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Voci e volti della nonviolenza. 384



 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 384 del 30 luglio 2011

 

In questo numero:

1. Sette domande a Patrizia Caporossi

2. Sette domande ad Augusto Cavadi

3. Sette domande a Helene Paraskeva

4. Sette domande a Giovanni Sarubbi

5. Sette domande a Olivier Turquet

6. Tavola della Pace, Movimento Nonviolento: Appello per la marcia Perugia-Assisi del 25 settembre 2011

7. Movimento Nonviolento: Mozione del popolo della pace: ripudiare la guerra, non la Costituzione

 

1. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A PATRIZIA CAPOROSSI

[Ringraziamo Patrizia Caporossi (per contatti: latuffatrice at virgilio.it) per questa intervista.

Patrizia Caporossi (1951), filosofa e storica delle donne, vive ad Ancona, docente al Liceo classico "Rinaldini" di Ancona. Ha insegnato alla Ssis dell'Universita' di Macerata (1999-2009); gia' dirigente provinciale dell'Unione Donne Italiane di Modena (1976-1978); socia fondatrice dell'Istituto Gramsci Marche (1980); presidente provinciale dell'Istituto di Storia del Movimento di Liberazione delle Marche di Ancona (1985-1986); commissaria della prima Commissione delle Pari Opportunita' delle Marche (1987-1991); socia, sin dalla fondazione, della Societa' delle Storiche Italiane (1989); promotrice dei Seminari Magistrali di Genere "Joyce Lussu" di Ancona (1995); socia della IAph-Associazione Internazionale Filosofe (2009). Cura e conduce corsi di formazione per gruppi di donne (e non solo) con l'approccio di genere dei Women's Studies. Tra le ultime pubblicazioni: Joyce Lussu e la storia, Cagliari 2003; Il giardino filosofico, Falconara 2005; Essere Creare Sapere, Ancona 2008; Il corpo di Diotima. La passione filosofica e la liberta' femminile, Quodlibet 2009, 2011; Donne Metodo e Scienza, Lecce 2010; La matrice del Se', Bologna 2011; Vedere con gli occhi del cuore, Parma 2011; Simone Weil, l'indomabile, Napoli 2011, Donne e Risorgimento: una questione storiografica, Ancona 2011. Cfr. anche l'intervista in "Coi piedi per terra" n. 340]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Patrizia Caporossi: Marcare la presenza e segnare il senso attivo dell'azione nonviolenta, coinvolgendo generazioni e generazioni di persone, oltre a mettere in atto la cultura della pace come scelta e prassi di vita.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Patrizia Caporossi: Non c'e' dubbio che gli attuali scenari di guerra saranno al centro dell'attenzione, ma anche la necessita' di porre in primo piano la dignita' della persona umana, partendo anche dall'esperienza significativa che ha visto quest'anno scendere in piazza le donne il 13 febbraio, dando vita al "Se non ora quando?", che puo' diventare la chiave di lettura della qualita' della vita, perche' la vera politica e' quella delle donne, nella misura quotidiana del senso di Se' con la relazione con l'altro/a per l'agire politico: dal privato al mondo, perche' la capacita' di generare vita, che il corpo femminile chiama in se', segna tutto un modo di esserci al mondo, un ethos, che la cultura dominante ancora stenta a riconoscere e anzi depriva di potenzialita' effettiva.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Patrizia Caporossi: La presenza c'e', nella sua capillarita', ma forse c'e' bisogno di una maggiore visibilita', anche nel coinvolgimento, continuo e incessante, con le nuove generazioni per un'infinita cultura della pace a ogni livello: affinche' ogni insegnamento (partendo dalla scuola) sia un'effettiva cultura alla convivialita' (Illich, Luce Irigaray e altri/e) e alla pace.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Patrizia Caporossi: Il ruolo essenzialmente puo' essere (sempre) quello effettivo dell'educazione permanente (sia verso i giovani sia verso gli adulti), anche per la condizione di abbandono culturale in cui versa il livello di educazione civica di questo nostro paese, rimarcando il senso dell'etica della responsabilita', proprio facendo conoscere l'opera di Capitini e l'esperienza fondamentale del Movimento. Mai dare nulla per scontato. Oltre che testimoniarne la presenza continua indica il segno concreto della nonviolenza. Ovviamente coordinando l'attivita' di tutto il movimento della pace.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Patrizia Caporossi: L'esperienza, che si e' incuneata spontaneamente col "Se non ora quando?", e' sicuramente il fatto civico e politico piu' significativo in Italia, espressosi anche grazie ai valori della nonviolenza, nella denuncia e nella possibilita' di incidere sia sullo scenario nazionale, senza perdere di vista la visione mondiale.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Patrizia Caporossi: Partendo dalla richiesta del Nobel alle Donne Africane, l'iniziativa puo' e deve riprendere il tema della convivenza globale: dalle condizioni materiali di vita delle donne in tutto il mondo come uno spaccato ancora una volta termometro dello stato di salute della civilta' umana.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Patrizia Caporossi: Partirei rispolverando la posizione di Gregory Bateson dell'ecologia della mente, per cercare di rendere la posizione della nonviolenza come capacita' di produrre un habitus comportamentale, un habitat ambientale e uno sguardo sinottico sul mondo e, quindi, la capacita' di cogliere le questioni e tutte le contraddizioni aperte, nell'ottica del pensare globalmente e agire localmente e viceversa. Rinnovando cosi' la pratica attiva della nonviolenza in ogni azione che compete a donne e uomini in quanto unica umana-unita'.

 

2. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE AD AUGUSTO CAVADI

[Ringraziamo Augusto Cavadi (per contatti: acavadi at alice.it) per questa intervista.

Augusto Cavadi, prestigioso intellettuale ed educatore, collaboratore del Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo, e' impegnato nel movimento antimafia e nelle esperienze di risanamento a Palermo, collabora a varie qualificate riviste che si occupano di problematiche educative e che partecipano dell'impegno contro la mafia. Opere di Augusto Cavadi: Per meditare. Itinerari alla ricerca della consapevolezza, Gribaudi, Torino 1988; Con occhi nuovi. Risposte possibili a questioni inevitabili, Augustinus, Palermo 1989; Fare teologia a Palermo, Augustinus, Palermo 1990; Pregare senza confini, Paoline, Milano 1990; trad. portoghese 1999; Ciascuno nella sua lingua. Tracce per un'altra preghiera, Augustinus, Palermo 1991; Pregare con il cosmo, Paoline, Milano 1992, trad. portoghese 1999; Le nuove frontiere dell'impegno sociale, politico, ecclesiale, Paoline, Milano 1992; Liberarsi dal dominio mafioso. Che cosa puo' fare ciascuno di noi qui e subito, Dehoniane, Bologna 1993, nuova edizione aggiornata e ampliata Dehoniane, Bologna 2003; Il vangelo e la lupara. Materiali su chiese e mafia, 2 voll., Dehoniane, Bologna 1994; A scuola di antimafia. Materiali di studio, criteri educativi, esperienze didattiche, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994, D G editore, Trapani 2006; Essere profeti oggi. La dimensione profetica dell'esperienza cristiana, Dehoniane, Bologna 1997; trad. spagnola 1999; Jacques Maritain fra moderno e post-moderno, Edisco, Torino 1998; Volontari a Palermo. Indicazioni per chi fa o vuol fare l'operatore sociale, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1998, seconda ed.; voce "Pedagogia" nel cd- rom di AA. VV., La mafia. 150 anni di storia e storie, Cliomedia Officina, Torino 1998, ed. inglese 1999; Ripartire dalle radici. Naufragio della politica e indicazioni dall'etica, Cittadella, Assisi, 2000; Le ideologie del Novecento, Rubbettino, Soveria Mannelli 2001; Volontariato in crisi? Diagnosi e terapia, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2003; Gente bella, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2004; Strappare una generazione alla mafia, DG Editore, Trapani 2005; E, per passione, la filosofia, DG Editore, Trapani 2006; La mafia spiegata ai turisti, Di Girolamo Editore, Trapani 2008; E, per passione, la filosofia. Breve introduzione alla piu' inutile di tutte le scienze, Di Girolamo, Trapani 2008; Chiedete e non vi sara' dato. Per una filosofia pratica dell'amore, Petite Plaisance, Pistoia 2008; In verita' ci disse altro. Oltre i fondamentalismi cristiani, Falzea, Reggio Calabria 2008; Il Dio dei mafiosi, San Paolo, Milano 2009; Come posso fare di mio figlio un vero uomo d'onore? Coppola, Trapani 2008; L'amore e' cieco ma la mafia ci vede benissimo, Coppola, Trapani 2009; Filosofia di strada. Il filosofare-in-pratica e le sue pratiche, Di Girolamo, Trapani 2010; Non lasciate che i bambini vadano a loro, Falzea, Reggio Calabria 2010. Vari suoi contributi sono apparsi sulle migliori riviste antimafia di Palermo e siciliane. Segnaliamo il sito: www.augustocavadi.eu (con bibliografia completa). Cfr. anche l'intervista nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 420]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Augusto Cavadi: Non spegnere una fiammella preziosa nel buio della cecita' mentale.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Augusto Cavadi: Non so prevedere, ma solo sperare: che non si facciano graduatorie fra violenze, condannando i terrorismi contro gli Stati e assolvendo le politiche di terrore degli Stati.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Augusto Cavadi: Sappiamo in pochi e quel che sappiamo e' poco. Ancor meno quello che riusciamo a comunicare alle generazioni che arrivano in Parlamento, nelle aule scolastiche, nelle redazioni giornalistiche, sui pulpiti di tutte le chiese.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Augusto Cavadi: Che nessuno puo' impedirci di passare dalla preistoria alla storia, se lo vogliamo almeno in maggioranza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Augusto Cavadi: La lotta del popolo islandese contro il ceto dirigente del suo Stato (dai politici ai banchieri).

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Augusto Cavadi: Organizzarsi in modo che, almeno una volta nel corso del quinquennio superiore, ogni studente abbia sentito parlare  - succintamente ma non superficialmente - di Gandhi e della nonviolenza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Augusto Cavadi: Trattare da mortale gli altri mortali. Se ne puo' avere una prima idea attraverso la visione (commentata) del bel film "Gandhi" di Richard Attenborough.

 

3. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A HELENE PARASKEVA

[Ringraziamo Helene Paraskeva (per contatti: helenep at tiscali.it) per questa intervista.

Helene Paraskeva e' nata ad Atene e vive a Roma. Immigrata, ha imparato a convivere con la precarieta' quotidiana. Per recuperare una parte di se' racconta storie in prosa e poesia. Collabora con la rivista settimanale "Internazionale". Ha pubblicato: Meltemi, silloge poetica, Lieto Colle 2009; Nell'uovo cosmico, romanzo "fanta-thriller", Fara Editore, 2006; Il Tragediometro e altre storie, racconti, Faraeditore, 2003; Global Issues in English Literature, testo antologico della letteratura angloamericana, Clitt, 2003; Odissea: inesauribile fonte di mostri e misteri, saggio, Fara Editore, 2004; con i racconti "San Nicola", "Il Moro Perentorio", e "Alcesti" ha collaborato alle raccolte di racconti di Scrittori Migranti, pubblicate rispettivamente da La Meridiana, e Ediesse, 2006; ha collaborato con il quinto e il sesto Rapporto sulle Migrazioni, Idos, 2009 e 2010; "La vecchia dalla testa mozza", racconto nell'antologia Lo sguardo dell'altro, Mangrovie, 2008]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Helene Paraskeva: Il fatto di essere intesa, compresa e accolta dall'opinione pubblica come azione universale dell'umanita' per la pace senza distinzioni micropolitiche cioe' partitiche, eppure profondamente "politica" nel senso originario della parola.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Helene Paraskeva: Dev'essere partecipativa al massimo e questo si puo' realizzare tramite l'impegno costante per diffondere il valore dell'azione di pace. Bisogna insistere e insistere sul carattere sovrapolitico della marcia. La consapevolezza pacifista puo' iniziare con la marcia, cioe' la marcia come punto di partenza della consapevolezza per la convinzione pacifista.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Helene Paraskeva: Sicuramente importante ma bisogna intensificarla. Interessare anche gli "indifferenti", coinvolgere anche coloro che credono che la nonviolenza e' roba da "fricchettoni".

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Helene Paraskeva: Un ruolo fondamentale di diffusione e guida...

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Helene Paraskeva: Le azioni contro il razzismo, contro le guerre neocolonialiste, contro la distruzione dell'ambiente per un guadagno immediato.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Helene Paraskeva: Diffusione dei principi della nonviolenza, collegamenti con i movimenti nonviolenti all'estero. Azioni nonviolente.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Helene Paraskeva: E' un modo umano per risolvere i conflitti con l'uso dell'intelligenza umana, che e' in grado di trovare metodi pacifici ed efficaci e mettere al bando la violenza delle armi. Ci si accosta seguendo il movimento nonviolento italiano e partecipando alle azioni. Ci si accosta anche leggendo vari testi classici e storici. Ma e' importante stimolare l'istinto naturale per la solidarieta' umana e la nonviolenza.

 

4. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A GIOVANNI SARUBBI

[Ringraziamo Giovanni Sarubbi (per contatti: redazione at ildialogo.org) per questa intervista.

Su Giovanni Sarubbi da un'ampia intervista apparsa nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 307 riprendiamo la seguente notizia autobiografica: "Sono direttore del sito www.ildialogo.org, ho 59 anni, sono lucano di nascita e napoletano di adozione, ho un diploma in Teologia presso la Facolta' Valdese di Teologia di Roma. Ho partecipato a vari libri con piu' autori e ho scritto per molte riviste nazionali sui temi della pace e del dialogo interreligioso. Curo la giornata del dialogo cristiano-islamico, giunta alla sua [decima] edizione del prossimo 27 ottobre [2011]. Per la Emi ho scritto il libro Spirito per la collana Le parole delle fedi"]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Giovanni Sarubbi: La mia prima marcia e' stata quella del 1981. Andammo alla marcia con un pullman organizzato dalla Cgil di Pomigliano (Na). Eravamo tutti giovani. Fu un'avventura perche' il pullman sulla strada del ritorno si ruppe e, dopo una giornata eccezionale per l'enorme partecipazione della gente, passammo una nottata terribile. Ci sono due modi di leggere la marcia, quello per gli "addetti ai lavori" e quello per la gente senza particolari impegni o "lauree in nonviolenza" quale io mi sento. Per gli addetti ai lavori la Marcia, dopo la prima e originale edizione di Capitini, e' stato un momento per esercitare una sorta di direzione politica di un "movimento nonviolento" o pacifista che in realta' non esiste. Una operazione minoritaria, in un'ottica da "ombelico del mondo", finalizzata di volta in volta a marcare la propria presenza di piccolo gruppo, magari per avere un posto di direzione. Nulla a che vedere con l'originale iniziativa di Capitini ed il suo spirito. Per i "non laureati in nonviolenza" e' stato essenzialmente un modo per dire no alla guerra, agli armamenti, per coltivare la speranza di un mondo pacifico, per testimoniare personalmente che e' possibile realizzare un mondo senza violenza, senza sfruttamento dell'uomo sull'uomo, dove tutti sono rispettati al di la' della propria condizione sociale ma in quanto esseri umani.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Giovanni Sarubbi: Anche in questa edizione si sta ripetendo la guerra fra addetti ai lavori per la leadership. Ma anche quest'anno ognuno andra' alla marcia portando i propri contenuti. Ogni gruppo piu' o meno organizzato dira' quello che ritiene opportuno. Di fatto la leadership della Tavola della Pace sara' messa in discussione nel senso, ripeto, che ognuno dira' e fara' la marcia sulle proprie posizioni. Considero questo un bene. Sono personalmente contrario ai leaderismi che mirano a stabilire per qualcuno delle rendite e non solo di posizione.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Giovanni Sarubbi: Il "movimento nonviolento" esiste solo come sigla, come proposta lanciata da Capitini. Bisogna prendere coscienza del fatto che la nonviolenza oggi in Italia e' appannaggio di piccoli gruppi, molto elitari, spesso in "guerra ideologica" fra di loro, e talvolta le parole sono peggiori delle pistolettate. La societa' e' generalmente percorsa da violenze di tutti i tipi. Tutti i mass-media fanno a gara a diffondere modelli culturali violenti. La nonviolenza in politica e' largamente strumentalizzata, vedi esperienza bertinottiana che non ha esitato a far votare il rifinanziamento delle guerre a cui partecipa l'Italia in nome della governabilita', fregandosene altamente di tutte le sue dichiarazioni nonviolente. La nonviolenza viene cioe' strumentalizzata e usata dai violenti per giustificare la loro violenza (vedi le ultime vicende della Tav). Lo stesso Congresso degli Stati Uniti, che certo non puo' essere individuato come un organismo promotore di nonviolenza, sponsorizza una sua fondazione che parla di nonviolenza e che sta dietro a tutte le cosiddette "rivoluzioni colorate" dei paesi dell'est europeo che hanno provocato numerose vittime. La nonviolenza e' oggi una cosa per "laureati in nonviolenza", una cosa di elite. Non e' stato cosi' nella esperienza di Gandhi, o di Martin Luther King, che piu' che proclamarla l'hanno praticata, nel merito, su specifiche questioni che coinvolgevano milioni di persone, come l'indipendenza dell'India o i diritti dei neri d'America. Fino a quando la nonviolenza rimarra' patrimonio di piccoli gruppi, eroici quanto si vuole, ma pur sempre piccoli gruppi, la violenza continuera' a trionfare e ad avere la parte prioritaria nella vita sociale, anche se la maggioranza della gente e' per la pace e rifiuta la guerra.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Giovanni Sarubbi: Credo che tutti si debba essere "lievito e sale", come si dice nei testi evangelici. Se si vuole avere un ruolo positivo bisogna liberarsi dall'idea "proprietaria" della nonviolenza che o e' una acquisizione di larghe masse di uomini e donne o non e' nulla. La stessa cosa si puo' dire di tutto cio' che riguarda la vita sociale. Cosi' i partiti non possono essere i proprietari della politica o le religioni i proprietari di Dio. "Lievito e sale", questo possiamo essere.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Giovanni Sarubbi: Certamente le lotte fatte in Egitto e Tunisia o quelle che stanno avvenendo in Siria, con milioni di persone senz'armi che hanno sfidato regimi ultraquarantennali oppressivi e violenti.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Giovanni Sarubbi: Bisogna opporsi alla guerra, al militarismo, alle industrie di armamenti. Su questo io credo bisogna impegnarsi al massimo, deve essere al primo punto di qualsiasi iniziativa. Poi ovviamente c'e' la questione del razzismo in tutte le sue forme che e' strettamente legato con la guerra ma anche con la crisi economica, che sta mettendo sempre piu' a nudo la putrefazione e l'insostenibilita' di un sistema sociale capitalistico nella sua fase suprema imperialistica. Chi vuole essere "lievito e sale" ha certamente molto da fare e fra questo da fare non c'e' sicuramente quello di becchettarsi, come i famosi polli di Renzo di manzoniana memoria, con gli altri "nonviolenti" chiunque essi siano.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Giovanni Sarubbi: Gli direi "la nonviolenza e' vita, e' rapporto di buon vicinato, e' rispetto degli altri esseri umani e della Madre Terra, e' amore, e' rifiuto dell'odio e della violenza, della guerra e degli armamenti; e' uguaglianza di tutti gli esseri umani, nel loro diritto ad una vita dignitosa, al cibo per tutti; e' rifiuto dell'inquinamento, dell'incendio dei boschi, rifiuto della violenza sulle donne, rifiuto della violenza sui minori; e' liberta' di ricerca della verita' e rifiuto dei dogmi, rifiuto di una concezione proprietaria di Dio da parte di questa o quella religione o casta sacerdotale". Il come accostarsi alla nonviolenza viene poi di conseguenza.

 

5. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A OLIVIER TURQUET

[Ringraziamo Olivier Turquet (per contatti: olivier.turquet at gmail.com) per questa intervista.

Olivier Turquet e' nato nel 1954. Fiorentino d'adozione risiede attualmente nel Valdarno dove svolge il suo lavoro di maestro elementare. Per hobby si occupa di cambiare il mondo con svariate iniziative nel campo dell'editoria, del giornalismo, della ricerca. In questo senso e' direttore editoriale della casa editrice umanista Multimage (www.multimage.org), fondatore dell'agenzia stampa elettronica "Buone Nuove" (www.buonenuove.org), redattore di "Pressenza", agenzia stampa per la pace e la nonviolenza (www.pressenza.org), redattore di PeaceLink, telematica per la pace (www.peacelink.it) e coordinatore del Centro studi umanisti "Ti con Zero" (www.cmehumanistas.org, www.csuticonzero.org). Fa parte del Movimento Umanista (www.humanistmovement.net), medita e organizza eventi su spiritualita' ed educazione al Parco di studio e riflessione di Attigliano (www.parcoattigliano.eu). Cfr. anche l'intervista nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 347]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Olivier Turquet: Direi il suo costante monito affinche' non si dimentichino i valori della pace, della convivenza civile e della nonviolenza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Olivier Turquet: Spero sia caratterizzata da un ripudio della guerra senza se e senza ma; da una denuncia forte dei nuovi "banditismi semantici" (come opportunamente li chiama Noam Chomsky) di "guerra umanitaria", "truppe di pace" e via dicendo.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Olivier Turquet: La nonviolenza sta uscendo dalla nicchia e diventando un valore condiviso, soprattutto dai giovani; sta ai "nonviolenti storici" cogliere ed appoggiare i nuovi fenomeni, divulgare, chiarire  ma soprattutto sviluppare.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Olivier Turquet: Approfondendo quanto detto sopra direi che tutte le diverse correnti che si definiscono nonviolente devono lavorare insieme per la convergenza e lo sviluppo nella diversita'; troppe volte abbiamo visto qualcuno ergersi a maestro di qualcun altro; in questo senso vorrei citare il Documento Umanista quando dice "gli umanisti non vogliono dirigenti ne' capi e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno": credo che questo concetto si adatti perfettamente ai nonviolenti di oggi.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Olivier Turquet: I sintomi e le concomitanze sono varie: le attivita' degli "indignados" (non solo le manifestazioni ma il grande lavoro di rete e di democrazia reale), le azioni nonviolente del movimento no-tav, le lotte degli studenti contro le pseudoriforme della scuola in vari paesi del mondo, il costante lavoro del governo di Evo Morales per far uscire la Bolivia dalla poverta' e ridare dignita' a tutto un popolo, l'autorganizzazione sociale ed economica dei villaggi originari a Jujuy in Argentina; ma esistono anche numerose iniziative di minor clamore mediatico che ogni giorno tessono la rete delle relazioni nonviolente.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Olivier Turquet: Credo che un vecchio difetto da superare sia quello di concentrarsi sulle "iniziative"; almeno se con questo si intendono solo manifestazioni o campagne di breve durata; credo che il massimo sforzo dovrebbe andare a fomentare "il lavoro umile e sentito attraverso il quale non si pretende di esaltare la propria figura ma di cambiare se stessi e facilitare il cambiamento del proprio ambiente familiare, lavorativo o relazionale" come diceva Silo nelle sue "Lettere ai miei amici" giusto vent'anni fa. Perche' la forza della nonviolenza e' quella del suo lavoro costante e silenzioso.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Olivier Turquet: Gli direi che la nonviolenza e' la forma di essere e di lottare assolutamente necessaria in questo momento storico dove la violenza domina in tutte le sue forme; perche' la nonviolenza non tollera la violenza; di cercare, valutare ed abbracciare la causa dei nonviolenti nelle forme e negli ambiti che gli siano piu' congeniali e che ne esaltino meglio le capacita'.

 

6. INIZIATIVE. TAVOLA DELLA PACE, MOVIMENTO NONVIOLENTO: APPELLO PER LA MARCIA PERUGIA-ASSISI DEL 25 SETTEMBRE 2011

[Riproponiamo il seguente appello.

Aldo Capitini e' nato a Perugia nel 1899, antifascista e perseguitato, docente universitario, infaticabile promotore di iniziative per la nonviolenza e la pace. E' morto a Perugia nel 1968. E' stato il piu' grande pensatore ed operatore della nonviolenza in Italia. Opere di Aldo Capitini: la miglior antologia degli scritti e' ancora quella a cura di Giovanni Cacioppo e vari collaboratori, Il messaggio di Aldo Capitini, Lacaita, Manduria 1977 (che contiene anche una raccolta di testimonianze ed una pressoche' integrale - ovviamente allo stato delle conoscenze e delle ricerche dell'epoca - bibliografia degli scritti di Capitini); ma notevole ed oggi imprescindibile e' anche la recente antologia degli scritti a cura di Mario Martini, Le ragioni della nonviolenza, Edizioni Ets, Pisa 2004, 2007; delle singole opere capitiniane sono state recentemente ripubblicate: Le tecniche della nonviolenza, Linea d'ombra, Milano 1989, Edizioni dell'asino, Roma 2009; Elementi di un'esperienza religiosa, Cappelli, Bologna 1990; Colloquio corale, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2005; L'atto di educare, Armando Editore, Roma 2010; cfr. inoltre la raccolta di scritti autobiografici Opposizione e liberazione, Linea d'ombra, Milano 1991, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2003; gli scritti sul Liberalsocialismo, Edizioni e/o, Roma 1996; La religione dell'educazione, La Meridiana, Molfetta 2008; segnaliamo anche Nonviolenza dopo la tempesta. Carteggio con Sara Melauri, Edizioni Associate, Roma 1991. Presso la redazione di "Azione nonviolenta" (e-mail: azionenonviolenta at sis.it, sito: www.nonviolenti.org) sono disponibili e possono essere richiesti vari volumi ed opuscoli di Capitini non piu' reperibili in libreria (tra cui Il potere di tutti, 1969). Negli anni '90 e' iniziata la pubblicazione di una edizione di opere scelte: sono fin qui apparsi un volume di Scritti sulla nonviolenza, Protagon, Perugia 1992, e un volume di Scritti filosofici e religiosi, Perugia 1994, seconda edizione ampliata, Fondazione centro studi Aldo Capitini, Perugia 1998. Piu' recente e' la pubblicazione di alcuni carteggi particolarmente rilevanti: Aldo Capitini, Walter Binni, Lettere 1931-1968, Carocci, Roma 2007; Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lettere 1952-1968, Carocci, Roma 2008; Aldo Capitini, Guido Calogero, Lettere 1936-1968, Carocci, Roma 2009. Opere su Aldo Capitini: a) per la bibliografia: Fondazione Centro studi Aldo Capitini, Bibliografia di scritti su Aldo Capitini, a cura di Laura Zazzerini, Volumnia Editrice, Perugia 2007; Caterina Foppa Pedretti, Bibliografia primaria e secondaria di Aldo Capitini, Vita e Pensiero, Milano 2007; segnaliamo anche che la gia' citata bibliografia essenziale degli scritti di Aldo Capitini pubblicati dal 1926 al 1973, a cura di Aldo Stella, pubblicata in Il messaggio di Aldo Capitini, cit., abbiamo recentemente ripubblicato in "Coi piedi per terra" n. 298 del 20 luglio 2010; b) per la critica e la documentazione: oltre alle introduzioni alle singole sezioni del sopra citato Il messaggio di Aldo Capitini, tra le pubblicazioni recenti si veda almeno: Giacomo Zanga, Aldo Capitini, Bresci, Torino 1988; Clara Cutini (a cura di), Uno schedato politico: Aldo Capitini, Editoriale Umbra, Perugia 1988; Fabrizio Truini, Aldo Capitini, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1989; Tiziana Pironi, La pedagogia del nuovo di Aldo Capitini. Tra religione ed etica laica, Clueb, Bologna 1991; Fondazione "Centro studi Aldo Capitini", Elementi dell'esperienza religiosa contemporanea, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1991; Rocco Altieri, La rivoluzione nonviolenta. Per una biografia intellettuale di Aldo Capitini, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 1998, 2003; AA. VV., Aldo Capitini, persuasione e nonviolenza, volume monografico de "Il ponte", anno LIV, n. 10, ottobre 1998; Antonio Vigilante, La realta' liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini, Edizioni del Rosone, Foggia 1999; Mario Martini (a cura di), Aldo Capitini libero religioso rivoluzionario nonviolento. Atti del Convegno, Comune di Perugia - Fondazione Aldo Capitini, Perugia 1999; Pietro Polito, L'eresia di Aldo Capitini, Stylos, Aosta 2001; Gian Biagio Furiozzi (a cura di), Aldo Capitini tra socialismo e liberalismo, Franco Angeli, Milano 2001; Federica Curzi, Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo Capitini, Cittadella, Assisi 2004; Massimo Pomi, Al servizio dell'impossibile. Un profilo pedagogico di Aldo Capitini, Rcs - La Nuova Italia, Milano-Firenze 2005; Andrea Tortoreto, La filosofia di Aldo Capitini, Clinamen, Firenze 2005; Maurizio Cavicchi, Aldo Capitini. Un itinerario di vita e di pensiero, Lacaita, Manduria 2005; Marco Catarci, Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini, Ega, Torino 2007; Alarico Mariani Marini, Eligio Resta, Marciare per la pace. Il mondo nonviolento di Aldo Capitini, Plus, Pisa 2007; Maura Caracciolo, Aldo Capitini e Giorgio La Pira. Profeti di pace sul sentiero di Isaia, Milella, Lecce 2008; Mario Martini, Franca Bolotti (a cura di), Capitini incontra i giovani, Morlacchi, Perugia 2009; Giuseppe Moscati (a cura di), Il pensiero e le opere di Aldo Capitini nella coscienza delle giovani generazioni, Levante, Bari 2010; cfr. anche il capitolo dedicato a Capitini in Angelo d'Orsi, Intellettuali nel Novecento italiano, Einaudi, Torino 2001; e Amoreno Martellini, Fiori nei cannoni. Nonviolenza e antimilitarismo nell'Italia del Novecento, Donzelli, Roma 2006; c) per una bibliografia della critica cfr. per un avvio il libro di Pietro Polito citato ed i volumi bibliografici segnalati sopra; numerosi utilissimi materiali di e su Aldo Capitini sono nel sito dell'Associazione nazionale amici di Aldo Capitini: www.aldocapitini.it; una assai utile mostra e un altrettanto utile dvd su Aldo Capitini possono essere richiesti scrivendo a Luciano Capitini: capitps at libero.it, o anche a Lanfranco Mencaroni: l.mencaroni at libero.it, o anche al Movimento Nonviolento: tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: azionenonviolenta at sis.it o anche redazione at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org]

 

A 50 anni dalla prima Marcia organizzata da Aldo Capitini il 24 settembre 1961, domenica 25 settembre 2011 si svolgera' la Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli.

Perugia, ore 9, Giardini del Frontone

Assisi, ore 15, Rocca Maggiore.

*

Vieni anche tu.

"Un solo essere, purche' sia intimamente persuaso, sereno e costante, puo' fare moltissimo, puo' mutare situazioni consolidate da secoli, far crollare un vecchiume formatosi per violenza e vile silenzio" (Aldo Capitini,1966)

Ci sono persone che meritano la tua e la nostra attenzione. Giovani che non riescono a trovare un lavoro, altri che vivono nella precarieta', ragazze e ragazzi che non si possono permettere di studiare, persone che si sentono uno zero perche' nessuno le ha mai valorizzate, gente intimidita e ricattata dalle mafie e dalla criminalita' organizzata, famiglie che faticano ad arrivare alla terza settimana, gente senza casa, persone che pagano le tasse nel nostro paese a cui neghiamo i diritti di cittadinanza, operai che muoiono sul lavoro, anziani soli e abbandonati, giovani che perdono la vita per difendere i diritti umani, bambini strappati all'infanzia e alle proprie famiglie, donne violentate, abusate e sfruttate, persone terrorizzate dalla guerra e dalla violenza, gente che muore ammazzata in carcere, altra che muore nel deserto o nel Mediterraneo cercando di sfuggire alla guerra, alle persecuzioni e alla miseria. Ci sono donne, bambini e uomini a cui non viene nemmeno riconosciuta la dignita' di esseri umani, che sopravvivono in condizioni drammatiche senza pace ne' giustizia.

Per loro e con loro, in nome di tutte le vittime e dei loro familiari, della dignita' e dei diritti di ogni persona, ti invitiamo a marciare per la pace e la fratellanza dei popoli il 25 settembre 2011 da Perugia ad Assisi, lungo la strada tracciata cinquant'anni fa da Aldo Capitini.

Ti invitiamo a camminare insieme perche', come tanti giovani del Mediterraneo e dell'Europa, sentiamo un bisogno forte di cambiamento. Dentro e fuori dal nostro paese ci sono situazioni croniche d'ingiustizia, di poverta', di violenza e di sofferenza che non possono piu' essere tollerate. Siamo indignati e preoccupati, perche' sappiamo che se le cose non cambiano, i rischi e i pericoli diventeranno sempre piu' grandi e noi diventeremo sempre piu' poveri, si moltiplicheranno le guerre, sprofonderemo sempre di piu' nell'incertezza e nella barbarie, aumenteranno le tensioni, gli scontri, la collera, le rivolte e la violenza.

Ti invitiamo a camminare insieme perche' liberta' vuol dire piu' responsabilita' e partecipazione di ciascuno. E, se vogliamo provocare un nuovo futuro, dobbiamo superare ogni forma d'indifferenza, di individualismo, di inerzia e di rassegnazione. Ognuno di noi deve stare dentro la storia da protagonista, con la propria coscienza, sensibilita' e responsabilita'.

Ti invitiamo a camminare insieme per rimettere al centro della nostra societa' i valori della nonviolenza, della giustizia, della liberta', della pace, dei diritti umani, della responsabilita' e della speranza, perche' vogliamo riscoprirne il significato autentico, per costruire insieme una nuova cultura, per dire basta alla manipolazione e allo stravolgimento delle parole, perche' la guerra e' guerra anche quando la si chiama in altro modo e le ingiustizie restano ingiustizie anche quando sono coperte dalle menzogne e dal silenzio mediatico, perche' vogliamo una Rai e un'informazione di pace.

Ti invitiamo a camminare insieme perche' vogliamo dire forte e chiaro ai rappresentanti di tutte le istituzioni che a ciascuno di questi valori debbono corrispondere azioni politiche concrete, un'agenda politica che parte dai quartieri dove viviamo fino all'Europa e all'Onu, che la Costituzione, la Dichiarazione Universale dei diritti umani e la Carta dei Diritti dell'Unione Europea non sono belle parole ma la bussola da seguire per uscire in tempo da questa gravissima condizione.

Ti invitiamo a camminare insieme perche', nel 150mo anniversario dell'Unita' d'Italia, vogliamo difendere e attuare la nostra Costituzione e ricordare a tutti che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".

Ti invitiamo a camminare ancora una volta insieme, come fece Aldo Capitini nel 1961 e come in questi cinquant'anni abbiamo rifatto tante volte, perche' crediamo nella nonviolenza come metodo e stile di vita, strada maestra per contrastare ogni forma d'ingiustizia, perche' crediamo che la nonviolenza sia "per l'Italia e per tutti via di uscita dalla difesa di posizioni insufficienti, strumento di liberazione, prova suprema di amore, varco a uomo, societa' e realta' migliori".

Negli ultimi decenni sono gia' state sprecate tantissime opportunita' e risorse. Ma quello che ieri era desiderabile oggi e' diventato necessario e urgente. Per questo c'e' bisogno di una tua e nostra diversa assunzione di responsabilita'.

Entra a far parte della soluzione. Vieni, domenica 25 settembre 2011, alla Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli.

*

Nell'idea di "fratellanza dei popoli" si riassumono molte delle scelte urgenti che dobbiamo fare per superare la crisi che stiamo vivendo: riscoprire la nostra umanita', mettere le persone al centro dell'economia e non piu' il contrario, riconoscere i diritti dei piu' poveri e dei piu' deboli e non continuare a calpestarli, gestire l'accoglienza e non i respingimenti, batterci contro le poverta' e le disuguaglianze sociali e non piu' aumentarle, investire sui giovani e non disperdere la nostra principale ricchezza, ridare piena dignita' al lavoro e ai lavoratori di tutto il mondo e non peggiorare le loro condizioni, investire sull'educazione, sulla cultura e sulla formazione e non tagliare le opportunita' del nostro futuro, difendere il pluralismo, il diritto e la liberta' d'informazione, cambiare i nostri consumi e stili di vita personali e collettivi smettendo di distruggere e sprecare i beni comuni, ripudiare davvero la guerra e la sua preparazione, tagliare le spese militari, costruire l'Europa dei cittadini e la Comunita' del Mediterraneo, democratizzare e rafforzare l'Onu, mettere fine al traffico delle armi e impegnarci a costruire la pace in Medio Oriente, nel Mediterraneo, in Africa e nel resto del mondo, fermare il cambiamento climatico, rompere la schiavitu' dai combustibili fossili e proteggere l'ambiente, costruire le citta' dei diritti umani e non le cittadelle dell'odio e dell'esclusione, investire sulla societa' civile e sul volontariato, investire sulla cooperazione a tutti i livelli anziche' sulla competizione selvaggia, promuovere la globalizzazione dei diritti umani, della democrazia e della solidarieta' contro la violenza, le guerre, le mafie, la corruzione, la censura, gli egoismi, il razzismo e la paura.

"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignita' e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza" (articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).

Tavola della pace, Movimento Nonviolento

Perugia, 10 giugno 2010

Per adesioni, comunicazioni e informazioni: Tavola della Pace, via della viola 1, 06122 Perugia, tel. 0755736890, fax: 075/5739337, e-mail: segreteria at perlapace.it, sito: www.perlapace.it

 

7. DOCUMENTI. MOVIMENTO NONVIOLENTO: MOZIONE DEL POPOLO DELLA PACE: RIPUDIARE LA GUERRA, NON LA COSTITUZIONE

[Riproponiamo il seguente appello del Movimento Nonviolento (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org)]

 

Marcia per la pace e la fratellanza tra i popoli Perugia - Assisi, 25 settembre 2011

Mozione del popolo della pace: ripudiare la guerra, non la Costituzione

"Una marcia non e' fine a se stessa; continua negli animi, produce onde che vanno lontano, fa sorgere problemi, orientamenti, attivita'" Aldo Capitini (1962)

Quando Aldo Capitini scriveva queste parole a commento della "Marcia per la  pace e la fratellanza tra i popoli" del 1961 era consapevole di aver aperto un  varco nella storia del '900 attraverso il quale per la prima volta era entrato in scena ed aveva preso la parola, in prima persona, il "popolo della pace" che, convocato in una "Assemblea itinerante" partita da Perugia e giunta alla Rocca  di Assisi, approvava la Mozione del popolo della pace.

Da quel settembre di 50 anni fa il popolo della pace non e' piu' uscito di scena e non ha piu' rinunciato al diritto alla parola. Molte altre volte si e' riconvocato in assemblea ed ha marciato da Perugia ad Assisi, ponendo problemi, indicando orientamenti, promuovendo attivita'.

L'onda prodotta dalla prima Marcia e' ora giunta fino a noi. Noi ci assumiamo la responsabilita' di convocare ancora il popolo della pace, non solo perche' c'e' da celebrare il suo cinquantesimo anniversario, ma soprattutto perche' e' necessario che esso faccia sentire ancora la sua voce, approvi oggi una  nuova Mozione del popolo della pace. Faccia ancora sorgere problemi, orientamenti, attivita'.

Il problema fondamentale che vuole far sorgere il popolo della pace, nel 50mo anniversario della prima Marcia per la pace e nel 150mo anniversario dell'Unita' d'Italia, e' il rispetto integrale della Costituzione della Repubblica italiana.

La Costituzione e' da tempo sotto attacco sotto molteplici aspetti, ma sotto uno in particolare e' gia' profondamente e dolorosamente lacerata, anzi ripudiata. I padri costituenti hanno accuratamente selezionato le parole con le quali scrivere il Patto fondativo della nazione e solo nei confronti della guerra  hanno usato, all'articolo 11, il verbo "ripudiare" - che vuol dire rinnegare,  sconfessare, respingere - non solo "come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli", ma anche "come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Da tempo ormai, attraverso l'artificio retorico dell'"intervento umanitario", e' invece questo articolo della Costituzione ad essere stato ripudiato (rinnegato, sconfessato, respinto) e la guerra e' tornata ad essere strumento e mezzo accettato, preparato e utilizzato. Inoltre la preparazione di questo mezzo risucchia la parte piu' consistente della spesa pubblica che non puo' essere utilizzata ne' per garantire i diritti sociali affermati dalla stessa Costituzione, ne' per costruire e sperimentare altri mezzi di risoluzione delle controversie internazionali coerenti con la lettera e lo spirito della Costituzione.

Questo e' il problema fondamentale che pone il popolo della pace e riguarda le basi stesse del nostro ordinamento democratico, del nostro patto civile nazionale: occorre ripudiare la guerra, non la Costituzione.

Il popolo della pace non si limita a denunciare il problema, ma indica un orientamento per la sua soluzione: la nonviolenza. Che non e' principio astratto ma concreta ricerca di mezzi alternativi alla violenza e alla guerra.

Mentre i padri costituenti sanciscono il ripudio della guerra come "mezzo" di  risoluzione delle controversie, i padri e le madri della nonviolenza si concentrano proprio sulla ricerca dei "mezzi" per affrontare e trasformare positivamente i conflitti. "Nella grossa questione del rapporto tra il mezzo e il fine, la nonviolenza porta il suo contributo in quanto indica che il fine della pace non puo' realizzarsi attraverso la vecchia legge 'Se vuoi la pace,  prepara la guerra', ma attraverso un'altra legge: 'Durante la pace prepara la  pace'", scrive Aldo Capitini. Perche', come spiega Gandhi, "tra mezzo e fine vi e' lo stesso inviolabile nesso che c'e' tra seme e albero".

L'orientamento che indica il popolo della pace e' di investire le risorse pubbliche non piu' per le ingenti, e sempre crescenti, spese militari e per armamenti, ma per ricercare, promuovere e sperimentare efficaci strumenti e mezzi di pace. Sia sul piano culturale di una diffusa educazione alla pace e alla nonviolenza, volta a rivitalizzare sentimenti di responsabilita' individuale, di partecipazione democratica, di apertura alla convivenza. Sia sul piano dell'organizzazione sociale, economica ed energetica fondata sulla  sostenibilita', la semplicita', i beni comuni. Sia sul piano dell'approntamento degli strumenti non armati per gli interventi veri e propri nelle situazioni di  oppressione e di conflitto, interni e internazionali.

Nel porre il problema del ripudio della guerra, e non della Costituzione, nell'indicare l'orientamento alla nonviolenza e ai mezzi non armati per la risoluzione dei conflitti, il popolo della pace promuove le attivita' e le campagne necessarie: il disarmo e la costituzione dei corpi civili di pace.

La guerra, comunque aggettivata - umanitaria, preventiva, giusta, chirurgica  ecc. - e' un costo insostenibile sia in termini di vite umane e sofferenze per le popolazioni, sia in termini di tenuta del patto democratico, sia in termini di  bilanci economici. Mentre tutti i settori della spesa pubblica subiscono pesanti e continue contrazioni, mentre i settori produttivi risentono delle crisi finanziarie internazionali, solo il settore delle spesa pubblica militare lievita incessantemente e solo il settore dell'industria degli armamenti diventa piu' florido. In questo preparare quotidianamente, ed economicamente, il mezzo della guerra, la Costituzione e' gia' ripudiata. L'invio dei bombardieri ne e' solo la tragica ma inevitabile conseguenza. Percio' la condizione preliminare e necessaria per il ripudio della guerra e' il disarmo. In tempo di crisi, l'invito del presidente Pertini e' sempre piu' attuale: "Svuotare gli arsenali e riempire i granai": questa e' la prima attivita'.

La seconda attivita' e' darsi i mezzi e gli strumenti necessari per intervenire all'interno dei conflitti, come prevedono sia la Costituzione italiana che la Carta delle Nazioni Unite, ossia costituire i Corpi Civili di Pace nazionali e internazionali. Dotare il nostro Paese, e orientare in questo senso le Organizzazioni internazionali, di Forze disarmate costituite da personale formato ed equipaggiato, presente nei luoghi dei conflitti prima che questi degenerino in guerra. Corpi civili esperti nella complessa ma indispensabile arte della prevenzione, mediazione, interposizione e riconcliazione tra le parti.

Significa costruire un nuovo ordine internazionale fondato sulla nonviolenza. Se poi tutti gli interventi civili messi in campo, fino in fondo, all'interno di un conflitto non saranno stati efficaci e sara' necessario un intervento, limitato e circoscritto, di una forza armata, sara' compito della Polizia internazionale al servizio delle Nazioni Unite. La quale, come tutte le polizie, non fara' guerre e bombardamenti ma separera' i contendenti, neutralizzando i soggetti piu' violenti e arrestando chi si rende responsabile di crimini.

Per il popolo della pace questo e' il nuovo varco da aprire oggi nella storia.

Questa la sua mozione: ripudiare la guerra, non la Costituzione.

Per questo marcera' ancora una volta da Perugia ad Assisi

*

Il Movimento Nonviolento

Per informazioni e contatti: Movimento Nonviolento, via Spagna 8, 37123 Verona, sito: www.nonviolenti.org, e-mail: azionenonviolenta at sis.it

 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 384 del 30 luglio 2011

 

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