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Voci e volti della nonviolenza. 455



 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 455 del 25 novembre 2011

 

In questo numero:

"Migranda" e "Associazione Trama di Terre": Appello per Adama. Una storia, molte violenze

 

APPELLI. "MIGRANDA" E "ASSOCIAZIONE TRAMA DI TERRE": APPELLO PER ADAMA. UNA STORIA, MOLTE VIOLENZE

[Dall'Associazione Trama di Terre (per contatti: via Aldrovandi 31, 40026 Imola (Bo), tel. e fax: 0542 28912, e-mail: info at tramaditerre.org, sito: www.tramaditerre.org) riceviamo e diffondiamo]

 

Pubblichiamo questo appello in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Per adesioni scrivete a migranda2011 at gmail.com

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Adama e' una donna e una migrante. Mentre scriviamo, Adama e' rinchiusa nel Cie di Bologna. E' rinchiusa in via Mattei dal 26 agosto, quando ha chiamato i carabinieri di Forli' dopo essere stata derubata, picchiata, stuprata e ferita alla gola con un coltello dal suo ex-compagno. Le istituzioni hanno risposto alla sua richiesta di aiuto con la detenzione amministrativa riservata ai migranti che non hanno un regolare permesso di soggiorno. La sua storia non ha avuto alcuna importanza per loro. La sua storia - che racconta di una doppia violenza subita come donna e come migrante - ha molta importanza per noi.

Secondo la legge Bossi-Fini Adama e' arrivata in Italia illegalmente. Per noi e' arrivata in Italia coraggiosamente, per dare ai propri figli rimasti in Senegal una vita piu' dignitosa. Ha trovato lavoro e una casa tramite lo stesso uomo che prima l'ha aiutata e protetta, diventando il suo compagno, e si e' poi trasformato in un aguzzino. Un uomo abile a usare la legge Bossi-Fini come ricatto. Per quattro anni, quest'uomo ha minacciato Adama di denunciarla e farla espellere dal paese se lei non avesse accettato ogni suo arbitrio. Per quattro anni l'ha derubata di parte del suo salario, usando la clandestinita' di Adama come arma in suo potere.

Quando Adama ha dovuto rivolgersi alle forze dell'ordine, l'unica risposta e' stata la detenzione nel buco nero di un centro di identificazione e di espulsione nel quale potrebbe restare ancora per mesi. L'avvocato di Adama ha presentato il 16 settembre una richiesta di entrare nel Cie accompagnato da medici e da un interprete, affinche' le sue condizioni di salute fossero accertate e la sua denuncia per la violenza subita fosse raccolta. La Prefettura di Bologna ha autorizzato l'ingresso dei medici e dell'interprete il 25 ottobre. E' trascorso piu' di un mese prima che Adama potesse finalmente denunciare il suo aggressore, e non sappiamo quanto tempo occorrera' perche' possa riottenere la liberta'.

Sappiamo pero' che ogni giorno e' un giorno di troppo. Sappiamo che la violenza che Adama ha subito, come donna e come migrante, riguarda tutte le donne e non e' percio' possibile lasciar trascorrere un momento di piu'. Il Cie e' solo l'espressione piu' feroce e violenta di una legge, la Bossi-Fini, che impone il silenzio e che trasforma donne coraggiose in vittime impotenti.

Noi donne non possiamo tacere mentre Adama sta portando avanti questa battaglia. Per questo facciamo appello a tutti i collettivi, le associazioni, le istituzioni, affinche' chiedano la sua immediata liberazione dal Cie e la concessione di un permesso di soggiorno che le consenta di riprendere in mano la propria vita.

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Migranda, Associazione Trama di Terre

Prime adesioni: Associazione donne senegalesi - Bologna, Annamaria Rivera - attivista antirazzista e antropologa (Universita' di Bari), Tiziana Dal Pra, Katia Zanotti - Bologna, Luciana Menna, Antonella Pietta - Brescia, Alisa Del Re - Universita' di Padova, Franca Bimbi - Universita' di Padova, Barbara Romagnoli, Francesca Koch - presidente Casa internazionale delle donne di Roma, Alessandra Ciurlo, Alessia Montuori - Associazione Senzaconfine Roma, Isabella Peretti - Donne contro il razzismo, Casa internazionale delle donne, Maria I. Macioti - Universita' di Roma La Sapienza, Anna Borghi - Universita' di Bologna, Monica Lanfranco - giornalista e formatrice, rivista "Marea", Gloria Miserocchi - Forli', Giovanna Cavatorta - dottoranda Universita' di Padova, Vincenza Perilli, Movimento femminista proletario rivoluzionario, Comunicattive - Bologna, Coordinamento migranti Bologna e provincia, (s)Connessioni precarie, Carlo Cartocci, Peppe Palmisano - Locorotondo, Pippo Fecondo, Giulio Bonelli - Trieste, LasciateCIEntrare, Giovanni Tasco, Agostino Strana

 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

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Numero 455 del 25 novembre 2011

 

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