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Telegrammi. 1103



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1103 del 24 novembre 2012

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Alcuni testi del mese di aprile 2009 (parte quarta e conclusiva)

2. Zero in condotta ai Pinocchi volanti

3. Una lettera al Commissario ad acta per la Sanita' della Regione Lazio

4. Una lettera all'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio

5. No agli F-35, no a tutte le armi assassine

6. Sette tristi riflessioni di un materialista sulla vicenda dell'uccisione di una persona

7. Le stragi che in Afghanistan, che in Pakistan

8. Opporsi al razzismo

9. Sogno o son desto? Il risveglio di Rip van Winkle, a Viterbo

10. Una lettera all'assessore all'urbanistica della Regione Lazio

11. Un intervento di saluto e solidarieta' a Colleferro

12. Primo maggio contro la guerra e contro il razzismo

13. La liberazione della liberta' contro la liberta' dalla liberazione

14. Da una lettera di Margite all'amico suo Crisocardio

15. La "Carta" del Movimento Nonviolento

16. Per saperne di piu'

 

1. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI APRILE 2009 (PARTE QUARTA E CONCLUSIVA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di aprile 2009.

 

2. ZERO IN CONDOTTA AI PINOCCHI VOLANTI

 

Cosa pensare di personaggi che sostengono che un mega-aeroporto come quello che vogliono realizzare a Viterbo e' "a impatto zero"? E che con una simile scempiaggine aprono i loro convegni propagandistici, i loro comizietti narcotici, le loro fraudolente concioni?

*

Devasterebbero per sempre un sito archeologico.

Devasterebbero per sempre un bene naturalistico e storico, terapeutico e sociale, come l'area termale del Bulicame: una delle meraviglie della nostra terra.

Questo e' l'"impatto zero"?

*

Massacrerebbero la salute, la sicurezza e la qualita' della vita degli abitanti di popolosi quartieri della citta'.

Questo e' l'"impatto zero"?

*

Danneggerebbero l'Orto botanico a un passo dal sedime e la ricerca scientifica dell'universita'.

Danneggerebbero le culture agricole pregiate e biologiche presenti nell'area.

Questo e' l'"impatto zero"?

*

Impedirebbero che l'Alto Lazo possa valorizzare le sue risorse ambientali e culturali.

Impedirebbero che l'Alto Lazio possa valorizzare le vocazioni produttive del territorio.

Questo e' l'"impatto zero"?

*

Violerebbero leggi e vincoli di salvaguardia.

Commetterebbero un disastro, un crimine e una follia.

E tutto questo lo chiamano "a impatto zero".

Zero e' solo il voto che merita una simile condotta.

 

3. UNA LETTERA AL COMMISSARIO AD ACTA PER LA SANITA' DELLA REGIONE LAZIO

 

Al Commissario ad acta per la Sanita' della Regione Lazio e Presidente della Giunta Regionale del Lazio

e per opportuna conoscenza: al Presidente della Commissione Sanita' della Regione Lazio, al Ministro del Welfare, al Prefetto di Viterbo, al Direttore della Asl di Viterbo

Oggetto: Segnalazione del grave pericolo per la salute e la sicurezza dei cittadini viterbesi costituito dalla realizzazione di un mega-aeroporto nell'area termale del Bulicame a ridosso di popolosi quartieri della citta', e richiesta di impegno della Regione Lazio per impedire questa devastazione ambientale ed aggressione alla salute dei cittadini

*

Egregio Commissario ad acta per la sanita' della Regione Lazio,

con la presente le segnaliamo il grave pericolo per la salute e la sicurezza dei cittadini viterbesi costituito dalla realizzazione di un mega-aeroporto nell'area termale del Bulicame a ridosso di popolosi quartieri della citta'.

Il pericolo e' duplice:

a) il danno immediato alla salute, alla sicurezza e alla qualita' della vita dei cittadini, su cui cfr. ad esempio i documento redatti e diffusi dall'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) rispettivamente il 18 marzo 2008 e il 19 febbraio 2009; le relazioni tenute dalla sottoscritta al convegno nazionale di Genova dell'11-12 dicembre 2008 e al convegno nazionale di Salsomaggiore del 3-5 aprile 2009 della stessa Associazione italiana medici per l'ambiente (documenti tutti disponibili nel sito: www.coipiediperterra.org); il dossier documentario inviatole sempre dall'Associazione italiana medici per l'ambiente in data 15 aprile 2009;

b) la devastazione di un bene terapeutico e sociale di enorme importanza come l'area termale del Bulicame e la conseguente distruzione della possibilita' di valorizzarlo al meglio per quel termalismo che anche la Regione Lazio dichiara essere risorsa da proteggere e da valorizzare, e non da distruggere come avverrebbe con la realizzazione del mega-aeroporto.

Ovviamente la realizzazione di un dissennato ed illegale mega-aeroporto non costituisce solo un danno per la salute, la sicurezza e la qualita' della vita dei cittadini. Esso costituirebbe anche un danno ambientale ed economico, una violazione di legge, un'aggressione alla comunita' ed al territorio. E ad esempio: il mega-aeroporto confligge con il Piano territoriale paesaggistico regionale e i relativi vincoli di salvaguardia; il mega-aeroporto confligge con il Piano regolatore generale del Comune di Viterbo e relativi vincoli di salvaguardia; la decisione ministeriale che avviava le procedure per la realizzazione del mega-aeroporto  e' viziata ab ovo da colossali errori di fatto oltre che procedimentali tali da invalidarla in toto; ai sensi della vigente legislazione italiana ed europea il mega-aeroporto e' del tutto privo dei requisiti richiesti (non vi e' ne' un vero e proprio progetto, ne' Valutazione d'impatto ambientale - Via -, ne' Valutazione ambientale strategica - Vas-); il mega-aeroporto devasterebbe irreversibilmente un'area preziosa ed unica sia dal punto di vista archeologico, naturalistico e culturale, storico, terapeutico e sociale, sia anche dal punto di vista delle colture agricole e dell'attivita' scientifica, delle vocazioni produttive e dei diritti ed interessi della comunita' locale; infine, il mega-aeroporto costituirebbe un colossale sperpero di pubblico denaro, essendo in realta' opera irrealizzabile tanto de jure quanto de facto.

Contro la realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo si sono espresse illustri personalita' del mondo scientifico, associazioni professionali, parlamentari europei e figure delle istituzioni di immenso prestigio, autorevoli cattedratici ed intellettuali, personalita' che costituiscono vere guide morali; tra essi, ad esempio, il magistrato Ferdinando Imposimato, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, la scrittrice Dacia Maraini, il cantautore Francesco Guccini, padre Alessandro Zanotelli, intellettuali e docenti come Anna Bravo, Andrea Canevaro, Lea Melandri, Silvia Vegetti Finzi; i parlamentari europei Vittorio Agnoletto, Vincenzo Aita, Giovanni Berlinguer, Giusto Catania, Giulietto Chiesa, Claudio Fava, Monica Frassoni, Sepp Kusstatscher, Luisa Morgantini, Roberto Musacchio, Pasqualina Napoletano; scienziati come Angelo Baracca, Virginio Bettini, Luigi Cancrini, Marcello Cini, Paul Connett, Giorgio Cortellessa, Gianni Mattioli, Luca Mercalli, Stefano Montanari, Giuseppe Nascetti, Giorgio Nebbia, Gianni Tamino, Federico Valerio; e innumerevoli altre personalita' della cultura e dell'impegno civile.

Egregio Commissario ad acta per la sanita' della Regione Lazio,

lei non ignora, essendo altresi' il Presidente della Giunta Regionale del Lazio, che oltre un anno fa, basandosi su un'informazione scandalosamente erronea e dolosamente ingannevole la Regione Lazio avallo' quel progetto sciagurato.

E' giunta l'ora di riconsiderare la posizione della Regione Lazio alla luce della documentazione a vostra disposizione e di assumere una posizione corretta: in linea con la legge e con la stessa pianificazione regionale a tutela dei beni ambientali e culturali.

E' giunta l'ora che la Regione Lazio, ponendo fine a un grottesco equivoco e ad un sesquipedale errore durato troppo a lungo, finalmente si impegni per impedire la realizzazione dell'illegale e insensato mega-aeroporto nocivo e distruttivo; si impegni per difendere la salute, la sicurezza e la qualita' della vita dei cittadini viterbesi; si impegni per impedire la devastazione dell'area di enorme rilevanza archeologica, naturalistica e termale del Bulicame a Viterbo; si impegni per il rispetto della legge e dei diritti dei cittadini.

Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione ed opportuno chiarimento, e rinviandola fin d'ora alla vasta documentazione disponibile nel nostro sito www.coipiediperterra.org, voglia gradire un cordiale saluto,

dottoressa Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone alla realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti

Viterbo, 24 aprile 2009

 

4. UNA LETTERA ALL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE DELLA REGIONE LAZIO

 

All'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio

e per opportuna conoscenza: al Presidente della Commissione Ambiente della Regione Lazio, al Presidente della Giunta Regionale del Lazio, alla Ministra dell'Ambiente, all'Assessore all'Ambiente della Provincia di Viterbo, all'Assessore all'Ambiente del Comune di Viterbo

Oggetto: La realizzazione a Viterbo nell'area termale del Bulicame di un mega-aeroporto costituirebbe un crimine ambientale e un'aggressione alla salute della popolazione. Richiesta di un impegno a difesa di ambiente e salute.

*

Egregio assessore,

ancora una volta le segnaliamo che la realizzazione a Viterbo nell'area termale del Bulicame di un mega-aeroporto costituirebbe un crimine ambientale e un'aggressione alla salute della popolazione.

*

Un crimine ambientale

- Un crimine ambientale, poiche' devasterebbe irreversibilmente l'area termale del Bulicame, un bene naturalistico, ma anche storico e culturale, terapeutico e sociale, simbolico ed economico; che e' anche un'area di grande rilevanza archeologica e attorniata da colture agricole pregiate e biologiche;

- un crimine ambientale, poiche' viola la vigente legislazione italiana ed europea in materia di tutela dei beni ambientali;

- un crimine ambientale, poiche' viola il piano territoriale paesaggistico regionale del Lazio ed il piano regolatore generale del Comune di Viterbo, ed i relativi vincoli di salvaguardia.

*

Un'aggressione alla salute

- Un'aggressione alla salute della popolazione di popolosi quartieri della citta', che saranno piu' direttamente e fortemente colpiti dall'inquinamento che l'attivita' aeroportuale di un mega-aeroporto produce;

- un'aggressione alla salute della popolazione dell'Alto Lazio, gia' colpita dalla concentrazione di servitu' inquinanti come il polo energetico Civitavecchia-Montalto;

- un'aggressione alla salute della popolazione che sara' gravissima e insostenibile, come documentato da vari studi e documenti dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia).

*

Viterbo e l'Alto Lazio non hanno bisogno di un devastante, nocivo, illegale mega-aeroporto, ma del potenziamento delle ferrovie e di uno sviluppo ecosostenibile che tuteli e valorizzi i beni ambientali e culturali e le autentiche vocazioni produttive del territorio.

L'intera regione Lazio ha bisogno non di nuovi mega-aeroporti, ma della riduzione del trasporto aereo: per questo oltre ad opporci al mega-aeroporto a Viterbo siamo contrari altresi' a un mega-aeroporto a Frosinone o altrove, siamo contrari ad ogni ampliamento di Fiumicino, e siamo solidali con la popolazione di Ciampino e Marino nella richiesta di ridurre subito e  drasticamente la gravemente nociva attivita' aeroportuale nel sedime di Ciampino.

*

Con la presente nel segnalarle quindi ancora una volta come la realizzazione a Viterbo nell'area termale del Bulicame di un mega-aeroporto costituirebbe un crimine ambientale e un'aggressione alla salute della popolazione, le formuliamo altresi' la richiesta di un impegno a difesa di ambiente e salute: impegno non eludibile da parte dell'Assessorato all'Ambiente della Regione Lazio; impegno necessario ed urgente anche per porre fine ai gravissimi scandalosi errori in passato dalla Regione Lazio commessi in questa vicenda.

Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione ed opportuno chiarimento (e rinviandola fin d'ora alla vasta documentazione disponibile nel nostro sito www.coipiediperterra.org), e restando altresi' in attesa di un cortese riscontro, voglia gradire un cordiale saluto,

dottoressa Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone alla realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti

Viterbo, 26 aprile 2009

 

5. NO AGLI F-35, NO A TUTTE LE ARMI ASSASSINE

 

La decisione governativa - che coinvolge il governo in carica e quelli che lo hanno preceduto, e relativi partiti che li sostenevano e sostengono - di sperperare una montagna di pubblico denaro per costruire nuovi cacciabombardieri, i famigerati F-35, e' un crimine e una follia.

Essa va rovesciata con la forza del diritto, con la forza della democrazia.

Va rovesciata in nome dell'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, che ripudiando la guerra implica altresi' il ripudio di armi di aggressione - anche nucleare - intese a scatenare e condurre nuove guerre che possono distruggere l'intera civilta' umana.

Essa va rovesciata in nome del diritto di ogni essere umano a non essere ucciso.

Essa va rovesciata con la presa di coscienza delle persone e delle istituzioni, con la fedelta' alla Carta delle Nazioni Unite che si apre con l'impegno dei popoli a contrastare la guerra, con la fedelta' alla Dichiarazione universale dei diritti umani, con la fedelta' a tutte le grandi tradizioni di pensiero che si fondano sul principio che e' alla base della civilta' umana, dell'umana convivenza: tu non uccidere.

*

La pace si costruisce con la pace.

La sicurezza si costruisce nella solidarieta' che ogni essere umano raggiunge.

Il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti sono la scelta oggi necessaria e urgente.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

6. SETTE TRISTI RIFLESSIONI DI UN MATERIALISTA SULLA VICENDA DELL'UCCISIONE DI UNA PERSONA

 

1. La prima obiezione: se sia lecito togliere la vita a una persona. Fatto salvo il diritto a ragionevolmente disporre di se', fatto salvo il diritto inalienabile alla legittima difesa, in ogni altro caso ritengo ragionevole che ci si attenga al principio "non uccidere". In ogni altro caso.

*

2. La seconda obiezione: se si possa esser certi che fosse volonta' di quella persona di essere uccisa. Continuo a credere che non sia cosi'. Ne' una eventuale volonta' - peraltro in altro tempo ed in altre circostanze espressa - puo' invalidare l'obiezione che precede.

*

3. Vi e' stata una sentenza della magistratura. Non e' la prima volta che una sentenza della magistratura non mi persuade. E non mi persuadera' mai una sentenza della magistratura che dispone la soppressione di un essere umano.

*

4. Cosa e' accaduto in questi mesi nell'etica pubblica: che sta passando nelle menti di molti il principio scellerato che i fragili, gli inermi, gli estremamente bisognosi di estreme cure possano essere uccisi. Mi sembra orribile.

*

5. Sul metodo della discussione: invece di attenersi ai concreti fatti, al principio responsabilita', al sapere di non sapere tutto, alla misericordia che inibisce di sopprimere un essere umano - e sia pure ridotto a una condizione estrema -, si e' dato ascolto a disquisizioni astratte, a presunzioni spacciate per certezze, a sofismi lessicali e argomentativi, a un disumanante riduzionismo, a mistificanti diversioni che occultavano la questione decisiva, l'azione effettuale. Quell'azione: uccidere una persona. Quell'esito: la morte di una persona.

*

6. Una penosa impressione: che l'individualismo borghese, incapace di pieta' e di solidarieta', ancora una volta abbia ammantato di narcotici pretesti e ingannevoli paralogismi la sua voglia di uccidere, il suo disprezzo per la vita altrui. Ed abbia voluto il male spacciandolo per bene. Abbia ucciso e preteso di chiamare pieta' e civilta' l'uccidere. Non e' la prima volta che accade. Una volta la sinistra - il movimento di liberazione delle oppresse e degli oppressi - si batteva senza esitazioni contro questa ideologia e questa prassi. Io credo che la sinistra continui a battersi per questo, ma essa sinistra si e' cosi' ristretta che a rappresentarla qui e adesso sembra essere restato forse solo chi scrive queste righe e non saprei quante altre persone ancora, vorrei sperare molte, potrebbero esser poche.

*

7. Una citazione e un sogno, per concludere - o non concludere. La citazione e' quella scespiriana di Amleto che dice ad Orazio che vi sono piu' cose in cielo e in terra di quante non se ne sognino nelle nostre filosofie. Il sogno che feci una volta - forse piu' volte, certo e' che non l'ho mai piu' dimenticato - e' il seguente: mi trovavo in una buia galleria, un lungo desolato corridoio, e camminavo e camminavo e camminavo, e sapevo che quello era il mio inferno, e che per l'eternita' non avrei mai incontrato nessuno.

 

7. LE STRAGI CHE IN AFGHANISTAN, CHE IN PAKISTAN

 

Le stragi che in Afghanistan, che in Pakistan

son frutto della nostra guerra, della

nostra complicita' col terrorismo.

 

Le stragi che non spremono una lacrima

ai pacifisti strabici e muniti

di cariche e stipendi dal governo

centrale e dagli enti locali.

 

Le stragi che preparano altre stragi.

 

Solo il disarmo salva le vite

solo la smilitarizzazione dei conflitti

solo l'affermazione concretamente agita

del riconoscimento di tutti

i diritti umani a tutti

gli esseri umani.

 

Chi non si oppone alla guerra ne e' complice.

Chi non si oppone alle stragi ne e' complice.

Chi non si oppone agli armati ne e' complice.

Chi non si oppone alle armi ne e' complice.

 

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

8. OPPORSI AL RAZZISMO

 

Le vicende degli ultimi giorni rendono ancor piu' evidente la necessita' e l'urgenza dell'impegno contro il razzismo: occorre l'impegno di tutte le persone di volonta' buona, l'impegno di tutti i movimenti democratici e l'impegno di tutte le istanze istituzionali fedeli all'ordinamento giuridico della Repubblica Italiana.

Il progetto governativo di imporre un regime di apartheid puo' essere contrastato e sconfitto.

La difesa della legalita' costituzionale ed il riconoscimento dei diritti umani di tutti gli esseri umani sono beni non negoziabili: chi vuole imporre norme razziste e' fuorilegge, il razzismo e' un crimine contro l'umanita'.

 

9. SOGNO O SON DESTO? IL RISVEGLIO DI RIP VAN WINKLE, A VITERBO

 

Se un novello Rip van Winkle si dovesse risvegliare oggi a Viterbo, cosi' parlerebbe sgomento.

*

Sogno o son desto?

Un ceto politico viterbese insipiente, insensato ed irresponsabile vorrebbe lasciar devastare per sempre l'area termale del Bulicame dai responsabili della catastrofe di Ciampino?

Si vuole che la societa' "Aeroporti di Roma" riproduca a Viterbo la performance della sua gestione del sedime aeroportuale di Ciampino, con i danni alla salute dei cittadini documentati anche dal recente studio "Cristal"?

Si vuole distruggere l'area termale del Bulicame e i meravigliosi beni naturalistici, archeologici, storici, terapeutici che vi si trovano per realizzarvi sopra un insensato ed illegale mega-aeroporto per permettere alla societa' "Aeroporti di Roma" di specularvi profitti e lasciare ai viterbesi il danno e la beffa?

Si vuole realizzare un mega-aeroporto per distruggere beni preziosi, peculiari ed insostituibili, provocando anche un danno enorme alla salute, alla sicurezza, ai diritti dei viterbesi, per far arricchire - insieme alle speculatrici e piratesche compagnie low cost e ai complici locali - la societa' che gia' ha dimostrato a Ciampino di cosa sia capace ed a cosa miri, ed in quale considerazione tenga i diritti dei cittadini?

Sogno o son desto?

 

10. UNA LETTERA ALL'ASSESSORE ALL'URBANISTICA DELLA REGIONE LAZIO

 

All'Assessore all'Urbanistica della Regione Lazio

e per opportuna conoscenza: al Presidente della Giunta Regionale del Lazio, all'Assessore all'Urbanistica della Provincia di Viterbo, al Dirigente dell'Ufficio Tecnico della Provincia di Viterbo, all'Assessore all'Urbanistica del Comune di Viterbo, al Dirigente dell'Ufficio Tecnico del Comune di Viterbo

Oggetto: La realizzazione di un mega-aeroporto a Viterbo nell'area termale del Bulicame costituirebbe una devastazione di preziosi beni pubblici e una violazione delle norme vigenti. Richiesta di immediato intervento per impedire che tale devastazione e crimine si realizzi.

*

Egregio assessore,

- la realizzazione di un mega-aeroporto a Viterbo devasta l'area termale del Bulicame;

- la realizzazione del mega-aeroporto devasta altresi' i beni archeologici in quell'area insistenti;

- la realizzazione del mega-aeroporto viola il Piano territoriale paesaggistico regionale del Lazio e i relativi vincoli di salvaguardia;

- la realizzazione del mega-aeroporto viola il Piano regolatore generale del Comune di Viterbo e i relativi vincoli di salvaguardia;

- la realizzazione del mega-aeroporto viola vigenti disposizioni di legge italiane ed europee.

A questo si aggiunga anche che:

- la realizzazione del mega-aeroporto impedisce lo sviluppo del termalismo e la valorizzazione dei beni ambientali e culturali nell'area e quindi impedisce altresi' fondamentali opportunita' lavorative per l'intera provincia di Viterbo legate al termalismo e alla valorizzazione dei beni ambientali e culturali e all'indotto da essi generato;

- la realizzazione del mega-aeroporto danneggia gravemente le colture agricole pregiate e biologiche dell'area circostante;

- la realizzazione del mega-aeroporto danneggia gravemente la salute, la sicurezza e la qualita' della vita dei cittadini residenti nei popolosi quartieri di Viterbo prossimi all'area;

- la realizzazione del mega-aeroporto danneggia gravemente l'Orto botanico dell'Universita' della Tuscia situato a ridosso dell'area;

- la realizzazione del mega-aeroporto costituisce un immenso sperpero di fondi pubblici per un'opera illegittima, insensata e distruttrice.

Tutto quanto precede premesso, con la presente siamo a sollecitare un immediato intervento per impedire che tale devastazione e crimine si realizzi.

*

Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione ed opportuno chiarimento (e rinviandola fin d'ora alla vasta documentazione disponibile nel nostro sito www.coipiediperterra.org), e restando altresi' in attesa di un cortese riscontro, distinti saluti,

dottoressa Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone alla realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti

Viterbo, 28 aprile 2009

 

11. UN INTERVENTO DI SALUTO E SOLIDARIETA' A COLLEFERRO

 

Alle persone ed ai movimenti che il 28 aprile si riuniscono a Colleferro nel convegno "Per un ecodistretto nella Valle del Sacco. Una proposta concreta per il lavoro e l'ambiente"

Care amiche e cari amici,

vi esprimiamo ancora una volta la nostra piena solidarieta' con il vostro impegno.

Una e la stessa e' la lotta per contrastare la devastazione dell'ambiente, per difendere il diritto alla salute e per promuovere i diritti umani di tutti gli esseri umani; a Colleferro come a Viterbo, a Ferentino come a Ciampino, nella Valle del Sacco come nell'Alto Lazio aggredito dalle servitu' energetiche, militari, speculative.

Una e la stessa e' la lotta per scelte di giustizia ecoequosolidali, per difendere l'unica casa comune che abbiamo e per garantire un mondo vivibile alle generazioni future.

Un forte abbraccio,

Il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti

 

12. PRIMO MAGGIO CONTRO LA GUERRA E CONTRO IL RAZZISMO

 

L'oppressa umanita' non ha nazione.

Si unisca ogni sfruttata e ogni sfruttato

in questa lotta di liberazione

comune. Il cieco, il muto, lo sciancato,

 

l'incatenata, il folle, il travagliato

da mille mali, tutte le persone

fragili e torturate, il quinto stato

degli spogliati lotti e avra' ragione.

 

Del suo soffrir nessuno si vergogni:

vi e' soltanto una umanita',

riceva ognun secondo i suoi bisogni,

 

e ognuno per le sue capacita'

a tutti doni. E infine tutti i sogni

sempre sognati siano la realta'.

 

13. LA LIBERAZIONE DELLA LIBERTA' CONTRO LA LIBERTA' DALLA LIBERAZIONE

 

Il 25 aprile: giorno della liberazione.

A cosa ci chiama?

Alla lotta contro la guerra assassina, la guerra che del nazifascismo e' origine ed esito.

Alla lotta contro il razzismo, il razzismo che del nazifascismo e' decisivo tratto.

Alla lotta contro il totalitarismo.

Alla lotta contro il militarismo.

Alla lotta contro il nazionalismo.

Alla lotta contro lo sfruttamento.

Alla lotta contro il maschilismo e il patriarcato, che del nazifascismo sono il decisivo fondamento.

Alla lotta per inverare quell'aspirazione e quel programma per cui vissero e morirono (anzi, come scrisse Piero Calamandrei, per cui morirono e per cui vivono) i fratelli Rosselli: giustizia e liberta'.

 

14. DA UNA LETTERA DI MARGITE ALL'AMICO SUO CRISOCARDIO

 

Carissimo Crisocardio,

provo a rispondere in poche parole alla tua lettera, e mi perdonerai se per esser breve e chiaro rinuncero' alle sfumature e alle articolazioni del discorso, alle mediazioni e alle dialettizzazioni argomentative, alla segnalazione dei limiti e della complessita' del ragionamento, come pure all'enunciazione e all'esame di alcune possibili obiezioni su questioni forse non marginali - ma neppure centrali - che pure mi sono ben presenti. Mi attengo a cio' che mi sembra essenziale; la tua intelligenza sapra' cogliere i nessi, colmare i vuoti, svolgere l'implicito, relativizzare e contestualizzare.

*

Dal mio punto di vista la massima morale del "non uccidere" e' decisiva: se cade l'osservanza di essa, cade ogni garanzia di rispetto per la vita umana e per la dignita' delle persone. E' per aver rotto e fin irriso questo vincolo che esperienze storiche sorte per liberare l'umanita' dall'oppressione sono finite nell'orrore piu' cupo.

Il punto cruciale e' il seguente: finche' una persona e' viva c'e' ancora possibilita' di recarle soccorso. Uccisa, piu' nulla resta. Uccidere una persona e' crimine non piu' rimediabile.

Ammetto, come sai, il suicidio, e la legittima difesa in stato di necessita'; non altro.

*

Tu invochi la differenza tra morale e diritto; certo che vi e' differenza tra morale e diritto. E vi e' differenza tra massima etica e norma giuridica. Ad esempio la legislazione oggi in vigore, cosi' come interpretata in via definitiva dai magistrati investiti della vicenda di cui parliamo, tragicamente ha consentito di uccidere una persona. Io lo trovo folle e criminale, e criminale e folle trovo altresi' il plauso di molti a questa scellerata decisione ed alla scellerata sua conseguenza.

La questione che pongo e' che indipendentemente dalla norma giuridica vigente (ovvero dalla legge positiva che il contesto storico dato - l'ordinamento giurisdizionalmente cogente - impone) la decisione dell'uccidere o del non uccidere un'altra persona e' comunque sempre anche una scelta morale: chi sceglie di uccidere una persona ha soppresso una vita umana, di una persona ha radicalmente negato il fondamento concreto di tutti i diritti: l'esistenza. Non ci si puo' girare intorno. Scegliere di uccidere e' un male. Il resto, perdonami la franchezza, sono questioni secondarie rispetto a questa che e' l'essenziale; o peggio: fumisterie causidiche su cui ha gia' detto tutto Pascal nelle Lettere provinciali. E dopo l'esperienza dell'orrore nazista davvero certi infami deliri sulla soppressione delle altrui "vite indegne di essere vissute" avrebbero dovuto cessate per sempre, invece hanno ancora e di nuovo corso.

*

Se poi vuoi che mi dilunghi anche su quelle che a te sembrano forse argomentazioni ragionevoli, ed a me invece sembrano qualcosa di peggio che dereistiche astrazioni e sintomi di una gran confusione, ovvero sofismi intesi a favoreggiare l'omicidio, aggiungerei quanto segue:

a) La formula passepartout del cosiddetto "accanimento terapeutico" dal mio punto di vista ha ben poco significato rispetto alla cogenza del giuramento d'Ippocrate (che non si puo' invocare solo a giorni alterni, col rischio di finire un bel giorno ad assistere il dottor Mengele nei suoi esperimenti). Ben piu' dello spauracchio del cosiddetto "accanimento terapeutico" - che pure certo mi turba - mi sgomenta ed inorridisce piuttosto l'accanimento assassino.

b) Non vi e' sostanziale differenza tra l'uccisione pubblicamente ostesa e gli omicidi di malati terminali compiuti di nascosto negli ospedali, cui fai riferimento. Che negli ospedali si asassinino pazienti in modo occulto, non e' un buon motivo per farli assassinare ugualmente ma in modo palese: un crimine (e stiamo parlando di omicidio) non cessa di essere tale rendendolo pubblico, spettacolarizzandolo e "legalizzandolo".

c) Cavillare su esempi astratti temo serva solo ad eludere il fatto concreto: uno sciagurato pronunciamento della magistratura sulla base della legislazione vigente ha consentito un omicidio. Io credo che sia immorale e criminale. Molti, seguendo pessimi mentori corrotti e corruttori, quell'omicidio hanno ritenuto di poter avallare, io no. Detto altrimenti: a mio umile avviso la lotta hic et nunc da condurre e' contro l'omicidio, non a favore dell'omicidio mascherato sotto falso nome.

*

Ovviamente non pretendo di convincerti, mi basta che sia chiaro che tutto l'argomentare a favore dell'omicidio, quand'anche sia svolto da personaggi di gran nome e progrediti nei pubblici onori e relative prebende, dal mio modesto punto di vista e' semplicemente ripugnante.

Ho risposto cosi' alla buona, senza bibliografia in greco classico e in tedesco contemporaneo; potrei aggiungere anche quella.

Mi occupo di queste questioni dagli anni Settanta, quando ero anche un dirigente della nuova sinistra antitotalitaria gia' persuaso della necessita' della nonviolenza (ed oggi la penso ancora allo stesso modo, spero con ancor maggior chiarezza, con qualche decina d'anni in piu' ed una vita intera che testimonia - chiedo venia - del mio rigore politico e morale); dagli anni Settanta, quando invece certi attuali prominenti che s'impancano a maestri di verita' esortavano all'omicidio, o erano alla corte del Psi di Craxi, o guidavano squadracce di picchiatori e facevano morire persone, o pubblicavano libelli di osanna alla violenza assassina, o erano militaristi e guerrafondai sfegatati, o esaltatori del totalitarismo, e tutti traviavano giovani ingenui rendendoli criminali. E in fondo non sono poi granche' cambiati neanche loro. Non ho alcuna esitazione a dire che molte cose che corrono in questi mesi sui giornali e sulle riviste della ex-sinistra ormai da anni prostituitasi alla guerra e al razzismo sono ipocrisia, sofisma, incitamento al crimine e apologia di reato, ed abissale corruzione e resa al male.

La sinistra come movimento organizzato di liberazione ed autocoscienza della propria condizione delle oppresse e degli oppressi in lotta per un'umanita' di persone libere, solidali ed eguali in diritti e' un'altra cosa dalle burocrazie corrotte e totalitarie, dai mandarini in carriera e dagli usignoli dell'imperatore. La sinistra delle oppresse e degli oppressi si batte per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani; e fa la scelta responsabile e solidale della nonviolenza: la scelta teorica e pratica della nonviolenza, la scelta metodologica ed operativa della nonviolenza, la scelta morale e politica della nonviolenza.

*

Basterebbe cosi' poco, Crisocardio carissimo, per non cedere alla seduzione del male: basterebbe farla finita con i bizantinismi astratti e voler vedere concretamente di cosa stiamo parlando: di uccidere o non uccidere degli esseri umani. Per quanto e' in mio potere, io sono per salvare le vite.

Posso poi aggiungere, mio buon amico, che credo sia necessario rivendicare e restituire coerenza tra morale, politica e diritto - pur nella coscienza delle ovvie differenze e delle indispensabili mediazioni? Non lottiamo forse per leggi giuste e misericordiose, per una politica che salvi le vite, per una morale che s'inveri nell'agire concreto e si prenda cura dell'umanita' e della biosfera?

 

15. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

16. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1103 del 24 novembre 2012

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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