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Voci e volti della nonviolenza. 403



 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 403 del 22 agosto 2011

 

In questo numero:

1. Mao Valpiana: Se non vogliamo piu' guerre dobbiamo abolire gli eserciti

2. Sette domande a Domenico Gallo

3. Sette domande a Pierpaolo Loi

4. Sette domande a Francesco Pistolato

5. Sette domande a Rocco Pompeo

6. Sette domande a Gabriella Seveso

 

1. EDITORIALE. MAO VALPIANA: SE NON VOGLIAMO PIU' GUERRE DOBBIAMO ABOLIRE GLI ESERCITI

[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per questo intervento.

Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive e ha lavorato come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"); attualmente e' presidente del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007; un'altra recente ampia intervista e' in "Coi piedi per terra" n. 295 del 17 luglio 2010]

 

"Per la pace e la fratellanza dei popoli" (1961), "Mille idee contro la guerra" (1978), "Contro la guerra ad ognuno di fare qualcosa" (1981), "Contro il riarmo blocchiamo le spese militari" (1985), "Mai piu' eserciti e guerra" (2000).  Sono questi i titoli, e gli obiettivi politici, delle precedenti marce che il Movimento Nonviolento vuole rinnovare e riproporre il 25 settembre 2011.

Nel cinquantesimo anniversario della prima marcia di Aldo Capitini, marceremo dunque per la pace e la fratellanza dei popoli, per raccogliere mille idee contro la guerra, per chiedere ad ognuno di fare qualcosa contro la guerra, per ottenere il blocco delle spese militari e per riaffermare che se non vogliamo piu' guerre dobbiamo abolire gli eserciti.

 

2. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A DOMENICO GALLO

[Ringraziamo Domenico Gallo (per contatti: domenico.gallo at gmail.com) per questa intervista.

Domenico Gallo, illustre giurista, e' nato ad Avellino nel 1952, magistrato ed acuto saggista, gia' parlamentare, tra gli animatore dell'Associazione nazionale giuristi democratici; tra i suoi scritti segnaliamo particolarmente: Dal dovere di obbedienza al diritto di resistenza, Edizioni del Movimento Nonviolento, Perugia 1985; Millenovecentonovantacinque, Edizioni Associate, Roma 1999; (a cura di, con Corrado Veneziano), Se dici guerra umanitaria. Guerra e informazione. Guerra all'informazione, Besa, 2005; (a cura di, con Franco Ippolito), Salviamo la Costituzione, Chimienti, Taranto 2006. Vari suoi scritti sono disponibili nel sito www.domenicogallo.it]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Domenico Gallo: Io credo che il significato piu' rilevante sia quello educativo. La marcia, uscendo dalla semiclandestinita' dei primi anni, e' divenuta un evento che ha catalizzato l'impegno di centinaia di migliaia di persone, soprattutto giovani, sui temi della convivenza pacifica, del rispetto dei diritti umani, del riconoscimento dei diritti dei popoli altri, della solidarieta' internazionale nella lotta contro le situazioni di violenza e di ingiustizia, della denunzia della logica distruttiva dei conflitti armati e della corsa agli armamenti. Quindi la marcia e' stata un fattore di educazione e di autoeducazione per piu' generazioni di cittadini. Il problema e' che soprattutto nell'ultimo decennio, si e' consolidato un atteggiamento congiunto della forze politiche dominanti e dei principali mezzi di informazione che mira a rendere sterile il terreno sul quale sono stati distribuiti i semi della nonviolenza, introducendo una sorta di "diseducazione permanente" che inevitabilmente incide sul senso comune. A cio' si aggiunga che la crescente torsione oligarchica del sistema politico, ha relegato fuori dalla dinamica politica i valori ed i significati veicolati dalla marcia, rendendo percio' sterili i semi seminati dalla marcia. Insomma quel percorso che padre Balducci indicava come essenziale per il movimento per la pace, cioe' la transizione dall'etica alla politica, e' stato pesantemente ostacolato e la nonviolenza e' stata respinta fuori dal recinto della politica e confinata nel limbo di un'etica che ogni giorno viene denigrata e diffamata dai mass media del regime.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Domenico Gallo: Io credo che il tema della pace e della fratellanza fra i popoli quest'anno si deve confrontare con le novita' che sono emerse sull'altra sponda del Mediterraneo e deve far emergere la possibilita' di creare un comune sentire, un ponte ideale che ci affratelli con i popoli che soffrono per la violenza del potere (come in Siria) e sono in lotta per costruire una prospettiva di vita democratica nei loro paesi, fondata sul rispetto della dignita' e dei diritti umani fondamentali.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Domenico Gallo: Non sono competente per rispondere a questa domanda. Posso solo dire che se non si riaprono i canali di comunicazione politica fra societa' e Stato, quindi se non si recupera l'agibilita' politica delle Istituzioni, la cultura della nonviolenza rischia di appannarsi.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Domenico Gallo: Anche su questo argomento non sono tanto competente. Pero' la risposta l'ho gia' data. Occorre agire per riaprire le porte della politica alla partecipazione dei cittadini.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Domenico Gallo: In Italia il fatto piu' significativo e' la grande mobilitazione sul tema dei beni comuni che, attraverso i referendum sull'acqua, quello sul nucleare e - con significato diverso ma convergente - quello sul cosiddetto "Lodo Alfano", hanno introdotto una grande contraddizione nel sistema politico oligarchico vigente nel nostro paese, facendo emergere attraverso una esperienza di mobilitazione dal basso (che costituisce una forma di azione popolare nonviolenta) l'esigenza di perseguire il bene pubblico, assicurando la tutela dei beni comuni. Sul piano internazionale hanno straordinario valore le rivolte che sono maturate nel mondo arabo, che hanno avute tutte per oggetto la richiesta di democrazia e di rispetto dei diritti umani e sono state tutte basate su azioni popolari di resistenza nonviolenta, almeno fino a quando la violenza dei regimi non ha imposto il linguaggio delle armi (com'e' avvenuto in Libia).

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Domenico Gallo: Sul piano interno bisogna continuare il lavoro che e' iniziato con i referendum e tirarne le fila, nel senso che occorre continuare a costruire forme di comunicazione e di solidarieta' dal basso volte a modificare l'uso oligarchico della istituzioni. Sul piano internazionale bisogna costruire rapporti di scambio e di fratellanza con i popoli che si battono per la democrazia sull'altra sponda del Mediterraneo e rimettere la lotta per la pace e la giustizia al centro delle relazioni internazionali.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Domenico Gallo: Io gli direi che l'unico modo per sfuggire alla disperazione in cui puo' precipitare la condizione umana e' quello di avere fede che esiste un sostrato di umanita' che accomune tutti gli uomini e le donne, in nome del quale ci si puo' riconoscere nell'altro ed essere riconosciuti come membri della stessa famiglia umana. Se si entra in questa prospettiva, allora si possono condividere le sofferenze degli altri e sentirsi alleati a combattere contro il dolore provocato dall'ingiustizia e dalla violenza.

 

3. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A PIERPAOLO LOI

[Ringraziamo Pierpaolo Loi (per contatti: pierp.loi at tiscali.it) per questa intervista.

"Sono nato a Orroli (Nu) il 23 dicembre del 1952. Ho conseguito la maturita' classica prima e quella magistrale poi a Cagliari. Ho proseguito con gli studi teologici e filosofici conseguendo il baccellierato e la licenza in Teologia fondamentale e dogmatica presso la Facolta' Teologica della Sardegna e la Laurea in filosofia presso l'Universita' degli Studi di Cagliari. Dall'anno scolastico 1983/84 lavoro come maestro nella scuola elementare. Ho praticato per molti anni l'obiezione fiscale alle spese militari partecipando alla divulgazione della campagna di obiezione alle spese militari. Dalla fine degli anni Settanta sono membro attivo della Rete Radie' Resch, associazione di solidarieta' internazionale fondata da Ettore Masina. Collaboro con la rivista online www.ildialogo.org. Mi interesso anche di teologia della liberazione, di ecumenismo e di dialogo interreligioso. Attualmente collaboro con la Comunita' "La Collina" - Serdiana, che promuove la giornata del dialogo cristiano-islamico e con la rivista "La Collina". Recente la pubblicazione di due brevi articoli su Tolstoj e Panikkar e un breve saggio su Capitini: Lev Nicolaevic Tolstoj, il rivoluzionario nonviolento, "La Collina", anno IV, n. 2, aprile/giugno 2011, p. 28; Raimon Panikkar, l'orizzonte del dialogo, "La Collina", anno IV, n. 2, aprile/giugno 2011, p. 29; Capitini, la nonviolenza e la Marcia Perugia-Assisi, "La Collina", anno IV, n. 3, luglio/settembre 2011, pp. 28-29 (prima parte)"]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Pierpaolo Loi: Aver contribuito a rendere viva la cultura e la pratica della nonviolenza attiva in Italia e nel mondo in un tempo in cui la non-cultura della violenza istituzionalizzata dello stato, del militarismo e della guerra ha prevalso fino ad oggi con l'assurda guerra in Libia. Aver indicato che un'alternativa alla soluzione violenta dei conflitti e' possibile attraverso la pratica della noncollaborazione, della disobbedienza civile e dell'obiezione di coscienza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Pierpaolo Loi: Una presenza straordinaria di persone, donne e uomini, giovani e adulti, credenti di tutte le fedi (religiose e laiche) decisi a proclamare il rifiuto incondizionato della guerra come azione "politica" e a portare avanti la lotta nonviolenta per un mondo di giustizia e di pace; a smascherare l'economia di guerra.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Pierpaolo Loi: Sebbene i media non diano spazio alla cultura e alle pratiche nonviolente si diffonde una sensibilita' nuova anche per l'azione di operatori sociali e insegnanti nelle scuole di ogni ordine e grado. Non si ha molta visibilita', tuttavia c'e' un fermento che si percepisce nei dibattiti e nelle manifestazioni (la diffusione a livello locale delle "Marce per la pace").

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Pierpaolo Loi: Dovranno sempre piu' svolgere un ruolo di coscienza critica della societa' e di elaborazione di alternative possibili e di modelli attuabili nella gestione dei conflitti sia a livello locale che a livello globale, attraverso l'impegno dei singoli e dei gruppi, anche restando aperti alle possibili sinergie con quella parte delle istituzioni che si mettono in discussione (sia religiose che partitiche).

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Pierpaolo Loi: Sicuramente le "rivolte" che hanno determinato il cambiamento dell'assetto politico in Tunisia e in Egitto, dove milioni di persone hanno praticato la lotta nonviolenta; il digiuno proprosto dal Movimento Nonviolento per dire no alla guerra in Libia che si e' protratto per alcuni mesi.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Pierpaolo Loi: Mobilitarsi per porre fine alla guerra in Libia; creare occasioni d'incontro con le comunita' di immigrati; lottare apertamente contro ogni forma di xenofobia e razzismo (soprattutto nei confronti dei rom).

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Pierpaolo Loi: Risponderei che la nonviolenza e' un orizzonte, un processo che porta la persona umana a sentirsi parte di una comunita' piu' ampia (che coinvolge animali, piante, pietre, ecc.) e la spinge ad agire secondo il dettame della propria coscienza in modo tale da lottare per affermare il diritto contro il sorpruso e l'ingiustizia con una forza capace di accettare di essere offesi nel corpo e nello spirito, ma mai di offendere... La nonviolenza, come l'hanno vissuta e insegnata i grandi maestri dell'umanita', da Budda a Gesu' di Nazareth, da Francesco d'Assisi a Tolstoi, da Gandhi a Capitini, non e' passivita' e vigliaccheria, ma lotta coraggiosa fino al dono della propria vita, se necessario. Consiglierei la lettura di testi significativi di questi maestri.

 

4. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A FRANCESCO PISTOLATO

[Ringraziamo Francesco Pistolato (per contatti: fpistolato at yahoo.it) per questa intervista.

Francesco Pistolato e' insegnante di scuola media superiore. Ha cominciato a interessarsi attivamente al pacifismo e alla nonviolenza nel 2004, impegnandosi per arrivare alla costituzione, realizzatasi nel 2007, del Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Pace "Irene" dell'Universita' di Udine. Il suo contributo principale consiste nel diffondere la cultura di pace e nonviolenza fungendo da ponte tra le aree di lingua tedesca, italiana e spagnola. Attualmente si sta dedicando allo studio dell'opera di Ekkehart Krippendorff, di cui ha tradotto in italiano Lo Stato e la guerra (Gandhi Edizioni, 2008) e pubblicato in spagnolo una biografia intellettuale ("Revista de Paz y Conflictos," n. 4, 2011, pp. 55-79, disponibile in rete alla pagina web http://www.ugr.es/~revpaz/numeros/rpc_n4_2011_completo.pdf ). Cfr. anche l'intervista apparsa nel n. 313 dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino"]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Francesco Pistolato: La Perugia-Assisi e' diventata un appuntamento irrinunciabile per tenere viva l'idea della nonviolenza unendo a pieno diritto il luogo in cui visse e opero' Capitini al paese di San Francesco, di gran lunga il santo piu' popolare d'Italia e forse del mondo, soprattutto fra i laici.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Francesco Pistolato: Leggo che Mao Valpiana, una delle figure piu' rappresentative che vi partecipera', intende mettere l'accento sull'aspetto ecologico, la cura e il rispetto dell'ambiente. Mi sembra un'ottima scelta, spero si realizzi.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Francesco Pistolato: Vista dalla Spagna, dove ora vivo, la nonviolenza in Italia appare se non viva, almeno significativamente rappresentata dai pochi noti che le dedicano riflessione e tentano nella pratica di attuarla. Se allarghiamo il discorso e accettiamo di considerare pratiche nonviolente tutte le attivita' che rappresentano l'espressione di una logica opposta a quella della violenza, ispirate dall'amore, dal civismo disinteressato e in consapevole contrapposizione ai pessimi modelli politici, del capitalismo sfrenato, della delinquenza organizzata e a quella incorporata nello Stato, nonche' dell'acquiescenza conformistica a tutto questo, non si puo' dire che la nonviolenza in Italia latiti completamente. Preciso che solo un anno fa il mio punto di vista era diverso e che cio' che e' cambiato non e' tanto l'Italia che appare in via di risveglio politico, ma di strada ne deve fare ancora tantissima, quanto la mia riflessione, che nell'ultimo anno, in realta' per ragioni personali trascorso in buona parte in Italia, ha avuto modo di soffermarsi sul buono che c'e', dietro all'enorme schifo che tuttora appare dominante.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Francesco Pistolato: Un ruolo culturale da un lato, per far intendere il concetto e impedire i diffusi equivoci, ma anche, se si riesce, un ruolo di formazione, per far si' che legittime proteste, come quelle contro la Tav, non vengano inficiate da comportamenti criticabili.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Francesco Pistolato: In Italia il lavoro di tanti per il Si' ai referendum mi e' sembrato un fatto di enorme valore e significato. Nel mondo il risveglio del Nordafrica e' tendenzialmente nonviolento, a parte il caso della Libia, ma e' evidente che c'e' bisogno di una riflessione e di tanto lavoro per arrivare alla democrazia partendo da decenni di dittatura. Mi colpisce pero' il fatto che protestare in forma nonviolenta sia divenuto tutto sommato abbastanza comune, anche se non mancano incredibili manifestazioni del contrario, come la recente settimana in Inghilterra, ammesso che la si voglia considerare una protesta. La nonviolenza e' direi una possibilita' sempre piu' contemplata e praticata, almeno nelle intenzioni, e l'unica via praticabile dal basso se si vuole essere costruttivi.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Francesco Pistolato: Nel proprio ambito ciascuno puo' scegliere ove operare, situazioni di ingiustizia ce ne sono dietro ogni angolo. A livello nazionale la situazione degli immigrati e la partecipazione italiana alla guerra mi sembrano i due casi piu' smaccati di violazione dei diritti umani e della nostra Costituzione.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Francesco Pistolato: La nonviolenza e' un modo di essere che nasce dal non voler piu' essere complici, ancorche' spesso inconsapevoli, di un sistema intrinsecamente ed estrinsecamente violento che abbiamo assimilato col latte materno e via via continuato ad assorbire alimentandone noi stessi. Una volta resosi conto di questo, si comincia a guardarsi intorno alla ricerca di diversi modelli di comportamento. Ce ne sono per tutti i gusti: l'esempio di religiosi e laici, l'attenta e consapevole lettura di testi filosofici e sacri, le molte prassi di solidarieta', di amore per prossimi e lontani, da un secolo a questa parte l'esempio di Gandhi e di coloro che lo hanno seguito. E' importante chiamare nonviolenza tanto il "Padre perdona loro, perche' non sanno quello che fanno", quanto l'attivita' di un'associazione laica come Emergency o il pensiero di Giordano Bruno, le molte iniziative di palestinesi e israeliani alternative alle prassi di violenza dei loro politici e tanti altri esempi ancora, per far capire che non c'e' bisogno di aderire a un credo o a una bandiera particolare per essere nonviolenti, ma che lo sforzo per liberarci dalla violenza puo' essere l'impegno comune di tutte le donne e gli uomini di buona volonta'.

 

5. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A ROCCO POMPEO

[Ringraziamo Rocco Pompeo (per contatti: centrostudinonviolenza at fondazionenesi.org) per questa intervista.

Rocco Pompeo, nato a Muro Lucano (Pz)  il 21 ottobre 1944, ha compiuto gli studi universitari a Pisa, conseguendo la laurea in Filosofia. Ha insegnato Storia e Filosofia nei Licei statali dal 1968 al 1996. E' stato impegnato dal Ministero della Pubblica Istruzione quale docente formatore nei corsi abilitanti nazionali. Ha promosso, organizzato, e svolto, anche come relatore o docente, incontri, convegni e seminari a Livorno ed in varie citta' italiane, pubblicando saggi, materiali di formazione, relazioni, ecc. Ha collaborato a quotidiani e riviste, fra cui "Scuola e politica", "Riforma della scuola", "Scuola e Citta'", "Problemi d'oggi", "Il Focolare", "Dimensioni", "Lega dei Socialisti", "Nuova Polizia", "Sinistra Unita", "L'Indicatore", "Il Tirreno", "La Nazione". Entrato alla Casa dello Studente del Villaggio Scolastico di Corea a Livorno, negli anni '60 e '70 e' stato collaboratore primario del fondatore e direttore don Alfredo Nesi, soprattutto per la programmazione e la conduzione degli "Incontri di Corea", dei quali assume per lungo tempo la presidenza, e la cura editoriale dei relativi Quaderni, come per le attivita' di formazione che hanno portato poi alI'Istituzione Scolastica Sperimentale "Nicola Pistelli", della quale e' stato componente del Comitato Scientifico. E' incaricato, in particolare, della formazione degli operatori socio-educativo-culturali nel territorio e per l'educazione degli adulti. Assume la funzione di formatore degli operatori  nel "doposcuola" di Corea, svolgendo l'impegno di coordinamento dei formatori di vari doposcuola in Italia, curando a tal fine una pagina della pubblicazione settimanale "Il Focolare" edito a Firenze. Dalla collaborazione diretta con Aldo Capitini deriva attenzione ed impegno per i temi dell'obiezione di coscienza, della nonviolenza, della difesa popolare nonviolenta, e del servizio civile, della ripresa del liberalsocialismo e del federalismo unitario. Ne ricava una dimensione ed una pratica di laicita' religiosa. Partecipa successivamente alle attivita' del Movimento Nonviolento, della Lega per l'obiezione di coscienza, del Movimento per la pace, della Lega per il disarmo unilaterale, e sostiene la campagna Osm (obiezione alle spese militari). Autore  nel 1978 de Gli insegnamenti di Aldo Capitini. Ha fondato, nel 1978, a Livorno il Centro Aldo Capitini per la pace e la nonviolenza, del quale ha assunto la presidenza. Ha elaborato annualmente progetti di formazione alla nonviolenza, alla quale ha partecipato come relatore/docente. Ha svolto su tali tematiche attivita' di studio, di intervento, di formazione in varie parti d'Italia, in particolare per gli enti, movimenti ed associazioni assegnatari di obiettori di coscienza al servizio militare (Comuni, Movimento Nonviolento, Caritas, Arci, ecc.). Avvia e sviluppa un intenso lavoro comune con Tristano Codignola, fino alla sua morte. Ne ricava un impegno continuo per la politica, ed in essa per la centralita' della persona. Autore nel 1985 di Tristano Codignola: i nessi etica/politica e socialismo/liberta'. E' dirigente sindacale nazionale del settore scuola e membro della Commissione Scuola della direzione del Psi dal 1969 al 1976. Ha partecipato al gruppo di lavoro per la definizione e la stesura dei Decreti Delegati per la scuola. E' fra i protagonisti del Movimento del '68 a Pisa, e rappresenta il movimento studentesco italiano al Congresso Internazionale della Gioventu' del 1968 a Bonn, svolgendovi l'intervento di delegazione, e partecipando per il triennio successivo al Coordinamento Internazionale degli Studenti. Esponente della sinistra socialista di Lombardi-Santi-Codignola, viene eletto nel 1975 consigliere comunale nelle liste del Psi a Livorno, e ricopre  l'incarico di Assessore. Rieletto nel 1980, in opposizione al craxismo espansivo, nel 1981 firma l'Appello ai militanti promosso da Codignola ed Enriques Agnoletti, che porta all' espulsione dal Psi di Craxi ed alla formazione della Lega dei socialisti, di cui e' eletto Coordinatore nazionale. Fonda e dirige dal 1981 al 1988  il mensile "Lega dei socialisti". E' tra i fondatori del trimestrale "Dimensioni", assumendone il coordinamento editoriale. Nel 1981-83 avvia e coordina il Movimento nazionale delle Autonomie Locali per la Pace, il cui risultato di maggior rilievo saranno le delibere comunali di denuclearizzazione territoriale: svolge per conto di varie istituzioni ed associazioni incontri e seminari, rivolti soprattutto ad operatori di Enti Locali. Nel 1984, in opposizione al nuovo Concordato, fonda la Lega per la laicita' della Scuola e dello Stato, e ne viene eletto presidente. Sviluppa un lavoro unitario con il Pci di Berlinguer degli anni 1981/1984 per la costruzione di una  sinistra unitaria, pluralista, ed espansiva. Nel 1985 viene rieletto consigliere comunale a Livorno come indipendente nelle liste Pci, e assume l'incarico di Assessore ai Lavori Pubblici e alla Casa, che lascera' dopo pochi mesi nel 1986 per forti contrasti di merito e di metodo. Elabora e presenta proposte per le nomine pubbliche, per l'istituzione del Difensore Civico, per gli incarichi professionali esterni, per gli appalti. Autore nel 1987 di Questione morale questione istituzionale e democrazia. E' stato per gli anni 1991/1993 condirettore  e docente della Scuola Superiore di Formazione Politica "Nicola Pistelli" di Vallombrosa e di Livorno, fondata da don Nesi. E' tra i fondatori del Movimento Giannini / Democrazia Aperta. E' eletto vicepresidente vicario del presidente Massimo Severo Giannini. Autore nel 1993 di Per la Democrazia Aperta. Rinnovare lo Stato, ricostruire il paese, la relazione politica e programmatica del movimento. Collabora per vari anni con Massimo Severo Giannini, in particolare per le tematiche delle riforme istituzionali e del riordino della pubblica amministrazione. E' richiesto quale consulente dal Ministro Cassese, nel corso del governo Ciampi. Nel 1997 e' fra i promotori del Progetto Prisma (Progetto per la Rivalutazione dell'Insegnamento e dello Studio del Mondo Antico). Dal Congresso del Movimento Nonviolento del 1999 viene chiamato a far parte del Coordinamento nazionale. Per piu' anni responsabile della sede territoriale di Livorno del Movimento Nonviolento. Dal 2005 gli e' stata affidata la titolarita' e la responsabilita' del Centro Studi Nonviolenza, istituito dal Movimento Nonviolento. Ha promosso nel 2003, alla scomparsa di don Alfredo Nesi, la costituzione a Livorno, nel Villaggio Scolastico del quartiere Corea, l'Associazione/Fondazione "don Nesi / Corea - Centro di Orientamento e di Ricerca per l'Educazione Aperta", con la partecipazione ed il concorso degli ex della Casa dello Studente, dei familiari di don Nesi, e dei moltissimi aderenti, da tante parti d'Italia, alla Rete degli amici di don Nesi e della Corea. Autore  nel 2003 de La figura e l' opera di don Nesi. Attualmente e' presidente della Fondazione Nesi (www.fondazionenesi.org) per la quale ha avviato e guidato progetti di ricerca, di studio e di lavoro. Incarichi amministrativi ed istituzionali: ha svolto l'incarico di Assessore al Comune di Livorno con deleghe, nei vari mandati, alla Sanita' ed ai servizi sociosanitari, al Patrimonio, alla Cultura, ai Lavori Pubblici ed alla Casa; e' stato Presidente dell'Associazione Intercomunale dell'Area livornese, comprendente i Comuni di Livorno, Collesalvetti, Fauglia, Lorenzana, Orciano; e' stato membro della Direzione nazionale della Lega delle Autonomie Locali, e vicepresidente della Consulta degli amministratori della Toscana; e' stato componente del Direttivo nazionale del Coordinamento degli eletti della Sinistra Indipendente. E' stato presidente del Consorzio Turistico della Valdera (Pisa)]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Rocco Pompeo: Ha tenuto fermo il criterio di un'altra possibilita', perche' ha rappresentato ed evidenziato tante opzioni alternative concrete e praticabili, anche quando venivano bollate come utopie irrealizzabili. Ha cioe' reso visibile che nella storia, se si riflette bene, alla lunga sono soltanto le utopie ad essere vincenti. Ha rappresentato altresi' una concezione della pace e della fratellanza dei popoli affidata ai popoli, ai cittadini, chiamandoli e convocandoli in una particolare forma di festa e di impegno come la Marcia. Ha anche espresso una fondamentale fiducia nella forza della partecipazione a fronte di progressivi e gravi deficit di democrazia (pensiamo allo strapotere della finanza internazionale e nazionale che non ha nessun riscontro di legittimazione popolare e democratica).

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Rocco Pompeo: La Marcia del 2011 - oltre a rappresentare un momento di riflessione sui propri 50 anni - deve indicare un livello piu' avanzato di elaborazione e di pratiche per i prossimi decenni. Per dirla con una sintesi riflessiva deve ricavare dalla propria storia pluridecennale la linfa ed un rinnovato vigore per i prossimi decenni. Sta qui il senso dell'Appello alla Marcia congiuntamente lanciato dalla Tavola per la Pace e dal Movimento Nonviolento, che in questa occasione torna ad essere promotore diretto e responsabile della Marcia. La riproposizione coerente dunque di una opzione nonviolenta nella Marcia Perugia-Assisi. Pur non ponendosi con un carattere pregiudiziale l'opzione deve porsi come criterio di lavoro e di partecipazione.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Rocco Pompeo: Se liberiamo il campo dalle erbe infestanti e quindi dai molti malintesi che accompagnano le giaculatorie contro la violenza, salvo nascondere in esse la promozione e l'adesione a guerre e repressioni di popoli, possiamo registrare una diffusa sensibilita' per la nonviolenza. Ci sono molti predicatori di nonviolenza ma pochi che la praticano, anche se i recenti movimenti in Italia ed in altri paesi hanno dato prova ed esempi di atteggiamenti e di pratiche di nonviolenza molto interessanti e da non disperdere. E' nostro compito riuscire a tradurre in indicazioni concrete la ricca messe di indicazioni che ci vengono dal "varco attuale della storia". Occorre, credo, dare concretezza di impegno alla partecipazione popolare - come e' avvenuto nella vincente campagna referendaria di giugno - impegnandosi in progetti di lavoro ancorati ai criteri propri della partecipazione, della globalita', e soprattutto della territorialita'.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini?

- Rocco Pompeo: Il Movimento Nonviolento, con i suoi 50 anni di vita, ha assicurato una continuita' di presenza, di documentazione e di impegno per la conoscenza e la pratica della nonviolenza. Ha altresi' assicurato una stabilita' di riferimento, a fronte di tante meteore che si sono presentate di tempo in tempo come risolutrici di ogni questione salvo poi disperdersi, che ne fa ancora oggi il punto di riscontro piu' accreditato e piu' affidabile per le tante campagne in essere e per i tanti terreni di lavoro. Il ruolo fondamentale del Movimento Nonviolento, a mio avviso, oggi e' quello di riproporre una globalita' articolata in un'opera di avvicinamento alla nonviolenza, del suo studio e della diffusione delle sue tecniche, utilizzando ancora al meglio i suoi tradizionale strumenti di lavoro e di presenza: l'azione del Movimento stesso nelle diverse realta' territoriali e nelle diverse campagne, la rivista "Azione Nonviolenta", il proprio Centro Studi, e tutti gli altri strumenti messi in campo dagli amici della nonviolenza come appunto, ad esempio, "La nonviolenza e' in cammino". Deve altresi' proporre e praticare una attiva interferenza con il mondo politico-istituzionale per dare concretezza alle sue lotte e per conseguire quanto possibile in modo coerente ed irreversibile, contribuendo a fare chiarezza nella nebbiosa confusione della situazione attuale.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Rocco Pompeo: Alcuni aspetti specifici delle lotte nei paesi del Magreb, i movimenti di piazza come quelli degli studenti, delle donne, dei tanti comitati, in primo luogo quello della Val di Susa ed i molteplici apporti alle campagne referendarie.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'im pegno nei prossimi mesi?

- Rocco Pompeo: Dalla Marcia Perugia-Assisi e dalla festa di compleanno per i 50 anni del Movimento di dicembre prossimo emergeranno alcune indicazioni per il lavoro dei prossimi mesi. Insieme ad esse gli impegni derivati dal Congresso nazionale del Movimento svoltosi a Brescia nel novembre scorso. Credo si possa esprimere cosi' in modo unitario: testimoniare, interferire, partecipare, riscoprendo per il presente il grande valore della nonmenzogna e della noncollaborazione quali fondamentali espressioni ed atteggiamenti per e della nonviolenza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Rocco Pompeo: E' sempre difficile rispondere a domande di questo genere, in astratto. Proverei comunque a partire dall'esperienza di vita dell'interlocutore, facendolo esprimere nelle sue opzioni e nei suoi interessi come nelle sue aspettative. Mi rifarei alla poesia ed alla musica, o ai tanti mestieri artigiani, evidenziandone il carattere di stabile continuita' e di sempre non conclusa espressione. Evidenzierei il carattere di creativita' proprio della nonviolenza dal quale proverei a ricavare il criterio appunto che un altro mondo e' possibile, che un altro mondo e' necessario, che un altro mondo e' praticabile. E che tutto cio', sul piano personale e sul piano generale, richiede la partecipazione e l'impegno di ogni singola persona. Di qui l'assunto che la nonviolenza non chiede adesioni fideistiche o dichiarazioni di appartenenza, ma appunto il contributo - l'"aggiunta" di Capitini - di ciascuno per quanto gli e' dato di apportare, e la garanzia, che solo la nonviolenza puo' fornire, che nessuno e' o sara' escluso perche' la nonviolenza secondo una felice espressione di Capitini e' "apertura alla vita, all'esistenza ed alla liberta' di ogni essere".

 

6. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A GABRIELLA SEVESO

[Ringraziamo Gabriella Seveso (per contatti: gabriella.seveso at unimib.it) per questa intervista.

Gabriella Seveso e' ricercatrice e insegna Storia della Pedagogia presso la Facolta' di Scienze della Formazione dell'Universita' degli Studi di Milano Bicocca. Si occupa di modelli formativi ed educativi con particolare riguardo alla dimensione delle relazioni fra generi e generazioni, proponendo un'analisi delle rappresentazioni, delle latenze, degli stereotipi presenti all'interno nella cultura classica greca. Su questi argomenti ha pubblicato numerosi saggi e volumi, fra cui: Per una storia dei saperi femminili (Milano, Unicopli, 2000), Armati, mio cuore. Modelli educativi femminili nel teatro di Euripide (Milano, Mimesis, 2002), Ti ho dato ali per volare. Maestri, allievi, maestre, allieve nei testi della Grecia antica (Pisa, Ets, 2007), Paternita' e vita familiare nella Grecia antica(Roma, Studium Edizioni, 2010), L'educazione delle bambine nella Grecia antica (Milano, F. Angeli, 2010). Ha svolto e svolge attivita' di consulenza, di formazione, di supervisione presso numerosi enti locali, associazioni, scuole, istituzioni educative per la prima infanzia]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Gabriella Seveso: La marcia ha assunto significati molto importanti nel corso di questi cinquant'anni: certamente, il primo e' quello di porre l'accento sulla necessita' e sulla proficuita' del dialogo interreligioso, in un momento storico in cui i notevoli fenomeni migratori hanno portato persone di differenti fedi a confrontarsi e a vivere insieme. Un ulteriore significato e' stato quello di proporre ai giovani la necessita' di impegnarsi e di non sottrarsi alla dimensione dell'utopia.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Gabriella Seveso: La marcia si svolge in un particolare momento storico, caratterizzato da una profonda crisi sociale, da numerosi fenomeni di violenza, da situazioni di conflitto drammatico in molte parti del mondo, anche vicino al nostro Paese (basti pensare alla situazione critica che stanno attraversando molti Paesi che si affacciano sul Mediterraneo). Penso debba sottolineare con forza la necessita' di farsi carico di queste tensioni e di questi conflitti, pensando in particolare a coloro che maggiormente ne patiscono le conseguenze (i bambini, le popolazioni civili).

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Gabriella Seveso: Non sempre la pedagogia della nonviolenza e' conosciuta e valorizzata;  a volte e' declinata su un versante piu' intimista o connesso con problematiche familiari e individuali. Restano trascurati, a livello divulgativo, problemi piu' profondi e legati all'orizzonte sociale; la pedagogia della nonviolenza, invece, ribadisce la necessita' che questo approccio sia attuato nell'affrontare tali problemi.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Gabriella Seveso: Il Movimento Nonviolento puo' proporre il suo approccio sottolineando la necessita' di affrontare le contraddizioni, i conflitti, le difficolta' presenti nella realta' senza negarli o eluderli. In particolare, pero', in questo momento, puo' ricordare la necessita' di una tensione utopica, e di un genuino e trasparente impegno politico e sociale. Puo' ricordare anche come nel nostro Paese sia attualmente indispensabile ripensare l'impegno politico e sociale indicando dei valori di rispetto, di onesta', di integrita' morale.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Gabriella Seveso: La liberazione del premio Nobel Aung San Suu Kyi in Birmania ha rappresentato certamente un fatto eclatante, che dimostra l'efficacia di un impegno nonviolento. Altri fenomeni, invece, fra cui le drammatiche situazioni delle popolazioni del Mediterraneo, mostrano come ancora ci siano vicino a noi situazioni di violenza esplicita e tragica, che colpisce soprattutto i piu' deboli.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Gabriella Seveso: Penso sia necessario ribadire come la violenza non sia solamente presente nelle situazioni di conflitto esplicito, ma sia presente anche e soprattutto nelle situazioni di sfruttamento sociale (un esempio fra tutti il fenomeno della prostituzione), di mancata attenzione ai problemi delle fasce piu' deboli della popolazione (gli anziani, le famiglie), di mancato rispetto per le numerose differenze di cui ognuno e' portatore (handicap, differenza di genere, infanzia).

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Gabriella Seveso: E' una modalita' di affrontare le relazioni umane, di pensare e cercare di risolvere le problematiche sociali, di impegnarsi nella sfera politica, di accostarsi alle creature e all'ambiente, di non abdicare ad una tensione utopica e morale che caratterizza (o dovrebbe caratterizzare) ogni essere umano.

 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Numero 403 del 22 agosto 2011

 

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