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Telegrammi. 684



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 684 del 20 settembre 2011

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Associazione per la Pace: Per la Palestina centonovantaquattresimo stato dell'Onu

2. L'appello del Movimento Nonviolento per la Marcia Perugia-Assisi del 25 settembre 2011 per la pace e la fratellanza dei popoli

3. Sette domande a Paolo Bolognesi

4. Sette domande a Stefano Dell'Anna

5. Sette domande a Pierluca Gaglioppa

6. Sette domande a Giovanna Giugni

7. Sette domande a Michele Nardelli

8. Sette domande a Donatella Porzi

9. Segnalazioni librarie

10. La "Carta" del Movimento Nonviolento

11. Per saperne di piu'

 

1. INIZIATIVE. ASSOCIAZIONE PER LA PACE: PER LA PALESTINA CENTONOVANTAQUATTRESIMO STATO DELL'ONU

[Dall'Associazione per la Pace (per contatti: tel. 393483921465, e-mail: luisamorgantini at gmail.com; sito: www.assopace.org) riceviano e diffondiamo]

 

A pochi giorni dalla richiesta da parte palestinese di una piena adesione alle Nazioni Unite in qualita' di centonovantaquattresimo stato, mentre si susseguono le interpretazioni e le ipotesi di cio' che avverra' o potrebbe avvenire, vogliamo riaffermare tutto il sostegno a tale iniziativa, che Israele, Stati Uniti, ma anche la divisione dei paesi dell'Unione Europea, stanno tentando di minare in nuce.

Come Associazione per la Pace, pensiamo che non si tratti soltanto di una dichiarazione dello Stato palestinese: una dichiarazione d'indipendenza che il Consiglio Nazionale palestinese dell'Olp, unico rappresentante giuridico legittimo dell'intero popolo palestinese, ha gia' presentato e approvato nel 1998 ad Algeri. Ma di un'alternativa nonviolenta allo stallo attuale delle cose, che va di pari passo alle scelte di nonviolenza adottate da grandi parti della popolazione palestinese attraverso diverse pratiche e modalita'.

E' vero, il voto all'Onu non portera' la fine dell'occupazione israeliana, ne' il congelamento della costruzione degli insediamenti illegali, sebbene esista gia' una risoluzione Onu, la 242, secondo cui "e' inammissibile occupare terra con la forza". Nessuno stato puo' essere veramente e pienamente indipendente senza sovranita', senza controllo ne' giurisdizione sul proprio territorio; e questo non puo' avvenire fino a quando Israele perpetuera' l'occupazione militare delle terre palestinesi e continuera' a violare i diritti umani dei palestinesi, con la complicita' degli Usa, e delle Nazioni Unite.

La piena appartenenza della Palestina, riconosciuta sui confini del 4 giugno 1967 con Gerusalemme come legittima capitale, come stato membro delle Nazioni Unite sancisce d'altro canto una legittimazione globale della realizzazione dei diritti e aspirazioni del popolo palestinese; il ritorno all'Onu come punto di riferimento va pertanto giudicato non come una conclusione, piuttosto come un punto di partenza per ricucire la frammentazione del popolo palestinese, per far rinascere una strategia nazionale che tenga conto di tutte le diverse componenti.

Crediamo in questa iniziativa in quanto strumento per mobilitare l'opinione della comunita' internazionale e sancire la definitiva perdita di credibilita' degli Usa, pronti a porre il veto, contro la maggioranza degli stati pronti invece a votare si', in qualita' di mediatori nel processo verso la giustizia e la liberta' per il popolo palestinese. Crediamo in questa iniziativa in quanto passo verso l'implementazione del diritto internazionale, ovvero in quanto mezzo per ridiscutere la questione palestinese alla luce della legalita' internazionale, come base imprescindibile e ineludibile, una legalita' che il processo di pace stesso ha in qualche modo oscurato e accantonato.

Il governo israeliano ha messo in campo tutte le energie e le strategie possibili per convincere prima le leadership palestinesi poi i governi contro il riconoscimento dello stato palestinese. Dal canto loro, in primo luogo gli Usa e anche paesi dell'Unione Europea stanno ricattando in ogni modo la leadership palestinese affinche' desista dalla richiesta all'Onu e torni ai negoziati, negoziati che sono risultati fallimentari per la disparita' di rapporti di potere, per la precisa volonta' di Israele di continuare ad espellere palestinesi dalle loro terre e intensificare la costruzione delle colonie nei territori occupati del '67 e per l'inazione della comunita' internazionale che non fa pagare ad Israele il prezzo politico ed economico per le violazioni del diritto internazionale che compie ogni giorno.

Crediamo che allo stato attuale delle cose la richiesta di adesione alle Nazioni Unite possa rappresentare un passo avanti importante che mette la comunita' internazionale di fronte alle proprie responsabilita' e da' forza al popolo palestinese, che in questo ultimo mese continua a manifestare e sostenere, nei villaggi, nelle strade, nelle citta', la Palestina come centonovantaquattresimo stato delle Nazioni Unite.

Concordiamo con quei palestinesi che sostengono che sarebbe stato piu' adeguato arrivare alla richiesta all'Onu attraverso il coinvolgimento di tutto il popolo palestinese, magari con l'utilizzo dello strumento referendario e soprattutto accompagnato da un processo di riconciliazione nazionale tra Hamas e Fatah che non e' ancora avvenuto. Cosi' come siamo consapevoli che una volta riconosciuto come stato, tale atto dovra' essere accompagnato da una strategia ben precisa, volta a riaccendere il dibattito sulla rappresentativita' dell'intero popolo palestinese, sulla riforma dell'Olp in una direzione piu' inclusiva, sul maggiore coinvolgimento di tutte le componenti della societa' palestinese.

Ma continuiamo a credere che tale iniziativa serva a riaffermare a livello della comunita' internazionale il concetto di autodeterminazione del popolo palestinese come diritto inalienabile; e siamo altresi' convinti che rappresenti una tappa alla quale debba necessariamente seguire la fine dell'occupazione e delle politiche coloniali portate avanti da Israele.

Ci uniamo pertanto alla mobilitazione della societa' civile palestinese di questi giorni, alle ong ai partiti dell'Olp, ai comitati popolari perche' la Palestina sia riconosciuta come centonovantaquattresimo Stato dell'Onu.

Facciamo appello ad una forte mobilitazione, consapevoli che se la richiesta dei palestinesi non sara' accolta dalle Nazioni Unite, ancora una volta i palestinesi si sentiranno abbandonati e toccheranno ancora con mano l'ipocrisia di una politica che si basa su due pesi e due misure.

Invitiamo per il 21 settembre a mobilitarsi nei propri luoghi ed a partecipare alla Marcia Perugia-Assisi del 25 settembre portando la bandiera palestinese.

Troviamoci mercoledi' 21 settembre alle ore 15 in piazza Montecitorio a Roma; saranno con noi, tra gli altri, Moni Ovadia e Kamilia Sukker, sindaco di Sabastyia.

 

2. REPETITA IUVANT. L'APPELLO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO PER LA MARCIA PERUGIA-ASSISI DEL 25 SETTEMBRE 2011 PER LA PACE E LA FRATELLANZA DEI POPOLI

[Riproponiamo l'ultimo appello del Movimento Nonviolento (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per la partecipazione alla marcia Perugia-Assisi]

 

Finalmente ci siamo. Mancano pochi giorni alla "Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli" che il 25 settembre vedra' sfilare migliaia e migliaia di persone da Perugia ad Assisi.

E' il popolo della pace che si mette in cammino per smobilitare la guerra di oggi, attraverso il ritiro dell'esercito dall'Afghanistan e dalla Libia, e quella di domani, attraverso il disarmo e il taglio drastico delle spese militari. Cio' potra' cominciare solo se ciascun marciatore di pace assumera' questa esigenza come impegno personale.

Il Movimento Nonviolento ha convocato questa Marcia nel cinquantesimo anniversario della prima, voluta ed organizzata da Aldo Capitini nel 1961, come risposta popolare alla folle corsa agli armamenti in un'Europa divisa fra Est ed Ovest. Nei cinquant'anni che ci separano da quella Marcia, pur con la conclusione della "guerra fredda", le spese per gli armamenti sono incredibilmente lievitate a livelli astronomici, portando gli investimenti militari a diventare, di gran lunga, il primo spreco pubblico nel bilancio di uno Stato che, invece, sottrae continuamente risorse alle "spese di pace" (sanita', scuola, cultura, servizi sociali, ricerca, servizio civile, ecc.).

I governanti, da vent'anni, impegnano costantemente il nostro Paese in "guerre calde" in giro per il mondo, che uccidono in nome del popolo italiano. La nostra Costituzione repubblicana che "ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" e' ripetutamente, a sua volta, ripudiata!

Ci sono, oggi, ancora piu' ragioni di cinquant'anni fa per marciare in maniera consapevole e determinata affinche', percorrendo i 24 chilometri che da Perugia portano ad Assisi, il popolo della pace torni ad essere un soggetto autonomo ed indipendente per aiutare il Paese ad uscire dalla grave crisi sociale, politica, economica, morale nella quale e' precipitato.

La Marcia della pace non e' un rito, e' un impegno. Non e' una passeggiata, e' un'azione politica. E' un'azione nonviolenta. Questo era chiaro ad Aldo Capitini quando nel 1961 dalla Rocca di Assisi disse: "la pace e' troppo importante perche' possa essere lasciata nelle mani dei soli governanti".

Dunque, mettiamoci in marcia per ripudiare le guerre di domani avviando da oggi la politica del disarmo.

L'appuntamento e' ai Giardini del Frontone di Perugia, alle ore 9, o lungo il percorso fino alla Rocca di Assisi, dietro al grande striscione "Nonviolenza".

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Il Movimento Nonviolento

Verona, 19 settembre 2011

 

3. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A PAOLO BOLOGNESI

[Ringraziamo Paolo Bolognesi (per contatti: Associazione 2 Agosto 1980, e-mail: bologna at stragi.it) per questa intervista.

Paolo Bolognesi (Monghidoro, 1944) e' presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980. E' anche scrittore]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Paolo Bolognesi: A mio parere la grande richiesta di pace e di giustizia e un grande bisogno di vicinanza con persone che da ogni parte del paese e del mondo con vari orientamenti politici e religiosi si sentono unite da questa esigenza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Paolo Bolognesi: Credo che al fondo ci sia una grande speranza di cambiamento. La marcia e' sempre stata caratterizzata dalla prevalente presenza di giovani e questo a mio parere da' il senso di una volonta' di partecipazione per cambiare. Tanti schemi soprattutto politici sono obsoleti e non danno piu' risposte adeguate; la marcia vole rimarcare e sottolineare che non si possono mettere in campo i soliti schemi per superare la situazione e dare speranza alle future generazioni.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Paolo Bolognesi: La mancanza di giustizia e la mancanza di speranza per le giovani generazioni fanno aumentare la volonta' di partecipare per essere sempre piu' artefici del proprio futuro. Noi vittime del terrorismo e delle stragi abbiamo fondato delle associazioni di familiari del tutto nonviolente e contrastiamo la violenza costante dei vari governi, che impediscono di arrivare alla completa verita' e non attuano le leggi che prevedono la tutela delle vittime.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Paolo Bolognesi: A mio parere un compito prevalente dovrebbe essere di informazione e di intervento per far si' che tutte le forme di ingiustizia vengano segnalate, contrastate e "combattute" naturalmente con metodi nonviolenti. Ricordiamo che anche il silenzio e' violenza, e molti telegiornali e organi di informazione in questo sono estremamente violenti.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Paolo Bolognesi: Un evento estremamente significativo lo sciopero sull'isola dei cassintegrati. Operai che hanno perso il lavoro che hanno trovato una forma nonviolenta molto intelligente per contrastare e far conoscere la violenza subita.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Paolo Bolognesi: Per me la risposta sarebbe secca: l'informazione sulla giustizia. La giustizia negata o piegata a favore dei potenti di turno deve essere contrastata con una informazione capillare. Credo che la giustizia sia un punto cardine per la tenuta di una nazione e noi oggi, con la metodica volonta' di asservirla ai potenti di turno o con le leggi personali, siamo veramente al limite.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Paolo Bolognesi: La ricerca di avere un dialogo costruttivo per contrastare ogni tipo di violenza senza che vi siano ostacoli dovuti alle religioni e all'appartenenza politica.

 

4. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A STEFANO DELL'ANNA

[Ringraziamo Stefano Dell'Anna (per contatti: s.dellanna at gmail.com) per questa intervista.

Stefano Dell'Anna e' presidente dell'Associazione Universitaria per la Cooperazione e lo Sviluppo (Aucs) di Viterbo; collaboratore e attivista per Arci e Arci servizio civile Viterbo; formatore sui temi della cooperazione, della solidarieta' internazionale, dello sviluppo rurale; collabora attualmente con l'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica per la quale di occupa del settore internazionale]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Stefano Dell'Anna: A mio avviso la capacita' di coesione tra le differenti e variegate componenti sociali che hanno risposto all'appello con sempre maggiore forza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Stefano Dell'Anna: Il cinquantenario della marcia sara' secondo me un appuntamento di forte peso politico ma soprattutto civile e morale.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Stefano Dell'Anna: E' difficile rispondere a questa domanda. soffermandoci sulle istituzioni i tagli esponenziali, incessanti e scellerati del governo al servizio civile nazionale delineano una chiara e decisa strategia degli attuali governanti: e' necessario agire ora piu' che mai.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Stefano Dell'Anna: Il movimento nonviolento fondato da Capitini continua ad essere collante tra i movimenti piu' eterogenei a livello italiano incarnando in se' una specificita' di azione straordinaria: la marcia!

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Stefano Dell'Anna: In Italia siamo stati attori protagonisti, forse inconsapevoli, dei fatti del G8 nel 2001. Dieci anni dopo, gli eventi che si sono susseguiti lo scorso luglio hanno rappresentato secondo me un utile spunto di riflessione del movimento nonviolento, volto all'analisi critica di come si e' manifestata la nonviolenza a Genova nel 2001, ma soprattutto volto alla formulazione delle future strategie a livello europeo e mondiale.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Stefano Dell'Anna: Personalmente sono impegnato in quella rete di organizzazioni contadine, di pescatori tradizionali, popoli indigeni, popoli senza terra, lavoratori rurali, migranti, allevatori nomadi, comunita' che vivono nelle foreste, donne, uomini, giovani, consumatori, movimenti ecologisti e urbani, che a livello mondiale rivendica la sovranita' alimentare come stumento di autodeterminazione dei popoli e quindi di pace e riconoscimento reciproco. il prossimo mese di ottobre sara' denso di eventi e appuntamenti che la societa' civile impegnata in questo percorso sta mettendo in essere in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione che si celebrera' il 16 ottobre.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Stefano Dell'Anna: Agire partendo da cio' che si vede e si pensa, ma soprattutto sentirsi liberi nel farlo.

 

5. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A PIERLUCA GAGLIOPPA

[Ringraziamo Pierluca Gaglioppa (per contatti: pgaglioppa at landsnetwork.eu) per questa intervista.

Pierluca Gaglioppa lavora nel campo della tutela ambientale, e' dottore forestale ed esperto di questioni ambientali, cooperante internazionale di vasta esperienza, con una lunga esperienza di formatore e responsabile degli obiettori di coscienza in servizio civile presso l'Arci provinciale di Viterbo, ed e' da sempre impegnato in attivita' di pace, di difesa dell'ambiente, di solidarieta', per la nonviolenza; e' autore di varie pubblicazioni scientifiche. Ed e' uno degli amici piu' cari di chi redige questo foglio. Si veda anche l'intervista nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 351]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Pierluca Gaglioppa: La Marcia Perugia-Assisi per la pace nel mondo ha rappresentato in questi anni e rappresenta un momento importante ancora per tutti coloro che non vogliono omologarsi e credere che non possa esistere un mondo senza guerre. E' vero, oggi e' difficile guidare, governare una comunita' senza avere a che fare con il losco, l'illecito e la violenza, ma cio' non significa che non si possa scegliere diversamente; molti dei miei compagni e di quelli che hanno percorso con me quella strada sognano un mondo migliore e si sentono riscaldati e confortati durante la marcia da tante anime gemelle e non smettono di sognare e chiedere giustizia e pace. Questo il significato piu' ampio, un no collettivo alla guerra e all'omologazione.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Pierluca Gaglioppa: Spero che a caratterizzarla non sia solo l'anniversario dei 50 anni dalla marcia di Aldo Capitini ma una straordinaria partecipazione e una ancora piu' forte opera di rafforzamento del pacifismo e della nonviolenza per tanti che la seguono, anche a distanza, nella speranza che nelle generazioni future siano dominanti i valori che la marcia trasmette.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Pierluca Gaglioppa: Credo che la situazione non sia delle più rosee. Oggi i normali mezzi di comunicazione si preoccupano piu' di vendere che di informare, e la maggioranza dei "lettori" si culla nel proprio benestare e non si cura di atrocita', violenza e nefandezze che accadono lontano (anche perche' in pochi gliele raccontano). In questo contesto la nonviolenza e la nonviolenza organizzata e' sempre piu' necessaria. E' utilissimo il lavoro che viene portato avanti dai centri, dagli educatori e da tutti per contrastare ogni forma di appiattimento cerebrale e di omogenizzazione culturale, e' necessario che ognuno di noi continui a contrastare la violenza fisica, verbale e silente che ci circonda, per noi, le nostre coscienze, i nostri figli e il mondo intero. E' fondamentale fare rete e restare uniti, promuovere confronti, dibattiti e suscitare interesse anche sul web per coinvolgere sempre piu' giovani che sono stanchi di questo sistema preconfezionato.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Pierluca Gaglioppa: Come gia' detto occorre lavorare sulle coscienze e farlo in modo efficace, unendo le forze della noviolenza e tutti i gruppi per portare continuamente, ogni giorno, in ogni luogo un punto di vista differente. Tutta la rete deve essere forte, coesa e sinergica per dare forza e coraggio a tutte le singole cellule del movimento noviolento. Coinvolgere i giovani attraverso i loro strumenti e' l'imperativo; arrivare ai giovani, arrivare a comunicare con loro e dare a tutti una possibilita' di scegliere. Comunicare la realta' del mondo e dei conflitti, delle scelte geopolitiche e della pochezza di alcuni partiti e poteri.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Pierluca Gaglioppa: Quello che piu' mi preme sottolineare e' la battaglia vinta contro il nucleare in Italia. Il mondo dell'ambientalismo sta rispondendo sempre meglio perche' oramai tutti sono continuamente informati sul rischio che corriamo se andiamo a distruggere il capitale naturale della Terra, fonte di vita per tutti. E chiaramente le migliaia di giovani e persone che si ribellano, nei Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente ma anche in Cile, in Brasile.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Pierluca Gaglioppa: Forse il riconoscimento dello Stato di Palestina alle Nazioni Unite potrebbe essere gia' un ottimo risultato, poi pero' ci sarebbe bisogno di creare le condizioni per diffondere il pensiero nonviolento, dialogare con le parti politiche (partitiche) piu' disposte per risolvere il problema dei nostri fratelli migranti e dare loro una dignitosa speranza di vita e lavoro, e inoltre per promuovere, contro la crisi economica, la diminuizione delle spese militari e la chiusura di campagne dispendiose ed inutili.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Pierluca Gaglioppa: Mi metterebbe in imbarazzo, ma sarebbe molto bello. Gli direi che si e' gia' avvicinato alla nonviolenza con la disponibilita' d'animo e la richiesta di conoscenza. Gli direi che la noviolenza e' la capacita' di ognuno e collettiva di farsi carico delle proprie responsabilita' e opporsi alla distruzione dell'ambiente, alle guerre  e alle ingiustizie. Gli direi che il mondo e' fatto di tanta gente perbene, molta distorta da un comportamento omogeneizzato, che pero' potrebbe ribellarsi e costruire, come molti stanno facendo, una rete di persone e movimenti che non si omologa perche' crede nella pace, negli uomini e perche' di pianeta ce n'e' uno solo e di vita anche. Gli direi che in questa rete ho trovato le persone piu' belle, molte sono giovani e molti hanno marciato con me tra Perugia ed Assisi.

 

6. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A GIOVANNA GIUGNI

[Ringraziamo Giovanna Giugni (per contatti: ferrari.giugni at alice.it) per questa intervista.

"Sono nata a Ferrara nel marzo del 1957. Emiliana di nascita, ma  calabrese di origine e trentina per amore. Ho infatti sposato un trentino doc e ho due figli, ormai maggiorenni. Ho conseguito la maturita' classica e una laurea in giurisprudenza, con tesi in diritto del lavoro. Ho ottenuto l'abilitazione all'insegnamento di diritto, economia, filosofia, psicologia e scienza dell'educazione negli istituti di istruzione superiori. Ho lavorato come responsabile amministrativo in vari settori della pubblica amministrazione, collaborando anche con l' Universita' della Terza Eta', con l'Istituto di Studi e Ricerca Sociale, con la Corte d'Appello per i Minori e con il  Tribunale di Sorveglianza di Trento. Attualmente insegno diritto ed economia politica in un liceo di Trento. Amo il mare e la musica popolare d'autore, quella che riporta alle radici della storia delle genti d'Europa. Mi piace leggere, soprattutto autori sudamericani e classici di letteratura italiana. Il cinema neorealista e' il mio preferito, e, appena posso, non perdo occasione di assistere al teatro di Eduardo, che ritengo inarrivabile. La politica e' una passione che nasce agli inizi degli anni '90, ma che si concretizza nel 1998, con l'iscrizione all'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, partito che ho contribuito a far nascere e crescere in Trentino. Componente eletta negli esecutivi de "I Democratici" e dell'Italia dei Valori, ho ricoperto l'incarico di coordinatrice delle donne dell'Italia dei Valori, e sono stata eletta nel maggio 2009 consigliere comunale a Trento, dopo un breve periodo in cui ho avuto l'incarico di consigliere surrogato nel consiglio stesso. Prima dei non eletti al Consiglio Provinciale e Regionale, sono attualmente componente delle commissioni consiliari sullo Statuto e sulla vigilanza sui servizi. Ho avuto dal Sindaco di Trento la delega alla Trasparenza e ai Rapporti con i Cittadini e, nel dicembre 2009, sono stata eletta Vicepresidente del neo-costituito Consiglio delle Donne della Citta'. In questa veste ho ottenuto l'approvazione di una mozione volta a reprimere sul territorio cittadino la pubblicita' violenta e lesiva dell'immagine femminile"]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Giovanna Giugni: La marcia Perugia-Assisi e' stata, in questi anni, un momento di crescente integrazione democratica. E' stata l'occasione per superare le barriere ideologiche e testimoniare la volonta', comune in molti soggetti e attiva in piu' settori della societa', di riaffermare il valore della vita. Ci ha aiutati a riscoprire le radici della nostra umanita' in un tempo difficile, in cui il valore dell'uguaglianza e della pace, pur riconosciuti dalle Costituzioni e dai trattati internazionali, sono messi in discussione in modo a volte subdolo e poco consapevole.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Giovanna Giugni: Mi piace pensare che apriranno la marcia della pace un afgano e uno statunitense: simboli concreti che e' possibile superare l'odio attraverso il riconoscimento dell'"altro" come uguale portatore di valori universali. La crisi economica globale che stiamo vivendo credo possa far apprezzare in misura ancora maggiore il valore della pace, senza la quale non c'e' crescita umana, civile e sociale, prima ancora che economica. La marcia e' un momento di sintesi indispensabile delle istanze di trasparenza e onesta' nell'agire politico ed economico che si alzano ovunque nel mondo.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Giovanna Giugni: Un tempo mi preoccupava l'identificazione della nonviolenza con pura e semplice assenza di azione o di reazione. Il progressivo aumento delle realta' che partecipano alla Marcia della Pace e la loro varieta', e' sintomo che sta prendendo piede l'idea della nonviolenza come filo conduttore dell'agire civile e politico. Sempre piu' soggetti, individuali e collettivi usano il metodo nonviolento per testimoniare il loro impegno: ambientalista, di tutela del lavoro, animalista, antirazzista, per la legalita'...C'e' da augurarsi che, malgrado i tempi, tale processo virtuoso continui!

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Giovanna Giugni: Questa e' l'epoca dei movimenti. Ed e' fondamentale che la nonviolenza sia il filo conduttore del loro agire: cio' che nasce spontaneo nella reazione alle ingiustizie e ai soprusi sociali non deve essere incanalato verso forme di lotta idonee a perpetrare odio e sopraffazione. I movimenti nonviolenti hanno il delicato compito di fungere da volano per una crescita civile diffusa, capace di instaurare sistemi democratici ovunque. La speranza di tutti deve essere quella di veder nascere, per citare un esempio attualissimo, democrazie pacifiche e stabili nei paesi della primavera araba. E in questo i movimenti nonviolenti, italiani e non, devono diffondere e supportare metodi di "ribellione politica nonviolenta" ovunque ci sia un regime da sovvertire.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Giovanna Giugni: L'Italia venne indicata come Paese in cui fu eliminato un sistema politico corrotto senza spargimento di sangue, all'epoca di Mani Pulite. Sappiamo poi che la corruzione non termino', ma credo che i vari movimenti di indignazione civile apparsi nel mondo e anche in Italia, siano un esempio di lotta nonviolenta da sostenere. Usammo, allora, la legge e l'indignazione popolare; oggi sembra che l'indignazione di noi cittadini e la pacifica occupazione degli spazi pubblici che ci appartengono sia l'unico strumento, visto che la legge, spesso, e' stata male concepita e  peggio utilizzata. Vorrei ricordare, tra i momenti significativi di nonviolenza costruttiva, la reazione dei cittadini inglesi alle devastazioni dei loro spazi urbani: ramazza e olio di gomito, con amore per le citta' deturpate dalla rabbia e dall'odio.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Giovanna Giugni: Nei prossimi mesi dovremo impegnarci a fare in modo che l'economia torni ad essere funzionale all'essere umano, convogliata sulle necessita' di tutti gli uomini, non strumento di ulteriore arricchimento per i ricchi, trastullo per capitali in liberta'. Dalle disuguaglianze economiche nasce una contrapposizione sociale che  rischia di diventare odio politico e discriminazione razziale e generazionale. La marcia per la pace e' importante per ricordare a tutti che la casa, l'oikos, da cui nasce l'economia, e' patrimonio di tutti e tutti dobbiamo poter partecipare al suo governo e la sua salvezza. Che e' anche la nostra.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Giovanna Giugni: Credo che ad una tale domanda si possa rispondere soprattutto con l'esempio. All'ignaro interlocutore direi che la nonviolenza non e' semplice buonismo, ma impegno a rispettare le regole del vivere comune e la legge. La nonviolenza e' pace costruita, non obbedienza passiva, e questo richiede fatica. Anche quella di saper riconoscere sempre le ragioni dell'altro, senza supponenza, ne' falsita'.

 

7. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A MICHELE NARDELLI

[Ringraziamo Michele Nardelli (per contatti: NardelliM at consiglio.provincia.tn.it) per questa intervista.

Michele Nardelli lavora nella ricerca-azione sui temi della mondialita', della cooperazione internazionale e dell'elaborazione dei conflitti. All'impegno politico lungo i sentieri originali dell'agire locale e del pensare globale, s'intrecciano le prime esperienze di cooperazione di comunita'. Viaggiatore inquieto dell'Europa di mezzo, e' fra i fondatori di Osservatorio Balcani e Caucaso. Dal novembre 2008 e' consigliere regionale del Trentino Alto Adige - Sud Tirolo e consigliere della Provincia Autonoma di Trento. Dal 2009 e' presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani, istituzione incardinata sul Consiglio Provinciale che rappresenta ottanta realta' associative ed istituzionali che si occupano di pace e diritti umani. Con Mauro Cereghini e' autore di Darsi il tempo. Idee e pratiche per un'altra cooperazione internazionale, Emi, 2008]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Michele Nardelli: Quello di aver cercato di tener vivo il pensiero di Aldo Capitini, anche quando nel movimento per la pace prevalevano altre culture. Dobbiamo dirci al tempo stesso che la nonviolenza non ha avuto grande cittadinanza politica, rimanendo confinata nella testimonianza di pochi. E che la pace, cosi' come talvolta anche la marcia Perugia Assisi, e' stata spesso banalizzata in una melassa che non indaga la guerra, le sue cause come i suoi lati inconfessabili. Se non prendiamo atto che la guerra e' la normalita', continueremo a parlare della pace dell'ingenuita', come la definisce James Hillman "dell'ignoranza travestita da innocenza".

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Michele Nardelli: Mi piacerebbe che in occasione del cinquantenario, il pensiero di Capitini emergesse in tutta la sua complessita', anche se temo che cosi' non sara'. Proprio a partire da questo "pensiero senza cittadinanza", avrei voluto che la marcia del cinquantenario fosse dedicata all'Europa e al Mediterraneo, l'Europa come soggetto politico che non c'e' e il Mediterraneo come luogo al centro di quel che qualcuno ha definito "scontro di civilta'". Ricordandosi magari che quest'anno e' anche il settantesimo anniversario del Manifesto di Ventotene, di quel federalismo europeo pensato in piena seconda guerra mondiale come proposta di pace. Lo avevo anche proposto alla Tavola della Pace ben prima che la primavera araba ridisegnasse il Mediterraneo, ma si e' preferito guardare altrove. A proposito di tabu', spero almeno che il tema del taglio delle spese militari e degli F35 trovi nella marcia la forza di parlare ad una politica che invece se ne sta zitta, come se Finmeccanica fosse intoccabile.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Michele Nardelli: Come dicevo, confinata nella testimonianza di pochi. Eppure, nella ricerca che penso ineludibile di nuovi paradigmi per leggere questo tempo la nonviolenza e' una delle poche cose che il Novecento ci ha consegnato che ancora puo' rappresentare un'utile chiave di lettura e comportamento.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Michele Nardelli: Quello di rompere il muro che li circonda, mettendosi in gioco, abitando i conflitti e le contraddizioni, dialogando con tutti e soprattutto con i luoghi che con le pratiche della pace apparentemente non hanno nulla a che fare. Insomma, evitare di essere relegati al ruolo dei "testimoni" della nonviolenza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Michele Nardelli: Quel che sta avvenendo nel Mediterraneo ha un grande valore. Una primavera fatta da giovani donne e uomini, colti e che per comunicare usano internet, senza alcuno dei logori simboli del Novecento, che non chiedono pane ma dignita'. Che tutto questo avvenga - nonostante la repressione dei regimi - in maniera nonviolenta (la Libia e' tutta un'altra storia) e' un fatto davvero straordinario.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Michele Nardelli: Una cosa di metodo ed una di merito. Quella di metodo, evitare di rincorre gli avvenimenti. Come Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani il primo ottobre dello scorso anno abbiamo dato il via ad un percorso sulla "Cittadinanza euromediterranea", articolato in quattro itinerari dedicati alla storia, ai saperi, ai pensieri e alle geografie. Piu' di cento iniziative, con l'obiettivo di guardare le cose sotto un'angolazione diversa e di dialogare con le realta' piu' improbabili. Un'esperienza davvero interessante che ha fatto si' che fossimo sulla notizia senza affanno, un piccolo esempio di come la pace debba darsi una propria agenda di lavoro che non sia la lettura quotidiana dei giornali o il rincorrere le emergenze. Quella di merito, fra le altre possibili. Dopo mezzo secolo di occupazione perche' non dar vita ad una piattaforma che guardi all'Afghanistan del 2014? Dopo tutti i disastri compiuti, una sorta di risarcimento che dia voce alla societa' civile afgana affinche' il futuro di questo paese non sia nella mani dei signori della guerra.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Michele Nardelli: Cos'e' la nonviolenza? Coerenza di mezzi e fini. Come accostarsi ad essa? Essere consapevoli che la coerenza non esiste se non come ricerca e tensione individuale.

 

8. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A DONATELLA PORZI

[Ringraziamo Donatella Porzi (per contatti: donatella.porzi at provincia.perugia.it) per questa intervista.

Donatella Porzi e' assessore della Provincia di Perugia con deleghe alle Attivita' culturali e sociali, Politiche giovanili, Pace e diritti umani, Politiche comunitarie e programmazione negoziata, Pubblica istruzione e Formazione integrata. E' nata a Perugia il 27 marzo 1966 e vive a Cannara con il marito Luciano e i figli Andrea e Matteo. Diplomata Isef, ha conseguito la specializzazione Siss per il Sostegno, ha ricoperto incarichi in vari circoli didattici per l'insegnamento dell'attivita' motoria e insegnato presso le scuole secondarie di I e II grado. Attualmente e' docente presso l'Ipsia di Nocera Umbra. Ha ricoperto la funzione di assistente volontario alla Cattedra di Ginnastica e giochi per l'infanzia presso l'Isef di Perugia e, in collaborazione con il professor Danilo Arteritano, ha pubblicato "Attivita' motoria nella scuola materna". Dal 1993 e' coordinatrice per la Uisp del progetto "Primi Passi" nelle scuole dell'infanzia del Comune di Foligno e dal 1996 e' nello staff tecnico del Coni provinciale. Nel 2006 ha ricevuto il premio "Targhe d'argento" dal Coni provinciale di Perugia. Dal 2009 e' presidente della Fiba Badminton provinciale. Eletta nel 2004 consigliere comunale a Cannara, ha ricoperto la carica di assessore nello stesso Comune]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato più rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Donatella Porzi: La marcia della pace Perugia-Assisi e' riuscita in questi cinquant'anni, di generazione in generazione, a coinvolgere tanta gente da tutto il mondo e a far riflettere sul fondamento della convivenza civile. Si e' dimostrato che la pace e' un'esigenza universale che non conosce limiti culturali o religiosi.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Donatella Porzi: La celebrazione del cinquantenario della Marcia per la pace Perugia-Assisi ci consentira' innanzitutto di fare una riflessione sui suoi 50 anni di storia e sui suoi molteplici significati, rivalutando la figura del suo fondatore Aldo Capitini. Come assessore all'istruzione mi sta particolarmente a cuore l'iniziativa del Meeting dei "1000 giovani per la pace" che si svolgera' a Perugia e Bastia Umbra il 23 e 24 settembre 2011 sul tema "Pace, lavoro e futuro". Mille giovani impegnati a coltivare i valori della nonviolenza, della giustizia, della liberta', dei diritti umani, della pace e della responsabilita' s'incontreranno per condividere (parole dei promotori)  "idee, esperienze, speranze, preoccupazioni, progetti e proposte". Avremo per due giorni un'aula a cielo aperto che aprira' il nuovo anno scolastico all'insegna dell'educazione alla pace e ai diritti umani e favorira' l'incontro, il confronto e lo scambio tra gli studenti e gli insegnanti delle tante scuole impegnati in programmi di educazione alla pace e ai diritti umani.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Donatella Porzi: Ormai la violenza e' praticata quotidianamente in ogni settore ed attivita' sociale, i rapporti umani sono basati sull'arroganza e sulla violenza verbale. Occorre combattere contro questi comportamenti che si sedimentano in noi alimentando una violenza piu' grave e pericolosa.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Donatella Porzi: Il Movimento Nonviolento dovrebbe, insieme agli altri movimenti similari, entrare capillarmente nella vita di tutti noi utilizzando i mezzi di comunicazione piu' diffusi tra i giovani. Dovrebbe realizzare una "marcia quotidiana" virtuale ed interattiva, senza barriere di alcun tipo, diffondendo i valori della pace e mostrando la negativita' della violenza, qualunque essa sia.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Donatella Porzi: Ce ne sono stati tanti, ma su tutti mi vengono in mente i giovani siriani che hanno lottato e lottano pacificamente, mettendo a repentaglio la propria vita per la liberta' e la democrazia.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Donatella Porzi: Sulla questione morale sicuramente, ma anche sulla crescita economica, perche' la poverta' toglie la dignita' all'uomo e conduce facilmente sulla via della violenza. Per quanto mi riguarda, inoltre, lavorero' attivamente per il progetto "Lo Stato siamo noi" per diffondere la legalita' tra i giovani del nostro territorio e non solo, visto che il progetto e' interregionale.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Donatella Porzi: La nonviolenza e' il rispetto per l'altro nella sua totalita', della sua vita, del suo pensiero, della sua cultura, della sua religione, della sua dignita'. Da cio' deriva la convivenza pacifica, l'integrazione, l'educazione alla pace, ai diritti umani, all'intercultura, alla legalita' e alla cittadinanza democratica europea. Come accostarsi ad essa? Praticando la nonviolenza ogni giorno, con tutti quelli con i quali veniamo in contatto, mettendo al primo posto i piu' deboli.

 

9. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Primo Levi, Opere, Einaudi, Torino 1997, 2 voll. rispettivamente di pp. CXXVI + 1474 e di pp. XVI + 1606.

 

10. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

11. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 684 del 20 settembre 2011

 

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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