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Telegrammi. 1025



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1025 del 26 agosto 2012

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Viterbo ricorda Raimon Panikkar nel secondo anniversario della scomparsa

2. Peppe Sini: L'alternativa. Un antico e attuale ragionamento per l'Alto Lazio

3. Segnalazioni librarie

4. La "Carta" del Movimento Nonviolento

5. Per saperne di piu'

 

1. MEMORIA. VITERBO RICORDA RAIMON PANIKKAR NEL SECONDO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA

 

Il 26 agosto 2010 moriva a Tavertet Raimon Panikkar, amico e pensatore della nonviolenza, religioso, teologo, filosofo, promotore del dialogo, della pace, della giustizia e della fratellanza tra le persone, tra i popoli, tra l'umanita' e la natura.

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo che poco piu' di una settimana fa ha dedicato una giornata di studi alla sua figura ed a quella di Ernesto Balducci, lo ricorda come maestro e compagno, testimone ed amico dell'umanita' in cammino sulla via della nonviolenza.

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Raimon (Raimundo) Panikkar e' nato a Barcellona il 3 novembre 1918 da madre spagnola e padre indiano, ed e' deceduto a Tavertet il 26 agosto 2010. Laureato in chimica, filosofia e teologia, ha insegnato in molte universita' europee, asiatiche ed americane; e' uno dei principali esperti di studi interculturali; ha pubblicato piu' di una quarantina di volumi in tutto il mondo, e piu' di millequattrocento articoli sulla storia delle religioni, la teologia, la filosofia della scienza, la metafisica, l'indologia, le relazioni e il dialogo tra culture e religioni; e' stato membro dell'Istituto Internazionale di Filosofia (Parigi), del Tribunale permanente dei popoli (Roma) e della Commissione dell'Unesco per il dialogo interculturale. Opere di Raimon Panikkar: tra i suoi numerosi libri cfr. Il dialogo intrareligioso, Cittadella, Assisi 1988; Trinita' ed esperienza religiosa dell'uomo, Cittadella, Assisi 1989; La torre di Babele, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1990; La sfida di scoprirsi monaco, Cittadella, Assisi 1991; Ecosofia: la nuova saggezza, Cittadella, Assisi 1993; Saggezza stile di vita, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1993; La pienezza dell'uomo. Una cristofania, Jaca Book, Milano 1999; L'esperienza filosofica dell'India, Cittadella, Assisi 2000; Il dialogo intrareligioso, Cittadella, Milano 2001; Ecosofia: la nuova saggezza. Per una spiritualita' della terra, Lampi di Stampa, 2001; Incontro delle religioni: l'indispensabile dialogo, Jaca Book, Milano 2001; I Veda. Mantramanjari. Testi fondamentali della rivelazione vedica, Rizzoli, Milano 2001; Pace e interculturalita', Jaca Book, Milano 2002; L'esperienza di Dio, Queriniana, Brescia 2002; Pace e disarmo culturale, Rizzoli, Milano 2003; (con Milena Carrara Pavan), Iniziazione ai veda. Compendio da I veda. Testi fondamentali della rivelazione vedica, Servitium, 2003; La nuova innocenza, tre volumi, Servitium, Palazzago (Bg); Gli inni cosmici dei Veda, Rizzoli, Milano 2004; (con Henri Le Saux, Odette Baumer-Despeigne), Alle sorgenti del Gange. Pellegrinaggio spirituale, Servitium, 2005; La dimora della saggezza, Mondadori, Milano 2005; L'esperienza della vita. La mistica, Jaca Book, Milano 2005; La nuova innocenza. Innocenza cosciente, Servitium, 2005; La porta stretta della conoscenza. Sensi, ragione e fede, Rizzoli, Milano 2005; Il Dharma dell'induismo. Una spiritualita' che parla al cuore dell'occidente, Rizzoli, Milano 2006; (con Milena Carrara Pavan), Pellegrinaggio a Kailasa, Servitium, 2006; Il silenzio del buddha. Un a-teismo religioso, Mondadori, Milano 2006; Tra Dio e il cosmo. Una visione non dualista della realta'. Dialogo con Gwendoline Jarczyk, Laterza, Roma-Bari 2006; Beata semplicita'. La sfida di scoprirsi monaco, Cittadella, Assisi 2007; Divinita', Emi, Bologna 2007; La gioia pasquale, la presenza di Dio e Maria, Jaca Book, Milano 2007; (con Gianfranco Ravasi), Le parole di Paolo, San Paolo Edizioni, 2007: Lo spirito della parola, Bollati Boringhieri, Torino 2007; Il Cristo sconosciuto dell'induismo. Verso una cristofania ecumenica, Jaca Book, Milano 2008; Mistica, pienezza di vita, Tomo 1 di Mistica e spiritualita', vol. I dell'Opera Omnia, Jaca Book, Milano 2008; Mito, simbolo, culto, Tomo 1 di Mistero ed ermeneutica, vol. IX dell'Opera Omnia, Jaca Book, Milano 2008; Pluralismo e interculturalita', Tomo 1 di Culture e religioni in dialogo, vol. VI dell'Opera Omnia, Jaca Book, Milano 2009; Visione trinitaria e cosmoteandrica: Dio-Uomo-Cosmo, vol. VIII dell'Opera Omnia, Jaca Book, Milano 2010; Vita e parola. La mia opera, Jaca Book, Milano 2010; Religione e religioni, vol. II dell'Opera Omnia, Jaca Book, Milano 2010. Si vedano anche gli atti del seminario animato da Panikkar su Pace e disarmo culturale, L'altrapagina, Citta' di Castello (Pg) 1987 (con interventi tra gli altri di Ernesto Balducci, Fabrizio Battistelli, Luigi Cortesi, Antonino Drago, Achille Rossi). Opere su Raimon Panikkar: Achille Rossi, Pluralismo e armonia: introduzione al pensiero di Raimon Panikkar, L'altrapagina, Citta' di Castello (Pg) s. d. ma 1990; Paulo Barone, Spensierarsi. Raimon Panikkar e la macchina per cinguettare, Diabasis, 2007.

 

2. EDITORIALE. PEPPE SINI: L'ALTERNATIVA. UN ANTICO E ATTUALE RAGIONAMENTO PER L'ALTO LAZIO

 

Il punto e' il seguente: se il territorio viterbese deve essere un'area interamente asservita e fin prostituita alla megalopoli romana; o se deve avere una sua identita' autonoma che difenda e valorizzi i suoi beni ambientali e culturali, le sue vocazioni produttive, le sue tradizioni civili.

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Nel primo caso il territorio viterbese e' inteso come periferia allargata e degradata della capitale in costante espansione, borgata e dormitorio, area di servizio e sottoscala in cui collocare rottami e sporcizie; riserva di caccia di predatori e inquinatori, feudo del regime della corruzione e colonia della penetrazione mafiosa. E quindi venefiche centrali Enel, superstrade squarciaboschi e ammazzapaesi, mega-aeroporto che distrugge la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bulicame di dantesca memoria. E servitu' militari, discariche abusive, cementificazioni, avvelenamento del suolo e delle acque e dell'aria con pratiche illegali e insensate, alla lunga finanche suicide. Et similia, ad libitum.

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Nel secondo caso il territorio viterbese e' un'area di grande pregio naturalistico, ricca di beni culturali, vocata all'agricoltura di qualita' e alla tutela e valorizzazione dei monumenti - storici e artistici, ma anche della cultura materiale, della sapienza e tradizione popolare - sedimentati da una lunghissima storia civile, ed alle attivita' artigianali, commerciali e industriali connesse. Un'area da difendere e valorizzare per noi che ci viviamo e per l'umanita' intera.

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Negli anni Settanta, Ottanta e Novanta del secolo scorso - mentre ero costi' tra gli animatori delle principali lotte per l'ambiente, per i diritti umani degli sfruttati e degli oppressi e per la legalita' che salva le vite e consente la civile convivenza - elaborai un modello interpretativo della situazione socioeconomica, politica e culturale di questa provincia, un modello che trovo' allora ampia attenzione: evidenziavo il nesso tra il "modello di sviluppo di servitu'", il sistema di potere del regime andreottiano della corruzione sistemica e la penetrazione dei poteri criminali. E indicavo le lotte da condurre e le alternative possibili e necessarie.

Ne restano testimonianza molte pubblicazioni, credo non piu' lette pressoche' da nessuno da molti anni (nell'epoca berlusconiana e della globalizzazione la memoria e' agevolmente cancellata dagli imprenditori della narcosi di massa ed i giovani sembrano persino ignorare che e' esistito un mondo prima dei telefonini e di facebook: e con la scomparsa della memoria svanisce altresi' la capacita' della progettazione del futuro - sono temi su cui ha scritto contributi cospicui Zygmunt Bauman nei suoi acuti lavori sulla "modernita' liquida"). Mi piacerebbe indicare a possibili nuovi lettori almeno alcuni opuscoli di sintesi a mia firma: Modello di sviluppo, sistema di potere, penetrazione mafiosa, Viterbo 1989; Il caso Gigli-ICEM, Viterbo 1991; Regime della corruzione e penetrazione dei poteri criminali nell'Alto Lazio, Viterbo 1993; Sistema di potere andreottiano e penetrazione dei poteri criminali a Viterbo, 1995.

E ne e' robusta traccia nei materiali preparatori e negli atti della III Conferenza economica provinciale del giugno 1995: non solo - ovviamente - nel mio intervento, ma anche in molti altri dei materiali piu' qualificati li' presentati e discussi: nei primi anni Novanta era parso per un breve lasso di tempo a Viterbo che la lotta mia e dei miei compagni contro il regime della corruzione e dell'inquinamento potesse vincere... poi l'ondata berlusconiana travolse tutto anche qui e consenti' che il regime della corruzione gattopardescamente mutasse abito ma restasse saldo, passando dall'andreottismo al berlusconismo - fortemente infiltrato e fin egemonico anche in forze politiche e sociali che proclamano di opporvisi - con la resa e la complicita' di tanti che pure in passato avevano professato di opporsi a quel longevo potere barbarico che cosi' nitidamente Pasolini descrisse nei suoi ultimi articoli e saggi - dagli Scritti corsari alle Lettere luterane.

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Oggi si ripropone ancora a Viterbo quella drastica alternativa tra servitu' consumista o difesa della biosfera e della civilta', ma a sostenere la seconda ipotesi (quella di una realta' territoriale viterbese con una sua identita' autonoma che difenda e valorizzi i suoi beni ambientali e culturali, le sue vocazioni produtttive, le sue tradizioni civili), ed a sostenerla con cognizione di causa, memoria storica e intelligenza della posta in gioco, non c'e' piu' che un piccolo settore della sinistra che non si e' arresa e che ormai e' viva pressoche' solo nei movimenti di difesa dell'ambiente e dei diritti degli sfruttati, della pace e dei diritti umani di tutti gli esseri umani, quella sinistra nitida e intransigente, responsabile e propositiva, cui il sottoscritto lungo un quarantennio di impegno civile senza cedimenti ancora si onora di appartenere - e di contribuire a far vivere, e di rappresentare quindi -, nella generale narcosi, nella generale resa, nella generale amnesia.

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Il filo rosso che lega - dalla meta' degli anni '70 in poi - le lotte contro la centrale nucleare a Montalto, contro la Supercassia distruttiva, contro il mega-aeroporto illegale e insensato, e contro le centrali a carbone e le discariche abusive, contro la penetrazione mafiosa e contro la speculazione cementificatrice, contro le servitu' militari e il regime della corruzione, contro i poteri avvelenatori e predoni, e' proprio questo: la difesa della biosfera, e quindi del nostro territorio; la difesa della dignita' umana, e quindi della nostra comunita'; la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, e quindi anche delle generazioni future.

 

3. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Karl Barth, Antologia, Bompiani, Milano 1964, 1983, pp. 336.

- Arnaut Daniel, Canzoni. Edizione critica a cura di Gianluigi Toja, Sansoni, Firenze 1961, pp. XVI + 424.

- Bartolomeo Vanzetti, Il caso Sacco e Vanzetti, Editori Riuniti, Roma 1962 (col titolo Non piangete la mia morte), 1976, pp. 224.

 

4. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

5. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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