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A proposito delle imminenti elezioni amministrative. Sette tesi



 

A PROPOSITO DELLE IMMINENTI ELEZIONI AMMINISTRATIVE. SETTE TESI

 

1. Voto locale, voto politico

Le elezioni amministrative hanno certo specificita' locali, ma hanno anche un valore politico generale, e non solo perche' sono coinvolti sette milioni di elettori e si vota anche a Roma, ma perche' un ulteriore cedimento della sinistra e piu' in generale del fronte democratico potrebbe far crollare ogni argine alla barbarie fascista.

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2. La deriva

Il contesto e' quello dell'ulteriore deriva a destra determinato dai risultati delle elezioni politiche di febbraio e dalla disastrosa gestione di essi: la catastrofe della sinistra (pur avendo la coalizione di centrosinistra vinto le elezioni), l'affermazione della nuova destra totalitaria grillina e il ritorno dei berlusconiani al governo fagocitando il Pd, frantumandolo e riducendolo a vassallo.

Il ventennio berlusconiano ha provocato un immane degrado, ma fino ad ora non era riuscito a distruggere la capacita' di resistenza di un fronte democratico che per ben due volte, nel 1996 e nel 2007, era riuscito a battere alle elezioni politiche la destra dell'eversione dall'alto. Il berlusconismo ha ottenuto solo ora il suo trionfo con la dirompente affermazione del fenomeno grillino, mimetico e speculare, in grado di mistificare ed ipnotizzare aree sociali e culturali dal berlusconismo anche distanti, e di convogliare - con strategie pubblicitarie e spettacolari analoghe e subalterne a quelle berlusconiane - consensi su un progetto politico non solo parimenti autoritario ed illegalitario, ma altresi' esplicitamente totalitario. E la risposta del principale partito politico del cosiddetto centrosinistra, il Pd, e' stata la peggiore possibile: dapprima il suicidio col folle voto che ha impedito l'elezione di Prodi alla Presidenza della Repubblica, poi l'alleanza con Berlusconi: ovvero la resa senza condizioni all'estrema destra eversiva, corrotta, razzista, guerrafondaia, ecocida, filomafiosa.

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3. Impoverimento ed imbarbarimento

Il crescente impoverimento delle classi popolari e della societa' in generale, come e' gia' accaduto in altre situazioni storiche analoghe, non solo non sta attivando presa di coscienza e resistenza democratica, ma sta provocando al contrario rassegnazione e disperazione, rifiuto della democrazia percepita come incapace ad opporsi alla corruzione ed alla violenza dei potenti, desolidarizzazione ed imbarbarimento, disponibilita' dell'elettorato ad affidarsi a svolte autoritarie ed avventurieri totalitari, ovvero cedimento al fascismo.

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4. Una politica degli enti locali per la democrazia e i diritti

In questa situazione cosi' drammatica gli enti locali potrebbero e dovrebbero essere il luogo e lo strumento in cui ed attraverso cui difendere e ricostruire un tessuto democratico, di solidarieta' e responsabilita', di impegno per il bene comune. Potrebbero e dovrebbero essere il luogo e lo strumento da cui ed attraverso cui proseguire o riprendere la lotta contro la barbarie totalitaria, contro il regime della corruzione, contro i poteri criminali. Il luogo e lo strumento della resistenza all'eversione dall'alto; il luogo e lo strumento della progettazione e realizzazione di una pubblica amministrazione e di una politica decenti.

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5. Quasi un programma minimo per l'autogoverno delle comunita' e del territorio

E ad esempio e' a partire dagli enti locali che si puo' e si deve praticare:

a) una politica della pace e dei diritti umani: che si opponga alla guerra, al militarismo e al riarmo; che promuova dialogo e cooperazione dal basso, locale ed internazionale; che realizzi accoglienza, sostenga centri antiviolenza, promuova intercultura ed integrazione, favorisca la consapevolezza che vi e' una sola umanita' in un unico mondo casa comune dell'umanita' intera;

b) una politica di difesa attiva dell'ambiente e della salute: che metta insieme il diritto all'abitare, al lavoro sostenibile, alle infrastrutture necessarie, e la promozione della partecipazione e della responsabilita' comune per difendere a un tempo l'ambiente di tutti e la salute e la sicurezza di ognuno, la qualita' della vita e la civile convivenza;

c) una politica di assistenza sociale, solidarieta' e partecipazione: che dia sostegno efficace e adeguato alle persone nel disagio e nella sofferenza, e che attivi la partecipazione democratica e l'impegno civile di tutta la popolazione;

d) una politica culturale contro il consumismo onnidistruttivo, in difesa della dignita' umana e del valore del mondo vivente, che promuova la consapevolezza che una e' la civilta' umana e che ogni persona ha il diritto di fruirne e il dovere di contribuirvi, e che cultura, responsabilita' ed aiuto reciproco sono una sola cosa;

e) una politica di impegno contro la corruzione e gli sperperi, contro i poteri criminali, contro l'economia illegale; una politica della legalita' e dell'onesta'.

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6. Votare a sinistra

Lo ripetiamo per l'ennesima volta: la differenza fondamentale e dirimente tra destra e sinistra consiste nel fatto che caratteristica della destra e' l'affermazione della radicale ineguaglianza di diritti tra le persone, e quindi l'effettuale favoreggiamento dei potenti contro gli oppressi, dei violenti contro i miti, degli sfruttatori contro gli sfruttati, dei rapinatori contro i rapinati, degli arricchiti contro gli impoveriti. Caratteristica della sinistra e' invece l'affermazione dell'eguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani: e quindi l'impegno alla lotta per la liberazione di tutti gli oppressi, di tutti gli sfruttati, di tutte le vittime dell'ingiustizia e della violenza; l'impegno a rispettare e promuovere i diritti umani di tutti gli esseri umani; l'impegno a realizzare il programma scritto nella Dichiarazione universale dei diritti umani, che e' poi anche il programma di democrazia progressiva scritto nella Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza antifascista.

La sinistra non e' un'ideologia: e' il movimento delle oppresse e degli oppressi in lotta per la liberazione dell'umanita'.

Occorre dunque votare a sinistra.

L'astensione, come sempre, favorisce il regime della corruzione e la destra estremista e golpista.

Il voto a liste ambigue - le tante qualunquiste variamente travestite e atteggiate ma effettualmente destrorse - non ferma la deriva a destra, ma la favoreggia.

Dove si presentano coalizioni democratiche ampie in cui la sinistra si colloca in modo adeguato e caratterizzante occorre sostenere queste coalizioni.

Dove la sinistra e' costretta a presentarsi da sola, non potendo accettare alleanze indecenti, occorre sostenere le liste di sinistra (di partito o di coalizione o civiche che siano).

Occorre votare a sinistra. Anche laddove le liste di sinistra non siano le migliori possibili, purche' candidino persone degne ed abbiano programmi coerenti con la scelta della solidarieta', della responsabilita', dell'uguaglianza di diritti.

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7. Oltre il voto, la nonviolenza

Occorre votare a sinistra. E continuare la lotta nonviolenta contro tutte le violenze e le menzogne, contro tutte le ingiustizie e le vilta'.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

 

Viterbo, 20 maggio 2013

 

Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: nbawac at tin.it e centropacevt at gmail.com , web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/