[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

Coi piedi per terra. 485



 

===================

COI PIEDI PER TERRA

===================

Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 485 del 25 febbraio 2012

 

In questo numero:

Si e' svolta il 25 febbraio a Viterbo una iniziativa per il disarmo

 

INIZIATIVE. SI E' SVOLTA IL 25 FEBBRAIO A VITERBO UNA INIZIATIVA PER IL DISARMO

 

Per iniziativa del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" si e' svolta a Viterbo nella mattinata di sabato 25 febbraio 2012 una iniziativa di informazione e sensibilizzazione per il disarmo, in occasione della giornata nazionale di mobilitazione contro l'acquisto da parte del governo italiano di decine di cacciabombardieri F-35 con insensata e scellerata dissipazione di miliardi di euro del pubblico erario a fini di violenza e di morte.

*

Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, nel suo intervento ha evidenziato i termini essenziali della questione: "L'acquisto di armi, e segnatamente di cacciabombardieri predisposti anche a recare armamento atomico come sono gli F-35, e' finalizzato alla guerra, ovvero all'uccisione di esseri umani. E peraltro da anni l'Italia sta illegalmente, criminalmente partecipando a guerre scellerate in flagrante violazione del diritto internazionale e della legalita' costituzionale.

Non solo: l'acquisto di armi implica uno sperpero enorme di risorse finanziarie pubbliche, risorse sottratte alla popolazione, risorse che potevano e dovevano essere utilizzate per la vita e il benessere dei cittadini, per l'educazione, la salute, l'assistenza, i servizi sociali, e che invece vengono investite in armi assassine, in strumenti di morte, in utensili atti alla guerra, alle uccisioni, all'orrore degli omicidi di massa.

In punto di diritto, di dottrina giuridica universalmente condivisa, l'omicidio e' un crimine, e quindi la guerra - che della commissione di innumerevoli omicidi consiste - e' il crimine piu' mostruoso. E giustamente la Costituzione della Repubblica Italiana ripudia la guerra. Ed essendo le armi lo strumento essenziale per fare la guerra e commettere gli omicidi di cui essa consiste, ne consegue che il riarmo e' esso stesso un crimine.

In punto di politica, di scienza politica e sociale, la civile convivenza delle persone, delle comunita', dell'umanita' intera, e' possibile solo alla condizione che si rinunci al reciproco uccidersi, allo sterminio comune. Ed essendo le armi lo strumento essenziale delle uccisioni, dei massacri, delle irrimediabili ed irredimibili distruzioni, ne consegue che il riarmo e' esso stesso minaccia e dissoluzione del civile convivere e condursi, e' l'antipolitica, e' l'irresponsabilita' che precipita l'umanita' nell'abisso del dolore e della morte.

In punto di morale, ogni essere umano sente e sa che il suo stesso diritto alla vita e' minacciato qualora consenta che la vita di qualunque altro essere umano possa essere annientata. Lo esprime la regola aurea fatta propria ed espressa da tutte le grandi tradizioni culturali dell'umanita': agisci nei confronti degli altri cosi' come vorresti che gli altri agissero nei tuoi confronti. Ed essendo le armi lo strumento finalizzato al togliere la vita, ne consegue che il riarmo e' immorale ed antiumano, che esso e' concrezione di male e di morte, attentato e denegazione del diritto alla vita di ognuno e di tutti gli esseri umani".

*

Il responsabile della struttura pacifista viterbese ha poi proseguito: "Ripetiamolo ancora una volta: il primo diritto umano, fondamento su cui tutti gli altri diritti umani riposano, e' il diritto di ogni essere umano a non essere ucciso, ovvero il diritto di ogni essere umano ad essere aiutato da tutti gli altri esseri umani a vivere.

La guerra viola in radice questo diritto, la guerra consiste dell'uccisione degli esseri umani. La guerra e' nemica dell'umanita'. La guerra e' un crimine contro l'umanita'.

E la guerra non solo assassina gli esseri umani, ma devasta altresi' tanto i legami sociali quanto la biosfera, rende il mondo invivibile, priva di mondo l'umanita'.

E poiche' le armi della guerra sono lo strumento fondamentale, per opporsi alla guerra occorre opporsi alle armi. Solo il disarmo contrasta la guerra. Solo il disarmo impedisce le stragi. Solo il disarmo salva le vite.

Tutti i denari pubblici destinati alla guerra sono denari pubblici sottratti alla pace, alla vita, alla dignita' e ai diritti di tutti gli esseri umani.

Tutti i denari pubblici spesi per le armi sono spesi per assassinare delle persone.

Tutti i denari pubblici sperperati per la guerra, le armi, gli eserciti, sono rapinati alla collettivita' dei viventi e dei venturi e sciaguratamente usati contro l'intera umanita' presente e futura (e contro l'umanita' passata, altresi': poiche' la distruzione della civilta' umana distrugge anche ipso facto la memoria di essa e con essa la pietas nei confronti degli esseri umani vissuti in passato)".

*

Il responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo ha infine concluso il suo intervento con le seguenti considerazioni: "La guerra non e' una risorsa contro le dittature: la guerra e' dittatura. La guerra non e' una risorsa contro i regimi stragisti: la guerra e' regime stragista. La guerra non salva le vite: la guerra le distrugge. La guerra e' totalitarismo. La guerra e' negazione totale dei diritti umani di tutti gli esseri umani. La guerra e' onnicida. Solo la pace salva le vite. Solo il disarmo salva le vite. Solo la smilitarizzazione dei conflitti salva le vite. Pace, disarmo, smilitarizzazione, costituiscono le condizioni necessarie e l'impegno fondamentale per la giustizia sociale, per la difesa della biosfera, per il riconoscimento e la promozione dei diritti umani di tutti gli esseri umani, per la responsabile solidarieta' che ogni essere umano riconosca, raggiunga, sostenga.

E noi - nell'eta' atomica inaugurata dall'orrore delle bombe su Hiroshima e Nagasaki - dobbiamo ancora discutere se sia lecito far realizzare con i denari del popolo italiano cacciabombardieri predisposti anche a recare armamento atomico? Dobbiamo ancora discutere se sia lecito il riarmo? Restano definitive le parole di don Lorenzo Milani: E noi stiamo qui a questionare se al soldato sia lecito o no distruggere la specie umana?

Si tratta di decidere: o la vita o la morte, o la pace o la guerra, o la civilta' o la barbarie, o la convivenza o lo sterminio, o il disarmo o l'apocalisse.

Si tratta di decidere: per o contro l'umanita'.

Noi non abbiamo dubbi su questo: siamo esseri umani, all'umanita' vogliamo restare fedeli, scegliamo quindi la vita, la pace, la civilta', la convivenza, il disarmo. Scegliamo l'umanita'.

Come fu autorevolmente detto da un indimenticabile presidente della repubblica italiana: si svuotino gli arsenali, si riempiano i granai".

*

Nel corso dell'iniziativa sono stati diffusi materiali di documentazione e coscientizzazione.

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo ha naturalmente in programma nelle prossime settimane nuove iniziative per la pace, il disarmo, la smilitarizzazione, la scelta della nonviolenza.

Per saperne di piu' sulla specifica questione dell'opposizione all'acquisto degli F-35 vari materiali utili sono nel sito della Rete Italiana per il Disarmo alla pagina web www.disarmo.org/nof35/ ; materiali utili su disarmo, pace e nonviolenza sono ovviamente nel sito del Movimento Nonviolento www.nonviolenti.org ; dalla pagina web http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ e' possibile leggere tutti i fascicoli del notiziario telematico quotidiano che si pubblica dal 2000 diretto da Peppe Sini, "La nonviolenza e' in cammino".

 

===================

COI PIEDI PER TERRA

===================

Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 485 del 25 febbraio 2012

 

Per ricevere questo foglio e' sufficiente cliccare su:

nonviolenza-request at peacelink.it?subject=subscribe

 

Per non riceverlo piu':

nonviolenza-request at peacelink.it?subject=unsubscribe

In alternativa e' possibile andare sulla pagina web

http://web.peacelink.it/mailing_admin.html

quindi scegliere la lista "nonviolenza" nel menu' a tendina e cliccare su "subscribe" (ed ovviamente "unsubscribe" per la disiscrizione).

 

L'informativa ai sensi del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 ("Codice in materia di protezione dei dati personali") relativa alla mailing list che diffonde questo notiziario e' disponibile nella rete telematica alla pagina web:

http://italy.peacelink.org/peacelink/indices/index_2074.html

 

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

L'unico indirizzo di posta elettronica utilizzabile per contattare la redazione e': nbawac at tin.it