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Telegrammi. 1288



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1288 del 28 maggio 2013

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Segnalazioni librarie

2. Peppe Sini: Il rogo

3. Ricordando e rileggendo Lorenzo Milani che oggi avrebbe novant'anni

4. La guerra

5. La "Carta" del Movimento Nonviolento

6. Per saperne di piu'

 

1. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

- Joanna Bourke, Stupro. Storia della violenza sessuale dal 1860 a oggi, Laterza, Roma-Bari 2009, 2011, pp. VI + 602, euro 12.

 

2. EDITORIALE. PEPPE SINI: IL ROGO

 

I giornali danno la notizia di un ragazzo che uccide una ragazza e le da' fuoco.

E questo gesto, che rievoca i lager nazisti e i roghi dell'inquisizione, rivela quanto abissale sia l'orrore quotidiano in cui e' sprofondato il nostro paese: poiche' non passa giorno senza che giunga notizia di un uomo che uccide una donna ritenendola cosa di sua proprieta' cui puo' infliggere ogni violenza; corpo annichilito che puo' umiliare, ferire, mutilare, uccidere; oggetto di carne e parole che puo' distruggere in qualunque momento.

*

Opporsi al femminicidio e' oggi in Italia il primo dovere di ogni persona decente: il primo dovere esistenziale, intellettuale, morale, sociale, politico.

Ed e' compito di ogni singola persona tanto quanto della societa' civile nelle sue parti e nel suo insieme, quanto delle istituzioni democratiche tutte: poiche' chi non combatte contro il femminicidio inevitabilmente ne e' complice, come sempre chi resta indifferente dinanzi a un massacro. Poiche' un massacro, un mostruoso massacro, e' in corso.

*

Ma combattere il femminicidio richiede necessariamente di combattere anche il maschilismo e il patriarcato, ovvero l'ideologia, le strutture, le pratiche tutte della violenza e del disprezzo maschile contro le donne.

Chi e' complice del maschilismo e del patriarcato e' complice anche del femminicidio, poiche' il femminicidio altro non e' che la punta estrema della violenza maschilista e patriarcale.

*

Occorre contrastare il femminicidio, e il maschilismo e il patriarcato che lo fondano e lo sostengono, e contrastarli anche perche' solo se si sconfiggono, ovvero si sconficcano dal corpo della societa' e dall'animo delle persone e dalla storia dell'umanita', e' possibile contrastare adeguatamente, concretamente ed efficacemente anche la guerra, lo sfruttamento, il razzismo, il potere mafioso, il modo di produzione fondato sulla schiavitu' delle persone e la devastazione della biosfera. Poiche' tutte queste violenze hanno nella violenza maschilista e patriarcale contro le donne la loro prima radice.

Solo una societa' che riconosce la piena umanita', la medesima dignita' e la stessa titolarita' di diritti delle donne e degli uomini disarma la vita e difende la natura, salva le vite e realizza le tre grandi speranze della liberta', dell'eguaglianza, della solidarieta' che fondano la civilta' umana e colmano di senso l'esistenza personale.

 

3. MEMORIA. RICORDANDO E RILEGGENDO LORENZO MILANI CHE OGGI AVREBBE NOVANT'ANNI

 

Ricorrendo il novantesimo anniversario della nascita di don Lorenzo Milani (Firenze, 27 maggio 1923 - 26 giugno 1967), il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo lo ha ricordato con un incontro di studio e di testimonianza lunedi' 27 maggio 2013.

Nel corso dell'incontro sono stati letti alcuni brani da "Esperienze pastorali" e da alcune lettere di don Milani e della scuola di Barbiana.

*

Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, concludendo l'incontro, ha ripercorso alcuni passaggi essenziali della vita del priore di Barbiana ed alcuni temi decisivi della sua azione, della sua opera.

Tutta l'azione effettuale di don Lorenzo Milani e' orientata da questa scelta: difendere la vita, la dignita' e i diritti dei concreti esseri umani, e quindi lottare contro l'oppressione sociale, lottare affinche' cessi lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

E il concreto strumento attraverso cui nella personale pratica milaniana questa lotta si realizza e' l'educazione degli oppressi: come pratica di liberazione, come uscita dalla subalternita', come conquista della parola che e' il primo strumento della lotta nonviolenta contro tutte le menzogne e le violenze, il primo strumento della politica e della democrazia, il primo strumento della lotta contro l'oppressione di classe e contro tutte le oppressioni.

Ma la condizione perche' si possa svolgere questo ruolo di educatore degli e con gli oppressi, ovvero di persona che li aiuta ad autoeducarsi lasciandosi educare da loro nell'interazione maieutica, e' la condivisione della vita degli oppressi come scelta di concreta solidarieta' con gli esseri umani vittime di sfruttamento, oppressione, emarginazione.

E naturalmente questa azione di liberazione, questa azione educativa, questa azione di riconoscimento, solidarieta' e degnificazione umana, questa azione di resistenza alla menzogna e alla violenza, si scontra inevitabilmente con l'attivita' produttiva piu' criminale, quella ordinata alla produzione di morte: la guerra. L'opposizione alla guerra, e alla sua ideologia, ai suoi apparati, ai suoi strumenti - gli eserciti, le armi -, e' quindi il decisivo banco di prova, l'ineludibile verifica empirica del senso della prassi educativa, di ogni prassi autenticamente educativa.

E l'opposizione alla guerra e al militarismo e' anche opposizione a tutti gli autoritarismi, a tutte le gerarchie oppressive, a tutti i poteri iniqui, ad ogni totalitarismo e ad ogni corruzione ed asservimento delle coscienze, ad ogni denegazione o compressione od offuscamento della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.

E dall'opposizione alla guerra nel tempo dell'apocalisse atomica scaturira' anche la consapevolezza ecologica e quindi l'opposizione a quei medesimi meccanismi di selvaggia massimizzazione del profitto operanti ai danni dell'umanita' intera, ovvero a quel modo di produzione ed a quei reali poteri dominanti caratterizzati dall'esercizio dello sfruttamento fino alla schiavizzazione delle persone, fino all'esaurimento delle risorse, fino al generalizzato inquinamento ed alla desertificazione della natura, ed alla morte delle vittime e degli oppositori, e tendenzialmente dell'intero mondo vivente; meccanismi e poteri che oggi palesemente minacciano di irreversibile devastazione l'intera biosfera.

L'esperienza milaniana e' una delle piu' luminose epifanie della pratica della nonviolenza: la nonviolenza che e' la lotta la piu' nitida e intransigente contro tutte le menzogne e le violenze; che e' la lotta piu' rigorosa e coerente per la liberazione dell'umanita' e la difesa del mondo vivente.

Ogni volta che si rilegge don Milani sempre si torna a provare la commozione profonda che sempre suscita la parola veritiera.

E questa parola veritiera esorta alla scelta della nonviolenza.

La nonviolenza e' in cammino: sii tu il pellegrino che la reca nel sacco e la condivide con le altre persone incontrate per via; sii tu il cammino, sii tu la nonviolenza.

*

Una breve notizia su Lorenzo Milani

Lorenzo Milani nacque a Firenze nel 1923, proveniente da una famiglia della borghesia intellettuale, ordinato prete nel 1947. Opera dapprima a S. Donato a Calenzano, ove realizza una scuola serale aperta a tutti i giovani di estrazione popolare e proletaria, senza discriminazioni politiche. Viene poi trasferito punitivamente a Barbiana nel 1954. Qui realizza l'esperienza della sua scuola. Nel 1958 pubblica Esperienze pastorali, di cui la gerarchia ecclesiastica ordinera' il ritiro dal commercio. Nel 1965 scrive la lettera ai cappellani militari da cui derivera' il processo i cui atti sono pubblicati ne L'obbedienza non e' piu' una virtu'. Muore dopo una lunga malattia nel 1967; era appena uscita la Lettera a una professoressa della scuola di Barbiana. L'educazione come pratica di liberazione, la scelta di classe dalla parte degli oppressi, l'opposizione alla guerra, la denuncia della scuola classista che discrimina i poveri: sono alcuni dei temi su cui la lezione di don Milani resta di grande valore. Opere di Lorenzo Milani e della scuola di Barbiana: Esperienze pastorali, L'obbedienza non e' piu' una virtu', Lettera a una professoressa, pubblicate tutte presso la Libreria Editrice Fiorentina (Lef). Postume sono state pubblicate le raccolte di Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana, Mondadori; le Lettere alla mamma, Mondadori; e sempre delle lettere alla madre l'edizione critica, integrale e annotata, Alla mamma. Lettere 1943-1967, Marietti. Altri testi sono apparsi sparsamente in volumi di diversi autori. La casa editrice Stampa Alternativa ha meritoriamente effettuato nell'ultimo decennio la ripubblicazione di vari testi milaniani in edizioni ultraeconomiche e criticamente curate. La Emi ha recentemente pubblicato, a cura di Giorgio Pecorini, lettere, appunti e carte varie inedite di don Lorenzo Milani nel volume I care ancora. Altri testi ha pubblicato ancora la Lef. Opere su Lorenzo Milani: sono ormai numerose; fondamentali sono: Neera Fallaci, Vita del prete Lorenzo Milani. Dalla parte dell'ultimo, Rizzoli, Milano 1993; Giorgio Pecorini, Don Milani! Chi era costui?, Baldini & Castoldi, Milano 1996; Mario Lancisi (a cura di), Don Lorenzo Milani: dibattito aperto, Borla, Roma 1979; Ernesto Balducci, L'insegnamento di don Lorenzo Milani, Laterza, Roma-Bari 1995; Gianfranco Riccioni, La stampa e don Milani, Lef, Firenze 1974; Antonio Schina (a cura di), Don Milani, Centro di documentazione di Pistoia, 1993. Segnaliamo anche l'interessante fascicolo monografico di "Azione nonviolenta" del giugno 1997. Segnaliamo anche il fascicolo Don Lorenzo Milani, maestro di liberta', supplemento a "Conquiste del lavoro", n. 50 del 1987. Tra i testi apparsi di recente: il testo su don Milani di Michele Ranchetti nel suo libro Gli ultimi preti, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1997; David Maria Turoldo, Il mio amico don Milani, Servitium, Sotto il Monte (Bg) 1997; Liana Fiorani, Don Milani tra storia e attualita', Lef, Firenze 1997, poi Centro don Milani, Firenze 1999; AA. VV., Rileggiamo don Lorenzo Milani a trenta anni dalla sua morte, Comune di Rubano 1998; Centro documentazione don Lorenzo Milani e scuola di Barbiana, Progetto Lorenzo Milani: il maestro, Firenze 1998; Liana Fiorani, Dediche a don Milani, Qualevita, Torre dei Nolfi (Aq) 2001; Edoardo Martinelli, Pedagogia dell'aderenza, Polaris, Vicchio di Mugello (Fi) 2002; Marco Moraccini (a cura di), Scritti su Lorenzo Milani. Una antologia critica, Il Grandevetro - Jaca Book, Santa Croce sull'Arno (Pi) - Milano 2002; Jose' Luis Corzo Toral, Lorenzo Milani. Analisi spirituale e interpretazione pedagogica, Servitium, Sotto il Monte (Bergamo) 2008.

 

4. PER UN DIZIONARIO MINIMO. LA GUERRA

 

Uccide.

Uccide gli esseri umani.

 

5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

6. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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