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Archivi. 90



 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XIV)

Numero 90 del 26 gennaio 2013

 

In questo numero:

1. Alcuni testi del mese di luglio 2008 (parte prima)

2. Dei buoni maestri

3. Verso una campagna nonviolenta per contrastare il razzismo e i poteri criminali. Con un programma costruttivo e rigore e coerenza nei mezzi e nei fini

4. Massimo

5. A Civitavecchia il 24 giugno

6. Una guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista, cui l'Italia partecipa in violazione della legalita' costituzionale e del diritto internazionale

7. La valanga

8. La pretesa del dittatore

9. Il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo scrive ai sindaci di Ciampino e Marino, al presidente del X Municipio di Roma, al presidente della Provincia di Roma

10. Il contesto

11. L'apartheid, e tu contrastalo

12. La guerra, il razzismo, il "doppio stato"

13. Anche il Parlamento europeo

14. il reo confesso. E l'ora di Gobetti

15. L'urgenza

16. Clandestino

 

1. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI LUGLIO 2008 (PARTE PRIMA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di luglio 2008.

 

2. DEI BUONI MAESTRI

 

L'ultima volta che vidi Vittorio Emanuele Giuntella fu a una riunione dell'Opera Nomadi a Roma. Ci abbracciammo, ci baciammo sulle guance. Pensai: ecco il volto dell'umanita'.

L'ultima volta che sentii la voce di Primo Levi fu al telefono pochi giorni prima che scomparisse. Era una voce affaticata e mite, pensai: ecco la voce dell'umanita'.

*

Se fossero ancora vivi questi buoni maestri oggi ci convocherebbero alla resistenza contro il razzismo, alla lotta contro ogni persecuzione, alla difesa nitida e intransigente della dignita' umana di ogni essere umano.

Se fossero ancora vivi questi buoni maestri oggi ci guiderebbero a contrastare le politiche razziste e persecutorie, con la forza della nonviolenza, con la forza della legalita' costituzionale, con la forza della democrazia e del diritto, con la forza della misericordia, con la forza della verita' e della dignita' umana.

*

Ma essi sono vivi: vivi nella nostra grata memoria, vivi nel loro prezioso insegnamento, nella loro testimonianza che ancora ci illumina e ci indica i compiti nostri.

Tu resta fedele al lascito loro. Tu contrasta il razzismo. Tu difendi l'umanita'.

Tu contrasta gli illeciti, folli, criminali provvedimenti razzisti che governanti necrofili e insensati vorrebbero imporci.

 

3. VERSO UNA CAMPAGNA NONVIOLENTA PER CONTRASTARE IL RAZZISMO E I POTERI CRIMINALI. CON UN PROGRAMMA COSTRUTTIVO E RIGORE E COERENZA NEI MEZZI E NEI FINI

 

Questo occorre: una campagna nonviolenta per contrastare il razzismo e i poteri criminali. Con un programma costruttivo e rigore e coerenza nei mezzi e nei fini.

Questo occorre: che la nonviolenza si dispieghi come la politica necessaria.

Questo occorre: difendere i diritti umani e la dignita' umana di ogni essere umano; applicare il dettato della Costituzione della Repubblica Italiana e della Dichiarazione universale dei diritti umani anche dal nostro paese sottoscritta.

Questo occorre: salvare l'umanita', l'umanita' come insieme del genere umano, l'umanita' come integralmente incarnata in ogni singolo essere umano, l'umanita' come sentimento del nostro consistere e vivere e convivere ed avere e reciprocamente donarsi senso, conoscenza, comprensione, misericordia, solidarieta'.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

4. MASSIMO

 

E' deceduto, ancor giovane, Massimo Pisacreta. Un amico da sempre.

Una malattia lunga e dolorosissima lo ha ucciso, ma non e' mai riuscita a togliergli la generosita', la mitezza, l'altruismo, la gentilezza, la sorgiva bonta'. Massimo era piu' forte del dolore, della malattia, del male.

Era una persona buona come il pane. Un cuore grande.

Aveva dedicato la sua vita all'impegno affinche' l'umanita' avesse giustizia e misericordia, affinche' ogni persona potesse essere libera e felice, responsabile e solidale.

Ed ora che e' morto noi che abbiamo avuto la fortuna grande di conoscerlo e di apprezzarlo sempre lo ricorderemo cosi': una persona buona, coraggiosa, gentile.

Come tutta l'umanita' dovrebbe, potrebbe, saprebbe essere se solo aprisse gli occhi sulla nostra comune condizione.

 

5. A CIVITAVECCHIA IL 24 GIUGNO

[A Civitavecchia il 24 giugno del 2008, nel cantiere della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord, di cui e' in corso la velenosa riconversione a carbone contro la volonta' della popolazione tutta dell'Alto Lazio, un operaio slovacco muore sul lavoro. Quella sera il nostro amico Osvaldo Caffianchi scrisse queste righe di amaro cordoglio, che oggi ci consente di pubblicare]

 

Fredde, precise, le agenzie di stampa

danno notizia che a Civitavecchia

nel cupo assolato cantiere di Torre Nord

un dipendente della ditta Pichler,

Ivan Ciffary, di 24 anni,

di nazionalita' slovacca, addetto

al montaggio del nastro trasporto carbone,

e' precipitato da un'altezza stimabile

in 15-20 metri

ed e' deceduto sul colpo. Lo rende

noto dell'Enel un comunicato.

 

E l'amministratore delegato

ha chiesto subito di effettuare

i necessari accertamenti all'Organismo

di Vigilanza per la Sicurezza.

Sono sensibili gli amministratori delegati

e che il sangue sporchi gli impianti

trovano disdicevole per il pubblico decoro

e l'efficienza dell'azienda.

 

Strizzate, gelide, pronte all'ossequio

di stampa le agenzie.

Ebbre di lettere maiuscole. il Migliore

del Mondi Possibili e' certo

questo. E sempre ha ragione Chi Comanda.

E la notizia di un misero Effetto

Collaterale dello Sviluppo

gia' la cancella la notizia prossima,

una pausa di pubblicita', il pettegolezzo

sul divo alla moda, la dichiarazione

tonitruante del fedele cortigiano.

 

Non dicono pero' che gia' era morto

in quel cantiere Michele Cozzolino

colpito da un tubo innocenti

non molti mesi fa. Non dice l'Enel

che questo cantiere di furia procede

e che tante persone di tutto l'Alto Lazio

non vogliono quella centrale a carbone

che se realizzata uccidera' lentamente

tante persone, come di furia

in questi mesi gia' ne ha uccise due.

Non dicono

quanto feroce sia lo sfruttamento.

Quanto razzista, quanto totalitario

sia l'odio dei ricchi per i poveri

il disprezzo dei ricchi per i poveri

la guerra di classe dei ricchi contro i poveri

la guerra di classe dei rapinatori

contro l'umanita' sfruttata e rapinata

povera perche' da sempre impoverita.

 

Lo dico allora io. E dico anche:

unitevi, lavoratori

di tutti i paesi.

Sorelle e fratelli, unitevi.

Solo chi e' oppresso puo' salvare il mondo.

 

Chi trae profitto dallo sfruttamento

non salva le vite, le uccide.

Chi salva una persona salva il mondo:

chi salva il mondo salva tutte le persone.

 

Una e la stessa e' la lotta

per la dignita' umana di ogni essere umano

per la vita degli esseri umani e del pianeta.

Se non lo dicono le agenzie di stampa,

e dillo allora tu.

 

6. UNA GUERRA TERRORISTA E STRAGISTA, IMPERIALISTA E RAZZISTA, CUI L'ITALIA PARTECIPA IN VIOLAZIONE DELLA LEGALITA' COSTITUZIONALE E DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

 

In Afghanistan e' in corso una guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista, cui l'Italia partecipa in violazione della legalita' costituzionale e del diritto internazionale.

Almeno noi non ci stancheremo di ripeterlo.

Almeno noi non ci stancheremo di ripetere la nostra opposizione alla guerra, che sempre consiste di omicidi di massa, che sempre e' nemica dell'umanita'.

Solo la pace invera la dignita' e i diritti umani, la civilta' giuridica e la civile convivenza, la solidarieta' che tutte e tutti riconosce e raggiunge.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

7. LA VALANGA

 

Si tende, temiamo, a sottovalutare l'effetto cumulativo degli innumerevoli annunci razzisti ed illegalitari del governo nazista.

Anche se molte delle idiozie piu' truci e criminali poi non venissero realizzate - e certo talune almeno non verranno realizzate stante la loro palese follia, la loro pratica inattuabilita' - ebbene, gia' la loro mera verbale propalazione, la loro forsennata, urlata propaganda, ha comunque avuto l'effetto di aver immesso nel discorso corrente, e quindi nel sentire comune, cose che prima erano - e ben a ragione - tabu'. Ha comunque raggiunto lo scopo di legittimare e favoreggiare crimini e brutalita' che ancora ieri a tutti facevano orrore.

Sui giornali e in televisione si discetta ormai di provvedimenti nazisti come se niente fosse. Politici e giornalisti parlano col sorriso sulle labbra di schedature etniche, di campi di concentramento, di consegnare vittime agli aguzzini, di incarcerare innocenti, di impedire il ricorso ai tribunali, di lasciare impuniti i torturatori, di perseguitare finanche i bambini.

Ministri e parlamentari, e la legione dei cortigiani loro, rivendicano l'impunita' per reati i piu' ignobili e i piu' scellerati.

Si vuole varare una norma che cancella il principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge. Si vuole varare una norma che abolisce di fatto i tribunali. Si vuole varare una norma per incarcerare tout court un milione di innocenti. Si vuole varare una norma per infierire impunemente sui bambini.

A fare le leggi gli orchi. A fare le leggi la mafia. A fare le leggi i terroristi.

Ed ogni giorno un annuncio sempre piu' necrofilo, sempre piu' protervo, sempre piu' allucinato. Ed ogni giorno tante persone si lasciano narcotizzare e corrompere, accettano cio' che ripugna a ogni mente che pensa e a ogni cuore che sente, permettono ai facitori di male di deumanizzarli, di renderli insensibili alla sofferenza inflitta ad altri esseri umani.

La propaganda e' gia' una politica, e la sua efficacia ideologica e pratica e' immensa.

Inoltre il continuo rilancio ha l'effetto di impedire la discussione sulle proposte precedenti, la presa di coscienza sul loro significato. Questa apocalittica galoppata in cui a delirio delirio si somma in un'orgia di proposte sempre piu' feroci, sempre piu' anomiche, sempre piu' totalitarie, a tutti toglie il respiro. Cosicche' in questa sfrenata irruzione, in questo assalto del crimine organizzato nelle ed alle istituzioni qualcosa comunque passa, e resta - e contagia e corrode come una tabe l'animo stesso delle persone. Cosicche' gli argini e i contrafforti della civilta', del diritto, della morale e politica convivenza, ne restano travolti. C'e' del metodo in questa follia.

Sotto la valanga degli annunci nazisti si corre il rischio di cedere, un passo dopo l'altro: di accettare come ovvio cio' che ovvio non e'; di accettare come "male minore" cio' che e' gia' male intollerabile, male assoluto, male radicale, banale e radicale a un tempo.

Cedere non si puo'. Perche' cedere alla barbarie e' abdicare alla nostra umanita', alla nostra dignita' di persone.

Cedere non si puo', perche' una democrazia dimidiata non e' piu' una democrazia, perche' una democrazia che ammette l'apartheid non e' piu' una democrazia, perche' una democrazia che tollera lo schiavismo non e' piu' una democrazia.

Cedere non si puo', perche' la prossima vittima sei tu.

Dovra' quindi essere nostra capacita' contrastare senza cedimenti, resistere su tutto il fronte, non accettare alcuna ignominia, batterci contro ogni orrore. Difendere la legalita' costituzionale, difendere la separazione dei poteri, difendere lo stato di diritto, difendere la democrazia che convoca a giustizia e liberta'. Difendere i vivi e coloro che verranno, difendere i nostri stessi morti e della loro vita il senso, dall'assalto dei nazisti al governo. Persistere in quelle che Giacomo Leopardi, ed infiniti altri, chiamavano le antiche virtu' repubblicane: la giustizia e la misericordia, l'uguaglianza e la responsabilita', la dignita' che tutte e tutti convoca e tutte e tutti raggiunge. E sconfiggere la barbarie.

 

8. LA PRETESA DEL DITTATORE

 

La pretesa del governo e della sua masnada di sottrarsi ai controlli di legalita', la pretesa di godere dell'impunita' per i crimini commessi, e' la riproposizione del solito sogno di tutti i malfattori.

Certo, bisogna essere davvero accecati dalla propria protervia per non accorgersi che l'argomento berlusconiano secondo cui avendo la sua minoranza organizzata vinto le elezioni, ipso facto lui ed i suoi sodali devono godere del privilegio di essere esonerati dall'obbligo del rispetto delle leggi, acquisiscono il privilegio per cui ogni loro crimine - e molti ne hanno commessi e procurati - deve essere condonato. Ma gia' i tragici greci sapevano che gli dei accecano coloro che vogliono perdere.

E la pretesa berlusconiana di ripetere qui oggi la mossa del "doppio stato" nazista su cui Fraenkel scrisse un non dimenticato saggio rivela fino in fondo cosa stia accadendo nel nostro paese: che una cricca criminale, forte di un potere di persuasione e controllo e manipolazione di massa che ad essa deriva da un esteso controllo di tanta parte dei media televisivi, forte della complicita' pressoche' totale e totalitaria del ceto politico, e forte di un lungamente scientificamente coltivato imbarbarimento della societa', ebbene, questa cricca criminale sta cercando di realizzare compiutamente (giacche' in ampia misura esso si e' gia' realizzato) quel golpe che fu progettato dai tempi della P2, quella P2 cui l'attuale presidente del Consiglio dei ministri era iscritto.

Occorre sconfiggere questo disegno criminale.

Con la forza della verita', con la forza della legalita', con la forza della democrazia.

Occorre riaffermare l'uguaglianza di tutti gli esseri umani dinanzi alla legge.

Occorre riaffermare l'uguaglianza di dignita' e diritti di tutti gli esseri umani.

Per questo oggi e' giusto e necessario scendere per le strade e nelle piazze in difesa dell'ordinamento giuridico, della civilta', dei diritti umani di tuti gli esseri umani.

 

9. IL COMITATO CHE SI OPPONE ALL'AEROPORTO DI VITERBO SCRIVE AI SINDACI DI CIAMPINO E MARINO, AL PRESIDENTE DEL X MUNICIPIO DI ROMA, AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI ROMA

 

Il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo ha inviato ai sindaci dei Comuni di Ciampino e Marino, al presidente del X Municipio del Comune di Roma e al presidente della Provincia di Roma una lettera con cui si trasmette per opportuna conoscenza il resoconto di un recente incontro tra il Prefetto di Viterbo e il Comitato stesso; un elenco delle principali adesioni all'appello promosso dal medesimo Comitato; un comunicato che riferisce della recentissima presa di posizione contraria al devastante mega-aeroporto di Viterbo anche da parte del segretario generale della Cgil Epifani.

*

Il comitato evidenzia come il devastante mega-aeroporto per voli low cost del turismo "mordi e fugi" per Roma a Viterbo sia assolutamente irrealizzabile. Irrealizzabile per ragioni di diritto e per ragioni di fatto.

Di diritto: perche' esso non e' conforme a quanto disposto dalla vigente legislazione italiana ed europea; perche' esso non e' compatibile con quanto dispone la normativa in materia di Valutazione d'impatto ambientale, di Valutazione ambientale strategica, di Valutazione d'impatto sulla salute; perche' le procedure fin qui seguite dal Ministero dei Trasporti per l'individuazione dell'area sono state viziate da errori marchiani, cosi' come la relazione ministeriale rivela una scandalosa e fin grottesca ignoranza della situazione sul terreno; perche' le norme in vigore a tutela di rilevantissimi beni ambientali, storico-culturali e terapeutici presenti nell'area proibiscono la realizzazione dell'opera.

Di fatto: perche' il dissennato e devastante mega-aeroporto impatterebbe distruttivamente sull'area termale del Bulicame, un'area di valore naturalistico, storico-culturale, monumentale, agricolo e terapeutico-sociale di fondamentale importanza e unica nella sua peculiarita'; perche' la dissennata e devastante opera provocherebbe un inquinamento chimico, elettromagnetico ed acustico che danneggerebbe gravemente la salute, la sicurezza e la qualita' della vita dei cittadini di Viterbo (essendo peraltro il sedime aeroportuale assai vicino alla citta'); senza aggiungere che l'infrastruttura ferroviaria e viaria di collegamento tra Viterbo e Roma (al cui servizio l'aeroporto low cost sarebbe ordinato) e' in condizioni tali da rendere de facto incompatibile l'opera; e che l'opera avrebbe un impatto disastroso sulle risorse e sull'economia viterbese, citta' e provincia che gia' subisce l'impatto di altre pesanti e nocivissime servitu' (le servitu' militari, il polo energetico Civitavecchia-Montalto, l'edilizia speculativa, le discariche abusive...).

*

Alla luce di tutto cio' il comitato evidenzia come sarebbe del tutto illusorio per gli enti locali in indirizzo attendere dalla realizzazione di un impossibile ed illegale devastante mega-aeroporto per voli low cost a Viterbo la soluzione per la tragedia che subiscono da anni gli abitanti di Ciampino, di Marino e del X Municipio di Roma: la tragedia sanitaria e ambientale determinata dall'insostenibile volume di traffico dell'aeroporto di Ciampino che sta provocando malattie e disagi gravissimi alle popolazioni locali.

*

Il comitato, che fin dalla sua costituzione ha espresso solidarieta' alle popolazioni vittime dello scellerato incremento del volume di traffico dell'aeroporto di Ciampino, chiede agli enti locali in indirizzo un impegno tempestivo ed energico per ottenere l'immediata e drastica riduzione dei voli facenti capo a quel sedime aeroportuale, non spostandoli altrove ma imponendone la cancellazione tout court.

*

I sindaci di Ciampino e di Marino, il presidente del X Municipio di Roma e il presidente della Provincia di Roma devono cessare di essere ad un tempo vittime e complici dell'inganno e della truffa dell'impossibile ed illegale devastante mega-aeroporto di Viterbo, e devono quindi piuttosto adoperarsi con gli strumenti che l'ordinamento giuridico mette a loro disposizione per ottenere ope legis la drastica e immediata riduzione dei voli su Ciampino.

 

10. IL CONTESTO

 

Da tempo la distinzione tra politica interna e politica internazionale e' cessata.

In un pianeta interconnesso qualunque iniziativa politica anche locale va contestualizzata nel sistema-mondo.

L'interconnessione planetaria e' una compiuta realta' ecologica, economica e tecnologica: ed essa purtroppo e' sotto il segno della crisi e del disastro, della devastazione e della rapina, dell'onnicidio.

L'interconnessione planetaria deve diventare anche una realta' giuridica e politica: qualche passo in tal senso si e' compiuto - ad esempio la nascita e l'operare dell'Organizzazione delle Nazioni Unite; ad esempio la Dichiarazione universale dei diritti umani - ma moltissimo, il piu', e' ancora da fare.

Il fenomeno migratorio e' una delle conseguenze di storiche, gravissime ingiustizie, di dominazioni e violenze crudelissime, che ogni essere umano interpellano, che l'intera umanita' chiamano a un'azione comune per la comune salvezza dalla catastrofe.

Le attuali relazioni internazionali e le attuali politiche della migrazione sono sotto il segno di una sorta di apartheid di dimensioni planetarie.

Non e' possibile promuovere democrazia e diritti in una parte del mondo se l'accesso ad essa democrazia e ad essi diritti e' strutturalmente negato ad altri esseri umani. Una democrazia schiavista non e' piu' una democrazia. Ed anche l'attuale Unione Europea, in quanto continua a negare i diritti umani basilari a milioni di persone che sul suo territorio vivono, con cio' stesso mette in crisi quell'universalita' che e' qualita' essenziale della democrazia e del diritto, e cede alla barbarie.

 

11. L'APARTHEID, E TU CONTRASTALO

 

Oltre vent'anni fa, quando coordinavo qui in Italia la campagna di solidarieta' con Nelson Mandela allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano, ero solito ripetere che l'apartheid non era un residuo del passato, ma un crimine del presente e una minaccia per il futuro: il nostro comune futuro.

E quindi la nostra solidarieta' con le sorelle e i fratelli che in Sudafrica lottavano contro l'apartheid era in realta' null'altro che un minimo, insufficiente, necessario atto di gratitudine, perche' in verita' erano loro con la loro lotta a difendere anche la nostra liberta', la nostra dignita' di esseri umani.

Come oggi ognuno vede. Poiche' oggi l'apartheid e' politica dominante in Italia e nell'Unione Europea, ed io non so come si possa far finta di niente mentre nel nostro paese milioni di persone di tutto innocenti sono private di ogni diritto, sono crudelmente umiliate, vessate, perseguitate.

Se non mi impegnassi oggi contro l'apartheid qui, che senso avrebbe avuto il mio impegno di allora? Perche' oggi l'apartheid e' qui. E chi non lo vede se ne fa complice.

Spesso torno col ricordo al mio fratello ed amico e compagno e maestro Benny Nato, in quel tempo rappresentante in Italia dell'African National Congress in lotta contro il regime razzista allora al potere in Sudafrica. Se Benny fosse ancora vivo, non ci chiamerebbe forse a condurre anche qui oggi la stessa lotta per l'umana dignita' di ogni essere umano? Ed io che ricordo il suo volto e il suo sorriso e il suo abbraccio come uno dei doni grandi che la vita mi ha fatto, come posso tacere, come posso restare inerte? Oggi, qui, dobbiamo contrastrare il regime dell'apartheid.

Vi e' una sola umanita'. A tutti gli esseri umani vanno riconosciuti tutti i diritti umani.

 

12. LA GUERRA, IL RAZZISMO, IL "DOPPIO STATO"

 

Riassumiamo.

L'Italia sta partecipando da anni con le sue forze armate alla guerra afgana, una guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista, a vantaggio dei poteri mafiosi e dei poteri femminicidi, una guerra non solo criminale come tutte le guerre, ma anche specificamente illegale ai sensi della legalita' costituzionale italiana, specificamente illegale ai sensi del diritto internazionale.

La partecipazione italiana alla guerra afgana e' un crimine contro cui il popolo italiano ha il diritto e il dovere di sollevarsi per far cessare la nostra corresponsabilita' negli eccidi di cui essa guerra consiste, per far cessare la violazione della legalita' costituzionale, per ripristinare diritto e umanita'.

Indispensabile e urgente e' nel nostro paese una mobilitazione nonviolenta in difesa della legalita' e della democrazia, per far cessare questo crimine che altrimenti tutte e tutti, tutte e tutti ci travolgera' nel baratro.

*

Il governo italiano sta annunciando, varando, eseguendo - con la complicita' del presidente della Repubblica, con la complicita' dell'opposizione parlamentare - azioni razziste scellerate e criminali: la persecuzione dei migranti, la persecuzione dei rom, la persecuzione dei bambini, la persecuzione dei poveri. Sta realizzando una politica ferocemente razzista.

E chi non si oppone ne e' complice.

Indispensabile e urgente e' nel nostro paese una mobilitazione nonviolenta in difesa della legalita' e della democrazia, per far cessare questo crimine che altrimenti tutte e tutti, tutte e tutti ci travolgera' nel baratro.

*

Il governo italiano e la maggioranza parlamentare che lo sostiene sta disponendo - con la complicita' del presidente della Repubblica - anomiche pseudonorme per garantire impunita' ai caporioni della propria fazione per i crimini pregressi, impunita' per i politici complici della mafia, impunita' per i politici razzisti e golpisti, il blocco di fatto dell'attivita' dei tribunali (come nel "doppio stato" nazista: a fini d'inganno formale dell'opinione internazionale resta almeno in parte ed almeno per un certo tempo l'involucro dell'ordinamento giuridico, lo scheletro dello stato di diritto e l'apparenza della separazione dei poteri, ma alla giurisdizione dell'organo giudiziario si sostituisce la longa manus dell'esecutivo, la funzione della magistratura viene esautorata e le sottentrano i provvedimenti amministrativi: gia' sappiamo per questa via dove si giunge, a quali abissi di cruda violenza): e' l'eversione dall'alto, e' il colpo di stato.

Indispensabile e urgente e' nel nostro paese una mobilitazione nonviolenta in difesa della legalita' e della democrazia, per far cessare questo crimine che altrimenti tutte e tutti, tutte e tutti ci travolgera' nel baratro.

 

13. ANCHE IL PARLAMENTO EUROPEO

 

Anche il Parlamento europeo (con 336 voti a favore, 220 contrari e 77 astenuti) chiede alle autorita' italiane di "astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori, e dall'utilizzare le impronte digitali gia' raccolte in attesa dell'imminente valutazione delle misure previste annunciata dalla Commissione, in quanto questo costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sull'origine etnica".

Anche il Parlamento europeo - come ogni civile consesso, come ogni persona che non abbia perduto il ben dell'intelletto - ha colto e denuncia il crimine razzista nell'infame provvedimento del governo italiano.

 

14. IL REO CONFESSO. E L'ORA DI GOBETTI

 

Il fatto che il presidente del Consiglio dei ministri ed i suoi cortigiani si affatichino tanto a ripetere che una condanna penale non puo' "sovvertire" l'esito del voto (ohibo': i tribunali sono dunque sovversivi, per la gioia dello zio Bakunin...) e' come una confessione dei crimini commessi.

Il fatto che il presidente del Consiglio dei ministri ed i suoi cortigiani deliberino in parlamento - pardon, nell'aula sorda e grigia finalmente riattata a bivacco di manipoli - che il Capo ha diritto all'impunita' per ogni crimine che possa aver commesso (per la gioia del cugino de Quincey), e' piu' che un'ammissione di colpa, e' un'apoteosi del malaffare.

Il fatto che il presidente del Consiglio dei ministri ed i suoi cortigiani abbiano cosi' platealmente e protervamente gettato la maschera (per la gioia del signor marchese de Sade che certo sapra' riconoscere i suoi nipotini) e' forse l'unico bene della tragica presente distretta; poiche' nessuno puo' piu' avere dubbi su quali siano i compiti dell'ora.

*

I compiti dell'ora: la resistenza nonviolenta contro l'assalto dei razzisti, dei mafiosi, dei barbari che impadronitisi di alcune istituzioni dello stato cercano di imporre l'anomia piu' cupa e selvaggia.

I compiti dell'ora: la resistenza nonviolenta in difesa della legalita' costituzionale, dello stato di diritto, della separazione dei poteri, della democrazia, dei diritti umani di tutti gli esseri umani, della nostra stessa dignita'.

*

E' l'ora di Piero Gobetti.

 

15. L'URGENZA

 

L'urgenza di ridurre le emissioni di CO2 per contrastare il surriscaldamento del clima e' ormai da tutti affermata.

Ma occorre passare dalle parole ai fatti.

E ad esempio occorre ridurre immediatamente e drasticamente il trasporto aereo e il trasporto automobilistico privato.

 

16. CLANDESTINO

 

La stessa parola "clandestino" e' gia' un atto di aggressione: molte persone stigmatizzate come tali sono entrate del tutto regolarmente nel nostro paese ed e' soltanto scaduto il loro permesso di soggiorno.

Si tratta di persone che non hanno nessuna intenzione di nascondersi.

Che non fanno nulla di male, anzi: fanno spesso i lavori piu' duri, quelli che gli indigeni non vogliono fare.

Lo stato italiano dovrebbe dar loro un encomio solenne, portarli a modello.

E dovrebbe tutelare i loro diritti, promuovere la loro integrazione, garantire assistenza, giustizia, sicurezza a loro come a chiunque.

Ed invece li insulta e li perseguita, talvolta fino a provocarne la morte.

*

E molte persone che nel nostro paese sono entrate senza commettere reati ma senza neppure seguire le vie praticamente piu' agevoli ed amministrativamente ordinarie, lo hanno fatto non per piacere dell'avventura, ma perche' in fuga dalla fame e dalla guerra, da regimi dittatoriali e da persecuzioni razziste, da stati-mafia e da genocidi; e vengono qui sperando di trovare asilo, quell'asilo che la Costituzione della Repubblica Italiana garantisce loro, quell'asilo che lo stato italiano nella sua legge fondamentale giura di garantire loro, e lo giura sul volto e sul sangue dei martiri della Resistenza.

Lo stato italiano dovrebbe dar loro protezione, averli cari come la pupilla dell'occhio, tenerli sacri come sacro e' l'ospite e a maggior ragione l'ospite costretto ad abbandonare la sua casa dall'altrui violenza.

E dovrebbe tutelare i loro diritti, promuovere la loro integrazione, garantire assistenza, giustizia, sicurezza a loro come a chiunque.

Ed invece li insulta e li perseguita, talvolta fino a provocarne la morte.

*

Molte persone giungono nel nostro paese, dai paesi impoveriti e devastati da mezzo millennio di nostre rapine.

Lo stato italiano e l'Unione Europea dovrebbero risarcirli, restituire loro il maltolto con gli interessi di secoli e secoli di rapina e massacro imperialista, colonialista, razzista.

E dovrebbero tutelare i loro diritti, promuovere la loro integrazione, garantire assistenza, giustizia, sicurezza a loro come a chiunque.

Ed invece li insultano e li perseguitano, sovente fino a provocarne la morte.

*

Se "clandestino" e' un insulto, non sono queste nostre sorelle e questi nostri fratelli i clandestini.

Clandestino e' il governo del razzismo e dell'illegalita'. Clandestina e' la disumanita' del potere che esclude e che opprime.

*

Se "clandestino" designa il riconoscimento che la nostra comune patria e' ancora da venire, poiche' questo non e' ancora il regno della liberta', ma il regno della schiavitu', allora clandestini siamo tutti noi esseri umani senza eccezione alcuna. Ed a tutti incombe il dovere di prestarci reciproco aiuto, di riconoscerci un'unica famiglia, di non abbandonare nessun al dolore e alla morte.

E' il messaggio della Ginestra di Leopardi, e' la verita' che ogni persona reca incisa nel fondo del cuore.

 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XIV)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 90 del 26 gennaio 2013

 

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