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Telegrammi. 1346



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1346 del 25 luglio 2013

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Peppe Sini: Finisca il regime berlusconiano, cada il governo, elezioni subito

2. La "Carta" del Movimento Nonviolento

3. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: FINISCA IL REGIME BERLUSCONIANO, CADA IL GOVERNO, ELEZIONI SUBITO

 

Con l'ovvia condanna definitiva il prossimo 30 luglio Berlusconi sara' interdetto dai pubblici uffici.

E poiche' tutta la destra golpista, neofascista e razzista che in questi vent'anni ha lungamente governato e tuttora governa in modo scellerato questo sventurato paese esiste solo in quanto creatura di Berlusconi (senza Berlusconi i razzisti della Lega e i neofascisti variamente denominati probabilmente non arriverebbero neppure a superare la soglia minima per entrare in parlamento), ne consegue che interdetto Berlusconi dai pubblici uffici tutti i suoi famuli non godrebbero piu' di quel vasto consenso che Berlusconi in prima persona calamitava su di se' utilizzando spregiudicatamente le tecniche pubblicitarie di mistificazione e di manipolazione di cui un miliardario padrone di influenti reti televisive e' maestro e donno.

Ed e' quindi semplicemente scandaloso che la destra golpista, neofascista e razzista berlusconiana continui a governare.

Ergo, un percorso lineare ed ineludibile si apre: dopo la condanna di Berlusconi si dimetta il governo; dopo le dimissioni del governo si sciolgano le Camere; dopo lo scioglimento delle Camere si torni alle urne.

*

Le dimissioni del governo sono un atto dovuto: come si puo' ammettere che governi il paese un esecutivo che in rilevante misura dipende da un condannato per gravi reati, perdipiu' interdetto dai pubblici uffici? E se il governo non intende dimettersi, che lo faccia cadere il parlamento, togliendogli la fiducia.

Ma non basta: caduto il governo occorre sciogliere il parlamento. Poiche' comunque questo parlamento e' per un terzo nelle mani dei berlusconiani, ed anche tra i parlamentari delle altre forze politiche i longevi manutengoli di Berlusconi sono legione. Prova ne e' che pur essendoci stata dopo il voto di febbraio la possibilita' numerica di fare un governo senza Berlusconi, ed essendosi per questo impegnato quel segretario del Partito Democratico che pure le elezioni aveva vinto, l'occulta alleanza - davvero inquietante e ripugnante - tra altri gruppi e poteri e personaggi antidemocratici ha impedito che questa possibilita' si realizzasse.

Occorre sciogliere il parlamento e andare a nuove elezioni, per liberarsi della destra golpista, razzista, fascista, maschilista, mafiosa, corrotta berlusconiana e della nuova destra "antipolitica", sia tecnocratica che populista, irrazionalista e totalitaria.

Ed occorre andare a nuove elezioni sapendo che Berlusconi tentera' comunque il tutto per tutto, e gettera' nella mischia tutta la potenza delle sue ricchezze frutto di pratiche lecite e illecite, tutta la sua forza di manipolazione dell'opinione pubblica, tutta la sua capacita' di ricatto su quanti in varie forme e varia misura gli sono stati complici in passato.

Cosicche' occorrera' andare a nuove elezioni con una consapevolezza chiara e forte: che occorre coalizzare l'intero fronte antifascista democratico; che questa coalizione dell'intero fronte antifascista democratico potra' e dovra' unirsi su un programma minimo mantenendo molte e profonde differenze su questioni anche fondamentali; che questo programma minimo dovra' avere pochi e netti elementi qualificanti: il rispetto dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana; la scelta della democrazia come metodo e come sistema; la difesa intransigente dei diritti umani di tutti gli esseri umani; la difesa della biosfera; la pace; una politica di intervento pubblico a sostegno dei poveri e degli impoveriti, ovvero contro la rapina e la violenza dei poteri economici dominanti; una politica del diritto alla casa, al lavoro, al sapere, alla salute, all'assistenza, a un ambiente vivibile, alla pace, alla liberta' e alla giustizia, alla convivenza e alla solidarieta': ovvero una politica dell'autentica legalita' e della concreta responsabilita'.

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Ma perche' questa coalizione dell'intero fronte antifascista democratico possa darsi, occorre che in essa sia presente in modo autonomo e riconoscibile la sinistra che oggi occorre: che e' la sinistra della nonviolenza. La sinistra della nonviolenza: femminista ed ecologista, socialista e libertaria, che negli Statuti della Prima Internazionale, nelle Tre ghinee di Virginia Woolf, nella riflessione attuale di Vandana Shiva trovi alcuni dei suoi fondamentali punti di riferimento. E che si presenti nella coalizione dell'intero fronte antifascista democratico condividendo il programma minimo comune e recando anche il proprio contributo programmatico, il proprio programma nonviolento di governo del paese che abbia come sue direttrici d'azione quelle indicate nella Carta del Movimento Nonviolento: "1. l'opposizione integrale alla guerra; 2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione; 3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario; 4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo".

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Postilla: Da che pulpito questo ragionamento e questa proposta

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, gia' consigliere comunale e provinciale, e' stato dagli anni '70 uno dei principali animatori del movimento che si oppone alle servitu' energetiche e militari nell'Alto Lazio (ha preso parte al movimento antinucleare fin dalla prima iniziativa a Montalto di Castro); dalla meta' degli anni Settanta e' stato uno dei principali animatori della sinistra antitotalitaria a Viterbo; e' stato segretario provinciale del Pdup, il "Partito di unita' proletaria per il comunismo", fino all'autoscioglimento del partito nel 1984; negli anni '90 ha preso parte all'esperienza del "Movimento per la democrazia - la Rete", rappresentativa del movimento antimafia nelle istituzioni; obiettore di coscienza al servizio militare, dagli anni Settanta e' persona amica della nonviolenza (condividendo la formulazione di Aldo Capitini); nel 1979 ha fondato il "Comitato democratico contro l'emarginazione" che ha condotto rilevanti lotte contro le istituzioni totali e per i diritti umani e rilevanti campagne di solidarieta' concreta; ha promosso e presieduto il primo convegno nazionale di studi sulla figura e l'opera di Primo Levi; nel 1987 ha coordinato per l'Italia la campagna di solidarieta' con Nelson Mandela allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano; nel 1991 e' stato processato ed assolto per la sua azione contro la guerra del Golfo; nel 1999 ha ideato, promosso e realizzato l'esperienza delle "mongolfiere della pace" con cui ostacolare i decolli dei bombardieri che dalla base di Aviano recavano strage in Jugoslavia (anche per questa iniziativa ha subito un processo conclusosi con l'archiviazione delle accuse nei suoi confronti); nel 2001 e' stato l'animatore dell'iniziativa che - dopo la tragedia di Genova - ha portato alla presentazione in parlamento di una proposta di legge per la formazione delle forze dell'ordine alla nonviolenza; e' stato dagli anni '80 il principale animatore dell'attivita' di denuncia e opposizione alla penetrazione dei poteri criminali nell'Alto Lazio - e negli anni '90 ha presieduto la Commissione d'inchiesta ad hoc istituita dal Consiglio Provinciale di Viterbo -; ha ideato e animato due delle piu' importanti e vittoriose campagne ambientaliste nell'Alto Lazio: quella contro la realizzazione della devastante Supercassia negli anni '80-'90, e quella contro la realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo dal 2007; negli anni '80 e '90 e' stato tra i principali redattori del settimanale "Sotto voce" che a Viterbo condusse fondamentali inchieste contro i poteri criminali e il regime della corruzione; dal 2000 e' direttore del notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", che ogni giorno diffonde materiali di studio e di riflessione e sostiene e promuove iniziative nonviolente per la pace, l'ambiente, i diritti umani di tutti gli esseri umani. Ha ideato e realizzato dal 2002 a Viterbo le commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre il 4 novembre col motto "Ogni vittima ha il volto di Abele" e promosso la campagna a livello nazionale con questa denominazione.

 

2. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

3. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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Numero 1346 del 25 luglio 2013

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