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Telegrammi. 846



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 846 del 29 febbraio 2012

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. L'intera comunita' viterbese chiede alla Regione Lazio due cose semplici, necessarie, urgenti

2. La "Carta" del Movimento Nonviolento

3. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. L'INTERA COMUNITA' VITERBESE CHIEDE ALLA REGIONE LAZIO DUE COSE SEMPLICI, NECESSARIE, URGENTI

 

Una comunita' solidale

L'evento di maggior rilevanza pubblica a Viterbo dall'inizio dell'anno e' stato indubbiamente il sit-in piazza del Comune dal 2 al 21 gennaio condotto ininterrottamente giorno e notte dai sofferenti psichici e dai loro familiari e sostenitori in difesa dei servizi socio-sanitari pubblici, in difesa del diritto alla salute e all'assistenza, in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Quelle tre settimane di profonda e massiva interlocuzione con la cittadinanza, con le istituzioni, con i movimenti della societa' civile, produssero nella citta' e nella provincia di Viterbo una straordinaria presa di coscienza della comunita' locale: rappresentanti di tutte le istituzioni locali, rappresentanti di forze politiche ed organizzazioni sindacali, attivisti di associazioni di volontariato e di impegno civile, operatori sociali e culturali, e soprattutto migliaia e migliaia di cittadini appresero dalla viva voce dei sofferenti psichici dell'Alto Lazio la gravissima situazione in cui versano fondamentali servizi pubblici socio-sanitari e l'assoluta necessita' di un impegno corale per difenderli, sostenerli, potenziarli, cosi' come vuole la Costituzione della Repubblica Italiana, cosi' come vuole il sentire morale di ogni persona decente.

E l'intera comunita' locale ha risposto con una solidarieta' piena e sincera: migliaia e migliaia di firme raccolte; tutti i piu' importanti rappresentanti istituzionali presenti in piazza all'ascolto dei sofferenti psichici; un unanime appello alla Regione Lazio affinche' le ragionevoli proposte formulate dall'associazione dei sofferenti psichici e dei loro familiari fossero accolte e deliberate al piu' presto.

E non solo la comunita' locale in tutte le sue articolazioni istituzionali e della societa' civile: sono state presentate numerose interrogazioni parlamentari; da tutta Italia prestigiose associazioni professionali e scientifiche, organizzazioni e movimenti dell'impegno sociale e del volontariato, illustri personalita' della cultura di prestigio internazionale, hanno espresso sostegno all'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" e si sono associati alla richiesta che la Regione Lazio deliberasse gli indispensabili interventi per i servizi socio-sanitari pubblici territoriali cosi' come richiesto dall'intera popolazione della provincia di Viterbo.

*

Un impegno non mantenuto

Proprio quel sit-in e proprio quella vastissima solidarieta' dell'intera popolazione e dell'intero sistema istituzionale dell'Alto Lazio ottenne che il 19 gennaio presso la Prefettura di Viterbo si tenesse un primo incontro tra la Regione Lazio, l'associazione dei sofferenti psichici e dei loro familiari, le principali rappresentanze istituzionali locali. A quel primo incontro, che fu di carattere sostanzialmente interlocutorio, avrebbe dovuto far seguito un secondo incontro il 7 febbraio a Roma presso la sede della Regione, incontro di carattere decisionale sulla base delle nove richieste formulate dall'associazione dei sofferenti psichici e sostenute dal consenso unanime della popolazione e delle istituzioni altolaziali.

Proprio sulla base di questo impegno assunto dalla Regione Lazio, in attesa dell'incontro del 7 febbraio e come atto di fiducia, il 21 gennaio il sit-in ebbe termine, ma sono naturalmente continuate l'attenzione e la mobilitazione, ed infatti nelle settimane successive sono proseguite le iniziative pubbliche e le dichiarazioni di solidarieta' con l'associazione dei sofferenti psichici: praticamente non e' passata settimana senza che altri enti locali deliberassero all'unanimita' il pieno sostegno alle proposte che l'Afesopsit ha presentato alla Regione Lazio.

Ma il 7 febbraio a causa della neve l'incontro a Roma non si fece. Ed ancor oggi non solo non si e' fatto, ma la Regione ancora non ha neppure fissata una data. E nessuna, nessuna, nessuna delle richieste presentate dall'Afesopsit ha avuto concreta, positiva e adeguata risposta. La situazione dei servizi socio-sanitari nel viterbese e' restata gravissima. E conseguentemente molte persone che hanno bisogno di assistenza permangono nel disagio e nella sofferenza, un disagio ed una sofferenza che i servizi territoriali potrebbero affrontare ed alleviare se la Regione si impegnasse a realizzare gli interventi urgenti e indispensabili. Ma la Regione Lazio ancora non ha realizzato nessuna delle ragionevoli richieste formulate dall'Afesopsit e sostenute dall'intera comunita' altolaziale; e non ha neppure piu' incontrato l'associazione dei sofferenti psichici viterbesi. Cio' non e' ammissibile. Non e' lecito. Non e' umano.

*

Quid agendum

Il mese di febbraio e' ormai giunto alla conclusione: da parte della Regione si e' perso un altro mese di tempo, un mese in cui per persone che hanno urgente, estremo bisogno di adeguata assistenza il disagio si e' aggiunto al disagio, altra sofferenza si e' aggiunta alla sofferenza.

L'intera comunita' viterbese chiede alla Regione Lazio due cose semplici, necessarie, urgenti:

1. che sia fissata al piu' presto la data dell'incontro tra la Regione Lazio e l'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari;

2. che la Regione recepisca e deliberi le ragionevoli proposte formulate dall'Afesopsit per sostenere la presenza, l'operativita' e l'efficacia dei servizi socio-sanitari pubblici territoriali, affinche' sia garantita l'assistenza indispensabile alle persone che ne hanno assoluto bisogno, quell'assistenza che la legge riconosce come diritto di ogni essere umano.

Non si perda altro tempo.

 

2. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

3. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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