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Nonviolenza. Femminile plurale. 462



 

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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE

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Supplemento del notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino" (anno XIV)

Numero 462 del 16 agosto 2013

 

In questo numero:

1. Il punto di partenza

2. Nella vicenda egiziana

3. Scioperiamo. Per fermare la cultura della violenza

4. Per l'anniversario della nascita di Riccardo Lombardi

 

1. EDITORIALE. IL PUNTO DI PARTENZA

 

Il punto di partenza per capire il segno e la direzione di tutti i processi di trasformazione sociale e' il seguente: i diritti delle donne.

Cio' che accresce i diritti delle donne, cio' che contrasta la violenza maschilista e patriarcale, questo e' positivo.

Cio' che non migliora la condizione delle donne, cio' che non contrasta la violenza maschilista e patriarcale, questo e' negativo.

La nonviolenza sa di essere in cammino solo quando e' in cammino il movimento di liberazione delle donne.

 

2. RIFLESSIONE. NELLA VICENDA EGIZIANA

 

Nella vicenda egiziana (e non solo in essa) questo in primo luogo va detto: che uccidere e' sempre un crimine contro l'umanita'.

Pace, disarmo, smilitarizzazione dei conflitti; riconoscimento, difesa e promozione dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Ogni militarismo, ogni fondamentalismo, ogni totalitarismo, ogni fascismo comunque camuffato, sono nemici dell'umanita'.

Il solo punto di vista adeguato e' il punto di vista del movimento di liberazione delle donne.

La sola azione adeguata e' quella che contrasta la violenza maschilista e patriarcale, e' quella che salva le vite, e' quella che riconosce la dignita' e l'eguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani.

La nonviolenza e' in cammino con volto e con voce di donna.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

3. INIZIATIVE. SCIOPERIAMO. PER FERMARE LA CULTURA DELLA VIOLENZA

[Riproponiamo ancora una volta il seguente appello che abbiamo ricevuto alcune settimane fa da Barbara Romagnoli (per contatti: duepunti2 at yahoo.it) e dal centro interculturale "Trama di terre" (per contatti: info at tramaditerre.org). Per contattare le promotrici dell'appello e aderire ad esso: scioperodonne2013 at gmail.com]

 

Scioperiamo. Per fermare la cultura della violenza

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Alla presidente della Camera, Laura Boldrini

Alla ministra delle Pari Opportunita', Josefa Idem

Alla segretaria della Confederazione Generale del Lavoro, Susanna Camusso

A tutte le donne delle istituzioni, delle arti e dei mestieri

A tutte noi

*

Pensavamo che l'uccisione di Fabiana, bruciata viva dal fidanzato sedicenne, esprimesse un punto di non ritorno. Invece no. L'insulto che e' stato rivolto alla ministra Cecile Kyenge - da un'altra donna - dice molto piu' di quanto non vogliamo ammettere. E di fronte ad una violenza verbale simile, non ci sono scuse o giustificazioni che tengano. Noi non siamo mai state silenziose, abbiamo sempre denunciato questi fatti, le violenze fisiche e quelle verbali. Ma non basta.

Non basta piu' il lavoro dei centri antiviolenza, fondamentale e prezioso. E non bastano le promesse di leggi che neanche arrivano. La ratifica della convenzione di Istanbul? Un passo importante, ma bisogna aspettare e aspettare. E noi non vogliamo piu' limitarci a lanciare appelli che raccolgono migliaia di firme ma restano solo sulla carta; a proclamarci indignate per una violenza che non accenna a smettere; a fare tavole rotonde, dibattiti politici, incontri. Adesso chiediamo di piu'.

Chiediamo di poter vivere in una societa' che vuole realmente cambiare la cultura che alimenta questa mentalita' maschilista, patriarcale, trasversale, acclarata e spesso occulta, che noi riteniamo totalmente responsabile della mancanza di rispetto per le donne, e che non fa nulla per fermare questo inutile e doloroso femminicidio italiano.

Chiediamo che la parola femminicidio non venga piu' sottovalutata, svilita, criticata. Perche' racconta di un fenomeno che ancora in troppi negano, o che sia qualcosa che non li riguarda. O addirittura che molte delle donne uccise o violate, in fondo in fondo, qualche sbaglio lo avevano fatto. Quanta disumanita' nel non voler vedere il nostro immenso lavoro, quello pagato e quello non pagato, il lavoro di cura e riproduttivo, il genio, la creativita', il ruolo multiforme delle donne.

Chiediamo di fermarci. A tutte: madri, sorelle, figlie, nonne, zie, compagne, amanti, mogli, operaie, commesse, maestre, infermiere, badanti, dirigenti, fornaie, dottoresse, farmaciste, studentesse, professoresse, ministre, contadine, sindacaliste, impiegate, scrittrici, attrici, giornaliste, registe, precarie, artiste, atlete, disoccupate, politiche, funzionarie, fisioterapiste, babysitter, veline, parlamentari, prostitute, autiste, cameriere, avvocate, segretarie.

Fermiamoci per 24 ore da tutto quello che normalmente facciamo. Proclamiamo uno sciopero generale delle donne che blocchi questo maledetto paese. Perche' sia chiaro che senza di noi, noi donne, non si va da nessuna parte. Senza il rispetto per la nostra autodeterminazione e il nostro corpo non c'e' societa' che tenga. Perche' la rabbia e il dolore, lo sconforto e l'indignazione, la denuncia e la consapevolezza, hanno bisogno di un gesto forte.

Scioperiamo per noi e per tutte le donne che ogni giorno rischiano la loro vita. Per le donne che verranno, per gli uomini che staranno loro accanto.

Unisciti a noi, firma e diffondi questo appello. Insieme, poi, decideremo una data.

scioperodonne2013 at gmail.com

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Barbara Romagnoli (giornalista freelance)

Adriana Terzo (giornalista freelance)

Tiziana Dal Pra (presidente del centro interculturale Trama di Terre)

 

4. MAESTRI E COMPAGNI. PER L'ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI RICCARDO LOMBARDI

 

Si e' svolto la mattina di venerdi' 16 agosto 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio in memoria di Riccardo Lombardi nell'anniversario della nascita del grande combattente antifascista e dirigente della sinistra italiana.

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Riccardo Lombardi, nato a Regalbuto il 16 agosto 1901 e deceduto a Roma il 18 settembre 1984, antifascista, dirigente di "Giustizia e liberta'" e del Partito d'Azione, fu uno dei piu' importanti dirigenti della Resistenza; all'indomani della Liberazione fu prefetto di Milano, ministro dal dicembre '45 al giugno '46, costituente, parlamentare, dirigente della sinistra socialista, sostenitore di politiche pubbliche programmatrici ed orientate a cruciali riforme di struttura, oppositore intransigente dell'autoritarismo e della corruzione, difensore altrettanto intransigente dei diritti civili, sociali, umani; una delle figure piu' limpide ed acute, piu' concrete e coerenti, della sinistra italiana e del movimento delle oppresse e degli oppressi in lotta per la liberazione dell'umanita' e la difesa della civilta' e della biosfera. Un'ampia raccolta di suoi interventi e' in: Scritti politici, Marsilio, Venezia 1978, 2 voll.

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Nel corso dell'incontro sono stati letti e commentati alcuni testi lombardiani.

Per noi che ne serbiamo memoria, ha detto il responsabile della struttura nonviolenta viterbese concludendo la commemorazione, Riccardo Lombardi non e' solo una figura ormai pressoche' leggendaria, ma e' stato e resta un modello di militanza politica nel movimento di liberazione delle oppresse e degli oppressi; di militanza pensante, sempre impegnata nell'analisi concreta della situazione concreta, nell'individuazione dell'azione necessaria ed insieme possibile, in una visione complessa e conflittuale che unisce nei nessi riforme-rivoluzione, democrazia-socialismo, movimento-istituzioni, pianificazione-autogestione, politica-cultura, conflitto-consenso, convergenza-alternativa, unita'-autonomia, elementi che in altre elaborazioni e prassi venivano invece separati e contrapposti, e con cio' stesso condannati all'inefficacia, alla deriva o al fallimento piu' tragico.

Lombardi univa il rigore morale e intellettuale al coraggio e alla generosita' personale; era intransigente ed insieme concreto: non gli bastava proclamare la giustizia, voleva realizzarla praticamente. Era l'esempio di una sinistra capace di pensare non solo in astratto ma progettualmente, capace di fare le cose, capace di pensarsi e mettersi alla prova - ove le condizioni oggettive e la viva lotta trasformatrice ne aprissero i varchi - come governo popolare, pianificazione socialista, conflitto costruttivo ed egemonia culturale; una sinistra capace di pensarsi e mettersi alla prova come forza di direzione del paese e delle sue energie piu' vive e delle sue esigenze piu' profonde, sia dal governo che dall'opposizione; capace di programmazione, di avviare la trasformazione strutturale riforma per riforma, di far crescere insieme la coscienza di classe e la capacita' di governo del movimento delle oppresse e degli oppressi, in un percorso di liberazione, di responsabilita' e di solidarieta', tanto sul versante politico e sociale quanto sul versante esistenziale e culturale.

Lombardi - come molte altre grandi figure della sinistra italiana, da Gramsci a Basso, da Ingrao a Trentin - aveva la capacita' di un pensiero politico non subalterno: un pensiero che nel vivo e alla guida della lotta recava la progettualita' della societa' avvenire, e che di quella societa' avvenire coglieva e costruiva nella situazione presente elementi e condizioni, a tal fine usando una variegata e coerente molteplicita' di strumenti teorici e pratici, in un fecondo rapporto prassi-teoria-prassi, in una vitale dialettica tra esperienze e riflessioni.

Molte delle idee e delle proposte lombardiane costituiscono utilissimi segmenti di analisi ed appelli all'azione per l'oggi.

Si veda ad esempio il ragionamento sul disarmo svolto nell'intervento al XXXV congresso del Psi nel 1963 (ora col titolo "Le riforme di struttura come via democratica al socialismo" in Riccardo Lombardi, Scritti politici, vol. I, pp. 395-415); dice Lombardi: "... io vi ricordo, compagni, che il disarmo non e' una modesta operazione tecnica, e' tutta una politica. Io da dieci anni, modestamente, in tutte le sedi, nazionali e internazionali, mi affanno a dimostrare che il disarmo, anche limitato, e' un'operazione rivoluzionaria, non gia' solo perche' implica un contributo importante alla pace, ma perche' se si arriva a un disarmo, anche limitato, cio' implica necessariamente la trasformazione dei rapporti di potere, della struttura economica..." (ivi, p. 410).

O si veda quanto diceva nel 1976: "Sottolineo un altro elemento di crisi individuato nel crescente indebitamento che tende ad annullare la 'profittabilita'' del settore industriale anche quando in assoluto i profitti sono rilevanti (perche' essi vengono assorbiti dal settore finanziario). Cio' che emerge dunque e' la necessita' di uscire dal sistema capitalistico, giacche' la crisi economica non si puo' superare in modo durevole se non gestendo il sistema in modo completamente diverso, sulla base di tre principi fondamentali: a) una nuova distribuzione del lavoro (tutti debbono lavorare, ciascuno per minore tempo); b) una perequazione drastica dei redditi; c) una revisione drastica del modo di produrre e del modo di consumare, rinunciando a un'economia di spreco. Un programma di questa natura, che richiede una fortissima tensione politica e morale, puo' essere affrontato solo dalle forze di sinistra, nel contesto di una rigorosa strategia dell'alternativa" (dal discorso al XL congresso del Psi del 1976, ora col titolo "La strategia dell'alternativa socialista", in Idem, op. cit., II, pp. 267-272, il passo cit. e' a p. 269).

E metterebbe conto di svolgere un'analisi puntuale ad esempio del suo intervento su "La sinistra e le tendenze del capitalismo" tenuto a un convegno del settembre '69, in cui Lombardi svolge riflessioni assai acute che direttamente ci riguardano (l'intervento, col titolo "Sinistra italiana e tendenze del capitalismo", e' ora in Idem, op. cit, II, pp. 125-146).

E sarebbe interessante sottolineare la dimensione internazionale e il respiro culturale del pensiero di Riccardo Lombardi, il suo essere in stretta relazione con le lotte piu' vive del tempo suo - bastera' ricordare il suo sostegno alle lotte anticoloniali ed antimperialiste - e con le correnti e le figure piu' vivaci della sinistra politica ed intellettuale sia di governo che di opposizione, istituzionale e sociale, ad esempio anche l'Andre' Gorz che scrivera' cose fondamentali su lavoro ed ecologia che sono alla base di tanta parte del dibattito e dell'elaborazione attuale nei movimenti altermondialisti e nonviolenti; ad esempio il gruppo di "Socialisme ou barbarie", le cui analisi a distanza di anni restano decisive; ma anche l'attenzione a Sartre e alla sua rivista, ed al gruppo di "Esprit".

Ed ovviamente occorrerebbe mettere in rilievo anche il suo rapporto critico e creativo con i "classici del marxismo" (e qui si potrebbe ricordare anche quella schermaglia incandescente con Rodolfo Morandi); con quell'attenzione particolare per Rosa Luxemburg (attenzione che come tutti sanno fu propria di gran parte della sinistra socialista, e massimamente di Lelio Basso che tanto ha contribuito agli studi luxemburghiani); bastera' anche qui una citazione puntuale: quando rivolgendosi ai giovani del '68 e dell'autunno caldo nel citato convegno del '69 cosi' li esortava: "Varrebbe proprio la pena di far conoscere ai giovani cio' che scrisse Rosa Luxemburg sul rapporto fra maggioranza parlamentare e maggioranza rivoluzionaria" (ivi, p. 140) - e su molti altri argomenti, aggiungeremmo.

Riccardo Lombardi e' uno dei punti di riferimento della nonviolenza in cammino oggi in Italia; un punto di riferimento per tutte le persone amiche della nonviolenza che siano consapevoli della natura strutturale della crisi economica, sociale, politica e culturale, e che si pongano quindi il compito ineludibile di mettarsi alla prova nella costruzione del movimento e del programma (e delle alleanze, e dell'egemonia) necessari per addivenire al piu' presto a un governo del paese che realizzi con metodi pienamente democratici le riforme di struttura socialiste assolutamente indispensabili.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

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Nel nome e nel ricordo di Riccardo Lombardi le persone partecipanti all'incontro hanno espresso pieno sostegno alle varie iniziative di pace, di solidarieta' e per i diritti in cui il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo e' particolarmente impegnato in questo periodo. In primo luogo all'iniziativa contro i cacciabombardieri F-35; all'iniziativa per la cessazione immediata della illegale ed insensata partecipazione italiana alla guerra in corso in Afghanistan; all'appello allo sciopero delle donne contro il femminicidio, ed alla richiesta che siano immediatamente concretamente realizzate tutte le iniziative adeguate contro la violenza sulle donne previste dalla Convenzione di Istanbul recentemente ratificata all'unanimita' dal parlamento italiano; all'impegno affinche' siano abolite al piu' presto le infami misure razziste imposte da precedenti governi golpisti (ed in particolare affinche' sia rispettata la Costituzione della Repubblica Italiana che all'articolo 2 afferma che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo" e all'articolo 10 afferma che "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica". Cessi la persecuzione dei migranti. Sia abolito il cosiddetto "reato di clandestinita'". Siano aboliti i campi di concentramento. Siano abolite le deportazioni. Cessi la schiavitu'. Sia consentita la libera circolazione di tutti gli esseri umani sull'unico pianeta casa comune dell'umanita' intera. Sia legiferato subito che ogni persona ha diritto a votare nel luogo in cui vive, lavora, paga le tasse, contribuisce al bene comune. Sia legiferato subito che ogni persona che e' nata in Italia deve avere i diritti di ogni persona che e' nata in Italia. Cessi la complicita' istituzionale con le mafie schiaviste. Cessi finalmente anche in Italia il regime dell'apartheid).

I partecipanti all'incontro hanno altresi' espresso profonda gratitudine e persuasa solidarieta' alla ministra Cecile Kyenge e pieno sostegno al suo impegno per i diritti umani di tutti gli esseri umani. Ugualmente hanno espresso gratitudine e solidarieta' anche alla presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, e formulato l'auspicio che essa possa essere la prossima Presidente della Repubblica.

 

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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE

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Numero 462 del 16 agosto 2013

 

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