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Voci e volti della nonviolenza. 428



 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 428 del 20 settembre 2011

 

In questo numero:

1. Mao Valpiana: Le orme, le vie

2. Due domande a Fausto Assannati

3. Quattro domande a Salvatore Cannavo'

4. Sette domande a Pietro Kobau

5. Due domande a Ruggero Zazzoni

 

1. EDITORIALE. MAO VALPIANA: LE ORME, LE VIE

[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per questo intervento.

Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive e ha lavorato come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"); attualmente e' presidente del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007; un'altra recente ampia intervista e' in "Coi piedi per terra" n. 295 del 17 luglio 2010.

Per un accostamento alla figura di Francesco d'Assisi: Fonti francescane, Edizioni Messaggero Padova, 1983, pp. 2830.

Mohandas K. Gandhi e' stato della nonviolenza il piu' grande e profondo pensatore e operatore, cercatore e scopritore; e il fondatore della nonviolenza come proposta d'intervento politico e sociale e principio d'organizzazione sociale e politica, come progetto di liberazione e di convivenza. Nato a Portbandar in India nel 1869, studi legali a Londra, avvocato, nel 1893 in Sud Africa, qui divenne il leader della lotta contro la discriminazione degli immigrati indiani ed elaboro' le tecniche della nonviolenza. Nel 1915 torno' in India e divenne uno dei leader del Partito del Congresso che si batteva per la liberazione dal colonialismo britannico. Guido' grandi lotte politiche e sociali affinando sempre piu' la teoria-prassi nonviolenta e sviluppando precise proposte di organizzazione economica e sociale in direzione solidale ed egualitaria. Fu assassinato il 30 gennaio del 1948. Sono tanti i meriti ed e' tale la grandezza di quest'uomo che una volta di piu' occorre ricordare che non va  mitizzato, e che quindi non vanno occultati limiti, contraddizioni, ed alcuni aspetti discutibili - che pure vi sono - della sua figura, della sua riflessione, della sua opera. Opere di Gandhi:  essendo Gandhi un organizzatore, un giornalista, un politico, un avvocato, un uomo d'azione, oltre che una natura profondamente religiosa, i suoi scritti devono sempre essere contestualizzati per non fraintenderli; Gandhi considerava la sua riflessione in continuo sviluppo, e alla sua autobiografia diede significativamente il titolo Storia dei miei esperimenti con la verita'. In italiano l'antologia migliore e' Teoria e pratica della nonviolenza, Einaudi; si vedano anche: La forza della verita', vol. I, Sonda; Villaggio e autonomia, Lef; l'autobiografia tradotta col titolo La mia vita per la liberta', Newton Compton; La resistenza nonviolenta, Newton Compton; Civilta' occidentale e rinascita dell'India, Movimento Nonviolento (traduzione del fondamentale libro di Gandhi: Hind Swaraj; ora disponibile anche in nuova traduzione col titolo Vi spiego i mali della civilta' moderna, Gandhi Edizioni); La cura della natura, Lef; Una guerra senza violenza, Lef (traduzione del primo, e fondamentale, libro di Gandhi: Satyagraha in South Africa). Altri volumi sono stati pubblicati da Comunita': la nota e discutibile raccolta di frammenti Antiche come le montagne; da Sellerio: Tempio di verita'; da Newton Compton: e tra essi segnaliamo particolarmente Il mio credo, il mio pensiero, e La voce della verita'; Feltrinelli ha recentemente pubblicato l'antologia Per la pace, curata e introdotta da Thomas Merton. Altri volumi ancora sono stati pubblicati dagli stessi e da altri editori. I materiali della drammatica polemica tra Gandhi, Martin Buber e Judah L. Magnes sono stati pubblicati sotto il titolo complessivo Devono gli ebrei farsi massacrare?, in "Micromega" n. 2 del 1991 (e per un acuto commento si veda il saggio in proposito nel libro di Giuliano Pontara, Guerre, disobbedienza civile, nonviolenza, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1996). Opere su Gandhi: tra le biografie cfr. B. R. Nanda, Gandhi il mahatma, Mondadori; il recente accurato lavoro di Judith M. Brown, Gandhi, Il Mulino; il recentissimo libro di Yogesh Chadha, Gandhi, Mondadori, e quello di Christine Jordis, Gandhi, Feltrinelli. Tra gli studi cfr. Johan Galtung, Gandhi oggi, Edizioni Gruppo Abele; Icilio Vecchiotti, Che cosa ha veramente detto Gandhi, Ubaldini; ed i volumi di Gianni Sofri: Gandhi e Tolstoj, Il Mulino (in collaborazione con Pier Cesare Bori); Gandhi in Italia, Il Mulino; Gandhi e l'India, Giunti. Cfr. inoltre: Dennis Dalton, Gandhi, il Mahatma. Il potere della nonviolenza, Ecig. Una importante testimonianza e' quella di Vinoba, Gandhi, la via del maestro, Paoline. Per la bibliografia cfr. anche Gabriele Rossi (a cura di), Mahatma Gandhi; materiali esistenti nelle biblioteche di Bologna, Comune di Bologna. Altri libri particolarmente utili disponibili in italiano sono quelli di Lanza del Vasto, William L. Shirer, Ignatius Jesudasan, George Woodcock, Giorgio Borsa, Enrica Collotti Pischel, Louis Fischer. Un'agile introduzione e' quella di Ernesto Balducci, Gandhi, Edizioni cultura della pace. Una interessante sintesi e' quella di Giulio Girardi, Riscoprire Gandhi, Anterem, Roma 1999; tra le piu' recenti pubblicazioni segnaliamo le seguenti: Antonio Vigilante, Il pensiero nonviolento. Una introduzione, Edizioni del Rosone, Foggia 2004; Mark Juergensmeyer, Come Gandhi, Laterza, Roma-Bari 2004; Roberto Mancini, L'amore politico, Cittadella, Assisi 2005; Enrico Peyretti, Esperimenti con la verita'. Saggezza e politica di Gandhi, Pazzini, Villa Verucchio (Rimini) 2005; Fulvio Cesare Manara, Una forza che da' vita. Ricominciare con Gandhi in un'eta' di terrorismi, Unicopli, Milano 2006; Giuliano Pontara, L'antibarbarie. La concezione etico-politica di Gandhi e il XXI secolo, Ega, Torino 2006.

Martin Luther King, nato ad Atlanta in Georgia nel 1929, laureatosi all'Universita' di Boston nel 1954 con una tesi sul teologo Paul Tillich, lo stesso anno si stabilisce, come pastore battista, a Montgomery nell'Alabama. Dal 1955 (il primo dicembre accade la vicenda di Rosa Parks) guida la lotta nonviolenta contro la discriminazione razziale, intervenendo in varie parti degli Usa. Premio Nobel per la pace nel 1964, piu' volte oggetto di attentati e repressione, muore assassinato nel 1968. Opere di Martin Luther King: tra i testi piu' noti: La forza di amare, Sei, Torino 1967, 1994 (edizione italiana curata da Ernesto Balducci); Lettera dal carcere di Birmingham - Pellegrinaggio alla nonviolenza, Movimento Nonviolento, Verona 1993; L'"altro" Martin Luther King, Claudiana, Torino 1993 (antologia a cura di Paolo Naso); "I have a dream", Mondadori, Milano 2001; Il sogno della nonviolenza. Pensieri, Feltrinelli, Milano 2006; cfr. anche: Marcia verso la liberta', Ando', Palermo 1968; Lettera dal carcere, La Locusta, Vicenza 1968; Il fronte della coscienza, Sei, Torino 1968; Perche' non possiamo aspettare, Ando', Palermo 1970; Dove stiamo andando, verso il caos o la comunita'?, Sei, Torino 1970. Presso la University of California Press, e' in via di pubblicazione l'intera raccolta degli scritti di Martin Luther King, a cura di Clayborne Carson (che lavora alla Stanford University). Sono usciti sinora sei volumi (di quattordici previsti): 1. Called to Serve (January 1929 - June 1951); 2. Rediscovering Precious Values (July 1951 - November 1955); 3. Birth of a New Age (December 1955 - December 1956); 4. Symbol of the Movement (January 1957 - December 1958); 5. Threshold of a New Decade (January 1959 - December 1960); 6. Advocate of the Social Gospel (September 1948 - March 1963); ulteriori informazioni nel sito: www.stanford.edu/group/King/ Opere su Martin Luther King: Lerone Bennett, Martin Luter King. L'uomo di Atlanta, Claudiana, Torino 1969, 1998, Nuova iniziativa editoriale, Roma 2008; Gabriella Lavina, Serpente e colomba. La ricerca religiosa di Martin Luther King, Edizioni Citta' del Sole, Napoli 1994; Arnulf Zitelmann, Non mi piegherete. Vita di Martin Luther King, Feltrinelli, Milano 1996; Sandra Cavallucci, Martin Luther King, Mondadori, Milano 2004; Paolo Naso (a cura di), Il sogno e la storia. Il pensiero e l'attualita' di Martin Luther King (1929-1968), Claudiana, Torino 2008; cfr. anche Paolo Naso, Come una citta' sulla collina. La tradizione puritana e il movimento per i diritti civili negli Usa, Claudiana, Torino 2008. Esistono altri testi in italiano (ad esempio Hubert Gerbeau, Martin Luther King, Cittadella, Assisi 1973), ma quelli a nostra conoscenza sono perlopiu' di non particolare valore. Una introduzione sintetica e' in "Azione nonviolenta" dell'aprile 1998 (alle pp. 3-9), con una bibliografia essenziale.

Aldo Capitini e' nato a Perugia nel 1899, antifascista e perseguitato, docente universitario, infaticabile promotore di iniziative per la nonviolenza e la pace. E' morto a Perugia nel 1968. E' stato il piu' grande pensatore ed operatore della nonviolenza in Italia. Opere di Aldo Capitini: la miglior antologia degli scritti e' ancora quella a cura di Giovanni Cacioppo e vari collaboratori, Il messaggio di Aldo Capitini, Lacaita, Manduria 1977 (che contiene anche una raccolta di testimonianze ed una pressoche' integrale - ovviamente allo stato delle conoscenze e delle ricerche dell'epoca - bibliografia degli scritti di Capitini); ma notevole ed oggi imprescindibile e' anche la recente antologia degli scritti a cura di Mario Martini, Le ragioni della nonviolenza, Edizioni Ets, Pisa 2004, 2007; delle singole opere capitiniane sono state recentemente ripubblicate: Le tecniche della nonviolenza, Linea d'ombra, Milano 1989, Edizioni dell'asino, Roma 2009; Elementi di un'esperienza religiosa, Cappelli, Bologna 1990; Colloquio corale, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2005; L'atto di educare, Armando Editore, Roma 2010; cfr. inoltre la raccolta di scritti autobiografici Opposizione e liberazione, Linea d'ombra, Milano 1991, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2003; gli scritti sul Liberalsocialismo, Edizioni e/o, Roma 1996; La religione dell'educazione, La Meridiana, Molfetta 2008; segnaliamo anche Nonviolenza dopo la tempesta. Carteggio con Sara Melauri, Edizioni Associate, Roma 1991. Presso la redazione di "Azione nonviolenta" (e-mail: azionenonviolenta at sis.it, sito: www.nonviolenti.org) sono disponibili e possono essere richiesti vari volumi ed opuscoli di Capitini non piu' reperibili in libreria (tra cui Il potere di tutti, 1969). Negli anni '90 e' iniziata la pubblicazione di una edizione di opere scelte: sono fin qui apparsi un volume di Scritti sulla nonviolenza, Protagon, Perugia 1992, e un volume di Scritti filosofici e religiosi, Perugia 1994, seconda edizione ampliata, Fondazione centro studi Aldo Capitini, Perugia 1998. Piu' recente e' la pubblicazione di alcuni carteggi particolarmente rilevanti: Aldo Capitini, Walter Binni, Lettere 1931-1968, Carocci, Roma 2007; Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lettere 1952-1968, Carocci, Roma 2008; Aldo Capitini, Guido Calogero, Lettere 1936-1968, Carocci, Roma 2009. Opere su Aldo Capitini: a) per la bibliografia: Fondazione Centro studi Aldo Capitini, Bibliografia di scritti su Aldo Capitini, a cura di Laura Zazzerini, Volumnia Editrice, Perugia 2007; Caterina Foppa Pedretti, Bibliografia primaria e secondaria di Aldo Capitini, Vita e Pensiero, Milano 2007; segnaliamo anche che la gia' citata bibliografia essenziale degli scritti di Aldo Capitini pubblicati dal 1926 al 1973, a cura di Aldo Stella, pubblicata in Il messaggio di Aldo Capitini, cit., abbiamo recentemente ripubblicato in "Coi piedi per terra" n. 298 del 20 luglio 2010; b) per la critica e la documentazione: oltre alle introduzioni alle singole sezioni del sopra citato Il messaggio di Aldo Capitini, tra le pubblicazioni recenti si veda almeno: Giacomo Zanga, Aldo Capitini, Bresci, Torino 1988; Clara Cutini (a cura di), Uno schedato politico: Aldo Capitini, Editoriale Umbra, Perugia 1988; Fabrizio Truini, Aldo Capitini, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1989; Tiziana Pironi, La pedagogia del nuovo di Aldo Capitini. Tra religione ed etica laica, Clueb, Bologna 1991; Fondazione "Centro studi Aldo Capitini", Elementi dell'esperienza religiosa contemporanea, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1991; Rocco Altieri, La rivoluzione nonviolenta. Per una biografia intellettuale di Aldo Capitini, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 1998, 2003; AA. VV., Aldo Capitini, persuasione e nonviolenza, volume monografico de "Il ponte", anno LIV, n. 10, ottobre 1998; Antonio Vigilante, La realta' liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini, Edizioni del Rosone, Foggia 1999; Mario Martini (a cura di), Aldo Capitini libero religioso rivoluzionario nonviolento. Atti del Convegno, Comune di Perugia - Fondazione Aldo Capitini, Perugia 1999; Pietro Polito, L'eresia di Aldo Capitini, Stylos, Aosta 2001; Gian Biagio Furiozzi (a cura di), Aldo Capitini tra socialismo e liberalismo, Franco Angeli, Milano 2001; Federica Curzi, Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo Capitini, Cittadella, Assisi 2004; Massimo Pomi, Al servizio dell'impossibile. Un profilo pedagogico di Aldo Capitini, Rcs - La Nuova Italia, Milano-Firenze 2005; Andrea Tortoreto, La filosofia di Aldo Capitini, Clinamen, Firenze 2005; Maurizio Cavicchi, Aldo Capitini. Un itinerario di vita e di pensiero, Lacaita, Manduria 2005; Marco Catarci, Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini, Ega, Torino 2007; Alarico Mariani Marini, Eligio Resta, Marciare per la pace. Il mondo nonviolento di Aldo Capitini, Plus, Pisa 2007; Maura Caracciolo, Aldo Capitini e Giorgio La Pira. Profeti di pace sul sentiero di Isaia, Milella, Lecce 2008; Mario Martini, Franca Bolotti (a cura di), Capitini incontra i giovani, Morlacchi, Perugia 2009; Giuseppe Moscati (a cura di), Il pensiero e le opere di Aldo Capitini nella coscienza delle giovani generazioni, Levante, Bari 2010; cfr. anche il capitolo dedicato a Capitini in Angelo d'Orsi, Intellettuali nel Novecento italiano, Einaudi, Torino 2001; e Amoreno Martellini, Fiori nei cannoni. Nonviolenza e antimilitarismo nell'Italia del Novecento, Donzelli, Roma 2006; c) per una bibliografia della critica cfr. per un avvio il libro di Pietro Polito citato ed i volumi bibliografici segnalati sopra; numerosi utilissimi materiali di e su Aldo Capitini sono nel sito dell'Associazione nazionale amici di Aldo Capitini: www.aldocapitini.it; una assai utile mostra e un altrettanto utile dvd su Aldo Capitini possono essere richiesti scrivendo a Luciano Capitini: capitps at libero.it, o anche a Lanfranco Mencaroni: l.mencaroni at libero.it, o anche al Movimento Nonviolento: tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: azionenonviolenta at sis.it o anche redazione at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org]

 

Partecipare alla marcia Perugia-Assisi e' un grande privilegio.

Seguiremo le orme del santo Francesco, del mahatma Gandhi, del pastore Martin Luther King, del professor Aldo Capitini.

Cammineremo sulle vie della nonviolenza.

 

2. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. DUE DOMANDE A FAUSTO ASSANNATI

[Fausto Assannati e' un vecchio amico di questo foglio]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Fausto Assannati: L'opposizione alla guerra e al razzismo.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Fausto Assannati: Riproporrei quel breve testo riproposto ancora qualche giorno fa su questo stesso foglio.

I. Una premessa terminologica

Scriviamo la parola "nonviolenza" tutta attaccata, come ci ha insegnato Capitini, per distinguerla dalla locuzione "non violenza"; la locuzione "non violenza" significa semplicemente non fare la violenza; la parola "nonviolenza" significa combattere contro la violenza, nel modo piu' limpido e piu' intransigente.

Chiamiamo le persone che si accostano alla nonviolenza "amici della nonviolenza" e non "nonviolenti", perche' nessuno puo' dire di essere "nonviolento", siamo tutti impastati di bene e di male, di luci e di ombre, e' amica della nonviolenza la persona che rigorosamente opponendosi alla violenza cerca di muovere verso altre piu' alte contraddizioni, verso altri piu' umani conflitti, con l'intento di umanizzare l'agire, di riconoscere l'umanita' di tutti.

Con la parola "nonviolenza" traduciamo ed unifichiamo due distinti e intrecciati concetti gandhiani: "ahimsa" e "satyagraha". Sono due parole densissime che hanno un campo semantico vastissimo ed implicano una concettualizzazione ricca e preziosa.

Poiche' qui stiamo cercando di esprimerci sinteticamente diciamo che ahimsa designa l'opposizione alla violenza, e' il contrario della violenza, ovvero la lotta contro la violenza; ma e' anche la conquista dell'armonia, il fermo ristare, consistere nel vero e nel giusto; e' il non nuocere agli altri (ne' con atti ne' con omissioni), e quindi innocenza, l'in-nocenza nel senso forte dell'etimo. Ahimsa infatti si compone del prefisso "a" privativo, che nega quanto segue, e il tema "himsa" che potremmo tradurre con "violenza", ma anche con "sforzo", "squilibrio", "frattura", "rottura dell'armonia", "scissura dell'unita'"; in quanto opposizione alla lacerazione di cio' che deve restare unito, l'ahimsa e' dunque anche ricomposizione della comunita', riconciliazione.

Satyagraha e' termine ancora piu' denso e complesso: tradotto solitamente con la locuzione "forza della verita'" puo' esser tradotto altrettanto correttamente in molti altri modi: accostamento all'essere (o all'Essere, se si preferisce), fedelta' al vero e quindi al buono e al giusto, contatto con l'eterno (ovvero con cio' che non muta, che vale sempre), adesione al bene, amore come forza coesiva, ed in altri modi ancora: e' bella la definizione della nonviolenza che da' Martin Luther King, che e' anche un'eccellente traduzione di satyagraha: "la forza dell'amore"; ed e' bella la definizione di Albert Schweitzer: "rispetto per la vita", che e' anch'essa un'ottima traduzione di satyagraha. Anche satyagraha e' una parola composta: da un primo elemento, "satya", che e' a sua volta derivato dalla decisiva parola-radice "sat", e da "agraha". "Agraha" potremmo tradurla contatto, adesione, forza che unisce, armonia che da' saldezza, vicinanza; e' la forza nel senso del detto "l'unione fa la forza", e' la "forza di attrazione" (cioe' l'amore); e' cio' che unisce in contrapposizione a cio' che disgrega ed annichilisce. "Satya" viene tradotto per solito con "verita'", ed e' traduzione corretta, ma con uguale correttezza si potrebbe tradurre in modi molto diversi, poiche' satya e' sostantivazione qualificativa desunta da sat, che designa l'essere, il sommo bene, che e' quindi anche sommo vero, che e' anche (per chi aderisce a fedi religiose) l'Essere, Dio. Come si vede siamo in presenza di un concetto il cui campo di significati e' vastissimo.

Con la sola parola nonviolenza traduciamo insieme, e quindi unifichiamo, ahimsa e satyagraha. Ognun vede come si tratti di un concetto di una complessita' straordinaria, tutto l'opposto delle interpretazioni banalizzanti e caricaturali correnti sulle bocche e nelle menti di chi presume di tutto sapere solo perche' nulla desidera capire.

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II. Ma cosa e' questa nonviolenza? lotta come umanizzazione

La nonviolenza e' lotta come amore, ovvero conflitto, suscitamento e gestione del conflitto, inteso sempre come comunicazione, dialogo, processo di riconoscimento di umanita'. La nonviolenza e' lotta o non e' nulla; essa vive solo nel suo incessante contrapporsi alla violenza.

Ed insieme e' quella specifica, peculiare forma di lotta che vuole non solo vincere, ma con-vincere, vincere insieme (Vinoba conio' il motto, stupendo, "vittoria al mondo"; un motto dei militanti afroamericani dice all'incirca lo stesso: "potere al popolo"); la nonviolenza e' quella specifica forma di lotta il cui fine e' il riconoscimento di umanita' di tutti gli esseri umani: e' lotta di liberazione che include tra i soggetti da liberare gli stessi oppressori contro il cui agire si solleva a combattere.

Essa e' dunque eminentemente responsabilita': rispondere all'appello dell'altro, del volto muto e sofferente dell'altro. E' la responsabilita' di ognuno per l'umanita' intera e per il mondo.

Ed essendo responsabilita' e' anche sempre nonmenzogna: amore della verita' come amore per l'altra persona la cui dignita' di essere senziente e pensante, quindi capace di comprendere, non deve essere violata (e mentire e' violare la dignita' altrui in cio' che tutti abbiamo di piu' caro: la nostra capacita' di capire).

Non e' dunque una ideologia ma un appello, non un dogma ma una prassi.

Ed essendo una prassi, ovvero un agire concreto e processuale, si da' sempre in situazioni e dinamiche dialettiche e contestuali, e giammai in astratto.

Non esiste una nonviolenza meramente teorica, poiche' la teoria nonviolenta e' sempre e solo la riflessione e l'autocoscienza della nonviolenza come prassi. La nonviolenza o e' in cammino, vale da dire lotta nel suo farsi, o semplicemente non e'.

Esistono tante visioni e interpretazioni della nonviolenza quanti sono i movimenti storici e le singole persone che si accostano ad essa e che ad essa accostandosi la fanno vivere, poiche' la nonviolenza vive solo nel conflitto e quindi nelle concrete esperienze e riflessioni delle donne e degli uomini in lotta per l'umanita'.

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III. Tante visioni della nonviolenza quante sono le persone che ad essa si accostano

Ogni persona che alla nonviolenza si accosta da' alla sua tradizione un apporto originale, un contributo creativo, un inveramento nuovo e ulteriore, e cosi' ogni amica e ogni amico della nonviolenza ne da' una interpretazione propria e diversa dalle altre. Lo sapeva bene anche Mohandas Gandhi che defini' le sue esperienze come semplici "esperimenti con la verita'", non dogmi, non procedure definite e routinarie, non ricette preconfezionate, ma esperimenti: ricerca ed apertura.

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IV. La nonviolenza come insieme di insiemi

Io che scrivo queste righe propendo per proporre questa definizione della nonviolenza cosi' come a me pare di intenderla e praticarla: la nonviolenza e' cosa complessa, un insieme di insiemi, aperto e inconcluso.

1. E' un insieme di concetti e scelte logico-assiologici, ovvero di criteri per l'azione: da questo punto di vista ad esempio la nonviolenza e' quell'insieme di scelte morali che potremmo condensare nella formula del "principio responsabilita'" in cui ha un ruolo cruciale la scelta della coerenza tra i mezzi e i fini (secondo la celebre metafora gandhiana: tra i mezzi e i fini vi e' lo stesso rapporto che c'e' tra il seme e la pianta).

2. E' un insieme di tecniche interpretative (il riconoscimento dell'altro, ergo il rifiuto del totalitarismo, della cancellazione o della sopraffazione del diverso da se'), deliberative (per prendere le decisioni senza escludere alcuno) ed operative (per l'azione di trasformazione delle relazioni: interpersonali, sociali, politiche); come esempio di tecnica deliberativa nonviolenta potremmo citare il metodo del consenso; come esempio di tecniche operative potremmo citare dallo sciopero a centinaia di altre forme di lotta cui ogni giorno qualcuna se ne aggiunge per la creativita' di chi contro la violenza ovunque si batte.

3. E' un insieme di strategie: e ad esempio una di esse risorse strategiche consiste nell'interpretazione del potere come sempre retto da due pilastri: la forza e il consenso; dal che deriva che si puo' sempre negare il consenso e cosi', attraverso la noncollaborazione, contrastare anche il potere piu' forte.

4. E' un insieme di progettualita' (di convivenza, sociali, politiche): significativo ad esempio e' il concetto capitiniano di "omnicrazia", ovvero: il potere di tutti. La nonviolenza come potere di tutti, concetto di una ricchezza e complessita' straordinarie, dalle decisive conseguenze sul nostro agire.

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V. Un'insistenza

Insistiamo su questo concetto della nonviolenza come insieme di insiemi, poiche' spesso molti equivoci nascono proprio da una visione riduzionista e stereotipata; ad esempio, e' certo sempre buona cosa fare uso di tecniche nonviolente anziche' di tecniche violente, ma il mero uso di tecniche nonviolente non basta a qualificare come nonviolenta un'azione o una proposta: anche i nazisti prima della presa del potere fecero uso anche di tecniche nonviolente.

Un insieme di insiemi, complesso ed aperto.

Un agire concreto e sperimentale e non un'ideologia sistematica e astratta.

Un portare ed agire il conflitto come prassi di umanizzazione, di riconoscimento e liberazione dell'umanita' di tutti gli esseri umani; come responsabilita' verso tutte le creature.

La nonviolenza e' in cammino. La nonviolenza e' questo cammino. Il cammino vieppiu' autocosciente dell'umanita' sofferente in lotta per il riconoscimento di tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani.

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VI. Una grande esperienza e speranza storica

Non patrimonio di pochi, la nonviolenza si e' incarnata in grandi esperienze e speranze storiche, due sopra tutte: la Resistenza, e il movimento delle donne; ed e' il movimento delle donne, la prassi nonviolenta del movimento delle donne, la decisiva soggettivita' autocosciente portatrice di speranza e futuro qui e adesso, in un mondo sempre piu' minacciato dalla catastrofe e dall'annichilimento della civilta' umana.

 

3. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. QUATTRO DOMANDE A SALVATORE CANNAVO'

[Ringraziamo Salvatore Cannavo' (per contatti: salvatore.cannavo at gmail.com) per questa intervista.

Su Salvatore Cannavo' dalla Wikipedia, edizione italiana, rirpendiamo per stralci laseguente scheda: "Salvatore Cannavo' (Linguaglossa, 23 agosto 1964) e' un politico e giornalista italiano. Si iscrive a Rifondazione comunista nel 1991, provenendo dalla Quarta internazionale, in cui ha iniziato l'attivita' politica nel 1986. Da sempre impegnato nella costruzione dei movimenti, partecipa alla Pantera nel 1990 e poi alla stagione delle Marce europee contro la precarieta' nel 1995. Come vicedirettore di "Liberazione" contribuisce alla fondazione di Attac nel 2001 organizzando cosi' il controvertice di Genova contro il G8. Partecipa ai primi quattro Social Forum mondiali e contribuisce alla realizzazione del primo Forum Sociale europeo, di cui cura il programma, a Firenze nel 2002. E' direttore della rivista "Erre" componente della rete europea Project K che fa parte del Consiglio internazionale del Forum sociale mondiale. Sul movimento ha scritto un libro, Porto Alegre, capitale dei movimenti, edito da Manifestolibri, e ha fondato la casa editrice Edizioni Alegre. Membro della direzione nazionale del Prc in rappresentanza dell'area programmatica Sinistra Critica fino al 2007, nel 2006 e' eletto deputato nelle file di Rifondazione, ma il 18 dicembre 2007 lascia il gruppo parlamentare dello stesso partito per aderire prima al gruppo misto poi a Sinistra Critica. Dal 4 dicembre 2009 e' il giornalista di punta del nuovo quotidiano on-line ilmegafonoquotidiano.it, progetto nato per idea della casa editrice Edizioni Alegre. Dall'estate 2010 collabora con il giornale "Il fatto quotidiano" scrivendo articoli e gestendo inoltre un blog sul sito dello stesso giornale. Tra le opere di Salvatore Cannavo': Porto Alegre, capitale dei movimenti. Percorsi e progetti di un movimento globale, Manifestolibri, 2002; AA. VV., L'Onda anomala, Edizioni Alegre, 2008; La rifondazione mancata. 1991-2008, Roma, Edizioni Alegre, 2009"]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Salvatore Cannavo': Aver tenuto in vita un'opinione pubblica contraria alla guerra. Allo stesso tempo, le caratteristiche stesse della Marcia e gli orientamenti politici dei suoi principali organizzatori - legati a forze politiche che hanno appoggiato la guerra pur "marciando" contro di essa - l'hanno resa un evento per lo piu' rituale, molto legato all'opinione, di per se' importante, ma con scarsi effetti sulla possibilita' di generare un'azione continuativa e di movimento.

*

- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Salvatore Cannavo': La marcia, a mio giudizio, dovrebbe avere due temi su tutti: il no alle varie guerre generate dagli attentati dell'11 settembre con la richiesta esplicita del ritiro delle truppe occidentali, e italiane, dall'Afghanistan e dall'Iraq. Il sostegno aperto alla "primavera araba" con un supporto particolare alla difficile lotta del popolo palestinese.

*

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Salvatore Cannavo': Mi sembra che si divida in due parti: da un lato e' espressione politica, genuina e rispettabile - per quanto io non mi senta di appartenere a questo pensiero e pratica - di settori di movimento spesso tra i piu' radicali nell'opposizione alla guerra; dall'altro e' una strumentalizzazione politica di forze che esaltano la "non violenza" quando si trovano di fronte al conflitto ma appoggiano la guerra in occasione della loro presenza al governo.

*

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Salvatore Cannavo': A questa domanda non sono in grado di dare una risposta compiuta. Credo che in Italia si sia inabissato uno dei piu' forti movimenti pacifisti d'Europa se non del mondo. Le varie forze che fanno del "no alla guerra" un obiettivo radicale dovrebbero provare a far rinascere un movimento unitario.

 

4. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A PIETRO KOBAU

[Ringraziamo Pietro Kobau (per contatti: pietro.kobau at gmail.com) per questa intervista.

Pietro Kobau (Trieste 1961), laureato e dottore di ricerca in filosofia, ha studiato presso le Universita' di Trieste e Roma II ("Tor Vergata"). Ha svolto attivita' di ricerca presso le Universita' di Munchen ("Ludwig-Maximilians- Universitat"), Torino, Heidelberg ("Ruprecht-Karls-Universitat", come borsista della Alexander von Humboldt-Stiftung), Halle an der Saale ("Martin-Luther-Universitat Halle-Wittenberg / Interdisziplinares Zentrum fur die Erforschung der Europaischen Aufklarung"). Ha insegnato estetica presso le Universita' di Trieste e di Torino. Dall'anno accademico 2000-2001 insegna stabilmente estetica presso l'Universita' di Torino, dove e' attualmente professore associato per il settore disciplinare di Estetica. Fa parte del Collegio dei docenti della Scuola di Dottorato in Filosofia dell'Universita' di Torino, indirizzo "Filosofia del linguaggio e della mente". Dal 1996 al 2008 e' stato segretario di redazione della "Rivista di estetica", dal 2008 e' membro del suo comitato scientifico. Dal 1999 fa parte del comitato scientifico di "Etica e politica". Dal 2007 fa parte della direzione di "Aisthesis". Fa parte della Associazione Italiana Alexander von Humboldt, della Societa' Italiana d'Estetica (Sie), dello Slovensko Drustvo za Estetiko ("Societa' slovena di estetica", Accademia slovena delle scienze e delle arti), della Societa' Italiana di Filosofia Analitica (Sifa), del Virtuelles Institut fur Bildwissenschaft (Vib). E' membro del Laboratorio di Ontologia (LabOnt, Universita' di Torino, Dipartimento di Filosofia). Le sue attuali ricerche riguardano: 1) rapporti tra metafisica, psicologia ed epistemologia nella filosofia prekantiana; 2) filosofia della mente e della percezione; 3) ontologia dell'arte. Tra Le opere di Pietro Kobau: a) libri: Ontologie analitiche dell'arte, Milano, AlboVersorio, 2005; Essere qualcosa. Ontologia e psicologia in Wolff, Torino, Trauben, 2004; Illuminismo e attualita' in estetica, Milano, Cuem ("Pratica filosofica"), 1996; La disciplina dell'anima. Genesi e funzione della dottrina hegeliana dello spirito soggettivo, Napoli-Milano, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici - Guerini e Associati ("Hegeliana"), 1993; b) articoli: Parerga?, in "Rivista di estetica", n.s., n. 40, 1/2009, pp. 21-39; Estetica, in M. Ferraris, a cura di, Storia dell'ontologia, Milano, Bompiani, 2008, pp. 550-557; Ontologia, in M. Ferraris, a cura di, Storia dell'ontologia, Milano, Bompiani, 2008, pp. 102-152; Wolffs Lehre von der Lust an der Ahnlichkeit zwischen Abbildung und Original, in J. Stolzenberg - O.P. Rudolph, a cura di, Christian Wolff und die Europaische Aufklarung. Akten des 1. Internationalen Christian-Wolff-Kongresses in Halle 4.-8. April 2004, 5 voll., Hildesheim, Olms, 2008, vol. 4, pp. 179-192; Installazioni, arte concettuale, performance, in P. D'Angelo, a cura di, Le arti nell'estetica analitica, Macerata, Quodlibet, 2008, pp. 125-152; Indiscernibili, identici: e' lo stesso, in "Rivista di estetica", n.s., n. 38, 2/2008, pp. 55-70; Ontologia dell'arte, in P. D'angelo, a cura di, Introduzione all'estetica analitica, Roma-Bari, Laterza, 2008, pp. 37-71; L'eredita' di Gibson e lo "enactive approach", in F. Desideri - G. Matteucci, a cura di, Estetiche della percezione, Firenze, Firenze University Press, 2007, pp. 101-121; Come puo' Danto parlare di arte?, in "Rivista di estetica", n.s., n. 35, 2/2007, pp. 223-239; L'oggetto del godimento, l'oggetto del piacere, in "Itinera - Rivista di Filosofia e di Teoria delle Arti e della Letteratura", settembre 2005; ora in G. Mormino - M. Mazzocut-Mis, a cura di, La via dell'emozione. Atti del convegno "La via dell'emozione" tenuto presso l'Universita' degli Studi di Milano il 5 maggio 2005, Milano, Cuem ("Quaderni di Itinera", n. 2), 2007, pp. 83-114; Brandi e i problemi dell'arte contemporanea, in L. Russo, a cura di, Attraverso l'immagine. In ricordo di Cesare Brandi. Atti del seminario tenuto in Palermo 30/6/2006-1/7/2006, Palermo, Aesthetica - Supplementa, 2006, pp. 191-200; Oggetto artistico generale e individuale (una nota su Kosuth), in F. Desideri - G. Matteucci, a cura di, Dall'oggetto estetico all'oggetto artistico. Atti del seminario "Dall'oggetto estetico all'oggetto artistico" organizzato dal Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, 12-13/5/2005, Firenze, Firenze University Press, 2006, pp. 65-86; Rappresentazioni pittoriche, vere e false, in "Rivista di estetica", n.s., n. 30, 1/2006, pp. 69-94; Gli orologi di Kosuth e il letto di Platone, in L. Bottani, a cura di, Arte, estetica e memoria. Atti del convegno "Arte, estetica e memoria", Vercelli, 25-26/11/2004, Vercelli, Mercurio, 2005, pp. 207-238; Lo stato dell'arte, in "Perelandra", III (2003), n. 6, pp. 123-135; Proteo e le sue immagini, in "Rivista di estetica", n.s., 24 (2003), pp. 86-88; Molyneux's question redux (con A.C. Jacomuzzi - N. Bruno), in "Phenomenology and the Cognitive Sciences", II (2003), n. 3, pp. 255-280; L'arte, una specie di cosa? (Una schedatura parziale), in "Rivista di estetica", n.s., 23 (2003), pp. 55-71; Che cosa e' un ente?, in "Rivista di estetica", n.s., 22 (2003), pp. 23-39; La fallacia dell'analogon rationis, in "Rivista di estetica", n.s., 19 (2002), pp. 11-35; Psychologia empirica, methodo scientifica pertractata: preistoria della fenomenologia sperimentale?, in "Teorie & Modelli. Rivista di storia e metodologia della psicologia", n.s., VII (2002), 2-3 (Atti del convegno "I fondamenti della fenomenologia sperimentale", Padova, 21-22 febbraio 2002, a cura di S.C. Masin), pp. 173-187; Psicologia senza sentimenti: da Wolff a Dennett, in Passioni, emozioni, affetti (volume curato e introdotto con C. Bazzanella), Milano, McGraw-Hill 2002, pp. 37-61; Mimesi e percezione indiretta: a partire da Gibson, in La nuova estetica italiana (Atti del seminario "La nuova estetica italiana", Palermo, 27-28 ottobre 2001), a cura di L. Russo, Palermo, Aesthetica Preprint 2001, pp. 57-70; Estetica e logica, in L'altra estetica (volume con sezioni antologiche, curato e introdotto con M. Ferraris), Torino, Einaudi 2001, pp. 209-226 (parti antologiche: trad. e cura di testi di Ch. Thomasius, Ch. Wolff, A.G. Baumgarten, pp. 227-267); Rischiaramento e iconoclastia. Due figure dell'Aufklarung (Thomasius / Kant), in Studi sull'entusiasmo, a cura di A. Bettini - S. Parigi, con una Prefazione di Paolo Rossi, Milano, Franco Angeli 2001, pp.153-181; Estetica e logica nel razionalismo tedesco, in "Rivista di estetica", n.s., 13 (2000), pp. 5-58; Welches Interesse haben wir an einer aufklarerischen Asthetik?, in "Filozofski Vestnik / Acta Philosophica", 2, XX (1999), XIVth International Congress of Aesthetics "Aesthetics as philosophy" (Ljubljana 1-5/9/1998), Proceedings Part I - II, vol. 2, pp. 25-35; La questione dei testi (con M. Ferraris), in Nietzsche, a cura di M. Ferraris, Roma-Bari, Laterza 1999, pp. 277-303; Artificiale / finto / falso, in Riconfigurare l'estetica (Atti del Convegno Aise, Arezzo, 19-20 giugno 1998), Torino, Trauben 1999, pp. 153-162; La morte di Cristo. Questioni di estetica, in Fede e sapere (Atti del convegno "Fede e sapere. La genesi del pensiero del giovane Hegel", Napoli, 9-11 dicembre 1996), Milano, Guerini ("Hegeliana") 1999, pp. 513-537; Sentire. Come macchine e come animali, in "Rivista di estetica", n.s., 8 (1998), pp. 127-149; Sentire. Percezione e sentimento, in "Rivista di estetica", n.s., 4 (1997), pp. 21-47; Esistenza estetica, esistenza concettuale. I cento talleri, in "Rivista di estetica", n.s., 1 (1996), pp. 83-101; Giustificare l'estetica, giustificare l'estetizzazione, in Filosofia '95, a cura di G. Vattimo, Roma-Bari, Laterza 1996, pp. 59-90; Servire il discepolo? Due concezioni della Bildung, in Filosofia '94, a cura di G. Vattimo, Roma-Bari, Laterza 1995, pp. 189-209; La fondazione dell'estetica filosofica, in "Pratica filosofica", 6 (Milano, Cuem 1994), pp. 127-173; Illuminismo, essoterismo, estetica, in Filosofia '93, a cura di G. Vattimo, Roma-Bari, Laterza 1994, pp. 29-62; Baumgarten, l'estetica dei tropi, in "Rivista di estetica", 42 (1994), pp. 91-110; Il contenuto dell'io. Hegel al di la' della semiologia, in "Esercizi Filosofici", 1 (Trieste, Lint 1992), pp. 133-153; Sistematica estetica: la casa, il libro, in "Rivista di estetica", 34-35 (1990), pp. 93-118; Il 'questo' hegeliano: trucchi e fatti storici, in "aut aut", n.s., n. 236 (1990), pp. 85-101; c) curatele: (con R. Casati - A. Jacomuzzi) Esperimenti mentali, fasc. monogr. "Rivista di estetica", n.s., n. 42, 3/2009; Titoli, fasc. monogr. "Rivista di estetica", n.s., n. 40, 1/2009; (con T. Andina) Il futuro dell'estetica, fasc. monogr. "Rivista di estetica", n.s., n. 38, 2/2008 (Atti del convegno "Il futuro dell'estetica. In onore di Arthur C. Danto", Torino, Universita' degli Studi di Torino, 2-4/10/2007); (con G. Matteucci - S. Velotti) Estetica e filosofia analitica, Bologna, il Mulino, 2007; (con C. Bazzanella) Passioni, emozioni, affetti, Milano, McGraw-Hill 2002; (con M. Ferraris) L'altra estetica (volume con sezioni antologiche, curato e introdotto), Torino, Einaudi 2001; (con M. Ferraris) cura e trad. di F. Nietzsche, La volonta' di potenza. Frammenti postumi ordinati da Peter Gast e Elisabeth Forster-Nietzsche, Milano, Bompiani 1992; d) traduzioni: trad. e cura di testi di Ch. Thomasius, Ch. Wolff, A.G. Baumgarten, in L'altra estetica (volume con sezioni antologiche, curato e introdotto con M. Ferraris), Torino, Einaudi 2001, pp. 227-267; trad., cura e introduzione di: I. Kant, Schwarmerei ("Ueber Schwarmerei und die Mittel dagegen", Ak XI, 138-140), in "Rivista di estetica", n.s., 6 (1997), pp. 27-31; trad., cura e introduzione di: J.G. Sulzer, Note sul diverso stato in cui l'anima si trova nell'esercitare le proprie facolta' principali, ossia quella di rappresentarsi qualcosa e quella di sentire ("Anmerkungen uber den verschiedenen Zustand, worinn sich die Seele bey Ausubung ihrer Hauptvermogen, namlich des Vermogens, sich etwas vorzustellen und des Vermogens zu empfinden, befindet", in Id., "Vermischte philosophische Schriften. Aus den Jahrbuchern der Akademie der Wissenschaften zu Berlin gesammelt", Leipzig 1773), in "Rivista di estetica", n.s., 3 (1996), pp. 67-79; trad. e cura di: P. Szondi, Antico e moderno nell'estetica dell'eta' di Goethe ("Antike und Moderne in der Asthetik der Goethezeit", in Id., Poetik und Geschichtsphilosophie I, Frankfurt/M 1974), con una introduzione di R. Bodei, Napoli / Milano, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici / Guerini e Associati 1995; trad. e cura di: J. Rohls, Storia dell'etica (Geschichte der Ethik, Tubingen 1991), Bologna, il Mulino 1995; e) relazioni a convegni (recenti): "Teorie rappresentazioniste dell'arte e vincoli ontologici. Una proposta alternativa a Dilworth", Brains, Persons and Society / VII Convegno nazionale Sifa, Cesano Maderno (Mb), Universita' Vita-Salute S. Raffaele, 28-30 settembre 2006; "Brandi sull'arte contemporanea", Attraverso l'immagine. In ricordo di Cesare Brandi, Palermo, Universita' degli Studi di Palermo, 30 giugno - primo luglio 2006; "Indiscernibili, identici: e' lo stesso", Il futuro dell'estetica. In onore di Arthur C. Danto, Torino, Universita' degli Studi di Torino, 2-4 ottobre 2007; "Ontologia dell'arte, senz'arte?", Terzo convegno nazionale di ontologia analitica, Torino, Universita' degli Studi di Torino, 15-16 novembre 2007; "I sensi sono davvero cinque?", Sensorialita' associata: a proposito di multisensorialita',  Savigliano (To), Museo civico "A. Olmo" - Regione Piemonte, 26-27 gennaio 2008; "Estetica vs filosofia dell'arte (in Italia)", L'estetica analitica in Italia, Roma, III Universita' degli Studi di Roma, 20 maggio 2008]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Pietro Kobau: Avere riunito intorno all'ideale della nonviolenza gruppi culturalmente e ideologicamente differenti, dando con cio' appoggio e spunti concreti per la realizzazione delle aspirazioni pacifiste presenti in maniera trasversale in tali gruppi.

*

- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Pietro Kobau: Rafforzera', spero, la riflessione, amplificatasi in questi ultimi anni, sul nesso tra pace e giustizia.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Pietro Kobau: Si trova, a mio avviso, indebolita anch'essa per i successi dell'ideologia che da tempo proclama la "fine delle ideologie".

*

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Pietro Kobau: Tenere vivo l'ideale della nonviolenza, mantenendo aperto il dialogo tra tutte le culture e ideologie entro cui, per ragioni e in modi diversi, trova posto tale ideale.

*

- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Pietro Kobau: Le rivolte popolari nei paesi arabi retti da regimi oppressivi; i cenni di accresciuto bisogno del rispetto dei diritti umani in Cina e altri paesi orientali.

*

- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Pietro Kobau: Ogni iniziativa che aiuti a riflettere in maniera spregiudicata sul futuro ruolo dei paesi occidentali nel mondo; ogni iniziativa che aiuti a saldare la riflessione sulla giustizia con quella sui mutati scenari economici di larga scala.

*

- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Pietro Kobau: Direi che si tratta del progetto, fondato su diverse possibili ragioni, di abbandonare la violenza come strumento di risoluzione dei conflitti, a favore di altri strumenti. Suggerirei di cercare innanzitutto le ragioni di un simile progetto, se ve ne sono, nelle parti migliori della propria cultura e ideologia.

 

5. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. DUE DOMANDE A RUGGERO ZAZZONI

[Ruggero Zazzoni e' un vecchio amico di questo foglio]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Ruggero Zazzoni: L'opposizione alla guerra e al razzismo.

*

- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Ruggero Zazzoni: Se ti chiedi come accostarti ad essa, in qualche modo gia' sai cosa e'.

 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 428 del 20 settembre 2011

 

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