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Telegrammi. 1065



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1065 del 5 ottobre 2012

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Francesco d'Assisi, la nonviolenza in cammino

2. Verso il 4 novembre: Ogni vittima ha il volto di Abele

3. Tre cose da fare per promuovere la campagna nonviolenta "Non un giorno di piu'"

4. Michele Boato: Due poesie in ricordo di Gianfranco Zavalloni

5. Segnalazioni librarie

6. La "Carta" del Movimento Nonviolento

7. Per saperne di piu'

 

1. INCONTRI. FRANCESCO D'ASSISI, LA NONVIOLENZA IN CAMMINO

 

Il 4 ottobre 2012 presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" si e' svolto un incontro di commemorazione di Francesco d'Assisi.

Nel corso della commemorazione sono stati letti alcuni testi di e su Francesco.

Della nonviolenza in cammino, della pace vissuta e donata, dell'umanita' come dovrebbe essere, Francesco d'Assisi e' uno dei piu' fulgidi esempi. All'ascolto delle sue parole e dei suoi gesti, alla scuola delle sue scelte e delle sue meditazioni, alla sequela della sua vita e delle sue proposte, sempre si apprende il vero e il buono, e si diventa persone migliori.

 

2. INIZIATIVE. VERSO IL 4 NOVEMBRE: OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE

 

Riproponiamo ancora una volta l'appello promosso lo scorso anno da Movimento Nonviolento, Peacelink e Centro di ricerca per la pace di Viterbo per il 4 novembre: Ogni vittima ha il volto di Abele.

*

Intendiamo proporre per il 4 novembre l'iniziativa nonviolenta "Ogni vittima ha il volto di Abele".

Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le citta' d'Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.

Affinche' il 4 novembre, anniversario della fine dell'"inutile strage" della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinche' non ci siano mai piu' guerre, mai piu' uccisioni, mai piu' persecuzioni.

Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.

Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.

Ed occorre che si svolgano nel modo piu' austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.

Ovviamente prima e dopo e' possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche' le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche' convocano ogni persona di retto sentire e di volonta' buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita' e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.

A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.

Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.

Per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

3. INIZIATIVE. TRE COSE DA FARE PER PROMUOVERE LA CAMPAGNA NONVIOLENTA "NON UN GIORNO DI PIU'"

[Riproponiamo il seguente testo]

 

Proponiamo a tutte le persone, i gruppi e le esperienze collettive interessati a promuovere una campagna nonviolenta per l'immediata cessazione della partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan, di intraprendere le seguenti iniziative:

1. iniziative locali (dal comunicato ai mezzi d'informazione agli incontri pubblici di informazione e sensibilizzazione);

2. richiedere ad altri soggetti sia individuali (in particolare personalita' autorevoli) che associativi che istituzionali - e soprattutto agli enti locali - di prendere posizione per la cessazione della partecipazione alla guerra;

3. scrivere in tal senso al Governo, al Parlamento ed al Presidente della Repubblica.

*

Proponiamo che il programma fondamentale che unifichi tutte le iniziative della campagna nonviolenta per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana sia: "Cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; pace, disarmo e smilitarizzazione; rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani".

*

Proponiamo che il ragionamento alla base dell'iniziativa sia quello dell'appello del 30 agosto che di seguito riportiamo:

Non un giorno di piu'. Una campagna nonviolenta per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

Occorre far cessare la guerra in Afghanistan.

Ed a tal fine la prima e decisiva azione che come cittadini italiani possiamo e dobbiamo svolgere consiste nell'ottenere che l'Italia cessi di partecipare alla guerra.

Perche' l'Italia a quella guerra non avrebbe mai e poi mai dovuto prendere parte, proibendoglielo esplicitamente il dettato della sua legge fondamentale, la Costituzione della Repubblica Italiana.

Occorre quindi costringere governo e parlamento italiani a tornare nella sfera della legalita', a desistere dal crimine: occorre costringere lo Stato italiano a cessare di prendere parte alla guerra e alle stragi di cui essa consiste.

Oltre un decennio di eccidi e barbarie dovrebbe aver aperto gli occhi a chiunque; e del resto ogni persona ragionevole sente e sa che la guerra e' nemica dell'umanita', che solo la pace salva le vite.

Occorre far cessare la guerra in Afghanistan, cominciando con la cessazione della partecipazione italiana.

Dobbiamo far crescere dal basso una vera e propria insurrezione nonviolenta contro la guerra e contro le uccisioni, per la legalita' costituzionale e per il primario diritto di ogni essere umano a non essere ucciso.

Dobbiamo imporre al potere esecutivo e al potere legislativo del nostro paese l'immediata cessazione della partecipazione italiana alla guerra.

E dobbiamo farlo con la forza della verita', con la forza della legalita', con la forza della dignita' e della solidarieta' umana, con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza; dobbiamo farlo con una campagna nonviolenta di massa che faccia rinascere in Italia un movimento per la pace e i diritti umani di tutti gli esseri umani.

Una campagna nonviolenta per salvare le vite umane: che nasca dal basso in ogni citta' e in ogni paese, e che abbia questa semplice e chiara finalita': "cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; pace, disarmo e smilitarizzazione; rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani".

*

Proponiamo di non costituire coordinamenti nazionali, portavoce et similia, ma che ogni persona ed ogni gruppo ed ogni esperienza collettiva si impegni sulla base delle proprie convinzioni senza deleghe di rappresentanza e senza burocratismi, favorendo la piu' ampia partecipazione nel rispetto delle differenti opinioni e collocazioni di ciascuno, mantenendo quindi le caratteristiche fondamentali della campagna nonviolenta: iniziativa dal basso, partecipazione su base locale, pluralita' ed apertura.

Chiediamo soltanto che quanti si vogliono impegnare in questa iniziativa utilizzandone la denominazione proposta ("Non un giorno di piu'. Una campagna nonviolenta per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana") si attengano rigorosamente al metodo nonviolento cosi' come definito da Aldo Capitini: "metodo nonviolento: che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica".

 

4. LUTTI. MICHELE BOATO: DUE POESIE IN RICORDO DI GIANFRANCO ZAVALLONI

 

Gianfranco Zavalloni vola

 

Splende il sole d'agosto

piange mar di Romagna

 

Gianfranco ha disegnato

le sue ultime vele

a Milano marittima

poi se n'e' andato

 

e' salito in mezzo ai gabbiani

sulla sua bici volante

da Cesena fino al Brasile

coltivando orti di pace

 

19 agosto 2012

 

*

 

Padre nostro

 

Padre nostro

accogli Gianfranco

con lo stesso sorriso

che, maestro, ha donato

a migliaia di piccoli

 

con lo stesso entusiasmo

da lui rovesciato

nelle tante occasioni

di lotta, di studio e lavoro

 

Madre Terra,

Gianfranco ritorna a te

con la solita stessa ironia

del non prendersi troppo sul serio

 

con l'enorme pazienza

coscienza, sapienza

della rete tessuta per anni

dovunque

 

19 agosto 2012

 

5. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Alain, Cento e un ragionamenti, Einaudi, Torino 1960, 1975, pp. XLIV + 258.

- Alain, Elements de philosophie, Gallimard, Paris 1941, 1967, pp. 384.

- Julien Benda, Il rapporto di Uriele, Il Mulino, Bologna 1996, pp. 152.

- Julien Benda, Il tradimento dei chierici, Einaudi, Torino 1976, 1977, pp. XL + 250.

- Julien Benda, L'ordinazione, Sellerio, Palermo 1990, pp. 140.

- Andre' Chouraqui, I dieci comandamenti, Mondadori, Milano 2001, 2002, pp. VI + 274.

- La Bible traduite et presentee par Andre' Chouraqui, Desclee de Brouwer, Paris 1974-1979, Geneve 2003, 2007, pp. 2432.

- Claude Lefort, L'uomo al bando. Riflessioni sull'Arcipelago Gulag, Vallecchi, Firenze 1980, 1981, pp. XIV + 204.

- Jean-Francois Lyotard, La condizione postmoderna, Feltrinelli, Milano 1981, 1996, pp. 126.

- Jean-Francois Lyotard, La pittura del segreto nell'epoca postmoderna, Baruchello, Feltrinelli, Milano 1982, pp. 64.

- Jean-Francois Lyotard, Peregrinazioni. Legge, forma, evento, Il Mulino, Bologna 1992, pp. 120.

- Marthe Robert, L'antico e il nuovo, Rizzoli, Milano 1969, pp. 288.

- Marthe Robert, Da Edipo a Mose'. Freud e la coscienza ebraica, Sansoni, Firenze 1981, pp. 176.

- Marthe Robert, Solo come Kafka, Editori Riuniti, Roma 1982, pp. X + 214.

- Michel Serres, Jules Verne, Sellerio, Palermo 1979, pp. 236.

- Michel Serres, Lucrezio e l'origine della fisica, Sellerio, Palermo 1980, pp. 204.

- Jean Wahl, Il pensiero moderno in Francia, La nuova Italia, Firenze 1965, pp. VI + 222.

- Marguerite Yourcenar, Opere. Romanzi e racconti, Bompiani, Milano 1986, 2000, pp. XXXVIII + 1.306.

- Marguerite Yourcenar, Opere. Saggi e memorie, Bompiani, Milano 1992, pp. VIII + 1.934.

- Marguerite Yourcenar, Memoires d'Hadrien, Plon, 1958, Gallimard, Paris 1974, 1983, pp. 378.

- Marguerite Yourcenar, Ad occhi aperti. Conversazioni con Matthieu Galey, Bompiani, Milano 1982, 1989, pp. 272.

- Josyane Savigneau, Marguerite Yourcenar, Einaudi, Torino 1991, 1993, pp. 508.

 

6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

7. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1065 del 5 ottobre 2012

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