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[Nonviolenza] Coi piedi per terra. 776



 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 776 del 23 novembre 2013

 

In questo numero:

1. Giorgio Nebbia: I Manoscritti economico-filosofici del 1844

2. Alla dottoressa Antonella Litta il Premio "Trotula" 2013

3. Il 25 novembre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

4. Un appello al parlamento italiano: faccia cessare le stragi nel Mediterraneo

 

1. EDITORIALE. GIORGIO NEBBIA: I MANOSCRITTI ECONOMICO-FILOSOFICI DEL 1844

[Ringraziamo di cuore Giorgio Nebbia per averci messo a disposizione questo suo articolo apparso su "Verde Ambiente", 15, (1), pp. 22-24 (gennaio-febbraio 1999) e successivaente su "Essere comunisti", 2, (9), pp. 47-51 (settembre-ottobre 2008).

Giorgio Nebbia, nato a Bologna nel 1926, docente universitario di merceologia, gia' parlamentare, impegnato nei movimenti ambientalisti e pacifisti, e' una delle figure di riferimento della riflessione e dell'azione ecologista nel nostro paese. Dal sito di Peacelink riprendiamo la seguente piu' ampia scheda: "Giorgio Nebbia, nato a Bologna nel 1926, professore ordinario di merceologia dell'Universita' di Bari dal 1959 al 1995, ora professore emerito, e' stato deputato e senatore della sinistra indipendente. Giorgio Nebbia si e' dedicato all'analisi del ciclo delle merci, cioe' dei materiali utilizzati e prodotti nel campo delle attivita' umane, agricole e industriali. Nel settore dell'utilizzazione delle risorse naturali ha condotto ampie ricerche sull'energia solare, sulla dissalazione delle acque e ha contribuito all'elaborazione dell'analisi del flusso di acqua e materiali nell'ambito di bacini idrografici. Nel corso delle sue ricerche, di ambito nazionale e internazionale, ha studiato il rapporto fra le attivita' umane e il territorio, con particolare riferimento al metabolismo delle citta', allo smaltimento dei rifiuti e al loro recupero, ai consumi di energia. Giorgio Nebbia e' autore di numerosissime pubblicazioni scientifiche e di alcuni libri divulgativi: L'energia solare e le sue applicazioni (Feltrinelli); Risorse merci materia (Cacucci); Il problema dell'acqua (Cacucci); Sete (Editori Riuniti); La merce e i valori. Per una critica ecologica del capitalismo (Jaca Book). Si e' occupato inoltre di storia della tecnica ed ha fatto parte di commissioni parlamentari sulle condizioni di lavoro nell'industria. E' unanimemente considerato tra i fondatori e i principali esponenti dell'ambientalismo in Italia". Tra le sue molte pubblicazioni segnaliamo particolarmente: Lo sviluppo sostenibile, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1991; La merce e i valori. Per una critica ecologica del capitalismo, Jaca Book, Milano; cfr. anche: Il problema dell'acqua, Cacucci, Bari 1965, 1969; La societa' dei rifiuti, Edipuglia, Bari 1990; Sete, Editori Riuniti, Roma 1991; Alla ricerca di un'Italia sostenibile, Tam tam libri, Mestre 1997; La violenza delle merci, Tam tam libri, Mestre 1999; tra le opere recenti: con Virginio Bettini (a cura di), Il nucleare impossibile. Perche' non conviene tornare al nucleare, Utet Libreria, Torino 2009; Ambientiamoci, Nuovi Equilibri, Viterbo 2011. Si veda anche l'intervista nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 360 (che contiene anche la seguente risposta a una domanda sulla sua biografia: "Sono nato nel 1926 in una famiglia piccolo borghese, ho il diploma di liceo classico, sono laureato in chimica. Dopo la laurea sono stato assunto come assistente di Merceologia, una disciplina che si insegna (sempre meno) nelle Facolta' di Economia, ho avuto quindi l'occasione di vivere una strana esperienza di una persona di educazione naturalistica fra docenti di cultura umanistica (economisti, storici, giuristi). A 32 anni ho "vinto il concorso" alla cattedra di Merceologia nella Facolta' di Economia e Commercio dell'Universita' di Bari dove ho insegnato fino alla pensione, nel 1995. Ho una laurea honoris causa in Discipline economiche e sociali nell'Universita' del Molise e due laurea in Economia e Commercio delle Universita' di Bari e di Foggia. Sono stato coinvolto nei movimenti di difesa dei consumatori, di difesa dell'ambiente, nelle lotte contro l'inquinamento, la caccia e l'energia nucleare, nella protesta contro tutte le forme di armi, a cominciare da quelle nucleari, e contro la guerra. Sono stato impegnato nella diffusione delle conoscenze sulle fonti di energia rinnovabili, soprattutto solare, e mi sono impegnato nell'insegnamento del carattere violento di molte tecnologie, di molte macchine, di molte forme urbane. Sono stato candidato ed eletto al Parlamento come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano e ho fatto parte del gruppo della Sinistra Indipendente alla Camera (1983-1987, collegio di Bari) e al Senato (1987-1992, collegio di Brindisi). Mi sono sposato nel 1955 con una donna che mi ha accompagnato per tutto la vita con una presenza silenziosa e continua anche nelle scelte scomode e che e' morta dopo 54 anni di matrimonio felice nell'agosto 2009. Ho un figlio nato nel 1956, laureato in architettura, impiegato nel campo dell'informatica. Sono un cattolico credente e turbato")]

 

"Nell'ambito della proprieta' privata ogni uomo s'ingegna di procurare all'altro uomo un nuovo bisogno, per costringerlo ad un nuovo sacrificio, per ridurlo ad una nuova dipendenza e sospingerlo ad un nuovo modo di godimento e quindi di rovina economica. Con la massa degli oggetti cresce quindi la sfera degli esseri estranei, ai quali l'uomo e' soggiogato, ed  ogni nuovo prodotto e' un nuovo potenziamento del reciproco inganno e delle reciproche spoliazioni. L'uomo diventa tanto piu' povero come uomo, ha tanto piu' bisogno del denaro, per impadronirsi dell'essere ostile, e la potenza del suo denaro sta giusto in proporzione inversa  alla massa della produzione; in altre parole, la sua miseria cresce nella misura in cui aumenta la potenza del denaro".

Una lucida analisi delle nostre condizioni attuali, di cittadini-lavoratori-consumatori dei paesi industriali, schiavi di bisogni e di merci, inventati da abili specialisti per costringerci a diventare schiavi di un crescente numero di oggetti, per spingerci a qualsiasi sacrificio pur di conquistare i nuovi "esseri ostili"?

I creatori di sempre nuove effimere mode, i fabbricanti di merci e macchinari di breve durata, i teorici della societa'  usa-e-getta, si propongono di soggiogare ciascuno di noi, di renderci piu' poveri proprio in quanto siamo spinti a possedere piu' oggetti. Gli organizzatori delle nuove servitu' e miserie - imprenditori,  proprietari dei mezzi di comunicazione, ormai essi stessi nostri governanti - ci spiegano che si puo' uscire dalla crisi economica soltanto consumando di piu'.

Anzi che questo incremento dei consumi e' indispensabile per la conservazione e l'aumento dei posti di lavoro, per cui i lavoratori-consumatori sono oppressori e oppressi di se stessi, dal momento che, per acquistare le merci da essi stessi prodotte, devono lavorare e farsi sfruttare sempre piu' intensamente.

Ma chi e' l'autore delle righe iniziali di questo articolo ? Il filosofo Marcuse? lo scrittore  Baudrillard? o Vance Packard nella sua denuncia dei persuasori occulti? Ralph Nader, l'avvocato americano dei consumatori? i sociologi della fine degli anni sessanta del Novecento? Nessuno di loro. La citazione si trova nel terzo di quattro quaderni incompiuti scritti a Parigi dal marzo al settembre 1844, da un giovanotto ventiseienne, Karl Marx (1818-1883). Quella del 1844 fu un'estate fondamentale per Marx che a Parigi incontra Engels; da qui comincia la grande avventura dei due giganti. I quaderni in cui furono raccolti i pensieri di Marx di quella primavera-estate, dopo aver girato a lungo, furono pubblicati per la prima volta a Berlino nel 1932, proprio alle soglie dell'avvento del nazismo, col titolo: "Manoscritti economico-filosofici del 1844".

I "manoscritti" furono tradotti in italiano, indipendentemente, da Delio Cantimori, da Galvano Della Volpe e da Norberto Bobbio fra il 1947 e il 1949. La traduzione ed edizione critica di Norberto Bobbio furono pubblicate da Einaudi nel 1949 e poi di nuovo nel 1968, con varie ristampe. Negli anni sessanta del Novecento, sull'onda della contestazione giovanile  ed ecologica, i "Manoscritti del 1844" divennero un libro di culto per la freschezza e attualita' della critica della societa' dei consumi e per la lucidita' con cui e' impostato il rapporto  uomo-natura.

Per  buona memoria delle piu' giovani generazioni di ecologisti vorrei ricordare queste poche righe: "L'uomo (come animale) vive della natura inorganica, e quanto piu' universale e' l'uomo dell'animale, tanto piu' universale e' il regno della natura inorganica di cui egli vive. Le  piante, gli animali, le pietre, l'aria, la luce, ecc. costituiscono anche praticamente una parte della vita umana e dell'umana attivita'. L'uomo vive fisicamente soltanto di questi prodotti naturali. Che l'uomo viva della natura vuol dire che la natura e' il suo corpo, con cui deve stare in costante rapporto".

Ma poco dopo, sempre in questo "primo" manoscritto, Marx ricorda che "l'animale costruisce seconda la misura e il bisogno della specie, a cui appartiene, mentre l'uomo sa produrre secondo la misura di ogni specie; l'uomo costruisce anche secondo le leggi  della bellezza".

Un tema che Marx riprendera' nel 1867, nel quinto capitolo del primo libro del "Capitale" nel  celebre passo che distingue fra il lavoro dell'ape e quello dell'architetto.

Non si dimentichi che il 1844 appartiene ad un periodo fecondissimo per lo sviluppo delle scienze naturali. Negli anni '40 Liebig getta le basi delle leggi della nutrizione vegetale e introduce la "legge del minimo"; Darwin era tornato da poco dal suo viaggio intorno  al mondo con la nave Beagle (1831-1836) e stava meditando, nella sua casa nella campagna inglese, sui rapporti fra le specie viventi e il loro ambiente che trovera' compiuta espressione nel 1859 con il libro "Sull'origine delle specie". Il 1844 precede di molto la prima edizione, del 1864, del celebre libro di George Marsh su "L'uomo e la natura" e la pubblicazione, nel 1866, della conferenza di Haeckel in cui viene usata per la prima volta  la parola "ecologia".

Nella primavera-estate del 1844 il pensiero di Marx si svolge cosi' dalla analisi, di influenza hegeliana, della posizione dell'uomo nella natura, un uomo che e' un animale, in quanto appartiene alla natura, ma e' un animale "speciale". Passa poi a considerare come la societa' basata sulla proprieta' privata metta gli esseri umani uno contro l'altro, per la conquista delle merci e per la sopraffazione. L'origine, la fonte, e, nello stesso tempo, il prodotto, il risultato e la conseguenza necessaria del lavoro alienato e' la proprieta' privata, il cui carattere  e ruolo  sono ripresi nel secondo, il piu' breve, dei "Manoscritti".

Come la proprieta' privata condizioni non solo il lavoro, ma anche i bisogni umani e' descritto in modo suggestivo nel terzo dei "Manoscritti", di cui riproduco alcuni passi nella traduzione di Norberto Bobbio.

"Abbiamo visto quale significato abbia, facendo l'ipotesi del socialismo, la ricchezza dei  bisogni umani, e quindi tanto un nuovo modo di produzione quanto anche un nuovo oggetto di produzione... Nell'ambito della proprieta' privata il significato opposto. Ogni uomo s'ingegna di procurare all'altro uomo un nuovo bisogno, per costringerlo ad un nuovo sacrificio, per ridurlo ad una nuova dipendenza e spingerlo ad un nuovo modo di godimento e quindi di rovina economica. Ognuno cerca di creare al di sopra dell'altro una forza essenziale estranea per trovarvi la soddisfazione del proprio bisogno egoistico.

"Con la massa degli oggetti cresce quindi la sfera degli esseri estranei, ai quali l'uomo e' soggiogato, ed ogni nuovo prodotto e' un nuovo potenziamento del reciproco inganno e delle reciproche  spogliazioni. L'uomo diventa tanto piu' povero come uomo, ha tanto piu' bisogno del denaro, per impadronirsi dell'essere ostile, e la potenza del suo denaro sta giusto in  proporzione inversa alla massa della produzione; in altre parole, la sua miseria cresce nella  misura in cui aumenta la potenza del denaro. Percio' il bisogno del denaro e' il vero bisogno prodotto dall'economia  politica, il solo bisogno che essa produce...

"Cosi' si presenta la cosa anche dal  punto di vista soggettivo: in parte l'estensione dei prodotti e dei bisogni si fa schiava - schiava ingegnosa e sempre calcolatrice - di appetiti disumani, raffinati, innaturali, e immaginari... Il produttore, al fine di carpire qualche  po' di  denaro e di cavare gli zecchini dalle tasche del prossimo cristianamente amato, si adatta ai piu' abietti capricci dei propri simili, fa la parte di mezzano tra i propri simili e i loro bisogni, eccita in loro appetiti morbosi, spia ogni loro debolezza per esigere poi il prezzo dei suoi buoni uffici...".

Lo stile e i termini sono quelli di uno scrittore di un secolo e mezzo fa, ma l'immagine che viene data della societa'  corrisponde perfettamente a quella che abbiamo sotto gli occhi anche oggi: vengono inventate merci non per soddisfare bisogni, ma per asservire ogni persona a nuovi acquisti; vengono creati con le piu' raffinate tecniche, nuovi bisogni per mettere in concorrenza gli esseri umani fra loro, fin dalla piu' tenera eta', colpendo in questo maggiormente le classi meno abbienti che sono costrette a cercare piu' guadagni, leciti e illeciti, per ridursi a sempre nuove dipendenze.

Nel terzo "Manoscritto" seguono poi alcuni passi sulla citta' e sulle abitazioni, che spiegano bene come la conquista della casa non solo debba essere pagata, ma pagata a caro prezzo dalla speculazione che assicura case in zone affollate, con l'aria e le acque contaminate; il tema del degrado urbano si ritrovera' tante volte nelle opere di Marx e di Engels, fino  all'"AntiDuehring" di Engels del 1878.

"Lo stesso bisogno dell'aria aperta - continua il terzo dei "Manoscritti del 1844" - cessa di essere un bisogno nell'operaio; l'uomo ritorna ad abitare nelle caverne, la cui aria pero' e' ormai viziata dal mefitico alito pestilenziale della civilta', e ove egli abita ormai soltanto a titolo precario, rappresentando esse per lui ormai una estranea potenza che puo' essergli sottratta ogni giorno e da cui ogni giorno puo' essere cacciato se non paga. Perche' egli questo sepolcro lo deve pagare.

"La casa luminosa, che, in Eschilo, Prometeo addita come uno dei grandi doni con cui ha trasformato i selvaggi in uomini, non esiste piu' per l'operaio. La luce, l'aria, ecc., la piu' elementare pulizia, di cui anche gli animali godono, cessa di essere un bisogno per l'uomo. La sporcizia, questo impantanarsi e putrefarsi dell'uomo, la fogna (in senso letterale) della civilta', diventa per l'operaio un elemento vitale. Diventa un suo elemento vitale il complesso e innaturale abbandono, la natura putrefatta".

Dopo aver esaminato come l'economia politica governa ed orienta i bisogni umani al servizio del guadagno e del profitto dei capitalisti, Marx parla dell'organizzazione della produzione.

"Il senso che la produzione ha relativamente ai ricchi, si mostra manifestamente nel senso che essa ha per i poveri: verso l'alto la sua manifestazione e' sempre raffinata, dissimulata, ambigua, pura e semplice apparenza; verso il basso e' grossolana, scoperta, leale, vera e  propria realta'. Il bisogno rozzo dell'operaio e' una fonte di guadagno assai maggiore che il bisogno raffinato del ricco. Le abitazioni  nel sottosuolo di Londra rendono ai loro padroni piu' che i palazzi, cioe' rappresentano per loro una ricchezza maggiore, e quindi per usare il linguaggio dell'economia politica, una maggiore ricchezza sociale.

"E cosi', come l'industria specula sul raffinamento dei bisogni, specula altrettanto sulla loro rozzezza; sulla loro rozzezza in quanto e' prodotta ad arte, e di cui pertanto il vero godimento  consiste nell'autostordimento, che e' una soddisfazione del bisogno soltanto apparente, una  forma di civilta' dentro la rozza barbarie del bisogno. Le bettole inglesi sono percio' una rappresentazione simbolica della proprieta' privata. Il loro lusso mostra il vero rapporto del lusso e della ricchezza dell'industria con l'uomo. E sono quindi anche a ragione i soli divertimenti domenicali del popolo trattati per lo meno con mitezza dalla polizia inglese".

Sono tutti temi che Marx riprendera' molte volte nelle sue opere, ma che qui mi sembra vengano formulate con un'ironia e un vigore che non sempre si trovano nelle opere piu' mature. C'e' una soluzione ? Il giovane Marx l'individua nel "comunismo come soppressione  positiva della proprieta' privata intesa come autoestraniazione dell'uomo, e quindi come reale appropriazione dell'essenza dell'uomo mediante l'uomo e per l'uomo; percio' come ritorno dell'uomo per se', dell'uomo come  essere sociale, cioe' umano. Questo comunismo... e' la  vera risoluzione dell'antagonismo fra la natura e l'uomo, fra l'uomo e l'uomo, ... tra la liberta' e la necessita', tra l'individuo e la specie... L'essenza umana della natura esiste soltanto per  l'uomo sociale; infatti soltanto qui la natura esiste per l'uomo come vincolo con l'uomo,  come  esistenza di lui per l'altro e dell'altro per lui, soltanto qui essa esiste come fondamento della  sua propria esistenza umana... Dunque la societa' e' l'unita' essenziale, giunta al proprio compimento, dell'uomo con la natura, la vera risurrezione della natura, il naturalismo compiuto dell'uomo e l'umanismo compiuto della natura".

Le analisi degli ultimi decenni hanno mostrato bene che la radice della crisi ecologica sta proprio nello sfruttamento privato della natura, bene collettivo per eccellenza, per ricavarne quantita' sempre maggiori di merci, progettate e propagandate non per soddisfare bisogni  umani, ma per costringere sempre piu' vaste fasce della popolazione umana a vendere il proprio lavoro per ottenere il denaro necessario per acquistare l'"essere estraneo" di cui parla Marx.

Proprio alla nostra epoca e' toccata la sorte di vedere attuata l'anticipazione di Marx, grazie all'asservimento di uno straordinario mezzo di comunicazione come la televisione - un mezzo che avrebbe potuto essere  liberatorio, strumento di diffusione di conoscenze e di solidarieta' - alla pubblicita' e alla vendita delle merci, alla moltiplicazione dei bisogni, alla creazione di bisogni inutili sempre meno duraturi.

E non destano meraviglia le lotte per la conquista di una maggiore fetta del potere televisivo, il piu' efficace strumento che oggi consente di incantare sempre nuovi acquirenti di merci, capace di creare nuovi miti e modelli da scimmiottare moltiplicando le merci inutili a scapito della conoscenza, della attitudine critica, dei rapporti sociali, tarpando le ali a qualsiasi lotta per l'emancipazione. Si pensi alla "perfezione" delle tecniche per produrre rumore che sovrasta le parole, alle chat lines in cui vengono scambiate banalita' per indurre ad evitare di parlare (chat lines immaginate gia' nel 1951 da Ray Bradbury in "Fahrenheit 451", come strumento inventato dal "Governo" per impedire la lettura, per impedire di pensare "ai fiori dei campi, ai gigli sereni").

E poiche' la crisi ecologica e' proprio il risultato dell'espansione dei bisogni artificiali e dei  consumi, non c'e' da meravigliarsi che i governi di destra rimuovano i controlli e i divieti sui rifiuti, sull'inquinamento, sulla speculazione sui suoli, su qualsiasi cosa che possa rallentare i consumi e gli sprechi.

La rilettura dei "Manoscritti" marxiani di un secolo e mezzo fa potrebbe fornire anche qualche nuova idea sulle linee di lotta di un efficace movimento ambientalista. Certo: e' possibile sporcare un po' meno il mare costruendo depuratori, o smaltire un po' di rifiuti con qualche inceneritore, o salvare qualche milione di uccelli disturbando i cacciatori, e ciascuna di queste azioni e' in se' lodevole, anche se alcune si limitano a spostare la violenza alla natura da una zona all'altra, dall'aria al suolo, dai paesi ricchi a quelli poveri.

Un diverso rapporto con la natura si puo' cercare soltanto in una critica profonda dei rapporti di  proprieta', di produzione, di lavoro, di uso della scienza e della tecnica. Una rivoluzione culturale tutta da inventare e di cui non abbiamo finora modelli a cui riferirci. Le poche societa' che si spacciavano come socialiste e comuniste sono state spesso segnate da catastrofi ecologiche e da violenze umane perche', in realta', esse operavano secondo le stesse regole - dell'espansione della produzione e del potere - "copiate" dalle societa' capitalistiche, e praticavano qualsiasi cosa fuorche' quel comunismo di cui parla Marx.

La grande svolta a destra dei paesi vetero-capitalistici e di quelli neo-capitalistici, sorti dalle ceneri del falso comunismo e dall'avvio all'emancipazione del Sud del mondo, sta rapidamente aggravando la crisi delle risorse naturali, la pressione demografica, la carica di egoismo, violenza e competizione che mette popoli contro popoli, persone contro persone.

E' difficile combattere le battaglie ecologiche quotidiane - che cercano di fermare gli inquinamenti, la contaminazione dovuta ai rifiuti, l'erosione del  suolo, i mutamenti climatici e la perdita della biodiversita', se non si riconosce chiaramente chi e' il nemico.

La separazione degli esseri umani dalla natura, la competizione e la sopraffazione di ciascun uomo e di ciascun gruppo di esseri umani su altri, vanno cercati nelle leggi dell'attuale economia, della proprieta' privata, del profitto. Forse un giorno, forse presto, la situazione ambientale dei terrestri sara' cosi' grave da indurli a ripensare al proprio futuro in termini completamente nuovi e diversi dagli attuali: forse la rilettura di Marx, un giorno, ci aiutera' a ricordare e capire le radici della crisi e ci suggerira' qualche soluzione. E speriamo che non sia necessario aspettare altri 150 anni!

 

2. RICONOSCIMENTI. ALLA DOTTORESSA ANTONELLA LITTA IL PREMIO "TROTULA" 2013

 

Il comitato che si e' opposto al mega-aeroporto di Viterbo e che s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti, gioisce per l'attribuzione alla dottoressa Antonella Litta, nostra portavoce, del prestigioso "Premio internazionale Trotula de Ruggiero", che le verra' consegnato con una cerimonia pubblica che si svolgera' nel Duomo di Salerno il 25 novembre 2013.

Con questo premio ancora una volta si riconosce il valore dell'impegno professionale ed umano, scientifico e civile, intellettuale e morale della dottoressa Litta, impegno ad un tempo per la salute delle persone e per la protezione della biosfera, ma anche per la legalita' e per la pace, per i diritti umani e la nonviolenza.

Che l'attribuzione di questo premio possa contribuire a sensibilizzare sempre piu' persone sull'urgente necessita' di impegnarsi tutti in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani e dell'unico mondo vivente di cui l'umanita' e' essa stessa parte.

Che l'attribuzione di questo premio possa contribuire a persuadere tanto la societa' civile quanto le istituzioni ad un corale e nitido impegno in difesa della salute e dell'ambiente, ovvero del bene comune.

Ad Antonella Litta attestiamo una volta ancora la nostra gratitudine, la nostra stima e il nostro affetto.

Osvaldo Ercoli, Emanuele Petriglia, Alessandro Pizzi, Peppe Sini e tutte le altre persone impegnate nel comitato che si e' opposto al mega-aeroporto di Viterbo e che s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti

Viterbo, 23 novembre 2013

Il comitato che si e' opposto al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti ha promosso e guidato dal 2007 la vittoriosa mobilitazione popolare che ha difeso la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame di dantesca memoria dalla minaccia di una illegale ed irreversibile devastazione. Il comitato e' nato da una lettera aperta di Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani", ed e' animato da alcune delle piu' stimate personalita' dell'impegno morale e civile nell'Alto Lazio, come il professor Osvaldo Ercoli ed il professor Alessandro Pizzi; ne e' portavoce la dottoressa Antonella Litta, che e' anche figura di riferimento in Italia dell'impegno per la salubrita' delle acque; tra i suoi fondatori anche il compianto Alfio Pannega (1925-2010), luminoso maestro di dignita', simbolo indimenticabile della Viterbo popolare, antifascista e solidale.

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Allegato primo. Una breve notizia sulla dottoressa Antonella Litta

Antonella Litta svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (Vt). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) e per questa associazione e' responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo di studio su "Trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno alla salute". E' referente per l'Ordine dei medici di Viterbo per l'iniziativa congiunta Fnomceo-Isde "Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre". Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' locali ed internazionali. E' impegnata nell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) a livello locale e provinciale. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio con iniziative di solidarieta' concreta. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente. E' la portavoce del Comitato che si e' opposto vittoriosamente all'insensato ed illegale mega-aeroporto di Viterbo salvando la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame di dantesca memoria e che s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Come rappresentante dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia) ha promosso una rilevante iniziativa per il risanamento delle acque del lago di Vico e in difesa della salute della popolazione dei comuni circumlacuali. E' oggi in Italia figura di riferimento nella denuncia della presenza dell'arsenico nelle acque destinate al consumo umano, e nella proposta di iniziative specifiche e adeguate da parte delle istituzioni per la dearsenificazione delle acque e la difesa della salute della popolazione. Per il suo impegno in difesa di ambiente, salute e diritti alla dottoressa Antonella Litta e' stato attribuito il 6 marzo 2013 a Roma il prestigioso "Premio Donne, Pace e Ambiente Wangari Maathai". Il 18 ottobre 2013 ad Arezzo in occasione delle settime "Giornate italiane mediche per l'ambiente" le e' stato conferito il prestigioso riconoscimento da parte della "International Society of Doctors for the Environment" con la motivazione "per la convinta testimonianza, il costante impegno, l'attenzione alla formazione e all'informazione sulle principali problematiche nell'ambito dell'ambiente e della salute". Il 25 novembre 2013 a Salerno le verra' consegnato il prestigioso Premio "Trotula de Ruggiero".

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Allegato secondo. Il 25 novembre a Salerno

Il 25 novembre 2013 nel Duomo di Salerno, in occasione della Festa di Santa Caterina Alessandrina patrona della Scuola Medica Salernitana, la dottoressa Antonella Litta ricevera' il Premio "Trotula de Ruggiero" 2013.

Il premio e' intitolato alla figura di Trotula de Ruggiero, di nobile famiglia, donna medico, docente ed autrice di trattati scientifici, vissuta intorno al 1100, che fece parte della prestigiosa Scuola medica salernitana; esso e' attribuito ogni anno a donne che si sono particolarmente distinte nel campo della ricerca scientifica.

L'iniziativa del Premio "Trotula de Ruggiero" e' promossa dall'Ordine dei Medici di Salerno, dal Centro Studi Civitas Hippocratica, dalla Nuova Scuola Medica Salernitana, con autorevoli patrocini tra cui spicca quello dell'Universita' di Salerno.

Prima della cerimonia di consegna del Premio, nel Duomo verra' celebrata la messa dall'arcivescovo di Salerno Luigi Moretti.

 

3. INIZIATIVE. IL 25 NOVEMBRE LA GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

 

Ovunque si promuovano iniziative.

Sosteniamo la proposta dello sciopero contro il femminicidio. Per contatti: sito: www.scioperodelledonne.it, http://scioperodonne.wordpress.com/, e-mail: organizza.scioperodonne at gmail.com

 

4. INIZIATIVE. UN APPELLO AL PARLAMENTO ITALIANO: FACCIA CESSARE LE STRAGI NEL MEDITERRANEO

[Riproponiamo ancora una volta il seguente appello]

 

Rivolgiamo un appello al parlamento italiano: faccia cessare le stragi nel Mediterraneo legiferando il diritto per tutti gli esseri umani ad entrare in Italia - ed attraverso l'Italia in Europa - in modo legale e sicuro.

Ogni essere umano ha diritto alla vita. Ogni essere umano ha diritto alla libera circolazione sull'unico pianeta casa comune dell'umanita' intera. Vi e' una sola umanita' e tutti gli esseri umani ne fanno parte.

 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

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Numero 776 del 23 novembre 2013

 

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