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[Nonviolenza] Coi piedi per terra. 780



 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 780 del 20 dicembre 2013

 

In questo numero:

1. Alcuni testi del mese di novembre 2013 (parte quarta e conclusiva)

2. Un riconoscimento, un appello

3. Una semplice constatazione

4. Oggi la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

5. In memoria di Elsa Morante, nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

6. Il criminale capo della destra golpista, razzista, filomafiosa e neofascista pretende

7. In memoria di Angelica Balabanoff, nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

8. Consegnato alla dottoressa Antonella Litta il prestigioso Premio "Trotula de Ruggiero" 2013

9. Per i novant'anni di Luigi Bettazzi

10. In memoria di Sebastiano Timpanaro

11. Vittorio Emanuele Giuntella, maestro di sapienza e di umanita'

12. Una liberazione

13. In ricordo di Lucio Magri

14. In memoria di Dorothy Day, nel XXXIII anniversario della scomparsa

15. Ricordato Carlo Levi a Viterbo, a centoundici anni dalla nascita

 

1. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI NOVEMBRE 2013 (PARTE QUARTA E CONCLUSIVA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di novembre 2013.

 

2. UN RICONOSCIMENTO, UN APPELLO

 

L'attribuzione il 25 novembre del Premio "Trotula de Ruggiero" ad Antonella Litta, nel nome e nel ricordo della scienziata medioevale, e nel giorno in cui l'Onu convoca alla lotta contro la violenza sulle donne, riconosce il valore dell'operato di una persona strenuamente impegnata per i diritti umani e la difesa della biosfera, per la pace e la giustizia, per la legalita' e la democrazia, per la solidarieta' che ogni essere umano riconosce, raggiunge e sostiene e dell'intero mondo vivente si sente responsabile e si prende cura.

Questo riconoscimento costituisce anche un appello ad ogni persona di volonta' buona e di retto sentire: l'appello a far proprio l'impegno di Antonella Litta, l'appello all'azione nonviolenta per il bene comune...

 

3. UNA SEMPLICE CONSTATAZIONE

 

Sono gli uomini a commettere violenza sulle donne.

Il maschilismo e' gia' il fascismo.

Tanto  la violenza sulle donne quanto la violenza sull'ambiente sono espressione della violenza maschilista e patriarcale.

Solo abolendo la violenza maschilista e patriarcale e' possibile realizzare una societa' di persone libere, eguali in diritti, responsabili e solidali.

Solo abolendo la violenza maschilista e patriarcale e' possibile abolire la guerra ed ogni totalitarismo.

La lotta contro la violenza maschilista e patriarcale e' il primo bisogno ed il primo dovere dell'umanita'.

 

4. OGGI LA GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

 

Contro il femminicidio, contro la violenza maschilista e patriarcale.

Per l'eguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani, per la liberazione dell'umanita'.

 

5. IN MEMORIA DI ELSA MORANTE, NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

 

Si e' svolto la mattina di lunedi' 25 novembre 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani", in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, un incontro di studio "In memoria di Elsa Morante" nell'anniversario della morte della grande scrittrice.

Nel corso dell'incontro sono stati letti e commentati vari brani dalle opere principali di Elsa Morante ed e' stato ricordato il suo strenuo impegno contro la violenza.

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Gia' mesi addietro in un precedente incontro di studio che la struttura nonviolenta viterbese aveva dedicato alla grande scrittrice era stato messo in rilievo "l'appassionato e generoso impegno di Elsa Morante: l'amore per gli umiliati e offesi, i diversi, gli emarginati; l'opposizione ad ogni potere violento, all'ingiustizia sociale, a tutte le forme di sfruttamento, oppressione, persecuzione, denegazione di dignita'. Un'opera come La storia e' una denuncia indimenticabile della guerra e della violenza; Il mondo salvato dai ragazzini e' forse il gioiello del '68 italiano, testimonianza convulsa di un dolore inestinguibile ed insieme un piccolo manuale di meditazione e di proposta politica nonviolenta; e da Menzogna e sortilegio fino ad Aracoeli l'intero arco della sua opera narrativa maggiore configura non solo una testimonianza storica ed un fare artistico e linguistico preziosi e irrinunciabili, ma anche un riflettere e un lottare - con le armi della poesia, pasolinianamente - su decisive questioni esistenziali, sociali, politiche, antropologiche, le questioni che ancora ci arrovellano, le questioni su cui si qualifica e si decide il pensare e l'agire della nonviolenza in cammino, la lotta delle oppresse e degli oppressi per la liberazione dell'umanita' e la difesa della biosfera. Elsa Morante e' ancora una nostra compagna di lotta. Anche nel suo ricordo e alla sua scuola ed in suo nome la nonviolenza e' in cammino".

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Elsa Morante (Roma, 18 agosto 1912 - 25 novembre 1985) e' stata una delle piu' grandi scrittrici italiane del Novecento. Opere di Elsa Morante: segnaliamo almeno Il gioco segreto, Garzanti, Milano 1941; Menzogna e sortilegio, Einaudi, Torino 1948; L'isola di Arturo, Einaudi, Torino 1957; Alibi, Longanesi, Milano 1958; Lo scialle andaluso, Einaudi, Torino 1963; Il mondo salvato dai ragazzini, Einaudi, Torino 1968; La storia, Einaudi, Torino 1974; Aracoeli, Einaudi, Torino 1982. Si veda anche almeno Pro o contro la bomba atomica e altri scritti, Adelphi, Milano 1987; "Piccolo manifesto" e altri scritti, Linea d'ombra, Milano 1988; ed anche Le straordinarie avventure di Caterina, Einaudi, Torino 1959. Un'edizione in due volumi delle Opere e' apparsa presso Mondadori, Milano 1988. Opere su Elsa Morante: segnaliamo almeno Carlo Sgorlon, Invito alla lettura di Elsa Morante, Mursia, Milano 1972; Gianni Venturi, Elsa Morante, La Nuova Italia, Firenze 1977; Goffredo Fofi, Adriano Sofri (a cura di), Festa per Elsa, Sellerio, Palermo 2011. Cfr. anche il saggio riportato nelle "Notizie minime della nonviolenza in cammino" n. 549.

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Concludendo l'incontro il responsabile della struttura nonviolenta viterbese ha sottolineato come la coincidenza dell'anniversario della scomparsa della scrittrice con la Giornata indetta dall'Onu contro la violenza sulle donne inviti ad una riflessione e ad un impegno di fedelta' alla lotta nonviolenta di Elsa Morante contro tutte le violenze, le menzogne e le oppressioni; inviti ad una riflessione e ad un impegno contro la violenza maschilista e patriarcale.

Il maschilismo e' gia' il fascismo. Esso e' infatti adorazione della violenza ed assunzione della violenza come primaria modalita' relazionale. Ed e' quindi aggressione alla persona: oppressione, sfruttamento, guerra; aggressione alla natura: appropriazione, inquinamento, devastazione; aggressione al linguaggio: turpiloquio, scatologia, afasia; aggressione alle relazioni: brutalita', denegazione della dignita' dell'altro, dissolvimento della convivenza. Di tutte queste forme di aggressione alla realta' la violenza maschilista sulle donne e' il modello e la matrice.

Opporsi alla violenza maschilista e patriarcale e' quindi il primo dovere di ogni persona senziente e pensante: e' il primo passo per costruire relazioni autentiche ed armoniose, degne e degnificanti, fondate sul rispetto per la vita, la dignita' e i diritti di ogni essere umano, cosi' come sul rispetto e la cura per la biosfera, l'unico mondo che abbiamo, casa comune dell'umanita' di cui la stessa umanita' e' parte.

All'ascolto di Elsa Morante, nell'impegno contro il femminicidio e contro ogni forma di violenza e menzogna, la nonviolenza e' in cammino, il cammino di liberazione dell'umanita', il cammino della responsabilita', della solidarieta', della comprensione e della condivisione.

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Le persone partecipanti all'incontro hanno espresso ancora una volta pieno sostegno all'appello al parlamento italiano affinche' "faccia cessare le stragi nel Mediterraneo legiferando il diritto per tutti gli esseri umani ad entrare in Italia - ed attraverso l'Italia in Europa - in modo legale e sicuro. Ogni essere umano ha diritto alla vita. Ogni essere umano ha diritto alla libera circolazione sull'unico pianeta casa comune dell'umanita' intera. Vi e' una sola umanita' e tutti gli esseri umani ne fanno parte".

Le persone partecipanti all'incontro si sono unite alla profonda gioia per l'attribuzione alla dottoressa Antonella Litta del Premio "Trotula de Ruggiero" 2013, che le sara' consegnato oggi a Salerno, in riconoscimento del suo straordinario impegno scientifico e umano.

Le persone partecipanti all'incontro hanno riaffermato un corale persuaso impegno per l'eliminazione della violenza contro le donne.

La nonviolenza e' in cammino.

 

6. IL CRIMINALE CAPO DELLA DESTRA GOLPISTA, RAZZISTA, FILOMAFIOSA E NEOFASCISTA PRETENDE

 

Pretende che la legge dello stato italiano non valga per lui.

Pretende che il principio di realta' non valga per lui.

Pretende che la piu' elementare morale da tutti condivisa non valga per lui.

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Pretende la piu' assoluta impunita'.

Pretende la distruzione dello stato di diritto.

Pretende la fine dell'ordinamento democratico.

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Pretende un po' troppo, ci sembra.

 

7. IN MEMORIA DI ANGELICA BALABANOFF, NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

 

Nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, si e' svolto nel pomeriggio del 25 novembre 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro in memoria di Angelica Balabanoff, la grande dirigente socialista del movimento operaio, del movimento pacifista, dell'impegno antifascista ed antitotalitario, nata a Cernigov, nei pressi di Kiev, il 4 agosto 1877 e deceduta a Roma il 25 novembre 1965.

L'incontro pomeridiano ha fatto seguito a quello mattutino dedicato ad Elsa Morante.

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Concludendo l'incontro, il responsabile della struttura nonviolenta viterbese ha ricordato quanto gia' evidenziato in un incontro di studio svoltosi alcuni mesi fa, ovvero "come la figura e l'azione di Angelica Balabanoff siano state a lungo sottovalutate, e come invece essa sia una delle grandi figure delle lotte di liberazione del XX secolo, e come le sue esperienze e riflessioni approntino risorse indispensabili all'impegno intellettuale, morale e civile per la democrazia e i diritti umani di tutti gli esseri umani, per un agire fondato sul principio responsabilita', per l'azione che e' oggi da condurre per la salvezza dell'umanita' e del mondo vivente. All'ascolto e alla scuola della testimonianza e dell'opera di Angelica Balabanoff, nel grato ricordo della sua luminosa figura, nel portarne avanti la lotta e il messaggio, la nonviolenza e' in cammino".

Nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, nel ricordo di Angelica Balabanoff, si levi ovunque un appello affinche' si rafforzi, si estenda e si approfondisca la coscientizzazione e l'impegno contro la violenza maschilista e patriarcale.

Nella consapevolezza che vale per il 25 novembre quanto piu' volte affermato in relazione all'8 marzo, Giornata internazionale di lotta per i diritti delle donne: "Non solo l'8 marzo, ma tutti i giorni dell'anno occorre lottare contro il femminicidio e la violenza sessuale. Non solo l'8 marzo, ma tutti i giorni dell'anno occorre lottare contro il maschilismo e il patriarcato. Non solo l'8 marzo, ma tutti i giorni dell'anno occorre lottare in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani. Non solo l'8 marzo, ma tutti i giorni dell'anno occorre lottare contro tutte le violenze e tutte le complicita' con la violenza e tutte le ideologie della violenza. Non solo l'8 marzo, ma tutti i giorni dell'anno occorre che siano l'8 marzo. Vi e' questa ineludibile evidenza: che la violenza maschile contro le donne e' la prima radice di ogni altra violenza. Vi e' questa ineludibile evidenza: che la violenza maschile contro le donne e' il primo nemico dell'umanita'. Vi e' questa ineludibile evidenza: ne discende il tuo primo dovere. La lotta delle donne per la liberazione dell'umanita' e' la corrente calda della nonviolenza in cammino. Questo significa l'8 marzo. Sostenere la lotta delle donne per la liberazione dell'umanita' e' il primo dovere di ogni persona decente. Questo significa l'8 marzo. Ogni volta che fai la cosa giusta per contrastare la violenza maschilista, quel giorno e' l'8 marzo. Non solo l'8 marzo, ma tutti i giorni dell'anno occorre che siano l'8 marzo".

E nella consapevolezza, anch'essa gia' piu' volte affermata, che "ancora una volta si conferma questa cruciale verita': che solo se si riuscira' a contrastare, sconfiggere, abolire la violenza maschile, e l'ideologia e le strutture e le prassi della violenza maschilista e patriarcale, solo allora si riuscira' a difendere e promuovere i diritti umani di tutti gli esseri umani, a realizzare pace e giustizia, civile convivenza responsabile e solidale tra tutti gli esseri umani e tra gli esseri umani e l'intero mondo vivente. La nonviolenza e' in cammino con volto e con voce di donna, con passo lieve di danza, in profonda schiudente armonia, in una trama relazionale che unisce in piena coerenza mezzi e fini, che avvicina persona a persona e l'umanita' intera raggiunge, riconosce, libera".

Nella consapevolezza che innanzitutto per gli uomini e' necessario porsi alla scuola del femminismo, il femminismo che e' la teoria e la prassi della resistenza alla violenza maschilista e patriarcale, il femminismo che e' la teoria e la prassi della liberazione dell'umanita' da tutte le violenze, come avemmo a dire piu' volte gia' in passato: "Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che vi e' una sola umanita', composta di persone tutte differenti le une dalle altre e tutte eguali in diritti. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che sfera personale e sfera politica non sono separate da un abisso: sempre siamo esseri umani. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza del partire da se'. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza dell'incontro con l'altro. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che e' la nascita, l'esperienza e la categoria che fonda l'umana convivenza, l'umano sapere. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la pluralita', e quindi la relazione, e' la modalita' di esistenza propria dell'umanita'. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che i corpi contano, che noi siamo i nostro corpi. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che ogni forma di autoritarismo, ogni forma di militarismo, ogni forma di dogmatismo reca gia' la negazione dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la prima radice dell'organizzazione sociale e della trama relazionale violenta e' nel maschilismo e nel patriarcato. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo la nonviolenza contrasta la violenza, che solo il bene vince il male, che solo l'amore si oppone alla morte, che solo l'ascolto consente la parola. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune e' generare e proteggere la vita, prendersi cura delle persone e del mondo per amore delle persone e del mondo. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune e' opporsi ad ogni oppressione, ad ogni sfruttamento, ad ogni ingiustizia, ad ogni umiliazione, ad ogni denegazione di umanita', ad ogni devastazione della biosfera. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo l'arte della compassione fonda la lotta di liberazione. Il femminismo che e' il massimo inveramento storico della nonviolenza. Il femminismo che e' la corrente calda della nonviolenza. Il femminismo che e' il cuore pulsante del movimento di autocoscienza e di liberazione dell'umanita'".

Opporsi alla violenza maschilista e patriarcale e' il primo dovere di ogni persona impegnata per la giustizia e per la liberta', per l'eguaglianza di diritti di ogni essere umano e quindi per la convivenza solidale ed armoniosa dell'umanita' intera; per la pace che salva le vite; per la legalita' che si oppone a tutte le violenze; per il rispetto e la cura della biosfera, unico nostro comune mondo vivente di cui siamo parte; per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani comprese le generazioni future.

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Un profilo biobibliografico di Angelica Balabanoff (estratto dal Dizionario biografico degli italiani) e' stato ripubblicato in "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 451 ed e' disponibile nella rete telematica.

 

8. CONSEGNATO ALLA DOTTORESSA ANTONELLA LITTA IL PRESTIGIOSO PREMIO "TROTULA DE RUGGIERO" 2013

 

Il 25 novembre 2013 nel Duomo di Salerno, in occasione della festa di Santa Caterina d'Alessandria patrona della Scuola Medica Salernitana, e' stato consegnato alla dottoressa Antonella Litta il prestigioso Premio "Trotula de Ruggiero" 2013. La consegna del premio e' stata effettuata dal presidente dell'Ordine dei Medici di Salerno.

L'iniziativa del Premio "Trotula de Ruggiero" e' promossa dall'Ordine dei Medici di Salerno, dal Centro Studi Civitas Hippocratica, dalla Nuova Scuola Medica Salernitana, con autorevoli patrocinii, tra cui quello dell'Universita' di Salerno. Il premio e' intitolato alla figura di Trotula de Ruggiero, di nobile famiglia, donna medico, docente ed autrice di trattati scientifici, vissuta intorno al 1100, che fece parte della prestigiosa Scuola medica salernitana; esso e' attribuito ogni anno a donne che si sono particolarmente distinte nel campo della ricerca scientifica.

Prima della cerimonia di consegna del Premio, nel Duomo e' stata celebrata la messa dall'arcivescovo di Salerno Luigi Moretti.

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Alla dottoressa Antonella Litta esprimiamo ancora una volta le nostre vivissime congratulazioni.

L'associazione "Respirare"

Viterbo, 25 novembre 2013

L'associazione "Respirare" e' stata promossa a Viterbo da associazioni e movimenti ecopacifisti e nonviolenti, per il diritto alla salute e la difesa dell'ambiente.

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Una breve notizia sulla dottoressa Antonella Litta

Antonella Litta svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (Vt). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) e per questa associazione e' responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo di studio su "Trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno alla salute". E' referente per l'Ordine dei medici di Viterbo per l'iniziativa congiunta Fnomceo-Isde "Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre". Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' locali ed internazionali. E' impegnata nell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) a livello locale e provinciale. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio con iniziative di solidarieta' concreta. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente. E' la portavoce del Comitato che si e' opposto vittoriosamente all'insensato ed illegale mega-aeroporto di Viterbo salvando la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame di dantesca memoria e che s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Come rappresentante dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia) ha promosso una rilevante iniziativa per il risanamento delle acque del lago di Vico e in difesa della salute della popolazione dei comuni circumlacuali. E' oggi in Italia figura di riferimento nella denuncia della presenza dell'arsenico nelle acque destinate al consumo umano, e nella proposta di iniziative specifiche e adeguate da parte delle istituzioni per la dearsenificazione delle acque e la difesa della salute della popolazione. Per il suo impegno in difesa di ambiente, salute e diritti alla dottoressa Antonella Litta e' stato attribuito il 6 marzo 2013 a Roma il prestigioso "Premio Donne, Pace e Ambiente Wangari Maathai" con la motivazione: "per l'impegno a tutela della salute dei cittadini e della salubrita' del territorio". Il 18 ottobre 2013 ad Arezzo in occasione delle settime "Giornate italiane mediche per l'ambiente" le e' stato conferito il prestigioso riconoscimento da parte della "International Society of Doctors for the Environment" con la motivazione: "per la convinta testimonianza, il costante impegno, l'attenzione alla formazione e all'informazione sulle principali problematiche nell'ambito dell'ambiente e della salute". Il 25 novembre 2013 a Salerno le e' stato attribuito il prestigioso Premio "Trotula de Ruggiero".

 

9. PER I NOVANT'ANNI DI LUIGI BETTAZZI

 

Anche noi formuliamo i piu' fervidi auguri a monsignor Luigi Bettazzi che il 26 novembre ha compiuto novant'anni.

Della nonviolenza in cammino uno dei maestri piu' grandi.

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Una breve notizia su Luigi Bettazzi

Luigi Bettazzi, nato a Treviso nel 1923, per molti anni vescovo di Ivrea e presidente di Pax Christi, e' una delle figure piu' vive della cultura e della prassi di pace. Ordinato sacerdote nel 1945 e vescovo dal 1963; teologo, professore di filosofia, di storia della filosofia e della morale sociale, padre conciliare e vescovo emerito di Ivrea, e' stato presidente di Pax Christi Italia e di Pax Christi International (il prestigioso movimento cattolico internazionale per la pace), presidente della commissione "Justitia et pax" della Conferenza episcopale italiana (Cei), ed e' una delle figure di riferimento per il movimento pacifista e le persone di volonta' buona. Dal sito dell'Enciclopedia multimediale delle scienze filosofiche (www.emsf.rai.it) ci piace riportare, come esempio del garbo (e dell'autoironia) di monsignor Bettazzi, l'esordio di autopresentazione personale di alcune sue conversazioni televisive tenute anni fa con studenti di scuole medie superiori: I) "Sono Luigi Bettazzi. Sono nato a Treviso, dove mio padre lavorava, nel 1923. Poi, con la famiglia, ci siamo trasferiti a Bologna, che e' la citta' di mia madre, dove sono diventato prete, son diventato vescovo. Nel 1963 ho fatto ancora tre anni del Concilio Ecumenico Vaticano II. Sono uno dei due vescovi in funzione ancora, che hanno fatto il Concilio. Dalla fine del '66 sono vescovo di Ivrea. Nel 1968 fui nominato presidente nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace. Nel 1978 sono diventato presidente internazionale, fino all'85. Ed e' in questo ruolo che ho avuto occasione di interessarmi dei diritti dell'uomo, del disarmo, di avere anche qualche intervento di carattere pubblico, per cui qualche volta si e' parlato di me". II) "Da 32 anni sono vescovo di Ivrea. Sono stato per molti anni presidente di Pax Christi, il movimento cattolico internazionale per la pace. Per diciassette anni presidente italiano, per gli ultimi sette anche internazionale. Mi hanno coinvolto in tanti problemi, missioni in Centro America, in Africa, conoscenza col Vietnam. Forse questi sono i motivi per cui ho dovuto interessarmi in modo particolare di questi problemi, di carattere sociale, anche internazionale". III) "Mi chiamo Luigi Bettazzi, sono nato a Treviso, ma mio padre era torinese, di famiglia toscana, mia mamma bolognese ed e' lei che m'ha insegnato a parlare. La lingua e' materna. Sono stato prete a Bologna, poi vescovo ausiliario a Bologna e nel gennaio del '67 vescovo di Ivrea. Avendo compiuto i 75 anni sono andato in pensione. Gia' e' entrato a Ivrea il mio successore. Sono stato insegnante di filosofia nel seminario e di religione nelle scuole. Cosi', qualche contatto e il piacere di parlare con i giovani l'ho ancora". Opere di Luigi Bettazzi: tra le molte sue pubblicazioni segnaliamo ad esempio Intelligenza e fede (1963); Una Chiesa per tutti (1971); La Chiesa fra gli uomini (1972); La carne di Dio (1974); Farsi uomo (1977); Al di la'... al di dentro (1978); Cari bambini, caro vescovo (1979); Ateo a diciotto anni? (1982); Il cristiano e la pace (1983); tra le opere piu' recenti: La sinistra di Dio, La Meridiana, Molfetta 1996; Don Tonino Bello. Invito alla lettura, Paoline, Cinisello Balsamo 2001; La Chiesa oltre le rughe, Edb, Bologna 2001; La Chiesa dei poveri nel Concilio e oggi, Pazzini, 2001; Il Padre nostro..., Ave, Roma 2002; Poverta' e servizio, Pazzini, 2003; Giovani per la pace, La Meridiana, Molfetta 2004; Esseri ed essere. Cicaleccio... per filosofi principianti, Pazzini, 2004; Non spegnere lo spirito, Queriniana, Brescia 2006; Anticlericali e clericali. Dal Risorgimento italiano alla nonviolenza, Edb, Bologna 2006; Chi crede in Cristo sara' salvo, Cittadella, Assisi 2007; Carne e spirito. Adamo, Gesu' Cristo... e la pace fra gli uomini, Cittadella, Assisi 2007; (con Aldo Maria Valli), Difendere il Concilio, San Paolo, 2008; In dialogo con i lontani, Aliberti, Roma 2009; Vescovo e laico? Una spiegazione per gli amici, Edb, Bologna 2010; Il Concilio, i giovani e il popolo di Dio, Edb, Bologna 2011; Viva il papa, viva il popolo di Dio. Cicaleccio sul Concilio Vaticano II, Edb, Bologna 2013. Opere su Luigi Bettazzi: Alberto Vitali, Luigi Bettazzi. Il progetto e l'azione di un costruttore di pace, Paoline, 2013. Segnaliamo anche la lettera aperta di Bettazzi al segretario del PCI Luigi Berlinguer del 1976, che diede luogo ad una risposta di Berlinguer nel '77; e' stata pubblicata con altri materiali in Antonio Tato' (a cura di), Comunisti e mondo cattolico oggi, Editori Riuniti, Roma 1977.

 

10. IN MEMORIA DI SEBASTIANO TIMPANARO

 

Il 26 novembre del 2000 scompariva Sebastiano Timpanaro, uno dei nostri maestri di rigore intellettuale, morale e politico, uno dei nostri maestri di impegno civile nella lotta per la dignita' umana e la liberazione degli oppressi.

Lo ricordiamo e lo ringraziamo ancora per la sua opera di studioso e di militante per la causa dell'umanita'.

La nonviolenza e' in cammino.

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Una breve notizia su Sebastiano Timpanaro

Sebastiano Timpanaro, nato a Parma il 5 febbraio 1923, studioso di filologia classica, della cultura dell'Ottocento, di questioni inerenti al materialismo e al marxismo, ma anche alla linguistica ed alla psicoanalisi; uno dei piu' acuti interpreti di Leopardi e dei piu' rigorosi intellettuali della sinistra italiana; e' deceduto a Firenze il 26 novembre 2000. Tra le opere di Sebastiano Timpanaro segnaliamo almeno La filologia di Giacomo Leopardi, Le Monnier, Firenze 1955, poi Laterza, Roma-Bari 1978, 1997; La genesi del metodo del Lachmann, Le Monnier, Firenze 1963, poi Liviana, Padova 1981; Classicismo e illuminismo nell'Ottocento italiano, Nistri-Lischi, Pisa 1965, 1969, 1988; Sul materialismo, Nistri-Lischi, Pisa 1970, 1975, poi Unicopli, Milano 1997; Antileopardiani e neomoderati nella sinistra italiana, Ets, Pisa 1982; Il lapsus freudiano, La Nuova Italia, Firenze 1974, poi Bollati Boringhieri, Torino 2002; Aspetti e figure della cultura ottocentesca, Nistri-Lischi, Pisa 1980; Il socialismo di Edmondo de Amicis. Lettura del "Primo maggio", Bertani, Verona 1983; Per la storia della filologia virgiliana antica, Salerno, Roma 1986; La "fobia romana" e altri scritti su Freud e Meringer, Ets, Pisa 1992; Nuovi studi sul nostro Ottocento, Nistri-Lischi, Pisa 1995; Il Verde e il Rosso. Scritti militanti 1966-2000, Odradek, Roma 2001; Virgilianisti antichi e tradizione indiretta, Olschki, Firenze 2001; Sulla linguistica dell'Ottocento, Il Mulino, Bologna 2005; segnaliamo anche particolarmente la sua traduzione di Cicerone, Della divinazione, e quella di Holbach, Il buon senso, ambedue presso Garzanti, Milano rispettivamente 1985 e 1988, con vasto ed eccellente suo apparato critico. La rivista "Una citta'", nel n. 92, del febbraio 2001, cosi' lo presentava in apertura di intervista a Luca Baranelli in suo ricordo (intervista riprodotta anche ne "La domenica della nonviolenza", n. 65 del 19 marzo 2006): "Filologo e latinista di fama mondiale, uomo schivo e appartato, insegnante in scuole medie e professionali e poi, per tantissimi anni, 'correttore di bozze' com'egli amava definirsi, marxista e materialista, militante del Psi e poi del Psiup con simpatie per Trotsky, intellettuale attentissimo e appassionato alle vicende politiche e culturali italiane e internazionali, autore di testi sul materialismo, lo strutturalismo, la psicoanalisi, accolti dal silenzio degli specialisti eppur fondamentali, studioso massimo del Leopardi...". Un ricordo di Sebastiano Timpanaro scritto da Luigi Cortesi, apparso sulla rivista "Giano", n. 36 del 2000, e' riprodotto ne "La nonviolenza e' in cammino" n. 1044 del 5 settembre 2005; un ricordo di Sebastiano Timpanaro scritto da Vincenzo Di Benedetto, apparso sulla rivista "Athenet on line. Notizie e approfondimenti dall'Universita' di Pisa", n. 6, maggio 2002, e' riprodotto ne "La nonviolenza e' in cammino" n. 1043 del 4 settembre 2005.

 

11. VITTORIO EMANUELE GIUNTELLA, MAESTRO DI SAPIENZA E DI UMANITA'

 

Si e' svolto mercoledi' 27 novembre 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro in memoria di Vittorio Emanuele Giuntella (Soriano nel Cimino, 8 luglio 1913 - Roma, 27 novembre 1996), di cui ricorre quest'anno il centenario della nascita.

Nel corso dell'incontro sono stati letti e commentati alcuni testi dell'illustre studioso e luminoso maestro di vita, che lungo l'intero arco della sua esistenza fu costantemente impegnato in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.

Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese ha rievocato con viva commozione alcuni dei suoi personali ricordi legati all'alto magistero, al generoso impegno ed all'inesauribile bonta' di quell'indimenticabile maestro.

Nel ricordo di Vittorio Emanuele Giuntella le persone partecipanti all'incontro hanno rinnovato la richiesta al Parlamento di un necessario e urgente impegno legislativo per la pace e i diritti umani, in primo luogo facendo cessare la persecuzione di migranti, nomadi e viaggianti.

Le persone partecipanti all'incontro hanno espresso ancora una volta pieno sostegno all'appello al parlamento italiano affinche' "faccia cessare le stragi nel Mediterraneo legiferando il diritto per tutti gli esseri umani ad entrare in Italia - ed attraverso l'Italia in Europa - in modo legale e sicuro. Ogni essere umano ha diritto alla vita. Ogni essere umano ha diritto alla libera circolazione sull'unico pianeta casa comune dell'umanita' intera. Vi e' una sola umanita' e tutti gli esseri umani ne fanno parte".

Nel nome e nel ricordo di Vittorio Emanuele Giuntella la nonviolenza e' in cammino.

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Una breve notizia su Vittorio Emanuele Giuntella

Vittorio Emanuele Giuntella (Soriano nel Cimino, 8 luglio 1913 - Roma, 27 novembre 1996) e' uno dei grandi maestri di vita e testimoni della dignita' umana del Novecento.

Ufficiale degli alpini, dopo l'8 settembre rifiuto' di porsi al servizio dei nazisti e fu internato in lager.

Docente di storia dell'eta' dell'Illuminismo all'Universita' di Roma, ha formato generazioni di studenti all'amore per il sapere e per l'umanita', al rigore intellettuale e morale, all'impegno culturale e civile.

Fondatore dell'Opera Nomadi ed impegnato in numerose iniziative di solidarieta', ha sempre difeso i diritti umani di tutti gli esseri umani.

Ha scritto saggi e libri di incomparabile profondita', la cui lettura rende migliori.

E' stato un uomo coraggioso e generoso, un luminoso esempio di amore per la verita', un autentico maestro di nonviolenza.

 

12. UNA LIBERAZIONE

 

Il criminale che lungo un ventennio ha ripetutamente portato al governo la destra golpista, razzista, filomafiosa e neofascista con esiti abominevoli; il criminale che ha ridotto l'Italia alla catastrofe economica, sociale, civile e morale; il criminale che con l'uso sistematico della menzogna e della frode, della corruzione e della prostituzione, del pervertimento e del delitto, ha massacrato dignita' e diritti di tutti; il criminale irridente spregiatore e protervo effrangitore dello stato di diritto, della legalita' repubblicana, dell'ordinamento democratico; quel criminale e' stato finalmente allontanato dal Parlamento.

E' un bene per questo paese.

E' una liberazione per ogni persona di volonta' buona.

La lotta continua.

La nonviolenza e' in cammino.

 

13. IN RICORDO DI LUCIO MAGRI

 

Due anni fa moriva Lucio Magri.

Nel secondo anniversario della scomparsa il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo ne ricorda la figura, la riflessione e l'impegno per l'eguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani, per la liberazione di tutte le oppresse e tutti gli oppressi, per la difesa del mondo vivente; per la pace, la giustizia, la solidarieta' che ogni essere umano riconosce, raggiunge e sostiene; contro ogni menzogna ed ogni iniquita'; per una societa' in cui a ciascuno sia dato secondo i suoi bisogni, da ciascuno sia dato secondo le sue capacita'.

 

14. IN MEMORIA DI DOROTHY DAY, NEL XXXIII ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA

 

Il 29 novembre 2013 il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo ricorda Dorothy Day, nel XXXIII anniversario della scomparsa.

Dorothy Day e' stata una grande militante nonviolenta americana (nata l'8 novembre 1897, deceduta il 29 novembre 1980), fondatrice del movimento del "Catholic Worker" (e della rivista omonima); ha condotto innumerevoli lotte per la pace e la giustizia, ed ha fondato decine di case di ospitalita' urbane e di comunita' agricole per i piu' poveri. Tra le opere di Dorothy Day: Una lunga solitudine. Autobiografia, Jaca Book, Milano 1984. Tra le opere su Dorothy Day: Jim Forest, L'anarchica di Dio, Paoline, Cinisello Balsamo 1994; W. Miller, Dorothy Day e il Catholic Worker Movement, Jaca Book, Milano 1981. Un sito utile: www.catholicworker.org

Nel ricordo di Dorothy Day prosegue la lotta contro tutte le violenze; nel ricordo di Dorothy Day prosegue la lotta per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani e per la difesa della biosfera; nel ricordo di Dorothy Day la nonviolenza e' in cammino.

 

15. RICORDATO CARLO LEVI A VITERBO, A CENTOUNDICI ANNI DALLA NASCITA

 

Si e' svolto nel pomeriggio di venerdi' 29 novembre 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio in memoria di Carlo Levi di cui ricorre il CXI anniversario della nascita.

Nel corso dell'incontro sono stati letti e commentati alcuni testi del grande scrittore, artista, combattente antifascista per i diritti e la liberazione delle persone e dei popoli.

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Carlo Levi, medico, pittore, scrittore, militante politico antifascista, meridionalista. Nato a Torino il 29 novembre 1902, amico di Piero Gobetti e dei fratelli Rosselli, impegnato in "Giustizia e Liberta'", arrestato e mandato al confino, emigra poi in Francia, rientra in Italia ed e' a Firenze durante la Resistenza. Dirigente del Partito d'Azione, impegnato per i diritti delle popolazioni del sud, senatore indipendente di sinistra, e' morto il 4 gennaio 1975 a Roma. Tra le opere di Carlo Levi: in volume cfr. almeno Cristo si e' fermato a Eboli, 1945; Paura della liberta', 1946; L'orologio, 1950; Le parole sono pietre, 1955; Il futuro ha un cuore antico, 1956; La doppia notte dei tigli, 1959; Tutto il miele e' finito, 1964; Quaderno a cancelli, 1979, tutti presso Einaudi. Presso la casa editrice Donzelli sono recentemente apparsi vari volumi di scritti, conversazioni, interviste e dipinti di Carlo Levi: Galleria di ritratti, 2000; Le mille patrie, 2000; Lo specchio, 2001; Paesaggi, 2001; Prima e dopo le parole, 2001; Roma fuggitiva, 2002, 2011; Le tracce della memoria, 2002; Un dolente amore per la vita, 2003; Il pianeta senza confini, 2003; Le ragioni dei topi, 2004; Il dovere dei tempi, 2005; Siamo liberati, 2005; Poesie, 2008. Tra le opere su Carlo Levi: Giovanni Falaschi, Carlo Levi, La Nuova Italia, Firenze 1972, 1978; Mario Miccinesi, Invito alla lettura di Carlo Levi, Mursia, Milano 1973; Ghislana Sirovich, L'azione politica di Carlo Levi, Il Ventaglio, Roma 1988; Gigliola De Donato, Sergio D'Amaro, Un torinese del Sud: Carlo Levi, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2001, 2005.

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Nel ricordo di Carlo Levi le persone partecipanti all'incontro hanno espresso ancora una volta pieno sostegno all'appello al parlamento italiano affinche' "faccia cessare le stragi nel Mediterraneo legiferando il diritto per tutti gli esseri umani ad entrare in Italia - ed attraverso l'Italia in Europa - in modo legale e sicuro. Ogni essere umano ha diritto alla vita. Ogni essere umano ha diritto alla libera circolazione sull'unico pianeta casa comune dell'umanita' intera. Vi e' una sola umanita' e tutti gli esseri umani ne fanno parte".

Nel ricordo di Carlo Levi la nonviolenza e' in cammino.

 

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COI PIEDI PER TERRA

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Numero 780 del 20 dicembre 2013

 

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