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Telegrammi. 1284



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1284 del 24 maggio 2013

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Andrea Gallo

2. Da Viterbo nel ricordo delle vittime della strage di Capaci

3. La "Consolatio ad Marciam" di Seneca. Un incontro di studio a Viterbo

4. Per la Giornata internazionale delle donne per la pace e il disarmo

5. Segnalazioni librarie

6. La "Carta" del Movimento Nonviolento

7. Per saperne di piu'

 

1. LUTTI. ANDREA GALLO

 

Una brava persona. Una persona brava.

 

2. MEMORIA. DA VITERBO NEL RICORDO DELLE VITTIME DELLA STRAGE DI CAPACI

 

Si e' svolto nella mattinata di giovedi' 23 maggio 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro in memoria delle vittime della strage di Capaci del 23 maggio 1992.

*

Nella giornata in cui si fa memoria delle vittime della strage di Capaci - ha detto il responsabile della struttura nonviolenta viterbese - ogni persona di volonta' buona ed ogni istituzione democratica rinnova un impegno ineludibile: l'impegno a contrastare il potere mafioso.

Ma questo impegno richiede limpidezza di comportamenti e rigore di ragionamento; esso non si esplica con la retorica di circostanza e le trovate spettacolari, esso non ammette ambigue alleanze e vili disattenzioni, complici indifferenze e chiassose distrazioni.

L'impegno a contrastare il potere mafioso richiede la rottura delle contiguita' con quanto al potere mafioso e' funzionale e quanti vi sono collusi; richiede la fine della subalternita' agli stili di pensiero, ai modelli di condotta e alle concrezioni di potere che col potere mafioso hanno stretto patti, raggiunto accordi sia pur taciti, e con esso hanno affinita' ideologiche ed omologie di metodo e fini, intrattengono scambi di favori ed intrecci di costumi, occulte o flagranti cointeressenze pratiche.

In una parola: la lotta alla mafia richiede la fine dei proclami generici e l'adozione di analisi, scelte, iniziative adeguate e concrete: ovvero la teoria e la pratica che nessuno meglio del Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo ha saputo elaborare, proporre, attuare.

Nella giornata in cui si fa memoria delle vittime della strage di Capaci questo va detto in primo luogo: che opporsi alla mafia e' dovere di tutti. Che opporsi alla mafia implica altresi' opporsi al sistema dello sfruttamento, al regime della corruzione, all'eversione dall'alto, al fascismo che torna. Che opporsi alla mafia implica riconnettersi alla Resistenza antifascista ed al suo frutto migliore: la Costituzione della Repubblica Italiana e il suo progetto di democrazia progressiva. Che opporsi alla mafia significa continuare sempre ed ovunque la lotta per i diritti umani di tutti gli esseri umani, per la difesa della biosfera, per la liberazione dell'umanita'.

La nonviolenza, che e' la lotta di liberazione dell'umanita' contro tutte le menzogne e le violenze, e' in cammino.

La nonviolenza, che e' l'antifascismo vivente, che e' l'antimafia coerente, che e' l'antibarbarie in azione, convoca alla lotta per un'umanita' di persone libere ed eguali in diritti.

Nel nome e nel ricordo delle vittime della strage di Capaci. Nel nome e nel ricordo di tutte le persone che si sono opposte alla violenza. Nel nome e nel ricordo di tutte le persone che hanno lottato per la dignita', l'uguaglianza e la liberta' di tutti gli esseri umani.

La mafia puo' essere sconfitta, quindi deve essere sconfitta.

La nonviolenza e' piu' forte.

 

3. INCONTRI. LA "CONSOLATIO AD MARCIAM" DI SENECA. UN INCONTRO DI STUDIO A VITERBO

 

Si e' svolto la sera di giovedi' 23 maggio 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di lettura e commento della "Consolatio ad Marciam" di Lucio Anneo Seneca.

 

4. INIZIATIVE. PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE DONNE PER LA PACE E IL DISARMO

 

Ricorre il 24 maggio la Giornata internazionale delle donne per la pace e il disarmo.

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo la celebrera' con un incontro di riflessione venerdi' 24 maggio 2013, nel corso del quale saranno letti e commentati testi di autrici fondamentali del pensiero delle donne e del movimento femminista per la pace, i diritti umani, la difesa della biosfera e la liberazione dell'umanita'.

La lotta delle donne contro la violenza maschilista e patriarcale e' l'esperienza decisiva per la costruzione della pace, della giustizia sociale, della civile convivenza, di una societa' sobria e solidale, rispettosa della dignita' umana e del mondo vivente.

Il movimento di liberazione delle donne e' la corrente calda della nonviolenza in cammino.

 

5. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Friedrich Engels, Antiduehring, Editori Riuniti, Roma 1950, 1971, pp. XL + 352.

- Massimo Mila, Scritti civili, Einaudi, Torino 1995, pp. XXXVI + 388.

- Paolo Spriano, Gramsci e Gobetti, Einaudi, Torino 1977, pp. X + 198.

 

6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

7. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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