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Telegrammi. 592



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 592 del 20 giugno 2011

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Si e' svolto il 19 giugno a Viterbo un incontro di studio su "Resistenza nonviolenta contro guerra e razzismo"

2. Contro la guerra una proposta agli enti locali

3. Luciano Bonfrate: Come e' possibile esser cosi' sciocchi

4. Maria G. Di Rienzo: Ayat

5. Associazione "Respirare": Keith Haring, l'arte in difesa dei diritti umani. Il 23 giugno a Blera

6. Giuseppe Bedeschi: Radici

7. Londa Schiebinger:  Gli stereotipi fanno male alla salute

8. Michela Marzano: Un estratto da "La fedelta' o il vero amore"

9. Per sostenere il Movimento Nonviolento

10. Segnalazioni librarie

11. La "Carta" del Movimento Nonviolento

12. Per saperne di piu'

 

1. INCONTRI. SI E' SVOLTO IL 19 GIUGNO A VITERBO UN INCONTRO DI STUDIO SU "RESISTENZA NONVIOLENTA CONTRO GUERRA E RAZZISMO"

 

Domenica 19 giugno si e' svolto a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace" un incontro di studio su "Resistenza nonviolenta contro guerra e razzismo".

Nell'incontro e' stata ribadita l'illegalita' della partecipazione italiana alle guerre in corso in Afghanistan e in Libia, e l'illegalita' della persecuzione razzista dei migranti.

Concludendo l'incontro, il responsabile della struttura pacifista viterbese ha riassuntivamente espresso il dovere morale e civile di ogni persona che non voglia essere complice dei gravissimi crimini contro l'umanita' di cui il governo italiano si sta macchiando.

"E' diritto e dovere del popolo italiano ottenere l'immediato ritorno al rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana, che proibisce tanto quelle guerre quanto quella persecuzione.

E' diritto e dovere di ogni persona di retto sentire e di volonta' buona opporsi alle stragi ed agli altri crimini di cui le guerre e la persecuzione razzista consistono.

E' indispensabile contrastare le guerre assassine ed il colpo di stato razzista.

Ed e' indispensabile che questa opposizione alle stragi e alle persecuzioni si caratterizzi come rigorosamente nonviolenta, fedele allo spirito e alla lettera della Costituzione della Repubblica Italiana e della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Contro guerra e razzismo occorre una resistenza nonviolenta per salvare le vite umane e per ripristinare la legalita' infranta dal governo golpista e assassino".

 

2. INIZIATIVE. CONTRO LA GUERRA UNA PROPOSTA AGLI ENTI LOCALI

[Riproponiamo il seguente appello]

 

Proponiamo a tutte le persone amiche della nonviolenza di inviare al sindaco del Comune, al presidente della Provincia ed al presidente della Regione in cui si risiede, una lettera aperta (da diffondere quindi anche a tutti i membri del consiglio comunale, provinciale, regionale, ed ai mezzi d'informazione) con cui chiedere che l'assemblea dell'ente locale approvi una deliberazione recante il testo seguente o uno analogo.

*

"Il Consiglio Comunale [Provinciale, Regionale] di ... ripudia la guerra, nemica dell'umanita'.

Il Consiglio Comunale [Provinciale, Regionale] di ... riconosce, rispetta e promuove la vita, la dignita' e i diritti di ogni essere umano.

Richiede al Governo e al Parlamento che cessi la partecipazione italiana alle guerre in corso.

Richiede al Governo e al Parlamento che si torni al rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana.

Richiede al Governo e al Parlamento che l'Italia svolga una politica internazionale di pace con mezzi di pace, per il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti, per il riconoscimento e l'inveramento di tutti i diritti umani per tutti gli esseri umani.

Solo la pace salva le vite".

 

3. RIFLESSIONE. LUCIANO BONFRATE: COME E' POSSIBILE ESSER COSI' SCIOCCHI

 

Come e' possibile esser cosi' sciocchi

da non capire che tante uccisioni

commesse proprio sotto i nostri occhi

dalla armi nostre, dalle coalizioni

 

di cui l'Italia e' parte, avranno sbocchi

inevitabili, ripercussioni

da cui saremo tutti infine tocchi

e rotti, ne' varranno piu' ragioni

 

dinanzi alla furia sanguinaria

della vendetta dei sopravvissuti

che ci restituiranno la cibaria

 

di odio e fuoco, di veleno e sputi

che vomitammo loro giu' dall'aria

orrenda orgia dei morti e dei bruti.

 

4. APPELLI. MARIA G. DI RIENZO: AYAT

[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59 at libero.it) per questo intervento.

Maria G. Di Rienzo e' una delle principali collaboratrici di questo foglio; prestigiosa intellettuale femminista, saggista, giornalista, narratrice, regista teatrale e commediografa, formatrice, ha svolto rilevanti ricerche storiche sulle donne italiane per conto del Dipartimento di Storia Economica dell'Universita' di Sydney (Australia); e' impegnata nel movimento delle donne, nella Rete di Lilliput, in esperienze di solidarieta' e in difesa dei diritti umani, per la pace e la nonviolenza. Tra le opere di Maria G. Di Rienzo: con Monica Lanfranco (a cura di), Donne disarmanti, Edizioni Intra Moenia, Napoli 2003; con Monica Lanfranco (a cura di), Senza velo. Donne nell'islam contro l'integralismo, Edizioni Intra Moenia, Napoli 2005. Cfr. il suo blog lunanuvola.wordpress.com Un piu' ampio profilo di Maria G. Di Rienzo in forma di intervista e' in "Notizie minime della nonviolenza" n. 81; si veda anche l'intervista in "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 250, e quella nei "Telegrammi" n. 425]

 

Che volto ha il vento del cambiamento nel Bahrain? Quello di Ayat al-Qarmezi, ventenne, donna, poetessa. Nel febbraio scorso, Ayat ha preso la parola pubblicamente durante un raduno di piazza che intendeva chiedere riforme al governo del paese. Ha recitato una sua poesia, che conteneva questi versi: "Noi siamo la gente che uccidera' l'umiliazione ed assassinera' la miseria / Non udite i loro pianti? Non udite le loro grida?". Per questo la sua casa e' stata devastata dalla polizia, i suoi fratelli minacciati di morte se lei non fosse stata consegnata, ed e' infine stata condannata il 12 giugno ad un anno di prigione.

Sono passati sei miseri giorni in cui, fino ad ora, i suoi carcerieri le hanno frustato il viso con un cavo elettrico, l'hanno tenuta in una cella minuscola a temperatura da congelamento e l'hanno costretta a pulire le tazze dei bagni con le nude mani.

Pensarci mi causa sofferenza, ma nulla di quel che le hanno fatto mi sorprende. Il volto di Ayat e' un volto di donna, il volto di Ayat e' la speranza e la trasformazione, e le sue mani hanno prodotto bellezza. Ascoltate:

"Noi non viviamo in un palazzo

e non cerchiamo il potere

noi siamo le persone che

frantumano l'umiliazione

e rigettano l'oppressione

con la pace come nostro strumento

noi siamo le persone che

non vogliono che altri vivano nelle Ere Oscure".

Amnesty International, Human Rights Watch ed il quotidiano britannico "The Independent" stanno vivacemente protestando per il trattamento inflitto alla giovane donna e ad altri prigionieri arrestati per aver partecipato a dimostrazioni e condannati da tribunali militari. La risposta del governo del Bahrain, per il momento, e' che fara' causa al quotidiano inglese (difficile farla alle organizzazioni pro diritti umani...) per aver "orchestrato una campagna diffamatoria" nei suoi confronti. Non credo che sia legalmente possibile, ma qualche idiozia dovevano pur dirla. D'altronde, il 16 giugno "The Independent" titolava: "Liberate Ayat subito, dice Amnesty al regime di Bahrain", un delitto davvero senza pari... non c'e' paragone con le torture che Ayat ha subito.

Vediamo se riesco a farmi denunciare anch'io. Alle autorita' del Bahrain: Liberate Ayat al-Qarmezi. Liberatela. Liberatela subito. Non affamateci di un'altra sorella mancante, non deprivateci del suo viso e delle sue mani, non toglieteci le sue poesie.

*

Non ho trovato la petizione a suo sostegno sul sito italiano di Amnesty International, ma su quello inglese c'e': http://action.amnesty.org.uk/ea-action/action?ea.client.id=1194&ea.campaign.id=10918

 

5. INCONTRI. ASSOCIAZIONE "RESPIRARE": KEITH HARING, L'ARTE IN DIFESA DEI DIRITTI UMANI. IL 23 GIUGNO A BLERA

[Riceviamo e diffondiamo]

 

Si svolgera' giovedi' 23 giugno 2011, alle ore 17,30, presso la biblioteca comunale di Blera (Vt), una conferenza pubblica su "Keith Haring, segno artistico e impegno civile"; relatrice la critica d'arte Giselle Dian. L'iniziativa e' promossa dalla Cooperativa agricola "Il Vignale". Per informazioni: tel. 3475988431 - 3478113696; e-mail: ilvignale at gmail.com

Attraverso una puntuale ricognizione del tragitto intellettuale e della poliedrica produzione artistica del pittore americano emergeranno temi decisivi del nostro tempo: la difesa dei diritti e della dignita' umana, la difesa della natura, l'arte come forma di conoscenza ed esperienza di solidarieta'.

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L'associazione "Respirare"

Viterbo, 19 giugno 2011

L'associazione "Respirare" e' stata promossa a Viterbo da associazioni e movimenti ecopacifisti e nonviolenti, per il diritto alla salute e la difesa dell'ambiente.

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Notizia su Giselle Dian

Giselle Dian, studiosa di fenomeni artistici e comunicazione multimediale, collaboratrice del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo, fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta"; nel 2010 ha realizzato un ampio studio su Keith Haring dal titolo "Keith Haring: segno artistico, gesto esistenziale, impegno civile", per il quale ha anche effettuato una serie di interviste a varie personalita' di vari campi del sapere (critici d'arte, filologi, filosofi, psicologi, sociologi, storici, operatori sociali, studiosi dei nuovi linguaggi artistici e dei media...). Ha pubblicato saggi, interviste e recensioni sul quotidiano telematico "La nonviolenza e' in cammino".

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Notizia su Keith Haring

Keith Haring nasce il 4 maggio 1958 a Reading in Pennsylvania; primo ed unico maschio di quattro figli. Il padre e' il caporeparto di una societa' elettrica mentre la madre e' casalinga. In occasione della visita all'Hirshhorn Museum a Washington ammira le opere di Andy Warhol, che lasciano in lui una profonda traccia. Nel 1976 si iscrive all'Ivy School of Professional Art di Pittsburgh scegliendo l'indirizzo di grafica pubblicitaria, ma dopo i primi due semestri abbandona la scuola dedicandosi solo ed esclusivamente all'arte. Nel 1978 si trasferisce a New York, citta' che gli avrebbe offerto maggiori possibilita'. Qui si iscrive alla School of Visual Arts (Sva). Cerca il contatto con il pubblico esponendo i suoi disegni in locali pubblici e per le strade. Stringe rapporti di amicizia con artisti come Kenny Scharf e Jean-Michel Basquiat. Dal 1980 attira l'attenzione con i subway drawings, ovvero decorando gli spazi pubblicitari liberi all'interno della metropolitana di New York. Decide in seguito di lasciare la Sva e comincia ad organizzare diverse mostre collettive al Club 57 e al Mudd Club. Nel 1982 Tony Shafrazi diventa il gallerista di Haring. Per la sua prima personale l'artista fa uso per la prima volta di quadri di grande formato. I contatti con il panorama della pittura murale lo avvicinano a LA II, un giovane graffitista con il quale collabora. In poco tempo la sua fama cresce e viene conosciuto nei Paesi Bassi, in Belgio, in Giappone. In Italia espone alla galleria Lucio Amelio di Napoli. L'artista tiene lezioni di disegno presso le scuole di New York, Amsterdam, Londra, Tokyo e Bordeaux. Nel 1985 espone per la prima volta le proprie sculture in acciaio e alluminio alla Galleria di Leo Castelli di New York. In questo periodo cresce il suo impegno politico e si schiera contro l'apartheid. Nel  1986 apre il primo Pop Shop a Soho con l'obiettivo del contatto con il pubblico. Dopo aver contratto l'infezione da Hiv realizza dipinti sempre piu' duri e taglienti affiancati da un impegno legato alla ricerca contro l'Aids. Durante gli ultimi anni di vita esegue pitture murali a Barcellona, Chicago e Pisa, dove dipinge una facciata della Chiesa di Sant'Antonio con il murale intitolato "Tuttomondo". In questi anni crea una fondazione che ha il compito di promuovere progetti per l'infanzia e sostenere le organizzazioni impegnate nella lotta contro l'Aids. Haring muore di Aids il 16 febbraio 1990. Tra gli scritti e le interviste di Keith Haring: Diari, Mondadori, Milano 2001, 2007; L'ultima intervista, Abscondita, Milano 2010; tra le opere su Keith Haring: Renato Barilli, Haring, "Art dossier" Giunti, Firenze 2000; Alexandra Kolossa, Keith Haring, Taschen, Koln 2005; Christina Clausen, The universe of Keith Haring, Feltrinelli, Milano 2010 (libro + dvd); un sito di riferimento: Keith Haring Foundation, www.haring.com

 

6. RIFLESSIONE. GIUSEPPE BEDESCHI: RADICI

[Dal "Corriere della sera" dell'8 maggio 2011 col titolo "La nascita dei diritti umani e le radici dell'Occidente cristiano" e il sommario "Vita, liberta' e beni sono infatti diritti naturali insopprimibili".

Giuseppe Bedeschi e' storico della filosofia e docente universitario. Tra le opere di Giuseppe Bedeschi: Alienazione e feticismo nel pensiero di Marx, Bari, Laterza, 1968; Introduzione a Lukacs, Bari, Laterza, 1970; Politica e storia in Hegel, Roma-Bari, Laterza, 1973; Introduzione a Marx, Roma-Bari, Laterza, 1981; La parabola del marxismo in Italia: 1945-1983, Roma-Bari, Laterza, 1983; Introduzione a La scuola di Francoforte, Roma-Bari, Laterza, 1985; Storia del pensiero liberale, Roma-Bari, Laterza, 1990; Il pensiero politico di Hegel, Roma-Bari, Laterza, 1993; Il pensiero politico di Tocqueville, Roma-Bari, Laterza, 1996; La fabbrica delle ideologie: il pensiero politico nell'Italia del Novecento, Roma-Bari, Laterza, 2002; Liberalismo vero e falso, Firenze, Le lettere, 2008; Il rifiuto della modernita': saggio su Jean-Jacques Rousseau, Firenze, Le lettere, 2010]

 

Nel suo ultimo libro (Dalla citta' sacra alla citta' secolare, Rubbettino editore) Luciano Pellicani sviluppa una amichevole polemica con me, poiche' tempo fa gli avevo obiettato (recensendo su una rivista il suo precedente libro Le radici pagane dell'Europa) che senza la rivoluzione spirituale attuata dal cristianesimo la nostra civilta' non sarebbe nemmeno concepibile. In quella occasione ricordavo a Pellicani un bellissimo passo dalle Lezioni sulla filosofia della storia di Hegel: "Completamente scevro di ogni particolarita' individuale, l'uomo, in se' e per se', e cioe' gia' per il solo fatto di essere uomo, ha quindi (nel cristianesimo) un valore infinito, e appunto questo infinito valore abolisce ogni particolarita' di nascita e di patria. Egli non conta in quanto ebreo o in quanto greco, o per alta o bassa estrazione: conta in quanto uomo. Dove il cristianesimo e' reale, non ci puo' essere schiavitu'".

A questa affermazione di Hegel Pellicani obietta che il cristianesimo in realta' non ha una concezione universalistica dei diritti umani, poiche' esso ha discriminato gli uomini fra figli della luce e figli delle tenebre, fra credenti e non-credenti: due famiglie spirituali concepite in modo tale che fra di esse - come si legge in Gregorio di Nissa - non sono immaginabili "compromessi o mediazioni". Infatti, per la nuova religione, i credenti erano "figli di Dio", e i miscredenti "figli del Diavolo" (Prima lettera di Giovanni, 3, 10). Inoltre, dice Pellicani, per molto tempo il cristianesimo ha tollerato o addirittura giustificato la schiavitu'. Si legge nella Lettera agli Efesini (6, 5-7) di San Paolo: "Schiavi, obbedite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore, con semplicita' di spirito, come a Cristo"... E affermazioni analoghe si trovano in altre lettere paoline. Dunque, conclude Pellicani, la verita' e' che la concezione universalistica dei diritti umani si e' affermata - attraverso una serie infinita di conflitti di interessi e di valori - solo a partire dal momento in cui e' stata cancellata la distinzione-discriminazione fra credenti - "figli di Dio" - e miscredenti - "figli del Diavolo". "E cio' e' avvenuto - non lo si ripetera' mai abbastanza - grazie alla rivoluzione culturale attuata dall'Illuminismo".

Io penso che le cose siano un po' piu' complicate di come Pellicani le prospetta. E credo che per orientarsi su una tematica cosi' complessa sia opportuno considerare il cristianesimo in alcune sue manifestazioni storiche. Ora, la storia ci dice che la prima grande teoria, espressa nel mondo moderno, dei diritti inviolabili e imprescrittibili della persona e' stata elaborata da un pensatore profondamente cristiano, John Locke, la cui dottrina ha avuto una enorme importanza per la civilta' occidentale. Nel Secondo trattato sul governo (1690) Locke afferma che il potere politico, che viene istituito dagli uomini al fine di proteggere la loro vita, la loro liberta' e i loro beni, non puo' avere piu' diritti di quelli che gli vengono trasmessi. Vita, liberta' e beni sono infatti diritti naturali insopprimibili; e "le obbligazioni della legge di natura - dice Locke - non cessano nella societa', ma in molti casi diventano piu' coattive". Tutte queste affermazioni Locke puo' farle sulla base della sua concezione giusnaturalistica di ispirazione cristiana, come e' dimostrato dai suoi fondamentali Saggi sulla legge naturale, che egli compose quando era poco piu' che trentenne.

Inoltre, quando noi parliamo dei diritti dell'uomo e del cittadino, il nostro pensiero va subito, prima di tutto, alla Dichiarazione francese dell'Ottantanove. Ma quella Dichiarazione ha alle proprie spalle i Bill of Rights degli stati americani (Massachusetts, Virginia, North Carolina, Maryland, ecc.), che i rivoluzionari francesi conoscevano molto bene. Senza le Dichiarazioni dei diritti degli stati americani, la Dichiarazione francese dell'Ottantanove non e' nemmeno concepibile (come ha mostrato assai bene Georg Jellinek nel suo classico saggio su La dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino). Ma - ha affermato Jellinek - "l'idea di fissare in forma di legge i diritti innati, inalienabili e sacri dell'individuo non e' di origine politica, bensi' di origine religiosa. Cio' che fino ad oggi e' stato considerato opera della Rivoluzione, fu in verita' un frutto della Riforma e delle sue lotte". Vide molto bene Alexis de Tocqueville, nel suo capolavoro sulla democrazia americana, che una radice di fondamentale importanza di tale democrazia era da cercare nel fatto che la maggior parte degli emigranti in America apparteneva a quella setta inglese che per l'austerita' dei suoi principi era chiamata puritana. "Perseguitati dal governo della madre patria, feriti nel rigore dei loro principi dall'andamento quotidiano della societa' nel cui seno vivevano, i puritani cercarono una terra cosi' barbara e cosi' abbandonata dal mondo, in cui essi potessero vivere a modo loro e pregare Dio in liberta'".

Come sottovalutare queste radici cristiane della nostra civilta'?

 

7. RIFLESSIONE. LONDA SCHIEBINGER: GLI STEREOTIPI FANNO MALE ALLA SALUTE

[Dal sito www.ingenere.it riprendiamo il seguente articolo (con il consenso dell'autrice nella traduzione italiana sono stati apportati alcuni tagli - nel sito e' disponibile anche la versione originale).

Londa Schiebinger e' professoressa di Storia della scienza presso la Stanford University e direttore del progetto Ee/Us Gendered Innovations in Science, Medicine, and Engineering. E' considerata un'autorita' internazionale sulle questioni di genere nella scienza e nella tecnologia e ha affrontato queste tematiche per le Nazioni Unite nel 2011. E' autrice di numerosi libri tra cui The Mind Has No Sex? Women in the Origins of Modern Science; Nature's Body: Gender in the Making of Modern Science e Gendered Innovations in Science and Engineering]

 

La ricerca sugli ultimi vent'anni ha dimostrato che la disparita' di genere insita nella societa' ha influenzato la scienza, la medicina e l'ingegneria. Il pregiudizio di genere presente nella ricerca riduce il potenziale beneficio che scienza e tecnologia possono portare alla societa'. Inoltre tale pregiudizio puo' causare danni economici: fra il 1997 e il 2000, dieci farmaci sono stati ritirati dal mercato statunitense per effetti dannosi sulla salute, tali da mettere a rischio la vita. Quattro di questi erano piu' pericolosi per le donne che per gli uomini. Si e' capito che il problema e' nato dagli studi pre-clinici, che erano stati condotti principalmente su animali di sesso maschile.

E' estremamente importante individuare il pregiudizio di genere e capire come questo operi, ma l'analisi non deve limitarsi a questo piano: concentrarsi sulla parzialita' che privilegia un genere sull'altro non e' una strategia vincente. Attualmente gli esperti di genere stanno spostando l'attenzione dalla mera azione critica a un programma di ricerca in positivo che utilizzi l'analisi di genere come risorsa per favorire l'eccellenza nella scienza, nella medicina e nella tecnologia.

E' necessario sviluppare metodi di analisi di sesso e genere che possano essere facilmente utilizzati da scienziati e ingegneri, come suggerito nel "Genset Consensus Report 2010" dell'Unione Europea e in un convegno di esperti delle Nazioni Unite su Genere, Scienza e Tecnologia che si e' svolto nel 2010 (1). Le analisi di sesso e genere agiscono come ulteriori controlli, insieme a molti altri, per dotare di rigore critico la ricerca, la politica e l'attivita' nella scienza, medicina e ingegneria.

Di seguito, illustro tre esempi del modo in cui l'analisi di sesso e genere abbia portato a cambiamenti positivi, o "innovazioni di genere" nella scienza, medicina e ingegneria. Ogni esempio presenta un problema, il metodo di analisi di genere in grado di risolvere tale problema, e la soluzione, o innovazione di genere.

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1. Le cinture di sicurezza

Il problema. Le cinture di sicurezza convenzionali non sono adeguate per le donne in stato di gravidanza e in un urto automobilistico frontale a 56 Km/h il feto puo' riportare danni fino al 75% dei casi. Milioni di donne incinta guidano quotidianamente, quindi l'uso delle cinture di sicurezza in gravidanza e' di estrema importanza. Le prime cinture di sicurezza furono montate sulle automobili negli anni '50 e il loro uso si e' diffuso dalla fine degli anni '80. Ma solo nel 1996 i ricercatori hanno pensato a usare manichini di gestanti per analizzare la sicurezza delle donne in gravidanza negli incidenti automobilistici. Ancora oggi, in molti paesi non vengono usati manichini di gestanti nel collaudo per la sicurezza delle automobili.

Metodi di analisi. E' importante chiarire quali supposizioni a priori vengano fatte nella mente che ispira il progetto. In gran parte della progettazione ingegneristica, gli uomini vengono considerati come modello di base; le donne sono analizzate in un secondo momento e spesso esaminate come se fossero una deviazione dalla norma. Questo significa che le donne sono tagliate fuori dalla fase di "ideazione" e ne consegue che molti dispositivi sono modificati per le donne, semmai, solo successivamente. In questo caso, la cintura di sicurezza "a tre punti" e' stata progettata senza tenere conto del caso di donne in gravidanza. Molti anni dopo e' stata sviluppata una cintura supplementare all'altezza del grembo (per mantenere la cintura convenzionale in posizione) a correzione del progetto originale. Un progetto completamente nuovo sarebbe una soluzione migliore, forse una cintura "a quattro punti" potrebbe funzionare senza altri sostegni. I dispositivi dovrebbero essere progettati sin dalla fase iniziale per una popolazione la piu' vasta possibile.

Innovazioni di genere. Una soluzione per il collaudo della sicurezza automobilistica arriva dalla Svezia. "Linda" della Volvo, progettata nel 2002 dall'ingegnere meccanico Laura Thackray, e' il primo manichino di gestante al mondo, simulato al computer per le prove d'incidente automobilistico. "Linda" fornisce dati che permettono di creare un modello relativo agli effetti dell'impatto ad alta velocita' sul feto.

Ulteriori considerazioni: L'uso di metodi di analisi di sesso e genere sin dall'inizio aiuterebbe gli ingegneri a prevedere il caso di donne in gravidanza. Il campionamento aiuta i progettisti a studiare le popolazioni di utenti e ad includere sia uomini che donne nello sviluppo del progetto. Tali uomini e donne dovrebbero costituire un campione rappresentativo di diverse regioni, classi sociali, eta', fertilita', eccetera. L'analisi per sesso favorisce l'osservazione di caratteristiche sesso-specifiche da parte dei progettisti. La gravidanza non dovrebbe essere trascurata.

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2. L'osteoporosi

Il problema. E' importante capire che il termine "genere" si riferisce tanto alle donne quanto agli uomini. Generalmente si ritiene che l'osteoporosi colpisca le donne in menopausa e storicamente gli uomini sono stati esclusi dalla ricerca su questa malattia. Attualmente i criteri per la diagnosi dell'osteoporosi si basano sul rapporto fra densita' minerale ossea e rischio di frattura in donne bianche in menopausa e la conseguenza e' che l'osteoporosi spesso non e' diagnosticati negli uomini. Eppure, un terzo delle fratture dell'anca causate da osteoporosi colpisce gli uomini, che presentano anche un piu' elevato indice di mortalita' rispetto alle donne per questo tipo di lesioni.

Metodi di analisi. L'esame per sesso nei protocolli diagnostici di riferimento ha infranto lo schema legato al genere e ha posto l'attenzione sulla comprensione dell'osteoporosi negli uomini.

Innovazioni di genere. In conseguenza di cio', gli uomini iniziano ad essere inclusi nei criteri di diagnosi.

Ulteriori considerazioni. Gli esperti di genere abitualmente non hanno studiato come la scienza e la tecnologia trascurino gli uomini. I passeggini e i carrelli della spesa sono due oggetti progettati per le donne, piu' che per gli uomini. In questi casi, le relazioni di genere (il fatto che siano per lo piu' le donne a prendersi cura dei figli piccoli e a fare la spesa, nei paesi sviluppati) si riflettono sugli oggetti quotidiani. Tali oggetti tendono a rafforzare ancor di piu' la disparita' nelle relazioni fra generi.

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3. L'acqua potabile

Il problema. Milioni di persone nel mondo non dispongono di una fonte d'acqua affidabile ed efficiente.

Metodi di analisi. L'analisi della divisione sociale del lavoro aiuta i ricercatori a individuare chi in una comunita' possiede le conoscenze necessarie per un determinato progetto. Le donne, tradizionalmente deputate all'approvvigionamento di acqua, hanno spesso conoscenze specializzate per quanto riguarda le fonti d'acqua. La ricerca partecipativa richiede che le donne siano coinvolte nello sviluppo dei progetti sin dall'inizio.

Innovazioni di genere. La divisione del lavoro nelle societa' della maggior parte dell'Africa sub-sahariana prevede che siano le donne ad occuparsi dell'approvvigionamento d'acqua. Quindi le donne hanno una conoscenza dettagliata dei suoli e di quanta acqua producano. Le squadre di ingegneri civili chiamati a decidere la localizzazione dei pozzi hanno riconosciuto che affidarsi alle conoscenze delle donne per le perforazioni assicura rendimenti d'acqua superiori. Uno studio sui progetti riguardanti l'acqua condotto su 88 comunita' ha rivelato che il coinvolgimento delle donne in processi decisionali democratici ha piu' che raddoppiato le possibilita' del progetto di rientrare nel miglior 15% dei casi di successo.

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Ulteriori indicazioni

Per avviare il cambiamento, possono essere utili delle linee guida. Si forniscono quindi le seguenti:

a) Garantire una formazione sulle metodologie di genere agli attuali ricercatori e valutatori.

b) Responsabilizzare l'alta direzione per lo sviluppo di criteri di valutazione che prevedano un corretto funzionamento dell'analisi di genere nella ricerca. Ci sono diversi modi per incoraggiare i ricercatori a sviluppare competenze nell'analisi di sesso e di genere:

I. Gli enti finanziatori (privati, nazionali, internazionali) possono fornire fondi supplementari ai richiedenti che prevedano metodologie di genere nei progetti di ricerca. Il sesso deve essere preso in considerazione ogniqualvolta siano coinvolti organismi sessuati (cellule, cavie da laboratorio, umani). Il sesso e il genere devono essere valutati quando siano coinvolti esseri umani.

II. Le commissioni che decidono assunzioni e promozioni possono valutare i ricercatori e gli educatori anche in base alle loro capacita' nell'analisi di genere. La conoscenza e l'applicazione di metodologie di genere puo' essere un elemento da tenere in considerazione per le assunzioni e promozioni.

III. Gli editori di riviste scientifiche che pubblicano articoli sottoposti a referaggio possono favorire l'uso di raffinate metodologie di genere nella valutazione degli articoli da pubblicare. Alcune riviste applicano gia' questo criterio: il "Journal of the American College of Cardiology", e "Circulation", la rivista dell'American Heart Association. "Nature" sta esaminando la possibilita' di adottare questa linea.

IV. Formare la nuova generazione sui metodi di analisi di sesso e genere. L'analisi di sesso e genere dovrebbe essere materia d'insegnamento durante tutto il corso di studi a livello di scuola primaria, secondaria e terziaria.

L'innovazione e' stata posta al centro della strategia di Europa 2020. Le innovazioni di genere nella scienza, nella medicina e nell'ingegneria utilizzano l'analisi di sesso e genere come risorsa per stimolare la creativita'. Possiamo permetterci di ignorare queste opportunita'?

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Note

1. Genset (2010), Indicazioni per agire sulla dimensione di genere nella scienza. London: Portia; Gruppo di Esperti su Genere, Scienza e Tecnologia delle Nazioni Unite, Parigi, 28 settembre - primo ottobre 2010. Riferimenti a questo articolo si trovano nel lavoro di Londa Schiebinger per le Nazioni Unite "Genere, Scienza e Tecnologia" all'indirizzo web www.un.org/womenwatch/daw/egm/gst_2010/index.html

 

8. LIBRI. MICHELA MARZANO: UN ESTRATTO DA "LA FEDELTA' O IL VERO AMORE"

[Dal quotidiano "La Repubblica" del 9 maggio 2011 col titolo "Perché il vero amore ha bisogno di fedelta'", il sommario "E' una promessa tacita e fragile mai al riparo dalla delusione fondata sulla prossimita' amorosa che permette a due individui di trovarsi continuamente" e la nota "Anticipiamo un brano da La fedelta' o il vero amore della Marzano, Il nuovo melangolo, pp. 160, euro 13".

Su Michela Marzano dalla Wikipedia estraiamo la seguente scheda: "Maria Michela Marzano (Roma, 20 agosto 1970) e' una filosofa e docente italiana, residente in Francia. Nata nel 1970 a Roma, ha studiato all'universita' di Pisa e alla Scuola Normale Superiore. Dopo aver conseguito un dottorato di ricerca in filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa, è diventata docente all'Università di Parigi V (René Descartes), dove è attualmente professore ordinario. Autrice di numerosi saggi e articoli di filosofia morale e politica, ha curato il "Dictionnaire du corps" (PUF, 2007). Si occupa di filosofia morale e politica e in particolar modo del posto che occupa al giorno d'oggi l'essere umano, in quanto essere carnale. L'analisi della fragilità della condizione umana rappresenta il punto di partenza delle sue ricerche e delle sue riflessioni filosofiche. Ambiti di ricerca: il corpo umano e il suo statuto etico; etica sessuale; etica medica; aspetti teorici del ragionamento morale e delle norme e dei valori che possono giustificare una condotta. Bibliografia: a) in francese: Penser le corps, Presses universitaires de France 2002; La fidelite' ou l'amour a' vif, Hachette 2005; Alice au pays du porno (con Claude Rozier), Ramsay 2005; Le Corps: Films X : Y jouer ou y etre, entretien avec Ovidie, Autrement 2005; Je consens, donc je suis... Ethique de l'autonomie, Puf 2006; Malaise dans la sexualite', J.C. Lattes 2006; La philosophie du corps, Puf 2007; Dictionnaire du corps, Puf 2007; La mort spectacle, Gallimard 2007; La pornographie ou l'epuisement du desir, Buchet-Chastel, 2003, Hachette 2003, 2007; L'ethique appliquee, Puf 2008; Extension du domaine de la manipulation, de l'entreprise a' la vie privee, Grasset et Fasquelle 2008; Visage de la peur, Puf 2009; Le Fascisme. Un encombrant retour?, Larousse 2009). b) in italiano: Straniero nel corpo. La passione e gli intrighi della ragione. Milano, Giuffre' Editore, 2004; Estensione del dominio della manipolazione. Dalla azienda alla vita privata. Milano, Mondadori, 2009; Critica delle nuove schiavitu'. Lecce, Pensa MultiMedia, 2009 (con Yves Charles Zarka e Christian Delacampagne); Sii bella e stai zitta. Perche' l'Italia di oggi offende le donne, Milano Mondadori, 2010; La filosofia del corpo, Il Melangolo, 2010; Etica oggi. Fecondazione eterologa, "guerra giusta", nuova morale sessuale e altre questioni contemporanee, Edizioni Erickson, 2011".

Lev Tolstoj, nato nel 1828 e scomparso nel 1910, non solo grandissimo scrittore, ma anche educatore e riformatore religioso e sociale, propugnatore della nonviolenza. Opere di Lev Tolstoj: tralasciando qui le opere letterarie (ma cfr. almeno Tutti i romanzi, Sansoni, Firenze 1967; e Tutti i racconti, Mondadori, Milano 1991, 2005), della gigantesca pubblicistica tolstojana segnaliamo particolarmente almeno Quale scuola, Emme, Milano 1975, Mondadori, Milano 1978; La confessione, SE, Milano 1995; Perche' la gente si droga? e altri saggio su societa', politica, religione, Mondadori, Milano 1988; Il regno di Dio e' in voi, Bocca, Roma 1894, poi Publiprint-Manca, Trento-Genova 1988; l'antologia Tolstoj verde, Manca, Genova 1990; La vera vita, Manca, Genova 1991; La legge della violenza e la legge dell'amore, Edizioni del Movimento Nonviolento, Verona 1998; Il cammino della saggezza, Centro Gandhi Edizioni, Pisa 2010. Opere su Lev Tolstoj: dal nostro punto di vista segnaliamo particolarmente Pier Cesare Bori, Gianni Sofri, Gandhi e Tolstoj, Il Mulino, Bologna 1985; Pier Cesare Bori, Tolstoj, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1991; Pier Cesare Bori, L'altro Tolstoj, Il Mulino, Bologna 1995; Amici di Tolstoi (a cura di), Tolstoi il profeta, Il segno dei Gabrielli, S. Pietro in Cariano (Vr) 2000]

 

L'amore e' la preferenza esclusiva accordata a un uomo o a una donna rispetto a tutti gli altri, dice una signora su un treno, all'inizio del romanzo di Lev Tolstoj, La sonata a Kreutzer. "Preferenza per quanto tempo? Per un mese? Per due giorni, per mezz'ora?", ironizza Vasja Pozdnysev che ha appena ucciso la moglie. "A lungo, a volte per tutta la vita", risponde allora la donna. Vasja pero' ha smesso di ascoltarla. La donna parla di qualcosa che, per lui, esiste solo nei romanzi, perche', nel mondo reale, una predilezione del genere dura solo poche ore: "Amare per tutta la vita una donna o un uomo e' lo stesso che dire che una stessa candela possa ardere tutta una vita".

Tolstoj e' ossessionato dal progressivo disincanto che segna la vita coniugale. A una prima occhiata, La sonata a Kreutzer non e' altro che la confessione di un uomo geloso che uccide la moglie, sospettata, a torto o a ragione, di tradirlo. Il problema, pero', per lo scrittore russo, e' costituito dall'inferno coniugale al quale nessun uomo riesce a sfuggire: l'illusione romantica porta a credere che esista davvero qualcosa che e' possibile condividere con l'altro. Quello che viene chiamato "amore", per Tolstoj, e' una forma di entusiasmo irragionevole, un nome utilizzato per nascondere quello che spinge davvero gli uni verso gli altri: il desiderio carnale. Appena si esaurisce, in effetti, niente tiene piu' legati gli sposi, eccetto l'obbligo.

Fidarsi dell'altro e accettare la differenza, aprirsi e lasciare che le cose accadano, scendere a patti con le ferite del tempo e meravigliarsi ancora e sempre della stessa presenza e degli stessi gesti, esprimere all'altro la propria disponibilita' e accoglienza senza obbligarlo a occupare un posto gia' costruito: tutto questo manca nella coppia formata da Vasja e la moglie. Tolstoj mette in scena un incontro impossibile che si disgrega e va in frantumi, fughe che impediscono ai personaggi di ritrovarsi. Vasja e la moglie non si capiscono. Il tempo peggiora ancora di piu' la situazione: con il passare degli anni ognuno si trova solo con le proprie recriminazioni. La relazione si cristallizza in uno spazio-tempo carcerario dal quale non riescono a evadere se non con la morte violenta di uno dei due.

La fedelta' e' in un certo senso una tacita promessa che si apre all'avvenire ma non pretende di determinarlo, appare in modo discreto, talvolta addirittura impercettibile, non e' qualcosa che si trova, che esiste gia' nella semplice attesa di essere scoperta, ma affiora nella presenza, nel miracolo che si verifica ogni volta che si riesce a essere presso di se' e accanto all'altro. E' la prossimita' a dare origine alla fedelta': richiede lo sforzo dell'avvicinamento. Non e' infatti possibile all'interno di una relazione cristallizzata e statica, ma la' dove la presenza e' frutto di un movimento verso se' e verso l'altro: "Essere presenti significa avvicinarsi da un altro luogo o da un'altra situazione. Sono davvero qui solo perche' ci sono arrivato e vado da un posto a un altro solo perche' sono venuto al mondo e alla luce e quindi non perche' ci sono sempre stato" (J. L. Chretien, Promesses furtives). Chi va verso l'altro ha sempre in se' qualcosa di misterioso, di segreto e di sepolto, arriva con una mancanza che cerca di colmare, con una ricchezza che vuole condividere, viene da un "altrove".

Fragile, perche' mai al riparo dalla delusione, la fedelta' si alimenta di questa presenza vulnerabile: al suo interno il vicino e il lontano si mescolano, per suo tramite e' possibile avvicinarsi all'altro e lasciarsi avvicinare. Si fonda sulla scelta di una prossimita' amorosa che si e' portati a ripetere ogni giorno, una presenza forse mancante e mai totale ma che, quando serve, e' solida e permette a due individui di trovarsi, continuamente. La ripetizione e' dunque il suo fondamento, ma non si tratta della ripetizione meccanica e obbligatoria che porta a fare e rifare sempre gli stessi gesti, a dire e ridire sempre le stesse parole. Il senso della fedelta' risiede in questo: un progetto che si dispiega nello spazio dell'incontro, che rende possibile l'intimita' della coppia e si radica nel presente, senza rinchiudersi nel rifiuto del richiamo del futuro per paura del cambiamento.

 

9. APPELLI. PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Sostenere economicamente la segreteria nazionale del Movimento Nonviolento e' un buon modo per aiutare la nonviolenza in Italia.

Per informazioni e contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 

10. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riedizioni

- Ian N. Robertson, Il cervello plastico, Rcs, Milano 1999, 2011, pp. XXIV + 312, euro 9,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

- Michelguglielmo Torri, Storia dell'India, Laterza, Roma-Bari 2000, 2007, Mondadori, Milano 2011, pp. VIII + 804, euro 12,90 (in supplemento a vari periodici Mondadori).

 

11. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

12. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 592 del 20 giugno 2011

 

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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