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Telegrammi. 687



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 687 del 23 settembre 2011

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Peppe Sini: La marcia Perugia-Assisi presa sul serio

2. L'appello del Movimento Nonviolento per la Marcia Perugia-Assisi del 25 settembre 2011 per la pace e la fratellanza dei popoli

3. Sette domande a Giorgio Gatta

4. Sette domande a Maurizio Gubbiotti

5. Sette domande a Guido Margheri

6. Sette domande a Sonia Milan

7. Sette domande a Giovanni Enrico Vesco

8. Si e' svolto a Viterbo il 21 settembre un incontro in preparazione della marcia Perugia-Assisi

9. Si e' svolto il 22 settembre a Viterbo un incontro di studio su "Contro la guerra e il razzismo, la scelta della nonviolenza"

10. "Keshet"

11. Segnalazioni librarie

12. La "Carta" del Movimento Nonviolento

13. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: LA MARCIA PERUGIA-ASSISI PRESA SUL SERIO

 

Presa sul serio, la marcia Perugia-Assisi "per la pace e la fratellanza dei popoli" che si svolge domenica 25 settembre 2011, ha un significato e un fine inequivocabili.

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E' una marcia per la pace mentre lo stato italiano e' in guerra, partecipe di due guerre terroriste e stragiste in Afghanistan e in Libia che ogni giorno mietono vittime innocenti.

Quindi il senso e lo scopo della marcia e' di opporsi alla guerra, innanzitutto imponendo che l'Italia cessi di partecipare alle guerre e alle stragi in Afghanistan e in Libia.

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E' una marcia per la fratellanza dei popoli mentre il governo italiano (i governi succedutisi dal 1998 ad oggi) ha progressivamente compiuto un colpo di stato razzista e schiavista che perseguita migranti e viaggianti con logiche e modalita' di ispirazione nazista.

Quindi il senso e lo scopo della marcia e' di opporsi al colpo di stato razzista, innanzitutto imponendo l'abrogazione di tutte le misure legislative e le pratiche amministrative in cui si concretizza oggi in Italia la persecuzione razzista e schiavista dei migranti e dei viaggianti.

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Opporsi alla guerra ed opporsi al razzismo. Opporsi alle uccisioni ed alle persecuzioni. Questo e' il significato e lo scopo della marcia Perugia-Assisi del 25 settembre.

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Ottenere con la forza della verita', della legalita' e della democrazia che lo stato italiano torni al rispetto della Costituzione della Repubblica italiana, torni al rispetto del diritto di ogni essere umano alla vita e alla dignita'. Questo e' il significato e lo scopo della marcia Perugia-Assisi del 25 settembre.

 

2. REPETITA IUVANT. L'APPELLO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO PER LA MARCIA PERUGIA-ASSISI DEL 25 SETTEMBRE 2011 PER LA PACE E LA FRATELLANZA DEI POPOLI

[Riproponiamo l'ultimo appello del Movimento Nonviolento (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per la partecipazione alla marcia Perugia-Assisi]

 

Finalmente ci siamo. Mancano pochi giorni alla "Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli" che il 25 settembre vedra' sfilare migliaia e migliaia di persone da Perugia ad Assisi.

E' il popolo della pace che si mette in cammino per smobilitare la guerra di oggi, attraverso il ritiro dell'esercito dall'Afghanistan e dalla Libia, e quella di domani, attraverso il disarmo e il taglio drastico delle spese militari. Cio' potra' cominciare solo se ciascun marciatore di pace assumera' questa esigenza come impegno personale.

Il Movimento Nonviolento ha convocato questa Marcia nel cinquantesimo anniversario della prima, voluta ed organizzata da Aldo Capitini nel 1961, come risposta popolare alla folle corsa agli armamenti in un'Europa divisa fra Est ed Ovest. Nei cinquant'anni che ci separano da quella Marcia, pur con la conclusione della "guerra fredda", le spese per gli armamenti sono incredibilmente lievitate a livelli astronomici, portando gli investimenti militari a diventare, di gran lunga, il primo spreco pubblico nel bilancio di uno Stato che, invece, sottrae continuamente risorse alle "spese di pace" (sanita', scuola, cultura, servizi sociali, ricerca, servizio civile, ecc.).

I governanti, da vent'anni, impegnano costantemente il nostro Paese in "guerre calde" in giro per il mondo, che uccidono in nome del popolo italiano. La nostra Costituzione repubblicana che "ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" e' ripetutamente, a sua volta, ripudiata!

Ci sono, oggi, ancora piu' ragioni di cinquant'anni fa per marciare in maniera consapevole e determinata affinche', percorrendo i 24 chilometri che da Perugia portano ad Assisi, il popolo della pace torni ad essere un soggetto autonomo ed indipendente per aiutare il Paese ad uscire dalla grave crisi sociale, politica, economica, morale nella quale e' precipitato.

La Marcia della pace non e' un rito, e' un impegno. Non e' una passeggiata, e' un'azione politica. E' un'azione nonviolenta. Questo era chiaro ad Aldo Capitini quando nel 1961 dalla Rocca di Assisi disse: "la pace e' troppo importante perche' possa essere lasciata nelle mani dei soli governanti".

Dunque, mettiamoci in marcia per ripudiare le guerre di domani avviando da oggi la politica del disarmo.

L'appuntamento e' ai Giardini del Frontone di Perugia, alle ore 9, o lungo il percorso fino alla Rocca di Assisi, dietro al grande striscione "Nonviolenza".

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Il Movimento Nonviolento

Verona, 19 settembre 2011

 

3. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A GIORGIO GATTA

[Ringraziamo Giorgio Gatta (per contatti: ggatta at racine.ra.it) per questa intervista.

Giorgio Gatta ha una lunga esperienza nell'associazionismo e nel volontariato per la promozione della cultura della pace che lo ha portato nel tempo ad esercitare professionalmente come formatore alla gestione e trasformazione dei conflitti con le tecniche della nonviolenza e a sviluppare progetti nell'ambito dell'economia civile. E' stato un organizzatore del "Corso per mediatori internazionali di pace" a Bertinoro dal 2004 al 2009. Ha organizzato il "Corso sugli interventi civili di pace" a Santa Sofia nel 2010. E' collaboratore della Bottega Matteotti di Bagnacavallo (Ra) (www.bottegamatteotti.it/). E' presidente dell'Associazione T-Erre Turismo Responsabile di Faenza (www.t-erre.org)]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Giorgio Gatta: Portare in risalto agli occhi dell'opinione pubblica in tutti questi anni temi che non hanno ancora diritto di cittadinanza sui grandi mezzi di comunicazione. La Perugia-Assisi in Italia e' stato un elemento di continuita' e di costanza nel panorama dell'attivita' politica dei movimenti per la pace. Ha responsabilizzato gli enti locali ad occuparsi dei temi della pace e della cittadinanza attiva e ad esercitarsi loro stessi in politiche di pace e rivolte alla convivenza civile dal locale all'internazionale.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Giorgio Gatta: Credo che la crisi economica ci interpella tutti nel profondo. E' un'opportunita' di cambiamento che non ci puo' sorprendere e non ci dobbiamo lasciare sfuggire. Proprio perche' ci colpisce tutti indistintamente il cambiamento e' in atto qui ed ora. Sara' un ribaltamento della prospettiva, un ridettare nuove regole, un rimettere il pallino al centro, con al centro l'uomo e la donna. Tutti noi non possiamo che essere artefici/attori e protagonisti di questo cambiamento.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Giorgio Gatta: La nonviolenza in Italia non ha alcuna rilevanza politica, sociale e tantomeno formativa. E' un'elite di studiosi ed intellettuali che guarda da lontano gli avvenimenti. La nonviolenza in Italia e' statica perche' non sa confrontarsi con la quotidianita'. La nonviolenza in Italia e' piu' portata a difendere le proprie prerogative intellettuali. A ritrovarsi in pochi per potersi confermare e sostenere a vicenda. Una specie di concerto filosofico in cui la realta' viene compresa come paradigma dello studio intellettuale. Al momento non vedo alcuna possibilita' di uno sviluppo della nonviolenza in Italia in quanto con grande lucidita' e pragmatismo stiamo seguendo la via dell'autoreferenzialita' di un piccolo nucleo di persone quali noi vogliamo essere.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Giorgio Gatta: Non c'e' altra strada, a mio parere, che fondere le varie identita' dei movimenti. I movimenti, le associazioni e i gruppi nonviolenti si devono sciogliere per dare vita a un movimento politico unico. Non e' piu' tempo di separatismi autoreferenziali, bisogna unirsi in un progetto politico condiviso. Occorre unire lo studio con l'azione, c'e' bisogno di scendere in campo e di giocarsi personalmente a partire dai territori di appartenenza. Non e' piu' tempo di essere "invisibili" alla massa. E' tempo di agire subito, il tempo stringe e dobbiamo farlo qui e adesso. E se non siamo noi a prendere l'iniziativa chi dovrebbe farlo altrimenti? E' ora di contare politicamente e di portare il conto ai nostri politici attuali: delle loro inefficienze, della loro corruzione. Siamo molti di piu' di quanto possiamo pensare e se ci credessimo veramente potremmo essere una massa di elettori unendoci con altre esperienze sociali nel nostro Paese.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Giorgio Gatta: Naturalmente tutto quello che riguarda la "primavera araba" su cui non mi dilungo perche' altri ne hanno ampiamente parlato. Siamo arrivati alla constatazione che nulla e' statico e il cambiamento si puo' produrre dal basso se noi lo vogliamo. Credo che sia stata una ventata di aria fresca e di grande insegnamento per noi tutti. In Italia metterei in prima fila il movimento No Tav che da piu' di vent'anni resiste e produce azioni contro il progetto della Tav. Non dimenticherei il movimento per la verita' e la giustizia per il G8 di Genova 2001 in quanto fra enormi difficolta' ha lottato fino adesso per fare emergere la verita'.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Giorgio Gatta: Credo che dovremo impegnarci nel concreto per rendere attuabili i Corpi civili di pace che gia' in Europa da alcuni stati si sono espressi. Quindi pensare a una formazione alla gestione e trasformazione dei conflitti di personale specializzato ad agire in alcune aree sia in Italia che all'estero. C'e' gia' un tavolo nazionale degli interventi civili di pace che si riunisce e cerca di portare avanti progetti di azioni nonviolente in alcune situazioni di conflitto. Credo che questa sia il nostro futuro dal punto di vista dell'azione. Chiunque puo' iscriversi e formarsi alle azioni nonviolente: contattate il Tavolo anche solo per interesse!

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Giorgio Gatta: La nonviolenza e' prassi quotidiana: nelle relazioni con le persone, nel rispetto dell'ambiente, prendersi delle responsabilita' e assumere delle decisioni in linea di coerenza con il proprio pensiero. La nonviolenza e' pensiero e azione nello stesso momento. Chi se ne fa carico ha un prezzo da pagare sempre molto alto nell'immediato ma investe a lungo termine e viene ripagato in positivo. E' dura e soddisfacente al tempo stesso. Se la nonviolenza non avesse attraversato la mia vita non avrei potuto vedere i risultati che sto ottenendo adesso. Se una persona volesse chiedermi sulla nonviolenza gli direi vieni e vedi: facciamo un cammino insieme. Perche' la nonviolenza va agita e non solo spiegata, e' sperimentazione continua. La nonviolenza e' un cammino sempre. Dopo l'incontro personale (fondamentale!) gli direi di impegnarsi nel concreto (vedi i Corpi civili di pace), le esperienze non mancano.

 

4. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A MAURIZIO GUBBIOTTI

[Ringraziamo Maurizio Gubbiotti (per contatti: m.gubbiotti at legambiente.it) per questa intervista.

Maurizio Gubbiotti e' coordinatore della segreteria nazionale e responsabile del dipartimento internazionale di Legambiente. Si occupa sotto varie vesti di tematiche legate all'ambiente, all'occupazione, al Terzo settore e alla cooperazione internazionale. E' membro del Consiglio nazionale e del Coordinamento nazionale del Forum permanente del Terzo settore, della Commissione su Occupazione e Terzo settore del Ministero del Lavoro, del Direttivo della Tavola della Pace, del Comitato di Sorveglianza nell'ambito del Quadro Comunitario di Sostegno (Qcs) obiettivo 1 2000-2006. E' membro del Comitato Esecutivo dell'Associazione Ong Italiane, e del Comitato Tecnico della Fondazione Sud. Giornalista, ha collaborato con diverse testate nazionali e agenzie di stampa su tematiche ambientali e del terzo settore]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Maurizio Gubbiotti: Io credo sia riuscita a far crescere una cultura di pace nel nostro paese che nonostante tante difficolta' si e' affermata. Ha saputo essere dentro i processi di cambiamento rappresentando anche un punto di riferimento importante per i tanti movimenti. Altro elemento importante e' stato il saper tener insieme associazioni, comitati, singole persone ed enti locali.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Maurizio Gubbiotti: Sicuramente da una parte le crisi fortissime che abbiamo di fronte costringono tutti a rimettere in discussione l'attuale modello di sviluppo del tutto insostenibile, ma anche il modello di consumo insostenibile a sua volta; e quindi la marcia potra' essere un importante momento di condivisione e di richiesta di costruzione di pace nel mondo, che solo combattendo le tante ingiustizie puo' essere possibile. Sara' anche il momento per essere piu' vicini alle rivolte che nel nord del continente africano hanno visto tanti giovani protagonisti, e creare anche momenti di incontro con loro. Non mancheranno poi certo richiami urgenti perche' la politica del nostro Paese recuperi un ruolo di servizio e una serieta' oggi scomparsi.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Maurizio Gubbiotti: Purtroppo in questi ultimi anni una parte della politica ha giocato troppo sui nostri peggiori istinti cavalcando in maniera criminale paure e difficolta'. Crisi poi sempre piu' forti - economica, occupazionale, ambientale - oggi vogliono dire una disgregazione sociale molto forte e disastrosa. Pensiamo solo a quello che questo governo ha voluto creare ad arte a Lampedusa convinto che poi la risoluzione gli avrebbe portato vantaggi.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Maurizio Gubbiotti: Un lavoro fondamentale per l'apertura nel mondo di una stagione di diritti: dove ambiente, salute, lavoro, siano diritti e non bisogni o temi, e perche' nel nostro Paese si lavori per la costruzione di culture di solidarieta', ospitalita', cooperazione, interdipendenza, capaci di ricostruire coesione sociale ma anche di dare forza all'unica strada che abbiamo di fronte che e' quella della sostenibilita' ambientale e sociale.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Maurizio Gubbiotti: Torno alle immagini che ci giungono da Lampedusa, perche' sono particolarmente drammatiche ma anche perche' quando le vedemmo la prima volta in questa primavera - con migliaia di persone costrette al limite della sopravvivenza in un angolo di quel territorio senza un minimo di vivibilita', e dall'altra gli abitanti stabili, in preda alla paura e all'esasperazione e fuori da ogni controllo -, ebbene, negli stessi giorni a Brindisi celebravamo con iniziative molto belle, promosse da Legambiente Brindisi con tutte le altre associazioni, con il Comune e tutti i brindisini e le brindisine, i vent'anni del famoso "sbarco" degli albanesi proprio a Brindisi. Oltre 20.000 persone in sole due notti che scatenarono una gara di solidarieta' e ospitalita', tornati in tanti la scorsa primavera appunto per raccontare delle storie vissute bellissime. Allora io non credo che siamo cambiati, dobbiamo recuperare questi valori e ricostruire una coesione sociale ripartendo anche da qui. Ma ci sono stati anche altri fatti importanti nel mondo sul fronte della nonviolenza, ad esempio le rivolte del Nord Africa, particolarmente segnate da nonviolenza e gioventu'.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Maurizio Gubbiotti: Credo che le cose dette fino adesso disegnino quello che dovrebbe essere il nostro impegno nei prossimi mesi. Sottolineerei in piu' solo una questione piu' legata al nostro punto di osservazione che e' quella della crisi ambientale, climatica, che mi pare troppo vicina a dei punti di non ritorno, se pensiamo che solo per citare un dato, ogni anno almeno sei milioni di persone divengono profughi ambientali, cioe' persone costrette ad abbandonare i loro territori perche' resi invivibili dai mutamenti climatici.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Maurizio Gubbiotti: Credo sia un valore fondamentale per costruire pace nel mondo e che passi attraverso partecipazione e protagonismo delle persone.

 

5. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A GUIDO MARGHERI

[Ringraziamo Guido Margheri (per contatti: guidomargheri at yahoo.it) per questa intervista.

Guido Margheri e' consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Liberta' a Bolzano. "Sono nato nel 1958 e ho vissuto i movimenti studenteschi degli anni '70. Ho partecipato al Movimento per la Pace che si e' sviluppato negli anni '80 contro i missili di Comiso lavorando nel Coordinamento nazionale dei Comitati per la Pace insieme a Tom Benetollo, Flavio Lotti, Raffaella Bolini e tanti altri..."]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Guido Margheri: In questi 50 anni la Marcia Perugia -Assisi e' stata la testimonianza vivente che un altro mondo non solo e' veramente possibile, ma e' necessario, e che per quanto le istituzioni e la politica possano essere sorde e cieche devono, comunque, fare i conti con le aspirazioni dei popoli.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Guido Margheri: La Marcia di quest'anno e' una scommessa difficile, ma, appunto, necessaria perche' si pone il problema di rilanciare una speranza di pace in un mondo che sembra essersi ormai abituato alla guerra come strumento ordinario di politica internazionale.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Guido Margheri: Occorre rilanciare la nonviolenza come fondamento di nuovi rapporti umani, civili, sociali e sottrarla ad una certa retorica che la identifica come "buonismo" finalizzato ad una magari auspicabile, ma sostanzialmente impossibile riununcia unilaterale agli strumenti violenti. La razionalita' della nonviolenza come soluzione dei problemi, e l'irrazionalita' della guerra permanente come distruzione di ogni altra soluzione, fatica a diventare buona politica e a suscitare nuovamente movimenti della societa' civile in grado di incidere.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Guido Margheri: Credo che la cultura della nonviolenza sia uno degli elementi fondamentali che deve caratterizzare una ineludibile riforma della politica e delle istituzioni. E questo vale a maggior ragione a livello internazionale dove la crisi evidente delle organizzazioni sovranazionali e la loro riduzione a dependance della logica Nato, richiede, in un mondo multipolare, un nuovo governo mondiale.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Guido Margheri: I referendum sull'acqua e i beni comuni, il movimento "Se non ora quando" per la dignita' delle donne e altri movimenti della societa' civile di reazione alla crisi economica e alla subordinazione della politica nei confronti delle oligarchie politico-finanziarie, sono segni di speranza significativi legati alla riscoperta della democrazia diretta e dell'impegno civile, ma non possiamo nasconderci come, nonostante le rivoluzioni arabe, la guerra di Libia, la questione dei migranti e altri fatti segnalino, invece, una drammatica crisi della stessa idea di pace e convivenza. Nel nostro Paese, poi, e' gravemente a rischio la democrazia in quanto tale.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Guido Margheri: Mi sembra che occorra trovare il modo di rilanciare il movimento per la pace in relazione alla crisi mondiale, spingere sull'idea di un'Europa alternativa a quella divisa e subalterna alla grande finanza, capace di essere un soggetto positivo per uscire dalla crisi salvaguardando la civilta' europea della societa' solidale, per agire da ponte verso i nuovi Paesi emergenti, in particolare la nuova America Latina, e per fare da sponda positiva verso le rivoluzioni arabe. Occorre, inoltre, mettere pesantemente in discussione il paradigma dell'intangibilita' delle spese militari e far crescere i segni positivi della nuova attenzione alla cultura dei beni comuni salvaguardando i risultati dei referendum.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Guido Margheri: Nonviolenza e' l'affermazione di un nuovo umanesimo, di una vera comunita' civile fondata sul libero sviluppo di ciascuno come condizione per la liberta' di tutte e di tutti. Occorre dunque un approccio che la consideri come fondamento necessario della speranza.

 

6. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A SONIA MILAN

[Ringraziamo Sonia Milan (per contatti: sonia.milan at provincia.vr.it) per questa intervista.

Sonia Milan e' capogruppo dell'Italia dei Valori al Consiglio provinciale di Verona. Dal sito www.soniamilan.it riprendiamo la seguente scheda: "Sono capogruppo per Italia dei Valori presso il Consiglio Provinciale di Verona e presidente della V commissione consiliare (competente per patrimonio, edilizia, beni culturali e ambientali, protezione civile, dissesti idrogeologici). Laureata in Comunicazione presso l'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ho conseguito un master in Marketing e Comunicazione d'Impresa. Ho avuto esperienze presso societa' multinazionali, agenzie di comunicazione e societa' editoriali prima di approdare alla libera professione. Attualmente mi occupo di consulenza digitale per aziende, brand, personalita' (www.opinity.it). Sono membro della Fondazione Marisa Bellisario: la fondazione ha iniziato la sua attivita' promuovendo e organizzando il Premio Marisa Bellisario. In seguito, ha ampliato il suo campo d'azione verso lo studio e la progettazione di azioni rivolte al mondo del lavoro, dell'imprenditoria femminile e del management con interesse prevalente verso le nuove tecnologie. La fondazione rappresenta il luogo in cui si desidera valorizzare le professionalita' femminili che operano nel pubblico e nel privato e promuove una cultura di genere attenta alla parita' in un dialogo aperto alle diverse istanze della nostra societa'. Sono stata intervistata per il libro Donne di Business, Michele Di Salvo editore. Ho vinto il premio eContent Award Italy 2010 presentando la mia attivita' lavorativa: il premio nazionale per il miglior contenuto digitale e' organizzato dalla Fondazione Politecnico di Milano, con il sostegno del Presidente della Repubblica, ed e' ispirato al Wsa - World Summit Award al fine di selezionare e-Contents di alta qualita' e promuovere la creativita' e l'innovazione nel settore dei nuovi media in Italia"]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Sonia Milan: La marcia e' stata in grado di sensibilizzare giovani e meno giovani al concetto di pace, alla necessita' di adoperarsi perche', a tutti i livelli, si agisca in favore della pace. Sembra quasi scontato e banale parlare di pace, oggi che la nostra Italia e' ammorbata da questioni intestine e poco edificanti; e' un concetto che tende ad essere relegato ad entusiasmi giovanili d'altri tempi, come se oggi, la pace, non fosse piu' cosi' importante. La marcia mantiene viva l'attenzione e l'impegno di tutti sul tema, ci aiuta a non dimenticare che solo fino a settant'anni fa i nostri nonni e genitori combattevano in prima linea e la pace sembrava solo una chimera.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Sonia Milan: La marcia, quest'anno, vedra' gli aderenti confrontarsi anche su tematiche correlate ai problemi della generazione che stiamo vivendo. Promuovere la pace significa promuovere l'idea di un ambiente democratico in cui i giovani possano avere la certezza di un lavoro, in cui le donne possano non essere discriminate, in cui gli anziani siano risorse e non pesi da sopportare. Costruire la pace significa anche curarsi di questi aspetti della nostra societa'.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Sonia Milan: Ammetto di essere preoccupata. Archiviate le esperienze dell'Italia in guerra, molti italiani non hanno pero' archiviato gli istinti bellicosi. Rigurgiti nazifascisti sono ormai considerati alla stregua di goliardate: abbiamo perso il senso civico che ci porta a condannare senza alcuna remora atteggiamenti violenti di qualunque genere. Penso, anche, al razzismo strisciante (a volte nemmeno tanto strisciante) che contraddistingue alcuni nostri politici, che fomentano l'odio e giustificano la violenza. Non mi sarei mai aspettata che, agli albori del terzo millennio, ci saremmo ritrovati a discutere della necessita' di promozione della pace, di lotta ai razzismi e di difesa dei piu' deboli.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Sonia Milan: Deve proseguire nell'opera di sensibilizzazione e formazione delle nuove generazioni. Non possiamo permetterci che le associazioni, con le loro iniziative, abbiano un ruolo marginale nella societa'. Con il loro impegno svolgono un ruolo formativo e sociale che va a colmare gravissime lacune da parte delle istituzioni.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Sonia Milan: Penso subito alle manifestazioni dei NoTav in Val di Susa e anche ai ragazzi che lo scorso inverno hanno manifestato contro la riforma Gelmini, a Roma. A fronte di alcuni esagitati che hanno manifestato solo la propria violenza, molti altri hanno dato vita al movimento Book Bloc, la difesa con i libri. Un esempio bellissimo dello spirito della nonviolenza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Sonia Milan: Dobbiamo tutti impegnarci a fare autocritica e a riscoprire i valori della democrazia. Una democrazia che le giovani generazioni danno per scontata, che non hanno ancora ben capito cosa sia. Ma e' solo coltivando il senso democratico e quello civico che costruiremo un futuro in cui la pace non sara' una chimera irraggiungibile.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Sonia Milan: Prendi in mano la Costituzione e iniziamo a leggerla assieme.

 

7. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A GIOVANNI ENRICO VESCO

[Ringraziamo Giovanni Enrico Vesco (per contatti: Ass.Lavoro at regione.liguria.it) per questa intervista.

Giovanni Enrico Vesco e' assessore della Regione Liguria. "Sono nato nel 1965 ad Arcola (La Spezia) e sono entrato giovanissimo nella Fgci iniziando cosi' la militanza nel Partito Comunista Italiano. Dopo la Bolognina, contrario allo scioglimento del Pci, mi sono iscritto a Rifondazione. Dal 1996 al 2001 sono stato segretario particolare dell'onorevole Nerio Nesi prima alla presidenza della Commissione Attivita' Produttive della Camera dei Deputati e successivamente al Ministero dei Lavori Pubblici. Nel 1998, in disaccordo con la rottura del centrosinistra, ho aderito al Partito dei Comunisti Italiani e dal gennaio 2004 ne sono segretario regionale in Liguria. Nel 2005 sono diventato assessore regionale alle Politiche attive del Lavoro e alle Politiche dell'Immigrazione, deleghe alle quali si e' aggiunta quella ai Trasporti nel 2008. Dopo la vittoria elettorale alle regionali del 2010 sono stato confermato in questo ruolo"]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Giovanni Enrico Vesco: La Marcia per la Pace ha avuto il grande merito di diventare il rifermento principale per persone e associazioni di diversa estrazione accomunate dalla convinzione che con i conflitti internazionali non si risolvano i problemi dei popoli del mondo. Negli anni ha dato voce a un largo movimento trasversale aiutandolo a prendere coscienza della propria forza e ad ispirare la sua azione. Ricordo, un esempio su tutti, la massiccia partecipazione alla Marcia dell'ottobre 2001: una risposta forte e decisa a quanti, all'indomani dell'attentato alle Torri Gemelle, volevano far passare l'equazione pacifisti e terroristi per mettere a tacere ogni voce contro l'interventismo militare.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Giovanni Enrico Vesco: Questa edizione e' speciale perche' segna il cinquantesimo anniversario dalla prima marcia pacifista organizzata da Aldo Capitini. Naturalmente l'attenzione di tutti e' concentrata sul corteo colorato che sfilera' domenica, ma credo che meriti grande attenzione anche il Meeting dei 1000 giovani per la pace, evento correlato che si propone come un laboratorio capace di guardare al futuro e a quel "mondo diverso" che vogliamo e possiamo costruire.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Giovanni Enrico Vesco: Purtroppo oggi l'energia del movimento pacifista sembra fiaccata e l'opinione pubblica rassegnata. Se guardiamo alla situazione libica, ad esempio, notiamo che mentre da una parte c'e' stato il consueto bombardamento mediatico interventista, dall'altra le voci contrarie sono sostanzialmente sparite. Giornali e forze politiche che spesso sono stati un riferimento per il popolo delle bandiere arcobaleno hanno girato la faccia da un'altra parte e chi ha invece preso una posizione diversa non ha trovato alcuna eco mediatica. Eppure sono convinto che l'opposizione alla guerra sia ancora radicata nella coscienza di moltissimi italiani. Ha solo bisogno di essere risvegliata, e la Marcia della Pace puo' rappresentare una buona occasione per farlo.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Giovanni Enrico Vesco: Il movimento nonviolento puo' contribuire in modo determinante a smascherare le menzogne e raccontare cio' che viene taciuto. La rete dei movimenti, che ha una capillare diffusione su tutto il territorio nazionale, puo' essere un presidio di verita' se trovera' la capacita' di mobilitarsi.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Giovanni Enrico Vesco: A livello locale non sono mai mancate piccole e grandi iniziative portate avanti da associazioni, istituti scolastici e Comuni. Un fenomeno da difendere e incoraggiare. Vorrei pero' sottolineare come attualmente uno degli impegni piu' importanti sia quello legato alla richiesta di liberazione di Francesco Azzara', il volontario di Emergency rapito in Darfur. Un obiettivo che deve essere perseguito con piu' tenacia a tutti i livelli.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Giovanni Enrico Vesco: Sicuramente saranno appuntamenti importanti le iniziative di mobilitazione contro la manovra economica approvata dal Governo, che taglia indiscriminatamente ma non tocca le spese per gli armamenti e i conflitti in corso.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Giovanni Enrico Vesco: La nonviolenza e' una forma di lotta molto difficile perche' va pratica giorno per giorno. Ma e' alla portata di tutti ed e' un'importante risorsa soprattutto per i piu' deboli perche' cambia le regole del gioco e li sottrae alla "legge del piu' forte".

 

8. INCONTRI. SI E' SVOLTO A VITERBO IL 21 SETTEMBRE UN INCONTRO IN PREPARAZIONE DELLA MARCIA PERUGIA-ASSISI

 

Mercoledi' 21 settembre a Viterbo presso la Caritas diocesana si e' svolto un incontro dei volontari in servizio civile in preparazione della partecipazione alla marcia Perugia-Assisi "Per la pace e la fratellanza dei popoli" che si svolgera' domenica 25 settembre 2011.

All'incontro ha preso parte il responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo.

 

9. INCONTRI. SI E' SVOLTO IL 22 SETTEMBRE A VITERBO UN INCONTRO DI STUDIO SU "CONTRO LA GUERRA E IL RAZZISMO, LA SCELTA DELLA NONVIOLENZA"

 

Giovedi' 22 settembre 2011 si e' svolto a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace" un incontro di studio sul tema "Contro la guerra e il razzismo, la scelta della nonviolenza".

L'incontro si e' tenuto in preparazione della prossima marcia "per la pace e la fratellanza dei popoli" da Perugia ad Assisi del 25 settembre 2011.

 

10. RIVISTE. "KESHET"

 

E' stato pubblicato il fascicolo di giugno-luglio 2011 di "Keshet", la bella e prestigiosa rivista di vita e cultura ebraica diretta da Bruno Segre, giunta al nono anno di pubblicazioni.

In questo fascicolo interventi, saggi, lettere e recensioni di Giuseppe Franchetti, Marco Maestro, Piergiorgio Cattani, Corrado Israel De Benedetti, Amos Luzzatto, Anna Foa, Claudia Kocsisne' Farkas, Daniela Manini, Tobia Zevi, Donatella Di Cesare, Francesco D'Agostino, Sarah Kaminski, Eleonora Heger Vita, Maria Girardet Soggin, Sandro Ventura, Marina Morpurgo.

Per contattare direzione e amministrazione: tel. 0276016354, fax: 0276317246, e-mail: keshet at libero.it; sito: www.keshet.it

Un fascicolo euro 5; abbonamento a 4 fascicoli euro 20.

 

11. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Eva Banchelli, Invito alla lettura di Hermann Hesse, Mursia, Milano 1988, pp. 240.

- Lucia Borghese, Invito alla lettura di Heinrich Boll, Mursia, Milano 1980, 1990, pp. 252.

- Matteo Galli, Invito alla lettura di Elias Canetti, Mursia, Milano 1986, pp. 168.

 

12. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

13. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 687 del 23 settembre 2011

 

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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