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Telegrammi. 1021



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1021 del 22 agosto 2012

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Peppe Sini: L'armadio nello scheletro

2. Segnalazioni librarie

3. La "Carta" del Movimento Nonviolento

4. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: L'ARMADIO NELLO SCHELETRO

 

C'e' un convitato di pietra di cui i mass-media (e i chiacchieroni che se ne fanno ipnotizzare) non vogliono si faccia parola: la partecipazione italiana alla guerra afgana, un sanguinario crimine che si prolunga da dieci anni.

Poiche' quella guerra e' un crimine contro l'umanita'. E una ferita infetta che contagia lo scacchiere internazionale tutto.

E la partecipazione militare italiana - in violazione della legalita' costituzionale e del diritto internazionale - rende anche il nostro paese pienamente corresponsabile di quella guerra terrorista e stragista che ogni giorno annienta vite umane.

*

Dovrebbe essere a tutti evidente che uccidere - e lasciar uccidere - e' un male; e che il primo umano dovere e' salvare le umane vite.

Dovrebbe essere a tutti evidente che per salvare le vite umane occorre anzitutto opporsi alla guerra, la guerra che di stragi consiste, la guerra che le vite umane distrugge.

*

Non si difende la democrazia nel nostro paese se non ci si oppone alla partecipazione italiana alla guerra afgana.

Non si riconquista legalita' nel nostro paese se non ci si oppone alla partecipazione italiana alla guerra afgana.

Non si ricostruisce un movimento per la pace nel nostro paese se non ci si oppone alla partecipazione italiana alla guerra afgana.

Non si avvia una politica di disarmo e di rispetto dei diritti umani nel nostro paese se non ci si oppone alla partecipazione italiana alla guerra afgana.

E, last but not least, non si risana il bilancio dello stato nel nostro paese se non ci si oppone alla partecipazione italiana alla guerra afgana.

*

Nell'agenda politica di una sinistra decente, di un'Italia civile, di ogni persona sollecita del pubblico bene e del diritto alla vita di ogni essere umano, al primo punto dovrebbe esservi questo irrinunciabile obiettivo:

- che cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra afgana;

- che si impegni l'Italia per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti;

- che si impegni l'Italia in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani e in difesa della biosfera casa comune dell'umanita' intera: e per difendere diritti umani e biosfera occorre abolire la guerra, i suoi strumenti e i suoi apparati; occorre la scelta politica, economica e culturale della nonviolenza.

*

Se non ci si oppone alla guerra cui l'Italia sta concretamente, sanguinariamente partecipando, ogni pretesa di pontificare su altre drammatiche crisi ha il suono falso e triste dell'ipocrisia, il suono falso e tristo della complicita'.

 

2. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riedizioni

- Gustavo Pietropolli Charmet, Loredana Cirillo, Adolescienza, Edizioni San Paolo, 2010, Rcs, Milano 2012, pp. XIV + 446, euro 7,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

- Paolo Volponi, La strada per Roma, Einaudi, Torino 1991, 1992, Il sole 24 ore, Milano 2012, pp. XX + 508, euro 9,90 (in supplemento al quotidiano "Il sole 24 ore").

 

3. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

4. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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