edizioni Lavoro, Roma 2000; Wanda Tommasi, Etty Hillesum. L'intelligenza del cuore, Edizioni Messaggero, Padova 2002; Maria Pia Mazziotti, Gerrit Van Oord (a cura di), Etty Hillesum. Diario 1941-1943. Un mondo 'altro' e' possibile, Apeiron, Sant'Oreste (Roma) 2002; Maria Giovanna Noccelli, Oltre la ragione, Apeiron, Sant'Oreste (Roma) 2004; Luciana Breggia, Parole con Etty, Claudiana, Torino 2011.

 

9. PROFILI. DANIELA PADOAN

 

Daniela Padoan e' una prestigiosa giornalista e saggista femminista. Dalla bella rivista "Via Dogana" riprendiamo la seguente scheda di presentazione: "Daniela Padoan collabora con la televisione e la stampa, in particolare con 'Il manifesto'. Nel pensiero della differenza ha trovato un tassello mancante, degli elementi in piu' per la lettura di avvenimenti attuali e storici come la vicenda delle Madres de la Plaza de Mayo ("la lotta politica forse piu' radicale di questi decenni"), o la Shoah, che Daniela ha indagato in un suo libro, attraverso tre conversazioni con donne sopravvissute ad Auschwitz (Come una rana d'inverno, Bompiani, Milano 2004)". Opere di Daniela Padoan: Miti e leggende del mondo antico, Sansoni scuola, Firenze 1996; Miti e leggende dei popoli del mondo, Sansoni scuola, Firenze 1998; (a cura di), Un'eredita' senza testamento, Quaderni di "Via Dogana", Milano 2001; (a cura di), Il cuore nella scrittura. Poesie e racconti delle Madres de Plaza de Mayo, Quaderni di "Via Dogana", Milano 2003; Come una rana d'inverno, Bompiani, Milano 2004; Le Pazze. Un incontro con le Madri di Plaza de Mayo, Bompiani, Milano 2005; Ermanno Olmi. Il sentimento della realta', Editrice San Raffaele, Milano 2008.

 

10. PROFILI. PAT PATFOORT

 

Pat Patfoort, antropologa e biologa, e' impegnata nei movimenti nonviolenti e particolarmente nella formazione alla nonviolenza. Dal sito del Centro documentazione scuola dell'infanzia (www.centrodocumentazione.net) riprendiamo la seguente scheda: "Antropologa fiamminga belga e' docente, trainer e mediatrice a livello internazionale nel campo della trasformazione e della gestione nonviolenta dei conflitto sulla base di un approccio teorico da lei stessa elaborato; e' autrice di diversi libri e articoli, tradotti in varie lingue; e' cofondatrice e direttrice del Centro per La gestione nonviolenta del conflitto "De Vuurbloem" ("Il fiore di fuoco") a Brugge-Bruges, in Belgio. Tiene lezioni e conferenze in molte Universita' del mondo (Belgio, Italia, Olanda, Svezia, Spagna, Stati Uniti, Russia, ecc.); lavora con una grande varieta' di gruppi sia a livello educativo (con bambini, adolescenti, genitori, insegnanti, educatori), sia con adulti in situazioni di conflitto (relazioni familiari, colleghi di lavoro, prigionieri); ha svolto attivita' di facilitazione anche in progetti di dialogo e riconciliazione tra gruppi etnici in conflitto, come in Caucaso, Kossovo, Rwanda, Congo e Senegal; ha lavorato in collaborazione con i quaccheri, con organizzazioni cattoliche come Pax Christi o la Caritas, con istituzioni come l'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), il Consiglio d'Europa, il Ministero degli affari esteri belga e le Nazioni Unite". Tra le opere di Pat Patfoort: Una introduzione alla nonviolenza. Presentazione di uno schema di ragionamento, Edizioni del Movimento Nonviolento, Verona 1988; Costruire la nonviolenza. Per una pedagogia dei conflitti, La Meridiana, Molfetta (Bari) 1992; Io voglio, tu non vuoi. Manuale di educazione nonviolenta, Edizioni Gruppo Abele, Torino 2001; Difendersi senza aggredire. Il potere della nonviolenza, Edizioni Gruppo Abele, Torino 2006.

 

11. PROFILI. FERNANDA PIVANO

 

Fernanda Pivano, intellettuale italiana (Genova 1917 - Milano 2009) impegnata nei movimenti per i diritti civili, studiosa della cultura americana e personalmente intensamente partecipe delle piu' rilevanti esperienze di impegno civile, artistiche, letterarie e culturali nordamericane novecentesche (e particolarmente di quelle legate alla cultura ed alla militanza democratica e radicale, pacifista ed antirazzista, di opposizione e di contestazione, ed agli stili di vita alternativi), generosa maestra, amica della nonviolenza. Tra le opere di Fernanda Pivano: oltre a numerose e giustamente celebri traduzioni (tra cui la classica versione dell'Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Masters; la stupenda raccolta di poesie di Allen Ginsberg, Jukebox all'idrogeno; la fondamentale antologia Poesia degli ultimi americani), ha pubblicato tra altri volumi: La balena bianca e altri miti, 1961; America rosso e nera, 1964; Le belle ragazze, 1965; L'altra America negli anni Sessanta, 1971; "Pianeta Fresco", 1967; Beat hippie yippie, 1972, Mostri degli anni Venti, 1976, C'era una volta il beat, 1976, Hemingway, 1985. Dal sito di "Rai news 24" riprendiamo la seguente scheda: "Ferdinanda Pivano e' una figura di rilievo nella scena culturale italiana soprattutto per il suo contributo alla divulgazione della letteratura americana in Italia. Ha iniziato l'attivita' letteraria sotto la guida di Cesare Pavese nel 1943 con la traduzione dell'Antologia di Spoon River di Edgard Lee Masters. Da allora ha tradotto molti romanzieri americani (fra gli altri Faulkner, Hemingway, Fitzgerald, Anderson, Gertrude Stein) e a quasi tutte le traduzioni ha preposto lunghi saggi bio-socio-critici. Come talent scout editoriale ha suggerito la pubblicazione degli scrittori contemporanei piu' significativi d'America, da quelli citati degli Anni Venti e a quelli del dissenso nero (come Richard Wright) ai protagonisti del dissenso nonviolento degli anni Sessanta (quali Ginsberg, Kerouac, Burroughs, Ferlinghetti, Corso) agli autori ora giovanissimi quali Leavitt, McInerney, Ellis (per il quale ha scritto un lungo saggio che costituisce una breve storia del minimalismo letterario americano). Si e' presto affermata come saggista confermando in Italia un metodo critico basato sulla testimonianza diretta, sulla storia del costume e sull'indagine storico-sociale degli scrittori e dei fenomeni letterari. Opere di Fernanda Pivano: La balena bianca e altri miti, Mondadori, 1961, Il Saggiatore, 1995; America rossa e nera, Vallecchi, 1964; Beat hippie yippie, Arcana, 1972, Bompiani, 2004; Mostri degli anni Venti, Formichiere, 1976, Rizzoli, 1976; C'era una volta un Beat, Arcana 1976, Frassinelli, 2003; L'altra America negli anni Sessanta, Officina-Formichiere, 1971, 1993; Intervista a Bukowski, Sugar, 1982; Biografia di Hemingway, Rusconi, 1985; Cos'e' piu' la virtu', Rusconi, 1986; La mia kasbah, Rusconi, 1988, Marsilio, 1998; La balena bianca e altri miti, Il Saggiatore, 1995; Altri amici, Mondadori, 1996; Amici scrittori, Mondadori, 1996; Hemingway, Rusconi, 1996, Bompiani 2001; Dov'e' piu' la virtu', Marsilio, 1997; Viaggio americano, Bompiani, 1997; Album americano. Dalla generazione perduta agli scrittori della realta' virtuale, Frassinelli, 1997; I miei quadrifogli, Frassinelli, 2000; Dopo Hemingway. Libri, arte ed emozioni d'America, Pironti, 2000; Una favola, Pagine d'arte, 2001; Un po' di emozioni, Fandango, 2002; Mostri degli anni Venti, La Tartaruga, 2002; De Andre' il corsaro, con C. G. Romana e M. Serra, Interlinea, 2002; The beat goes on, Mondadori, 2004". Tra le piu' recenti pubblicazioni: Pagine americane. Narrativa e poesia 1943-2005, Frassinelli, 2005; I miei amici cantautori, Mondadori, 2005; (con William Willinghton), Spoon River, ciao, Dreams Creek, 2006; Ho fatto una pace separata, Dreams Creek, 2006; Lo scrittore americano e la ragazza per bene. Storia di un amore: Nelson Algren e Simone de Beauvoir, Pironti, 2007; Complice la musica. 30+1 cantautori italiani si raccontano a Fernanda Pivano, Rizzoli, 2008; Diari 1917-1973, Bompiani, 2008.

 

12. PROFILI. MARIANELLA SCLAVI

 

Marianella Sclavi, docente universitaria al Politecnico di Milano, antropologa, si occupa particolarmente di progettazione urbana partecipata e di formazione alla gestione nonviolenta dei conflitti. Tra le opere di Marianella Sclavi: Lotta di classe e organizzazione operaia, Mazzotta, Milano 1974; A una spanna da terra, Feltrinelli, Milano 1989, 1994, Bruno Mondadori, Milano 2005; Ridere dentro, Anabasi, Milano 1993; La signora va nel Bronx, Anabasi, Milano 1994, Bruno Mondadori, Milano 2006; Arte di ascoltare e mondi possibili, Bruno Mondadori, Milano 2003.

 

13. PROFILI. SUSAN SONTAG

 

Susan Sontag e' stata una prestigiosa intellettuale femminista e pacifista americana, nata a New York nel 1933, deceduta sul finire del 2004; acutissima interprete e critica dei costumi e dei linguaggi, fortemente impegnata per i diritti civili e la dignita' umana; tra i molti suoi libri segnaliamo alcuni suoi stupendi saggi, come quelli raccolti in Contro l'interpretazione e Stili di volonta' radicale, presso Mondadori; e Malattia come metafora, presso Einaudi; tra i suoi lavori piu' recenti segnaliamo particolarmente il notevole Davanti al dolore degli altri, Mondadori, Milano 2003. Tra le edizioni, le riedizioni e le ristampe recenti in italiano di opere di Susan Sontag: Stili di volonta' radicale, Mondadori, 1997; Contro l'interpretazione, Mondadori, 1997; Il benefattore, Mondadori, 1997; L'amante del vulcano, Mondadori, 1997; Io, eccetera, Mondadori, 2000; Malattia come metafora. Cancro e Aids, Mondadori, 2002; In America, Mondadori, 2003; Tradurre letteratura, Archinto, 2004; Sulla fotografia. Realta' e immagine nella nostra societa', Einaudi, 2004; Pellegrinaggio, Archinto, 2004;(con Tzvetan Todorov, Michael Ignatieff et alii), Troppo umano. La giustizia nell'era della globalizzazione, Mondadori, 2005; (con Kenzaburo Oe), La nobile tradizione del dissenso, Archinto, 2005; Davanti al dolore degli altri, Mondadori, 2006; Nello stesso tempo. Saggi di letteratura e politica, Mondadori, 2008.

 

14. PROFILI. WANDA TOMMASI

 

Wanda Tommasi e' docente di storia della filosofia contemporanea all'Universita' di Verona, fa parte della comunita' filosofica di "Diotima". Tra le opere di Wanda Tommasi: La natura e la macchina. Hegel sull'economia e le scienze, Liguori, Napoli 1979; Maurice Blanchot: la parola errante, Bertani, Verona 1984; Simone Weil: segni, idoli e simboli, Franco Angeli, Milano 1993; Simone Weil. Esperienza religiosa, esperienza femminile, Liguori, Napoli 1997; I filosofi e le donne, Tre Lune, Mantova 2001; Etty Hillesum. L'intelligenza del cuore, Edizioni Messaggero, Padova 2002; La scrittura del deserto, Liguori, Napoli 2004; Maria Zambrano. La passione della figlia, Liguori, Napoli 2007. Una recente intervista a Wanda Tommasi e' apparsa nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 302.

 

15. PROFILI. CHIARA ZAMBONI

 

Chiara Zamboni e' docente di filosofia del linguaggio all'Universita' di Verona, partecipa alla comunita' filosofica femminile di "Diotima". Tra le opere di Chiara Zamboni: Favole e immagini della matematica, Adriatica, 1984; Interrogando la cosa. Riflessioni a partire da Martin Heidegger e Simone Weil, IPL, 1993; L'azione perfetta, Centro Virginia Woolf, Roma 1994; La filosofia donna, Demetra, Colognola ai Colli (Vr) 1997; Parole non consumate. Donne e uomini nel linguaggio, Liguori, Napoli 2001; Sul femminile. Scritti di antropologia e religione, Citta' Aperta, Troina (En) 2004.

 

16. LIBRI. TANO GRASSO PRESENTA LA "STORIA DEL MOVIMENTO ANTIMAFIA" DI UMBERTO SANTINO

[Dal sito del Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo (per contatti: via Villa Sperlinga 15, 90144 Palermo, tel. 0916259789, fax: 0917301490, e-mail: csdgi at tin.it, sito:  www.centroimpastato.it) riprendiamo la seguente recensione del volume di Umberto Santino, Storia del movimento antimafia, Editori Riuniti University Press, Roma 2009, pubblicata sul "Corriere del Mezzogiorno" del 26 marzo 2010 col titolo "Antimafia, perche' la risposta 'emotiva' non funziona. L'analisi aggiornata di Umberto Santino".

Tano Grasso e' nato a Capo d'Orlando, in provincia di Messina, nel 1958; laureato in filosofia a Firenze, commerciante, presidente dell'Acio (l'Associazione dei Commercianti ed Imprenditori Orlandini fortemente impegnata contro il racket delle estorsioni, che ha denunciato i mafiosi e li ha fatti condannare in tribunale), poi parlamentare, membro della Commissione parlamentare antimafia, primo firmatario della proposta di legge contro l'usura, poi apprezzato Commissario Straordinario di Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, coordinatore nazionale della Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane. Ha dato un notevole contributo nella lotta contro il racket delle estorsioni, la mafia, l'usura. Nella presentazione del suo primo libro, Contro il racket (Laterza, Roma-Bari 1992), scriveva: "Caro lettore, cara lettrice, non sono uno scrittore, anche se sono l'autore del libro che hai nelle mani. Non sono un teorico, anche se gli studi di filosofia all'Universita' di Firenze mi hanno lasciato dentro il gusto di ragionare e di capire. Non sono un politico, anche se siedo sui banchi del Parlamento della Repubblica italiana. Sono un commerciante di scarpe. Insieme ad altri commercianti mi sono trovato a vivere un'esperienza incredibile. Anch'io, ancora oggi, quando ripenso a tutto quello che e' successo negli ultimi due anni, stento a crederci. La rivolta contro il racket, l'assassinio di Libero Grassi, i funerali, le interviste, gli studi televisivi, il processo, gli estorsori condannati, nuovi funerali, gli incontri nelle scuole, nelle piazze, nelle chiese, le mani strette per strada. Stento a crederci. (...) Questa e' la mia testimonianza, e non solo la mia". Tra le opere di Tano Grasso: Contro il racket, Laterza, Roma-Bari 1992; Ladri di vita, Baldini & Castoldi, Milano 1996; I fondi antiusura e antiracket, in Luciano Violante (a cura di), I soldi della mafia. Rapporto '98, Laterza, Roma-Bari 1998; con Vincenzo Vasile (a cura di), Non ti pago! Storie di estorsioni mafiose e di antiracket, suppl. a "L'Unita'", Roma 2005. Alcune opere sull'esperienza dell'Acio e della resistenza antimafiosa a Capo d'Orlando: Fulvio Abbate, Capo d'Orlando. Un sogno fatto in Sicilia, Theoria, Roma-Napoli 1993; Salvatore Costantino, A viso aperto. La resistenza antimafiosa di Capo d'Orlando, La Zisa, Palermo 1993.

Umberto Santino ha fondato e dirige il Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo. Da decenni e' uno dei militanti democratici piu' impegnati contro la mafia ed i suoi complici. E' uno dei massimi studiosi a livello internazionale di questioni concernenti i poteri criminali, i mercati illegali, i rapporti tra economia, politica e criminalita'. Tra le opere di Umberto Santino: (a cura di), L'antimafia difficile, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1989; Giorgio Chinnici, Umberto Santino, La violenza programmata. Omicidi e guerre di mafia a Palermo dagli anni '60 ad oggi, Franco Angeli, Milano 1989; Umberto Santino, Giovanni La Fiura, L'impresa mafiosa. Dall'Italia agli Stati Uniti, Franco Angeli, Milano 1990; Giorgio Chinnici, Umberto Santino, Giovanni La Fiura, Ugo Adragna, Gabbie vuote. Processi per omicidio a Palermo dal 1983 al maxiprocesso, Franco Angeli, Milano 1992 (seconda edizione); Umberto Santino e Giovanni La Fiura, Dietro la droga. Economie di sopravvivenza, imprese criminali, azioni di guerra, progetti di sviluppo, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1993; La borghesia mafiosa, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia come soggetto politico, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; Casa Europa. Contro le mafie, per l'ambiente, per lo sviluppo, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia interpretata. Dilemmi, stereotipi, paradigmi, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1995; Sicilia 102. Caduti nella lotta contro la mafia e per la democrazia dal 1893 al 1994, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1995; La democrazia bloccata. La strage di Portella della Ginestra e l'emarginazione delle sinistre, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1997; Oltre la legalita'. Appunti per un programma di lavoro in terra di mafie, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1997; L'alleanza e il compromesso. Mafia e politica dai tempi di Lima e Andreotti ai giorni nostri, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1997; Storia del movimento antimafia, Editori Riuniti, Roma 2000; La cosa e il nome. Materiali per lo studio dei fenomeni premafiosi, Rubbettino, Soveria Mannelli 2000; Dalla mafia alle mafie, Rubbettino, Soveria Mannelli 2006; Mafie e globalizzazione, Di Girolamo Editore, Trapani 2007; (a cura di), Chi ha ucciso Peppino Impastato, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 2008; Breve storia della mafia e dell'antimafia, Di Girolamo Editore, Trapani 2008. Su Umberto Santino cfr. la bibliografia ragionata "Contro la mafia. Una breve rassegna di alcuni lavori di Umberto Santino" apparsa su "La nonviolenza e' in cammino", da ultimo nel supplemento "Coi piedi per terra" nei nn. 421-425 del novembre 2010]

 

Quelli che a vario titolo, per passione, per studio, per militanza, si occupano di mafia e antimafia hanno tutti un debito con Umberto Santino e con i suoi scritti. Il fondatore del Centro siciliano di documentazione intitolato a Giuseppe Impastato, se e' stato un precursore continua ad essere un decisivo punto di riferimento teorico. I suoi saggi sulla "borghesia mafiosa" hanno illuminato, gia' negli anni Ottanta, le consolidate relazioni della mafia con settori delle classi dirigenti, delle professioni e dell'impresa: relazioni che oggi piu' che mai rappresentano un assoluto punto di forza della mafia; ancora, resta di grande attualita' la definizione di mafia, che ritroviamo anche nella Storia del movimento antimafia, un volume recentemente riproposto dagli Editori Riuniti in una nuova edizione aggiornata e integrata rispetto a quella del dicembre 2000: "La mafia e' un insieme di organizzazioni criminali che agiscono all'interno di un contesto relazionale, un blocco sociale di natura transclassista, al cui interno il ruolo dominante e' svolto dai soggetti illegali (i capimafia) e legali (politici e amministratori, imprenditori, professionisti) piu' ricchi e potenti (borghesia mafiosa)".

Per quanto poi ci riguarda piu' direttamente, dobbiamo a Santino la piu' convincente analisi del movimento antiracket che "ha come caratteristica il connubio tra interessi e valori": l'opposizione al racket se per un imprenditore e' difesa del frutto del proprio lavoro, per regole di liberta', per eque opportunita' di concorrenza, e' allo stesso tempo, nel momento in cui il rifiuto del pizzo si esprime nella forma organizzata dell'associazionismo antiracket, affermazione di valori, espressione di un'idea di partecipazione diretta alle vita delle istituzioni. Questa sensibilita' dello studioso palermitano non e' per nulla casuale essendo stato uno dei pochissimi ad apprezzare l'intero valore della denuncia di Libero Grassi in vita e a coglierne il significato "eversivo" rispetto a quel rapporto tra mondo imprenditoriale e mafia intestato alla piu' pacifica "convivenza" (se non "connivenza").

Da questa Storia emergono aspetti decisivi per comprendere le ragioni di una debolezza congenita ad un certo modo di "fare antimafia". Le esperienze analizzate, sia quelle degli anni Ottanta che quelle degli anni Novanta, quando sono il risultato di una sommatoria di sigle, "precarie, informali", e nascono come risposta emotiva, sono inevitabilmente condannate a vita effimera, a strumentalizzazioni politiche, a esasperati conflitti ideologici. Nel confronto con queste forme si comprende meglio il valore dell'associazionismo antiracket, una storia di venti anni (la prima associazione nacque nel 1990 a Capo d'Orlando) segnata da una attivita' costante, permanente, ma, soprattutto, da continua crescita ed espansione, anche se, come giustamente ricorda Santino, il movimento antiracket a differenza di quello contadino non ha acquisito "una reale dimensione di massa". Limite radicale che purtroppo non e' stato superato dalla nascita di nuove associazioni in realta' impermeabili dieci anni fa: a Napoli, a Gela, a Lamezia Terme e, finalmente, a Palermo; in questa nuova edizione, ad esempio, si coglie il valore della specificita' napoletana e come la nascita delle associazioni antiracket ha inciso direttamente sulla crescita del numero delle denunce. Al di la' dei limiti, pero', l'antiracket funziona per la specificita' della questione e dei conseguenti approcci organizzativi. Ad esempio, gli imprenditori partecipano alle associazioni attraverso un'adesione individuale, e non potrebbe che essere cosi': se l'obiettivo e' promuovere le denunce, non solo e indispensabile un atto di coraggio personale, ma la natura del rischio richiede la partecipazione alla gestione della propria sicurezza in un rapporto di intensa collaborazione con le forze dell'ordine. Le piu' importanti iniziative antiracket sono nate quasi tutte "a freddo", attraverso un lento percorso di aggregazione e di formazione degli operatori economici: non sono state il risultato di una risposta emotiva e si sono sottratte alle oscillazioni del ciclo entusiasmo/riflusso che, invece, ha caratterizzato molte altre esperienze. A questa alternativa si sottraggono le iniziative costruite sulla attivazione concreta di interessi: un altro esempio Santino lo offre con le attivita' di Libera legate alla gestione dei beni confiscati.

Insomma, anche l'antimafia della societa' civile puo' seriamente incidere, ed e' l'esempio piu' recente, come e' avvenuto con i giovani di Addiopizzo che sono riusciti a far percepire, in un'ampia fetta di opinione pubblica palermitana, il pizzo (e l'acquiescenza degli imprenditori) come disvalore.

 

17. APPELLI. PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Sostenere economicamente la segreteria nazionale del Movimento Nonviolento e' un buon modo per aiutare la nonviolenza in Italia.

Per informazioni e contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 

18. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Antoine de Saint-Exupery, Il Piccolo Principe, Bompiani, Milano 1949, 2004, pp. XII + 132.

- Antoine de Saint-Exupery, Pilota di guerra. Lettera a un ostaggio. Taccuini, Bompiani, Milano 1959, pp. 344.

- Antoine de Saint-Exupery, Terra degli uomini, Mursia, Milano 1968, Garzanti, Milano 1974, pp. 192.

- Antoine de Saint-Exupery, Volo di notte. Corriere del Sud, Mondadori, Milano 1932, 1988, pp. 240.

 

19. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

20. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 572 del 31 maggio 2011

 

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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