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Telegrammi. 1163



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1163 del 23 gennaio 2013

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. La guerra e' sempre un crimine contro l'umanita'

2. Un incontro di studio su Seneca a Viterbo

3. Anche il parlamentare europeo Andrea Zanoni scrive al commissario europeo per l'industria e l'imprenditoria affinche' sia rigettato lo schema di decreto avvelenatore

4. La legge istitutiva del Giorno della Memoria

5. La "Carta" del Movimento Nonviolento

6. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. LA GUERRA E' SEMPRE UN CRIMINE CONTRO L'UMANITA'

 

La guerra e' sempre un crimine contro l'umanita'.

Il massimo dei crimini e' la guerra.

Governi e parlamenti che la decidono, la deliberano, la sostengono, si rendono ipso facto fuorilegge.

Il massimo dei crimini e' la guerra.

La guerra e' sempre un crimine contro l'umanita'.

 

2. INCONTRI. UN INCONTRO DI STUDIO SU SENECA A VITERBO

 

Si e' svolto martedi' 22 gennaio 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un nuovo incontro di studio sulla figure e l'opera di Lucio Anneo Seneca.

Nel corso dell'incontro e' stato letto e commentato il dialogo "De tranquillitate animi".

 

3. DIRTTO ALLA SALUTE. ANCHE IL PARLAMENTARE EUROPEO ANDREA ZANONI SCRIVE AL COMMISSARIO EUROPEO PER L'INDUSTRIA E L'IMPRENDITORIA AFFINCHE' SIA RIGETTATO LO SCHEMA DI DECRETO AVVELENATORE

[Dall'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) di Viterbo (per contatti: tel. 3383810091, e-mail: isde.viterbo at gmail.com) riceviamo e diffondiamo]

 

Anche il parlamentare europeo Andrea Zanoni ha scritto una missiva al Commissario Europeo per l'Industria e l'Imprenditoria affinche' sia rigettato lo schema di decreto interministeriale italiano che se approvato avrebbe consentito di erogare come potabile acqua contaminata da sostanze tossiche e cancerogene.

Ringraziamo l'on. Andrea Zanoni che come vari altri membri sia del Parlamento Europeo, sia del Senato e della Camera dei Deputati italiani, e' intervenuto in difesa del diritto alla salute.

Dal mondo della cultura, della scienza e della giurisprudenza, dai movimenti della societa' civile, ambientalisti, per la salute e i diritti umani, dalle istituzioni a tutti i livelli - dagli Enti locali alle Regioni, dal Parlamento italiano al Parlamento europeo - innumerevoli sono le dichiarazioni ed i documenti che hanno chiesto che sia revocato, ovvero rigettato, quello scandaloso schema di decreto interministeriale.

Sull'argomento e' peraltro ormai dirimente la Risoluzione approvata con voto unanime della XII Commissione Permanente "Affari sociali" della Camera dei Deputati del Parlamento italiano nella seduta del 13 dicembre 2012, che impegna il Governo italiano "a revocare lo schema di decreto interministeriale citato, tenendo conto che esso si configura in conflitto con la normativa italiana e in contrasto con l'evidenza scientifica e la deontologia medica, ecologica e bioetica, oltre che con l'ortoprassi amministrativa e gestionale"; risoluzione opportunamente richiamata nella missiva dell'on. Zanoni e ad essa allegata.

In allegato il testo integrale della lettera inviata dall'on. Andrea Zanoni al Commissario Europeo per l'Industria e l'Imprenditoria.

Nota per la stampa a cura dell'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) di Viterbo

Viterbo, 22 gennaio 2013

Per comunicazioni: tel. 3383810091, 0761559413, fax: 0761559126, e-mail: isde.viterbo at gmail.com

*

Testo della lettera inviata da Andrea Zanoni, deputato al Parlamento europeo, al Commissario per l'Industria e l'Imprenditoria della Commissione Europea

Bruxelles, 18 gennaio 2013

Ill.mo Signor Commissario per l'Industria e l'Imprenditoria dott. Antonio Tajani, Commissione europea, B-1049 Bruxelles

Oggetto: richiesta di rigetto dello schema di decreto interministeriale italiano che propone l'introduzione di alcune modifiche al Decreto Legislativo 31/2001 relativo ai requisiti di potabilita' dell'acqua destinata al consumo umano nel rispetto del principio di precauzione.

Gentile Commissario,

mi rivolgo a Lei per chiedere che la Commissione europea rigetti lo schema di decreto interministeriale italiano che propone l'introduzione di alcune modifiche al Decreto Legislativo 31/2001 relativamente ai requisiti di potabilita' (notification number 2012/0534/I - C50A, title "Schema di decreto interministeriale per l'introduzione, nell'allegato I, parte B, del decreto legislativo 2 febbraio 2001 n. 31, del parametro "Microcistina-LR" e relativo valore di parametro"), attualmente in esame presso la Commissione Europea, in ottemperanza alla Direttiva 98/83/CE del Consiglio.

Come sostenuto dall'autorevole Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia), che nei mesi scorsi ha inviato ai servizi competenti della Commissione europea un documento recante una serie di osservazioni volte a chiedere il rigetto del decreto interministeriale, le modifiche ivi previste sarebbero illegittime perche' introdurrebbero de facto l'ammissibilita' della presenza di contaminazione da cianobatteri e loro microcistine nelle acque destinate a consumo umano, in flagrante contrasto con le evidenze scientifiche ampiamente documentate, nonche' della vigente normativa europea (ed italiana).

Nel rispetto del principio di precauzione, ritengo assolutamente condivisibile tale preoccupazione.

Non e' assolutamente concepibile introdurre criteri di potabilita' delle acque destinate a consumo umano che siano meno severi di quelli attualmente vigenti e che, come in questo caso, permetterebbero la presenza di sostanze cancerogene assolutamente evitabili per le quali, come noto, non esistono soglie di sicurezza, in quanto verrebbe meno la capacita' di tutela della salute pubblica prevista non solo dalla Direttiva 98/83/CE del Consiglio e del Decreto legislativo.

La prestigiosa associazione medica internazionale rammenta, inoltre, la complessita' biologica e la grande, e in parte ancora sconosciuta, potenzialita' tossica dei cianobatteri, che sarebbero permessi se venisse autorizzato tale decreto, la loro mutevole ed imprevedibile risposta a diverse condizioni climatiche ed ambientali, le azioni tossiche, epigenetiche, genotossiche ed oncogene di tanti e vari tipi di microcistine da essi prodotte, le attivita' tossiche e/o cancerogene di svariati elementi contaminanti ed inquinanti le acque, tra cui, appunto, le microcistine che possono esplicarsi con molteplici e ancora sconosciuti meccanismi di interazione ed amplificazione indicati come "effetto cocktail", diversi da quello della sola e semplice sommazione delle loro singole azioni.

Mi associo inoltre alla severa denuncia che da anni l'Isde porta avanti, in merito alle documentate e croniche difficolta' che continuano a riscontrarsi in Italia riguardo alla piena attuazione della citata direttiva relativa all'acqua potabile. Molte Regioni italiane, infatti, non sono ancora in grado di garantire una potabilizzazione efficace, sicura e costante delle acque che presentano queste criticita' e la mancanza di un reale e diffuso sistema di sorveglianza, sia a livello regionale che nazionale, non fa che confermare il documentato e concreto rischio per la salute umana.

Desidero inoltre portare alla Sua attenzione che, nella seduta del 13 dicembre 2012, la XII Commissione Permanente "Affari sociali" della Camera dei Deputati del Parlamento italiano ha deliberato con voto unanime una Risoluzione che conclusivamente "impegna il Governo... a revocare lo schema di decreto interministeriale citato, tenendo conto che esso si configura in conflitto con la normativa italiana e in contrasto con l'evidenza scientifica e la deontologia medica, ecologica e bioetica, oltre che con l'ortoprassi amministrativa e gestionale". Tale pronunciamento all'unanimita' dell'organo parlamentare (il cui testo integrale si allega alla presente) costituisce tanto in punto di fatto quanto in punto di diritto l'unico pronunciamento istituzionale dell'organo legislativo italiano in merito, ed allo stato attuale ha quindi valore decisivo. Ne discende che lo schema di decreto interministeriale de quo, essendo stato rigettato dall'organo parlamentare che lo ha esaminato, non ha piu' un fondamentale ed indispensabile presupposto di legalita', ergo ipso facto non puo' piu' essere accolto o avallato da alcun organo europeo in quanto palesemente non solum extra legem sed etiam contra legem.

Condividendo pienamente le osservazioni formulate dalla citata Associazione italiana medici per l'ambiente, non posso quindi che associarmi alla loro richiesta di rigetto di questo decreto: come stabilito dai Trattati nella definizione e nell'attuazione di tutte le politiche ed attivita', e' compito dell'Unione garantire un livello elevato di protezione della salute umana.

RingraziandoLa per l'attenzione, porgo distinti saluti restando in attesa di un gradito riscontro.

Andrea Zanoni, deputato al Parlamento europeo

*

Allegato: Testo integrale della Risoluzione deliberata all'unanimita' dalla XII Commissione "Affari sociali" della Camera dei Deputati nella seduta del 13 dicembre 2012

La XII Commissione,

premesso che:

l'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment), di cui la dottoressa Antonella Litta e' referente per Viterbo, ha inviato un articolato documento al responsabile per la direttiva 98/34 della Commissione europea, e per conoscenza al commissario europeo all'ambiente, al commissario europeo alla salute, al presidente della Commissione europea; di detto documento sono stati messi a conoscenza anche il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro della salute, i presidenti delle Commissioni "Igiene e sanita'" e "Territorio, ambiente, beni ambientali" del Senato della Repubblica; i presidenti delle Commissioni "Ambiente, territorio e lavori pubblici" e "Affari sociali" della Camera dei deputati; il presidente della Commissione "Ambiente, sanita' pubblica e sicurezza alimentare" del Parlamento europeo;

il citato documento contiene "osservazioni in opposizione allo schema di decreto interministeriale che propone l'introduzione di alcune modifiche al decreto legislativo n. 31 del 2001 relativamente ai requisiti di potabilita' (notification number 2012/0534/I - C50A, title "schema di decreto interministeriale per l'introduzione nell'allegato I, parte B, del decreto legislativo 2 febbraio 2001 n. 31, del parametro microcistina - LR e relativo valore di parametro"), affinche' esso sia rigettato sia per palese illegittimita' in quanto in flagrante conflitto con la vigente normativa europea ed italiana, sia per palese inammissibilita', in quanto in flagrante contrasto con le evidenze scientifiche e le inequivocabili indicazioni dello Iarc, dell'Oms e dell'Usepa, e in altrettanto flagrante violazione del principio di precauzione";

lo schema di decreto in questione, costituito da due articoli, stabilisce che nella tabella presente nell'allegato I, parametri e valori di parametro, parte B, parametri chimici, del decreto legislativo n. 31 del 2001 con cui l'Italia ha recepito nel proprio ordinamento la direttiva 98/83/CE, e' aggiunta una riga concernente la voce microcistina-LR e, nella tabella note, e' aggiunta la nota 12 che fornisce istruzioni relative alla determinazione del contenuto di tale tossina;

lo schema di decreto sembra essere stato indirizzato per verifica alla sola Commissione imprese e industrie dell'Unione europea (nel cui sito internet compare con la relativa scheda), mentre riguarda una classe di sostanze tossiche di diretto impatto e interesse primario sanitario e non industriale, in quanto e' riferito alla totalita' della popolazione nazionale utente di un servizio;

l'approvazione del decreto renderebbe de facto lecita l'erogazione di acque destinate a consumo umano anche in presenza di contaminazione da cianobatteri e loro microcistine, violando l'articolo 32 della Costituzione della Repubblica italiana che "tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettivita'"; esso si pone peraltro in aperto contrasto con la necessita' di combattere ogni forma di inquinamento e degrado delle acque, anche in considerazione degli obiettivi europei in tema di qualita' delle acque previsti per l'anno 2015;

le indicazioni delle maggiori agenzie internazionali, europee ed italiane di protezione dell'ambiente e della salute evidenziano il pericolo per la salute umana determinato dalla presenza di cianobatteri nelle acque, e cio' anche in considerazione:

a) della complessita' biologica e, in parte ancora sconosciuta, potenzialita' tossica dei cianobatteri;

b) della loro mutevole ed imprevedibile risposta a diverse condizioni climatiche ed ambientali;

c) delle azioni tossiche, epigenetiche, genotossiche ed oncogene di tanti e vari tipi di microcistine da essi prodotte;

d) delle attivita' tossiche e/o cancerogene di svariati elementi contaminanti ed inquinanti le acque, tra cui le microcistine, che possono esplicarsi con molteplici e ancora sconosciuti meccanismi di interazione ed amplificazione indicati come "effetto cocktail", diversi da quello della sola e semplice sommatoria delle loro singole azioni;

sono da tempo documentate le croniche difficolta' del nostro Paese ad assicurare una potabilizzazione efficace, sicura e costante delle acque che presentano queste criticita' e la mancanza di un reale e diffuso sistema di sorveglianza, allarme e gestione di questi fenomeni: valga ad esempio il caso del lago di Vico, affetto da tempo da un gravissimo processo di eutrofizzazione e da sempre piu' frequenti e massicce fioriture del cianobatterio Plankthotrix rubescens, detto anche alga rossa, capace di produrre una microcistina cancerogena, non termolabile e tossica per gli esseri umani, per la flora e la fauna lacustre, classificata dalla Iarc (Agenzia internazionale di ricerca sul cancro) come cancerogeno di classe 2 b;

nella relazione tecnica che costituisce parte integrante e sostanziale delle citate osservazioni, si presentano esaurientemente gli inconfutabili dati, le evidenze scientifiche e la vastissima bibliografia a sostegno delle osservazioni medesime; ne discende, ad avviso dei firmatari del presente atto, che per le ragioni scientifiche esposte lo schema di decreto interministeriale de quo andrebbe ritirato;

ulteriori osservazioni sono formulabili altresi' in ordine al metodo con cui l'atto e' stato predisposto ed avviato nel suo iter procedimentale; ed in tale ambito si evidenzia che: a) a giudizio degli interroganti le proposte di emendamento delle leggi nazionali possono riguardare l'adozione di termini piu' stringenti, in ossequio al principio europeo di prevenzione, non termini piu' laschi; questo schema di decreto ammette invece ed effettualmente favorisce la presenza di una classe di tossici ora non prevista ne' tollerata dalla legge europea e italiana; b) il testo della proposta sembra essere stato indirizzato per verifica alla sola Commissione imprese e industrie dell'Unione europea (nel cui sito internet compare con la relativa scheda), mentre riguarda una classe di sostanze tossiche di diretto impatto ed interesse primario sanitario e non industriale, in quanto riguardante la totalita' della popolazione nazionale utente di un servizio fondamentale per la qualita' della vita, come la fornitura di acqua potabile; c) l'iter seguito si e' quindi fin qui caratterizzato per aver effettualmente sostanzialmente eluso fin dall'origine indispensabili ed adeguati criteri, controlli e procedure; d) dal testo stesso della scheda di presentazione presente nel sito della Commissione imprese e industrie dell'Unione europea peraltro si evince come l'atto sia presentato in modo che appare a dir poco carente e pertanto come esso sia viziato per ragioni tanto di merito quanto di metodo, tanto sostanziali quanto formali; e) vi si legge che "esso non e' una misura sanitaria o fitosanitaria", mentre e' di assoluta evidenza che se approvato esso avrebbe una notevole ed assai negativa rilevanza sanitaria; f) analoga sottolineatura merita l'esplicita ammissione che "L'analisi di impatto non e' disponibile al momento della notifica", e basterebbe questo solo dato a motivare il rigetto dello schema di decreto; g) il decreto, nel suo esito che effettualmente consente e favorisce l'erogazione per consumo umano di acqua contaminata, si pone in aperto contrasto con la necessita' di contrastare ogni forma di inquinamento e degrado delle acque anche in considerazione degli obiettivi europei in tema di qualita' delle acque previsti per l'anno 2015; h) ne discende che non solo per le ragioni giuridiche e scientifiche esposte, ma anche per ragioni di metodo, procedimentali, deontologiche, di congruita' e coerenza, lo schema di decreto interministeriale de quo andrebbe ritirato;

alla luce delle suddette osservazioni si ribadisce che, in relazione allo schema di decreto interministeriale citato, dovrebbe esservi un ripensamento sia in quanto esso appare in flagrante conflitto con la vigente normativa europea ed italiana, sia in quanto risulta in flagrante contrasto con le evidenze scientifiche e in altrettanto flagrante violazione del principio di precauzione;

impegna il Governo:

in ordine alle questioni tematiche poste da una situazione oggettivamente inquietante per la tutela della salute della popolazione ad adottare urgentemente tutte le iniziative necessarie affinche' il decreto legislativo n. 31 del 2001, che ha recepito la direttiva europea 98/83 per quanto riguarda la potabilita' delle acque destinate a consumo umano, non venga modificato con l'introduzione di nuovi valori di parametro per sostanze cancerogene evitabili per le quali, come noto, non esistono soglie di sicurezza;

a revocare lo schema di decreto interministeriale citato, tenendo conto che esso si configura in conflitto con la normativa italiana e in contrasto con l'evidenza scientifica e la deontologia medica, ecologica e bioetica, oltre che con l'ortoprassi amministrativa e gestionale.

Approvata all'unanimita' nella seduta del 13 dicembre 2012

 

4. DOCUMENTI. LA LEGGE ISTITUTIVA DEL GIORNO DELLA MEMORIA

 

Legge 20 luglio 2000, n. 211: Istituzione del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177, 31 luglio 2000).

*

Art. 1.

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonche' coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

*

Art. 2.

In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto e' accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinche' simili eventi non possano mai piu' accadere.

 

5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

6. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1163 del 23 gennaio 2013

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