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Voci e volti della nonviolenza. 432



 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 432 del 24 settembre 2011

 

In questo numero:

1. Mao Valpiana: Un saluto, un ricordo, un omaggio

2. Sette domande a Davide Berruti

3. Una lettera di Pierluigi Consorti

4. Quattro domande a Luciano Gagliardi

5. Sette domande a Fulvio Cesare Manara

6. Sette domande ad Alessandro Murgia

7. Sette domande ad Alfio Nicotra

8. Sette domande a Daniele Taurino

 

1. EDITORIALE. MAO VALPIANA: UN SALUTO, UN RICORDO, UN OMAGGIO

[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per questo intervento.

Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive e ha lavorato come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"); attualmente e' presidente del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007; un'altra recente ampia intervista e' in "Coi piedi per terra" n. 295 del 17 luglio 2010.

Aldo Capitini e' nato a Perugia nel 1899, antifascista e perseguitato, docente universitario, infaticabile promotore di iniziative per la nonviolenza e la pace. E' morto a Perugia nel 1968. E' stato il piu' grande pensatore ed operatore della nonviolenza in Italia. Opere di Aldo Capitini: la miglior antologia degli scritti e' ancora quella a cura di Giovanni Cacioppo e vari collaboratori, Il messaggio di Aldo Capitini, Lacaita, Manduria 1977 (che contiene anche una raccolta di testimonianze ed una pressoche' integrale - ovviamente allo stato delle conoscenze e delle ricerche dell'epoca - bibliografia degli scritti di Capitini); ma notevole ed oggi imprescindibile e' anche la recente antologia degli scritti a cura di Mario Martini, Le ragioni della nonviolenza, Edizioni Ets, Pisa 2004, 2007; delle singole opere capitiniane sono state recentemente ripubblicate: Le tecniche della nonviolenza, Linea d'ombra, Milano 1989, Edizioni dell'asino, Roma 2009; Elementi di un'esperienza religiosa, Cappelli, Bologna 1990; Colloquio corale, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2005; L'atto di educare, Armando Editore, Roma 2010; cfr. inoltre la raccolta di scritti autobiografici Opposizione e liberazione, Linea d'ombra, Milano 1991, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2003; gli scritti sul Liberalsocialismo, Edizioni e/o, Roma 1996; La religione dell'educazione, La Meridiana, Molfetta 2008; segnaliamo anche Nonviolenza dopo la tempesta. Carteggio con Sara Melauri, Edizioni Associate, Roma 1991. Presso la redazione di "Azione nonviolenta" (e-mail: azionenonviolenta at sis.it, sito: www.nonviolenti.org) sono disponibili e possono essere richiesti vari volumi ed opuscoli di Capitini non piu' reperibili in libreria (tra cui Il potere di tutti, 1969). Negli anni '90 e' iniziata la pubblicazione di una edizione di opere scelte: sono fin qui apparsi un volume di Scritti sulla nonviolenza, Protagon, Perugia 1992, e un volume di Scritti filosofici e religiosi, Perugia 1994, seconda edizione ampliata, Fondazione centro studi Aldo Capitini, Perugia 1998. Piu' recente e' la pubblicazione di alcuni carteggi particolarmente rilevanti: Aldo Capitini, Walter Binni, Lettere 1931-1968, Carocci, Roma 2007; Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lettere 1952-1968, Carocci, Roma 2008; Aldo Capitini, Guido Calogero, Lettere 1936-1968, Carocci, Roma 2009. Opere su Aldo Capitini: a) per la bibliografia: Fondazione Centro studi Aldo Capitini, Bibliografia di scritti su Aldo Capitini, a cura di Laura Zazzerini, Volumnia Editrice, Perugia 2007; Caterina Foppa Pedretti, Bibliografia primaria e secondaria di Aldo Capitini, Vita e Pensiero, Milano 2007; segnaliamo anche che la gia' citata bibliografia essenziale degli scritti di Aldo Capitini pubblicati dal 1926 al 1973, a cura di Aldo Stella, pubblicata in Il messaggio di Aldo Capitini, cit., abbiamo recentemente ripubblicato in "Coi piedi per terra" n. 298 del 20 luglio 2010; b) per la critica e la documentazione: oltre alle introduzioni alle singole sezioni del sopra citato Il messaggio di Aldo Capitini, tra le pubblicazioni recenti si veda almeno: Giacomo Zanga, Aldo Capitini, Bresci, Torino 1988; Clara Cutini (a cura di), Uno schedato politico: Aldo Capitini, Editoriale Umbra, Perugia 1988; Fabrizio Truini, Aldo Capitini, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1989; Tiziana Pironi, La pedagogia del nuovo di Aldo Capitini. Tra religione ed etica laica, Clueb, Bologna 1991; Fondazione "Centro studi Aldo Capitini", Elementi dell'esperienza religiosa contemporanea, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1991; Rocco Altieri, La rivoluzione nonviolenta. Per una biografia intellettuale di Aldo Capitini, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 1998, 2003; AA. VV., Aldo Capitini, persuasione e nonviolenza, volume monografico de "Il ponte", anno LIV, n. 10, ottobre 1998; Antonio Vigilante, La realta' liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini, Edizioni del Rosone, Foggia 1999; Mario Martini (a cura di), Aldo Capitini libero religioso rivoluzionario nonviolento. Atti del Convegno, Comune di Perugia - Fondazione Aldo Capitini, Perugia 1999; Pietro Polito, L'eresia di Aldo Capitini, Stylos, Aosta 2001; Gian Biagio Furiozzi (a cura di), Aldo Capitini tra socialismo e liberalismo, Franco Angeli, Milano 2001; Federica Curzi, Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo Capitini, Cittadella, Assisi 2004; Massimo Pomi, Al servizio dell'impossibile. Un profilo pedagogico di Aldo Capitini, Rcs - La Nuova Italia, Milano-Firenze 2005; Andrea Tortoreto, La filosofia di Aldo Capitini, Clinamen, Firenze 2005; Maurizio Cavicchi, Aldo Capitini. Un itinerario di vita e di pensiero, Lacaita, Manduria 2005; Marco Catarci, Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini, Ega, Torino 2007; Alarico Mariani Marini, Eligio Resta, Marciare per la pace. Il mondo nonviolento di Aldo Capitini, Plus, Pisa 2007; Maura Caracciolo, Aldo Capitini e Giorgio La Pira. Profeti di pace sul sentiero di Isaia, Milella, Lecce 2008; Mario Martini, Franca Bolotti (a cura di), Capitini incontra i giovani, Morlacchi, Perugia 2009; Giuseppe Moscati (a cura di), Il pensiero e le opere di Aldo Capitini nella coscienza delle giovani generazioni, Levante, Bari 2010; cfr. anche il capitolo dedicato a Capitini in Angelo d'Orsi, Intellettuali nel Novecento italiano, Einaudi, Torino 2001; e Amoreno Martellini, Fiori nei cannoni. Nonviolenza e antimilitarismo nell'Italia del Novecento, Donzelli, Roma 2006; c) per una bibliografia della critica cfr. per un avvio il libro di Pietro Polito citato ed i volumi bibliografici segnalati sopra; numerosi utilissimi materiali di e su Aldo Capitini sono nel sito dell'Associazione nazionale amici di Aldo Capitini: www.aldocapitini.it; una assai utile mostra e un altrettanto utile dvd su Aldo Capitini possono essere richiesti scrivendo a Luciano Capitini: capitps at libero.it, o anche a Lanfranco Mencaroni: l.mencaroni at libero.it, o anche al Movimento Nonviolento: tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: azionenonviolenta at sis.it o anche redazione at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org]

 

La marcia, per gli amici della nonviolenza, inizia oggi al cimitero monumentale di Perugia, sulla tomba di Aldo Capitini.

Un saluto, un ricordo, un omaggio al filosofo italiano della nonviolenza, fondatore del Movimento Nonviolento.

 

2. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A DAVIDE BERRUTI

[Ringraziamo Davide Berruti (per contatti: d.berruti at peacebuilding.it) per questa intervista.

Su Davide Berruti dai "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 348 riprendiamo la seguente breve notizia: "Dopo l'esperienza dell'obiezione di coscienza da giovanissimo (scrissi che avrei fatto obiezione nel test ai cosiddetti "tre giorni" di visita di leva, non avevo ancora compiuto 18 anni, e mi mandarono dallo psicologo) ho sempre fatto parte del movimento pacifista in diverse organizzazioni e network. Dopo la prima esperienza nella cooperazione internazionale in Africa, mi sono dedicato esclusivamente alla gestione dei conflitti, come formatore, ricercatore e consulente per progetti di riconciliazione. Progetti, pubblicazioni, lezioni e tutti gli impegni nel campo della costruzione della pace, sono presentati sul sito www.peacebuilding.it"]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Davide Berruti: Rispondo di getto: due significati, uno storico. Da Capitini in poi la Marcia ha rapresentato l'alternativa, non solo nonviolenta rispetto alle guerre, ma in senso piu' ampio di partecipazione democratica e dal basso versus una democrazia malata che nel tempo ha assunto le forme della partitocrazia, della corruzione, della prima repubblica. Uno sociale. Penso al pacifismo come movimento di base, ampio ed eterogeneo che qui, proprio alla marica, trova la sua espressione piu' forte. Il fatto che l'allargamento della base di consenso possa significare anche l'ingresso di istanze meno radicali io non l'ho mai vissuto come un problema o come un danno. C'e' un minimo comune denominatore tra i marciatori e questo secondo me rimane un punto di forza e non un punto di debolezza come lo vedono alcuni "puristi".

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Davide Berruti: Non saprei, il fatto che da qualche mese sono impegnato in Sud Sudan non mi ha consentito di seguire da vicino la preparazione alla marcia. Ho letto parte del dibattito interno al movimento e credo che queste polemiche siano la conferma che l'esperienza sia piu' viva che mai. Mi auguro che sia gli organizzatori che i partecipanti sappiano caratterizzare la Marcia come un momento di grande unione intorno ad un "no alla guerra" sempre piu' maturo e consapevole. Ogni conflitto armato andrebbe sempre analizzato da tutta la societa' per quello che e': un gran fallimento.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Davide Berruti: Anche in questo sono ottimista. Anche se ci sono luci ed ombre. Da un lato il movimento cresce e matura. Dall'altro si stacca pericolosamente dalla societa', la quale peggiora soprattutto in relazione ai modelli morali e di riferimento (penso alla commercializzazione del corpo della donna, alla diffusione della corruzione come pratica "di moda"). Niente di piu' sbagliato per il mondo della nonviolenza di staccarsi dalla societa' inseguendo avanguardie, si' importanti, ma senza riuscire a cambiare nel profondo l'anima della societa' contemporanea. Torniamo a fare educazione di base, alla don Milani, alla Danilo Dolci o, per usare le parole di don Peppino Diana: "per amore del nostro popolo".

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Davide Berruti: Da un lato, continuare a costruire un'alternativa nonviolenta in campo internazionale, dall'altro - come dicevo poc'anzi - assicurarsi che la proposta nonviolenta sia connaturata nella societa' in cui viviamo e non roba di una ristretta elite.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Davide Berruti: Sicuramente, la rivoluzione in Egitto, che a differenza delle altre in Libia e Siria, ha avuto un carattere genuinamente spontaneo e dal basso. Questo e' un altro passo importante nella vita della societa' civile globale che, col tempo, andra' analizzato e studiato per farne patrimonio storico e lezione di vita.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Davide Berruti: Per quanto esuli dall'agenda prettamente "pacifista", direi che la fine dell'era berlusconiana rappresenti, per tutti coloro che vogliono lavorare per far crescere modelli di vita piu' sani e piu' vicini all'ideale nonviolento, una priorita' assoluta per noi italiani.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Davide Berruti: Ricerca il tuo personale modo di camminare verso la nonviolenza, la cosa piu' difficile sara' essere coerenti, ma dai tuoi stessi errori impara, dagli esempi apprendi, degli incontri con gli altri nutriti e dai tuoi sogni trai le energie per camminare. Un po' poetico forse, ma in un mondo di materialismo spinto, ci sta benissimo. Neanche la nonviolenza puo' diventare una scienza esatta senza umanita'. Altrimenti guai a noi.

 

3. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. UNA LETTERA DI PIERLUIGI CONSORTI

[Ringraziamo Pierluigi Consorti (per contatti: consorti at ddp.unipi.it) per averci inviato questo intervento come risposta a una richiesta di intervista.

Pierluigi Consorti e' presidente del Comitato consultivo nazionale per la difesa civile non armata e nonviolenta presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio nazionale per il servizio civile; gia' obiettore di coscienza, e' docente di "Diritto ecclesiastico" e "Legislazione del terzo settore" presso il Dipartimento di diritto pubblico dell'Universita' di Pisa, e' direttore del Centro interdisciplinare di ateneo "Scienze per la pace", e' direttore del Master universitario in "Gestione dei conflitti interculturali ed interreligiosi" (www.pace.unipi.it/didattica/master), e' docente "garante" del corso di laurea in Scienze per la pace dell'Universita' di Pisa, dove inoltre dirige lo sportello per i diritti umani. Tra le opere di Pierluigi Consorti: L'avventura senza ritorno. Intervento e ingerenza umanitaria nell'ordinamento giuridico e nel magistero pontificio, Edizioni Plus, Pisa 2002; Senza armi per la pace, Edizioni Plus, Pisa 2003. Si veda anche l'intervista nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 276]

 

Posso in tutta onesta' limitarmi a dire che la marcia di quest'anno cade in un momento in cui respiriamo una forte aria di rivincita della guerra. Dal ripudio siamo passati ad una sorta di disillusione collettiva, che rende il movimento nonviolento ancora piu' debole.

Tuttavia, intravedo segni di speranza: la stessa continuita' temporale della Marcia, unita all'avvio della prima sperimentazione istituzionale di Difesa civile non armata e nonviolenta mi sembrano bei segni per il futuro.

In particolare quest'ultimo credo possa essere considerato un passo in avanti verso la prossima possibile identificazione del servizio civile nazionale quale forma di difesa nonviolenta.

Bisognera' pero' passare dall'ambito della nicchia a quello popolare. Bella sfida, no? Forse non nuova, ma adesso con uno strumento in piu' a disposizione.

Nel prossimo futuro immagino sia necessario concentrarci in modo unitario sulla promozione di quella che un tempo si chiamava "Dpn", possiamo spiegare che i conflitti si possono gestire in modo nonviolento e che la guerra non funziona mai. Abbiamo esempi storici attuali dalla nostra parte. Un po' di unita' d'intenti non guasterebbe.

 

4. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. QUATTRO DOMANDE A LUCIANO GAGLIARDI

[Ringraziamo Luciano Gagliardi (per contatti: compresigliultimi at gmail.com) per questa intervista.

"Faccio parte di una piccola associazione di ispirazione gandhiana, 'Compresi gli Ultimi', che tra le altre cose gestisce la bottega del commercio equo e solidale 'Susu e Jusu' a Vibo, agiamo in rete con molte altre realta' solidali di ogni estrazione presenti in Calabria e soprattutto con Libera e con le cooperative che lottano nella Locride contro le mafie e le massonerie; faccio parte del coordinamento calabrese per l'acqua pubblica 'Bruno Arcuri'"]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Luciano Gagliardi: Il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi e' per me quello di riuscire ad unire, purtroppo per poco tempo e non tutte le volte, quelli che i mass-media definiscono "pacifisti" dando cosi' visibilita' ai temi della pace e dell'antimilitarismo. Inoltre e' importante che tante persone camminino insieme per la pace, perche' questo ha degli effetti spirituali, come fosse una preghiera di carne che cammina, ogni passo una piccola preghiera.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Luciano Gagliardi: Non so cosa verra' fuori dalla marcia quest'anno, i temi portati sono tanti, forse troppi, a me piacerebbe che da Assisi venisse fuori un urlo di rabbia, di voglia di giustizia per quanto riguarda il mancato rispetto dei diritti degli stranieri. Mi piacerebbe che si urlasse per l'applicazione immediata dei diritti costituzionali perche' l'Italia e l'Europa, con le attuali leggi anti-immigrazione, identiche nel principio giuridico formatore a quelle che istituivano i lager, si stanno comportando da paesi neonazisti e questo mi fa orrore. Dico che e' la stessa cosa perche' queste leggi, come quelle razziali e naziste, hanno istituito la categoria degli indesiderati, i quali comunque non fanno neppure in tempo a provare, semmai ne avessero l'intenzione, a far qualcosa di male nel nostro paese perche' li prendiamo a calci in bocca prima ancora che possano aprirla per dire qualcosa. Gli stranieri di cui parlo, inoltre, sono in massima parte poveri e bisognosi, ed una possibilita' non si dovrebbe negare a nessuno, primo perche' esiste la Costituzione, secondo perche' la parola Umanita' in italiano abbia ancora senso. A chi dice che tra loro ci sono molti criminali rispondo che dobbiamo ancora contare quanti criminali ci sono tra gli italiani, e che credo che in Italia, percentualmente e' ovvio, ce ne siano di piu' che su un qualsiasi barcone di poveri cristi.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia? Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Luciano Gagliardi: Ribadisco quanto detto prima; aggiungo solo che, dato che tutte le tematiche care alla nonviolenza sono diversi aspetti dello stesso problema, bisognerebbe attualmente piu' che mai guardare molto il mondo con gli occhi delle vittime e concentrarsi sull'azione concreta nonviolenta oltre che sulla parola scritta.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Luciano Gagliardi: Risponderei che letteralmente la nonviolenza e' semplicemente l'assenza della volonta' di danneggiare l'altro, ed e' ricerca della Verita'. Per avvicinarcisi basta dare estrema importanza a cio' che di sacro c'e' in ciascuno, facendo spazio in se' stessi e nella propria vita per non ostacolare l'azione del bene, il resto verra' da se'.

 

5. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A FULVIO CESARE MANARA

[Ringraziamo Fulvio Cesare Manara (per contatti: fulvio.manara at unibg.it) per questa intervista.

Su Fulvio Cesare Manara dall'intervista apparsa in "Coi piedi per terra" n. 401 riprendiamo la seguente breve notizia: "Mi sono laureato in filosofia presso l'Universita' degli studi di Milano, ho frequentato seminari di ricerca e studio negli Stati Uniti. Perfezionatomi poi a Padova in didattica della filosofia, sono attualmente Ricercatore presso la Facolta' di Scienze della Formazione dell'Universita' di Bergamo, dove mi occupo di educazione al pensare e comunita' di ricerca filosofica, di educazione alla nonviolenza e di formazione alla trasformazione nonviolenta dei conflitti. In qualita' di Professore Aggregato insegno "Pedagogia dei Diritti Umani". Opero anche quale formatore di formatori e intervengo in corsi di formazione in molti enti ed agenzie sia pubblici che del privato-sociale, in varie parti d'Italia. Nel settore disciplinare della didattica della filosofia ho pubblicato una quindicina di saggi e alcune recensioni, oltre al volume "Comunita' di ricerca e iniziazione al filosofare. Appunti per una nuova didattica della filosofia", Lampi di Stampa, Milano 2004. Nel settore degli studi sulla nonviolenza mi occupo continuativamente di etica della nonviolenza, settore in cui ho scritto una ventina tra saggi e articoli, ed ho pubblicato nel 2006 "Una forza che da' vita. Ricominciare con Gandhi in un'eta' di terrorismi", Milano, Unicopli. Credo molto nei metodi attivi e nella esigenza di un sapere esperienziale, e cerco di mettere in opera esperienze di metodologia attiva: mi impegno in una formazione nelle competenze dell'ascolto attivo e della gestione del lavoro di gruppo, ed animo a mia volta all'ascolto attivo, alla comunicazione dialogale, al pensare insieme, ad una gestione di gruppo centrata sulla leadership partecipativa ed alla trasformazione nonviolenta dei conflitti"]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Fulvio Cesare Manara: I significati sono i giochi interpretativi che noi attribuiamo nella nostra liberta' di vita. Ce ne sono tanti quanti la somma delle teste di tutti gli esseri umani che hanno partecipato a ciascuna marcia, che si sono messi in cammino, più radicalmente, nelle gramaglie della vita quotidiana per divenire "amici della nonviolenza". Non mi spaventa la pluralità dei punti di vista. E non ce n'e', dal mio punto di vista, uno "dominante"... Raccogliamo tutti questi frammenti...

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Fulvio Cesare Manara: Come per i significati delle azioni nel passato, vale anche per quelle che stiamo per mettere in gioco. Sono però convinto che serva un serio, radicale, sovversivo invito a guardare la guerra in cui siamo con occhi aperti. Rendersi conto del sistema di violenza strutturale e pervadente in cui siamo immersi. Come diceva Ricoeur, "bisogna aver misurato la lunghezza, la larghezza, la profondità della violenza - il suo stiramento lungo la storia, la portata delle sue ragioni psicologiche, sociali, culturali, spirituali, il suo radicarsi in profondita' nel pluralismo delle coscienze - bisogna far pratica fino in fondo di questa presa di coscienza della violenza da cui essa esibisce la sua tragica grandezza, che appare come il prodotto della storia stessa...".

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Fulvio Cesare Manara: Non mi metto da un punto di vista storicistico. Penso sempre piu' radicalmente che ogni generazione debba ricominciare da capo con il cammino verso la nonviolenza. Debba inventare di nuovo il suo cammino verso la nonviolenza. Perché ogni generazione amaramente riscopre l'amara verità (non pessimistica) scoperta da Simone Weil: "siamo sempre barbari verso i piu' deboli". La violenza non è una "realta'" maligna fuori di noi: siamo noi esseri umani a generarla, siamo noi a scoprirci capaci di essa, non solo quando la subiamo, ma anche quando la agiamo. E la violenza distrugge tanto chi la fa come chi la subisce... L'opera della "umanizzazione" è sempre incompleta, un gioco da ricominciare per ogni generazione, per ogni singolo essere umano.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Fulvio Cesare Manara: Essere come il sale, e come il lievito. Il sale non trasforma tutto in sale, e il lievito non trasforma la farina in lievito. La metafora evangelica calza perfettamente, secondo me. Divenire agenti di trasformazione, di profondo cambiamento non solo sul piano umano, ma anche cosmico, e, direi, pure divino... Il che avviene se si accoglie la trasformazione (ovvero la sfida della nonviolenza a se stessi, su se stessi, lì dove siamo) - questa trasformazione avviene se si sa cominciare (e ricominciare sempre da capo) da sé stessi: come diceva Buber: partire da sé, ma non centrarsi su se stessi.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Fulvio Cesare Manara: Ogni evento di vita può essere significativo, se riusciamo a convertire il nostro sguardo in direzione di quella "metanoia" radicale, che e' l'unica trasformazione degna di essere cercata. Non è solo un problema etico. E' una esigenza spirituale.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Fulvio Cesare Manara: Per parte mia, cerco di lavorare nell'educazione. Liberarsi, ciascuno nel suo piccolo, dalla "pedagogia nera" ossia da ogni forma di educazione che sia scesa a patti con la violenza (come ci insegna, tra altri, Alice Miller).

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Fulvio Cesare Manara: "Amico, facciamo un po' di strada insieme? La nonviolenza fiorisce cosi' come fiorisce".

 

6. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE AD ALESSANDRO MURGIA

[Ringraziamo Alessandro Murgia (per contatti: alessandro.murgia at tiscali.it) per questa intervista.

Su Alessandro Murgia dall'intervista in "Coi piedi per terra" n. 386 riprendiamo la seguente breve notizia: "Alessandro Murgia ( Cagliari, 7 settembre 1957), medico specialista in Ematologia e Oncologia, lavora presso l'U. O. di Ematologia dell'Ospedale San Francesco di Nuoro. Da 22 anni coniugato con Flavia, con la quale condivide da sempre tutti gli impegni sociali ed ecclesiali. Padre di tre figli, Giulio, Chiara e Luca. Dopo una militanza di dieci anni nel Movimento Giovanile Missionario delle Pontificie Opere Missionarie ha fondato con Flavia e altri tre soci ( cioe' quattro gatti...) l'Associazione Mondo Amico che si occupa di educazione alla mondialita', sviluppo sostenibile, dialogo interculturale e interreligioso, commercio equo e solidale con annessa bottega per soci, educazione alla nonviolenza ed a stili di vita improntati alla sobrieta', al riciclo e riuso, allo scambio gratuito e alla solidarieta'. Collabora con il Centro Famiglia Diocesano nei corsi di preparazione al matrimonio e con chiunque abbia bisogno di una mano per costruire un mondo migliore. Alle ultime elezioni amministrative del Comune di Nuoro ha partecipato in qualita' di candidato sindaco come espressione di una lista civica, Idea Comune, www.ideacomune.net, nata al di fuori da ogni logica partitica o di schieramento dal concorso di diverse associazioni di volontariato, con un programma ispirato agli stessi ideali di Mondo Amico e di tutte le associazioni sostenitrici"]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Alessandro Murgia: La marcia Perugia-Assisi ha rappresentato in tutti questi anni un segno profetico della Pace possibile, in un mondo di sopraffazione violenta ed egoista. Il riferimento va non solo a San Francesco, alla sua evangelica vicinanza agli ultimi del suo tempo, al suo rifiuto di uno status sociale sia pure solo clericale che lo avrebbe in qualche modo elevato nella scala sociale, al suo dialogo con i "nemici" musulmani, ma va anche a tutti quelli che nella storia del movimento nonviolento hanno pagato di persona le scelte di pace e quelle di vicinanza agli ultimi.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Alessandro Murgia: Quest'anno la marcia rinserrera' le fila del movimento per un altro mondo possibile perche' e' giunto il momento di costruire concretamente una alternativa alla dittatura neoliberista del profitto, unendo e coordinando le miriadi di iniziative di resistenza nonviolenta e rendendole sempre piu' efficaci e convincenti.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Alessandro Murgia: In senso stretto la nonviolenza in Italia e' ancora un discorso che riguarda troppo poche persone. In senso lato ognuna delle iniziative rivolte alla costruzione di un nuovo stile di vita fondato sulla giustizia e sulla solidarieta' umana e' una scintilla di nonviolenza che rischiara la notte del violento sistema economico che sta massacrando i poveri del mondo.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Alessandro Murgia: Il ruolo del movimento nonviolento, oggi, e' fondamentale per le metodologie di azione diretta nonviolenta che puo' insegnare in questa epica impresa a tutta la galassia di movimenti alternativi troppo spesso ignari di queste tecniche e talvolta sedotti da scorciatoie di lotta violenta.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Alessandro Murgia: La vittoria dei referendum su acqua e nucleare e' stato il segno che c'e' ancora speranza e che il berlusconismo non ha ancora corrotto tutte le coscenze.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Alessandro Murgia: In Italia occorre risvegliare sempre di piu' la partecipazione popolare con azioni di democrazia diretta per contrastare la deleteria abitudine di delegare ad altri scelte etiche e politiche, e riportare al centro della discussione la ricerca del bene comune, nel segno della giustizia e della solidarieta'.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Alessandro Murgia: La nonviolenza e' una reazione attiva di fronte alle ingiustizie, che rifiuta la violenza in quanto non si puo' costruire un mondo di giustizia e pace usando gli stessi strumenti usati per costruire questo mondo di guerra ed ingiustizia in cui viviamo. Disse Einstein: non si possono risolvere i problemi con la stesso modo di pensare che ha contribuito a crearli...

 

7. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE AD ALFIO NICOTRA

[Ringraziamo Alfio Nicotra (per contatti: nicoalf at tiscali.it) per questa intervista.

Alfio Nicotra nasce a Firenze il 26 dicembre 1961 ma e' aretino per adozione nella cui citta' e' nato e vive il figlio Giovanni. Giornalista professionista Nicotra e' un esponente del movimento pacifista italiano. Impegnato nei primi anni '80 nel grande movimento contro il dispiegamento dei missili Cruise a Comiso, ha animato il Coordinamento nazionale dei Comitati per la pace partecipando attivamente ai blocchi nonviolenti della base siciliana. In quel periodo elabora una ricerca sull'industria bellica toscana, denuncia il ruolo del porto di Talamone (controllata dalla P2) nella triangolazione di armamenti con paesi in guerra (Iran ed Iraq in particolare), si batte insieme al "Comitato contro i mercanti di morte" per una legge che regolamenti e limiti il commercio delle armi che vedra' positivamente la luce nel 1990. Sempre negli anni '80 e' attivo nella raccolta di informazioni e denunce sulla base Usa di Camp Darby e sul suo ruolo nella strategia della tensione. Nel 1988/89 e' ad Isola Capo Rizzuto (Crotone) dove con i braccianti organizza la resistenza all'esproprio delle terre agricole per costruire la base aerea per i cacciabombardieri F-16 degli Stati Uniti che erano stati sfrattati dalla Spagna. Impegnato nel movimento antinucleare toscano, organizza manifestazioni e blocchi al reattore atomico del Brasimone sull'appennino tosco-emiliano e la raccolta di firme per il referendum contro il nucleare che portera' al voto del novembre 1987. Tra i fondatori, con Dino Frisullo e padre Eugenio Melandri,  dell'Associazione antirazzista "Senzaconfìne" e' stato a lungo caporedattore della rivista omonima. Alla Badia Fiesolana con padre Emesto Balducci e' tra i promotori del Comitato per la verita' sulla Guerra del Golfo, mentre come giornalista e pacifista percorre i luoghi della guerra, da Sarajevo assediata al bombardamento del parlamento russo a Mosca, dai territori occupati in Palestina al Chiapas degli indigeni zapatisti (Messico). E' osservatore internazionale per conto dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale nel dialogo tra la guerriglia e il governo. Organizza e partecipa all'incontro nella Selva Lacandona tra Fausto Bertinotti ed il subcomandante Marcos. E' promotore della campagna "Una penna per la Pace" che per tutto il conflitto in Croazia e Bosnia raccoglie fondi per sostenere i mass-media indipendenti ed antinazionalisti nella ex-Jugoslavia. Nel luglio del '98 e' a Belgrado e Pristina con una delegazione del Prc dove incontrano tra l'altro il leader nonviolento kosovaro Ibrahim Rugova, e propongono l'assunzione di una iniziativa di pace da parte dell'Italia e dell'Unione Europea per evitare il bagno di sangue e l'ennesima guerra etnica nei Balcani. Nel settembre 1998 e' in Siria dove incontra ed intervista il presidente del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) Abdullah Ocalan. Protagonista della stagione dei Forum Sociali sia a livello europeo che a livello mondiale (Porto Alegre, Nairobi e l'ultimo nel gennaio 2009 a Belem), nel 2001, su incarico della segreteria nazionale del Prc, ha fatto parte del consiglio dei portavoce del Genoa Social Forum che ha animato la contestazione al G8. Attualmente e' membro della direzione nazionale del Prc dove ricopre l'incarico di responsabile del Dipartimento Pace e Movimenti. Nel giugno 1999 e' eletto consigliere comunale per Rifondazione comunista al Comune di Arezzo ed e' protagonista dell'opposizione al centrodestra e nella denuncia del conflitto d'interessi che caratterizzava la giunta Lucherini. Una lotta coronata dal successo con lo scioglimento anticipato del consiglio comunale nel 2006 in seguito alla vicenda politica e giudiziaria di Variantopoli. Rieletto in consiglio comunale con Rifondazione comunista da' un contributo decisivo per la vittoria del centrosinistra che ritorna a governare il capoluogo. In consiglio comunale e' in prima linea nella battaglie per la legalita', la difesa dei posti di lavoro delle aziende in crisi, si batte per la ripubblicizzazione di Nuove Acque e contro la privatizzazione di servizi e beni comuni. Per incarichi di lavoro che lo portano in Lombardia, dove diventa segretario regionale del Prc, nel marzo 2007 lascia il consiglio comunale ma non la vita della citta' di Arezzo che continua a seguire con passione civica. Terminata la sua attivita' in Lombardia, su proposta di Rifondazione comunista e del Partito dei comunisti italiani e' stato candidato nella primavera del 2009 alla presidenza della provincia di Arezzo, elezioni nelle quali e' stato eletto consigliere provinciale]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Alfio Nicotra: Sicuramente la sua geniale invenzione del suo fondatore Aldo Capitini. La prima marcia ha contribuito infatti in  modo straordinario ad accendere i riflettori su una idea, la nonviolenza, che e' per sua natura rivoluzionaria. E' il battesimo del movimento pacifista italiano che cessa di essere "campista" - come lo erano stati i Partigiani della pace - e diventa il precursore di un'altra idea di relazioni tra i Paesi ed i popoli del globo. Poi sicuramente la marcia dell'ottobre del 1981 che segno' l'inizio della mobilitazione contro i missili a Comiso e del carattere di massa del movimento pacifista.

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- "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Alfio Nicotra: La marcia si svolge dentro una delle peggiori e devastanti crisi economiche, sociali e democratiche dal dopoguerra ad oggi. Chi ha provocato la crisi pretende adesso di dettarne la soluzione, invece si alimenta il massacro dello stato sociale e dei diritti acquisiti in oltre cento anni di lotte dal movimento operaio. La marcia ha il compito di ricordare a tutti che la pace non e' solo assenza di guerra ma soprattuto costruzione di una societa' piu' giusta non piu' basata sulla iniquita', lo sfruttamento e la violenza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Alfio Nicotra: Tanta letteratura, cultura e qualche pratica sociale e politica. Siamo ancora indietro. Troppo spesso la politica e' una guerra simulata. Troppo spesso si definiscono i nonviolenti "anime belle" e questo e' profondamente ingiusto perche' la nonviolenza non e' negazione ma gestione altra e alta del conflitto. Poi c'e' un problema tra noi nonviolenti ancora incapaci di narrare questa intuizione rivoluzionaria ad un popolo piu' vasto e troppo rinchiusi nei nostri recinti.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Alfio Nicotra: Il Movimento Nonviolento ha il compito storico di trasmettere la testimonianza e l'elaborazione della nonviolenza. E' depositario della memoria dei grandi saggi italiani della nonviolenza - Capitini, Pinna, Dolci, etc. - ma deve essere in grado di parlare alle nuove generazioni.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Alfio Nicotra: Piu' che di Italia parlerei di un italiano, Vittorio Arrigoni che con il suo sacrificio e il suo invito a "Restare umani" e' riuscito a far parlare del vergognoso e criminale assedio di Gaza e della situazione del popolo palestinese. Le rivolte arabe poi, specialmente quella in Tunisia, andrebbero meglio studiate perche' in larga parte hanno avuto successo proprio perche' sono state mosse dalla forza rivoluzionaria della nonviolenza.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Alfio Nicotra: Sulla mobilitazione contro la crisi e gli speculatori. La crisi chiama la guerra anche se non spara bombe "classiche". Un piano di aggiustamento strutturale del Fondo Monetario Internazionale o della Bce puo' essere piu' devastante della bomba su Hiroshima.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Alfio Nicotra: La nonviolenza e' una idea e una pratica rivoluzionaria, rappresenta la gestione del conflitto piu' alta ed incisiva e per di piu' non devastante. Non si chiede di cancellare il nemico ma di sconfiggerlo liberando anche lui. La nonviolenza unisce mezzi e fini ma anche stili di vita individuali e l'idea di una nuova societa'.

 

8. VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. SETTE DOMANDE A DANIELE TAURINO

[Ringraziamo Daniele Taurino (per contatti: nonviolenzalitoraleromano at gmail.com) per questa intervista.

Daniele Taurino e' nato a Roma il 14 aprile 1992. Attualmente vive a Fiumicino. Si e' diplomato nel 2011 al Liceo classico Anco Marzio di Ostia dove era anche rappresentante d'Istituto con la votazione di 100 e lode con una ricerca dal titolo "Principia philosophia reiectionis. La nonviolenza come destino in una societa' impura". Ora studia alla Facolta' di Filosofia della Sapienza. Fino a dicembre sara' un volontario del servizio civile nazionale con Focus-Cds. Fa parte del Movimento Nonviolento, tra i fondatori e responsabile del Centro territoriale sul Litorale Romano]

 

- "La nonviolenza e' in cammino": Cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Daniele Taurino: Per rispondere a questa domanda sottoscrivo pienamente la risposta del presidente del Movimento Nonviolento Mao Valpiana: "La marcia del 2011 'per la pace e la fratellanza dei popoli' registrera' una grandissima partecipazione popolare, alla ricerca dello spirito originario della marcia 'di tutti e per tutti'. La marcia e' dei marciatori, che esprimeranno con forza e determinazione la volonta' di 'opposizione integrale alla guerra e alla sua preparazione'. Vogliamo che la nostra sia una libera aggiunta nonviolenta al movimento pacifista, come avrebbe voluto Capitini".

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Daniele Taurino: L'ideologia del dominio sviluppatasi ai primordi della storia pervade ancora oggi cosi' fortemente la cultura contemporanea che ritroviamo i suoi paradigmi perfino in alcune espressioni di apparente critica radicale. E la situazione in Italia non e' certo diversa, anche se sicuramente complicata e distorta da altre logiche. Ma se si riesce a guardare la nostra situazione nazionale con gli occhi di uno "spettatore imparziale" come ci ha insegnato Adam Smith, si puo' responsabilmente asserire che la nonviolenza non corre il rischio di estinzione perche' e' sopravvissuta nella forma di un fiume carsico. Possiamo ben affermare la ricchezza di tutte quelle componenti sociali che non si riconoscono nella cultura dominante e che si manifestano nei movimenti per la nonviolenza, l'ambientalismo, la decrescita e (laddove esistono) l'antispecismo. Se da qualche parte possiamo aspettarci che giunga una nuova, significativa svolta nella storia, e' a essi che dobbiamo guardare.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Daniele Taurino: Il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini e' purtroppo ancora una minoranza nella minoranza ma credo che sia l'affluente principale di quel fiume carsico di cui parlavo prima. Naturalmente dovremmo, ed e' un dovremmo che rivolgo in prima analisi a me stesso, come Movimento riuscire ad allontanarci da forme di autoreferenzialita' consce ed inconsce per poter finalmente comunicare efficacemente con l'esterno. La costruzione collettiva di un'identita' nonviolenta fondata sul potere della coscienza liberata e finalmente capace di ascolto, rappresenta una irriducibile alternativa globale all'organizzazione capitalistica dei bisogni e del lavoro, al dominio tecnologico, alle concentrazione distorta del potere. Occorre compiere un rovesciamento, anzi, una tramutazione di prospettive e pensiero; e su questo fronte il Movimento Nonviolento fa e puo' fare ancora molto.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Daniele Taurino: Parlo sempre di quello che sara' il mio impegno personale senza pensare che possa essere cio' su cui bisognerebbe tutti concentrare l'attenzione. Allora, cercheremo (parlo a nome del Centro) di radicare sul territorio la cultura e la pratica della nonviolenza creando delle reti propositive fra tutte le altre realta' "belle" che gia' esistono. Capitini scriveva che "una democrazia se rimane immobile si corrompe e si muta": ne capiamo ora l'accento profetico ma pensiamo che non sia troppo tardi per rimediare. Bisogna attivare tutte quelle azioni che permettano a questa Marcia di non essere una inutile marcia. L'associazionismo dei cittadini e' il motore della partecipazione, il veicolo delle solidarieta' e delle responsabilita' comuni. L'auspicata un po' da tutti democrazia partecipativa vive se c'e' un tessuto democratico civile capace di esprimere un libero associazionismo protagonista del dialogo e del conflitto con il livello istituzionale, che viene cosi' forgiato e innovato da questa spinta. In questo contesto non apparirebbe piu' ingenua speranza la concretizzazione reale delle liberta' e delle capacita' dei cittadini all'interno dello svolgimento vitale delle istituzioni e di qui, spostando il confine un po' piu' avanti - come a noi sovente piace -, all'omnicrazia teorizzata dal filosofo Aldo Capitini il passo non e' poi tanto lungo.

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- "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Daniele Taurino: "La nonviolenza e' apertura all'esistenza, alla liberta' e allo sviluppo di tutti gli esseri, e per cio' interviene anche nel campo sociale e politico, orientandolo". Questa definizione di Capitini mi piace molto e la condivido volentieri. La nonviolenza non puo' non essere all'opposizione della societa' esistente e in questo senso penso che i giovani possano essere, se ben informati, degli ottimi ricettori. Spiegare la nonviolenza e' quasi impossibile, bisogna viverla, e credo quindi che in questo caso l'esempio valga almeno quanto le parole. Un punto su cui mi soffermo sempre particolarmente parlando con una persona che si accosta per la prima volta alla nonviolenza e' il fatto di smentire la credenza di una nonviolenza di tipo passivo, come arma dei piu' deboli. Essa e' invece quel meccanismo attivo che trasforma il nostro rifiuto, la nostra indignazione in quel connubio irrinunciabile di teoria e prassi che e' la base di persuasione verso se stessi e gli altri che si puo' sempre fare qualcosa, che possiamo mettere il peso della nostra coscienza sulla bilancia della Storia.

 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 432 del 24 settembre 2011

 

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