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Telegrammi. 1351



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1351 del 30 luglio 2013

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Peppe Sini: Fuori dal governo i complici di Berlusconi

2. Rocco Chinnici, trent'anni dopo

3. Con la ministra Cecile Kyenge

4. Segnalazioni librarie

5. La "Carta" del Movimento Nonviolento

6. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: FUORI DAL GOVERNO I COMPLICI DI BERLUSCONI

 

Se non vi saranno scandalose sorprese dell'ultimo momento, oggi la Cassazione confermera' con sentenza definitiva la condanna di Berlusconi e l'interdizione dai pubblici uffici del capo della destra golpista e corruttrice.

Siano subito allontanati i suoi manutengoli dal governo del paese.

Si dimetta il governo, si sciolgano le Camere, si torni al voto.

Ed alle elezioni si presenti una coalizione dell'intero fronte antifascista democratico per sconfiggere una volta per tutte la destra eversiva e criminale, fascista e razzista.

Si presenti una coalizione dell'intero fronte antifascista democratico e di tale coalizione sia parte promotrice, integrante, ispiratrice ed egemone la sinistra della nonviolenza.

Il momento e' ora.

 

2. MEMORIA. ROCCO CHINNICI, TRENT'ANNI DOPO

 

Trenta anni fa, il 29 luglio 1983, la mafia assassinava Rocco Chinnici.

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo lo ha ricordato con una commemorazione, nel corso della quale e' stata rievocata la sua figura e il suo impegno, e sono stati riletti alcuni suoi interventi, ed un ricordo di lui scritto da Paolo Borsellino.

Concludendo la commemorazione il responsabile della struttura nonviolenta viterbese ha riletto le seguenti righe scritte alla fine del secolo scorso.

*

Quando Rocco Chinnici fu assassinato forse il potere mafioso ed i suoi molti complici pensarono di aver vinto una decisiva partita. Quell'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo cosi' cruentemente decapitato, avranno calcolato mandanti, esecutori e beneficiari della strage, sarebbe stato ridotto alla resa. Ma Rocco Chinnici non era morto.

Pensarono che quel massacro fosse un messaggio inequivocabile, che metteva la parola fine a tante cose, oltre che alla vita di Rocco Chinnici, di Mario Trapassi, di Salvatore Bartolotta, di Stefano Li Sacchi. Ma Rocco Chinnici non era morto.

Perche' Rocco Chinnici era vivo nelle teste e nei cuori di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino, di Giuseppe Di Lello, di quello che ben presto sarebbe diventato per tutti e per sempre "il pool antimafia". Dunque Rocco Chinnici non era morto.

Perche' Rocco Chinnici era risorto in un silenzioso, ascetico, fragile anziano magistrato di Firenze che senti' la chiamata e volle andare a Palermo a prenderne il posto, a proseguirne la lotta. Cosicche' Rocco Chinnici non era morto.

Oh, amici, quante volte ci siamo detti che i buoni non muoiono del tutto, ma vivono nell'umanita' tutta che ne prosegue la lotta, che ne raccoglie il testimone, che ne serba memoria.

E quante volte ci siamo detti che questo e' insieme vero e falso. E  che sia vero lo prova anche il piccolo fatto che tu stai leggendo queste righe, che io le ho scritte, ed entrambi, anche se diciassette anni ci separano da quell'omicidio, quel nome e quella figura sentiamo viva e presente. E che non sia vero ce lo dice il fatto roccioso e tremendo, ineludibile, che quella vita umana, quelle vite umane, sono state soppresse, annientate per sempre.

Ma chi legge di nuovo le parole di Chinnici gli da' la sua voce e cosi' lo fa vivere ancora, allontana l'oblio che tutto divora. Ma chi prosegue la lotta di Chinnici, e di Terranova e di Costa, e di Falcone e di Borsellino, e di tutti gli altri caduti nella lotta contro la mafia, ne salva e prolunga un frammento di vita, le idee, la luce.

 

3. SOLIDARIETA'. CON LA MINISTRA CECILE KYENGE

 

Con la ministra Cecile Kyenge c'e' tutto il popolo italiano.

Con la ministra Cecile Kyenge c'e' tutta l'umanita'.

 

4. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Norberto Bobbio, Politica e cultura, Einaudi, Torino 1955, 1977, pp. 288.

- John Stuart Mill, On Liberty and other essays, Oxford University Press, Oxford-New York 1991, pp. XXXVI + 596.

- Karl R. Popper, Congetture e confutazioni, Il Mulino, Bologna 1972, 1994, pp. XII + 736.

- John Rawls, Una teoria della giustizia, Feltrinelli, Milano 1982, 1997, pp. 502.

*

Riedizioni

- Grazia Deledda, Canne al vento, Rcs, Milano 2008, 2013, pp. 240, euro 7,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

- Lucetta Scaraffia, Eraldo Affinati, Beati quelli che sono nel pianto, perche' saranno consolati, Lindau, Torino 2012, Rcs, Milano 2013, pp. 96, euro 5,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

 

5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

6. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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