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Coi piedi per terra. 701



 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 701 del 28 settembre 2012

 

In questo numero:

1. Alcuni testi del mese di gennaio 2008 (parte seconda)

2. Un po' per celia e un po' per non morir

3. ... Due registi

4. Quale sorpresa?

5. L'anno scorso a Zimmerwald

6. Il lavoro che uccide

7. Della necessita' e dell'urgenza di costruire un'alternativa al regime della corruzione

8. Frattanto in Afghanistan

9. Stanislao Arditi e Oliviero Lorelli: Le penultime lettere

10. Una guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista, cui l'Italia sta partecipando in violazione del diritto internazionale e della legalita' costituzionale

11. Invito alla riunione del comitato che si tiene oggi

12. L'Italia in guerra, l'Italia nella coalizione terrorista e stragista

 

1. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI GENNAIO 2008 (PARTE SECONDA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di gennaio 2008.

 

2. UN PO' PER CELIA E UN PO' PER NON MORIR

 

Di tanto in tanto alcuni amici molto cari mi chiedono di ospitare su questo foglio la posizione di chi sostiene, giustifica, propaganda la guerra e la violazione della Costituzione. Rispondo: a sostenere questa posizione ci sono gia' tutti i quotidiani e tutte le televisioni d'Italia. Questo foglio non e' disponibile.

*

Ed aggiungo: Per chi redige e si assume la responsabilita' di questo foglio la partecipazione italiana alla guerra terrorista e stragista in Afghanistan e' un crimine, e i ministri e i parlamentari che hanno ripetutamente votato per essa hanno commesso un crimine, anzi: un duplice crimine: il crimine della guerra che consiste di stragi di vite umane, e il crimine della violazione della Costituzione della Repubblica Italiana, il cui articolo 11 la partecipazione a quella guerra inequivocabilmente proibisce.

*

Questa e' l'opinione di questo foglio e della persona che questo editoriale firma. Puo' non piacere, ma e' questa.

E' la posizione che anche tanta parte della sinistra parlamentare italiana sosteneva - o diceva di sostenere - fino all'aprile del 2006. E' la posizione che tutto il movimento pacifista in Italia sosteneva fino all'estate del 2006. Io la sostengo ancora.

Chi ha cambiato idea e ha deciso di prestare i suoi servigi al partito della guerra e delle stragi e dell'illegalita' non pretenda di avere il nostro plauso. E non pretenda di chiamare nonviolenza la complicita' con i massacri e l'anomia.

*

Comica finale: non e' mancato chi e' arrivato a sostenere che difendere la Costituzione ed opporsi alla guerra sia condotta irresponsabile e peggiore del commettere stragi ed infrangere il fondamento stesso del nostro ordinamento giuridico. Ma ci sembra che questi illustrissimi e colendissimi maestri abbiano davvero esagerano un pocolino, e qui in guisa di pietoso velo cali dunque il sipario.

 

3. ... DUE REGISTI

 

Woody Allen, regista cinematografico americano. Nato a New York nel 1935, all'anagrafe Allan Stewart Konigsberg, attore, commediografo, scrittore; penetrante indagatore di nevrosi personali, relazioni interpersonali e contesti sociali mistificati, fa dell'umorismo un efficace strumento ermeneutico e catartico, e del cinema una sorta di generosa psicoterapia e di esortazione alla mitezza. Opere di Woody Allen: Tra i suoi film segnaliamo particolarmente Zelig (1983), amara e lucida analisi sulla perdita dell'identita' nella societa' di massa e sulla formazione del totalitarismo come "fuga dalla liberta'"; e Crimini e misfatti (1989), una sensibile indagine morale; ma tanti altri suoi film occorrerebbe qui ricordare che hanno reso una persona migliore chiunque li abbia visti. Ricordiamo anche la sua interpretazione ne Il prestanome di Martin Ritt (1976), film sul maccartismo. Allen ha anche pubblicato vari volumi. Segnaliamo anche il libro-intervista curato da Stig Bjorkman, Woody su Allen, Laterza. Opere su Woody Allen: tra le molte cfr. Elio Girlanda, Annamaria Tella, Woody Allen, Il Castoro Cinema, e la citata intervista curata da Stig Bjorkman.

*

Ingmar Bergman, nato ad Uppsala nel 1918, deceduto a Faro nel 2007, drammaturgo e regista cinematografico tra i piu' grandi. Opere di Ingmar Bergman: e' difficile isolare alcuni film piu' rappresentativi della meditazione bergmaniana con riferimento alla morte, al dolore, alla violenza, alla guerra, temi che tramano cosi' profondamente ed angosciosamente l'opera del regista svedese. Ovviamente segnaliamo in particolare Il settimo sigillo (1956), che insieme al Posto delle fragole (1957) ed a Persona (1965) e' per noi il Bergman che forse piu' ci tocca, e La vergogna (1967), che sulla guerra costituisce una meditazione ardua e che convoca lo spettatore ad un piu' profondo indagarsi; ma a nostro parere anche Il volto (1958), che chiama a riflettere non solo sullo sfaldarsi dell'identita', ma anche sui meccanismi sociali dell'esclusione e sulla loro devastante proiezione ed introiezione; Luci d'inverno (1961), e non solo per il personaggio ossessionato dall'atomica cinese; e l'enigmatico e straziante Il silenzio (1962); e ancora, lo straniato inquietante L'uovo del serpente (1976); e ci fermiamo qui prima di citare la filmografia completa. Opere su Ingmar Bergman: una buona introduzione e' quella di Sergio Trasatti, Ingmar Bergman, Il Castoro Cinema.

 

4. QUALE SORPRESA?

 

Per cortesia: che vi siano partiti che sono fondamentalmente delle associazioni a delinquere nessuno lo ignora. Cio' che e' scandaloso e' che a certi personaggi si affidi il governo della cosa pubblica.

Che i crimini vadano puniti, ci sembra il minimo. Cio' che e' scandaloso e' il sempiterno pretendere impunita' da parte dei potenti.

Che il cosiddetto centrosinistra si sia rapidamente berlusconizzato, e' di un'evidenza solare.

*

Che sia necessario affrettarsi a costruire una nuova sinistra fondata sulla scelta della nonviolenza - sulla forza della verita', sull'opposizione alla guerra, sulla difesa della Costituzione, sul riconoscimento di tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani -  ci sembra l'urgenza delle urgenze.

Che il soggetto storico fondamentale nella costruzione della sinistra della nonviolenza siano i movimenti femministi, ci sembra la certezza delle certezze.

Che la sinistra della nonviolenza debba affrettarsi ad entrare nelle istituzioni e governare la cosa pubblica per contrastare il femminicidio, per contrastare il collasso della biosfera, per contrastare la guerra e il razzismo, per contrastare il golpe, per contrastare il modo di produzione dello sfruttamento, per contrastare il regime della corruzione, per contrastare i poteri criminali, ci sembra qui ed ora il dovere dei doveri.

*

Che ogni persona di retto sentire e di volonta' buona sia chiamata ad uscire dall'apatia e dalla rassegnazione, dall'ambiguita' e dalle collusioni.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

5. L'ANNO SCORSO A ZIMMERWALD

 

Quei ministri e quei parlamentari che hanno ripetutamente votato per la partecipazione militare italiana alla guerra terrorista e stragista in Afghanistan.

Quei ministri e quei parlamentari che ripetutamente votando per la partecipazione militare italiana alla guerra terrorista e stragista in Afghanistan hanno ripetutamente violato l'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Quei partiti politici che or non e' guari dicevano di essere contro la guerra, addirittura facendo uso di formule tanto altisonanti quanto poco meditate, e che appena giunti al governo si sono arruolati e votano e votano e votano per mandare ragazzi italiani in divisa a correre il rischio di uccidere e morire in Afghanistan, e votano e votano e votano per la guerra e per le stragi, e votano e votano e votano facendo strame della Costituzione.

*

E quei loro manutengoli e tifosi che giustificano e sostengono chi vota per la guerra e viola la Costituzione, ed arrivano al delirio di dire che chi vota per la guerra e' contro la guerra, chi infrange la Costituzione la difende, cosi' come le streghe di Macbeth cantavano l'ebbra infernale canzone del capovolgimento di tutti i valori.

*

E le moltitudini degli arresi e dei complici. Che per vilta' o per interesse, per corruzione o per obnubilamento chiudono gli occhi, si danno di gomito, parlano d'altro, mentre l'Italia e' in guerra e' in guerra e' in guerra.

*

Di cosa dovremmo parlare se non di questo?

Occorre, e' urgente, costruire un movimento che si oppone alla guerra e al golpe, un movimento che rompa ogni complicita' con lo pseudopacifismo ministeriale e guerriero e con lo pseudopacifismo cialtrone e squadrista (peraltro tra loro contigui); un movimento che faccia la scelta nitida ed intransigente della nonviolenza.

Un movimento che smascheri e denunci e contrasti il delirio e l'infamia di ben tre partiti di governo che si riempiono la bocca della parola "nonviolenza" mentre votano la guerra e le stragi.

Un movimento che si ponga il problema di portare al piu' presto la scelta della nonviolenza, e quindi persone amiche della nonviolenza che per quella scelta si battano, nelle istituzioni.

Un movimento che costruisca dunque anche liste elettorali di una nuova sinistra, la sinistra della nonviolenza, e che si presenti alle elezioni con il preciso programma di opporsi alla guerra e alle stragi, con il programma della nonviolenza.

Ed opporsi alla guerra e alle stragi significa opporsi al femminicidio. Significa opporsi alla devastazione dell'ambiente che sta portando la biosfera al collasso e la civilta' umana alla catastrofe. Significa battersi per i diritti umani di tutti gli esseri umani. Significa un programma socialista e libertario di liberazione dell'umanita', di solidarieta' che ogni essere umano raggiunga, di responsabilita' che tutte le persone interpelli e coinvolga. Significa lotta per inverare i principi fondamentali scritti nella nostra carta costituzionale. Significa scelta di lottare contro ogni violenza, contro ogni menzogna.

*

L'ora e' adesso.

 

6. IL LAVORO CHE UCCIDE

 

Il lavoro che uccide.

Non il lavoro, ma l'organizzazione del lavoro.

E non un'organizzazione neutrale, ma l'organizzazione del lavoro del modo di produzione capitalistico.

La cui massima e': sfrutta finche' puoi. E chi muore muore.

Che e' la stessa massima del modo di produzione schiavistico.

 

7. DELLA NECESSITA' E DELL'URGENZA DI COSTRUIRE UN'ALTERNATIVA AL REGIME DELLA CORRUZIONE

 

A questo oggi tutte le persone amiche della nonviolenza sono chiamate.

Nella catastrofe di un ceto politico tutto andreottizzato, tutto berlusconizzato, e' necessario e urgente rinunciare ad ogni illusione e prepararsi alla lotta.

Occorre costruire subito la sinistra della nonviolenza.

Questa sinistra nella societa' italiana c'e' gia', ma ancora non ha saputo fare due passi indispensabili.

Il primo: uscire dalla subalternita' e decidere di autorappresentarsi nelle istituzioni.

Il secondo: rompere ogni contiguita' con i corrotti e gli squadristi, i totalitari e i patriarcali, i militaristi e gli ecocidi, ed affermare la scelta della nonviolenza come criterio decisivo dell'unica proposta politica adeguata ad affrontare la tragica situazione del mondo ad apertura del XXI secolo.

*

Occorre dir chiaro che la sinistra della nonviolenza non puo' essere rappresentata dai partiti che hanno votato per la guerra.

Occorre dir chiaro che tutti coloro della ex-sinistra al governo che hanno votato per la guerra e tutti coloro che hanno appoggiato questa scelta non sono nostri compagni di lotta, ma nostri avversari.

Occorre dir chiaro che tutti coloro della ex-sinistra al governo che hanno votato per provvedimenti razzisti e tutti coloro che hanno appoggiato questa scelta non sono nostri compagni di lotta, ma nostri avversari.

Occorre dir chiaro che tutti coloro della ex-sinistra al governo che hanno appoggiato ladri di stato e corrotti, corruttori ed eversori dall'alto, non sono nostri compagni di lotta, ma nostri avversari.

Occorre dir chiaro che tutti coloro della ex-sinistra al governo che hanno votato per provvedimenti di devastazione dell'ambiente e tutti coloro che hanno appoggiato questa scelta - mentre il collasso della biosfera e' in corso, e travolgera' l'umanita' intera se non si muta subito modello di sviluppo - non sono nostri compagni di lotta, ma nostri avversari.

Occorre dir chiaro che tutti coloro della ex-sinistra al governo che hanno perpetuato il patriarcato e il maschilismo non sono nostri compagni di lotta, ma nostri avversari.

Occorre dir chiaro che tutti coloro della ex-sinistra al governo che hanno violato la legalita' costituzionale e tutti coloro che hanno appoggiato questa scelta non sono nostri compagni di lotta, ma nostri avversari.

*

La sinistra del femminismo e dell'ecologia, la sinistra dell'opposizione alla guerra e allo sfruttamento, la sinistra antimafia e antifascista, la sinistra della solidarieta' e della responsabilita', la sinistra socialista e libertaria, la sinistra della democrazia e della Costituzione: questa e' la sinistra della nonviolenza che e' chiamata oggi all'impegno di uscire da ogni rassegnazione, di uscire da ogni ambiguita', di proporsi come soggetto politico in grado di governare, di chiamare alla lotta ogni persona di retto sentire, ogni persona di volonta' buona.

La nonviolenza e' matura, e' pronta alla prova. Occorre costruire subito liste elettorali della sinistra della nonviolenza per portare il criterio e le proposte della nonviolenza in tutte le istituzioni democratiche elettive. Il momento e' ora.

 

8. FRATTANTO IN AFGHANISTAN

 

Continua la guerra terrorista e stragista.

Continua la guerra cui l'Italia prende parte in violazione del diritto internazionale e della legalita' costituzionale.

Continua la guerra. Continuano le stragi - le nostre stragi, le stragi della coalizione militare imperialista e razzista di cui l'Italia fa parte. Continua il terrorismo - il nostro terrorismo, il terrorismo della coalizione militare imperialista e razzista di cui l'Italia fa parte.

*

La guerra, le stragi, il terrorismo decisi e votati dal nostro governo, un governo di assassini. La guerra, le stragi, il terrorismo votati e avallati dal nostro parlamento, un parlamento di assassini. La guerra, le stragi, il terrorismo.

 

9. STANISLAO ARDITI E OLIVIERO LORELLI: LE PENULTIME LETTERE

 

Proviamo a dirlo in poche parole.

Alle elezioni politiche del 2006 questo foglio sostenne ovviamente la coalizione del cosiddetto centrosinistra, ma sulla base di un solo argomento: la necessita' suprema di cacciare dal governo la destra eversiva berlusconiana, ovvero la necessita' suprema di difendere la Costituzione democratica, ovvero la necessita' suprema di impedire il trionfo della mafia come metodo e come sistema, la necessita' suprema.

Qualche lettore ci chiese di indicare anche qualche motivo positivo per votare per la coalizione del cosiddetto centrosinistra. Non ne vedevamo alcuno, ma quell'unico motivo di fermare il golpe della destra eversiva bastava e avanzava.

Siamo quindi di quelli che non si facevano alcuna illusione sul ceto politico del cosiddetto centrosinistra. Qualche illusione ci facevamo su alcune singole persone - accecati talvolta da un'antica amicizia -, poi anche quelle caddero.

*

La prova di se' data dal governo, e dalla maggioranza parlamentare che lo sostiene, in questi due anni e' stata peggiore delle peggiori previsioni.

La Costituzione ancora e ancora violentata.

La partecipazione militare alla guerra terrorista e stragista, imperialista e colonialista in Afghanistan che continua.

Il razzismo fatto legge: sono ancora li' i campi di concentramento della legge Turco-Napolitano, poi Bossi-Fini. E la persecuzione dei migranti si e' fatta ancor piu' feroce.

Il riarmo, incessante; la politica estera, sempre piu' militarizzata; addirittura risposte militarizzate anche alle emergenze sociali, ambientali ed amministrative interne.

La corruzione, pervasiva come non mai.

L'oppressione delle classi oppresse: sempre piu' furiosa, sempre piu' proterva, sempre piu' tracotante.

L'accordo con la destra eversiva sempre piu' sfacciatamente cercato ed esibito, in un basso mercato in cui la cosa pubblica e' preda, e' bottino; in cui delle leggi e della morale si fa strame.

E' il basso impero.

E scelte di modello di sviluppo dissennate e onnicide: un'aggressione crescente all'ambiente di vita, alla casa comune, alla salute e ai diritti di tutti.

Ed incessante prosegue lo smantellamento dello stato sociale, la demolizione dei diritti sociali, l'irrisione dell'etica pubblica, l'annichilimento di quella solidarieta' che fonda ogni ordinamento giuridico. La logica dell'orda, l'associazione a delinquere come unica forma di consorzio, la corruttela come una delle belle arti, una tabe che tutto divora.

*

Quella che fu la rappresentanza istituzionale della sinistra organizzata italiana si e' metamorfosata in una camarilla di ladroni.

Urge ricostruire una sinistra, una sinistra adeguata ai compiti dell'ora.

Una sinistra delle classi oppresse e dei diritti umani, della pace e della solidarieta', della difesa delle persone e dell'ambiente in cui le persone vivono, una sinistra antitotalitaria ed antimafia, una sinistra antimilitarista ed antimaschilista, una sinistra della legalita' costituzionale e della responsabilita' personale, una sinistra, in una parola, che faccia della scelta della nonviolenza - della lotta nonviolenta contro ogni oppressione, contro ogni devastazione, contro ogni menzogna, contro ogni uccisione - il criterio della sua azione.

*

Occorre chiamare ora, subito, a costruire la sinistra della nonviolenza.

Ed a preparare liste elettorali della sinistra della nonviolenza.

Liste elettorali che puntino a portare in tutte le istituzioni, e quindi al governo della cosa pubblica, il criterio della nonviolenza. L'opposizione al femminicidio, e quindi al patriarcato. L'opposizione alla guerra, e quindi al militarismo e al riarmo. L'opposizione alla mafia, e quindi ai corrotti e ai collusi. L'opposizione all'ecocidio, e quindi all'industrialismo e al consumismo. L'opposizione allo sfruttamento. L'opposizione alla violenza.

La difesa della Costituzione nata dalla Resistenza.

La scelta della solidarieta' e della responsabilita'.

*

Liste elettorali della sinistra della nonviolenza. Rompendo quindi ogni ambiguita' ed ogni collusione con i predoni e con gli squadristi. Liste elettorali della sinistra della nonviolenza. Il contrario dell'estremismo. Liste elettorali della sinistra della nonviolenza. Contro ogni deriva populista, fracassona, ciarlatana: derive che tutte portano all'abisso. Liste elettorali della sinistra della nonviolenza.

*

Ed occorre creare altresi' uno strumento di collegamento e di orientamento: il giornale della nonviolenza. Della nonviolenza nitida e intransigente. Aperta e complessa, ma nitida e intransigente. Sperimentale e in ricerca, ma nitida e intransigente. Purale e dialogica, ma nitida e intransigente. La nonviolenza politica.

*

Siamo ancora una volta a un tornante della storia: non si puo' sconfiggere la barbarie cedendo alla barbarie. La scelta della nonviolenza e' l'urgenza delle urgenze.

Quelle e quelli tra noi che vengono da una lunga vicenda di impegno politico, quelle e quelli tra noi che hanno servito con onore nella cosa pubblica per il pubblico bene, quelle e quelli tra noi che sono stati valenti pubblici amministratori, sanno, sappiamo quanto ingenti siano le risorse pubbliche e come esse possano indifferentemente essere usate a fine di male o di bene. Anche una presenza ridottissima di pubblici amministratori onesti puo' avere effetti straordinari, se quelle persone di volonta' buona non cedono al compromesso, non si lasciano irretire e corrompere. Per questo occorre predisporre liste elettorali della sinistra della nonviolenza, eleggere persone alla nonviolenza fedeli, che nel governo della cosa pubblica portino il criterio della nonviolenza, senza esitazioni, senza cedimenti, senza prostituzioni.

*

La sinistra italiana muore o rinasce oggi dinanzi a questa scelta: la nonviolenza.

Il tempo e' poco, grave il momento. Indugiare non e' piu' consentito.

 

10. UNA GUERRA TERRORISTA E STRAGISTA, IMPERIALISTA E RAZZISTA, CUI L'ITALIA STA PARTECIPANDO IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE E DELLA LEGALITA' COSTITUZIONALE

 

Quella afgana e' una guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista, cui l'Italia sta partecipando in violazione del diritto internazionale e della legalita' costituzionale.

Quella afgana e' una guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista, cui l'Italia sta partecipando in violazione del diritto internazionale e della legalita' costituzionale.

Quella afgana e' una guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista, cui l'Italia sta partecipando in violazione del diritto internazionale e della legalita' costituzionale.

Non ci stancheremo di ripeterlo.

*

Articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parita' con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranita' necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo".

Articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parita' con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranita' necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo".

Articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parita' con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranita' necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo".

Non ci stancheremo di ripeterlo.

*

Cessi la partecipazione italiana alla guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista.

Torni l'Italia al rispetto del diritto internazionale e della legalita' costituzionale.

*

La guerra, che consiste nell'uccisione di esseri umani, e' nemica dell'umanita'.

La pace si costruisce con la pace.

 

11. INVITO ALLA RIUNIONE DEL COMITATO CHE SI TIENE OGGI

 

Carissime tutte e carissimi tutti,

vi scrivo per invitarvi alla riunione del comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo.

La riunione si tiene oggi, 21 gennaio 2008, con inizio alle ore 17,30, a Viterbo, presso la sede dell'Arci, in via Garibaldi n. 34 (via Garibaldi e' la strada che collega Porta Romana a Piazza Fontana Grande, la sede dell'Arci e' sopra il negozio di frutta e verdura).

Dopo il convegno del 4 dicembre scorso vogliamo tornare a riflettere insieme sulla situazione, sulle iniziative da intraprendere, sulla disponibilita' di ciascuna persona ad impegnarsi.

*

Come sicuramente gia' saprete, la scelta del Ministro dei Trasporti di indicare Viterbo come sede di un nuovo mega-aeroporto non solo non ha chiuso la questione, ma - al contrario - l'ha resa finalmente concreta, cosicche' i propagandisti di questa opera disastrosa non possono piu' continuare a fare chiacchiere astratte su quanto sia bello volare, ma devono scendere nel concreto, nel pratico.

E quando si va nel concreto, nel pratico, le nostre ragioni di opposizione a questa opera sono fortissime e inconfutabili:

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per la salute della popolazione locale, che subira' su una vastissima area l'inquinamento atmosferico particolarmente da polveri sottili, l'inquinamento acustico, e nelle piu'immediate vicinanze anche l'inquinamento elettromagnetico;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per l'ambiente, che verra' ulteriormente devastato ed inquinato;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per rilevantissimi beni culturali, come le grandi emergenze ad un tempo naturalistiche e storico-culturali dell'area piu' direttamente investita dall'impatto dell'opera;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per le autentiche vocazioni produttive del territorio (la valorizzazione dei beni ambientali e culturali, l'agricoltura di qualita', il turismo di qualita', il termalismo, la ricerca e l'alta formazione...), poiche' intensifichera' invece la riduzione ad area di "servitu'" di Viterbo e dell'Alto Lazio;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per la mobilita' altolaziale, gia' ridotta in condizioni pessime; sperperare fondi per un mega-aeroporto per il turismo "mordi e fuggi" per Roma significa in realta' sottrarre finanziamenti pubblici alle vere esigenze della popolazione e del territorio: ovvero il potenziamento delle ferrovie che subiscono un pluridecennale abbandono (migliorando i peggio che inadeguati collegamenti con Orte, Civitavecchia e Roma) e il miglioramento della malconcia viabilita' locale;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per la biosfera, poiche' il trasporto aereo e' gia' tra le principali cause del surriscaldamento climatico che sta portando la biosfera al collasso e costituisce la prima e piu' tragica emergenza ambientale globale, ed ogni incremento del trasporto aereo e' quindi un passo verso la catastrofe planetaria: occorre ridurre immediatamente e drasticamente il trasporto aereo, non accrescerlo;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per il pubblico erario, poiche' esso implica un immenso sperpero di soldi pubblici, soldi oltretutto usati scelleratamente per fare del male ai cittadini, alla comunita', al territorio; soldi sprecati a fine di male comune, quando invece essendo i soldi di tutti dovrebbero essere usati a vantaggio di tutti;

- e' infatti indiscutibile che la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un grave danno per la sicurezza e la legalita'; una voce istituzionale autorevole come quella del Prefetto di Viterbo ha lanciato alcuni giorni fa un allarme preciso cosi' riassunto dalla stampa: "L'aeroporto rischia di portare la mafia".

E queste sono solo alcune delle conseguenze pratiche della realizzazione del mega-aeroporto, conseguenze assolutamente nocive, conseguenze che nessuno puo' ignorare, conseguenze che la scandalosa e dissennata propaganda della lobby politico-affaristica che vuole speculare sulla "grande opera" non potra' riuscire a nascondere ancora a lungo.

Infine, la realizzazione del mega-aeroporto e' del tutto priva delle verifiche e quindi dei requisiti richiesti dalla legislazione in vigore in materia di Valutazione d'impatto ambientale (in sigla: Via), Valutazione ambientale strategica (Vas), Valutazione d'impatto sulla salute (Vis).

Come si vede, quando si va sul concreto, quando si scende nel pratico, quando finalmente si affronta la realta', e' del tutto evidente che il mega-aeroporto per Viterbo costituisce un disastro e che ci sono sia ottime ragioni sia adeguati strumenti anche di carattere amministrativo e normativo per impedire questa sciagura.

*

Ma come sapete il nostro impegno non e' soltanto contro il mega-aeroporto a Viterbo, ma anche per la riduzione del trasporto aereo. In questi mesi abbiamo costruito contatti in tutta Italia, abbiamo promosso incontri e iniziative, abbiamo raccolto e diffuso informazione e documentazione: e' un lavoro di tessitura di una rete che dara' molti buoni frutti.

Cosi' come il nostro impegno si collega a quello degli altri comitati impegnati sulle varie altre drammatiche emergenze ambientali e sanitarie dell'Alto Lazio: anche qui la collaborazione reciproca aiutera' tutte le esperienze di difesa del territorio e dei diritti fondamentali di tutte le persone.

*

Ma per questa lettera basta cosi', ci vediamo oggi, lunedi' 21 gennaio, a Viterbo; prego tutte e tutti di essere puntuali per consentire un uso proficuo di tutto il tempo disponibile.

Un cordiale saluto...

 

12. L'ITALIA IN GUERRA, L'ITALIA NELLA COALIZIONE TERRORISTA E STRAGISTA

 

In Afghanistan l'Italia e' in guerra. In Afghanistan l'Italia fa parte della coalizione terrorista e stragista. In Afghanistan l'Italia e' una potenza occupante, nell'alleanza militare imperialista e razzista, nell'alleanza che favoreggia gli interessi mafiosi transnazionali e i signori locali della guerra e della droga, nell'alleanza che ha fatto strame del diritto internazionale, nell'alleanza onnicida.

*

Cessi l'illegale e criminale partecipazione italiana alla guerra.

Cessi la scellerata e golpista violazione dell'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana.

La pace si costruisce con la pace. Vi e' una sola umanita'.

 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

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Numero 701 del 28 settembre 2012

 

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