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Telegrammi. 1067



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1067 del 7 ottobre 2012

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Pasquale Pugliese ricorda Paride Allegri

2. Un appello per il 4 novembre: Ogni vittima ha il volto di Abele

3. La "Carta" del Movimento Nonviolento

4. Per saperne di piu'

 

1. LUTTI. PASQUALE PUGLIESE RICORDA PARIDE ALLEGRI

[Dal sito del Movimento Nonviolento (www.nonviolenti.org) riprendiamo questo ricordo dal titolo "Ciao Paride, comandante partigiano dalla resistenza alla lotta nonviolenta per il disarmo"]

 

E' morto nella notte tra il 4 e il 5 ottobre, a Vezzano sul Crostolo di Reggio Emilia, Paride Allegri, partigiano, ambientalista, amico nostro e della nonviolenza. Strenuo combattente per "la riconciliazione tra i popoli, il disarmo universale, la salvaguardia del creato", e' stato un punto di riferimento per molti amici della nonviolenza di tutta Italia che hanno fatto i "campi estivi" del Mir - Movimento Nonviolento a Ca' Morosini, la Comune ambientalista fondata sulle colline reggiane nel 1978, o che insieme a Paride hanno fatto l'obiezione fiscale alle spese militari, che porto' anche al sequestro del prototipo di forno solare costruito proprio durante un campo estivo, o che lo hanno accompagnato nei digiuni pubblici contro le varie guerre degli ultimi venti anni, o ancora nella grande manifestazione del marzo 2001 in cui centinaia di bambini di Reggio Emilia furono invitati a fondere in una fucina le loro armi giocattolo. O ancora nel 2007 quando, di fronte all'aumento sconsiderato delle spese militari nazionali e globali, fece circolare tra gli amici un accorato ma lucidissimo "Appello per il disarmo totale e generale", che inizia citando il profeta Isaia "spezzeranno le loro spade per farne vomeri e le loro lance per farne falci", un impegno che Paride ha assunto fino alla fine come preciso impegno personale.

Su "Azione nonviolenta" avevamo raccontato il capodanno del 2000 passato con Paride, quando ad 80 anni inauguro' a Vezzano sul Crostolo il "Centro per la riconciliazione tra i popoli, il disarmo universale, l'armonia del creato", segno di un rinnovato e fattivo impegno per la pace a cavallo tra due secoli http://nonviolenti.org/cms/Azione-nonviolenta/archivio-1996-2012/azione-nonviolenta-2000/an-marzo-2000/#a6 . E ci eravamo fatti narrare la sua "conversione" dalla lotta armata della resistenza alla lotta disarmata per la nonviolenza. La riportiamo oggi, per salutarlo, cosi' come ce l'ha raccontata.

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Giovane sottotenente dell'aviazione, Paride Allegri l'8 settembre 1943 si trova a fronteggiare il disorientamento di superiori e sottoposti di fronte all'armistizio con gli Alleati. I "camerati" nazisti diventano improvvisamente nemici e truppe di occupazione; l'esercito italiano, lasciato senza guida dal re e dal generale Badoglio che fuggono a Brindisi sotto la protezione degli americani, e' allo sbando: chi fugge nel tentativo di tornare a casa e salvare la pelle, chi viene ucciso dai nazisti, chi fatto prigioniero e deportato nei campi di concentramento, chi, infine, si unisce alle prime bande partigiane. Paride e' tra questi. Lascia il ferrarese, dove si trova la sua caserma, e raggiunge in bicicletta Collagna, suo paese natale sull'Appennino reggiano. Nel volgere di un paio di mesi fonda nella sua zona i primi nuclei partigiani. Subito gli viene affidato l'incarico di guidare i partigiani della pianura fino al Po ed infine di organizzare e guidare la resistenza dell'intera provincia di Reggio. Fino al 25 aprile comanda una brigata di circa tremila uomini, con vari nomi di battaglia (Veltro, Atomo, Sirio, Juris).Sfugge innumerevoli volte alla morte ed agli agguati dei nazifascisti e tuttavia la sua condotta di comandante partigiano e' improntata al rispetto dell'uomo che veste la divisa del nemico. La necessita' di liberare l'Italia dall'orrore nazista non gli impedisce di cercare, quando possibile, di colpire le strutture piuttosto che le persone. Centinaia di operazioni sono azioni di sabotaggio: dal tagliare i fili del telefono all'invertire la segnaletica stradale, al vuotare i magazzini di cereali e formaggio da distribuire ai contadini. Nel dopoguerra si impegna con l'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) ad organizzare fabbriche per la ricostruzione, mense popolari e la scuola popolare "Rinascita". Nel 1948 si trasferisce per due anni in Sicilia dove sostiene il movimento di occupazione delle terre ed aiuta, da perito agrario, lo sviluppo dell'agricoltura. Nel '51 ritorna nell'aviazione, ma dopo tre anni lascia: e' maturata definitivamente la convinzione antimilitarista e nonviolenta. Per venti anni si occupa del verde pubblico per il Comune di Reggio Emilia ed approfondisce e sperimenta le tecniche biologiche e biodinamiche in agricoltura. Si avvicina intanto al Mir - del quale diventa uno dei punti di riferimento nazionali - e, nel '78, costituisce Ca' Morosini, un luogo di vita comunitaria sull'Appennino reggiano dove, negli anni, decine di giovani di tutta Europa si sono fermati a sperimentare uno stile di vita sobrio e sostenibile. Nel 1985 e' tra i fondatori dei Verdi, per i quali diventa consigliere comunale e dopo i primi venti mesi, per il principio della rotazione, si dimette: sara' l'unico. Le mobilitazioni contro la guerra lo vedono sempre in prima fila fino alla guerra nel Kosovo, durante la quale - alla fine di un digiuno di 24 ore svolto sotto il portico del municipio di Reggio - cade e subisce una brutta frattura che lo tiene per qualche mese inattivo. Ma il primo gennaio del 2000, all'eta' di 80 anni, inaugura il Centro per la riconciliazione tra i popoli, il disarmo universale, l'armonia del creato: la sua nuova battaglia.

 

2. INIZIATIVE. UN APPELLO PER IL 4 NOVEMBRE: OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE

 

Riproponiamo l'appello promosso gia' lo scorso anno da Movimento Nonviolento, Peacelink e Centro di ricerca per la pace di Viterbo per il 4 novembre: Ogni vittima ha il volto di Abele.

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Intendiamo proporre per il 4 novembre l'iniziativa nonviolenta "Ogni vittima ha il volto di Abele".

Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le citta' d'Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.

Affinche' il 4 novembre, anniversario della fine dell'"inutile strage" della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinche' non ci siano mai piu' guerre, mai piu' uccisioni, mai piu' persecuzioni.

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Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.

Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.

Ed occorre che si svolgano nel modo piu' austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.

Ovviamente prima e dopo e' possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche' le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche' convocano ogni persona di retto sentire e di volonta' buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita' e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.

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A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.

Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.

Per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

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Movimento Nonviolento

per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Peacelink

per contatti: e-mail: info at peacelink.it, sito: www.peacelink.it

Centro di ricerca per la pace di Viterbo

per contatti: e-mail: nbawac at tin.it, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

3. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

4. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1067 del 7 ottobre 2012

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

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