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Telegrammi. 812



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 812 del 26 gennaio 2012

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Primo Levi: Al visitatore

2. Il 25 gennaio si e' svolto a Soriano un incontro di accostamento alla nonviolenza

3. Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi" a sostegno dell'associazione dei sofferenti psichici di Viterbo

4. Theodoros Anghelopulos

5. La "Carta" del Movimento Nonviolento

6. Per saperne di piu'

 

1. MAESTRI. PRIMO LEVI: AL VISITATORE

[Da Primo Levi, Opere, Einaudi, Torino 1997, vol. I, pp. 1335-1336, riportiamo ancora una volta il testo pubblicato per l'inaugurazione del Memoriale in onore degli italiani caduti nei campi di sterminio nazisti. Fascicolo edito a cura dell'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi di sterminio nazisti, aprile 1980.

Primo Levi e' nato a Torino nel 1919, e qui e' tragicamente scomparso nel 1987. Chimico, partigiano, deportato nel lager di Auschwitz, sopravvissuto, fu per il resto della sua vita uno dei piu' grandi testimoni della dignita' umana ed un costante ammonitore a non dimenticare l'orrore dei campi di sterminio. Le sue opere e la sua lezione costituiscono uno dei punti piu' alti dell'impegno civile in difesa dell'umanita'. Opere di Primo Levi: fondamentali sono Se questo e' un uomo, La tregua, Il sistema periodico, La ricerca delle radici, L'altrui mestiere, I sommersi e i salvati, tutti presso Einaudi; presso Garzanti sono state pubblicate le poesie di Ad ora incerta; sempre presso Einaudi nel 1997 e' apparso un volume di Conversazioni e interviste. Altri libri: Storie naturali, Vizio di forma, La chiave a stella, Lilit, Se non ora, quando?, tutti presso Einaudi; ed Il fabbricante di specchi, edito da "La Stampa". Ora l'intera opera di Primo Levi (e una vastissima selezione di pagine sparse) e' raccolta nei due volumi delle Opere, Einaudi, Torino 1997, a cura di Marco Belpoliti. Opere su Primo Levi: AA. VV., Primo Levi: il presente del passato, Angeli, Milano 1991; AA. VV., Primo Levi: la dignita' dell'uomo, Cittadella, Assisi 1994; Marco Belpoliti, Primo Levi, Bruno Mondadori, Milano 1998; Massimo Dini, Stefano Jesurum, Primo Levi: le opere e i giorni, Rizzoli, Milano 1992; Ernesto Ferrero (a cura di), Primo Levi: un'antologia della critica, Einaudi, Torino 1997; Ernesto Ferrero, Primo Levi. La vita, le opere, Einaudi, Torino 2007; Giuseppe Grassano, Primo Levi, La Nuova Italia, Firenze 1981; Gabriella Poli, Giorgio Calcagno, Echi di una voce perduta, Mursia, Milano 1992; Claudio Toscani, Come leggere "Se questo e' un uomo" di Primo Levi, Mursia, Milano 1990; Fiora Vincenti, Invito alla lettura di Primo Levi, Mursia, Milano 1976]

 

La storia della Deportazione e dei campi di sterminio, la storia di questo luogo, non puo' essere separata dalla storia delle tirannidi fasciste in Europa: dai primi incendi delle Camere del Lavoro nell'Italia del 1921, ai roghi di libri sulle piazze della Germania del 1933, alla fiamma nefanda dei crematori di Birkenau, corre un nesso non interrotto. E' vecchia sapienza, e gia' cosi' aveva ammonito Heine, ebreo e tedesco: chi brucia libri finisce col bruciare uomini, la violenza e' un seme che non si estingue.

E' triste ma doveroso rammentarlo, agli altri ed a noi stessi: il primo esperimento europeo di soffocazione del movimento operaio e di sabotaggio della democrazia e' nato in Italia. E' il fascismo, scatenato dalla crisi del primo dopoguerra, dal mito della "vittoria mutilata", ed alimentato da antiche miserie e colpe; e dal fascismo nasce un delirio che si estendera', il culto dell'uomo provvidenziale, l'entusiasmo organizzato ed imposto, ogni decisione affidata all'arbitrio di un solo.

Ma non tutti gli italiani sono stati fascisti: lo testimoniamo noi, gli italiani che siamo morti qui. Accanto al fascismo, altro filo mai interrotto, e' nato in Italia, prima che altrove, l'antifascismo. Insieme con noi testimoniano tutti coloro che contro il fascismo hanno combattuto e che a causa del fascismo hanno sofferto, i martiri operai di Torino del 1923, i carcerati, i confinati, gli esuli, ed i nostri fratelli di tutte le fedi politiche che sono morti per resistere al fascismo restaurato dall'invasore nazionalsocialista.

E testimoniano insieme a noi altri italiani ancora, quelli che sono caduti su tutti i fronti della II Guerra Mondiale, combattendo malvolentieri e disperatamente contro un nemico che non era il loro nemico, ed accorgendosi troppo tardi dell'inganno. Sono anche loro vittime del fascismo: vittime inconsapevoli.

Noi non siamo stati inconsapevoli. Alcuni fra noi erano partigiani; combattenti politici; sono stati catturati e deportati negli ultimi mesi di guerra, e sono morti qui, mentre il Terzo Reich crollava, straziati dal pensiero della liberazione cosi' vicina.

La maggior parte fra noi erano ebrei: ebrei provenienti da tutte le citta' italiane, ed anche ebrei stranieri, polacchi, ungheresi, jugoslavi, cechi, tedeschi, che nell'Italia fascista, costretta all'antisemitismo dalle leggi di Mussolini, avevano incontrato la benevolenza e la civile ospitalita' del popolo italiano. Erano ricchi e poveri, uomini e donne, sani e malati.

C'erano bambini fra noi, molti, e c'erano vecchi alle soglie della morte, ma tutti siamo stati caricati come merci sui vagoni, e la nostra sorte, la sorte di chi varcava i cancelli di Auschwitz, e' stata la stessa per tutti. Non era mai successo, neppure nei secoli piu' oscuri, che si sterminassero esseri umani a milioni, come insetti dannosi: che si mandassero a morte i bambini e i moribondi. Noi, figli di cristiani ed ebrei (ma non amiamo queste distinzioni) di un paese che e' stato civile, e che civile e' ritornato dopo la notte del fascismo, qui lo testimoniamo.

In questo luogo, dove noi innocenti siamo stati uccisi, si e' toccato il fondo delle barbarie. Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell'odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, ne' domani ne' mai.

 

2. INCONTRI. IL 25 GENNAIO SI E' SVOLTO A SORIANO UN INCONTRO DI ACCOSTAMENTO ALLA NONVIOLENZA

 

Si e' svolto mercoledi' 25 gennaio 2012 a Soriano nel Cimino (Vt) un incontro di accostamento alla nonviolenza con la partecipazione del responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo.

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L'incontro si e' aperto con la lettura di un testo di Primo Levi e con un minuto di silenzio per tutte le vittime della Shoah e della violenza razzista.

I partecipanti hanno poi espresso solidarieta' all'Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia (Afesopsit) in questi giorni impegnata in una importante iniziativa per ottenere dalla Regione Lazio i provvedimenti necessari affinche' i servizi pubblici territoriali possano garantire il diritto alla salute e all'assistenza.

La parte centrale dell'incontro e' stata dedicata alla riflessione su alcune caratteristiche fondamentali della nonviolenza, di cui e' stata proposta una definizione articolata e complessa.

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All'incontro hanno partecipato tra gli altri Paolo Arena, apprezzato studioso e formatore, che nel 2010 ha condotto l'importante inchiesta a livello nazionale su "La nonviolenza in Italia oggi"; il professor Alessandro Pizzi, gia' sindaco di Soriano ed una delle piu' autorevoli personalita' dell'impegno morale e civile nel viterbese; Lucia Valeri, della cooperativa agricola "Il Vignale" promotrice dell'esperienza di un ecovillaggio a Blera (Vt), con una pluriennale pratica di formatrice alla nonviolenza e di impegno in difesa dei diritti umani e della biosfera.

 

3. DIRITTI. IL GRUPPO DI LAVORO SU "LA NONVIOLENZA IN ITALIA OGGI" A SOSTEGNO DELL'ASSOCIAZIONE DEI SOFFERENTI PSICHICI DI VITERBO

[Riceviamo e diffondiamo]

 

Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi" rinnova il suo sostegno all'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari impegnati in difesa del diritto alla salute e all'assistenza.

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Le tre settimane di sit-in giorno e notte in piazza del Comune a Viterbo hanno avuto il merito di far conoscere all'intera popolazione ed a tutte le istituzioni locali la gravissima situazione in cui si trovano i servizi socio-sanitari pubblici territoriali e cosa ne possa derivare in termini di insufficiente o mancata assistenza, di rischio di abbandono e di disperazione per utenti e famiglie.

Le tre settimane di sit-in giorno e notte in piazza del Comune a Viterbo hanno avuto il merito di impegnare l'intera collettivita' locale a sostegno delle ragionevoli richieste dell'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari, richieste che la Regione Lazio deve accogliere deliberando i provvedimenti conseguenti e mettendo a disposizione le risorse per garantire almeno la presenza, l'operativita' e l'efficacia minima indispensabile dei servizi pubblici che assistono persone che ne hanno assoluto bisogno.

Le tre settimane di sit-in giorno e notte in piazza del Comune a Viterbo hanno avuto il merito di far aprire un confronto tra l'associazione dei sofferenti psichici viterbesi e la Regione Lazio: confronto iniziato il 19 gennaio con l'incontro presso la Prefettura e che deve svolgersi in tempi rapidi fino all'ottenimento dei provvedimenti regionali indispensabili per difendere il diritto alla salute e all'assistenza per persone e famiglie che vivono nella sofferenza e nel disagio.

Di queste tre settimane di sit-in l'intera popolazione e' grata all'Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia (Afesopsit).

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Occorre ora che la solidarieta' e il sostegno della comunita' viterbese e delle sue istituzioni prosegua: proprio perche' in questi giorni l'associazione Afesopsit dovra' persuadere la Regione Lazio agli interventi necessari per difendere i servizi pubblici e garantire l'assistenza, e' doveroso che i movimenti della societa' civile, le associazioni culturali, i sindacati, le forze politiche, le organizzazioni di volontariato e le istituzioni del viterbese continuino a far sentire la loro vicinanza all'associazione, il loro sostegno alle proposte che l'associazione ha presentato alla Regione.

In particolare occorre che continui il sostegno dei Comuni e della Provincia; ed occorre altresi' che le forze politiche che a livello locale hanno sostenuto unanimi le ragioni dell'Afesopsit e che hanno una rappresentanza consiliare ed assessorile alla Regione Lazio persuadano i loro colleghi consiglieri ed assessori regionali a sostenere le giuste richieste dei sofferenti psichici e dei loro familiari: sarebbe scandaloso che alcuni dei partiti che unanimi a Viterbo hanno votato mozioni a favore delle richieste dell'Afesopsit, poi alla Regione Lazio scelgano l'indifferenza con un tragico e assurdo voltafaccia.

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L'Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia ha diritto all'aiuto di tutti: che questo aiuto prosegua e si intensifichi finche' la Regione Lazio deliberi i provvedimenti di puro buon senso che l'associazione ha formulato per garantire a tutte le persone i fondamentali diritti alla salute e all'assistenza.

Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi" ancora una volta unisce la sua voce a quella dell'intera comunita' viterbese nel ringraziare l'associazione Afesopsit per quanto ha fatto in questi venti anni di generoso impegno e per quanto ha fatto in queste tre settimane di presidio in piazza; ed insieme alla gratitudine rinnova la sua solidarieta' all'associazione affinche' le richieste da essa presentate alla Regione Lazio siano accolte: sono richieste buone e giuste, per garantire ad ogni persona diritti umani fondamentali.

 

4. LUTTI. THEODOROS ANGHELOPULOS

 

Un maestro e un compagno.

 

5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

6. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 812 del 26 gennaio 2012

 

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