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Coi piedi per terra. 700



 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 700 del 27 settembre 2012

 

In questo numero:

1. Alcuni testi del mese di gennaio 2008 (parte prima)

2. L'ora della ragione e della solidarieta'

3 L'allarme del Prefetto di Viterbo, "L'aeroporto rischia di portare la mafia"

4. Per il giornale della nonviolenza

5. Il Kenya, domani

6. Verso liste nonviolente

7. Una lettera all'Assessore alla Cultura della Regione Lazio

8. Stanislao Arditi e Oliviero Lorelli: Ne' quattro, ne' una

9. Simplicio Dechecco: Quando

10. Entrando nel concreto, le fortissime ragioni dell'opposizione al disastroso mega-aeroporto a Viterbo

11. Il crimine, l'infamia

 

1. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI GENNAIO 2008 (PARTE PRIMA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di gennaio 2008.

 

2. L'ORA DELLA RAGIONE E DELLA SOLIDARIETA'

 

Cresce a Viterbo l'opposizione al dissennato progetto di un mega-aeroporto per voli low cost del turismo "mordi e fuggi" per Roma.

Un progetto scellerato e disastroso che provocherebbe gravi danni alla salute dei cittadini che sarebbero colpiti dall'inquinamento chimico (in primo luogo le famigerate polveri sottili - in un territorio la cui popolazione gia' subisce gli effetti delle emissioni inquinanti del gigantesco polo energetico Civitavecchia-Montalto), dall'inquinamento acustico (che colpirebbe duramente interi popolosi quartieri della citta'), dall'inquinamento elettromagnetico.

Un progetto scellerato e disastroso che devasterebbe un ambiente di grande valore naturalistico ed ecologico (che deve essere invece difeso e valorizzato).

Un progetto scellerato e disastroso che devasterebbe rilevantissimi beni storici, culturali, sociali e terapeutici (come l'area termale del Bulicame, un bene di valore inestimabile sotto tutti i profili).

Un progetto scellerato e disastroso che aggredirebbe e distruggerebbe risorse fondamentali del territorio e della comunita' locale, e massacrerebbe e impedirebbe un modello di sviluppo adeguato per l'Alto Lazio, fondato sulla difesa e la valorizzazione dei beni ambientali e  culturali, e sulla promozione coerente ed ecosostenibile delle autentiche vocazioni produttive del territorio.

Un progetto scellerato e disastroso che costituirebbe uno sperpero dissennato ed infame di soldi pubblici a vantaggio di una ristretta lobby politico-affaristica di speculatori e con danni gravissimi per tutti i cittadini.

Un progetto scellerato e disastroso totalmente privo delle verifiche e quindi dei requisiti previsti dalla vigente legislazione in materia di Valutazione d'impatto ambientale, di Valutazione ambientale strategica, di Valutazione d'impatto sulla salute.

Un progetto scellerato e disastroso in relazione a cui il Prefetto di Viterbo ha lanciato un allarme che non puo' essere sottovalutato: "L'aeroporto rischia di portare la mafia".

Un progetto scellerato e disastroso che contribuisce ad incrementare una modalita' di trasporto, quella aerea, che la comunita' scientifica internazionale e gli statisti piu' avvertiti hanno ripetutamente chiesto che sia immediatamente e drasticamente ridotta, poiche' e' responsabile in rilevante misura del disastro climatico.

*

Fortunatamente cresce a Viterbo l'opposizione a questo progetto scellerato e disastroso da parte dei cittadini che vogliono difendere la salute e la sicurezza propria e dei propri figli, la qualita' della vita e i diritti di tutti, i beni culturali e ambientali, il diritto a un lavoro stabile onesto e sicuro, la civile convivenza, la legalita' e la democrazia, l'ecosistema locale e la biosfera nella sua dimensione planetaria.

Fortunatamente cresce l'opposizione a questo progetto scellerato e disastroso da parte dei cittadini che applicano il principio responsabilita', che chiedono che nelle scelte di sviluppo e nella realizzazione delle grandi opere si adotti sempre ed intransigentemente il principio di precauzione.

*

E non solo a Viterbo, ma ovunque in Italia e nel mondo cresce l'opposizione al folle e criminale incremento del trasporto aereo, punta di lancia di un modello di mobilita' insostenibile ed ecocida, forma di trasporto che contribuisce in ingente misura a quell'effetto serra che sta provocando il collasso della biosfera.

E' l'ora di procedere a una drastica e immediata riduzione del trasporto aereo.

E' l'ora di difendere la civilta' umana e la biosfera. E' l'ora della ragione e della solidarieta'.

 

3. L'ALLARME DEL PREFETTO DI VITERBO, "L'AEROPORTO RISCHIA DI PORTARE LA MAFIA"

 

"L'aeroporto rischia di portare la mafia", con questo titolo in prima pagina un quotidiano locale, "La voce di Viterbo", sintetizza un passaggio cruciale della conferenza stampa di fine anno tenuta il 28 dicembre 2007 dal Prefetto di Viterbo Alessandro Giacchetti.

Ed e' allarme fondato.

*

Il viterbese gia' in passato ha subito gravissime vicende di penetrazione da parte dei poteri criminali organizzati, e tali vicende di penetrazione mafiosa sono state sovente collegate agli appalti pubblici e alle grandi opere.

In anni lontani chi scrive queste righe (che fu presidente della Commissione d'inchiesta sulla penetrazione dei poteri criminali promossa dall'Amministrazione Provinciale di Viterbo)denuncio' e documento' varie gravissime vicende di penetrazione mafiosa nell'Alto Lazio, ed elaboro' altresi' un modello interpretativo che vedeva nell'intreccio tra modello di sviluppo di servitu' (le servitu' energetiche e militari, le servitu' speculative, l'uso del territorio viterbese come discarica  e colonia) e regime della corruzione (un ceto politico, amministrativo ed affaristico degradato, condizionato da poteri occulti e sussunto a dinamiche fortemente corruttive, criminali e criminogene) i prerequisiti che favorivano la penetrazione dei poteri criminali nell'Alto Lazio.

*

L'allarme lanciato ora dal Prefetto di Viterbo conferma la correttezza di quelle analisi ed esplicita autorevolmente le attuali preoccupazioni di tanti osservatori, analisi e preoccupazioni sulle quali peraltro verteva la relazione sul tema "Modello di sviluppo di servitu', intreccio politico-affaristico, penetrazione dei poteri criminali, devastazione ambientale nell'Alto Lazio: una ricostruzione storica, un modello di analisi, alcune proposte di intervento" che il sottoscritto ha presentato al recente convegno svoltosi il 4 dicembre 2007 a Viterbo su "Le emergenze ambientali e sanitarie nell'Alto Lazio. La situazione attuale, le azioni da proseguire, le iniziative da intraprendere", terzo dei convegni di approfondimento scientifico promossi dal Comitato che si oppone al terzo polo aeroportuale del Lazio e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo.

*

La realizzazione a Viterbo di un mega-aeroporto per voli low cost del turismo "mordi e fuggi" per Roma danneggia la salute e il benessere dei cittadini viterbesi, devasta fondamentali beni ambientali e culturali, danneggia le autentiche vocazioni produttive del territorio.

L'opera e' interna a quel modello di sviluppo di servitu' che favorisce il degrado civile e il disastro economico ed ecologico.

L'opera implica un colossale sperpero di pubbliche risorse e un danno immenso alla citta', al territorio, alla popolazione, al pubblico erario (e contribuisce a danneggiare l'umanita' intera aumentando l'effetto serra responsabile del disastro climatico che sta provocando il collasso della biosfera).

L'opera non solo dunque costituisce un enorme danno certo per il territorio e la popolazione; ma rappresenta altresi' un ancor maggiore pericolo per la sicurezza dei cittadini, per la civile convivenza, per la qualita' della vita di tutti.

L'opera, infine, e' priva delle verifiche e quindi dei requisiti stabiliti dalla legislazione in materia di protezione dell'ambiente e della salute.

L'allarme lanciato dal Prefetto di Viterbo si aggiunge a questo quadro esplicitando un ulteriore inquietante elemento, e ne conferma e ne illumina ulteriormente la pericolosita' e la drammaticita'.

*

Contrastare i poteri criminali e' possibile solo difendendo la legalita', la democrazia, i diritti dei cittadini, promuovendo la coscientizzazione e la responsabilizzazione, avendo cura dei beni comuni e del pubblico bene.

Opporsi alla realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo e' un dovere fondamentale per difendere la democrazia e la legalita', la salute, la sicurezza e i diritti di tutti i cittadini, l'ambiente, la cultura, la storia e il futuro di Viterbo.

Opporsi alla realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo e' il compito dell'ora per ogni persona di volonta' buona e per ogni istituzione democratica.

 

4. PER IL GIORNALE DELLA NONVIOLENZA

 

Concionava l'altra sera Iaiotto al bar dello sport, dopo aver a piu' riprese alzato il gomito:

"Non avete anche voi l'impressione che in Italia i quotidiani dicano tutti piu' o meno le stesse cose, seguano tutti le stesse presunte priorita' (che sono quelle dai potenti decise ed imposte), non conoscano altro lessico che quello del circo mass-mediatico (che ogni verita' irride e denega), non pensino altri pensieri che quelli delle classi e dei ceti dominanti che stanno portando il pianeta alla catastrofe?

"Un esempio e' la guerra: anche i giornali che ancora in anni recenti (e che ormai sembrano lontanissimi) erano contrari alla guerra, dal 2006, ovvero da quando sono al governo i partiti e i gruppi e i ceti e le ideologie cui sono omogenei, sono entrati nel mucchio selvaggio della 'guerra sola igiene del mondo'. Certo, con qualche furbizia: quando a fare la guerra e' qualcun altro essa torna ad essere abominio e vituperio delle genti, quando a farla e' l'esercito italiano e le coalizioni di cui esso e' parte allora omnia munda eccetera.

"Un esempio e' il razzismo: anche i giornali che ancora in anni recenti (e che ormai sembrano lontanissimi) erano contrari al razzismo, dal 2006, ovvero da quando sono al governo i partiti e i gruppi e i ceti e le ideologie cui sono omogenei, sono entrati nel mucchio selvaggio della 'mors tua, vita mea'. Certo, con qualche furbizia: quando crimini razzisti vengono commessi in paesi lontani essi sono ancora nequizia ed orrore, ma quando i crimini razzisti e' il nostro stato che li compie, o regimi alleati, o reali o virtuali buoni partner commerciali, allora si chiude volentieri un occhio.

"Un esempio e' il femminicidio: non c'e' un solo giornale che enunci con chiarezza che siamo di fronte a questo; non c'e' un solo giornale che proponga cio' che e' necessario: rovesciare i rapporti di forza tra i generi nella sfera pubblica come condizione necessaria per contrastare la violenza maschile.

"Un esempio e' il collasso della biosfera: non c'e' un solo giornale che proponga una riflessione e un'azione orientati a contrastare con politiche immediate, energiche e rigorose la catastrofe in corso.

"Perche' questo accade?"

*

"Gia', perche' questo accade?", proseguiva allora Scarpante, che quando c'e' da trincare non c'e' proprio da pregarlo, ed aggiungeva tosto:

"Per molte ragioni.

"A dirne in breve il nocciolo duro: perche' gli organi d'informazione della sinistra novecentesca sono scomparsi insieme alle organizzazioni storiche di essa. Per carita': vi sono ancora testate e strutture che nominalmente si richiamano a un passato talora glorioso di impegno civile e di lotta per la liberazione degli oppressi; ma non sono le stesse le cose che in quelle organizzazioni e in quelle redazioni si pensano, si dicono, si praticano. Dacche' esse si sono arrese ai poteri dominanti, da essi son state dapprima colonizzate e poi cooptate. E non basta la foglia di fico di accogliervi sovente surgelate retoriche o assai piu' di rado vive voci di resistenza (che pure ovviamente anche cola' non mancano, ma collocate in posizioni sempre piu' marginali, decorative, a mo' di soprammobili o rimorsi)".

*

E giunto il mio momento di levare in alto lieto se non il cuore il gotto, in queste alate vinose proruppi parole:

"Cio' che rende urgente un quotidiano della nonviolenza in Italia puo' compendiarsi forse in tre semplici proposizioni:

"a) la nonviolenza in cammino e' quell'insieme di insiemi (teorie e pratiche, valori e metodi, opere e ricerche, relazioni e conflitti...) che oggi formula le sole proposte adeguate ai compiti dell'ora: fermare il collasso della biosfera, fermare il femminicidio, fermare il razzismo e la guerra, fermare lo sfruttamento generalizzato che sta distruggendo oltre che innumerevoli umane vite la civilta' umana stessa e la natura.

"b) la nonviolenza in cammino esiste gia' come movimento di massa complesso e plurale, conflittuale e relazionale, resistente ed aperto, critico e creativo, in ricerca e in costruzione, ma ha bisogno di uno strumento di riconoscimento, di discussione, di informazione e formazione che ogni giorno rifletta e stimoli il suo conoscere e riconoscere, il suo resistere, il suo cammino, il suo costruire;

"c) la nonviolenza in cammino e' matura per rompere ogni subalternita' e proporsi come politica coerente e dialettica, complessa e complessiva, aperta e rigorosa, sperimentale e intransigente, adeguata a fronteggiare i drammatici problemi che l'umanita' ha oggi di fronte: un giornale della nonviolenza e' oggi in Italia una esigenza e un'urgenza per molte persone, per molte esperienze, per molte ricerche, per molte lotte per affermare tutti i diritti umani per tutti gli esseri umani".

Qui al bar dello sport non consumiamo solo le carte nell'infinito esercizio del tressette, e non solo dell'alcole i fermenti ribollono.

 

5. IL KENYA, DOMANI

 

Il Kenya e' il nostro domani. Quella politica e' la stessa verso cui i poteri dominanti hanno avviato il mondo intero: globalizzazione e tribalizzazione ad un tempo, regime della corruzione e dello sfruttamento universale ed assoluto misconoscimento del valore assoluto della vita umana. Il partito unico mondiale dell'annichilismo: stadio supremo dell'imperialismo. Quei morti la nostra storia li ha uccisi, la politica oggi li' e qui ed ovunque dominante. Ne uccidera' ancora, la', qua ed ovunque, se non faremo vincere la politica della nonviolenza.

O ci salveremo tutti, o non si salvera' nessuno.

 

6. VERSO LISTE NONVIOLENTE

 

Siamo gente pratica. Ci contentiamo di poco, sappiamo come vanno le cose del mondo e quanto profondo sia il pozzo del cuore umano.

Cosi' possiamo ammettere che a governare la cosa pubblica ancora non sia la permanente assemblea dell'umanita' intera. E possiamo anche ammettere che si sbagli sovente, dacche' la forza della democrazia non e' nel non sbagliare, ma nell'aver la possibilita' e la capacita' di correggere gli errori.

*

Quello che non possiamo ammettere e' che governino gli assassini. Anche se essi hanno governato dalla notte dei tempi, e' giunta l'ora che questa processione finisca, e cominci una novella istoria. Cominci una nuova storia prima che quella processione tutto porti al naufragio, all'abisso, al nulla.

Una nuova storia puo' cominciare qui e adesso prendendo sul serio quei principi fondamentali che chi sconfisse il fascismo volle scrivere negli articoli che aprono la Costituzione della Repubblica Italiana e definiscono i valori supremi cui essa fa riferimento.

Una politica costituzionale, vorremmo. Si converra' che non e' chiedere la luna.

*

Ma questa politica costituzionale solo la scelta della nonviolenza puo' adempierla.

Ed affinche' la scelta della nonviolenza amministri la cosa pubblica secondo le linee-guida dei principi fondamentali della Costituzione italiana, occorre che le persone amiche della nonviolenza entrino nelle istituzioni.

E vi entrino non per gentile concessione degli assassini, ma con la propria identita' e le proprie forze. Non e' difficile. Ma occorre decidersi a farlo.

E per farlo occorre innanzitutto rompere ogni subalternita' ed ogni collusione col partito della guerra e del razzismo, col partito del femminicidio e del collasso della biosfera, col partito degli assassini.

*

Occorre cessare di votare per il partito degli assassini e costruire liste elettorali di persone amiche della nonviolenza.

Liste elettorali di donne e di uomini di volonta' buona e di tenace concetto che pongano a fondamento del proprio programma la scelta della nonviolenza. Sapendo che essa e' lotta, la piu' ardua e la piu' necessaria, contro tutte le violenze e le menzogne, contro tutte le oppressioni e le vilta'.

Questo oggi occorre, piu' ancora del pane.

 

7. UNA LETTERA ALL'ASSESSORE ALLA CULTURA DELLA REGIONE LAZIO

 

Egregio Assessore alla Cultura della Regione Lazio,

le scriviamo per segnalarle che la realizzazione a Viterbo di un mega-aeroporto per voli low cost del turismo "mordi e fuggi", assurdamente caldeggiata dal Presidente della Regione Lazio e successivamente insensatamente avallata dal Consiglio Regionale, costituisce uno scempio di fondamentali beni naturalistici e storico-culturali, e un grave danno per la vocazione dell'Alto Lazio ad essere territorio che protegge e valorizza le straordinarie emergenze culturali e naturalistiche, archeologiche ed artistiche, che si trovano in un territorio cosi' ricco di natura, storia, cultura.

*

Il progetto del mega-aeroporto impatta su un'area di immenso valore naturale e culturale, oscenamente devastandola.

Il progetto del mega-aeroporto e' interno a - e veicola - un modello di mobilita' e un modello di sviluppo superinquinanti, predatori e distruttivi, antidemocratici, antieconomici e "di servitu'", che hanno gia' provocato danni immensi ed irreparabili al territorio e alle comunita' locali.

Il progetto del mega-aeroporto e' di enorme nocivita' per la salute e la sicurezza dei cittadini.

Il progetto del mega-aeroporto sperpera ingentissime risorse finanziarie del pubblico erario, risorse che dovrebbero essere utilizzate al servizio della popolazione e non contro di essa.

Il progetto del mega-aeroporto e' privo delle verifiche e quindi dei requisiti previsti dalla vigente legislazione in materia di Valutazione d'impatto ambientale, di Valutazione ambientale strategica, di Valutazione d'impatto sulla salute.

Il progetto del mega-aeroporto contrasta radicalmente con quanto realmente occorre per l'Alto Lazio: difesa e valorizzazione dei beni ambientali e culturali, promozione delle autentiche vocazioni produttive del territorio (agricoltura ed artigianato di qualita', termalismo, turismo responsabile, ricerca ed alta formazione).

*

Informandola delle reali devastanti conseguenze dell'opera sollecitiamo un suo intervento particolarmente - in considerazione delle sue specifiche competenze istituzionali - in difesa dei beni ambientali e culturali del territorio viterbese; e sollecitiamo quindi un suo impegno affinche' la Giunta Regionale ed il Consiglio Regionale del Lazio riflettano sulla situazione e decidano di assumere un impegno in difesa dei diritti dei cittadini, in difesa dell'ambiente e della salute, in difesa della legalita' e della democrazia: un impegno contro la realizzazione del devastante mega-aeroporto a Viterbo.

*

Alla presente alleghiamo, per opportuna conoscenza, le lettere a suo tempo inviate da rappresentanti del movimento che si oppone al devastante mega-aeroporto e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo rispettivamente al Ministro dei Trasporti, al Ministro dell'Ambiente, al Ministro dei Beni Culturali; aggiungiamo altresi' un appello al mondo della cultura in difesa del Bulicame - l'area termale che costituisce una delle piu' straordinarie ricchezze ambientali, culturali, terapeutiche dell'Alto Lazio, ed e' uno dei simboli della citta' di Viterbo, che verrebbe devastata dalla realizzazione del mega-aeroporto.

Restando a disposizione per ogni ulteriore opportuno chiarimento, ed in attesa di un sollecito riscontro e di un tempestivo intervento, voglia gradire distinti saluti.

la portavoce del Comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, Antonella Litta

il responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, Peppe Sini

Viterbo, 3 gennaio 2008

*

Allegato 1. Lettera al Ministro dei Trasporti dell'8 settembre 2007

Egregio Ministro,

le scriviamo come cittadini residenti nel viterbese e come rappresentanti di movimenti e strutture che si impegnano in difesa dell'ambiente, della qualita' della vita, della civile convivenza, della legalita', dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Siamo molto preoccupati della prospettiva che a Viterbo si realizzi un aeroporto per voli low cost come terzo polo aeroportuale laziale e ci sembra necessario informarla che l'eventuale realizzazione di questa grande opera avrebbe conseguenze disastrose.

Ma procediamo per ordine.

*

1. Ridurre e non incrementare il trasporto aereo

Da tempo si sente parlare del progetto di incrementare anziche' ridurre il trasporto aereo e le basi aeroportuali ad esso intese nel territorio laziale.

Crediamo che sia un grave errore: il trasporto aereo deve essere ridotto e non aumentato:

- deve essere ridotto perche' contribuisce notevolmente al surriscaldamento del clima, la piu' grave emergenza ambientale planetaria che occorre fronteggiare con urgenti ed energici provvedimenti;

- deve essere ridotto perche' fortemente inquinante e dannoso per la salute, sia per l'inquinamento provocato dalle emissioni nocive, sia per l'inquinamento acustico delle aree nelle vicinanze degli aeroporti;

- deve essere ridotto perche' insostenibilmente energivoro, incomparabilmente piu' di altre forme di mobilita';

- deve essere ridotto perche' antieconomico, ed assai costoso per il pubblico erario che lo sostiene fortemente sia con finanziamenti diretti sia concedendo alle compagnie aeree agevolazioni e fin esenzioni fiscali semplicemente scandalose.

Ricapitolando: deve essere ridotto perche' e' necessario limitare i danni che provoca alla biosfera, agli ecosistemi locali, alle persone, all'economia e alle finanze dello stato.

*

2. Un disastro ecologico, sanitario ed economico a Viterbo

La proposta di realizzare a Viterbo un aeroporto per voli low cost per il turismo "mordi e  fuggi" per Roma e' semplicemente insensata:

- perche' anche se si realizzasse a Viterbo l'infrastruttura a tal fine, poi da Viterbo per Roma sarebbe necessario un viaggio in treno di due ore - dato che una classe politica ed amministrativa a dir poco evidentemente inadeguata si e' nel corso degli anni disinteressata della rete ferroviaria, col risultato che la linea Civitavecchia-Capranica-Orte e' chiusa, e tanto quella Viterbo-Orte quanto quella Viterbo-Capranica-Roma hanno tempi di percorrenza biblici;

- perche' devasterebbe col suo impatto un'area di grande pregio ambientale, storico, culturale, sociale ed economico: l'area delle terme e del Bulicame che costituisce per Viterbo un irrinunciabile elemento di identita' storico-culturale e un fondamentale bene ambientale e socio-economico;

- perche' colpirebbe interi popolosi quartieri della citta' con un inquinamento acustico gravissimo tale da rendere invivibile la quotidianita' di decine di migliaia di residenti;

- perche' danneggerebbe irreversibilmente i beni culturali e ambientali e le vocazioni produttive del viterbese e la qualita' della vita di molti cittadini che vi abitano;

- perche' provocherebbe un ulteriore aggravamento dell'aggressione al territorio altolaziale da parte di un devastante modello di sviluppo fondato sulle servitu' e la speculazione: l'alto Lazio ha gia' subito e subisce le nocive, pesanti conseguenze di servitu' energetiche e militari, di grandi opere insensate, di speculazioni edilizie dissennate, di discariche illegali, della penetrazione dei poteri criminali a questi "affari" connessa.

*

3. Per Viterbo

Viterbo ha bisogno di ben altro:

- ha bisogno di un deciso potenziamento delle ferrovie per i pendolari e per il commercio: affinche' sia finalmente garantito un adeguato collegamento tra Viterbo e Civitavecchia, Viterbo e Orte, Viterbo e Roma;

- ha bisogno della difesa e valorizzazione dei beni ambientali e culturali;

- ha bisogno di sostegno alle sue reali vocazioni produttive: l'agricoltura di qualita', il turismo di qualita', il termalismo sociale, l'alta formazione e la ricerca in campo agrario, forestale, ambientale, archeologico, storico e artistico.

*

4. Ma anche per Frosinone e per Latina

Ma non sono accettabili neanche le ipotesi di realizzare a Frosinone o a Latina il cosiddetto "terzo polo aeroportuale del Lazio" per il turismo low cost "mordi e fuggi" diretto a Roma.

In ambedue i siti indicati da proponenti avventati e' evidente infatti che sussistono rilevanti elementi ostativi che naturalmente non e' questa la sede per illustrare, sia pur riassuntivamente.

*

5. Per Ciampino

E' necessario e urgente dal nostro punto di vista ridurre il trasporto aereo, anche ed in primo luogo per rendere meno invivibile la situazione di gravissimo danno che tuttora subisce la popolazione di Ciampino e delle aree limitrofe: una situazione inammissibile, ampiamente documentata sotto ogni profilo; ed ai cittadini di Campino va naturalmente la nostra piena solidarieta', e il nostro pieno sostegno alle loro legittime richieste.

*

6. Rinunciare al terzo polo aeroportuale laziale

Si tratta quindi, a nostro parere, di rinunciare ad inseguire il sogno di una proliferazione di aeroporti; di rinunciare a incentivare un turismo "mordi e fuggi" consumista, antieducativo e dagli effetti distruttivi; e di promuovere invece una mobilita' adeguata, un turismo consapevole e responsabile, accessibile a tutti, coerente con le finalita' di apprezzare i beni culturali e ambientali e di fare esperienze umane significative.

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7. Tutelare i lavoratori

Non solo: le segnaliamo anche che - come e' ampiamente documentato - le compagnie low cost sovente hanno condotte antisindacali, e che quindi deve essere preoccupazione dei pubblici poteri tutelare i diritti dei lavoratori e garantire l'osservanza delle leggi.

La condotta antisindacale di talune compagnie low cost rivela anche come esse non promuovano occupazione stabile e qualificata, ma forme di precariato e di lavoro sottoposto a meccanismi di pressione ai limiti del ricatto.

*

8. Rispettare la legge

Le chiediamo di impedire che si realizzi un mega-aeroporto in assenza del pieno espletamento della Valutazione d'impatto ambientale cosi' come previsto dalla legislazione vigente.

Non e' stata fin qui mai resa di pubblico dominio una progettualita' adeguata, complessiva, ostensibile, sulla quale potesse esercitarsi quella procedura che la normativa sulla Valutazione d'impatto ambientale esplicitamente prevede.

Non vorremmo che in questa vicenda si procedesse a colpi di "fatti compiuti" o col classico squallido metodo di eludere un esame complessivo fingendo che si procede solo a parziali interventi che nell'insieme configurano una grande opera ma che singola realizzazione per singola realizzazione possono apparire come opere non rilevanti e quindi non rientranti nei vincoli legislativi che alle grandi opere sono posti.

Le chiediamo di far rispettare le leggi a tutela dell'ambiente, dei beni culturali, della salute e dei diritti dei cittadini; le procedure amministrative e i vincoli urbanistici e territoriali; la normativa locale, nazionale ed europea.

Le chiediamo di vigilare e di essere inflessibile nel far valere l'obbligo del pieno rispetto della legge e nel contrastare ogni eventuale illecito affarismo e ogni eventuale operazione speculativa che possa essersi data o essere in divenire.

Le chiediamo altresi' una verifica sugli atti gia' compiuti dagli enti locali, sui finanziamenti eventualmente gia' stanziati, o anche erogati, o addirittura utilizzati per opere connesse alla realizzazione di un aeroporto per voli low cost per il quale a tutt'oggi manca finanche un'adeguata progettazione e un'adeguata verifica di compatibilita' con quanto dalle leggi disposto.

*

9. Significative adesioni al nostro appello

Le segnaliamo infine che all'appello promosso dal Comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo sono gia' pervenute numerosissime dichiarazioni di attenzione, sostegno e adesione, tra cui quelle graditissime del magistrato Ferdinando Imposimato; di scienziati come Angelo Baracca, Virginio Bettini, Giorgio Cortellessa, Marcello Cini, Giorgio Nebbia; di altri cattedratici universitari come Rocco Altieri, Andrea Canevaro, Domenico Jervolino, Raffaele Mantegazza, Arnaldo Nesti, Luigi Piccioni, Giuliano Pontara, Elena Pulcini, Silvia Vegetti Finzi; di scrittrici e saggiste come Dacia Maraini e Lea Melandri; di intellettuali come Giancarla Codrignani, Enrico Peyretti, Bruno Segre, Renato Solmi; di personalita' della vita civile e dell'impegno sociale ed educativo come Marinella Correggia, Pasquale Iannamorelli, Daniele Lugli, Luigi Malabarba, Anna Puglisi, Umberto Santino, Mao Valpiana, e ancora di vari parlamentari europei, senatori e deputati al parlamento italiano, consiglieri regionali del Lazio.

*

10. Una richiesta di incontro

Siamo infine a chiederle un incontro per poterle meglio illustrare quanto succintamente descritto nella presente lettera.

*

Restiamo a sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento e confidiamo nella possibilita' di incontrarla al piu' presto.

Ringraziandola per l'attenzione, voglia gradire cordiali saluti ed auguri di buon lavoro,

Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone all'aroporto di Viterbo

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo

Viterbo, 8 settembre 2007

*

Allegato 2. Lettera al Ministro dell'Ambiente del 22 settembre 2007

Egregio Ministro dell'Ambiente,

le scriviamo a nome di molti cittadini e del Comitato che si oppone alla realizzazione a Viterbo di un mega-aeroporto per voli low cost, opera che avrebbe un devastante impatto sull'ambiente, sulla salute delle persone, su fondamentali beni culturali e sociali, su rilevanti elementi dell'economia locale.

Peraltro nel suo intervento alla recente Conferenza nazionale sui mutamenti climatici svoltasi presso la Fao a Roma lei ha riconosciuto la gravita' del fenomeno del surriscaldamento del clima e come ad esso contribuiscano fortemente gli effetti di particolari attivita' umane, ed ha messo in evidenza l'assoluta necessita' di interventi urgenti, concreti, drastici.

Tra questi interventi non puo' non esserci la riduzione del trasporto aereo, che contribuisce all'effetto serra in misura considerevole.

Le segnaliamo quindi le questioni di cui ci stiamo occupando come cittadini, associazioni e comitato che si oppone sia all'aeroporto di Viterbo, sia piu' in generale all'ipotesi di un terzo polo aeroportuale nel Lazio (quale che sia la sua collocazione geografica), e che si impegna per una immediata drastica riduzione del trasporto aereo, ed in particolare per l'immediata diminuzione dei voli afferenti allo scalo di Ciampino; questioni su cui chiediamo un suo autorevole, energico, tempestivo intervento; questioni che per piu' versi chiamano in causa specifiche competenze che afferiscono anche al suo ministero.

*

1. Ridurre il trasporto aereo, non aumentare gli aeroporti

In primo luogo evidenziamo come la riduzione del trasporto aereo sia una urgente necessita'. Lei dispone di tutti i dati che lo dimostrano inoppugnabilmente, dati che quindi non e' necessario ripetere qui.

*

2. Liberare Ciampino senza creare altre Ciampino

E' possibile, doveroso, necessario ed urgente liberare la popolazione di Ciampino almeno da una parte - a suo tempo autorevoli rappresentanti istituzionali si impegnarono per un terzo - dell'ingente e assai nocivo traffico aereo che li' fa scalo: semplicemente riducendo i voli. E' una richiesta alla quale ci associamo con piena convinzione.

Al contempo segnaliamo quanto sarebbe assurdo se invece di ridurre i voli per liberare Ciampino da un volume di traffico semplicemente intollerabile, si intendesse creare altre Ciampino per favorire un ulteriore incremento del volume del trasporto aereo: con questa logica si andrebbe verso una sicura catastrofe generalizzata.

Occorre imporre una drastica riduzione dei voli, ed occorre innanzitutto cessare di finanziare con ingenti fondi pubblici le compagnie aeree.

*

3. La dissennata proposta di un mega-aeroporto a Viterbo

La proposta, sostenuta da una lobby che in sede locale fa capo all'estrema destra viterbese, di realizzare a Viterbo un mega-aeroporto per voli low cost finalizzati al turismo "mordi e fuggi" diretto a Roma, se trovasse realizzazione avrebbe conseguenze nefaste per Viterbo e l'alto Lazio. Vediamone alcune in dettaglio - sia pure elencandole solo per titoli:

3.1. Il sedime aeroportuale che si vorrebbe ingigantire quanto a dimensioni e a volume di traffico per realizzare il mega-aeroporto si trova praticamente nell'area termale del Bulicame, una delle principali risorse ambientali, storiche, culturali, sociali ed economiche di Viterbo: la realizzazione del mega-aeroporto implicherebbe il disastro dell'area termale, del termalismo, della fruizione del fondamentale bene storico-culturale e terapeutico-sociale del Bulicame.

3.2. L'inquinamento atmosferico, con particolar riferimento alle polveri sottili, colpirebbe una vasta zona, producendo un danno ambientale, sanitario ed economico ingente, considerando anche il particolar valore ed uso dell'area termale che piu' gravemente ne sarebbe investita e la prossimita' della citta'.

3.3. Interi quartieri della citta' sarebbero devastati dall'inquinamento acustico degli aerei in fase di manovra a bassa quota: migliaia e migliaia di persone subirebbero un'aggressione violentissima alla loro salute, al loro riposo, al loro benessere.

3.4. Ne conseguirebbe altresi' un forte deprezzamento di immobili ed esercizi, ovvero gravi danni all'economia locale.

3.5. Entrerebbe altresi' in crisi l'intero sistema infrastrutturale della viabilita' del viterbese, gia' inadeguata all'attuale volume di traffico ferroviario e stradale, con conseguenze prevedibilmente gravissime.

3.6. Trattandosi di un'opera al servizio del turismo per Roma, per il viterbese sarebbe un'ennesima penalizzazione, un'ennesima servitu' nociva, un'ennesima denegazione dei legittimi interessi locali, un'ennesima "grande opera" che ostacola la possibilita' di un sviluppo autocentrato con tecnologie appropriate, e che quindi impoverirebbe ancor piu' l'alto Lazio.

3.7. Manca del tutto la Valutazione d'impatto ambientale. E da parte di alcuni fautori dell'opera a piu' riprese si e' esplicitamente protervamente dichiarato che si intenderebbe addirittura non tener conto di questo obbligo di legge.

3.8. Studiosi da molti anni impegnati nella denuncia dell'economia illegale e della politica corrotta segnalano la possibilita' che si sia in presenza di possibili intrecci politico-affaristici non trasparenti.

3.9. L'Alto Lazio e' gia' gravato dalle emissioni inquinanti del polo energetico Civitavecchia-Montalto: un ulteriore pesantissimo aggravamento dell'inquinamento atmosferico (come quello provocato da un mega-aeroporto come quello prospettato) e' del tutto inammissibile.

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4. L'Alto Lazio ha bisogno di ben altro

Quanto alla mobilita' l'Alto Lazio ha bisogno innanzitutto di un reale potenziamento delle ferrovie: della riapertura della linea Civitavecchia-Capranica-Orte (da decenni assurdamente dismessa), del potenziamento della Viterbo-Orte e del raddoppio della Viterbo-Roma (due tratte che hanno attualmente tempi di percorrenza incredibili).

Quanto al modello di sviluppo l'Alto Lazio ha bisogno della difesa e della valorizzazione dei beni ambientali e culturali di cui e' ricco, e del sostegno alle sue reali vocazioni produttive: dall'agricoltura di qualita' al turismo di qualita', dal termalismo all'alta formazione.

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5. Cessare di finanziare con i soldi pubblici le compagnie aeree

Occorre altresi' che cessi il grande inganno sul trasporto aereo: occorre che si sappia quanto esso sia energivoro ed antieconomico, occorre che si conoscano le esatte dimensioni dell'effettivo danno pubblico da esso prodotto in termini di denaro, diritti, salute.

Lei sicuramente gia' conoscera' una importante proposta che viene dalla Provincia di Bolzano: per iniziativa di cittadini sensibili e preoccupati si svolgera' cola' un referendum non solo contro l'ampliamento dell'aeroporto ma anche affinche' gli enti pubblici cessino di finanziare le imprese che sul trasporto aereo speculano ricavando ingenti profitti dal gigantesco esborso di fondi pubblici a loro esclusivo vantaggio.

Le pubbliche risorse, i fondi dell'erario, siano usati a beneficio di tutti i cittadini e non di ristrette oligarchie che provocano gravi danni ai beni comuni, al pubblico interesse, ai diritti di tutti.

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6. Questioni globali

La ragionevole richiesta di ridurre il trasporto aereo si fonda su una corretta valutazione della necessita' e dell'urgenza di difendere la biosfera, di riconoscere e tutelare fondamentali diritti umani, di promuovere la democrazia, di adottare nelle decisioni che tutti riguardano il principio di responsabilita'.

Sono temi su cui lei si e' soffermato ampiamente nella sua relazione alla Conferenza nazionale sui mutamenti climatici di non molti giorni fa e quindi non occorre ripeterne qui le profonde e decisive implicazioni, bastera' averli ricordati.

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7. Prestigiosi sostegni alla nostra iniziativa

Alla nostra iniziativa contro il terzo polo aeroportuale, per la riduzione del trasporto aereo e in difesa dell'ambiente, della salute dei cittadini, dei reali beni e delle reali vocazioni del territorio sono gia' pervenute molte autorevolissime adesioni e sostegni.

Bastera' ricordare la solidarieta' di una illustre figura delle istituzioni come il magistrato Ferdinando Imposimato; la solidarieta' di scienziati dal prestigio internazionale come Angelo Baracca, Virginio Bettini, Marcello Cini, Giorgio Cortellessa, Giorgio Nebbia; la solidarieta' di dieci parlamentari europei: Vittorio Agnoletto, Vincenzo Aita, Giovanni Berlinguer, Giusto Catania, Giulietto Chiesa, Claudio Fava, Monica Frassoni, Sepp Kusstatscher, Roberto Musacchio, Pasqualina Napoletano; la solidarieta' di illustri personalita' della cultura e della vita civile come i cattedratici universitari Rocco Altieri, Anna Bravo, Andrea Canevaro, Andrea Cozzo, Giovanna Fiume, Domenico Jervolino, Fulvio Cesare Manara, Raffaele Mantegazza, Arnaldo Nesti, Luigi Piccioni, Giuliano Pontara, Elena Pulcini, Claudio Riolo, Annamaria Rivera, Sergio Tanzarella, Silvia Vegetti Finzi; e di scrittrici e saggiste come Dacia Maraini, Lea Melandri; di intellettuali come Maria D'Asaro, Franco Barbero, Valeria Borgia, Augusto Cavadi, Chiara Cavallaro, Giancarla Codrignani, Paola Del Zoppo, Francesco De Notaris,  Maria G. Di Rienzo, Daniele Gallo, Pupa Garribba, Giorgio Giannini, Angela Giuffrida, Letizia Lanza, Elena Liotta, Paola Mancinelli, Attilio Mangano, Enzo Mazzi, Sara Michieletto, Elena Monguzzi, Daniela Musumeci, Diana Napoli, Nadia Neri, Helene Paraskeva', Sergio Paronetto, Francesco Pistolato, Enrico Peyretti, Tiziana Plebani, Giovanna Providenti, Elio Rindone, Brunetto Salvarani, Bruno Segre, Paola Sessa, Renato Solmi, Giuseppe Tacconi; di personalita' dell'impegno civile, sociale ed educativo come Normanna Albertini, Giacomo Alessandroni, Alessandro Ambrosin, Luciano Benini, Norma Bertullacelli, Carla Biavati, Liliana Boranga, Adriana Bottini, Elena Buccoliero, Paolo Buffoni, Giuseppe Burgio, Elisabetta Caravati, Tiziano Cardosi, Giovanni Colombo, Marinella Correggia, Leila Lisa D'Angelo, Riccardo Dello Sbarba, Emilio De Paolis, Gabriele De Veris, Osvaldo Ercoli, Giuliano Falco, Carlo Ferraris, Agnese Ginocchio, Dario Giocondi, Carlo Gubitosa, Pasquale Iannamorelli, Floriana Lipparini, Francesco Lo Cascio, Daniele Lugli, Luigi Malabarba, Giovanni Mandorino, Nello Margiotta, Carla Mariani, Gian Marco Martignoni, Luca Martinelli, Raffaella Mendolia, Michele Meomartino, Carmine Miccoli, Maddalena Micotti, Luisa Mondo, Adriano Moratto, Beppe Pavan, Paola Pavese, Strato Petrucci, Enzo Piffer, Luciano Polverari, Anna Puglisi, Piercarlo Racca, Fabio Ragaini, Silvana Sacchi, Luca Salvi, Antonia Sani, Umberto Santino, Giovanni Sarubbi, Eugenio Scardaccione, Anna Schgraffer, Silvano Tartarini, Amedeo Tosi, Mao Valpiana, Claudio Vedovelli, Marcello Vigli, Giulio Vittorangeli. del sottosegretario Paolo Cento; di senatori e deputati al parlamento italiano come Maurizio Acerbo, Paolo Cacciari, Giovanna Capelli, Haidi Giuliani, Lidia Menapace, Gianpaolo Silvestri, Gino Sperandio, Tiziana Valpiana; di consiglieri regionali del Lazio come Roberto Alagna, Anna Pizzo; di numerosissime persone del viterbese, tra cui autorevolissime figure delle istituzioni e della vita civile locale.

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8. Agire subito

Occorre agire subito per impedire questo ennesimo dissennato scempio. La minaccia e' grave e incombente.

*

9. Cosa le chiediamo

Egregio Ministro dell'Ambiente,

Alcuni degli interventi opportuni e necessari sono anche di sua competenza.

Confidiamo che lei prendera' in seria considerazione questa segnalazione e vorra' impegnarsi al fine di difendere l'ambiente, la salute delle persone, il territorio, i diritti di tutti e la legalita' minacciati da un'opera sciagurata e insensata.

La preghiamo di voler esercitare il suo ruolo di titolare del dicastero preposto alla difesa dell'ambiente e di vigilare afffinche' non si violino le leggi a tutela dell'ambiente e della salute.

*

10. Una richiesta d'incontro

Egregio Ministro,

le saremmo altresi' grati di un cenno di riscontro alla presente e della disponibilita' ad un incontro per poterle illustrare in modo piu' approfondito quanto in questa lettera soltanto enunciato.

Voglia gradire distinti saluti,

la portavoce del Comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, Antonella Litta

il responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, Peppe Sini

Viterbo, 22 settembre 2007

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Allegato 3. Lettera al Ministro dei Beni Culturali del 26 settembre 2007

Egregio Ministro dei Beni Culturali,

le scriviamo come comitato che si oppone alla realizzazione a Viterbo di un mega-aeroporto per voli low cost che avrebbe conseguenze devastanti per rilevanti beni culturali, ambientali, sociali ed economici della citta' e della provincia di Viterbo.

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In particolare segnaliamo a lei, nella sua qualita' di Ministro dei Beni Culturali, che l'aeroporto sarebbe collocato nel cuore dell'area termale di Viterbo, un'area di rilevante valore naturalistico, storico, culturale, sociale ed economico, e provocherebbe quindi un danno enorme ad uno dei principali beni, a duna delle principali risorse del viterbese.

A questo si aggiunge che l'opera provocherebbe un inquinamento atmosferico ed un inquinamento acustico gravissimi che danneggerebbero consistentemente i beni ambientali, la salute e la qualita' della vita della popolazione locale, il termalismo e il turismo nel viterbese.

Inoltre manca del tutto la Valutazione d'impatto ambientale, obbligatoria per legge.

*

Le segnaliamo anche che le nostre preoccupazioni e il nostro appello sono condivisi da prestigiose personalita' istituzionali, illustri scienziati e cattedratici, autorevolissme personalita' della cultura, come ad esempio: il magistrato Ferdinando Imposimato; scienziati come Angelo Baracca, Virginio Bettini, Marcello Cini, Giorgio Cortellessa, Giorgio Nebbia; cattedratici universitari come Rocco Altieri, Anna Bravo, Andrea Canevaro, Andrea Cozzo, Giovanna Fiume, Domenico Jervolino, Fulvio Cesare Manara, Raffaele Mantegazza, Arnaldo Nesti, Luigi Piccioni, Giuliano Pontara, Elena Pulcini, Claudio Riolo, Annamaria Rivera, Sergio Tanzarella, Silvia Vegetti Finzi; scrittrici e saggiste come Dacia Maraini, Lea Melandri; intellettuali come Franco Barbero, Augusto Cavadi, Giancarla Codrignani, Francesco De Notaris, Pasquale Iannamorelli, Daniele Lugli, Attilio Mangano, Enzo Mazzi, Enrico Peyretti, Tiziana Plebani, Giovanna Providenti, Anna Puglisi, Brunetto Salvarani, Umberto Santino, Bruno Segre, Renato Solmi, Mao Valpiana, Marcello Vigli; parlamentari europei come Giovanni Berlinguer, Giulietto Chiesa, Claudio Fava, Monica Frassoni, Pasqualina Napoletano.

*

Ulteriori elementi di opportuna riflessione abbiamo altresi' proposto in missive che in questi giorni abbiamo inviato ai suoi colleghi il Ministro dei Trasporti e il Ministro dell'Ambiente, ad esse la rinviamo, allegandole per opportuna conoscenza in calce alla presente.

Ringraziandola fin d'ora per l'attenzione, e certi che vorra' adoperarsi per difendere i rilevanti beni culturali - e particolarmente l'area termale del Bulicame - minacciati dalla devastante opera, siamo altresi' a richiederle un incontro al fine di piu' approfonditamente illustrarle le nostre preoccupazioni e fornirle tutti gli elementi di informazione ed analisi di cui avesse bisogno.

Rinviando per ulteriori informazioni al sito del nostro comitato www.coipiediperterra.org e restando a sua disposizione, voglia gradire distinti saluti,

professor Alessandro Pizzi

per il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo

Viterbo, 26 settembre 2007

*

Allegato 4. Un appello al mondo della cultura ed a tutti i cittadini viterbesi in difesa del Bulicame

"Quale del Bulicame esce ruscello"

(Dante, Inferno, canto XIV, v. 79)

L'area termale di Viterbo, l'area del Bulicame, un bene ambientale, storico, culturale, terapeutico, sociale ed economico di straordinario pregio, e' in pericolo.

L'intenzione di realizzare in quell'area un mega-aeroporto per voli low-cost avrebbe un impatto devastante su di essa: sulla tutela, sulla valorizzazione e sulla fruizione di essa.

Difendiamo l'area del Bulicame.

Difendiamo la natura, la storia e la cultura di Viterbo.

Difendiamo i diritti di tutti dall'assalto degli speculatori.

Si' alla difesa del Bulicame.

No al mega-aeroporto distruttivo, inquinante, nocivo.

Facciamo appello a tutte le persone che amano Viterbo, la sua natura, la sua storia, i suoi monumenti, affinche' sia fermato lo scempio voluto dai nuovi barbari.

Osvaldo Ercoli, viterbese

Peppe Sini, viterbese

Viterbo, 8 novembre 2007

 

8. STANISLAO ARDITI E OLIVIERO LORELLI: NE' QUATTRO, NE' UNA

 

Se ci fossero in parlamento quattro persone amiche della nonviolenza, il quotidiano della nonviolenza esisterebbe gia': sarebbe gia' nelle edicole, nelle rassegne-stampa, nelle bacheche sui luoghi di lavoro e per le strade, nelle scuole e nelle case (ed anche nella rete telematica, certo).

Ma in parlamento non c'e' neppure una sola persona amica della nonviolenza.

Se vogliamo lavorare per la nonviolenza, cominciamo almeno col dire la verita'. Chi e' complice della guerra terrorista e stragista, chi e' complice del riarmo genocida, non e' una persona amica della nonviolenza.

 

9. SIMPLICIO DECHECCO: QUANDO

 

Quando la Germania entra in guerra, Rosa Luxemburg si oppone risolutamente, e finisce in prigione.

L'Italia e' in guerra in Afghanistan, una guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista, illegale e criminale tanto per il diritto internazionale quanto per la Costituzione italiana.

Rosa Luxemburg non avrebbe esitato a prender posizione.

 

10. ENTRANDO NEL CONCRETO, LE FORTISSIME RAGIONI DELL'OPPOSIZIONE AL DISASTROSO MEGA-AEROPORTO A VITERBO

 

La scelta del Ministro dei Trasporti di indicare Viterbo come sede di un nuovo mega-aeroporto non solo non ha chiuso la questione, ma - al contrario - l'ha resa finalmente concreta, cosicche' i propagandisti di questa opera disastrosa non possono piu' continuare a fare chiacchiere astratte su quanto sia bello volare, ma devono scendere nel concreto, nel pratico.

*

E quando si va nel concreto, nel pratico, le nostre ragioni di opposizione a questa opera sono fortissime e inconfutabili:

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per la salute della popolazione locale, che subira' su una vastissima area l'inquinamento atmosferico particolarmente da polveri sottili, l'inquinamento acustico, e nelle piu'immediate vicinanze anche l'inquinamento elettromagnetico;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per l'ambiente, che verra' ulteriormente devastato ed inquinato;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per rilevantissimi beni culturali, come le grandi emergenze ad un tempo naturalistiche e storico-culturali dell'area piu' direttamente investita dall'impatto dell'opera;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per le autentiche vocazioni produttive del territorio (la valorizzazione dei beni ambientali e culturali, l'agricoltura di qualita', il turismo di qualita', il termalismo, la ricerca e l'alta formazione...), poiche' intensifichera' invece la riduzione ad area di "servitu'" di Viterbo e dell'Alto Lazio;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per la mobilita' altolaziale, gia' ridotta in condizioni pessime; sperperare fondi per un mega-aeroporto per il turismo "mordi e fuggi" per Roma significa in realta' sottrarre finanziamenti pubblici alle vere esigenze della popolazione e del territorio: ovvero il potenziamento delle ferrovie che subiscono un pluridecennale abbandono (migliorando i peggio che inadeguati collegamenti con Orte, Civitavecchia e Roma) e il miglioramento della malconcia viabilita' locale;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per la biosfera, poiche' il trasporto aereo e' gia' tra le principali cause del surriscaldamento climatico che sta portando la biosfera al collasso e costituisce la prima e piu' tragica emergenza ambientale globale, ed ogni incremento del trasporto aereo e' quindi un passo verso la catastrofe planetaria: occorre ridurre immediatamente e drasticamente il trasporto aereo, non accrescerlo;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per il pubblico erario, poiche' esso implica un immenso sperpero di soldi pubblici, soldi oltretutto usati scelleratamente per fare del male ai cittadini, alla comunita', al territorio; soldi sprecati a fine di male comune, quando invece essendo i soldi di tutti dovrebbero essere usati a vantaggio di tutti;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per la sicurezza e la legalita'; una voce istituzionale autorevole come quella del Prefetto di Viterbo ha lanciato alcuni giorni fa un allarme preciso cosi' riassunto dalla stampa: "L'aeroporto rischia di portare la mafia".

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E queste sono solo alcune delle conseguenze pratiche della realizzazione del mega-aeroporto, conseguenze assolutamente nocive, conseguenze che nessuno puo' ignorare, conseguenze che la scandalosa e dissennata propaganda della lobby politico-affaristica che vuole speculare sulla "grande opera" non potra' riuscire a nascondere ancora a lungo.

Infine, la realizzazione del mega-aeroporto e' del tutto priva delle verifiche e quindi dei requisiti richiesti dalla legislazione in vigore in materia di Valutazione d'impatto ambientale (in sigla: Via), Valutazione ambientale strategica (Vas), Valutazione d'impatto sulla salute (Vis).

*

Come si vede, quando si va sul concreto, quando si scende nel pratico, quando finalmente si affronta la realta', e' del tutto evidente che il mega-aeroporto per Viterbo costituisce un disastro e che ci sono sia ottime ragioni sia adeguati strumenti anche di carattere amministrativo e normativo per impedire questa sciagura.

 

11. IL CRIMINE, L'INFAMIA

 

Non c'e' bisogno di essere persone amiche della nonviolenza per sapere che alle stragi occorre opporsi.

Non c'e' bisogno di essere persone amiche della nonviolenza per sapere che la guerra consiste di omicidi.

Non c'e' bisogno di essere persone amiche della nonviolenza per sapere che la partecipazione italiana alla guerra terrorista e stragista in Afghanistan viola l'articolo 11 della Costituzione, e chi ha votato per la guerra e' quindi un criminale, uno stragista, un golpista.

Non c'e' bisogno di essere persone amiche della nonviolenza per sapere che chi non si oppone alla guerra ne e' complice.

*

Non c'e' bisogno di essere persone amiche della nonviolenza per sapere che tutti i rappresentanti del popolo italiano che siedono nelle istituzioni sono tenuti a rispettare la Costituzione.

Non c'e' bisogno di essere persone amiche della nonviolenza per sapere che nulla giustifica un assassinio, e votare e finanziare la guerra significa approvare e sostenere innumerevoli assassinii.

*

Trovo quindi vieppiu' scandaloso che vi siano persone ed organizzazioni che pretendono di proclamarsi "nonviolente" e che non si oppongono alla guerra in corso, ed anzi se ne sono fatte giustificatrici, propagandiste, sostenitrici.

 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

Numero 700 del 27 settembre 2012

 

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