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Telegrammi. 716



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 716 del 22 ottobre 2011

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Un appello del Movimento Nonviolento, di Peacelink e del Centro di ricerca per la pace di Viterbo per il 4 novembre: Ogni vittima ha il volto di Abele

2. "Associazione famiglie di militari uccisi" e "Comitato sardo Gettiamo le Basi": Verita' e giustizia per gli uccisi da veleni di guerra e di poligono

3. Pierluca Gaglioppa: Contro la guerra

4. Marta Ghezzi: Abolire la guerra

5. Mauro Morucci: La piu' grande follia dell'uomo

6. Gianni Pittella: Mettere a tacere definitivamente le armi

7. Tiziana Plebani: Coltiviamo la nostra umanita'

8. Il 21 ottobre si e' svolto a Viterbo un incontro di studio

9. Verso la decima Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2011

10. Segnalazioni librarie

11. La "Carta" del Movimento Nonviolento

12. Per saperne di piu'

 

1. INIZIATIVE. UN APPELLO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO, DI PEACELINK E DEL CENTRO DI RICERCA PER LA PACE DI VITERBO PER IL 4 NOVEMBRE: OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE

[Riproponiamo il seguente appello]

 

Intendiamo proporre per il 4 novembre l'iniziativa nonviolenta "Ogni vittima ha il volto di Abele".

Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le citta' d'Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.

Affinche' il 4 novembre, anniversario della fine dell'"inutile strage" della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinche' non ci siano mai piu' guerre, mai piu' uccisioni, mai piu' persecuzioni.

*

Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.

Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.

Ed occorre che si svolgano nel modo piu' austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.

Ovviamente prima e dopo e' possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche' le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche' convocano ogni persona di retto sentire e di volonta' buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita' e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.

*

A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.

Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.

Per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

*

Movimento Nonviolento

per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Peacelink

per contatti: e-mail: info at peacelink.it, sito: www.peacelink.it

Centro di ricerca per la pace di Viterbo

per contatti: e-mail: nbawac at tin.it, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

2. OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE. "ASSOCIAZIONE FAMIGLIE DI MILITARI UCCISI" E "COMITATO SARDO GETTIAMO LE BASI": VERITA' E GIUSTIZIA PER GLI UCCISI DA VELENI DI GUERRA E DI POLIGONO

[Ringraziamo Mariella Cao (per contatti: caomar at tiscali.it) per averci messo a disposizione, come contributo per l'iniziativa "Ogni vittima ha il volto di Abele", il seguente documento dell'"Associazione famiglie di militari uccisi" e del "Comitato sardo Gettiamo le Basi"]

 

Verita' e giustizia per gli uccisi da veleni di guerra e di poligono

Stop alla strage di stato

*

Lo scorso 15 luglio abbiamo avanzato precise richieste al rappresentante del Governo mirate a stroncare l'epidemia di tumori e alterazioni genetiche che imperversa nei teatri di guerra e nei poligoni che opprimono la Sardegna. Le abbiamo ribadite il 15 settembre e il 15 ottobre. Fino a quando non avremo atti concreti che formalizzano strumenti adeguati e percorsi credibili saremo in piazza il 15 di ogni mese.

Il Ministero della Difesa e il Governo, supportati dalla stragrande maggioranza trasversale del ceto politico, persistono scandalosamente nella volonta' d'ignorare i troppi uccisi dalla "sindrome del Golfo-Balcani" che imperversa nei teatri di conflitto e tra la popolazione civile e militare esposta alle "polveri di guerra" prodotte dai poligoni che martirizzano la Sardegna.

La strage e il disastro ambientale causati dal Poligono Interforze Salto di Quirra sono emersi con la drammatica forza dell'evidenza, non sono piu' occultabili.

Persiste l'osceno muro di silenzio sugli omicidi di militari e civili perpetrati nei poligoni di Capo Teulada e Decimomannu-Capo Frasca.

E' anacronistico, depistante e narcotizzante il ritornello stantio che invoca nuove indagini epidemiologiche, accertamenti ambientali infiniti, dimostrazioni scientifiche del nesso diretto causa/effetto tra patologie e inquinamento bellico. I lavori di due Commissioni Parlamentari d'Inchiesta, durati tre anni (2005/08), hanno equiparato i poligoni della Sardegna ai teatri di guerra, la popolazione che vive nei pressi dei poligoni ai militari inviati nei teatri di guerra; hanno riaffermato l'obbligo del principio di precauzione sancito dalle norme italiane, europee e internazionali; hanno rilevato che il nesso causa/effetto allo stato attuale della scienza non puo' essere escluso e non puo' essere dimostrato, quindi, fino a prova contraria, la responsabilita' dei morti e dei malati, "dati inoppugnabili", ricade sull'Amministrazione della Difesa... almeno la responsabilita' economica, il riconoscimento della responsabilita' penale e' ancora tutto da conquistare.

Non e' piu' tollerabile la commedia confezionata per sedarci e per eludere le responsabilita', in scena da oltre un decennio, che ha ripreso a blaterare di nesso diretto causa/effetto, si affanna tra negare l'evidenza e scovare grottesche cause e concause che offendono la comune intelligenza e soprattutto le famiglie degli uccisi e la loro memoria (vaccini, alcool, fumo, finanche l'incestuosita' "congenita" dei sardi).

E' indilazionabile l'adozione da parte del Ministero della Difesa e del Governo delle misure atte a spezzare la catena di morte e sofferenze. Nel Pisq sappiamo di 28 militari e circa 50 civili colpiti dalla "sindrome di Quirra"; a Capo Frasca contiamo 6 militari colpiti, a Teulada 11 militari e 41 civili. I numeri sono decisamente in difetto, sottostimati, non esaustivi, sono solo quelli che conosciamo.

Esigiamo:

- sospensione immediata delle attivita' dei tre grandi poli militari della Sardegna dove si sono registrate le patologie di guerra;

- evacuazione urgente dei militari in servizio nel Poligono Interforze Salto di Quirra, ormai tristemente noto come il poligono della morte;

- allontanamento dei militari esposti alla contaminazione bellica dei poligoni di Capo Teulada, Decimomanno-Capo Frasca;

- ripristino ambientale e messa in sicurezza delle aree contaminate a terra e a mare;

- risarcimento ai malati e alle famiglie degli uccisi del danno (irrisarcibile!) della perdita della salute e della vita;

- risarcimento al popolo sardo del danno inferto al territorio.

*

Associazione famiglie di militari uccisi, tel. 3341421838

Comitato sardo Gettiamo le Basi, tel. 3467059885

 

3. OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE. PIERLUCA GAGLIOPPA: CONTRO LA GUERRA

[Ringraziamo Pierluca Gaglioppa (per contatti: pgaglioppa at landsnetwork.eu) per questo intervento.

Pierluca Gaglioppa lavora nel campo della tutela ambientale, e' dottore forestale ed esperto di questioni ambientali, cooperante internazionale di vasta esperienza, con una lunga esperienza di formatore e responsabile degli obiettori di coscienza in servizio civile presso l'Arci provinciale di Viterbo, ed e' da sempre impegnato in attivita' di pace, di difesa dell'ambiente, di solidarieta', per la nonviolenza; e' autore di varie pubblicazioni scientifiche. Ed e' uno degli amici piu' cari di chi redige questo foglio. Si veda anche l'intervista nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 351]

 

Come si puo' non essere contro la guerra, la morte e la violenza che questa porta e diffonde? Ieri, epilogo (forse) della guerra in Libia, e' stato un giorno nefasto ed e' raccapricciante quanta violenza viene trasmessa dai media e con quanta semplicita'.

Guerra in Libia cui il nostro Governo (e buona parte dell'opposizione) ha aderito, contravvenendo all'articolo 11 della Carta Costituzionale, col benestare del Capo dello Stato (ipotetico tutore di quella Carta).

Come non riconoscere che la giustizia sommaria nei confronti del dittatore Gheddafi ci ha offesi, arrabbiati e delusi.

Il 4 novembre vanno ricordate tutte le vittime di tutte le guerre e andrebbero riletti i libri, i classici e Primo Levi soprattutto, in cui emergono le sofferenze delle persone, le emozioni e la tristezza del tutto che finisce.

Durante la mia adolescenza ricordo un periodo di assidua frequentazione della biblioteca comunale alla ricerca dei libri sul genocidio degli ebrei, sulle sofferenze nei campi di sterminio, periodo vissuto come la ricerca di una conoscenza dell'animo umano nelle condizioni peggiori in cui poteva essere compresso dalla brutalita' della guerra e del razzismo.

Mi ha aiutato molto a crearmi una difesa contro le violenze e le guerre, e per la nonviolenza.

Ancora oggi le guerre portano inutilmente nel mondo morte e distruzione a servizio di poteri ed interessi economici e finanziari che non hanno nulla di degno. L'autodeterminazione dei popoli, sacrosanta, non puo' e non deve passare obbligatoriamente per la violenza. La storia e' fatta di tantissimi esempi positivi. Ricordiamocene e ricordiamo quei poveri uomini e donne che hanno perso la vita per "adempiere" ad un assurdo "dovere". E speriamo, e operiamo ogni giorno nei nostri piccoli universi, affinche' la nonviolenza e la pace siano sempre piu' diffuse.

 

4. OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE. MARTA GHEZZI: ABOLIRE LA GUERRA

[Ringraziamo Marta Ghezzi (per contatti: martatullio at virgilio.it) per questo intervento.

Marta Ghezzi, nata il 26 aprile 1941 a Valmarchirolo (Varese). Diplomata a Roma come assistente sociale, ha frequentato pedagogia a Roma e alla Cattolica di Milano. Ha lavorato 40 anni come dirigente dei servizi sociale del Comune di Pavia per il quale ha partecipato alla Marcia Perugia-Assisi con l'assessora e un'ospite uruguaiana nell'ambito della settimana 6-11 ottobre 2001 "Pavia per la pace e la globalizzazione dal basso". Ha partecipato ai social forum mondiali di Porto Alegre e Mumbai con la Marcia mondiale delle donne. E' impegnata nella sinistra alternativa e nel sindacato. Ora, in pensione, fa la badante del marito invalido e a tempo perso scrive. Ha scritto saggi professionali, articoli politici, pubblicato due libri con la casa editrice Carocci: "Tempo di scelta" e "Il rispetto dell'altro", alcune raccolte di poesie e "alzheimer cafe'". Ha promosso gruppi di autoaiuto per la gestione dei lutti nell'ambito della Socrem. Cfr. anche l'ampia intervista apparsa in "Coi piedi per terra" n. 319]

 

Come ogni anno assisteremo alle retoriche commemorazioni del 4 novembre con la sfilata delle autorita' civili, militari e religiose che "piangeranno" le vittime della guerra del '15-'18 e di quelle successive.

Quando avremo il coraggio di considerare tabu' la guerra e la morte? ma mentre la morte e' un fatto certo, inevitabile, con cui fare i conti fin da quando nasciamo, la guerra e' un fenomeno non naturale ma storico, culturale, politico, economico, e quindi evitabile.

A fare la guerra ci guadagnano solo gli speculatori, le multinazionali, i venditori di armi, i governi corrotti che hanno sempre bisogno di un nemico esterno per neutralizzare le opposizioni. In nome di Dio, Patria e Famiglia sono stati perpetrati grandi crimini nella storia, con la complicita' dei cappellani benedicenti... Non ci guadagna certo chi la guerra la subisce; e neppure chi la fa (a parte i mercenari): non ci guadagnano i giovani, i disoccupati, i diseredati che accettano di farla credendo in promesse che non saranno mai mantenute.

In un momento storico in cui la guerra viene rilegittimata come "intervento umanitario a difesa della democrazia" occorre ribadire che la guerra non e' l'unico mezzo per gestire i conflitti. Occorre potenziare la via diplomatica, la negoziazione, i compromessi alti. Tutto fuorche' la violenza.

In questo le donne hanno molto da insegnare.

La guerra va sconfitta come si e' fatto con la schiavitu', l'apartheid, la discriminazione delle donne.

E allora, perche' celebrare il 4 novembre con parole di una retorica patriottica superata dalla storia?

Meglio, molto meglio aderire al manifesto di padre Alex Zanotelli contro le spese militari; condividere le proposte del Movimento Nonviolento con iniziative svolte in un silenzio rispettoso, con omaggi floreali e meditazioni o letture edificanti in ore e momenti diversi dalle "celebrazioni ufficiali".

Propongo anche l'esposizione della bandiera della pace, e per chi ce la fa... il digiuno.

 

5. OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE. MAURO MORUCCI: LA PIU' GRANDE FOLLIA DELL'UOMO

[Ringraziamo Mauro Morucci (per contatti: mauro at mp-edizioni.it) per questo intervento.

Mauro Morucci, nato a Viterbo nel 1970, giornalista professionista, e' fondatore e direttore responsabile del periodico free press "Melting Pot" (diffuso nelle provincie di Viterbo e Terni) e amministratore dell'omonima casa editrice (tra i titoli pubblicati di rilevanza locale: La Tuscia nel cinema, di Franco Grattarola e La Tuscia nello sport, di Massimiliano Mascolo). Ideatore e responsabile organizzativo del Tuscia Film Fest, e' tra gli autori de Il portaborse vent'anni dopo (Rubbettino, 2011)]

 

In occasione dell'anniversario della fine della prima guerra mondiale gli amici del Centro di ricerca per la pace mi hanno chiesto - e di questo sono onorato - un intervento di ricordo delle vittime di tutte le guerre.

Un po' per scarsita' di tempo a disposizione, un po' per assecondare uno dei miei principali interessi, e soprattutto perche' quando scrivo qualcosa spesso finisco per essere abbastanza scontato, piu' che una dichiarazione il mio sara' un consiglio.

Guardatevi - se ancora non lo avete fatto -  "20 sigarette" di Aureliano Amadei. Il film - che attualmente e' disponibile in dvd e gia' programmato da alcuni canali satellitari - racconta la strage di Nassiriya vista da chi l'ha vissuta in prima persona (Aureliano Amadei) da sopravvissuto. Ma soprattutto racconta la guerra senza pregiudizi ideologici, senza tesi precostituite e da diversi punti di vista facendoci capire come - comunque la si giri - sia la piu' grande follia dell'uomo.

 

6. OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE. GIANNI PITTELLA: METTERE A TACERE DEFINITIVAMENTE LE ARMI

[Ringraziamo Gianni Pittella (per contatti: gianni.pittella at europarl.europa.eu) per questo intervento.

Gianni Pittella e' vicepresidente del Parlamento Europeo. E' nato a Lauria il 19 novembre del 1958, e' sposato e padre di due figli. Vive a Lauria in contrada Rosa. Laureato in Medicina e Chirurgia, e' specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni. Innamorato della politica come passione civile, entra giovanissimo nella Federazione Giovanile Socialista, di cui diventa segretario regionale e membro della direzione nazionale. Consigliere comunale di Lauria nel 1979, e' nell'80 il piu' giovane consigliere regionale d'Italia. Nell'esperienza regionale svolge ruoli diversi, da quello politico di capogruppo a quello di governo, di assessore alla Cultura prima e poi alle Attivita' Produttive. Candidato al Parlamento '94, nella quota proporzionale, riporta la piu' alta percentuale di voti nel Psi. Candidato alle Europee (1994), e' il primo dei non eletti con circa 30.000 preferenze. Alle elezioni politiche dell'aprile 1996 e' stato eletto alla Camera dei Deputati nel collegio Lagonegrese-Val d'Agri. Membro della Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera; membro della Commissione Politiche comunitarie della Camera; membro della Commissione speciale bicamerale sul ciclo dei rifiuti; Presidente della Sezione Interparlamentare Italia e Ucraina; Fondatore e direttore della rivista "Il Segno Mediterraneo". Il 13 giugno 1999 e' stato eletto deputato europeo. E' riconfermato al Parlamento Europeo nel giugno 2004. Viene nominato, poi, Segretario generale della Delegazione italiana nel Gruppo Pse. Membro della Commissione Bilanci del Parlamento Europeo. Relatore ombra del Bilancio Ue 2005. E' stato Relatore generale del Bilancio dell'Unione Europea del 2006. Membro della Commissione Industria, Ricerca e Energia, e della Commissione speciale temporanea per le Prospettive Finanziarie 2007-2013. Fa parte della Delegazione inter-parlamentare Ue-Moldavia e Ue-Romania. E' stato relatore generale del Bilancio Ceca e relatore permanente della Commissione Bilanci per i fondi strutturali. Ha fatto parte del Gruppo di lavoro del Pse sull'Allargamento. Responsabile per i Ds dell'Ufficio Italiani nel Mondo. Ha scritto Rosso Antico (1996), Diario di bordo (1997), Sparlare, parlare, pensare (1998), Eurodiario (1999-2000), Il Triangolo della ricchezza (2003), Europ@ (2004), Dal Sud in Europa con te (2004), Partiti europei e gruppi politici nel nuovo europarlamento dell'Unione a 25 (2004), Un'Europa per i cittadini (2006). Rieletto parlamentare europeo nel giugno 2009. E' stato eletto primo vicepresidente del Parlamento europeo nel corso della seduta plenaria del 14 luglio 2009 a Strasburgo. Membro dell'ufficio di presidenza del Parlamento europeo (l'ufficio di Presidenza e' l'organo di direzione regolamentare del Parlamento europeo). Nell'ambito dell'ufficio di presidenza, il Presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, ha affidato a Gianni Pittella, nella sua qualita' di primo vicepresidente, il compito di rappresentare il Parlamento europeo nei seguenti ambiti: Bilancio del Parlamento europeo, Conciliazione legislativa, Assemblea Parlamentare Euro Mediterranea (Apem), America latina, Politica immobiliare del Parlamento europeo, Implementazione dello statuto del deputato e dell'assistente accreditato. E' membro della commissione per il Mercato interno e la protezione dei consumatori e di quella per i Problemi economici e monetari. Fa inoltre parte della delegazione per le relazioni con l'Albania, la Bosnia-Erzegovina, la Serbia, il Montenegro e il Kosovo e della Delegazione all'Assemblea parlamentare euromediterranea]

 

Le tecnologie sempre piu' sofisticate dei media ci restituiscono spesso su televisioni e computer le crude immagini delle tante guerre regionali che affliggono ancora il nostro pianeta e che non sono da meno, per numero di vittime ed efferatezza delle violenze, dei conflitti mondiali che ci siamo lasciati alle spalle nel '900.

Il 4 novembre ricordiamo l'immane strage di giovani vite che si compi' nelle trincee della prima guerra mondiale. Allora quello scontro inedito, per dimensioni degli eserciti coinvolti e per le tecnologie di morte utilizzate, segno' di fatto il definitivo passaggio dalla civilta' contadina all'era industriale a un caro prezzo di sangue e sofferenze. Si entro' nell'era moderna sulle canne delle mitragliatrici, sopra i cingoli dei primi blindati e sulle ali della neonata, micidiale aviazione militare, e l'intera societa' europea ne usci' sconvolta, mettendo le basi per nuove e ancor piu' drammatiche e micidiali tragedie di cui ancora subiamo le conseguenze.

Quegli accadimenti non sono passati invano per l'occidente. Con la creazione dell'Unione europea e l'allargamento ai paesi oltre l'ex cortina di ferro si sono assicurati all'Europa e agli Stati Uniti una vasta area pacificata e poste le basi per una coesistenza pacifica duratura. Purtroppo la pratica della violenza e degli eccidi di massa si e' trasferita e radicata in Africa e nel Medioriente, si affaccia nell'estremo oriente e in Asia. La civilta' della pace e del riconoscimento dei diritti umani sta facendo passi avanti in questi paesi ma e' lontana dal vincere definitivamente la propria battaglia.

Dobbiamo quindi moltiplicare gli sforzi perche' l'Europa diventi portatrice di pace e di civilta' in tutti i conflitti aperti nel mondo ed esempio vivente del progresso e della felicita' che la nonviolenza puo' garantire. Dobbiamo far uscire dal cono d'ombra i tanti conflitti dimenticati attivandoci in prima persona e non solo delegando alle istituzioni, per indurre con la forza della politica e della mobilitazione gli Stati e l'Unione europea a farsi carico della risoluzione dei conflitti armati che affliggono le popolazioni e che investono in modo inaudito i soggetti piu' inermi, donne e bambini. E' questo sicuramente il risvolto piu' inaccettabile e tragico che distingue le guerre contemporanee da quelle del passato e anche in questo il conflitto del 1914-1918 ha costituito uno spartiacque.

Mi auguro che la riflessione e il ricordo del passato ci aiuti a comprendere e combattere i focolai di violenza sparsi oggi per il mondo e a spingerci sempre piu' a mobilitarci per mettere a tacere definitivamente le armi.

 

7. OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE. TIZIANA PLEBANI: COLTIVIAMO LA NOSTRA UMANITA'

[Ringraziamo Tiziana Plebani (per contatti: tiplebani at libero.it) per questo intervento.

Tiziana Plebani, prestigiosa intellettuale, autrice di saggi di straordinaria finezza, bibliotecaria e storica, e' attiva nella Rete di donne per la pace di Mestre e Venezia; tra le sue opere: Il genere dei libri, Angeli, Milano 2001; Corpi e storia, Viella, Roma 2002. Si veda anche l'intervista in "Coi piedi per terra" n. 392]

 

Anche Gheddafi ha il volto di Abele. Ennesima carneficina di una guerra che provochera', come tutte le guerre, ritorsioni, amarezze, poverta' e risentimenti. Perche' non si poteva mostrare la grandezza della pieta'? Perche' ucciderlo, macchiarsi di altro sangue, che fara' diventare Gheddafi per alcuni un martire?

Perche' non facciamo davvere uscire la guerra dalla storia, dalle nostri menti, perche' non impariamo tutti a vivere con i conflitti che una societa' complessa e la diversita' tra gli esseri umani inevitabilmente ci fanno affrontare ogni giorno?

Come i territori anche le vite di ogni uomo e donna di questa terra custodiscono, anche se talvolta inconsapevolmente, ricordi dei lutti e delle sofferenze causate dalla guerra e dalla catena delle sue violenze.

Coltiviamo la nostra umanita', vediamo in ogni morte, anche in quella di un dittatore, il volto di Abele.

 

8. INCONTRI. IL 21 OTTOBRE SI E' SVOLTO A VITERBO UN INCONTRO DI STUDIO 

 

Venerdi' 21 ottobre 2011 si e' svolto a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace" un incontro di studio sul tema: "La pluralita' umana, il volto dell'altro e il principio responsabilita'".

L'incontro ha svolto alcun temi della riflessione di Hannah Arendt, di Emmanuel Levinas e di Hans Jonas, fondativi della scelta teoretica e pratica, morale e politica, della nonviolenza.

L'incontro faceva parte della preparazione dell'iniziativa nonviolenta "Ogni vittima ha il volto di Abele" che si svolgera' il 4 novembre.

 

9. INIZIATIVE. VERSO LA DECIMA GIORNATA ECUMENICA DEL DIALOGO CRISTIANO-ISLAMICO DEL 27 OTTOBRE 2011

[Dalla redazione de "Il dialogo" (per contatti: e-mail: redazione at ildialogo.org; sito: www.ildialogo.org) riceviamo e volentieri diffondiamo il seguente comunicato del 21 ottobre 2011 del comitato organizzatore della decima Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2011]

 

Ad una settimana dalla celebrazione della Decima Giornata Ecumenica del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2011 molte sono le iniziative programmate in tutta Italia. Quasi triplicate sono le adesioni rispetto alla scorsa edizione.

Oltre alle molte adesioni individuali, fra cui alcuni missionari del Pime in Cina, giornalisti e scrittori, credenti di altre religioni come baha'i, o quelle di parroci cattolici, pastori protestanti, pope ortodossi a Milano, Prato, Firenze, in Sicilia ed altre parti d'Italia, teologi e intellettuali di varia formazione, semplici uomini e donne di volonta' buona, segnaliamo le seguenti adesioni collettive ognuna delle quali dara' vita ad una o piu' iniziative locali.

Pax Christi di Sondrio e l'oratorio del S. Cuore che il 27 si ritroveranno a leggere il testo dell'appello a cui seguira' la proiezione del film "Uomini di Dio"; don Livio Tonizzo insieme al Centro Culturale Islamico di Pordenone; i Missionari Comboniani di Lecce; il "Centro Ecumenico Evangelico" di Trento; il Gruppo di Volontari Penitenziari di Palazzo Canavese attivi presso la Casa Circondariale di Ivrea che celebreranno la giornata del dialogo in carcere, insieme al mediatore culturale arabo che opera nel gruppo con loro; Fidest press agency www.fidest.it; la Settimana dei bambini del Mediterraneo organizzata da Lorenzo Caiolo di San Vito dei Normanni; il Punto Pace Pax Christi di Catania; don Alessandro Santoro e la comunita' delle Piagge di Firenze; il Centro Documentazione Polesano onlus di Badia Polesine (Ro); l'Associazione Life onlus di Ravenna www.lifeonlus.org; don Ettore e la comunita' "La Collina" di Serdiana (Ca); l'associazione interculturale Arcobaleno di Lugo di Romagna; l'associazione Di tutti i colori, Occhiobello (Ro); Agimi associazione interreligiosa di Maglie (Lecce) dove convivono insieme cristiani, musulmani, non credenti ed appartenti ad altre religioni; l'Associazione "31 ottobre per una scuola laica e pluralista"; il Centro Intercultura Cerchiamoci, Vicenza; l'associazione Infanzia patrimonio dell'umanita' di Verona; Gruppi di Genova di Wcrp - Religioni per la Pace, del Sae - Segretariato Attivita' Ecumeniche e della Comunita' Islamica di Genova che il 27 celebreranno la giornata presso la Moschea di Genova in via Sasso; il Centro Diocesano per il Dialogo interreligioso di Trento; l'Alleanza Islamica d'Italia - Alisi, Milano; la Comunita' Islamica di Trento; i Comboniani di Pesaro, che hanno realizzato la Tenda dell'ascolto al Congresso Eucaristico di Ancona; la Comunita' Valdese in diaspora a Rovereto (Tn); i volontari del carcere della Dozza di Bologna dove si celebrera' la giornata; la Comunita' Islamica delle Marche (Cima); la sezione italiana dell'Associazione Internazionale per la Difesa della Liberta' Religiosa (Aidlr); la Cooperativa sociale Il filo di Arianna di Massafra (Ta); un gruppo di rappresentanti di Baha'i, Buddisti, Cristiani Cattolici e Ortodossi, Islamici e Sick, che si ritrovano mensilmente presso una parrocchia di Voghera; l'ufficio diocesano per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi di Siracusa; il Centro di Documentazione don Tonino Bello di Faenza; Pax Christi di Caserta; il Gruppo interreligioso di Montefalcione (Av) che dara' vita ad una serie di incontri con varie religioni; la Chiesa evangelica metodista di Verbania; le Parrocchie cattoliche del Verbano; la Parrocchia ortodossa rumena del Verbano Cusio Ossola; la Comunita' islamica del Verbano Cusio Ossola; le Comunita' di Base Italiane che hanno annunciato iniziative in ogni loro comunita' locale; l'associazione Nessuno escluso di Savona; il Gruppo "Camminare insieme" di Sassuolo-Fiorano.

Anche quest'anno l'esperienza della giornata del dialogo travalichera' i confini italiani perche' sara' portata in Macedonia da un amico milanese trasferito li' per lavoro che compira' un gesto concreto di amicizia e di dialogo li' dove si trova. Molto significativa l'adesione di una famiglia islamo-cristiana di Torino e la celebrazione della giornata in due carceri italiane, quello di Bologna e Ivrea.

Sono stati inoltre annunciati incontri a Pavullo (Mo) , Badia Polesine (Ro) , nel Verbano Cusio Ossola, a Modena, a Casalmaggiore (Cremona), a Lugo di Ravenna, a Vicenza, a Faenza (Ra), a Siracusa, a Rovereto (Tn), a Catania, a Trento, a Occhiobello (Ro). Ma altri incontri si svolgeranno dopo il 27 ottobre e si sono svolti durante il resto dell'anno fra cui gli incontri "Cristiani e musulmani a confronto" condotti da Paolo Branca a maggio 2011, o quello sulle "Donne musulmane e cristiane di ieri e di oggi" a Trento del marzo 2011, o l'Incontro di dialogo interreligioso del 27 febbraio 2011 organizzato dal Tavolo provinciale del Dialogo interreligioso di Modena. Nella giornata di oggi e domani 21 e 22 ottobre si tiene a Roma un importante convegno organizzato dalla rivista Confronti sul tema "L'islam in Italia tra fondamentalismo e islamofobia".

A Roma si terra' la presentazione ufficiale della Giornata che avra' luogo il prossimo 27 ottobre alle 12 presso la sala stampa della Camera dei Deputati (Via della Missione, 4), organizzata dalla rivista Confronti. Interverranno Raffaele Volpe, presidente dell'Unione delle chiese evangeliche battiste d'Italia (Ucebi); l'ambasciatore Mario Scialoja per la Grande Moschea di Roma; Alessandro Ahmad Paolantoni per l'Unione delle comunita' islamiche in Italia (Ucoii); Dora Bognandi per la chiesa avventista del settimo giorno; Giuseppe Giulietti per Articolo 21; Giovanni Sarubbi, direttore de "Il dialogo"; Mostafa El Ayoubi, caporedattore di Confronti; Gian Mario Gillio, direttore di Confronti. Accredito presso redazioneconfronti at yahoo.it, tel. 064820503.

Le associazioni e le riviste promotrici dell'iniziativa sono le seguenti: L'Agenzia Adista di Roma; la rivista Confronti, Roma; la rivista Cem-Mondialita' di Brescia; il Cipax - Centro interconfessionale per la pace di Roma; l'Emi - Editrice Missionaria Italiana di Bologna; la Fcei - Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Roma; Agnese Ginocchio Cantautrice per la pace, Caserta; il dialogo - Periodico di Monteforte Irpino (Avellino) www.ildialogo.org; "il foglio", mensile di alcuni cristiani torinesi (dal 1971); Isola Nera - Casa di poesia e letteratura Lanusei, Sardegna; La Collina Periodico della Cooperativa sociale "Comunita' La Collina", Onlus Serdiana (Cagliari); La nonviolenza e' in cammino, Foglio quotidiano del Centro di ricerca per la pace di Viterbo; la rivista Missione Oggi, Brescia; la rivista Mosaico di Pace, Bisceglie (Bari); l'associazione Noi siamo chiesa, Milano; l'associazione Pax Christi Italia; il periodico Notam, Lettera agli Amici del Gruppo del Gallo di Milano; la rivista Qol, una voce per il dialogo tra le religioni e le culture, Novellara (Re); l'associazione Religions for peace (Wcrp) sezione italiana; il periodico Riforma - Settimanale delle chiese evangeliche battiste, metodiste, valdesi, Torino; Tempi di Fraternita', Torino; l'Ucoii - Unione delle Comunita' Islamiche in Italia, Roma; la rivista Volontari per lo Sviluppo, Torino; le Comunita' di Base Italiane; l'associazione Nessuno escluso di Savona.

Dopo la celebrazione della giornata cominceremo a pubblicare i resoconti delle iniziative che man mano ci perverranno.

Per i materiali relativi all'appello, il dibattito, le notizie ed il calendario completo delle iniziative e tutti i riferimenti alle varie associazioni vedi il sito : www.ildialogo.org/cristianoislamico

Per aderire all'appello: www.ildialogo.org/cristianoislamico/Cstampa_1308129442.htm

Per la lista completa delle adesioni: www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/cristianoislamico/promotori_1308131182.htm

Con un cordiale saluto di shalom, salaam, pace

Il comitato organizzatore

Roma 21 ottobre 2011

 

10. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Hannah Arendt, La banalita' del male, Feltrinelli, Milano 1964, 1993, pp. 318.

- Hannah Arendt, La vita della mente, Il Mulino, Bologna 1987, 1993, pp. 630.

- Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo, Edizioni di Comunita', Milano 1967, 1996, pp. LVI + 712.

- Hannah Arendt, Vita activa, Bompiani, Milano 1964, 1994, pp. XXXIV + 286.

- Hans Jonas, Dalla fede antica all'uomo tecnologico, Il Mulino, Bologna 1991, 1994, pp. 492.

- Hans Jonas, Il principio responsabilita', Einaudi, Torino 1990, 1993, pp. XXXII + 302.

- Hans Jonas, Organismo e liberta', Einaudi, Torino 1999, pp. XXII + 312.

- Hans Jonas, Tecnica, medicina ed etica, Einaudi, Torino 1997, pp. XXVIII + 258.

- Emmanuel Levinas, Autrement qu'etre ou au-de-la' de l'essence, Martinus Nijhoff, 1978, Libraire Generale Francaise, Paris 1996, pp. 288.

- Emmanuel Levinas, Difficile liberte', Albin Michel, 1963, 1976, Libraire Generale Francaise, Paris 1995, pp. 416.

- Emmanuel Levinas, Di Dio che viene all'idea, Jaca Book, Milano 1986, 1997, pp. II + 222.

- Emmanuel Levinas, Totalita' e infinito, Jaca Book, Milano 1980, 1995, pp. LXXVIII + 320.

*

Riedizioni

- Marcello Bernardi, Gli imperfetti genitori, Rcs, Milano 1988, 2011, pp. XXIV + 324, euro 9,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

- Karl Brandi, Carlo V, Einaudi, Torino 1961, 2008, Mondadori, Milano 2011, pp. L + 658., euro 12,90 (in supplemento a vari periodici Mondadori).

- Sigmund Freud, Psicopatologia della vita quotidiana, Newton Compton, Roma 1988, 2006, Il sole 24 ore, Milano 2011, pp. 246, euro 9,90 (in supplemento al quotidiano "Il sole 24 ore").

- Stefania La Penta (a cura di), Seurat, Skira'-Rcs, Milano 2004, 2011, pp. 192, euro 6,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

 

11. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

12. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 716 del 22 ottobre 2011

 

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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