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La domenica della nonviolenza. 258



 

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LA DOMENICA DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento domenicale de "La nonviolenza e' in cammino"

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100

Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 258 del 31 luglio 2011

 

In questo numero:

1. Sette domande a Franca Maria Bagnoli

2. Sette domande ad Anna Bravo

3. Sette domande a Nadia Neri

4. Sette domande a Sergio Paronetto

5. Sette domande ad Alessandro Pizzi

6. Una lettera di Daniela Thomas

7. Tavola della Pace, Movimento Nonviolento: Appello per la marcia Perugia-Assisi del 25 settembre 2011

 

1. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A FRANCA MARIA BAGNOLI

[Ringraziamo Franca Maria Bagnoli (per contatti: francamaria at gmail.com) per questa intervista.

Franca Maria Bagnoli è nata a Roma nel 1927. Ha frequentato il ginnasio liceo Giulio Cesare di Roma. Si è laureata alla Sapienza di Roma con una tesi sul valore e il significato del precetto evangelico "Fate agli altri quello che volete sia fatto a voi". Vinto un concorso a cattedre, ha insegnato Filosofia, Storia, Pedagogia e Psicologia nei licei classico e scientifico e, poi, nel vecchio Istituto Magistrale. Dal 1981 pratica l'obiezione di coscienza alle spese militari. Ha subìto vari pignoramenti, riuscendo a farsi pignorare libri sulla pace. Nel 1992 ha contribuito ad aprire una Bottega del Mondo per il Commercio equo e solidale, nella città in cui vive: Pescara.E' socia della Rete Radiè Resch che opera nel segno della giustizia, attraverso autotassazioni mensili, libere. Nel 1998 ha vinto il Premio Andersen con la favola"La giraffa ficcanaso". Ha partecipato al concorso indetto dal Comune di Roma, in memoria del Sindaco Petroselli, ottenendo una segnalazione per il racconto "I vecchi Borghi". Ha pubblicato due libri: "Bambini e animali" per le edizioni "Qualevita" e un romanzo; "Una vita negata" per l'edizione "Il foglio letterario" di Gordiano Lupi. In questo romanzo la figura di Santippe, la moglie di Socrate, viene assunta a metafora della discriminazione sessuale che ha accompagnato le donne lungo i secoli. Dal 1990 Franca Bagnoli è pensionata, dopo circa 40 anni di insegnamento. Cfr. anche l'ampia intervista in "Coi piedi per terra" n. 303]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Franca Maria Bagnoli: Il significato piu' rilevante della Marcia per la pace Perugia-Assisi, in questi ultimi 50 anni, credo sia stato quello di una testimonianza che ha avuto molta visibilita' e che ha reso i partecipanti consapevoli della loro forza, stimolandoli ad un impegno sempre piu' convinto. Io ho partecipato due volte: era bellissimo guardare dalla rocca un serpentone umano di cui non si vedeva la fine.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Franca Maria Bagnoli: La Marcia che si terra' il prossimo settembre avra' un grandissimo significato. In un momento storico caratterizzato dalla violenza sara' un monito forte ad invertire questa tendenza di morte, condannando l'ipocrisia di chi crede le guerre risolutrici dei conflitti e, addirittura, strumenti di diffusione della democrazia. Questo dovra' essere chiaro con striscioni e cartelloni documentali e, naturalmente, con il riferimento all' art. 11 della nostra Costituzione.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Franca Maria Bagnoli: Lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia sembra negativo e per certi versi lo e'. Abbiamo un governo violento e liberticida e un'opposizione debole, ideologicamente confusa che, in una parte significativa, approva le guerre e la nostra presenza in Afghanistan. Tuttavia le recenti elezioni amministrative e i referendum lasciano ben sperare. La maggioranza degli italiani reclama la legalita', riconosce che certi beni primari non possono essere privatizzati e che la legge deve essere uguale per tutti. E' vero che i potentati economici esercitano un grande condizionamento e una forte repressione della dissidenza. Contro questo "blocco" sara' necessario un grande lavoro culturale, con tutti i mezzi, dalla Rete alla stampa, dall'impegno di intellettuali onesti al boicottaggio dei mezzi di comunicazione violenti e asserviti al potere, dalla firma di petizioni, alla denuncia di atteggiamenti xenofobi, razzisti, lesivi dei diritti umani. Proprio questa mattina ho firmato una petizione per l'estromissione dal Parlamento europeo di un suo componente per le sue dichiarazioni che possono configurare il reato di istigazione a delinquere, oltre ad un atteggiamento razzista.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Franca Maria Bagnoli: E' un ruolo importantissimo di informazione per far conoscere il metodo nonviolento per la risoluzione dei conflitti, sottolineando che non si tratta di "porgere l'altra guancia", di una forma di sterile rassegnazione, ma di una forma  combattiva, alternativa alla violenza che non fa altro che moltiplicare la  violenza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Franca Maria Bagnoli: Per quanto riguarda l'Italia credo che una vittoria del metodo nonviolento sia rappresentata dal risultato dei recenti referendum. La maggior parte degli italiani ha a cuore i beni comuni, il valore della solidarieta' e l'amore per la giustizia. Il movimento No-Tav credo si possa interpretare positivamente: dimostra rispetto per l'ambiente e per le esigenze della popolazione locale. Purtroppo l'attuale governo affossa continuamente questi valori, ma una caratteristica della nonviolenza si chiama: non rassegnarsi e resistere. Per quanto riguarda il mondo, uno splendido esempio di nonviolenza l'ha dato la civilissima Norvegia che all'orrore della strage di un fondamentalista cristiano (?) ha dichiarato di non abbassare il livello della sua democrazia con una repressione violenta.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Franca Maria Bagnoli: L'impegno dei prossimi mesi credo sia quello di denunciare l'assurdita' delle guerre e la loro anticostituzionalita'. Continuiamo a scrivere al Presidente della Repubblica chiedendogli di rispettare il suo ruolo di garante della Costituzione, e continuiamo a denunciare l'ipocrisia di chiamare "eroi" poveri ragazzi che si sono arruolati nell'esercito per sottrarsi alla disoccupazione.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Franca Maria Bagnoli: Ad una persona che volesse sapere che cosa e' la nonviolenza risponderei con le parole di Carlo Gubitosa e Alessandro Marescotti (da Bandiere di pace, Ed. Chimienti): "L'uso di mezzi nonviolenti toglie ogni giustificazione alla violenza dell'avversario che si ritrova cosi' limitato nei mezzi di repressione utilizzabili. In ogni caso si determina una condizione di squilibrio all' interno delle dinamiche di conflitto, uno squilibrio che opera a beneficio del gruppo nonviolento".

 

2. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE AD ANNA BRAVO

[Ringraziamo Anna Bravo (per contatti: anna.bravo at iol.it) per questa intervista.

Anna Bravo e' stata professore associato di Storia sociale all'Universita' di Torino e ha lasciato l'insegnamento anticipatamente. Vive e lavora a Torino.  Si è occupara di resistenza armata e non armata, deportazione, genocidio, e di movimenti sociali. Collabora a varie riviste, fra cui "Lo straniero" e "La nonviolenza e' in cammino". Attualmente sta lavorando sulla nonviolenza. Fra le sue pubblicazioni 2000-2011, tiene a segnalare: Intervista, in Alberto Leiss, Liberta' e conflitti nella citta'-mondo. A dieci anni dal G8 di Genova, Ed. Sagep, 2011; Intervista a Primo Levi ex deportato (a cura di, con Federico Cereja) Einaudi 2011; Sulla zona grigia, al sito Primolevi.it; Un equilibre fragile: les femmes, entre liberte' et violence, in Marc Lazar et Marie-Anne Matard-Bonucci (eds.), L'Italie des annees de plomb - Le terrorisme entre histoire et memoire, Autrement, 2010. Ora anche in Il libro degli anni di piombo.Storia e memoria del terrorismo italiano, Rizzoli 2010; Sulla storia patria (con Guido Crainz), ne "Lo straniero", aprile 2010, n. 118; Fra maternita' ed emancipazione: Sibilla Aleramo e Maria Montessori, in "Pedagogika", n. 2, anno XIV, 2010; Introduzione a Marisa Ombra, La Bella Politica, Seb 2010; Lottare insieme, pensare individualmente, ne "Lo straniero", luglio 2010, n. 121; A colpi di cuore. Storie del sessantotto, Laterza 2008; Storie da scoprire, storie da ripensare, in "Parolechiave. Nonviolenza", 2008/40; Un nuovo ordine del discorso, in "Primapersona. Percorsi autobiografici", n. 19, 2008; Prefazione a Anna Gasco (a cura di), Guerra alla guerra: storie di donne a Torino e in Piemonte tra il 1940 e il 1945, Seb 2007; Il corpo e la memoria, in D. Meghnagi (a cura di), Primo Levi. Scrittura e testimonianza, Firenze, Libriliberi, 2006; Armed and unarmed: struggles without weapons in Europe and in Italy, in "Journal of Modern Italian Studies", 4, dec. 2005; La resistenza senza armi, in Ottosettembre 1943, a cura di Alberto Melloni, Reggio Emilia, Diabasis 2005; The rescued and the rescuers in private and public memories, in J. Zimmerman (ed.), The Jews of Italy under Fascist and Nazi Rule: 1922-1945, Cambridge University Press, 2005; Presentazione a Giuliana Tedeschi, Questo povero corpo, ed. dell'Orso 2005; La resistenza civile delle donne, in Francesca Pelini, Le radici della resistenza. Donne e guerra, donne in guerra, ed. Plus, Pisa  2005; Noi e la violenza. Trent'anni per pensarci, "Genesis", 1, 2004 (2005). Introduzione al numero, con Giovanna Fiume; La resistance civile des femmes pendant la Seconde Guerre Mondiale et la communaute' des historiens, in  C. Veauvy (ed.), Les femmes dans l'espace public. Itineraires francais et italiens, Parigi, Ed. de la Maison des sciences de l'homme 2004; Presentazione di A.M. Bruzzone - R. Farina, La resistenza taciuta, Torino, Bollati Boringhieri 2003; Fragili e ostinate. Memorie in conflitto intorno alle stragi naziste, "Genesis", I/1, 2003; Voce "I Giusti" in Enciclopedia dell'Olocausto (ed. italiana a cura di Alberto Cavaglion) Torino, Einaudi 2003; La Resistenza e la Cura. Uno sguardo su donne e uomini nelle guerre contro i civili, "Una citta'", n. 103, aprile 2002 (disponibile anche nel sito: www.unacitta.it); Il fotoromanzo, Bologna, Il Mulino 2003; Introduzione a D. Ofer - L.Weitzmann, Donne nell'Olocausto, Firenze, le Lettere 2001; Storia sociale delle donne in Italia, Bari-Roma, Laterza  2001 (con M. Pelaja, S. Pescarolo, L. Scaraffia); La resistenza civile, in E. Collotti, R. Sandri, F. Sessi ed., Dizionario della Resistenza, Torino, Einaudi 2000; I fili della memoria. Donne e uomini nella storia (con A. Foa, L. Scaraffia), manuale di storia per le scuole superiori, Roma-Bari, Laterza 2000; Social Perception of the Shoah in Italy, in B. D. Cooperman and B. Garvin ed., The Jews of Italy. Memory and Identity, Bethesda, University Press of Maryland, 2000; Gli archivi dell'Aned piemontese e la loro importanza per la didattica, in L. Monaco ( a cura di), La deportazione nei lager nazisti. Didattica e ricerca storiografica, Franco Angeli 2000]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Anna Bravo: E' stato il "si puo'". Si puo' guardarsi, confrontarsi, rendersi amici agli altri. Ci si puo' mischiare. Credo pero' che in varie occasioni ci sia stato uno sbilanciamento, la tendenza a mettere in secondo piano alcune lotte nei paesi oggi ex-sovietici, a Cuba, in Cina; l'impressione che mi e' rimasta e' quella. Era l'atmosfera degli anni cinquanta/settanta, e anche oltre. Ma la marcia restava uno dei pochissimi momenti in cui si poteva parlare di giustizia disgiuntamente dalla violenza che molti ritenevano necessaria per raggiungerla, di tempo lunghi, di pazienza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Anna Bravo: Credo la novita' rappresentata dalle "rivoluzioni" del nord Africa, che hanno offerto molta speranza, ma anche ammonito sulle difficolta'. E le lotte no tav, in cui si e' riproposta la divisione fra violenti, chiamati "radicali", e "pacifici". Percio' mi piacerebbe che nella preparazione si lavorasse anche e ancora sul linguaggio, vale a dire sugli assetti mentali. Quando sento usare la parole "radicale" per indicare le componenti estremiste/violente dei movimenti, lo trovo una stortura; la radicalita' sta nel coraggio di negoziare, mediare, "pesare" le parole, anche a rischio di essere chiamati traditori dai propri compagni e affini - lo ha scritto Alex Langer. La violenza e' la via facile, e' la regressione, e', per cosi' dire, il "ritorno all'apparenza", e l'apparenza e' fatta di semplificazioni, slogan, a volte di notizie non verificate, di false e comode analogie; per esempio, l'Italia di oggi non e' fascista, e' brutta abbastanza anche senza avventurarsi in assimilazioni che servono solo a attizzare il fuoco e a risparmiarsi la fatica di pensare. Mi piacerebbe anche che fra noi si discutesse piu' laicamente sulla Costituzione, che sul tema guerra/pace e' meno univoca di quanto pensiamo, basta guardare gli articoli 60, 78, 103, 111, sulla dichiarazione di guerra, i tribunali di guerra e cosi' via. Ci sarebbe tanto da discutere in termini critici e solidali.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Anna Bravo: Non so rispondere. Vedo che di nonviolenza si parla molto, ma vedo anche che spesso la si identifica con il no alle guerre e alle armi. E' troppo poco. Mi sembra che non riesca a passare abbastanza il significato ideale, spirituale (e necessariamente quotidiano) della nonviolenza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Anna Bravo: Il ruolo importantissimo di chi ricorda agli altri la verita', come faceva Capitini, di chi prende posizione sia sulle violenze nel mondo, sia sul seme di violenza che e' in tanti di noi (me compresa), sugli usi strumentali della nonviolenza e sui falsi nonviolenti. Lo sta gia' facendo, ma e' un lavoro eterno! E poi saper mostrar la desiderabilita' della nonviolenza. Dovremmo anche riflettere e far riflettere sulle pratiche di character assassination oggi in voga su molte figure della nonviolenza, da Gandhi a King. Lo si fa anche nei confronti di leader storici tradizionali, ma mi sembra che con i nonviolenti lo si faccia con particolare volutta'. Perche' fanno paura.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Anna Bravo: La presenza delle donne italiane in piazza e soprattutto nell'opinione comune. I movimenti del nord Africa, le dimissioni del Dalai Lama da leader politico del Tibet in nome della democrazia e della necessita' di non condurre lotte violente; il fatto deprimente che ancora una volta il mondo interviene solo dopo che il sangue e' stato versato, e interviene malissimo - la guerra dall'alto e' la forma piu' bieca di intervento. Come in Libia.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Anna Bravo: Sulla Libia, per mettere fine alla guerra. Sul rispetto delle persone, vale a dire sui rapprto fra generi, generazioni, ceti; sul lavoro, le condizioni di vita, la liberta' di espressione.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Anna Bravo: Domanda difficile! Dipende dalla persona. Spesso chi chiede e' ancora in parte convinto dell'indispensabilita' della violenza, anche se non la approva. In questi casi, prima cerco di mostrare la stupidita' e inefficacia della violenza, non e' difficile! A volte parto dalle celebrazioni del Centocinquantenario, dalla sfilata che ha visto presenti le truppe, addirittura in divisa coloniale!, dall'eccesso di retorica - questo per far capire che bisogna attrezzarsi per non farsi catturare. Poi suggerisco di leggere qualcosa, ma non la stessa a tutti, cerco di scegliere cose "su misura". Recentemente ho consigliato di leggere il carteggio Bobbio-Peyretti, La banalita' del male di Hannah Arendt, l'autobiografia di Mandela, La nonviolenza oggi di Capitini. Tutto di Simone Weil. E le riviste della nonviolenza.

 

3. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A NADIA NERI

[Ringraziamo Nadia Neri (per contatti: nadianeri at hotmail.com) per questa intervista.

Nadia Neri e' psicologa analista, membro didatta dell'Associazione Italiana e Internazionale di Psicologia Analitica, vive e lavora a Roma; ha esplorato in articoli e saggi alcuni aspetti della dimensione psichica femminile; ha pubblicato, tra l'altro, numerosi studi su Etty Hillesum (il primo, del 1988, e' tradotto in olandese). Opere di Nadia Neri: Oltre l'Ombra. Donne intorno a Jung, Borla, Roma 1995; Un'estrema compassione: Etty Hillesum testimone e vittima del Lager, Bruno Mondadori, Milano 1999, Borla, Roma 2011; (a cura di), L'odio. Irreparabile?, "Quaderni di Psicoterapia Infantile" - Borla, Roma 2007; con Serena Latmiral (a cura di), Uno spazio per i genitori, Borla, Roma 2007; con Chiara Rogora (a cura di), Desideri di maternita', "Quaderni di Psicoterapia Infantile" - Borla, Roma 2010]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Nadia Neri: La marcia e' stata una testimonianza costante e dal basso di una forte presenza della nonviolenza al di la' dei partiti ufficiali.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Nadia Neri: Quest'anno sara' ancora piu' significativa perche' la situazione mondiale e quella italiana in particolare sono ormai ad un livello di guardia e purtroppo aumentano le persone che pensano che la nonviolenza sia un'utopia, vedere invece tante persone unite in marcia per un ideale puo' aprire qualche cuore.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Nadia Neri: Sono pessimista, non vuol dire essere rassegnati, ma credo che soprattutto tra i giovani esista un'ignoranza di base sulla nonviolenza; racconto un piccolo episodio, l'anno scorso ho chiesto a dei miei allievi ( tutti laureati!) se conoscessero Danilo Dolci: nessuno lo aveva mai sentito nominare... ed io che temevo di offenderli con la mia domanda...

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Nadia Neri: Ho molta fiducia nei gruppi e nelle associazioni nonviolente che testimoniano dal basso, ma che dovrebbero dedicarsi di piu' ad una educazione capillare verso i giovani sottolineando un punto cruciale, secondo me: che la nonviolenza e' anche una pratica silenziosa, quotidiana, individuale, un modo di vivere alternativo e difficile.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Nadia Neri: Credo che le manifestazioni di febbraio "Se non ora quando" siano un segno grande di risveglio delle donne che continuera' con forza e in modo pacifico.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Nadia Neri: Credo che l'impegno delle donne sia una realta' da rafforzare, e poi forse testimoniare in molti modi solidarieta' ai rifugiati e vivere sul serio la tolleranza verso il diverso.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Nadia Neri: Farei leggere don Milani e Etty Hillesum.

 

4. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A SERGIO PARONETTO

[Ringraziamo Sergio Paronetto (per contatti: paxchristi_paronetto at yahoo.com) per questa intervista.

Sergio Paronetto ha insegnato letteratura e storia nelle scuole superiori, soprattutto presso l'Istituto Tecnico "Luigi Einaudi" di Verona, coordinando attivita' di educazione alla pace. Negli anni '60 vive con intensita' le vicende del Concilio Vaticano II. Tra il '71 e il '73 e' in Ecuador a svolgere il servizio civile alternativo del militare con volontari di Cooperazione internazionale (Coopi). L'obiezione di coscienza al servizio militare gli viene suggerita dalla testimonianza di Primo Mazzolari, di Lorenzo Milani e di Martin Luther King. In Ecuador opera prima nella selva amazzonica presso gli indigeni shuar e poi sulla Cordigliera assieme al vescovo degli indios (quechua) Leonidas Proano con cui collabora in programmi di alfabetizzazione secondo il metodo di Paulo Freire ("pedagogia degli oppressi"). Negli anni '80 e' consigliere comunale a Verona, agisce nel Comitato per la pace e il disarmo e in gruppi promotori delle assemblee in Arena suscitate dall'Appello dei "Beati i costruttori di pace". In esse incontra o re-incontra Tonino Bello, Ernesto Balducci, David Maria Turoldo, Desmond Tutu, Rigoberta Menchu', Perez Esquivel, Alessandro Zanotelli e tanti testimoni di pace. Negli anni '90 aderisce a Pax Christi (conosciuta nel 1969 alla marcia notturna Ponti sul Mincio-Peschiera) di cui e' attualmente vicepresidente nazionale. Negli stessi anni, e' tra i fondatori del cartello "Nella mia citta' nessuno e' straniero", ancora attivo. E' membro del Gruppo per il Pluralismo e il Dialogo col quale collabora in iniziative sul Concilio, la democrazia, la pace, il rinnovamento della Chiesa veronese (e' stato anche membro del Sinodo diocesano 2002-2005, del Convegno della Chiesa italiana tenutosi a Verona nel 2006 e della Settimana sociale dei cattolici di Reggio Calabria nel 2010). Tra il 2005 e il 2006 presiede il Tavolo delle Religioni del "Municipio dei popoli" del Comune di Verona, centrato sul tema "comunita' religiose e politiche sociali". Fa parte del Comitato scientifico dell'Istituto veronese per la Storia della Resistenza e dell'Eta' contemporanea, pubblicando testi su movimenti sociali e forze politiche a Verona ('45-'50) e sul leghismo padano. Collabora con la rivista mensile "Mosaico di pace" e con il trimestrale "Note mazziane" dove cura interventi su volti di pace, sulla nonviolenza, sulla convivialita'. A volte anche con l'"Annuario geopolitica della pace" della Fondazione Venezia per la ricerca della pace. Opere di Sergio Paronetto: Poteri profondi. Verona segreta nei misteri d'Italia, Kappa Vu, Udine 1996; La nonviolenza dei volti. Forza di liberazione, Editrice Monti, Saronno (Va) 2004; Populismo etnico e religione civile a Verona. Un progetto politico tribale e autoritario, in La citta' in fondo a destra. Integralismo, fascismo e leghismo a Verona, a cura di E. Franzina, "Venetica", 19/2009, Cierre, pp. 173-233. Cfr. anche l'intervista nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 433]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Sergio Paronetto: Tenere accesa una luce, risvegliare persone e gruppi, costruire relazioni, dare visibilita' ai "laboratori della pace".

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Sergio Paronetto: Ne abbiamo parlato al convegno di Bolzano di meta' giugno, promosso dal Movimento Nonviolento, da Pax Christi e dagli enti locali altoatesini: la nonviolenza, la fraternita' e, quindi, necessariamente, la fine degli interventi in Afghanistan e in Libia, la democrazia e la convivenza civile.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Sergio Paronetto: Esistono tante piccole belle realta' e tante generose iniziative poco conosciute. Il limite cronico e' la dispersione delle attivita', la mancanza di un coordinamento agile centrato su agibili priorita'. Avverto con tormento che l'azione degli operatori di pace deve rinnovarsi e reinventarsi. Che occorre evitare un linguaggio a volte cupo-aggressivo o un gergo iniziatico. Che e' necessario essere meno dottrinari e piu' esistenziali. Meno lamentosi e piu' fiduciosi. Meno noiosi e piu' gioiosi. Meno disperati e piu' motivati. Meno autoreferenziali e piu' relazionali.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Sergio Paronetto: Quello di minoranza critica per analizzare, valutare, stimolare e agire per il disarmo. Quello di iniziativa civile-politica come movimento della societa' civile amica della pace (non come singole candidature sparse nelle liste di piccoli gruppi partitici).

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Sergio Paronetto: In ambito internazionale: la resistenza birmana; molte (sconosciute) iniziative antinucleari negli Usa; i movimenti giovanili in Tunisia, Egitto e Siria (innovatori anche se fragilissimi, prevalentemente rivolti alla fase "negativa" di abbattimento); le iniziative nonviolente in Palestina-Israele e il sussulto giovanile palestinese non solo contro il governo israeliano ma anche contro i loro "padri" da Al Fatah ad Hamas (in tale ambito i tentativi di Freedom Flotilla con Arrigoni, le campagne di solidarieta', "Ponti e non muri", le donne in nero); le attivita' di molte donne africane meritevoli del prossimo Nobel per la pace; la Convocazione ecumenica internazionale di Kingston (maggio); la risposta civile dei norvegesi dopo il recente massacro.

In Italia: per me il vero concreto movimento nonviolento italiano e' quello legato a "Libera" e alle comunita' di resistenza e di liberazione antimafia. Devo poi citare: i comuni meridionali, in particolare calabresi, disposti ad ospitare profughi e migranti; le associazioni in lotta costruttiva contro i neorazzismi dilaganti (tra esse quelle diocesane milanesi a favore del dialogo e della convivenza civile); le donne di "Se non ora quando"; i referendum del giugno scorso con l'attenzione ai beni comuni; le lotte in Val di Susa, anche se, per vari motivi, appare debole la voce dei promotori che non devono mai stancarsi di dichiarare che chi usa violenza non e' mai alleato ma avversario del movimento (i guerriglieri incappucciati con sassi, bastoni e bulloni sono imitatori e replicanti delle violenze dei potenti, a volte provocatori da loro stessi incoraggiati).

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Sergio Paronetto: 1. Attenzione alla dimensione politica della nonviolenza sia in ambito internazionale con la riforma dell'Onu, l'attuazione della sua Carta, la nascita di una polizia internazionale, una vera cooperazione internazionale, la cura particolare del Centro e del Corno d'Africa,  sia in ambito locale con la Difesa nonviolenta, i corpi civili di pace, il servizio civile. 2. Disarmo e riconversione della produzione dei sistemi d'arma. Controllo del commercio delle armi. 3. Costruzione di citta' amiche con iniziative interculturali, ecumeniche e interreligiose.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Sergio Paronetto: Direi subito, con calma, che nonviolenza e', anzitutto, diventare umani, cercare la felicita'. E' nuovo sguardo sulla vita. E' storia concreta di tante persone, l'esperienza o un insieme di esperienze di tanti testimoni e "martiri" di pace. E' movimento di "amicizia liberatrice". E' intreccio di pace-giustizia e perdono. Successivamente, potrei citare e spiegare tante espressioni come gestione positiva dei conflitti, progetto politico, cantiere sociale, cittadinanza attiva, cura del bene comune, stile di vita, sobrieta'. Completerei, infine, con mistica e contemplazione, spiritualita' del creato, teologia della speranza e della liberazione, cristologia.

 

5. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE AD ALESSANDRO PIZZI

[Ringraziamo Alessandro Pizzi (per contatti: alexpizzi at virgilio.it) per questa intervista.

Alessandro Pizzi, professore di matematica e fisica, gia' apprezzatissimo sindaco di Soriano nel Cimino (Vt), citta' in cui il suo rigore morale e la sua competenza amministrativa sono diventati proverbiali, e' fortemente impegnato in campo educativo e nel volontariato, ha preso parte a molte iniziative di pace, di solidarieta', ambientaliste, per i diritti umani e la nonviolenza. Ha promosso l'esperienza del corso di educazione alla pace presso il liceo scientifico di Orte. Ha partecipato nel 2001 con i Beati i Costruttori di Pace ad una azione nonviolenta nel Kivu nella Repubblica Democratica del Congo. Ha partecipato all'azione nonviolenta delle "mongolfiere della pace" ideata e organizzata dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo in occasione della guerra nella ex Jugoslavia. Dal 2005 e' assistente volontario nel carcere di Viterbo. Dal 2007 e' uno dei principali animatori del comitato che si oppone al mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo; su sua iniziativa nel 2007 il congresso nazionale del Movimento Nonviolento ha approvato all'unanimita' una mozione per la riduzione del trasporto aereo. Sul tema del trasporto aereo, del suo impatto sugli ecosistemi locali e sull'ecosistema globale, e sui modelli di mobilita' in relazione ai modelli di sviluppo e ai diritti umani, ha tenuto rilevanti relazioni a vari convegni di studio; e rilevanti relazioni ha tenuto in vari convegni scientifici sui temi della sostenibilita' ambientale, delle scelte economiche ecocompatibili, dell'energia, della giustizia globale. Si veda anche una recente intervista in "Coi piedi per terra" n. 340]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Alessandro Pizzi: La marcia, che e' una manifestazione elementare, come la definiva Aldo Capitini, ha reso possibile l'incontro di migliaia di persone, che camminano per la pace. La Perugia-Assisi, marcia dopo marcia, ha fatto prendere coscienza a un numero crescente di persone che la pace e' sempre in pericolo e che deve essere difesa in modo intransigente. La consapevolezza e' cresciuta da quando l'Italia ha partecipato alle missioni di guerra. Mi piacerebbe che la marcia riesca a provocare una crisi di coscienza negli esponenti dei partiti favorevoli alle missioni di guerra che partecipano o hanno partecipato alla marcia stessa, facendo cambiare la loro posizione a favore di un rifiuto netto della guerra.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzerà maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Alessandro Pizzi: La richiesta di ritiro immediato dell'Italia dalle missioni di guerra, a cominciare dall'Afghanistan e dalla Libia, la richiesta di immediata fine delle operazioni di guerra. La richiesta del disarmo. La richiesta di utilizzazione dei fondi destinati alle missioni militari per fini sociali in sostegno d'iniziative di difesa della natura e dei diritti umani. Almeno e' quello che mi auguro, perche' e' il cinquantenario della prima marcia e perche' tra gli organizzatori figura il Movimento Nonviolento.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Alessandro Pizzi: Credo sia molto diffusa nel territorio la pratica della nonviolenza, che prende forma in iniziative per la difesa della biosfera e dei diritti di tutti gli esseri viventi. A mio parere occorrerebbe un progetto politico basato sulle iniziative che contrastano l'attuale modello di economia che non rispetta le leggi della natura e che produce disastri ambientali e sociali, su cui i movimenti possano confrontarsi con i partiti per un programma di governo per la fase di transizione da un'economia basata sul petrolio, sulla finanza e sulla crescita illimitata a un'economia della sobrieta' e della decrescita.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini?

- Alessandro Pizzi:Il ruolo che ha svolto fino ad ora, cioe' quello di essere presente nelle lotte per i diritti umani, per la difesa della biosfera e per la presa di coscienza della necessita' della nonviolenza per la costruzione di rapporti tra gli esseri umani, tra uomini e donne e tra le persone con la natura basati sul rispetto e non sul dominio.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Alessandro Pizzi: I movimenti di contestazione dei regimi totalitari dell'Africa settentrionale. I movimenti che in Italia hanno promosso campagne locali e nazionali per la difesa dei beni comuni, i referendum in difesa dell'acqua pubblica e contro il nucleare; la lotta delle popolazioni della Val di Susa; l'opposizione alla costruzione di nuovi aeroporti e di nuove piste per il trasporto aereo; le lotte di migranti per affermare i loro diritti; la denuncia di numerose associazioni delle condizioni nei centri di identificazione ed espulsione, la denuncia dei comportamenti e delle leggi razziste nei confronti dei migranti, dei rom e dei sinti; la denuncia di varie associazioni dello stato vergognoso delle carceri, della permanenza degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, le iniziative per l'abolizione dell'ergastolo.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Alessandro Pizzi: La richiesta della cessazione immediata delle guerre stragiste in Afghanistan e in Libia. L'avvio di una campagna per l'utilizzazione dei finanziamenti per le missioni militari per fini sociali. La lotta per cambiare il modello di economia violenta basata sull'uso di grandi quantita' di materia ed energia che non rispetta le leggi della natura e i diritti di tutti gli esseri viventi, per costruire un'economia dell'autosufficienza e una partecipazione politica dal basso.

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- Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi a essa?", cosa risponderebbe?

- Alessandro Pizzi: La nonviolenza e' la difesa intransigente della pace e ripudio della guerra, e' la difesa intransigente dei diritti degli esseri viventi e degli equilibri della biosfera, e' lo stretto legame tra fini e mezzi: i mezzi devono essere coerenti con i fini, i mezzi devono prefigurare i fini stessi; si mette in pratica con la promozione di movimenti dal basso, con campagne di sensibilizzazione e di denuncia e, se necessario, con forme di resistenza passiva, di disobbedienza civile. Per accostarsi ad essa consiglio di seguire le iniziative del Movimento Nonviolento (cfr. il sito: www.nonviolenti.org), abbonarsi alla rivista "Azione Nonviolenta", fondata da Aldo Capitini, redatta dal Movimento Nonviolento, abbonarsi a "Gaia" dell'Ecoistituto del Veneto, abbonarsi alla rivista "Quaderni Satyagraha", direttore Rocco Altieri del Centro Gandhi di Pisa, leggere gli scritti di Aldo Capitini, a partire, ad esempio, da Elementi di un'esperienza religiosa, Il potere di tutti, Italia nonviolenta.

 

6. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. UNA LETTERA DI DANIELA THOMAS

[Ringraziamo Daniela Thomas (per contatti: daniela.thomas at ymail.com) per questa lettera di risposta a una richiesta di intervista]

 

Caro Peppe,

spero che vorrai scusarmi se ti rispondero'... a modo mio. E vorrei farlo con questo bel video, che secondo me risponde "trasversalmente" a tutte le domande che tu poni: http://youtu.be/aggFBx8G6QM

Quest'anno, in cui la marcia della pace ne compira' 50, e' in qualche modo l'anno in cui, idealmente, la piccola foglia che vedi nel video compie un intero giro intorno al mondo, cosi', semplicemente abbandonandosi al vento e andando alla ricerca di se stessa, senza forzature. E' questo il dono del movimento nonviolento ai miei occhi: lo stesso di un giardiniere a un bambino che torna a sorridere e a colorarsi di vita.

Per cio' che mi riguarda, sono nata a Palermo il 21 dicembre 1960 - il giorno del solstizio d'inverno, e cioe' quello in cui l'oscurita' raggiunge il suo apice per declinare subito dopo nella ricerca della luce. E questo - la ricerca della luce - e' cio' che permea tutta la mia esistenza: mi occupo di simbologia del profondo, mitologia, scrivo (anche se finora ho pubblicato un solo libro di racconti, "Segni di vita", ed. La Zisa), sono operatrice alla Biblioteca dei Bambini e dei Ragazzi "le Balate" di Palermo. E di questo sono orgogliosa, perche' e' la sola biblioteca per bambini che ci sia a Palermo, perche' si trova in un quartiere molto difficile in cui la violenza e' all'ordine del giorno sin dal primo istante di vita e perche' andiamo avanti senza il sostegno delle istituzioni ma con il nostro lavoro e il sostegno dei privati, e gia' abbiamo 5000 libri. Mi occupo anche, con un piccolo gruppo di donne che abbiamo chiamato Domodama, di informare le mamme sull'importanza del parto naturale e dell'allattamento al seno, che sono il primo gesto nonviolento di accoglienza, eccoti il link del blog su cui scriviamo (io col nome di Samina): http://domodama.wordpress.com

Amo l'etimologia delle parole perche' dentro ogni parola c'e' il mondo intero: per esempio "felicita'" deriva da una radice indoeuropea, dhe-, che vuol dire, nello stesso tempo, "allattare" ed "essere allattati". Non e' nonviolenza questa? Gli antichi ben sapevano che quando dare e ricevere sono vissuti come una sola cosa e' possibile la vita, il nutrimento, l'appagamento, la crescita, l'amore - insomma la felicita'...

Un abbraccio,

Daniela

 

7. INIZIATIVE. TAVOLA DELLA PACE, MOVIMENTO NONVIOLENTO: APPELLO PER LA MARCIA PERUGIA-ASSISI DEL 25 SETTEMBRE 2011

[Riproponiamo il seguente appello]

 

A 50 anni dalla prima Marcia organizzata da Aldo Capitini il 24 settembre 1961, domenica 25 settembre 2011 si svolgera' la Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli.

Perugia, ore 9, Giardini del Frontone

Assisi, ore 15, Rocca Maggiore.

*

Vieni anche tu.

"Un solo essere, purche' sia intimamente persuaso, sereno e costante, puo' fare moltissimo, puo' mutare situazioni consolidate da secoli, far crollare un vecchiume formatosi per violenza e vile silenzio" (Aldo Capitini,1966)

Ci sono persone che meritano la tua e la nostra attenzione. Giovani che non riescono a trovare un lavoro, altri che vivono nella precarieta', ragazze e ragazzi che non si possono permettere di studiare, persone che si sentono uno zero perche' nessuno le ha mai valorizzate, gente intimidita e ricattata dalle mafie e dalla criminalita' organizzata, famiglie che faticano ad arrivare alla terza settimana, gente senza casa, persone che pagano le tasse nel nostro paese a cui neghiamo i diritti di cittadinanza, operai che muoiono sul lavoro, anziani soli e abbandonati, giovani che perdono la vita per difendere i diritti umani, bambini strappati all'infanzia e alle proprie famiglie, donne violentate, abusate e sfruttate, persone terrorizzate dalla guerra e dalla violenza, gente che muore ammazzata in carcere, altra che muore nel deserto o nel Mediterraneo cercando di sfuggire alla guerra, alle persecuzioni e alla miseria. Ci sono donne, bambini e uomini a cui non viene nemmeno riconosciuta la dignita' di esseri umani, che sopravvivono in condizioni drammatiche senza pace ne' giustizia.

Per loro e con loro, in nome di tutte le vittime e dei loro familiari, della dignita' e dei diritti di ogni persona, ti invitiamo a marciare per la pace e la fratellanza dei popoli il 25 settembre 2011 da Perugia ad Assisi, lungo la strada tracciata cinquant'anni fa da Aldo Capitini.

Ti invitiamo a camminare insieme perche', come tanti giovani del Mediterraneo e dell'Europa, sentiamo un bisogno forte di cambiamento. Dentro e fuori dal nostro paese ci sono situazioni croniche d'ingiustizia, di poverta', di violenza e di sofferenza che non possono piu' essere tollerate. Siamo indignati e preoccupati, perche' sappiamo che se le cose non cambiano, i rischi e i pericoli diventeranno sempre piu' grandi e noi diventeremo sempre piu' poveri, si moltiplicheranno le guerre, sprofonderemo sempre di piu' nell'incertezza e nella barbarie, aumenteranno le tensioni, gli scontri, la collera, le rivolte e la violenza.

Ti invitiamo a camminare insieme perche' liberta' vuol dire piu' responsabilita' e partecipazione di ciascuno. E, se vogliamo provocare un nuovo futuro, dobbiamo superare ogni forma d'indifferenza, di individualismo, di inerzia e di rassegnazione. Ognuno di noi deve stare dentro la storia da protagonista, con la propria coscienza, sensibilita' e responsabilita'.

Ti invitiamo a camminare insieme per rimettere al centro della nostra societa' i valori della nonviolenza, della giustizia, della liberta', della pace, dei diritti umani, della responsabilita' e della speranza, perche' vogliamo riscoprirne il significato autentico, per costruire insieme una nuova cultura, per dire basta alla manipolazione e allo stravolgimento delle parole, perche' la guerra e' guerra anche quando la si chiama in altro modo e le ingiustizie restano ingiustizie anche quando sono coperte dalle menzogne e dal silenzio mediatico, perche' vogliamo una Rai e un'informazione di pace.

Ti invitiamo a camminare insieme perche' vogliamo dire forte e chiaro ai rappresentanti di tutte le istituzioni che a ciascuno di questi valori debbono corrispondere azioni politiche concrete, un'agenda politica che parte dai quartieri dove viviamo fino all'Europa e all'Onu, che la Costituzione, la Dichiarazione Universale dei diritti umani e la Carta dei Diritti dell'Unione Europea non sono belle parole ma la bussola da seguire per uscire in tempo da questa gravissima condizione.

Ti invitiamo a camminare insieme perche', nel 150mo anniversario dell'Unita' d'Italia, vogliamo difendere e attuare la nostra Costituzione e ricordare a tutti che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".

Ti invitiamo a camminare ancora una volta insieme, come fece Aldo Capitini nel 1961 e come in questi cinquant'anni abbiamo rifatto tante volte, perche' crediamo nella nonviolenza come metodo e stile di vita, strada maestra per contrastare ogni forma d'ingiustizia, perche' crediamo che la nonviolenza sia "per l'Italia e per tutti via di uscita dalla difesa di posizioni insufficienti, strumento di liberazione, prova suprema di amore, varco a uomo, societa' e realta' migliori".

Negli ultimi decenni sono gia' state sprecate tantissime opportunita' e risorse. Ma quello che ieri era desiderabile oggi e' diventato necessario e urgente. Per questo c'e' bisogno di una tua e nostra diversa assunzione di responsabilita'.

Entra a far parte della soluzione. Vieni, domenica 25 settembre 2011, alla Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli.

*

Nell'idea di "fratellanza dei popoli" si riassumono molte delle scelte urgenti che dobbiamo fare per superare la crisi che stiamo vivendo: riscoprire la nostra umanita', mettere le persone al centro dell'economia e non piu' il contrario, riconoscere i diritti dei piu' poveri e dei piu' deboli e non continuare a calpestarli, gestire l'accoglienza e non i respingimenti, batterci contro le poverta' e le disuguaglianze sociali e non piu' aumentarle, investire sui giovani e non disperdere la nostra principale ricchezza, ridare piena dignita' al lavoro e ai lavoratori di tutto il mondo e non peggiorare le loro condizioni, investire sull'educazione, sulla cultura e sulla formazione e non tagliare le opportunita' del nostro futuro, difendere il pluralismo, il diritto e la liberta' d'informazione, cambiare i nostri consumi e stili di vita personali e collettivi smettendo di distruggere e sprecare i beni comuni, ripudiare davvero la guerra e la sua preparazione, tagliare le spese militari, costruire l'Europa dei cittadini e la Comunita' del Mediterraneo, democratizzare e rafforzare l'Onu, mettere fine al traffico delle armi e impegnarci a costruire la pace in Medio Oriente, nel Mediterraneo, in Africa e nel resto del mondo, fermare il cambiamento climatico, rompere la schiavitu' dai combustibili fossili e proteggere l'ambiente, costruire le citta' dei diritti umani e non le cittadelle dell'odio e dell'esclusione, investire sulla societa' civile e sul volontariato, investire sulla cooperazione a tutti i livelli anziche' sulla competizione selvaggia, promuovere la globalizzazione dei diritti umani, della democrazia e della solidarieta' contro la violenza, le guerre, le mafie, la corruzione, la censura, gli egoismi, il razzismo e la paura.

"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignita' e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza" (articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).

Tavola della pace, Movimento Nonviolento

Perugia, 10 giugno 2010

Per adesioni, comunicazioni e informazioni: Tavola della Pace, via della viola 1, 06122 Perugia, tel. 0755736890, fax: 075/5739337, e-mail: segreteria at perlapace.it, sito: www.perlapace.it

 

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LA DOMENICA DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento domenicale de "La nonviolenza e' in cammino"

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100

Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 258 del 31 luglio 2011

 

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