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Coi piedi per terra. 694



 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 694 del 21 settembre 2012

 

In questo numero:

1. Non un giorno di piu'. Una campagna nonviolenta per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

2. Lettera aperta al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali: "Non un giorno di piu'". Appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

3. Lettera aperta al Ministro dell'Ambiente: "Non un giorno di piu'". Appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

4. Lettera aperta al Ministro dell'Istruzione: "Non un giorno di piu'". Appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

5. Lettera aperta al Ministro dei Beni e delle Attivita' Culturali: "Non un giorno di piu'". Appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

6. A Viterbo il 21 settembre in ricordo di Alfio Pannega nell'anniversario della nascita

7. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo

 

1. REPETITA IUVANT. NON UN GIORNO DI PIU'. UNA CAMPAGNA NONVIOLENTA PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

[Riproponiamo il seguente testo]

 

Occorre far cessare la guerra in Afghanistan.

Ed a tal fine la prima e decisiva azione che come cittadini italiani possiamo e dobbiamo svolgere consiste nell'ottenere che l'Italia cessi di partecipare alla guerra.

Perche' l'Italia a quella guerra non avrebbe mai e poi mai dovuto prendere parte, proibendoglielo esplicitamente il dettato della sua legge fondamentale, la Costituzione della Repubblica Italiana.

Occorre quindi costringere governo e parlamento italiani a tornare nella sfera della legalita', a desistere dal crimine: occorre costringere lo Stato italiano a cessare di prendere parte alla guerra e alle stragi di cui essa consiste.

Oltre un decennio di eccidi e barbarie dovrebbe aver aperto gli occhi a chiunque; e del resto ogni persona ragionevole sente e sa che la guerra e' nemica dell'umanita', che solo la pace salva le vite.

*

Occorre far cessare la guerra in Afghanistan, cominciando con la cessazione della partecipazione italiana.

Dobbiamo far crescere dal basso una vera e propria insurrezione nonviolenta contro la guerra e contro le uccisioni, per la legalita' costituzionale e per il primario diritto di ogni essere umano a non essere ucciso.

Dobbiamo imporre al potere esecutivo e al potere legislativo del nostro paese l'immediata cessazione della partecipazione italiana alla guerra.

E dobbiamo farlo con la forza della verita', con la forza della legalita', con la forza della dignita' e della solidarieta' umana, con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza; dobbiamo farlo con una campagna nonviolenta di massa che faccia rinascere in Italia un movimento per la pace e i diritti umani di tutti gli esseri umani.

*

Una campagna nonviolenta per salvare le vite umane: che nasca dal basso in ogni citta' e in ogni paese, e che abbia questa semplice e chiara finalita': "cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; pace, disarmo e smilitarizzazione; rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani".

 

2. REPETITA IUVANT. LETTERA APERTA AL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI: "NON UN GIORNO DI PIU'". APPELLO PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

[Riproponiamo il seguente testo]

 

Signor Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali,

le chiediamo un impegno affinche' l'Italia cessi immediatamente di partecipare alla guerra afgana e conseguentemente si impegni per la pace che salva le vite.

*

Consideri che la partecipazione italiana alla guerra e' palesemente illegale alla luce della Costituzione e segnatamente dell'articolo 11.

Consideri che la guerra consiste di uccisioni e devastazioni, essa e' quindi crimine che ogni altro crimine assomma e supera.

Consideri che i pubblici denari sperperati per la guerra sono sottratti al loro naturale utilizzo: il benessere delle persone che nell'ordinamento giuridico statuale dovrebbero trovare protezione ai loro diritti, primo dei quali la vita; ed invece quei pubblici denari, perversione delle perversioni, sono da dieci anni usati per la guerra, ovvero per togliere la vita a degli esseri umani - poiche' la guerra, ripetiamolo ancora una volta, di questo consiste: dell'uccisione di esseri umani.

Consideri infine che quelle immense risorse finanziarie gettate nell'attivita' assassina e devastatrice della guerra appartengono al popolo italiano - all'intero popolo italiano sovrano, non ad una casta dominata da comitati d'affari o a un mero organo esecutivo -, e dovrebbero pertanto essere utilizzate a beneficio del popolo italiano e dell'umanita'.

E non c'e' bisogno di ricordarle che quelle ingentissime risorse potrebbero essere assai utilmente valorizzate per sostenere il diritto al lavoro e le politiche sociali.

*

Lei tutte queste cose ben le comprende.

Si adoperi quindi per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

*

Ogni vittima ha il volto di Abele.

La partecipazione italiana alla guerra non continui un solo giorno di piu'.

Solo la pace salva le vite.

*

Distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 16 settembre 2012

 

3. REPETITA IUVANT. LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL'AMBIENTE: "NON UN GIORNO DI PIU'". APPELLO PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

[Riproponiamo il seguente testo]

 

Signor Ministro dell'Ambiente,

e' a lei ben noto che difendere l'ambiente richiede un approccio globale, consapevole dell'interdipendenza degli ecosistemi, dell'unita' della biosfera, del profondo impatto delle attivita' antropiche sull'habitat naturale, unica casa comune dell'umanita' intera.

Ebbene, la guerra e' sempre insieme distruzione di vite umane e devastazione ambientale.

La guerra e' sempre il piu' grande dei crimini contro l'umanita' e contro la biosfera.

Primo compito di un ordinamento giuridico democratico, di uno stato di diritto, e' difendere la vita e promuovere il benessere dell'umanita' e tutelare la casa comune di essa.

Primo compito di ogni civile ordinamento e' quindi impedire la guerra; impedire le uccisioni; impedire la devastazione della biosfera.

*

Lo stato italiano da oltre un decennio sta follemente e criminalmente partecipando alla guerra afgana.

Una guerra terrorista e stragista, una guerra onnidistruttiva. Una guerra che occorre far cessare al piu' presto.

E la prima azione da compiere per farla cessare e' cessare di parteciparvi.

Cessi quindi immediata la partecipazione italiana alla guerra afgana; e s'impegni finalmente l'Italia per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

*

Signor Ministro dell'Ambiente,

anche sulla base del suo specifico incarico e quindi delle sue specifiche competenze si impegni - d'intesa con gli altri suoi colleghi ministri - per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana: lo faccia per fedelta' alla Costituzione della Repubblica Italiana - cui ha prestato giuramento all'atto di assumere il suo incarico - che all'articolo 11 esplicitamente proibisce al nostro paese di prender parte a una guerra come quella in corso in Afghanistan; lo faccia per salvare le vite umane che la guerra scelleratamente distrugge; lo faccia per difendere la biosfera che la guerra scelleratamente devasta; lo faccia per rispetto dell'umanita'.

*

Signor Ministro dell'Ambiente,

si adoperi affinche' l'orrore e l'infamia della partecipazione italiana alla guerra onnidistruttiva non continui un sol giorno di piu'.

Cessi immediata la partecipazione italiana alla guerra afgana.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo la pace salva le vite.

*

Distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 17 settembre 2012

 

4. REPETITA IUVANT. LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE: "NON UN GIORNO DI PIU'". APPELLO PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

[Riproponiamo il seguente testo]

 

Signor Ministro dell'Istruzione,

la guerra e' barbarie, distruzione di vite e negazione della dignita' umana.

L'educazione al contrario e' fondamento della civilta', ergo della convivenza umana.

*

Da oltre dieci anni l'Italia partecipa alla guerra afgana, una guerra insensata e illegale, terrorista e stragista.

La Costituzione della Repubblica Italiana all'articolo 11 proibisce esplicitamente ed inequivocabilmente al nostro paese di prender parte a quella guerra: da un decennio siamo quindi in presenza di una flagrante violazione della legalita' costituzionale, di un crimine golpista che ha contribuito a provocare innumerevoli morti ed innumerevoli devastazioni.

In questi dieci anni a causa della guerra innumerevoli esseri umani sono stati uccisi, innumerevoli mutilati, innumerevoli feriti, innumerevoli privati di tutti i loro beni, innumerevoli ridotti in condizioni di estrema oppressione e sofferenza.

Questo crimine contro l'umanita' deve cessare.

La guerra deve cessare.

L'Italia puo' e deve adoperarsi per la fine della guerra: ed il primo passo indispensabile a tal fine e' cessare di prendervi parte.

Chiediamo pertanto che l'Italia cessi immediatamente di partecipare alla guerra afgana, e cosi' inizi ad impegnarsi concretamente, coerentemente, autenticamente, per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

*

Questa richiesta abbiamo gia' rivolto al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato. La rivolgiamo anche a lei proprio in considerazione dell'incarico che ricopre: l'educazione deve essere impegno contro le uccisioni, o non e' nulla; l'educazione deve essere impegno per la pace, o non e' nulla; l'educazione deve essere impegno in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani, o non e' nulla.

*

Sollecitiamo pertanto anche il suo impegno affinche' il governo e il parlamento deliberino l'immediata cessazione della partecipazione italiana alla guerra afgana. Non si attenda un solo giorno di piu'.

Solo la pace salva le vite.

Solo cessando di uccidere comincia la civilta'.

*

Distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 18 settembre 2012

 

5. REPETITA IUVANT. LETTERA APERTA AL MINISTRO DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI: "NON UN GIORNO DI PIU'". APPELLO PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

[Riproponiamo il seguente testo]

 

Signor Ministro dei Beni e delle Attivita' Culturali,

vi e' una radicale opposizione tra guerra e cultura: la guerra uccide e distrugge; la cultura da' vita, alimenta, sostiene, preserva, tramanda.

Che ingenti risorse finanziarie dello stato italiano siano follemente sperperate nella guerra afgana e' un triplice insensato delitto, un triplice scellerato oltraggio:

- poiche' i pubblici denari sono criminalmente usati per un'attivita', la guerra, che consiste di uccisioni e devastazioni;

- poiche' quelle pubbliche risorse sono sottratte alla loro legittima destinazione, sono sottratte alla civilta' umana, ed usate perversamente per l'esatto opposto, a fini di barbarie e annientamento;

- si aggiunga infine la considerazione della flagrante illiceita' della partecipazione italiana alla guerra afgana alla luce dell'articolo 11 della nostra Costituzione.

*

Abbiamo gia' scritto, fin qui senza trovare adeguato ascolto, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato, per chiedere loro un impegno per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana, e quindi un impegno reale e coerente del nostro paese per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione, per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Ci rivolgiamo ora anche a lei, che dovrebbe tutelare e promuovere i beni e le attivita' culturali, impegno che implica l'opposizione piu' radicale alla guerra che consiste invece di pratiche barbare, assassine, distruttrici di beni, tradizioni e legami, esistenze.

Si adoperi affinche' cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra afgana, e l'Italia si adoperi finalmente per la pace e i diritti umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.

*

Distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 19 settembre 2012

 

6. INCONTRI. A VITERBO IL 21 SETTEMBRE IN RICORDO DI ALFIO PANNEGA NELL'ANNIVERSARIO DELLA NASCITA

[Riproponiamo il seguente testo]

 

Nella serata di venerdi' 21 settembre 2012 presso il centro sociale occupato autogestito "Valle Faul" di Viterbo si svolgera' un'iniziativa in ricordo di Alfio Pannega (21 settembre 1925 - 30 aprile 2010).

L'incontro si aprira' con una commemorazione tenuta da Peppe Sini e proseguira' con un recital delle poesie di Alfio, teatro di memoria partigiana, un concerto.

*

Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i  motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti. Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, e i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e i nn. 548-552 (tutti disponibili dalla pagina web http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ ).

 

7. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER LA RIDUZIONE DEL TRASPORTO AEREO

 

Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail: info at coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org

 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

Numero 694 del 21 settembre 2012

 

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