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Coi piedi per terra. 708



 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 708 del 5 ottobre 2012

 

In questo numero:

1. Alcuni testi del mese di settembre 2012 (parte prima)

2. Una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri. Non un giorno di piu'

3. Carlo Maria Martini

4. Tre cose da fare per promuovere la campagna nonviolenta "Non un giorno di piu'"

5. Lettera aperta al Presidente della Repubblica: "Non un giorno di piu'". Appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

6. Proposta di mozione per gli enti locali: "Non un giorno di piu'". Una mozione per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

7. Adesione alla campagna nonviolenta "Non un giorno di piu'"

8. Per Francoise Collin

9. Associazione "Respirare": Non un giorno di piu'

10. Dei naufragi la scellerata causa

11. Una lettera aperta al Presidente del Senato della Repubblica: "Non un giorno di piu'". Appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

12. I bambini di Kabul

13. Al Presidente della Camera dei Deputati, una lettera aperta: "Non un giorno di piu'". Appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

14. Solo cessando di uccidere comincia la civilta'. Adesione alla campagna nonviolenta "Non un giorno di piu'" per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

15. Undici anni dopo. Viterbo ricorda le vittime dell'11 settembre 2001

16. Ai capigruppo parlamentari della Camera e del Senato: "Non un giorno di piu'". Appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

17. Lettera aperta al Ministro degli Affari Esteri:  "Non un giorno di piu'". Appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

18. Lettera aperta al Ministro della Difesa:  "Non un giorno di piu'". Appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

19. Lettera aperta al Ministro della Cooperazione Internazionale e dell'Integrazione:  "Non un giorno di piu'". Appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

20. Ricordato Steve Biko a Viterbo

21. "Viterbo oltre il muro": Che mille voci si levino contro la guerra

22. Lettera aperta al Ministro dell'Economia e delle Finanze:  "Non un giorno di piu'". Appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

23. Lettera aperta al Ministro della Salute: "Non un giorno di piu'". Appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

 

1. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI SETTEMBRE 2012 (PARTE PRIMA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di settembre 2012.

 

2. UNA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI. NON UN GIORNO DI PIU'

 

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

la guerra afgana e' un crimine orrendo.

La partecipazione italiana alla guerra e' doppiamente inammissibile: perche' corresponsabile della guerra e degli eccidi di cui essa consiste, e perche' fuorilegge non solo dal punto di vista del diritto internazionale ma anche dal punto di vista della legalita' costituzionale.

Questo orribile crimine e' durato troppo a lungo. Che non continui un giorno di piu'.

Torni l'Italia al rispetto delle leggi e al rispetto della vita umana.

Chiediamo la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; pace, disarmo e smilitarizzazione; rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Ogni vittima ha il volto di Abele. La guerra e' nemica dell'umanita'. La partecipazione italiana alla guerra afgana non continui un giorno di piu'.

Distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 31 agosto 2012

 

3. CARLO MARIA MARTINI

 

Di questa illustre e buona persona, teologo e biblista di vaglia, per decenni autorevole guida morale in una Milano aggredita da pervasive pratiche di corruzione e da barbariche derive, vorremmo innanzitutto ricordare l'alto magistero civile, l'impegno profondo all'ascolto (da cui soltanto puo' nascere il dialogo), l'operare per la pace e la giustizia, per la misericordia che salva le vite.

 

4. TRE COSE DA FARE PER PROMUOVERE LA CAMPAGNA NONVIOLENTA "NON UN GIORNO DI PIU'"

 

Proponiamo a tutte le persone, i gruppi e le esperienze collettive interessati a promuovere una campagna nonviolenta per l'immediata cessazione della partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan, di intraprendere le seguenti iniziative:

1. iniziative locali (dal comunicato ai mezzi d'informazione agli incontri pubblici di informazione e sensibilizzazione);

2. richiedere ad altri soggetti sia individuali (in particolare personalita' autorevoli) che associativi che istituzionali - e soprattutto agli enti locali - di prendere posizione per la cessazione della partecipazione alla guerra;

3. scrivere in tal senso al Governo, al Parlamento ed al Presidente della Repubblica.

*

Proponiamo che il programma fondamentale che unifichi tutte le iniziative della campagna nonviolenta per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana sia: "Cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; pace, disarmo e smilitarizzazione; rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani".

*

Proponiamo che il ragionamento alla base dell'iniziativa sia quello dell'appello del 30 agosto che di seguito riportiamo:

Non un giorno di piu'. Una campagna nonviolenta per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

Occorre far cessare la guerra in Afghanistan.

Ed a tal fine la prima e decisiva azione che come cittadini italiani possiamo e dobbiamo svolgere consiste nell'ottenere che l'Italia cessi di partecipare alla guerra.

Perche' l'Italia a quella guerra non avrebbe mai e poi mai dovuto prendere parte, proibendoglielo esplicitamente il dettato della sua legge fondamentale, la Costituzione della Repubblica Italiana.

Occorre quindi costringere governo e parlamento italiani a tornare nella sfera della legalita', a desistere dal crimine: occorre costringere lo Stato italiano a cessare di prendere parte alla guerra e alle stragi di cui essa consiste.

Oltre un decennio di eccidi e barbarie dovrebbe aver aperto gli occhi a chiunque; e del resto ogni persona ragionevole sente e sa che la guerra e' nemica dell'umanita', che solo la pace salva le vite.

Occorre far cessare la guerra in Afghanistan, cominciando con la cessazione della partecipazione italiana.

Dobbiamo far crescere dal basso una vera e propria insurrezione nonviolenta contro la guerra e contro le uccisioni, per la legalita' costituzionale e per il primario diritto di ogni essere umano a non essere ucciso.

Dobbiamo imporre al potere esecutivo e al potere legislativo del nostro paese l'immediata cessazione della partecipazione italiana alla guerra.

E dobbiamo farlo con la forza della verita', con la forza della legalita', con la forza della dignita' e della solidarieta' umana, con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza; dobbiamo farlo con una campagna nonviolenta di massa che faccia rinascere in Italia un movimento per la pace e i diritti umani di tutti gli esseri umani.

Una campagna nonviolenta per salvare le vite umane: che nasca dal basso in ogni citta' e in ogni paese, e che abbia questa semplice e chiara finalita': "cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; pace, disarmo e smilitarizzazione; rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani".

*

Proponiamo di non costituire coordinamenti nazionali, portavoce et similia, ma che ogni persona ed ogni gruppo ed ogni esperienza collettiva si impegni sulla base delle proprie convinzioni senza deleghe di rappresentanza e senza burocratismi, favorendo la piu' ampia partecipazione nel rispetto delle differenti opinioni e collocazioni di ciascuno, mantenendo quindi le caratteristiche fondamentali della campagna nonviolenta: iniziativa dal basso, partecipazione su base locale, pluralita' ed apertura.

Chiediamo soltanto che quanti si vogliono impegnare in questa iniziativa utilizzandone la denominazione proposta ("Non un giorno di piu'. Una campagna nonviolenta per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana") si attengano rigorosamente al metodo nonviolento cosi' come definito da Aldo Capitini: "metodo nonviolento: che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica".

 

5. LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: "NON UN GIORNO DI PIU'". APPELLO PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

 

Signor Presidente della Repubblica,

si sara' sicuramente interrogato anche lei sul tragico protrarsi della guerra afgana e sulle innumerevoli sue vittime.

E si sara' sentito anche lei turbato per la flagrante contraddizione tra la partecipazione italiana a quella guerra, a quelle stragi, e il dettato dell'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, che inequivocabilmente vieta all'Italia di partecipare a quel crimine.

Perche' ha abdicato al suo dovere di difendere la vigenza della Costituzione della Repubblica Italiana che ripudia la guerra?

Perche' non ha negato il suo consenso alla partecipazione italiana a quella guerra, a quei massacri?

Faccia ora quello che avrebbe dovuto fare fin dal suo insediamento alla Presidenza della Repubblica: denunci l'illegalita' di quella guerra e chiami Governo e Parlamento a deliberare l'immediata cessazione della partecipazione italiana ad essa.

Troppi esseri umani sono gia' stati uccisi.

Non attenda un giorno di piu' per decidersi ad agire nell'ambito dei suoi poteri e dei suoi doveri per ripristinare il rispetto della Costituzione, ovvero per salvare le vite umane che giorno dopo giorno la guerra sbrana.

Cessando di partecipare alla guerra l'Italia puo' cominciare ad impegnarsi per la pace che salva le vite.

Questo chiediamo: cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; pace, disarmo e smilitarizzazione; rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Ascolti la nostra voce.

Ascolti la voce della sua stessa coscienza.

Ascolti la lettera e lo spirito della Costituzione della Repubblica Italiana.

Solo la pace salva le vite.

Distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 2 settembre 2012

 

6. PROPOSTA DI MOZIONE PER GLI ENTI LOCALI: "NON UN GIORNO DI PIU'". UNA MOZIONE PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

 

Al Sindaco di ...

Al Presidente del Consiglio Comunale di ...

Al Presidente della Provincia di ...

Al Presidente del Consiglio Provinciale di ...

Al Presidente della Regione di ...

Al Presidente del Consiglio Regionale di ...

Oggetto: Mozione "Non un giorno di piu'", per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana

Il Consiglio Comunale/Provinciale/Regionale di ...

premesso che dopo oltre dieci anni la guerra afgana e' piu' virulenta che mai, e lungi dall'avviarsi a rapida conclusione essa continua a mietere innumerevoli vittime, a provocare devastazioni ed imbarbarimento sempre crescenti e ad estendersi oltre i confini di quel paese destabilizzando gravemente una vasta area territoriale e le stesse relazioni internazionali;

considerato che la foglia di fico di certe ipocrite finzioni verbali come "operazione di polizia internazionale" o "missione di pace" e' ormai definitivamente caduta e che nessuno puo' piu' ingannarsi sulla realta' della situazione sul terreno: si tratta di guerra, nient'altro che guerra, una guerra terrorista e stragista;

considerato che la Costituzione della Repubblica Italiana proibisce esplicitamente allo stato italiano di prendere parte a una guerra come quella in corso in Afghanistan;

dichiara la propria convinzione che sia diritto e dovere di ogni cittadino e di ogni istituzione democratica di impegnarsi per i seguenti fini: cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; pace, disarmo e smilitarizzazione; rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Richiede pertanto al Governo ed al Parlamento di tornare nell'alveo della legalita' costituzionale e quindi di legiferare la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra;

richiede altresi' al Governo ed al Parlamento di impegnarsi fattivamente per la pace, impegno possibile e credibile a condizione di cominciare dando il buon esempio: cessando di partecipare alla guerra e alle stragi di cui essa consiste; e quindi promuovendo pace, disarmo e smilitarizzazione; recando aiuti umanitari in modalita' inequivocabilmente nonviolente ed operando per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Il testo di questa mozione verra' inviato al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati; e verra' altresi' reso pubblico attraverso affissione all'albo pretorio dell'ente, pubblicazione sul proprio sito internet e sui propri altri strumenti di comunicazione, affissione di manifesti ed invio ai mezzi d'informazione.

*

Bozza di mozione predisposta dal "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 3 settembre 2012

 

7. ADESIONE ALLA CAMPAGNA NONVIOLENTA "NON UN GIORNO DI PIU'"

 

Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi" aderisce alla campagna nonviolenta "Non un giorno di piu'" per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi" invita tutte le persone, tutte le associazioni e tutte le istituzioni sollecite del bene comune, della giustizia e della pace che salva le vite, all'impegno corale, democratico e nonviolento, affinche' cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra afgana.

Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi" chiede a governo e parlamento di recedere dal crimine della guerra, di tornare al rispetto del diritto internazionale e della legalita' costituzionale, al rispetto della democrazia, della civilta', dell'umanita'.

*

Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi"

Viterbo, 4 settembre 2012

 

8. PER FRANCOISE COLLIN

 

"Tosto che fu la' dove l'erbe sono"

(Dante, Purg., XXVIII, 61)

 

Questa maestra cosi' acuta, tagliente.

Dove tocca apre e risana.

Questa maestra cosi' profonda, presente.

Non posso credere che sia scomparsa.

 

Non e' vana farsa la vita

se vivono spiriti amanti

del vero, del bene, che il mondo

di nuovo e di nuovo mettono al mondo.

 

Di aspri veri e di infiniti incanti

ci fece dono.

Fonte infinita, fiume profondo.

 

9. ASSOCIAZIONE "RESPIRARE": NON UN GIORNO DI PIU'

 

L'associazione "Respirare" esprime la sua adesione alla campagna nonviolenta "Non un giorno di piu'" per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Chiede quindi al governo e al parlamento che l'Italia cessi immediatamente di partecipare alla guerra afgana ed inizi cosi' ad adoperarsi per la pace, il disarmo, la smilitarizzazione, il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Invita movimenti ed associazioni, persone ed istituzioni, ad impegnarsi, con la scelta della democrazia, della legalita' e della nonviolenza, per ottenere questo fine: la cessazione della guerra e delle stragi di cui essa consiste.

Solo la pace salva le vite.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Vi e' una sola umanita'.

*

L'associazione "Respirare"

Viterbo, 6 settembre 2012

 

10. DEI NAUFRAGI LA SCELLERATA CAUSA

 

Non avverrebbero i naufragi delle "carrette del mare" nel Mediterraneo in cui tante umane vite vengono spezzate, se l'Europa e l'Italia non avessero imposto contro l'umanita' delle infami misure razziste che ad esseri umani liberi ed innocenti impediscono di muoversi nell'unica casa comune che tutti abbiamo: il pianeta su cui l'umanita' intera viva.

I naufragi in cui perdono la vita tanti migranti non sono fatalita': ma la conseguenza dei diktat razzisti di Schengen, la conseguenza delle politiche hitleriane dei governi dell'Unione Europea e degli stati che ne fanno parte.

Abolire quelle misure razziste e assassine innanzitutto occorre. E riconoscere finalmente a tutti gli esseri umani tutti i diritti umani.

 

11. UNA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA: "NON UN GIORNO DI PIU'". APPELLO PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

 

Signor Presidente del Senato della Repubblica,

nei giorni scorsi abbiamo scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Presidente della Repubblica per chiedere la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana, e conseguentemente un concreto, autentico impegno del nostro paese per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione, per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Anche a lei rivolgiamo il medesimo appello chiedendole di farsene interprete presso il Senato della Repubblica.

Non e' chi non veda che in Afghanistan e' in corso una guerra, una guerra terrorista e stragista, una guerra che tutto devasta ed imbarbarisce, una guerra che del suo male non solo affligge un intero popolo martoriato e quanti altri vi sono coinvolti, ma contagia altresi' l'intero pianeta, l'umanita' tutta.

La Costituzione della Repubblica Italiana e' nitida ed intransigente nel proibire la partecipazione del nostro paese a una guerra come quella.

Se forse in passato vi fu chi credette che non di guerra si trattasse ma di "operazione di polizia internazionale", di "missione di pace", o altre non meno ingenue o callide formulazioni, da lungo tempo nessuno puo' piu' ingannare se stesso: di guerra si tratta, che consiste di innumerevoli omicidi, di abominevoli stragi.

La guerra e' sempre nemica dell'umanita'.

La guerra e' il contrario della civile convivenza.

La guerra e' la negazione del diritto, del fondamento stesso di ogni diritto: il diritto di ogni essere umano a non essere ucciso.

Il Parlamento italiano puo' e deve tornare alla legalita': legiferando la fine immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana.

Le chiediamo, signor Presidente del Senato della Repubblica, di adoperarsi affinche' il Senato compia questo atto di legalita', di civilta', di umanita': deliberando la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; e conseguentemente l'impegno del nostro paese per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione, per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 7 settembre 2012

 

12. I BAMBINI DI KABUL

 

L'esplosione che oggi, sabato 8 settembre 2012, ha provocato la morte di molti bambini a Kabul, questa ennesima abominevole strage, ci convoca ancora una volta ad assumerci la nostra responsabilita' di esseri umani cittadini di un paese che a quella guerra assurdamente e criminalmente partecipa.

Occorre far cessare quella guerra mostruosa. Occorre far cessare quelle quotidiane stragi.

Ed il primo passo che occorre fare per far cessare la guerra e' cessare di prendervi parte.

Solo se si cessa di partecipare alla guerra si puo' chiedere ad altri di fare altrettanto. Solo se si cessa di partecipare alla guerra si comincia a costruire la pace. Solo la pace salva le vite.

L'Italia non avrebbe mai dovuto prender parte alla guerra afgana: glielo proibisce l'articolo 11 della Costituzione, assolutamente inequivocabile nel suo ripudio della guerra e specificamente di una guerra dalle caratteristiche di quella afgana.

Dopo un decennio di complicita' con l'orrore lo stato italiano receda finalmente dal crimine: cessi immediatamente di partecipare alla guerra afgana, e cessando di partecipare alla guerra si adoperi finalmente per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione, per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

*

Al governo e al parlamento chiediamo di legiferare la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana.

A tutte le persone di retto sentire e di volonta' buona chiediamo di premere con la forza della verita', della legalita' e della democrazia, con la scelta della nonviolenza, affinche' governo e parlamento deliberino la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana.

A tutti i movimenti democratici, a tutte le istituzioni democratiche, chiediamo di aderire alla campagna nonviolenta "Non un giorno di piu'" per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

La guerra e' nemica dell'umanita'.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo la pace salva le vite.

 

13. AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, UNA LETTERA APERTA: "NON UN GIORNO DI PIU'". APPELLO PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

 

Signor Presidente della Camera dei Deputati,

come abbiamo gia' scritto al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Presidente del Senato, anche a lei scriviamo per chiedere la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana, e conseguentemente l'impegno del nostro paese per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione, per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Anche a lei rivolgiamo il medesimo appello chiedendole di farsene interprete presso la Camera dei Deputati.

Distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 8 settembre 2012

 

14. SOLO CESSANDO DI UCCIDERE COMINCIA LA CIVILTA'. ADESIONE ALLA CAMPAGNA NONVIOLENTA "NON UN GIORNO DI PIU'" PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

 

Il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti esprime il suo sostegno alla campagna nonviolenta "Non un giorno di piu'" per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

La guerra e' nemica dell'umanita'.

Solo cessando di uccidere comincia la civilta'.

*

Il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti

Viterbo, 9 settembre 2012

 

15. UNDICI ANNI DOPO. VITERBO RICORDA LE VITTIME DELL'11 SETTEMBRE 2001

 

Ricorrendo l'anniversario della strage dell'11 settembre 2001, il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" ha promosso una commemorazione delle vittime che si e' svolta lunedi' 10 settembre 2012 a Viterbo.

La commemorazione e' stata tenuta dal responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, che ha evidenziato come proprio il ricordo delle vittime del terrorismo dovrebbe persuadere ad opporsi a tutte le uccisioni, e ad opporsi quindi innanzitutto alla guerra, che del terrorismo assassino e' la forma piu' pervasiva ed estrema.

Solo con la pace, la giustizia e la solidarieta', solo con l'impegno affinche' non vi siano piu' vittime, si onorano le vittime. Poiche' solo la pace, la giustizia e la solidarieta' salvano le vite.

La memoria delle vittime e' monito all'umanita' affinche' l'orrore non si ripeta. Ogni vittima ha il volto di Abele.

Opporsi alla guerra e alle stragi, opporsi a tutte le uccisioni e le persecuzioni, e' il primo dovere di ogni persona e di ogni ordinamento giuridico democratico.

Al termine della commemorazione e' stato rinnovato l'appello per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Solo cessando di uccidere comincia la civilta'.

Solo cessando di uccidere si salva l'umanita'.

 

16. AI CAPIGRUPPO PARLAMENTARI DELLA CAMERA E DEL SENATO: "NON UN GIORNO DI PIU'". APPELLO PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

 

Signori capigruppo parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica,

vi scriviamo per chiedere a voi, e tramite voi anche a tutti gli altri vostri colleghi senatori e deputati, di prendere una decisione che la realta' effettuale e un ponderato giudizio morale, giuridico e politico rendono ineludibile, necessaria, urgente: la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; ed attraverso questo preliminare e sostanziale atto di civilta' avviare finalmente, credibilmente, adeguatamente un impegno concreto e coerente del nostro paese per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani; un impegno umanitario che per essere tale deve essere rigorosamente non armato e nonviolento.

*

La cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana e' richiesta dalla realta' effettuale: oltre dieci anni di eccidi e devastazioni dimostrano che li' e' in corso una guerra, una guerra terrorista e stragista, una guerra illegale e criminale sotto ogni profilo; una guerra che l'umanita' deve far cessare al piu' presto, gia' troppi esseri umani sono stati uccisi.

*

La cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana e' richiesta da un ponderato giudizio morale: la guerra sempre e solo consiste nell'uccisione di esseri umani; primo dovere di ogni essere umano cosi' come di ogni ordinamento giuridico e' salvare le vite umane: ne consegue il dovere di opporsi alle uccisioni e alle guerre, il dovere di operare per la pace e il rispetto dei diritti umani - primo dei quali e' il diritto a non essere uccisi.

*

La cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana e' richiesta da un ponderato giudizio giuridico: l'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, letto nella sua integralita', nella sua articolazione, nella sua coerenza e' assolutamente inequivocabile nel proibire al nostro paese di partecipare a una guerra come quella afgana.

*

La cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana e' richiesta da un ponderato giudizio politico: e' primario interesse, bisogno, diritto dell'umanita' abolire le guerre, ed e' quindi primario compito dell'azione politica adempiere tale esigenza, ed e' pertanto primario dovere di un ordinamento giuridico democratico, di uno stato di diritto, opporsi alla guerra assassina.

*

La cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana e' oggi l'atto legislativo piu' importante e piu' indispensabile. Deliberare la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana e' la richiesta che vi rivolgiamo in nome di tutte le vittime della guerra, in nome dell'umanita' intera che la guerra minaccia di distruzione.

*

Distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 10 settembre 2012

 

17. LETTERA APERTA AL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI: "NON UN GIORNO DI PIU'". APPELLO PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

 

Signor Ministro degli Affari Esteri,

ricorre oggi l'anniversario del massacro dell'11 settembre 2001. Ed a quel massacro un altro se ne e' aggiunto: la guerra afgana che tuttora perdura.

Se le vittime del terrorismo, di tutti gli atti di terrorismo, se le vittime della guerra, di tutte le guerre, potessero levare la loro voce, tonante quella voce direbbe: mai piu' massacri, mai piu' terrorismo, mai piu' guerre, mai piu' degli esseri umani uccidano degli esseri umani.

Quella voce chiederebbe pace, giustizia, solidarieta'.

Quella voce chiederebbe disarmo e smilitarizzazione.

Quella voce chiederebbe civile convivenza e reciproco aiuto.

Quella voce chiederebbe l'impegno comune dell'umanita' intera in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di ogni essere umano, e quindi dell'intera civilta' umana e quindi della biosfera casa comune dell'umanita' tutta.

*

Oltre un decennio di guerra in Afghanistan ha prodotto solo nuove stragi, nuove devastazioni, nuova barbarie, nuovo orrore. E un contagio crescente che desensibilizza le persone al dolore altrui, che narcotizza e deresponsabilizza l'umanita' dinanzi alla violenza che tutto devasta e tutto inabissa; un contagio che tutto il mondo infetta, che l'intera umanita' minaccia di irreversibile distruzione.

Occorre far cessare quella guerra.

Occorre che qualcuno cominci a costruire la pace che sola salva le vite.

*

Abbiamo gia' scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri, abbiamo gia' scritto al Presidente della Repubblica, per chiedere che l'Italia cessi immediatamente di partecipare alla guerra afgana, e cosi' inizi ad impegnarsi concretamente, coerentemente, autenticamente, per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Questo medesimo appello - fin qui inascoltato - rivolgiamo oggi a lei, signor Ministro degli Affari Esteri.

Prenda atto della realta': la guerra non risolve alcun problema internazionale, solo provoca la morte di innumerevoli esseri umani e nuove guerre e nuove stragi prepara.

Riconosca la verita': la partecipazione italiana alla guerra afgana e' stata fin dall'inizio un atto non solo insensato ed immorale, ma anche flagrantemente illegale, sciaguratamente criminale: poiche' viola l'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Ammetta e dichiari l'errore - tragico, mostruoso errore - dall'Italia commesso partecipando alla guerra; e si adoperi per il ritorno alla legalita', alla civilta' giuridica, al dovere morale, al rispetto dell'umanita': si adoperi affinche' cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra afgana.

*

La guerra e' nemica dell'umanita'.

Solo la pace salva le vite.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo cessando di uccidere comincia la civilta'.

La partecipazione italiana alla guerra afgana non continui un giorno di piu'.

*

Distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 11 settembre 2012

 

18. LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA DIFESA: "NON UN GIORNO DI PIU'". APPELLO PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

 

Signor Ministro della Difesa,

cosa ha a che vedere con la nozione di "difesa" la guerra che anche l'Italia conduce da oltre dieci anni in Afghanistan?

Le stragi li' commesse come possono "difendere" il nostro paese?

Non e' vero piuttosto il contrario? Cioe' che quella e' una guerra effettualmente imperialista e razzista, colonialista e mafiosa, terrorista e totalitaria, cui l'Italia assurdamente partecipa del tutto illegalmente, del tutto criminalmente, in flagrante violazione dell'articolo 11 della nostra Costituzione; una guerra contro un intero popolo, una guerra che fomenta e favoreggia l'odio e il terrorismo su scala planetaria: come negare onestamente che di questo si tratti?

E di questo trattandosi, non e' allora vero anche che quella guerra mette in pericolo il nostro paese, e rende anche la nostra popolazione bersaglio di prevedibili azioni ritorsive?

Ed infine: come non vedere che ogni guerra e' guerra contro l'umanita', poiche' tutti gli esseri umani parimenti fanno parte dell'unica umana famiglia e quindi ogni uccisione replica il gesto di Caino contro Abele?

E nell'epoca tremenda inaugurata dalle due guerre mondiali, da Auschwitz e da Hiroshima, dai gulag e dai lager, dai genocidi e dall'atomica, dai totalitarismi onnicidi, non e' forse compito improcrastinabile dell'umanita' bandire la guerra, prima che la guerra annienti la civilta' umana?

*

Signor Ministro della Difesa,

da alcuni giorni abbiamo promosso un appello al Presidente della Repubblica, al Parlamento, al Governo, affinche' si deliberi la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; ed attraverso questo preliminare e sostanziale atto di civilta' si possa avviare finalmente, credibilmente, adeguatamente un impegno concreto e coerente del nostro paese per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani; un impegno autenticamente umanitario che per essere tale deve essere rigorosamente non armato e nonviolento.

Quell'appello rivolgiamo ora direttamente anche a lei.

*

Signor Ministro della Difesa,

Cessi immediata la partecipazione italiana alla guerra afgana.

E si impegni quindi l'Italia contro la guerra, contro le uccisioni, contro le persecuzioni: per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti, dei territori e delle societa'; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Non si attenda un solo giorno di piu'. Solo la pace salva le vite.

*

Distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 12 settembre 2012

 

19. LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E DELL'INTEGRAZIONE: "NON UN GIORNO DI PIU'". APPELLO PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

 

Signor Ministro della Cooperazione Internazionale e dell'Integrazione,

la cooperazione internazionale e l'integrazione sono possibili solo in una relazione di fiducia e di solidarieta', ma quando lo stato italiano illegalmente partecipa alla guerra afgana e con misure palesemente razziste aggredisce e imprigiona e deporta innocenti migranti, ebbene tale duplice criminale condotta quella relazione di fiducia e di solidarieta' denega, e denega il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti di ogni umana persona, e viola i fondamenti stessi di un ordinamento giuridico democratico, di uno stato di diritto che a suo tempo ha votato e fatto propria la Dichiarazione universale dei diritti umani.

*

Da anni chiediamo che l'Italia torni al rispetto dell'articolo 11 della Costituzione repubblicana e cessi quindi di partecipare alla scellerata guerra afgana: rinnoviamo anche a lei tale richiesta.

Da anni chiediamo l'abolizione delle misure razziste che da oltre un decennio governi golpisti hanno imposto nel nostro paese: rinnoviamo anche a lei tale richiesta.

*

In particolare da alcune settimane abbiamo promosso un appello al Presidente della Repubblica, al Governo, al Parlamento, formulando una richiesta semplice e chiara: che l'Italia cessi immediatamente di partecipare alla guerra afgana, e cosi' inizi ad impegnarsi concretamente, coerentemente, autenticamente, per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Questa richiesta, finora inascoltata, rivolgiamo ora specificamente anche a lei, in considerazione del suo specifico incarico nel governo ed altresi' della sua storia personale di impegno nella solidarieta'.

Si adoperi affinche' essa sia accolta, si adoperi affinche' cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra afgana.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo la pace salva le vite.

*

Voglia gradire distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 13 settembre 2012

 

20. RICORDATO STEVE BIKO A VITERBO

 

Steve Biko, martire della lotta antirazzista in Sud Africa, eroe della dignita' umana, e' stato ricordato il 12 settembre 2012 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" nell'anniversario dell'uccisione avvenuta il 12 settembre 1977.

La commemorazione e' stata svolta dal responsabile del centro pacifista viterbese, che nel 1987 coordino' per l'Italia la campagna di solidarieta' con Nelson Mandela allora detenuto nelle carceri del regime razzista sudafricano.

*

La lotta di Steve Biko e' ancora la nostra: mentre il razzismo (pur sconfitto in Sud Africa con la vittoria di Nelson Mandela) tragicamente si diffonde a livello planetario, occorre un impegno persuaso e concreto per difendere e riaffermare la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

La riflessione e la pratica di Steve Biko costituiscono un punto di riferimento fondamentale per tutte le persone impegnate contro la violenza, contro lo sfruttamento, contro l'oppressione, contro la menzogna, contro il razzismo, contro l'oppressione di classe, contro l'oppressione di genere, contro il potere mafioso, contro l'inquinamento e la devastazione ambientale, contro la guerra.

Nel ricordo e nel nome di Steve Biko qui ed ora, in Italia oggi, occorre opporsi al razzismo e alla guerra, occorre opporsi al riarmo e alle politiche antipopolari, occorre opporsi alla violenza dei potenti e al disordine costituito, occorre opporsi alla barbarie dominante.

Nel ricordo e nel nome di Steve Biko occorre far crescere la coscienza e l'impegno, la responsabilita' e la solidarieta', la consapevolezza del valore infinito di ogni persona e quindi la lotta affinche' la vita, la dignita' e i diritti di ogni essere umano siano riconosciuti e rispettati.

Nel ricordo e nel nome di Steve Biko la nonviolenza e' in cammino.

*

Una breve notizia su Steve Biko

Steve Biko, intellettuale sudafricano, nato nel 1946, fondatore del movimento della Black Consciousness, fu assassinato nel 1977 dalla polizia politica del regime razzista. Opere su Steve Biko: fondamentale e' la testimonianza biografica di Donald Woods, Biko, Sperling & Kupfer, Milano 1988.

*

Una breve notizia su Nelson Mandela

Nelson Mandela e' il piu' grande rappresentante vivente della lotta contro il razzismo, per la dignita' di ogni essere umano; nato nel 1918, tra i leader principali dell'African National Congress, nel 1964 e' condannato all'ergastolo dal regime razzista sudafricano; non accetta nessun compromesso, nel corso dei decenni la sua figura diventa una leggenda in tutto il mondo; uscira' dal carcere l'11 febbraio 1990 come un eroe vittorioso; premio Nobel per la pace nel 1993, primo presidente del Sudafrica finalmente democratico. Opere di Nelson Mandela: fondamentale e' l'autobiografia Lungo cammino verso la liberta', Feltrinelli, Milano 1995; tra le raccolte di scritti ed interventi pubblicate prima della liberazione cfr. La lotta e' la mia vita, Comune di Reggio Emilia, 1985; La non facile strada della liberta', Edizioni Lavoro, Roma 1986; tra le raccolte pubblicate successivamente alla liberazione: Tre discorsi, Centro di ricerca per la pace, Viterbo 1991; Contro ogni razzismo, Mondadori, Milano 1996; Mai piu' schiavi, Mondadori, Milano 1996 (il volume contiene un intervento di Nelson Mandela ed uno di Fidel Castro). Opere su Nelson Mandela: Mary Benson, Nelson Mandela: biografia, Agalev, Bologna 1988; Francois Soudan, Mandela l'indomabile, Edizioni Associate, Roma 1988; Jean Guiloineau, Nelson Mandela, Mondadori, Milano 1990; John Vail, I Mandela, Targa Italiana, Milano 1990; Fatima Meer, Il cielo della speranza, Sugarco, Milano 1990. Si vedano anche Winnie Mandela, Finche' il mio popolo non sara' libero, Sugarco, Milano 1986; Nancy Harrison, Winnie Mandela, Jaca Book, Milano 1987.

 

21. "VITERBO OLTRE IL MURO": CHE MILLE VOCI SI LEVINO CONTRO LA GUERRA

 

Oltre dieci anni di partecipazione italiana alla guerra afgana, oltre dieci anni di stragi di cui anche noi cittadini italiani portiamo la responsabilita' per non aver impedito allo stato italiano di prendervi parte (una partecipazione folle e criminale in flagrante violazione dell'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana).

Dieci anni di stragi e devastazioni. Di imbarbarimento la' e qui, di desensibilizzazione nostra di fronte al dolore degli altri, di nostra effettuale complicita' con il quotidiano massacro.

Quante persone sono state uccise? Quante mutilate per sempre? Quante ferite? Quante private di tutti i loro beni? Quante ridotte a una vita che e' mera sofferenza?

Questo orrore deve finire.

L'Italia deve cessare di contribuire a massacrare il popolo afgano. L'Italia deve cessare di fare la guerra. L'Italia deve opporsi alla guerra ed impegnarsi per la pace.

*

Ci uniamo quindi alla campagna nonviolenta "Non un giorno di piu'" per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Chiediamo al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento che lo stato italiano cessi immediatamente di partecipare alla guerra afgana, e si impegni concretamente per la pace che salva le vite.

*

Chiediamo a tutte le persone, i movimenti, le associazioni e le istituzioni che hanno a cuore il diritto alla vita e alla dignita' di tutti gli esseri umani, che hanno a cuore la civile convivenza e la solidarieta' che l'intera umanita' unisce, di aderire alla campagna nonviolenta "Non un giorno di piu'" per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana, e di promuovere iniziative ed appelli a tal fine.

*

Che mille voci si levino contro la guerra.

Che si rispetti il dettato della Costituzione della Repubblica Italiana: "L'Italia ripudia la guerra".

Che si abolisca la guerra prima che essa distrugga la civilta' umana.

*

"Viterbo oltre il muro", gruppo di formazione e informazione nonviolenta

Viterbo, 14 settembre 2012

 

22. LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE: "NON UN GIORNO DI PIU'". APPELLO PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

 

Signor Ministro dell'Economia e delle Finanze,

la partecipazione italiana alla guerra afgana oltre a costituire una flagrante violazione golpista dell'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, oltre a costituire una flagrante violazione del diritto internazionale, oltre a costituire un crimine contro l'umanita', e' anche un colossale sperpero di risorse pubbliche.

Un colossale sperpero di risorse pubbliche, di denaro dei cittadini italiani che invece di essere utilizzato per il benessere della nostra popolazione e' criminalmente usato a fini di male, di omicidio e distruzione, e' criminalmente usato per massacrare la popolazione afgana.

Quale indicibile orrore. E quale scellerata idiozia.

*

Un colossale sperpero di risorse pubbliche. Un crimine contro l'umanita'.

Abbiamo gia' chiesto al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato, un impegno per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Questo impegno ora chiediamo direttamente anche a lei.

*

Forse piu' dei suoi colleghi ministri lei, per l'incarico di cui e' investito, e' in condizione di valutare come i denari pubblici criminalmente sperperati nella guerra afgana potrebbero e dovrebbero piuttosto essere utilizzati per il benessere della popolazione italiana. Qualunque persona ragionevole lo capisce, ma da dieci anni i governi e il parlamento sembrano non volerlo riconoscere. Eppure e' cosi' semplice e cosi' evidente.

Lo spieghi ai suoi colleghi. Si impegni per salvare le vite umane che giorno dopo giorno la guerra afgana divora. Si impegni per il bene ad un tempo della popolazione afgana e di quella italiana, si impegni per il bene ad un tempo del nostro paese e dell'intera umanita'. Si impegni affinche' l'Italia receda da una guerra criminale e torni al rispetto della sua legge fondamentale.

Si adoperi senza ulteriori indugi per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra afgana; per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Non attenda un giorno di piu' per fare una cosa buona e giusta, doverosa e necessaria.

La guerra e' nemica dell'umanita'.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Cessi immediata la partecipazione italiana alla guerra afgana.

*

Distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 14 settembre 2012

 

23. LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA SALUTE: "NON UN GIORNO DI PIU'". APPELLO PER LA CESSAZIONE IMMEDIATA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

 

Signor Ministro della Salute,

quante risorse finanziarie sono sottratte alla sanita' pubblica in Italia perche' sono criminalmente gettate nella fornace della guerra afgana?

Non e' mostruoso?

Lo stato italiano scelleratamente sperpera una montagna di soldi pubblici per fare la guerra in Afghanistan, ovvero per la morte della popolazione afgana (poiche' la guerra di questo consiste: dell'uccisione di esseri umani), e quelle risorse potrebbero e dovrebbero invece essere utilizzate per la vita della popolazione italiana.

Non e' abominevole?

Le chiediamo allora, signor ministro, di cessare di essere complice di questo crimine e di battersi nel consiglio dei ministri, affinche' cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra afgana; ed attraverso questo preliminare e sostanziale atto di civilta' si possa avviare finalmente, credibilmente, adeguatamente un impegno concreto e coerente del nostro paese per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti umani di tutti gli esseri umani; un impegno autenticamente umanitario che per essere tale deve essere rigorosamente non armato e nonviolento.

*

Solo la pace salva le vite.

E le ingentissime risorse pubbliche italiane risparmiate recedendo dalla guerra siano utilizzate come e' giusto per la vita e il benessere delle persone.

*

Distinti saluti,

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 15 settembre 2012

 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

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Numero 708 del 5 ottobre 2012

 

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