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Telegrammi. 1162



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1162 del 22 gennaio 2013

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde: Intervenire subito e bene per tutelare il diritto alla salute delle popolazioni esposte da oltre dieci anni a valori fuorilegge per l'arsenico, sostanza tossica e cancerogena, presente nelle acque e negli alimenti

2. Sostenere il Movimento Nonviolento, abbonarsi ad "Azione nonviolenta"

3. La legge istitutiva del Giorno della Memoria

4. Segnalazioni librarie

5. La "Carta" del Movimento Nonviolento

6. Per saperne di piu'

 

1. DIRITTO ALLA SALUTE. ASSOCIAZIONE ITALIANA MEDICI PER L'AMBIENTE- ISDE: INTERVENIRE SUBITO E BENE PER TUTELARE IL DIRITTO ALLA SALUTE DELLE POPOLAZIONI ESPOSTE DA OLTRE DIECI ANNI A VALORI FUORILEGGE PER L'ARSENICO, SOSTANZA TOSSICA E CANCEROGENA, PRESENTE NELLE ACQUE E NEGLI ALIMENTI

[Dall'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) di Viterbo (per contatti: tel. 3383810091, e-mail: isde.viterbo at gmail.com) riceviamo e diffondiamo]

 

Per l'esiguo numero e per la loro dislocazione le cosiddette fontanelle di acqua depurata, sparse un po' a macchia di leopardo nei comuni della provincia di Viterbo, sono una risposta tardiva, insufficiente ed indecorosa alle necessita' e al diritto delle popolazioni di ricevere acqua salubre per poter ridurre i rischi derivanti da una esposizione cronica, ultradecennale, a valori di arsenico fuorilegge nelle acque ad uso umano.

Il recente studio "Valutazione Epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da Arsenico nelle acque potabili nelle popolazioni residenti nei comuni del Lazio", realizzato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale della Regione Lazio, ha documentato una situazione molto grave e preoccupante; a pagina 42 si legge infatti: "In conclusione, l'indagine evidenzia eccessi di incidenza e mortalita' nei Comuni con livelli stimati per il periodo 2005-2010 per patologie associabili ad esposizione ad arsenico (tumori del polmone e della vescica, ipertensione, patologie ischemiche, patologie respiratorie, diabete)".

Un altro recente studio, "Arsenico urinario speciato quale biomarcatore dell'esposizione alimentare all'arsenico inorganico in popolazioni residenti in aree ricche di arsenico nel Lazio", effettuato anche su soggetti volontari residenti nei comuni di Acquapendente, Canepina, Capranica, Caprarola, Carbognano, Civita Castellana, Fabrica di Roma, Farnese, Lubriano, Marta, Montalto di Castro, Orte, Ronciglione, Tarquinia, Tessennano, Vetralla e Viterbo, ha concluso che: "... Valori eccedenti i 15 microgrammi/litro per iAs (arsenico inorganico) e metaboliti sono stati trovati nel 41% dei campioni, evidenziando esposizioni alimentari all'arsenico inorganico superiori alla media della popolazione generale...".

Alla luce anche delle conclusioni di questi studi e' evidente che si deve agire urgentemente per dare acque dearsenificate e salubri alle popolazioni  nel rispetto del diritto alla salute, come sancito dall'articolo 32 della Carta costituzionale e dalle vigenti disposizioni di legge.

Bisogna pertanto subito realizzare interventi rapidi e risolutivi per la completa dearsenificazione delle acque ad uso potabile, avviare una informazione corretta e diffusa rivolta a tutti i cittadini delle aree interessate e in particolare per quelli residenti nei Comuni  dell'Alto Lazio interessati da questa problematica, e nelle scuole, negli ambulatori medici, nelle strutture militari e carcerarie.

E' inoltre necessario che nella fase di realizzazione degli impianti e/o di nuove captazioni da falde di superficie - fase che appare ancora  molto lontana e problematica nella maggior parte dei casi - si utilizzino immediatamente forme alternative di approvvigionamento idrico, anche mediante autobotti, per tutta la popolazione e in particolare per i malati, le donne in gravidanza, i neonati e i bambini (per i noti effetti dell'arsenico anche sullo sviluppo cerebrale: incremento di disturbi neuro comportamentali e neoplasie).

Ricordiamo infatti che l'arsenico e' classificato dall'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) come elemento cancerogeno certo di classe 1 e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute; una consistente documentazione scientifica lo correla anche ai tumori del fegato e del colon.

E sempre l'assunzione cronica di  questo elemento tossico e cancerogeno e' indicata anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete di tipo 2, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

E' per queste fondate e incontrovertibili ragioni che il Decreto Legislativo 31/2001, in recepimento della Direttiva europea 98/83, ne fissava gia' nel 2001 il limite massimo in 10 microgrammi/litro per le acque destinate ad uso potabile e per il loro utilizzo nelle preparazioni alimentari, ed e' sempre per queste stesse ragioni che l'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) raccomanda valori di arsenico il piu' possibile prossimi allo zero.

Il Decreto Legislativo 31/2001 colpevolmente non e' stato rispettato, attraverso il ricorso all'istituto della deroga, cosi' negli ultimi dieci anni le popolazioni del Lazio coinvolte da questa problematica ambientale e sanitaria sono state molto spesso se non quasi del tutto lasciate all'oscuro circa i gravissimi rischi correlati all'assunzione di acqua ed alimenti contaminati da arsenico, ed  esposte a valori di arsenico fuorilegge, che  hanno raggiunto anche i 50 microgrammi/litro, ovvero cinque volte il limite di legge previsto per questa sostanza tossica e cancerogena per la quale non esiste alcuna soglia accettabile di sicurezza per esposizioni croniche.

Per quanto sopra esposto l'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment) di Viterbo fa nuovamente appello affinche' i rappresentanti delle istituzioni abbandonino atteggiamenti superficialmente rassicuranti ed ammettano la gravita' della situazione, solo cosi' si potranno riconoscere i danni gia' subiti dalle popolazioni esposte, e in particolare da quelle dell'Alto Lazio, ed intervenire con la messa in funzione di tecnologie di dearsenificazione che siano garantite almeno per 20 anni relativamente alla loro efficacia di abbattimento dell'arsenico e alla loro corretta gestione.

Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) di Viterbo

Viterbo, 21 gennaio 2013

Per comunicazioni: isde.viterbo at gmail.com, tel.3383810091

 

2. REPETITA IUVANT. SOSTENERE IL MOVIMENTO NONVIOLENTO, ABBONARSI AD "AZIONE NONVIOLENTA"

 

Sostenere il Movimento Nonviolento, abbonarsi alla rivista mensile "Azione nonviolenta".

Per informazioni e contatti: Movimento Nonviolento, via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 

3. DOCUMENTI. LA LEGGE ISTITUTIVA DEL GIORNO DELLA MEMORIA

 

Legge 20 luglio 2000, n. 211: Istituzione del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177, 31 luglio 2000).

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Art. 1.

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonche' coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

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Art. 2.

In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto e' accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinche' simili eventi non possano mai piu' accadere.

 

4. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Luigi Alfonsi, Letteratura latina, Sansoni, Firenze 1957, 1968, pp. IV + 516.

- Italo Lana, Letteratura latina. Disegno storico della civilta' letteraria di Roma e del mondo romano, Casa Editrice G. D'Anna, Messina-Firenze 1970, 1971, pp. 536.

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Riedizioni

- Irene Nemirovsky, I falo' dell'autunno, Adelphi, Milano 2012, Rcs, Milano 2013, pp. 240, euro 7,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

- Irene Nemirovsky, Il signore delle anime, Adelphi, Milano 2011, Rcs, Milano 2013, pp. 228, euro 7,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

 

5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

6. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1162 del 22 gennaio 2013

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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